La stagione “D’oro” del biathlon femminile

Dorothea Wierer ha portato un enorme lustro al nostro paese dal punto di vista sportivo andando a raggiungere un obiettivo che mai nessuno era, prima di ieri, riuscita  a nessuna altra atleta, ossia andare a conquistare la Coppa del Mondo generale di Biathlon dopo una stagione a dir poco sensazionale vissuta con un testa a testa meravigliosa con la compagna di squadra Lisa Vittozzi.

Una stagione meravigliosa coronata davvero da quello che è stato il perseguimento di un obiettivo finale che ha il sapore non soltanto del trionfo, perché sarebbe riduttivo, ma anche del sapore dolce della consapevolezza che  non solo il lavoro duro paga sempre quando lo si coordina con il proprio talento esattamente come un primo violino all’interno di un’orchestra unica, ma ti regala una soddisfazione per la quale vale la pena esistere e per la quale si spinge a 2000 orari sin dall’inizio della propria carriera.

Gli altri leggono di sport, chi esercita invece questa professione rispecchia nei propri occhi il connubio allo stato più puro tra dovere ed emozioni, tra prestazione e trionfo, tra lacrime e sorrisi, ma soprattutto della consapevolezza di essere forte, dannatamente forte, più di quanto si pensi, più di quanto si pensava, donandosi la convinzione di poter spingersi in futuro ancora più in là

La forza di una grande donna la si riconosce attraverso quelli che sono gli enormi sacrifici fatti nel corso del tempo per andare verso il vettore di un sogno in modo tale da trasformarlo in realtà. E spesso questi sogni, diventando realtà, vanno ad illuminare di gioia tutti coloro che ammirano i gesti necessari per tali compimenti, facendo emozionare lungo il viale dei brividi lungo la schiena. Questa ragazza, ieri, di gesto ne ha compiuto un altro, l’ultimo necessario per coronare il suo sogno e non soltanto il suo, scrivendo una pagina enorme di storia che meriterebbe ben più altro risalto dopo aver portato il tricolore sulla vetta più alta che ci sia.

Ma di certo non é possibile, come detto, dimenticarsi della nostra Lisa Vittozzi che ha concluso proprio alle spalle di Dorothea: La meraviglia che sei, la luce che brilla dentro il profondo dei tuoi occhi, la dicono lunga anche sulla tua forza gridandola anche al più lontano dei venti che ti spingerà sempre più lontano facendo di raggiungere la meta per perseguire quelli che sono i risultati che meriti.

Oggi più che mai, le nevi che si dividono tra sci e carabine, parlano indelebilmente azzurro oggi ponendo delle basi stabili anche per il domani.

La restaurazione alpina firmata da Henrik Kristoffersen

Kristoffersen
Kristoffersen in gara a Zagabria Sljeme il 5 gennaio 2017

Tra i protagonisti assoluti della seconda parte della stagione 2018/19 dello sci alpino tra Coppa del Mondo e Campionati Mondiali, senza dubbio Henrik Kristoffersen occupa una parte di assoluto rilievo in sede d’importanza fondamentale.

Il talento norvegese dopo un anno passato all’ombra di Marcel Hirscher e dopo un inizio di stagione altalenante condotta sulla stessa linea di quella passata, ha saputo trarre profitto dal suo enorme e serio lavoro e semina dopo semina ha raccolto dei frutti molto importanti nel “secondo tempo” griffato 2019 andando a ricercare e ritrovare quei sorrisi di gioia che aveva smarrito fino a qualche tempo prima.

Henrik Kristoffersen, inutile anche dirlo, è un autentico fenomeno: le sue qualità sono sempre sotto gli occhi di tutti perché riesce a coniugare una grande forza atletica ad una eleganza innata sempre piacevole a vedersi; decisamente diverso da Hirscher ma ugualmente efficace nel suo gesto tecnico che è tornato a tramutarsi molto spesso alla voce inerente alla vittoria: il suo trionfo ad Åre proprio davanti a Marcel al Mondiale in specialità super-g è stato il volano che lo ha spinto a raggiungere anche altre due vittorie in Coppa del Mondo, sempre in GS a Bansko e a Kranjska Gora, dopo che aveva rotto il digiuno (dopo poco meno di un anno di distanza dall’ultimo acuto) in quel del prestigioso ambito di Kitzbuhel in SL.

Un ritorno molto importante per quanto concerne lo sport invernale che ha sempre necessità di vedere al meglio tutti i suoi principali esponenti ed “artisti” ma soprattutto per lui in prospettiva: una restaurazione che può portare in Kristoffersen ulteriori certezze perché, se davvero Hirscher decidesse di ritirarsi, spetterebbero tutte a lui le luci dei riflettori in fatto di puntata perché avrebbe finalmente l’opportunità di giocarsi ancor di più delle carte importanti senza il suo avversario più pericoloso. In caso contrario Henrik non è un uomo che si tira indietro alle sfide e, se Hirscher ritornerà siam certi che lo farà al top della forma, come siamo certi parimenti che il campione di Lørenskog adesso avrà tutte le carte in regole per cercare di mettere ancora una volta lo sci davanti all’austriaco.

Ad ogni caso, tra tanti interrogativi e dubbi una certezza l’abbiamo: Henrik Kristoffersen, è davvero tornato.

Quale futuro per Re Marcel per la stagione che verrà?

Hirscher

In or out?

La domanda post-season dello sci alpino 2018/19 mirata già a quelli che saranno gli eventi che ci porteranno sino al 2020 è sempre la seguente: Marcel Hirscher deciderà di continuare sulle piste più importanti di tutto il mondo o deciderà di appendere gli sci al chiodo e chiudere sul più bello una carriera a dir poco inarrivabile?

Ieri, a margine di un incontro con i cronisti avvenuta nella splendida cornice di Vienna dove a far da sfondo alle parole c’erano tutti e 8 i globi generali di cristallo conquistati consecutivamente nelle ultime 8 stagioni del fuoriclasse salisburghese, queste sono state le sue parole: “non posso darvi una risposta oggi sul mio ritiro, non c’è un piano A o un piano B, voglio decidere in fretta, ma sono passate appena 48 ore dalla mia ultima gara e sono davvero molto stanco dopo questa stagione. Sono 10 anni che gareggio in Coppa del Mondo, voglio vedere come mi sentirò in vista dell’estate, se fisicamente e mentalmente posso fare un’altra stagione importante anche perché ho anni e non più 18 e se decidessi di continuare, lo farei per vincere la Coppa. E per riuscirci bisogna essere al 100%“.

Parole abbastanza decise da parte di Hirscher che lasciano aperte tutte le porte possibili per quanto concerne quelli che sono gli ambiti inerenti al suo futuro. Re Marcel questa stagione ha portato a casa, come detto, l’ottava Coppa del Mondo generale di fila assieme ai globi di specialità in slalom e in gigante per un totale di nove trionfi su una base di 15 sul podio volte senza dimenticare l’oro iridato ad Åre in slalom più l’argento in gigante ai recenti Campionati del Mondo.

Marcel ha condotto una stagione strepitosa nel suo avvio, lasciando poco più che briciole agli avversari cadendo in piccole sbavature in maniera totalmente rara per poi, dopo i Mondiali, tirare un pò il freno e rallentando le sue prestazioni a sinonimo di una stanchezza evidente e più che giustificata dopo aver spinto al massimo praticamente da sempre. Campioni come lui non si accontentano mai e, se davvero capisse che quel massimo non riuscisse più ad arpionarlo, allora la scelta di fermarsi sarebbe assolutamente prevalente.

Questione di fuoriclasse, questione di fame di vittoria, questione di motivazioni; motivazioni che potrebbero giungere al pensiero di battere il record di vittorie di Stenmark in Coppa del Mondo oppure, gettando l’occhio più alla lontana, ai futuri giochi Olimpici per cercare di prendere l’ultima casella che gli manca da inserire alla sua prestigiosa ed unica bacheca, ossia il titolo olimpico nella specialità che più ama, lo slalom speciale.

Da sportivi tutti quanti ci auspichiamo che il GOAT possa spingere per continuare la sua carriera in modo tale da omaggiarci attraverso dei gesti tecnici assolutamente straordinari cercando di rimpinguare ancor di più dei record incredibili, rispettando comunque ogni sua decisione essendogli sempre grati per lo spettacolo e le emozioni che ci ha regalato, da numero assoluto, dentro e fuori la pista.

Dal sogno alla realtà: la favola di Dorothea e Dominik

Gli occhi di Dorotea e di Dominik.

Gli occhi di due ragazzi che hanno lavorato sodo il giorno dopo giorno e che ieri finalmente hanno visto ripagati tutti i loro sacrifici; occhi che trasudano di gioia e di soddisfazione per sé stessi e per chiunque li abbia spinti oltre il vento attraverso un poligono e un paio di sci.

Le gesta ieri di Wierer e di Windisch hanno commosso tutta l’Italia, perfino coloro che di Biathlon non si occupano mai, perché è stato il raggiungimento di un risultato incredibile che va al di là della storia che riunisce ogni persona sotto la lunga ala della commozione e della vibrazione delle emozioni all’ombra dell’orgoglio tricolore pronunciato dalla nostra bandiera.

Una vittoria incredibile che avrebbe meritato più spazio all’interno delle cronache sportive nazionali laddove le copertine si sono dedicate tutte o quasi per un derby calcistico che valeva addirittura un terzo e un quarto posto, una roba veramente inconcepibile che cozza davanti alla conquista del risultato più grande per la carriera di un atleta e, in questo caso di atleti sulla vetta più alta del pianeta ne abbiamo piazzati ben due.

La conquista ieri da parte dei nostri due fuoriclasse al campionato del mondo di Biathlon è stata quella che generalmente si può rappresentare come più importante all’interno di un percorso professionale di vita che un atleta decide di intraprendere il quale, attraverso sacrifici e dedizione massima, cerca di coronare il sogno della propria vita, un sogno trasformato in realtà ieri per tutti e due; vincere un mondiale non è una cosa da poco, è semplicemente la raccolta dei frutti dopo tutto ciò che si è seminato nel corso della propria vita, non mollando mai, rifiutandosi di arrendersi anche davanti alle salite più ripide che alla sola visione ti incitano a mollare.

L’insegnamento che ci han dato questi due ragazzi è un serio monito posto davanti a tutti coloro che vogliono intraprendere una qualsiasi sfida, professionale e non necessariamente sportiva, concernente il non ritrovarsi ma in uno stato di resa ma lottando sempre comunque raggiungere quelli che sono i propri obiettivi. Come Dorothea. Come Dominik. Che ieri sono stati unici e che han rappresentato una elevazione nel mondo dello sport facendo vibrare le corde delle emozioni all’interno del nostro cuore.

Ora più che mai dobbiamo più di un grazie a Dorotea e a Dominik perché loro due, sì, sono l’orgoglio di tutti noi e la speranza per tanti giovani che vanno alla ricerca della trasformazione dei loro sogni più nitidi, rappresentando un esempio genuino da seguire, leale, dove si mette in risalto che la vita in un attimo ti ripaga di un enorme tempo speso rincorrere un qualcosa di tanto agognato.

Alle volte, si sa, basta un semplice attimo per far scorrere la vita.

 

Finali Soldeu: in super-g sfere le di cristallo brillano nelle mani di Dominik Paris e Mikaela Shiffrin

A Soldeu si pone fine alla stagione della velocità con l’assegnazione degli ultimi verdetti nell’ambito di velocità in quel dello sci alpino per quanto concerne la Coppa del Mondo edizione targata 2018/19 oramai prossima al traguardo finale e la soddisfazione, azzurra, è arrivata eccome.

Dominik Paris scrive la storia dello sci italiano e va a trionfare, dopo la discesa ieri anche nel super-g e oltre la gara (Terza doppietta dell’anno) porta a casa anche la Coppa del Mondo di specialità per una giornata indimenticabile in merito allo sport italiano invernale e in generale. Dominik suggella dopo l’oro mondiale anche la sfera a testimonianza di un’annata a dir poco strepitosa che fa segnare la sesta vittoria nell’arco della stagione, la sedicesima in generale.

Tra le donne Mikaela Shiffrin scrive una nuova pagina di storia dello sci alpino andando a conquistare la sfera di cristallo piazzandosi al quarto posto a pari merito con l’austriaca Nicole Schmidhofer divenendo la prima atleta a vincere sia tale il titolo che quello in slalom speciale nell’arco della stessa stagione; terza Coppa del Mondo alzata al cielo nell’arco di pochi giorni, con quella generale, in attesa di sigillare anche il gigante.

La competizione maschile, oltre a Paris, ha visto sul podio anche lo svizzero Mauro Caviezel che torna sul podio staccato di 15 centesimi dall’italiano, mentre il terzo posto va all’austriaco Kriechmayr che deve abbandonare ogni sogno di vittoria di classifica essendo stato sopravanzato dal nostro atleta; l’altro azzurro in gara, Christoph Innerhofer chiude in quinta posizione, preceduto dal norvegese Jansrud, con un distacco di settanta centesimi dal compagno di squadra.

Sula gara, delle donne invece la vittoria va a una strepitosa Rebensburg seguita da Tamara Tippler con un gap di 15 centesimi che precede la nostra Federica Brignone, terza, staccata di 34 centesimi dalla vetta che prende il podio numero 28 nella sua carriera. Finisce settima Sofia Goggia, nona Nadia Fanchini, mentre più attardate le altre azzurre con il quattordicesimo posto di Elena Curtoni e il sedicesimo du Francesca Marsaglia a testimonianza di un avvio in chiaro scuro in queste finali per i colori azzurri.

Finali Soldeu: Dominik Paris ancora da sogno in discesa libera, ma la coppa di specialità va a Beat Feuz

Quando sei il numero, e scendi da numero uno, il risultato non può che essere scontato: la vittoria.

Un sontuoso Dominik Paris vince la quarta discesa della sua stagione trionfando a Soldeu nella prima finale alpina di questa settimana illuminando il cielo dell’Andorra arrivando a 15 gradini più alti del podio in carriera nel circuito maggiore; un trionfo immenso che fa il paio con la soddisfazione di Beat Feuz che, come da pronostico grazie al piazzamento numero sei, conquista la sfera di cristallo di specialità grazie ad una stagione molto precisa.

Paris è sceso in una maniera impeccabile praticando, ancora una volta, delle scie molto pulite e dirette che gli consentono al momento di avere una scorrevolezza da paura anticipando di 34 centesimi il Campione del Mondo in carica di specialità Jansrud, e di 41 l’atleta di casa Austria Striedinger.

Christof Innerhofer, che ha chiuso al diciassettesimo posto a 1.49 di ritardo con una prova piuttosto anonima; per i colori azzurri per Paris il giorno importante sarà domani alle ore 12 per cercare di portare a casa la Coppa del Mondo di super-g avendo un vantaggio di 44 punti su Kriechmayr.

Sci Alpino: tutto pronto per il gran finale di Coppa del Mondo in quel di Soldeu

La stagione 2018/19 di sci alpino tra conferme e smentite, emozioni e brividi, sensazioni e sussulti, sta per volgere al termine in terra d’Andorra con il gran finale della Coppa del Mondo dove si effettueranno le gare finali.

Soldeu è un meraviglioso villaggio situato, come detto all’interno del Principato di Andorra sorgente sulla sponda nord del fiume Valira d’Oriente con più o meno 1000 anime al suo interno, contenente dei sontuosi impianti sciistici tra i più importanti di tutti i Pirenei e quest’anno teatro delle finali di Coppa del Mondo di sci alpino dove, i migliori, si daranno battaglia per arpionare le ultime sfere di cristallo rimaste.

Il programma è estremamente intenso ed accattivante: si inizierà domani con l’ambito di velocità con le due Discese, quella maschile, alle ore 10.30 mentre quella femminile, ore 12.00. Giovedì sarà il turno di SuperG con le donne che daranno il via alle competizioni alle ore 10.30, mentre gli uomini, con i fari puntati sul leader di specialità azzurro Dominik Paris alle ore 12.00; venerdì invece spazio al Team Event alle ore 12.00.

La tecnica scenderà in campo inizialmente sabato con il Gigante maschile dove 1a manche sarà effettuata ore 9.30 e la seconda alle 12.15, mentre le donne effettueranno lo Slalom con 1a manche alle 10.30 e seconda alle 13.15; domenica, infine, si chiuderanno i battenti con inversione tra uomini e donne delle rispettive specialità, con il Gigante femminile con 1a manche ore 9.30 e seconda 12.15, mentre per lo Slalom maschile, 1a manche alle ore 10.30 e 2a alle 13.15; ovviamente, tutte le gare andranno in onda in diretta RaiSport+ ed Eurosport.

La stagione è letteralmente volata tra Coppa e Campionati del Mondo, ma ancora ci sarà spazio per emozioni prima di chiudere il sipario dopo 5 mesi intensi e magici.

Zenhaeusern sorprende tutti e va a trionfare nello slalom speciale di Kranjska Gora

Dopo i paralleli arriva anche l’acuto nelle altre specialità: Ramon Zenhaeusern sale sugli scudi e va a trionfare nello slalom di Kranjska Gora nell’ultima gara di Coppa del Mondo prima delle finali di Soldeu.

L’atleta elvetico colleziona una splendida rimonta dal settimo posto arpionato dopo prima manche, ponendo in essere il successo con una seconda manche a dir poco sontuosa che lo porta sul gradino più alto del podio dopo gli ultimi due paralleli di Stoccolma.

Velocità, scorrevolezza, e temerarietà han fatto per lui la differenza soprattutto nella parte di più ripida interpretando la pista meglio di tutti assumendo una velocità incredibile e andando, da vero outsider, a sorprendere tutti gli altri contender costringendoli a distacchi “Shiffriniani” a partire dal norvegese Henrik Kristoffersen fresco vincitore del gigante di ieri, che si prende la seconda posizione con un gap di +1.15 beffando di due centesimi Marcel Hirscher che nella giornata di ieri aveva già matematicamente portato a Salisburgo l’ottava Sfera di Cristallo generale consecutiva nonostante un fine settimane non all’altezza delle sue aspettative anche a causa di una neve non proprio ideale alle sue caratteristiche tecniche.

Niente da fare per i colori azzurri nonostante un sontuoso Manfred Moelgg che nella prima manche aveva chiuso al secondo posto ma che poi si è dovuto fermare alla piazza numero sei a +1.85 dalla vetta oggi rossocrociata. Ottavo posto per Stefano Gross a pari merito con Andre Myhrer e Clement Noel, mentre inforca Giuliano Razzoli che, sin a quel momento, stava scendendo in una maniera più che ottimale.

Zenhaeusern questa stagione aveva già stupito in parallelo sia in Coppa del Mondo sia ai Campionati Mondiali (Senza dimenticare la prova olimpica dello scorso anno): se continua in questo modo, allora i suoi rivali possono cominciare per la prospettiva a temerlo in una maniera estremamente importante.

A Kranjska Gora la gloria è tutta del padrone del gigante Henrik Kristoffersen

Henrik Kristoffersen

Henrik Kristoffersen, ancora una volta da Campione del mondo, imprime la sua legge nello slalom gigante in quel di Kranjska Gora e va a vincere la gara magistralmente imprimendo un ritmo insostenibile sia nella prima che nella seconda manche.

Quarta vittoria in Coppa del Mondo per il fuoriclasse iridato in carica, la 18ma in carriera a testimonianza di una sua nuova crescita e freschezza anche in prospettiva futura.

Una giornata trionfale per i colori norvegesi che piazzano, per la prima volta in carriera sul podio, il classe 1993 Windigstad a soli 24 centesimi di distacco mentre terzo finisce lo svizzero Odermatt a 56 centesimi anche lui in fatto di prime volte; podio tutto nuovo quindi con dei ragazzi che finalmente raggiungono le vette auspicate dopo tanto duro lavoro; quarto ottimo risultato, migliore in carriera per l’altro svizzero Noger mentre finisce quinto Pinturault. Hirscher a fatica, non era la sua neve e chiude in sesta posizione non riuscendo ad esprimere la sua tecnica e torna deluso una volta tagliato il traguardo con la testa sicuramente già a domani per la prova di slalom.

Giornata nera per i colori italiani che riescono a far qualificare nella seconda manche il nostro veterano Manfred Moelgg in 24ma a testimonianza che, per il nostro movimento, in prospettiva per l’anno prossimo ci sarà molto e molto da lavorare.

A Špindlerův Mlýn in slalom la vittoria numero 58 di una inarrivabile Mikaela Shiffrin

Le braccia aperte ad accogliere nuova gloria alla luce del nuovo trionfo in Coppa del Mondo per la migliore slalomista dell’intera faccia della terra.

Mikaela Shiffrin non si fa attendere e dopo il terzo posto di ieri in gigante, si riscatta prontamente mettendo la sua personale bandierina anche a Spindleruv Mlyn in Repubblica Ceca arpionando la 58ma vittoria in Coppa del Mondo al termine di un’altra gara gestita magistralmente sia nella prima che nella seconda.

Precisa, rapida, e vogliosa di riscattarsi la 23enne di Vail non fa attendere l’acuto dopo la giornata di ieri e conferma ancora una volta di essere la numero uno in assoluto al mondo e in questa specialità andando a precedere una superba Wendy Holdener che si deve accontentare ancora una volta della piazza d’onore distaccata di 85 centesimi, mentre il resto delle atlete han subito distacchi clamorosi: terza Petra Vlhova addirittura a poco più di 2 secondi, mentre quarta finisce una meravigliosa Katharina Truppe che rimonta 12 posizioni a 2.63, e chiude i primi 5 la norvegese Kristin Lysdhal a 2.73.

Male purtroppo le nostre azzurre che ancora una volta non trovano il bandolo della matassa riuscendo a qualificare solamente Chiara Costazza ed Irene Curtoni che chiudono lontanissime in 21ma e 25ma posizione.

Lo sci femminile è sempre più nel segno di Her Majesty Mikaela Shiffrin.