Milano-Cortina 2026: tutto ciò che serve sapere sui futuri Giochi Olimpici a tinte tricolore

Milano Cortina è la dimostrazione esatta che in Italia se si lavora tutti nella stessa direzione verso un unico grande obiettivo, si possono perseguire i risultati fantastici.
Considerando il periodo storico questa qui é un’opportunità di crescita incredibile non soltanto per lo sport all’interno del nostro paese ma anche per tutta la nazione; saranno le prime Olimpiadi a tema ecosostenibile con strutture all’avanguardia che ci permetteranno di fare un grande salto in avanti come nazione e come sport.

Ma quali saranno le sedi e le strutture che ospiteranno tutto questo? La sede della cerimonia d’apertura sarà lo stadio Giuseppe Meazza mentre per quella di chiusura si opterà per la splendida cornice dell’Arena di Verona per due spettacoli che regaleranno brividi ed emozioni a profusione; venendo a quello che è il contesto strettamente tecnico iniziando a parlare di gare, le competizioni varie di pattinaggio su ghaccio saranno di scena al Mediolanum Forum d’Assago, mentre le gare di Hockey si districheranno tra il PalaSharp in quel di Lampugnano e il PalaItalia a Santa Giulia. A Livigno spazio alle sfide di freestyle e snowboard, mentre nella mitica Stelvio in località Bornio gli uomini dello sci alpino si confronteranno in una pista che da sempre ha il sapore della storia, mentre le donne andranno a Cortina sull’Olimpia delle Tofane; entrambe le località sono dei punti fissi, come sappiamo, negli appuntamenti di Coppa del Mondo; si va sul sicuro anche per il Biathlon ad Anterselva, a Predazzo le competizioni di salto, mentre il fondo si disputerà a Tesero.

Gli sport da budello invece vedranno alzarsi il sipario sulla mitica pista dello Sliding Center E. Monti, già teatro di gara nel 1956 anno dei primi Giochi Olimpici assegnati al nostro paese; naturalmente, tutti gli impianti già preesistenti nel corso degli anni verranno riammodernati e presentati a dovere per gli eventi olimpici.

Per chi ama lo sport i terzi Giochi Olimpici Invernali sotto il tricolore è una soddisfazione enorme e anche un brivido perenne che mi sale lungo la schiena per tutti coloro che amano lo sport e, in particolare, quello tra le superfici innevate.

Quindi l’Italia, sì, organizzerà questi magnifichi Giochi, con il rammarico più grande è per chi non ci ha creduto fino in fondo in quanto tali opportunità potevano essere ancora più grandi, ma va bene anche così. Ci saranno davanti adesso sette anni in cui bisognerà correre e macinare a più non posso per presentarsi al meglio davanti all’evento sportivo più importante al mondo, ma chi ben comincia… E le premesse, sono davvero incoraggianti.

Ufficiale: Milano-Cortina ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2026

La tanto attesa agognata notizia finalmente è arrivata poco fa alle ore 18: il CIO nella cornice di Losanna, ha comunicato ufficialmente che la candidatura italiana formata dal duo composto dalle città di Milano e di Cortina d’Ampezzo ha vinto la sfida contro Stoccolma regalando al nostro paese l’opportunità di ospitare gli XXV Giochi Olimpici Invernali in scena nel 2026.

Un risultato strepitoso per lo sport italiano ma non solo, anche per il nostro paese, attraverso la possibilità di fare un balzo in avanti dal punto di vista della crescita organizzando dei Giochi all’insegna di quello che sarà anche lo sviluppo sostenibile attraverso una miscela positiva tra sport, cultura, crescita appunto, ed ambiente che lavoreranno all’unisono come un volano di certo successo.

Premiata quindi la caparbietà azzurra che sin dagli albori di questo progetto, con a capo il Presidente del CONI Malagò, ha sempre creduto in questo successo volto inevitabilmente a segnare sotto il profilo dell’eccellenza una nuova pagina di storia dello sport del belpaese.

Grande soddisfazione da parte di tutta la delegazione azzurra partita in terra elvetica per l’evento, dove erano presenti naturalmente Giovanni Malagò con sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, il presidente del Cip, Luca Pancalli, i governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina, oltre a numerosi atleti simbolo dello sport azzurro invernale come Arianna Fontana, Sofia Goggia e Michela Moioli, star rispettivamente dello short-track, sci alpino, e snowboard.

Tanto sport ma anche attualità come detto con i fari puntati alla sostenibilità ambientale: questi Giochi Invernali saranno i primi a rispettare interamente la riforma New norm del Cio e gli obiettivi fissati posti dall’Agenda globale 2030 per lo sviluppo sostenibile; un binomio tra sport e ambiente che lancia un grandissimo segnale di speranza per gli anni che verranno.

L’Italia, che quindi torna fregiarsi dei quattro cerchi olimpici dopo Torino 2006, è all’organizzazione numero tre dell’evento sportivo più importante del mondo in quanto, detta della parentesi piemontese, aveva ospitato i Giochi nel 1956 sempre a Cortina d’Ampezzo ma in solitaria (I Giochi a Cortina dovevano essere ospitati anche nel 1944 ma il secondo conflitto bellico impedì naturalmente lo svolgersi del tutto). I prossimi Giochi Invernali invece faranno tappa a Pechino nel 2022.

Siamo in piena estate, ma l’inverno oggi ci ha fregiato di una piccola finestra regalandoci una gioia infinita dal sapore azzurro che ci gusteremo sino in fondo tra sette primavere.

Cortina – Milano: ecco la candidatura italiana per i Giochi Olimpici del 2026

Curling

Dopo mesi di tentennamenti, cancellazioni, ripensamenti, e caos più politici che sportivi, finalmente si rompe l’empasse sulla situazione italiana inerente ai Giochi Olimpici da effettuare nel 2026: nella giornata di ieri, la sessione numero 133 del Comitato Olimpico Internazionale di scena a Buenos Aires in quel dell’Argentina, ha approvato la candidatura azzurra per l’organizzazione olimpica che si realizzerà fra 8 primavere e, le città designate per il tricolore, sono rappresentate da Milano e Cortina d’Ampezzo.

Finisce quindi una situazione ampiamente caotica con un binomio azzurro che, inizialmente, aveva previsto come sappiamo anche l’inserimento della figura della città di Torino (Già organizzatrice nel 2006) ma che poi, di recente, è stata depennata.

Milano-Cortina se la dovrà giocare con Calgary (Già organizzatore nel 1988 dove, i ricordi ci portano a imprese memorabili soprattutto dell’immenso Alberto Tomba) e con Stoccolma (Sarebbe la prima volta in assoluto per una città svedese), che sono le altre due candidature approvate dal CIO che si giocheranno la corsa all’ospitare i prossimi XXV Giochi Olimpici invernali.

Di sicuro un segnale incoraggiante e notevolmente importante per il nostro paese dal punto di vista sportivo e non, considerando che lo sport è sempre uno dei volani fondamentali per la crescita di uno stato facendo incrementare ogni volta di più l’unione tra le persone congiuntamente a una grandissima opportunità di sviluppo interno.

L’Italia, in passato, ha organizzato la competizione dal punto di vista invernale successo due volte: in verità bisognerebbe menzionare anche l’assegnazione dei Giochi nel 1944 ma, ovviamente nel pieno cuore del secondo conflitto mondiale, tutto saltò e quindi risaliamo al 1956 dove fu proprio Cortina ad ospitarli e, nell’epoca recente, 12 anni fa in quel di Torino per l’edizione XX. 

Grande soddisfazione da parte del Presidente del CONI Giovanni Malagò (Ieri anche divenuto membro del CIO, altro aspetto importante da non sottovalutare in questa ottica) e che, oltre ad esternare la sua grande soddisfazione per la sua nomina individuale ai microfoni dei media sportivi ha affermato che questa è una sfida che probabilmente l’Italia sportiva vincerà.

L’auspicio è che si possa raggiungere l’obiettivo finale riportando l’evento sportivo più importante al mondo dopo oramai tanti anni dall’ultima volta nel 2006, riportando dal punto di vista mediatico, sportivo, e sotto tantissimi altri focus l’Italia nell’eccellenza assoluta dove merita di situare.

Nello sport come nel resto.

Sempre.

Il Coni delibera all’unanimità: via alla candidatura dell’Italia ai Giochi Olimpici del 2026

Milano, Cortina, e Torino saranno le città che ospiterebbero le competizioni sportive

Curling

Milano, Torino, Cortina.

Queste le tre città che nella giornata di ieri, il Consiglio Nazionale del Coni ha designato come candidate per ospitare nel nostro paese i XXV Giochi Olimpici previsti per l’inverno del 2026.

Il nostro paese dovrà concorrere per arpionare l’organizzazione dell’evento con Calgary per il Canada, Erzurum per la Turchia, Sapporo per il Giappone, ed infine Stoccolma per la Svezia.

Un progetto ambizioso e soprattutto nuovo per l’ambito a cinque cerchi che vedrebbe la manifestazione più importante al mondo spaziare in ben 3 città simbolo dello sport per il nostro paese e non solo: nello specifico, i Giochi Olimpici nell’eventualità che fossero assegnati all’Italia, vedrebbero in scena Milano, come si può desumere dall’articolo di Eurosport, https://it.eurosport.com/olimpiadi/olimpiadi-2026-le-possibili-sedi-di-gara.-il-progetto-italia-tra-milano-cortina-e-torino_sto6869806/story.shtml , potrebbero veder sorgere questo scenario organizzativo:

“A Milano dovrebbe prendere il via la rassegna a cinque cerchi, con la cerimonia d’apertura a San Siro. Nel capoluogo lombardo si svolgeranno poi le gare sul ghiaccio con hockey, short track, curling e pattinaggio di figura. A Torino ci sarà invece la cerimonia di chiusura allo Stadio Olimpico e poi le gare di pattinaggio di velocità, mentre Cortina ospiterà bob, skeleton e slittino.

Per quanto riguarda le altre sedi, potrebbe essere il Sestriere il palcoscenico dello sci alpino, mentre quello di fondo si farà a Santa Caterina. A Pragelato si svolgeranno combinata nordica e salto con gli sci, mentre il biathlon si disputerà in Valdidentro. Infine freestyle e snowboard saranno o a Livigno o a Bardonecchia.”

Uno scenario totalmente innovativo che farebbe leva sull’aspetto itinerante della competizione sportiva, facendo giostrare le varie competizioni in alcuni dei posti più belli e significativi sportivamente parlando del nostro paese attraverso delle strutture all’avanguardia, e che completerebbero un palcoscenico da urlo tra i più belli al mondo.

Al netto di ogni divisione politica e di svariate polemiche che già sono sorte e che sicuramente sorgeranno, come spesso avviene in questi casi forse, anche fin troppo spesso, l’Italia ha una grandissima opportunità di far crescere se stessa attraverso uno sviluppo della cultura sportiva e non solo, in ben tre città di fondamentale importanza per tutti noi, che solo i Giochi Olimpici nella loro magia ed interezza sanno garantire.

Un passo fondamentale, un altro mattoncino che consentirebbe al nostro tricolore di crescere ancora come paese e come sport in un periodo in cui molte certezze sono venute meno e dove, in passato, bisognava crederci maggiormente in queste cose: nello sport, c’è sempre vita, sviluppo, e coesione soprattutto tra i giovani. E’ questo il messaggio che deve passare ed è questa la via che i plenipotenziari sportivi e non devono seguire. La via giusta.

L’opportunità adesso c’è, bisogna crederci per coglierla. Noi, come appassionati, siamo più che pronti.

 

I WANT YOU! Gli sport che potrebbero essere inseriti nelle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022

Le Olimpiadi di PyeongChang ce le siamo lasciati alle spalle poco meno di due mesi fa, ma come spirito e prospettiva a cinque cerchi impongono lo sguardo verso la prossima edizione invernale è fondamentale già da adesso.

Curling

Pechino 2022 sarà un passaggio notevolmente fondamentale per lo sviluppo e la promozione degli sport invernali, ed è per questo che la domanda che più si sussegue tra gli appassionati è ovviamente quella inerente SE ed eventualmente QUALI discipline il CIO spalancherà le porte per introdurle all’interno dei Giochi in quel del territorio cinese.

Le voci sono sempre più ricorrenti, e i vertici olimpici sono a lavoro per capire quali di queste possa soddisfare i criteri in modo tale da arricchire sempre di più il carnet dei cinque cerchi con sfondo innevato.

Innanzitutto la questione primaria riguarda la parificazione sessuale di tutti gli sport coinvolti, ergo l’obiettivo in primis sarà aprire l’unica disciplina sino ad adesso al maschile, la Combinata Nordica, anche alle donne in modo tale da avere un equilibrio perfetto in tutte le discipline inserite nel programma e in questo senso le indicazioni sono parecchio confortanti.

Tra gli sport che potrebbero essere inseriti vi è senza dubbio lo Sci Alpinismo che in questo momento sta vivendo un forte sviluppo soprattutto negli ultimi due anni con una popolarità notevole visto che, anche al di fuori degli ambiti alpini, sta raccogliendo un grande successo soprattutto tra i più giovani visto che si pratica attraverso scalate fuoripista in salita e in discesa parecchio emozionanti, e che quindi potrebbe essere un serio candidato all’ingresso olimpico.

Un’altra possibilità riguarderebbe lo Slittino Naturale,  con svolgimento su piste innevate che andrebbe ad affiancare quello classico in quel caso in quel del budello (Con il rischio di inserire però due attività “specchio”), oppure ancora il Bandy.

Il bandy è uno sport molto simile all’hockey che venne proposto a scopo dimostrativo solamente nelle lontane Olimpiadi del 1952 in quel di Oslo in Norvegia: nel bando ogni match viene giocato da due squadre di undici atleti su un terreno ghiacciato delle dimensioni di un campo di calcio. Scopo del gioco è realizzare i relativi punti lanciando una palla con la relativa mazza la cui quest’ultima è in mano a tutti gli atleti in azione tranne il portiere il quale ne è sprovvisto e blocca la palla con l’ausilio delle mani. Di sicuro appassionerebbe non poco.

Suggestiva invece l’idea di poter aprire i Giochi all’Arrampicata su Ghiaccio: questo è uno sport seriamente impegnativo che si pratica arrampicandosi con l’uso dei relativi materiali, sulle formazioni ghiacciate in alta montagna o sulle cascate di ghiaccio in versante medio. L’uso di piccozze, ramponi, e soprattutto viti permetterebbero lo svolgimento del tutto con le relative misure di sicurezza.

Infine si menziona anche il Polo che segnerebbe una vera e propria svolta all’interno del settore olimpico invernale con l’apertura degli sport equestri nel mondo agonistico ghiacciato.

Dal canto nostro, al di là di tutte queste ipotesi, la cosa che auspicheremmo maggiormente anche senza nessun velo di ipocrisia considerando che l’Italia in merito svolge una parte da leone visti i titoli di Valentina Greggio e i fratelli Origone, sarebbe un inserimento dello Sci di Velocità: al di là dell’aspetto patriottico si andrebbe ad arricchire i Giochi a cinque cerchi di uno sport basato sulla velocità e sull’aerodinamica che ultimamente oltre a crescere di intensità ha aumentato anche la sua spettacolarità anche grazie ad atleti incredibili che sfidano i limiti spingendosi anche oltre essi: un riconoscimento olimpico sarebbe la ciliegina sulla torta per essi che tanto stanno dando a questo movimento attraverso enormi sacrifici e una cultura del lavoro che va oltre ogni aspettativa facendo sviluppare, appunto, la F1 sulle nevi.

Di certo ci sarà ancora molto da attendere, ma la sensazione è che con l’andare del tempo i Giochi Invernali attrarranno sempre più appassionati anche grazie al tempo che farà denotare aperture importanti e sviluppo di sport già in essere arricchendo un carnet che già oggi regala notevoli emozioni e pagine di storia indelebili.

Cosa resterà…. Di questo PyeongChang18

Tra conferme e delusioni, ecco perché questi Giochi rimarranno sempre impressi nei nostri ricordi.

Ester Ledecka

Ieri pomeriggio si sono conclusi a PyeongChang i Giochi Olimpici Invernali numero 23 dell’era moderna con una cerimonia notevolissima (E splendida, personalmente. Magari meno sontuosa di tante altre come anche in quella d’apertura, ma enormemente ricca di significato) che ha messo come punto focale non la fine  dell’evento, ma la continuità che esso rappresenta nel corso del tempo e il susseguirsi delle varie esperienze storico-reali nel corso dello stesso, quale è l’Olimpiade.

Tanti sono gli spunti di riflessione che PyeongChang2018 ci  ha lasciati in eredità: innanzitutto partirei dal valutare i nostri azzurri; l’obiettivo delle dieci medaglie sancito dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, si può dire che sia stato raggiunto.

Le emozioni non sono mancate, e la consacrazione di alcuni atleti è stata la ciliegina sulla torta di una spedizione comunque positiva: penso ad Arianna Fontana che è diventata l’atleta di short-track più vincente della storia delle Olimpiadi, penso a Sofia Goggia che ha conquistato un titolo incredibile che va a suggellare un percorso di crescita il quale, son più che certo, la porterà a livelli notevolissimi, penso alla caparbietà di Federico Pellegrino che si è arreso soltanto a un mostro come Klæbo dimostrando tutto il suo valore che lo ha un anno fa portato a vincere un titolo del mondo, penso alla caparbietà di Michela Moioli, un grande esempio nonostante la sua giovane età già solo per il fatto di rialzarsi in quel format di gara in cui era caduta e si era ferita quattro anni prima, per poi trionfare prendendosi l’alloro forgiato dal fuoco di Olimpia che meritava, penso a tutti quelli che han dato il massimo a prescindere se siano riusciti o meno nei loro intenti. Penso a loro, e alle emozioni che ci han riferito.

Sono tanti gli spunti di riflessione in questo senso, e penso che farle tutte significherebbe utilizzare un quantitativo di pagine che sarebbe anche lungo e noioso da leggere, ma si può dire però con assoluta certezza che i nostri colori si attestano in una via di mezzo ossia, si poteva fare meglio ma anche molto peggio: molti atleti sono a fine carriera (Vedi Kostner, Fischnaller, ecc.) e più di quello che hanno realizzato non si poteva fare, ed è vero che in alcune discipline ci si aspettava molto, molto di più come nel Biathlon e nello Sci Alpino soprattutto in quel del tecnico e al maschile in generale, ma qui occorre puntare la lente di ingrandimento sulla mentalità dello sport italiano che deve credere maggiormente in queste discipline migliorando mezzi e strutture.

La cosa positiva è che molti atleti sono in rampa di lancio e, in questo quadriennio che ci separa da Pechino 2020, l’esperienza di oggi possa tramutarsi nella maturità di domani. E se oggi sono 10 le medaglie domani, perché no, potrebbero essere anche 20. Tutto sta però nella continuità del crederci come scritto sopra, e anche nel supporto dello sport italiano che deve essere ancora maggiore.

E’ facile fare critiche per una prestazione non ottemperata al meglio da un atleta, ma bisogna fare sempre un discorso molto più ad ampio raggio soprattutto legato agli aspetti che vanno sopra il gesto tecnico perché quest’ultimo, se non viene supportato al 100% dal punto di vista organizzativo, non è idoneo alla ricezione della critica. Pensiamo a come in Italia abbiamo tanti problemi per lo svolgimento degli sport da budello, per i trampolini di salto con gli sci, e per tante altre cose.

Le potenzialità tecniche ci sono, l’auspicio è che possano crescere parimenti al sostegno del nostro sport che ancora, può darci enormi soddisfazioni anche nel breve periodo. Basta crederci, e avere il coraggio di investirci, ma se non lo si fa allora non è possibile attuare certe critiche. Per loro stessi, per noi, e per il nostro paese quale l’Italia che di sport vive.

La copertina di queste Olimpiadi però la farei realizzando un podio: sul terzo gradino metto Ester Ledecká, la ceca, capace di vincere in due sport diversi nella stessa edizione dei Giochi Invernali, prima nello Sci Alpino nel Super-G e poi nella sua specialità, il parallelo di Snowboard; una impresa leggendaria che va ad aggiornare i libri di storia dello sport quando i precedenti risalivano prima addirittura agli anni venti di un secolo fa con i norvegesi Thorleif Hauge e Johan Grøttumsbråten  che erano riusciti in questa impresa centrando l’accoppiata sci di fondo e combinata nordica (Sport nettamente più vicini rispetto a quelli della Ledecká!) rispettivamente a Chamonix-Mont-Blanc nel 1924 e a Sankt Moritz nel 1928. Una grande Ester dove la sua reazione incredula al termine della visione del tabellone con il suo nome contrassegnato dalla luce verde è una delle cartoline sportive più belle mai viste perché lancia il messaggio che, se ci credi fino in fondo, raggiungi davvero ciò che desideri anche nel momento più impensabile che spesso coincide con il più rilevante;

il secondo posto lo dò a una sorta di alieno sceso in terra capace di andare, nell’ambito dei suoi gesti tecnici, al di là sport raccontando ogni volta pagine di autentica poesia: Yuzuru Hanyu. Quando parlo di Hanyu mi trovo assolutamente concorde con il celebre cronista di Eurosport, Massimiliano Ambesi per me un grande punto di riferimento in fatto di informazione sportiva invernale, quando afferma che lo stesso rappresenta “l’onnipotenza tecnica che sposa l’eccellenza artistica”. Penso che non ci sia modo migliore di rappresentare questo giapponese che qui in Corea ha posto in essere un meraviglioso back-to-back con Sochi2014 diventando il primo pattinatore a vincere due ori olimpici maschili dopo Dick Button, che aveva vinto nel 1948 e nel 1952. Se non sapete di cosa io stia parlando, andatevi a vedere qualche video su internet e capirete che siamo al cospetto non soltanto probabilmente del più grande di sempre, di uno la cui menzione di risultati e record vari gli stonerebbe perché sarebbe pure riduttivo oltre che offensivo, ma anche del perfetto esempio di come il gesto sportivo possa, con naturalezza, schizzare nel mito ed entrare nella sala della leggenda. Inarrivabile;

ma la prima posizione la dò a una persona incredibile cui mancano anche le definizioni adatte oramai per definirla: senza troppi giri di parole, stiamo parlando di Marit Bjørgen. La norvegese, la più grande fondista di sempre ieri è stata premiata per il suo ultimo oro olimpico davanti ad uno stadio in tripudio per lei che l’ha celebrata per l’immensità che è durante la cerimonia di chiusura. Ecco, quando penserò a PyeongChang 2018, avrò sempre davanti quegli occhi luicidi non solo di commozione ma anche di determinazione che la Bjørgen, dall’alto delle sue quasi 38 primavere su quel podio, ha mostrato volendo indirettamente fare a tutti noi un regalo in termini assoluti: ossia il messaggio che il talento e la forza non ha età, e si può esplicarli congiuntamente in qualsiasi momento, in qualsiasi contesto, attraverso l’applicazione e la cultura del lavoro facendoti dominare il tuo sport per più di venti anni portandoti a conquistare il record di medaglie olimpiche, 15, superando miti come Bjoerndalen e Dælie. Grazie per aver fatto tutto ciò Marit. Nessuno come lei e ieri, c’è stata davvero la sensazione di aver fermato in qualche modo il tempo con un pizzico di magia come solo i Campionissimi sanno fare. Ti dobbiamo più di un grazie.

Per il resto i grandi campioni non hanno mancato l’appuntamento con il trionfo: pensare a Fourcade e Klæbo, a Hirscher, alla stessa Shiffrin che l’oro l’ha comunque preso, al grande Kamil Stoch, a Sean White, a Virtue / Moire… Insomma, gente che ha ribadito la sua essenza da numero uno e, spesso in tanti casi (E qui loro ne avrebbero ben donde a ribadirlo) da migliore di sempre nel contesto sportivo più importante di tutti. Dall’alto dalla loro grandezza e del loro esempio. Lo spot migliore da mandare in onda è senz’altro il loro per mettere in risalto l’essenza più pura dello sport.

Già, il tanto bistrattato e criticato sport che ha perfino anche la capacità spesso di unire laddove la politica divide… Chi avrebbe mai pensato a una Corea unita in alcune discipline? Si si lo so, in particolare i tifosi di hockey femminile a sud del 38° parallelo non son stati contenti della decisione per le ovvie ripercussioni tecniche, ma penso che non ci sia stato segnale e messaggio globale migliore di questo. Un messaggio di speranza, di unione, e anche della magia citata su in merito alla Bjørgen,

Già, forse perché la magia esiste davvero, ed è il potere delle Olimpiadi a darla attraverso non solo la condivisione, ma la certezza di ritrovarsi tutti ancora una volta umani sotto un’unica grande bandiera, quella coniugante non soltanto il rispetto, ma anche la tanto agognata ed auspicata pace.

 

 

PyeongChang 2018 termina nel segno di una immensa Marit Bjørgen

Si mette giù il sipario in Corea per passare il testimone a Tokjo per le Olimpiadi estive tra due anni.

PyeongChang

La giornata conclusiva di questi XXIII Giochi Olimpici invernali la possiamo definire utilizzando uno, e un solo aggettivo: inarrivabile.

Il ricevente di quest’ultimo ha come oggetto sempre e solo la stessa leggenda che porta un nome e un cognome che si presentano da soli: Marit prima, Bjørgen poi.

La più grande fondista di sempre nonché una delle migliori atlete nella storia in generale, alla veneranda età di 37 anni, conclude la sua meravigliosa carriera olimpica (Forse…) vincendo la 30km di Sci di Fondo raggiungendo quota otto medaglie d’oro ai Giochi Olimpici parificando Bjorndalen e Daehlie. Tra l’altro la stessa norvegese rafforza la sua leadership in fatto di totalità di medaglie olimpiche prendendosi oggi la quindicesima. Si prende la medaglia d’argento la finlandese Krista Parmakoski, bronzo per una ancora ottima Stina Nilsson per la Svezia che brucia sul finale la Oestberg.

La terza e quarta discesa di Bob a 4 decisive per l’assegnazione delle medaglie, per la Germania si sono rivelate un autentico trionfo. Medaglia d’oro per l’equipaggio di Francesco Frederich che bissa il successo nel bob a 2 oggi andando a precedere l’altro team teutonico capitanato da Nico Walther che vince la medaglia d’argento con la Corea del Sud ex-aequo.

 Trionfo storico quello della nazionale femminile svedese di Curling la quale, battendo le padrone di casa della Corea del Sud nella finale, vince un oro incredibile con un punteggio di 8-3 che non lascia spazio a commenti alcuni nonostante una partenza migliore da parte delle asiatiche che poi han dovuto arrendersi ad una supremazia di gioco notevole da parte delle scandinave. La medaglia di bronzo va al Giappone che completa un podio per 2/3 asiatico dopo aver battuto per 5-3 le britanniche in un match molto più equilibrato.
Infine, si conclude la spiegazione dell’ultima giornata di competizioni a PyeongChang con la bellissima finale di Hockey su ghiaccio maschile che ha visto il trionfo della squadra russa battente bandiera neutrale su una Germania che, ad un minuto scarso dalla fine del terzo tempo e della partit,a aveva accarezzato il sogno dell’oro poi spentosi dopo il pari degli avversari con Gusev che ha portato il confronto al supplementare, poi vinto al primo powerplay con Kaprizov per il 4-3 definitivo. Quindi niente secondo miracle nella storia olimpica dopo quello statunitense di Lake Placid del lontano 1980. Medaglia di bronzo a un Canada deluso che comunque batte nella finalina per il terzo posto la Repubblica Ceca per 6-4.

Si concludono così le XXIII Olimpiadi Invernali di PyeongChang con un medagliere vinto dalla Norvegia che colleziona 14 ori al pari della della Germania, ma con un maggior numero di argenti, ossia quattordici, raggiungendo anche il record di medaglie complessive uno score totale di 39. Nessuno, mai, ci era riuscito.  L’Italia si piazza in dodicesima posizione con 10 medaglie complessive, portando a casa 3 ori, 2 argenti e 5 bronzi.

Grazie PyeongChang! Ci hai fatto emozionare.

PyeongChang Day 18: programmi e orario dell’ultima giornata di gare

Si chiudono questi meravigliosi giochi olimpici con le gare finali prima della cerimonia di chiusura

PyeongChang

Si chiude il sipario a PyeongChang che, domenica 25 vedrà terminare con la cerimonia di chiusura questi splendidi XXIII Giochi Invernali.

Attesissima finale per l’oro nell’hockey e soprattutto la gara distance regina tra le donne, 30km, in quel dello sci di fondo.

In tutto saranno assegnati quattro titoli con un totale di otto medaglie dal mettere al collo ai protagonisti:

Ecco gli appuntamenti in orario (Italiano) e i nostri azzurri protagonisti. La Rai coprirà il programma olimpico domani dall’01:45 alle 04:00 su Raidue, e dalle 07:40 alle 08:45 e dalle 12:55 alle 15:30 su Raisport. Il resto delle gare verranno trasmesse su Eurosport1, Eurosport 2, ed EurosportPlayer (Ricordiamo nuovamente che la visione di Eurosport sul piattaforma satellitare di Sky non prevede la programmazione olimpica). In grassetto sono contrassegnate le finali:

01:05     CURLING – Finale per l’oro (femminile): Corea del Sud – Svezia /// EurosportPlayer

01:30     PATTINAGGIO ARTISTICO – Galà di esibizione /// EurosportPlayer

01:30     BOB – Bob a 4, 3° e 4° discesa (Maschile) /// Eurosport1

(Simone Bertazzo, Simone Fontana, Francesco Costa, Lorenzo Bilotti)

05:10     HOCKEY – Finale per l’oro (maschile): OAR – Germania /// Eurosport2

07:15    SCI DI FONDO – 30km (Femminile) /// Eurosport1

(Lucia Scardoni, Elisa Brocard, Anna Comarella, Sara Pellegrini)

12.00     CERIMONIA DI CHIUSURA /// Eurosport1

E’ Ester Ledecka la leggenda di queste Olimpiadi: bis storico

Dopo l’incredibile oro in Super-G grandissimo bis dominando il PGS in Snowboard

Ledecka

La penultima giornata dei Giochi Olimpici di PyeongChang fa entrare Ester Ledecka nella leggenda dello sport in generale: nella notta italiana, l’atleta ceca fa la storia vincendo due ori in due discipline differenti, impresa che era riuscita soltanto un secolo fa nel 1924 e nel 1928: infatti, come pronostici volevano, è lei la regina del titolo olimpico anche in Snowboard  categoria PGS, e in questo modo va a bissare il successo in super-g di una settimana fa in quel dello Sci Alpino, precedendo oggi le tedesche Joerg e Hofmeister rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo. Ora l’appuntamento per la ceca saranno le Olimpiadi estive di Tokjo 2020 per cercare di diventare la prima atleta a vincere due ori in due giochi diversi, cercando il successo in windsurfing. Eccezionale. Storie che solo le Olimpiadi possono regalare.

Tra gli uomini, nel PGS però maschile, arriva una grande medaglia d’oro ad opera di Nevin Galmarini che conferma il suo stato di forma incredibile visto che sta dominando la specialità in Coppa del Mondo. Medaglia d’argento per il coreano Lee Sangho e bronzo per lo sloveno Zan Kosir. Gli italiani Fischnaller e Coratti vengono eliminati per pochi centesimi nei quarti di finale sfiorando il colpaccio.

Nell’ultima gara di Snowboard in quel di PyeongChang, nella categoria maschile di Big Air il successo va al canadese Sebastien Toutant che ha vinto l’oro un punteggio di 174.25 totalizzato nelle due run. Argento allo statunitense Kyle Mack, che ha ottenuto 168.75, mentre il bronzo è andato al britannico Billy Morgan che chiude con 168.00.

Venendo alle altre discipline medagliette odiernamente, va alla Finlandia invece l’onore della cronaca nella penultima gara olimpica di Sci di Fondo: Ivo Niskanen fa sua la durissima gara di Sci di Fondo di 50km precedendo i due atleti russi Bolshunov e Larkov vincendo il tutto prendendo il largo al cambio di Sci. Rompe quindi la maledizione in questo format di gara per la Finlandia, al primo successo in questo contesto. Italiani praticamente crollati nella seconda parte di competizioni.

Oggi in scena anche l’ultima gara di Sci Alpino: qui è la Svizzera a trionfare nel Team Event  conquistando la medaglia d’oro con una squadra composta da Zenhausern, Holdener, Yule, e Feierabend. La medaglia d’argento va all’Austria, priva di Marcel Hirscher, che viene sconfitta dagli elvetici in finale ma che realizza un’ottima prestazione. Bronzo infine alla Norvegia. Italia chiude eliminata purtroppo ai quarti di finale.

Probabilmente, assieme a Ledecka, la copertina della giornata può essere racchiusa nell’immagine gaudente del team maschile statunitense del CurlingImpresa storica per gli USA che prendono la prima, storica, incredibile medaglia d’oro nella finale di Curling battendo i superfavoriti svedesi per 10-7 al termine di una partita assolutamente bellissima ed incredibile che, di sicuro, avrà appassionato tantissime persone a questo sport. La rottura dell’equilibrio arriva all’ottavo end quando Shuster, con un colpo incredibile, manda out ben due stones scandinave mettendo la partita verso un viale a stelle e strisce. Nella finale per il bronzo clamorosa sconfitta canadese che dopo venti primavere di dominio scende fuori dal podio a favore della Svizzera che vince il match per 7-5.

Infine nello Speed Skating è stata la giornata conclusiva di questa disciplina con in scena le mass-start al maschile e al femminile: in quel del femminile tanto rammarico per l’Italia che con Francesca Lollobrigida chiude ai piedi del podio, in quarta posizione, facendo continuare la maledizione che impedisce ai nostri colori di arpionare una medaglia in questa specialità al femminile: la medaglia d’oro finisce alla giapponese Takagi che vince la medaglia d’oro davanti alla coreana Kim che si mette al collo l’argento, e all’olandese Schouten;  nella finale maschile invece la vittoria va al coreano Lee che vince l’oro allo sprint finale precedendo il belga Swings e l’olandese Verweij. Il nostro Giovannini chiude solo in dodicesima posizione con tanto, ennesimo rammarico per i nostri colori azzurri.

Medagliere che dovrebbe essere, salvo miracoli dell’ultima giornata, definitivo per l’Italia che chiude in doppia cifra precisa con 10 medaglie tra cui 3 d’oro portate a casa da 3 donne. Si poteva fare meglio decisamente al di là delle previsioni soprattutto in alcune discipline, ma di questo avremo modo di approfondire a bocce ferme.

PyeongChang Day 17: programmi e orario della giornata di domani

Al via lo spettacolo del PGS in quel dello Snowboard

PyeongChang

Penultima giornata olimpica quella di sabato 22 che prevede un programma davvero ricco.

Inizia il programma di parallelo in Snowboard con la Ledecka a caccia di una storica doppietta che non viene fatta dal 1928 in due discipline diverse agli stessi Giochi Olimpici, e fondamentale sarà anche capire chi sarà il vincitore della gara distance in quel del fondo nella 50km maschile.

In tutto saranno assegnati otto titoli con un totale di ben ventiquattro medaglie dal mettere al collo ai protagonisti:

Ecco gli appuntamenti in orario (Italiano) e i nostri azzurri protagonisti. La Rai coprirà il programma olimpico domani dall’01:45 alle 05:45 su Raidue, e dalle 07:40 alle 08:45 e dalle 12:55 alle 15:30 su Raisport. Il resto delle gare verranno trasmesse su Eurosport1, Eurosport 2, ed EurosportPlayer (Ricordiamo nuovamente che la visione di Eurosport sul piattaforma satellitare di Sky non prevede la programmazione olimpica). In grassetto sono contrassegnate le finali:

01:00     SNOWBOARD – PGS, Qualificazioni (Femminile) /// Eurosport1

(Nadya Ochner)

01:30     SNOWBOARD – PGS, Qualificazioni (Maschile) /// Eurosport1

(Edwin Coratti, Mirco Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March)

01:30     BOB – Bob a 4, 1° e 2° discesa (Maschile) /// EurosportPlayer

(Simone Bertazzo, Simone Fontana, Mattia Variola e Lorenzo Bilotti)

01:50     SNOWBOARD – PGS, Eliminatorie (Femminile) /// Eurosport1

02:00     SNOWBOARD – Big Air, Finale (Maschile) /// Eurosport1

02:30     SNOWBOARD – PGS, Eliminatorie (Maschile) /// Eurosport1

03:00     SCI ALPINO – Team Event /// EurosportPlayer

(Chiara Costazza, Irene Curtoni, Riccardo Tonetti, Alex Vinatzer)

05:30     SNOWBOARD – PGS, Ottavi di finale (Femminile) /// Eurosport1

05:45     SNOWBOARD – PGS, Ottavi di finale (Maschile) /// Eurosport1

06:00     SCI DI FONDO – 50km (Maschile) /// Eurosport1

(Dietmar Noeckler, Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Maicol Rastelli)

06:00     SNOWBOARD – PGS, Quarti di finale (Femminile) /// EurosportPlayer

06:08     SNOWBOARD – PGS, Quarti di finale (Maschile) /// EurosportPlayer

06:18     SNOWBOARD – PGS, Semifinali (Femminile) /// EurosportPlayer

06:22     SNOWBOARD – PGS, Semifinali (Maschile) /// EurosportPlayer

06:28     SNOWBOARD – PGS, Finale per il bronzo (Femminile) /// EurosportPlayer

06:30     SNOWBOARD – PGS, Finale per l’oro (Femminile) /// EurosportPlayer

06:34     SNOWBOARD – PGS, Finale per il bronzo (Maschile) /// EurosportPlayer

06:37     SNOWBOARD – PGS, Finale per l’oro (Maschile) /// EurosportPlayer

07:35     CURLING – Finale per l’oro (maschile): Svezia – USA/ // Eurosport1

12:00     SPEED SKATING – Mass start, Semifinali (Femminile) /// Eurosport1

(Francesca Lollobrigida, Francesca Bettrone)

12:05     CURLING – Finale per il bronzo (Femminile) /// EurosportPlayer

12:45     SPEED SKATING – Mass start, Semifinali (Maschile) /// Eurosport1

(Andrea Giovannini)

13:10     HOCKEY – Finale per il bronzo (Maschile) /// EurosportPlayer

13:30     SPEED SKATING – Mass start, Finale (Femminile) /// Eurosport1

14:00     SPEED SKATING – Mass start, Finale (Maschile) /// Eurosport1