Anna Veith verso il ritiro dall’attività agonistica

Photocredits: Manfred Werner / Tsui

Il 14 aprile scorso avevamo scritto un articolo per tributare un pensiero circa il personaggio e l’atleta successivamente riferiti alla figura di Anna Veith, una delle sciatrici più importanti dell’ultimo decennio che ha fatto le fortune della nazionale austriaca sin da quando ha utilizzato il suo cognome da celibe, Fenninger, e che ha incantato il mondo, auspicando un proseguimento della sua attività agonistica.

Ecco però, contrariamente alle previsioni e alle sensazioni che si avevano, negli ultimi giorni è circolata la notizia diffusa dal Kronen Zeitung, quotidiano austriaco, che la splendida Anna annuncerà a breve di fatto il ritiro dalle competizioni ufficialmente allungando la pattuglia delle atlete che, al termine di questa stagione, han deciso di appendere al chiodo scarponi e sci.

La Veith, a soli 30 anni, è stata in grado di conquistare migliaia di appassionati attraverso una tecnica sopraffina ed è stata più forte di tanti infortuni che le han condizionato la carriera cercando di non arrendersi, tenendo fede allo pseudonimo di guerriera che le è stato attribuito in maniera non superficiale considerando la tenacia e la tempra mentale di rara fattura all’interno del mondo dello sport e non

L’atleta di Hallein, in breve tempo ed in età verde, ha conquistato la bellezza un oro olimpico, tre ori iridati, due Coppe del Mondo generali, due Coppa del Mondo di slalom gigante e due Coppe Europa, per un totale nel circuito intercontinentale di 15 trionfi in 46 apparizioni sul podio diventando in poco tempo una sorta di punto di riferimento all’interno dello sci alpino.

Ciò che ella è, è stata, e sempre sarà per lo sci alpino lo abbiamo già detto in tutte le salse e non ci stancheremmo mai di ripeterlo; auspicavamo che magari la stagione che verrà potesse essere l’ultima sinfonia di un primo violino all’interno del mondo dello sport di caratura preziosa, ma se così non sarà e probabilmente le cose andranno in quest’ultimo senso a quanto si dice, non potremo che possedere nel nostro cuore la bellezza delle sue imprese in eterno e la magnificenza di una persona che al proprio sport e alla propria nazione ha dato tanto con una classe unica e con uno spirito da Guinness dei primati.

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