Sci d’erba: a trionfare tra gli uomini è Bartak, ma c’è tanta Italia nei podi finali

Chiude con una vittoria azzurra targata Mattia Arrigoni davanti al pubblico di casa di Schilpario, l’edizione 2019 della Coppa del mondo di sci d’erba, la quale, dopo tre vittorie consecutive a firma di Edoardo Frau, quest’anno va nelle mani del giovane talento della Repubblica Ceca Martin Bartak. Arrigoni trionfa chiudendo in slalom il tempo di 39″13, davanti allo svizzero Mirko Hueppi di 37 centesimi e al compagno di squadra Stefan Portmann per 43.

Edoardo Frau chiude ai bordi del podio staccato di un gap di 99 centesimi che non gli consento di insidiare il campione ceco che chiude con 1085 punti la classifica generale portandosi a casa tutte le classifiche di specialità eccezion fatta per quella di slalom portata ancora una volta nel nostro paese da Lorenzo Gritti; ancora Italia nell’ambito della Coppa per Nazioni che va agli azzurri per il secondo anno di fila.

Tra le donne ennesimo acuto di Jacqueline Gerlach he vince anche nel super-G ponendo il sigillo finale dopo un dominio durato per tutta la stagione che la consacra portandosi in Austria la sfera di cristallo.

L’appuntamento per una grande ed entusiasmante stagione di sci d’erba è per la prossima estate.

Sci d’erba: Schilpario zona di assegnazione sfera di cristallo

A Schilpario si assegnerà in questo weekend la Coppa del Mondo di sci d’erba 2019: nella prima giornata delle finali, giornata amara per Edoardo Frau: il fuoriclasse neo campione del mondo con obiettivo posto sul settimo titolo, esce di scena inforcando nella manche di slalom valevole per la super-combinata che è stata conquistato dal suo avversario, Martin Barak, portandosi in una situazione di netto vantaggio in termini di classifica generale: buone notizie invece dal settore femminile con Alessandra Manzoni che si piazza terza al traguardo con 3″38 di ritardo dalla prima classificata Jacqueline Gerlach, già campionessa, che

Oggi invece Frau, in quel della prima manche di slalom, si è classificato al quarto posto, a 53 centesimi dal ceco Jan Borak che è in testa con il tempo di 40’83”. Il tedesco Marcell Knapp occupa la seconda posizione seguito da Mirko Hueppi; tra le donne si conferma ancora una volta over the top Jacqueline Gerlach davanti a Adela Kettnerova e Nikola Fricova. Chiude quinta Alessandra Manzoni a 3’80” dalla cima della classifica.

Per le prossime gare, in attesa della seconda manche odierna, appuntamento a domani con il gigante: la prima manche avrà inizio alle 10,15, la seconda vedrà lo start alle 14,15. Domenica invece show con il super-g alle 10,45.

Henrik Kristoffersen all’assalto del trono alpino

Con l’addio di Marcel Hirscher alle competizioni annunciato nel weekend scorso al mondo tra tanta commozione mista a rispetto per il più grande sci a dire di ogni epoca, in ottica Coppa del Mondo e più in generale nel circuito, si aprono degli scenari interessanti per capire chi possa prendere il suo posto a sedere sul trono più alto dello sci alpino.

A tal proposito la figura di Henrik Kristoffersen é senza ombra di dubbio quella che viene più in auge all’interno dei pensieri che possiamo collezionare in merito a questa tesi; andando ad analizzare nel dettaglio quelli che sono stati i risultati di ultime stagioni, il norvegese è stato sostanzialmente l’unico in grado di provare quantomeno a tener testa al fuoriclasse austriaco dovendosi accontentare tantissime volte della seconda piazza alle spalle del salisburghese.

Molto spesso il nativo di Lørenskog, si è mostrato inizialmente insofferente nei confronti di un atleta che ha rappresentato un vero e proprio muro nella stragrande maggioranza dei casi in sede di graduatorie finali, per poi accettare la situazione mettendosi a lavorare sodo per provare a contrastarlo ogni volta sempre di più alzando l’asticella.

Kristoffersen è un atleta semplicemente straordinario che ha avuto la sfortuna in questi anni di trovarsi davanti un mostro sacro come Hirscher, ma adesso con il ritiro di quest’ultimo lo specialista del tecnico proveniente dalle fredde terre del nord Europa, può tentare l’assalto alla corona essendo più sgombro soprattutto anche di mente e di conseguenza libero da una serie di pensieri che gli potrebbero permettere di aumentare le sue prestazioni gara dopo gara.

La vita comunque sarà abbastanza complicata soprattutto perché c’è il giovane talento Clemente Noel, proveniente dalla Francia in rampa di lancio assolutamente scalpitante che mira a dimostrare di essere il numero uno all’interno di una squadra francese estremamente forte dove figura tra gli altri anche un certo Alexis Pinturault che di vittorie ne sa eccome.

Quindi un bel carico di aspettative che adesso inevitabilmente si farà a capo di colui che è attualmente il vice campione, e dove tutti si aspettano che riuscirà a succedere alla sequela di vittorie dell’austriaco; Kristoffersen dovrà essere abbastanza bravo a gestire il tutto e dovrà lavorare oltre che sul piano tecnico cercando di alzare l’asticella e migliorando sempre di più dall’alto delle sue qualità e dei suoi margini di miglioramento che sono incredibili, anche sull’aspetto mentale che é stato un autentico punto di forza del salisburghese in questi anni unici, che gli ha consentito di raggiungere i risultati più incredibili.

La sfida quindi è aperta, ma se tanto ci dà tanto, un fuoriclasse del genere come Henrik già sta lavorando per farsi trovare pronto

Danke Marcel

Chi vi scrive, ogni tanto mette come sottofondo qualche base musicale specifica per lasciarsi guidare dall’ispirazione in modo tale apporre su questo foglio bianco come la neve ma digitale, nel migliore dei modi possibili, una serie di parole volte a raccontare determinate vicissitudini in merito agli sport invernali.

Stasera, mercoledì 4 settembre poco dopo le ore 21, passa per lo stereo un pezzo abbastanza noto che sa di immensità, ossia “Shine On You Crazy Diamond”, Pink Floyd, una composizione quasi sacrale composta da David Gilmour, Roger Waters e Richard Wright nel lontano ’74, realizzata per omaggiare un “certo” Syd affermando, nel testo, che esso continuerà a brillare: alle volte la musica va di pari passo con le emozioni e con gli eventi, e siccome spesso molte cose non capitano per caso, questo è un autentico richiamo per celebrare e ringraziare uno che di storia ne ha scritta parecchia e che stasera, attraverso un semplice ritiro a sole 30 primavere, fa ufficialmente il suo ingresso nel Gotha delle Leggende dello sport in generale laddove la storia non si conclude, ma brilla e splende in eterno: Marcel Hirscher.

Danke Marcel.

Danke per averci mostrato prima e spiegato poi come si può interpretare una curva in mezzo a una serie di paletti ad una velocità folle, mantenendo ben saldo l’equilibrio e rimanendo in piedi, facendoci comprendere successivamente che sfidare le leggi della fisica, si può.

Danke per averci condotto, a prescindere dalla nazionalità di appartenenza, sotto la tua ala di tifo sfegatato contagiando tutti con la tua forza e la tua immensità degna dei più grandi sportivi di ogni epoca.

Danke per essere stato un autentico esempio da seguire, vero, unico, dove nonostante le inarrivabili vittorie, sia dal punto di vista estetico che numerico, hai mantenuto sempre la classe e la semplicità di un qualsiasi esordiente dentro e fuori la pista, non sottovalutando mai nessuna gara, e dando il massimo in ognuna di esse sia in vittoria che in sconfitta.

Danke per la tua infinita lealtà, Campionissimo apprezzato anche dai tuoi più acerrimi avversari che, anche grazie a te, hanno alzato l’asticella per cercare di batterti in ogni format dando vita ad autentici duelli incredibili facendoci sognare uno ad uno.

Danke per il tuo modo di approcciarti alle gare, per aver lasciato correre via veloce, paletto dopo paletto, bandierina dopo bandierina, il tuo talento che ha disegnato non solo autentiche traiettorie, ma firme d’autore ad ogni tuo singolo gesto che non è stato mai banale bensì frutto di autentica concentrazione derivante da una cultura del lavoro degna dei più grandi sportivi di sempre.

Danke perché quando il cronometro diceva P1, dovevamo riprendere in mano il libro dei record per doverli riaggiornare di continuo attraverso la più autorevole delle firme, quella di un austriaco salisburghese, che ha reso tutto più speciale; non c’è stato lavoro migliore.

Danke per essere un atleta semplice, fattore, che ti ha reso unico e ha definito anche nei contorni più celati la tua grandezza.

Danke per aver aver fatto sognare milioni di ragazzini che si sono avvicinati, anche grazie a te, a questo sport sognando un giorno di divenire autori di imprese degne di quel magico sciatore con i colori bianco e rosso: danke per essere stato questo esempio positivo che tutti ricerchiamo nel mondo dello sport e che difficilmente riscontriamo.

Ma soprattutto, e qui parlo a titolo personale, Danke Mr. Marcel: come personale è la foto in alto all’articolo di quel cappellino che custodisco gelosamente e che conserverò come una reliquia sacra, per avermi fatto innamorare dell’arte mescolata allo sci e per permettermi magari un giorno, magari ai nipoti, di raccontare di te, il più grande sciatore di sempre che vinceva, facendo scaldare il cuore degli appassionati e di questo mondo che, grazie alle tue imprese, sei riuscito a far battere incessantemente. Danke, per avermi ispirato assieme a Sofia Goggia, ad aprire questo piccolissimo spazio che, incredibilmente giorno dopo giorno sebbene nasca da un posto estremamente lontano dalla neve cresce, ama raccontare delle emozioni allo stato più puro e più limpido che riesce a suscitare questo sport meraviglioso, reso immortale grazie a voi, immensi fuoriclasse.

C’è stato un prima, e ci sarà un dopo di te agonisticamente parlando; tutto ciò che è in mezzo porta e porterà per sempre il tuo nome, ed è la spiegazione più semplice e più valida per tutti coloro che vorranno approcciarsi a questo sport che prima era immenso e che tu hai reso unico.

Come te, nessuno mai.

Danke, Marcel Hirscher.

Ufficiale: Marcel Hirscher lascia lo sci alpino e si ritira

La notizia era nell’aria da qualche giorno e si era largamente diffusa nel fine settimana, ma a seguito della conferenza stampa effettuata dal Fuoriclasse austriaco, adesso il tutto ha crisma dell’ufficialità: Marcel Hirscher a 30 primavere appende gli sci al chiodo e lascia lo sci alpino comunicandolo al mondo nella cornice di Salisburgo al centro dei congressi di Gusswerk affermando di essere sereno e felice.

L’otto volte campione della Coppa del Mondo consecutivo nonché 7 volte iridato e 2 olimpico, lascia da campione il circo bianco dopo un ciclo inarrivabile di successi che lo ha consacrato, senza alcun dubbio, come il più forte sciatore di ogni epoca.

Sulla presenza di Hirscher nella stagione che verrà, già si erano poste delle nubi già al termine della scorsa, dove erano aumentati i rumors circa una sua mancata presenza all’interno del circo bianco con un futuro tutto da scrivere lontano da quelle curve disegnate dalla sua classe e dalla sua immensità.

Sci alpino che perde il suo protagonista per eccellenza, un autentico dominatore e trascinatore che ha scritto indelebili pagine di storia dello sport con dei numeri assolutamente pazzeschi con uno score, nel circuito internazionale, che traccia una linea contente 67 vittorie (1 in supergigante, 31 in slalom gigante, 32 in slalom speciale, 3 in slalom parallelo) per un totale di 138 podi (3 in supergigante, 59 in slalom gigante, 65 in slalom speciale, 3 in combinata, 3 in supercombinata, 5 in slalom parallelo), cui bisogna aggiungere al curriculum, oltre quello citato nel primo capoverso del presente articolo, l’ambito di specialità con la vittoria della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 2012, nel 2015, nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, quella di slalom speciale nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, la coppa parallela nel 2013, e quella Europa nel 2008.

Dei numeri pazzeschi che gli sono valsi l’ingresso nella Sala degli Dei dello sport incoronandolo come il migliore e facendolo amare da tutti gli appassionati nel mondo al di là di ogni bandiera di appartenenza in quanto, Marcel, ha accolto tutti sotto quella sua di proprietà dell’unicità.

Questo blog nacque ispirato sia dall’esempio di Sofia Goggia e sia da quello di King Marcel storia e oggi, chi vi scrive, è davvero un bel pó triste nonostante aveva già fatto un pensierino al ritiro della austriaco, ma per sempre sarà grato per le gioie e le emozioni che questo straordinario ragazzo è riuscito a regalare attraverso un paio di magici sci interpretando questo sport in una maniera unica e a dir poco inarrivabile.

Danke Marcel.

L’emozione di un ragazzo di nome Charles

“Un vincitore è solitamente colui che riconosce i suoi talenti naturali, lavora sodo per svilupparli in capacità, ed usa queste capacità per raggiungere i suoi obiettivi.”

Chi disse queste parole è un certo Larry Bird il quale, alla voce talento, ne sapeva a pacchi, andando a scrivere “discrete” pagine di storia di sport in senso generale e di basket nello specifico.

Può sembrare alla lettura sin qui di questo articolo che si possa essere abbastanza in off-topic con la natura di questo portale il quale, come è noto oramai, è solito parlare di sport invernali e abbastanza inusuale d’altro sebbene spesso in passato lo si è fatto; però, chi vi scrive, ritiene che sia una cosa buona e giusta fare adesso un nuovo strappo alla regola per scrivere di un ragazzo, abbastanza speciale, che ha già conquistato tutti.

Anche perché sci e F1 li accomuna la velocità, chiatamente non quella raggiungibile da una vettura certamente, ma sempre di andar veloci si tratta, soprattutto in senso prettamente emozionale, dove il segno dello sport copre i nostri sguardi attraverso la fierezza e la magia in modalità autentica.

Charles dopo aver dominato le categorie giovanili e dopo un anno di apprendistato super positivo all’esordio in F1 con la Sauber, quest’anno in Ferrari sostituendo un certo Kimi Raikkonen (Che ha fatto il percorso inverso con la scuderia elvetica), è entrato sì in punta di piedi, ma con la determinazione e la tempra di un predestinato che soltanto i futuri grandi piloti sanno detenere nel proprio interno andando anche oltre le aspettative magari con spesso una vettura non all’altezza, stupendo anche chi magari pensava che il suo arrivo a Maranello, fosse piuttosto frettoloso.

Tra le tante qualità che possiede Leclerc vi è la capacità di saper emozionare oltre l’ovvio stringendo tra le mani un volante di un bolide che cammina oltre i 320 orari; oltre l’ovvio significa quella sensazione che spesso nei talenti più puri si trasforma in certezza, di poter andare oltre le proprie possibilità andando a sconfinare in regioni di supremazia non ancora conosciute e tutte ancora da esplorare; regioni che spesso nascondono glorie ed onori.

Se chiudessimo gli occhi troveremmo qui un puro sapore di romanticismo attraverso un ragazzo che ricorda uno sport d’altri tempi, dove non era presente tutta l’elettronica di oggi ed era tutto sulle spalle del pilota, magari con una manetta del cambio vicino all’ingresso della monoposto… Ora é un’altra cosa, ma il modo di interpretare i vari tracciati da parte di questo giovane monegasco, ci fa riassaporare tempi andati nelle lancette del tempo ma mai all’interno dei nostri animi facendoci pensare ad autentici campioni che, per il momento, non è per niente giusto menzionare.

La capacità di andare oltre, oltre ogni cosa. Con quel numero 16 che già ti identifica e che ti “veste” alla stessa stregua di un abito elegante sfoderabile durante una cerimonia solenne per le grandi occasioni.

Lo hai fatto anche ieri, vincendo la tua prima gara nella massima serie della tua carriera in una giornata abbastanza difficile, il giorno dopo la tragedia che ha tolto la vita a un tuo amico, reagendo al dolore e al dispiacere guidando come un fuoriclasse dentro e fuori; resistendo alla rimonta di uno dei primi 5 piloti più forti di tutti i tempi, mantenendo saldo il controllo dell’attimo, con la consapevolezza che il momento era davvero quello buono, ed è stato così, arrivando in un misto di gioia certamente, ma parimenti di profonda tristezza per l’incidente del sabato pomeriggio in F2. Sei andato oltre e hai fatto capire, ancora una volta, quanto speciale sei.

Già Charles, lo hai fatto soprattutto perché sei stato ancora una volta un guerriero in pista, e un Signore fuori. Perché sei un ragazzo semplice e pulito con tanta voglia di sognare come milioni di noi, perché hai la capacità già da ora di essere un esempio per una nuova generazione e non solo, attraverso quelle che sono le tue qualità umane e che sprigioni quando cali la visiera del tuo casco.

Hai fatto riprendere a molti di noi vecchi moleskine, dove magari abbiamo segnato da piccini gioie e lacrime per una rossa e che avevamo accantonato da tempo, e ce lo hai rimesso in mano per rimettere dentro il tuo nome consapevole che, questo gesto certamente, lo ripeteremo più e più volte in questi anni.

Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, quel che è certo però è che esso é davvero tuo e alzando gli occhi stasera tristi al cielo, tuo padre, Antoine, e Jules saranno orgogliosi di te e di ciò che scriverai nel grande libro dello sport.

Bravo piccolo campione, ieri hai messo il primo mattoncino in un presente dove le luci della ribalta per adesso son puntate verso altri, ma devi essere tranquillo e sopportare le pressioni, perché andrai ad intraprendere un viaggio nel corso di un tempo magico ed unico che ti crescerà assieme alla tua forza, e che ti riferisce attualmente che il meglio deve ancora venire, perché il tuo nome ed è già scritto, e presto andrà a compiersi nel più prestigioso firmamento delle stelle del libro dello sport mediante quel 16 che ha già il sapore di una storia già ricca di brividi corsi lungo la schiena.

Sci alpino: i team azzurri europei e mondiali si ritrovano in terra argentina

Goggia

Entra nel vivo la preparazione estiva degli atleti azzurri dello sci alpino: dopo l’arrivo in terra argentina, ad Ushuaia per la consueta tappa Sudamericana settembrina, delle ragazze e dei ragazzi della Coppa del Mondo, anche i team di Coppa Europa (I tecnici, preceduti già dai velocisti) si ritroveranno in Argentina agli ordini del direttore sportivo Massimo Rinaldi.

I convocati, secondo la nota della FISI, sono Pietro Canzio, Francesco Gori, Tobias Kastlunger, Samuel Moling, Hans Vaccari e Giulio Zuccarini, che partiranno giorno 5 e rimarranno lì sino al 26; da segnalare che già ieri il gruppo femminile di Coppa Europa delle discipline tecniche è partito per raggiungere la medesima località.

Essi troveranno ad Ushuaia la squadra di Coppa del Mondo composta da Sofia Goggia, Federica Brignone, Marta Bassino, Manfred Moelgg, Giuliano Razzoli, Riccardo Tonetti, Simon Maurberger (Campione uscente in Coppa Europa), Luca De Aliprandini, Andrea Ballerin, Giovanni Borsotti, Federico Liberatore, Tommaso Sala, Hannes Zingerle e Alex Vinatzer.

Ricordiamo che la stagione di Coppa Europa 2020 vedrà il suo start il prossimo 29 novembre 2019: per le donne a a Trysil in Norvegia, e si concluderà il 22 marzo 2020 sempre a Reiteralm, in Austria con in calendario 35 gare (7 discese libere, 7 supergiganti, 9 slalom giganti, 9 slalom speciali, 2 combinate, 1 slalom parallelo), mentre per gli uomini in quel di Funäsdalen, in terra svedese per terminare il 22 marzo 2020 a Reiteralm, in Austria dove sono in programma 38 gare (8 discese libere, 7 superg-g, 10 slalom giganti, 10 slalom speciali, 2 combinate, 1 slalom parallelo).

Sci d’Erba: a Diniz è ancora un assolo a tinte azzurre

Edoardo Frau on fire
Edoardo Frau on fire

Il cielo è azzurro sopra Diniz, nella lontana terra iraniana nella gara di slalom.

Nell’ultima gara asiatica valida per la Coppa del Mondo di sci d’erba, l’assolo è di quelli pesanti ed altamente importanti con Lorenzo Gritti ed Edoardo Frau che si sono dati autentica battaglia regalando spettacolo in una gara che ha visto il bergamasco prevalere sul neo Campione del Mondo per solo centesimo.

Per Gritti si tratta del successo numero dodici in carriera che gli vale anche il trionfo nella coppa di specialità per il terzo anno di fila; Martin Bartak, leader della generale, chiude terzo completando il podio, ma adesso la classifica per lui dice 840 punti, con Frau dietro 790 punti, mentre Gritti ancora la terza posizione con 512.

Come detto nell’articolo di qualche giorno fa, a completare e, di fatto, concludere la stagione dello sci d’erba ci sono da disputare soltanto le finali di Schilpario in programma dal 12 al 15 settembre, che assegneranno la sfera di cristallo generale in ambito maschile.

Ambito femminile invece che ha già dato il suo verdetto anche grazie, ancora una volta, al trionfo per la strepitosa Jacqueline Gerlach sul gradino più alto del podio anche in slalom davanti stavolta a Fricová e Vesela, che porta così a casa matematicamente la Coppa del Mondo raggiungendo i 1060 punti, con al secondo posto a pari merito ci sono Manzoni e Vesela con 620, una Antonella Manzoni autrice ancora una volta di un’ottima prova concludendo quarta sfiorando il podio.

Sci d’erba: tutto ancora in bilico per la Coppa del Mondo con Frau e Manzoni ancora protagonisti tra gli azzurri

Antonella Manzoni. FIS Super Combined Slalom run, Rettenbach 2011.

Edoardo Frau sulla pista iraniana di Dizin, da neo Campione del Mondo, è ancora un assoluto protagonista dello Sci d’erba, e rilancia le proprie ambizioni in ottica generale della Coppa del Mondo, tra le donne ancora una volta splendide prestazioni di Antonella Manzoni.

Partendo da sabato, la gara maschile ha visto la vittoria del ceco Martin Bartak con il che precede l’iraniano Seyed Jafari, mentre giunge terzo proprio Edoardo Frau a 79 centesimi; Lorenzo Gritti, finisce invece quarto giù dal podio; tra le donne sempre al top, come detto, la nostra Antonella Manzoni che chiude terza alle spalle di Jacqueline Gerlach e Alena Vesela, con un gap di quasi 3” dalla vincitrice biancorossa.

Nella giornata di ieri, invece, il fuoriclasse azzurro ha portato a casa rispettivamente un secondo e un primo posto in super-g e dopo una manche di slalom, valida per la supercombinata; nella gara mattutina a salire sul gradino più alto del podio è stato il suo grande rivale Martin Bartak, mentre al pomeriggio ha messo dietro i padroni casa Seyed Morteza Jafari e Mahdi Sologhani, con Bartak che chiude ai piedi del podio portandosi a casa il quarantanovesimo sigillo di una inarrivabile carriera; tra le donne assoluto dominio ancora dall’austriaca Jacqueline Gerlach, proiettata oramai quasi matematicamente alla conquista della Coppa del Mondo, con una strepitosa però Antonella Manzoni che prende un secondo posto mostruoso in super-g e un terzo in supercombinata, collezionando due podi quindi e tenendo la seconda posizione nella classifica generale.

In ottica generale la classifica dice ancora Bartak saldamente in testa con780 punti, contro i 690 di Frau, quindi matematica certezza dei trionfi che viene rinviata alle finali di Schilpario al via da giovedì 12 fino a domenica 15 settembre con i programma due super-g per gli uomini mentre le donne ne disputeranno uno solamente, le supercombinate, gli slalom giganti, ed infine gli slalom speciali.

Il ritorno di Johanna Schnarf in Nazionale azzurra

Tra le notizie di sci alpino che cominciano a susseguirsi in vista dello Start di fine ottobre della Coppa del Mondo, considerando anche che le preparazioni stanno fortemente entrando nel vivo, nell’ambito femminile della nostra nazionale si festeggia il gradito ritorno di Johanna Schnarf al raduno delle ragazze.

Johanna, che nel novembre scorso si era procurata in sede di allenamento un gravissimo infortunio che l’ha costretta a saltare interamente la stagione causa frattura di tibia e perone, come risulta da una nota della FISI , sarà presente al Passo dello Stelvio al raduno delle ragazze dove svolgere un’attività meramente riabilitativa, e dove ritroverà tra le altre Elena Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Verena Gasslitter, Francesca Marsaglia, Roberta Melesi, Karoline Pichler e Laura Pirovano.

Le atlete azzurre rimarranno lì sino al 25 del presente mese per poi spostarsi in Argentina, ad Ushuaia, per perfezionare ed accelerare la preparazione in vista della Coppa del Mondo 2019/20.

La presenza sulla neve di Johanna ci era mancata davvero, e un atleta di esperienza come lei all’interno di un gruppo anche molto giovane come il nostro, non potrà che essere essenziale nonché fondamentale.

Bentornata.