A Kronplatz questa volta il gigante è di Tessa Worley

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Da parte delle avversarie occorreva senza dubbio alzare l’asticella per fermare il dominio di Marta Bassino in slalom gigante, e a seguire alla lettera le indicazioni per fare oggi una gara strepitosa in questo segmento a Kronplatz è stata Tessa Worley che si prende scena ed onori conquistando una splendida vittoria.

La signora del gigante torna a trionfare nel segmento di gara che più le si addice e lo fa con una prestazione maiuscola rimontando ben quattro posizioni rispetto alla prima manche (Vinta da Gisin ma che, proprio nella parte finale della seconda, commette un errore fatale che la vede sfortunatamente terminare al sesto posto) e prevale su Lara Gut-Behrami che si prende un altro grandissimo podio a dimostrazione del suo ritrovato oramai stato di forma, e poi ancora Marta Bassino che si oggi non vince ma porta a casa una gara bellissima culminata con un podio preziosissimo che le consente di mettere in cascina dei punti davvero pesanti in vista della classifica finale di specialità che la vede ancora leader dall’alto del pettorale rosso che la contraddistingue.

Tanta sfortuna per Federica Brignone che ancora non riesce ad esprimersi ai suoi livelli e da terza finisce ottava alle spalle di un’ottima Sofia Goggia che continua a prendere le misure anche alla più veloce delle due discipline tecniche, mentre Shiffrin anch’essa perde posizioni ritrovandosi da seconda a quarta ai piedi del podio probabilmente per una neve che non ha rappresentato il massimo per le sue caratteristiche: delude invece Petra Vlhová che chiude soltanto al 12mo posto.

Crans Montana nel segno di Sofia e di una grande Italia

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Sofia fa il back-to-back a Crans Montana in una discesa a dir poco regale che, in questa splendida pista elvetica, ha messo in risalto una prestazione enorme da parte di tutta la pattuglia azzurra che dopo Lara Gut-Behrami che ha chiuso al secondo posto, piazza Elena Curtoni al ritorno sul podio in terza posizione e Laura Pirovano al quarto che fa segnare il miglior risultato in carriera.

Il risultato di Sofia Goggia è a dir poco storico qui sul Mont Lachaux, perché fa segnare tra i vari numeri a dir poco splendidi della fuoriclasse bergamasca,il centesimo trionfo di una ragazza italiana in una gara di sci alpino. Per Sofi in senso personale oggi va segno il quarto successo in serie nella massima espressione veloce di questo sport, nonché l’undicesimo in Coppa del Mondo: la vittoria di oggi non è altro che un chiaro monito alle avversarie che dimostra, ancor di più, chi sia la numero uno assoluta su questi segmenti di gara.

Sofia è assolutamente impeccabile sin dalla partenza e pennella movimenti regali ponendo in essere un incredibile affresco in una pista che adora e che griffa in discesa libera per la terza volta nella sua carriera il suo nome leggendario. Il momento di forma dello sci alpino rosa italiano è alla sua massima espressione e, oltre a volger lo sguardo a domani per il super-g, è indubbio avere un pò più di certezze in vista dei Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo.

A Crans Montana suona la carica Sofia Goggia

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E’ una strepitosa Sofia Goggia quella che vince oggi a Crans Montana per la prima discesa libera in programma per questo weekend veloce in scena sul tracciato elvetico. In una situazione climatica abbastanza complessa con vento forte che fa abbassare anche lo start di partenza, la fuoriclasse bergamasca ribadisce la legge della numero uno in velocità e passa il primo test sulla pista svizzera.

Molto brava Sofia a essere sempre pulita e precisa in ogni parte del tracciato con una prestazione sublime che va a fare il vuoto rispetto alle concorrenti che, a differenza di Goggia, sono in giornata no per un trionfo azzurro che scrive una nuova, bellissima, pagina di storia dello sci. Oggi sin dallo sguardo si era capito che era nelle corde una prestazione straordinaria da parte sua, e come spesso accade le sue intenzioni han mantenuto fede a tutte quelle premesse divenute dopo poco solidissime realtà con il solito spettacolo unico che solo lei riesce ad imprimere, con voglia e forza, ad ogni centimetro calcato sotto una neve che sotto di lei scorre veloce sino alla vittoria.

Sofia così facendo fa cifra tonda e porta a casa la decima vittoria in Coppa del Mondo, la settima vittoria in discesa libera, la seconda Crans Montana dopo quella del 23 febbraio del 2019, che le permette di mettere un nuovo prestigioso tassello in una carriera assolutamente straordinaria. La nostra campionessa bergamasca porta sul gradino più alto del podio il nostro tricolore precedendo Ledecká di sedici centesimi e, ancora una volta, una incredibile (Oramai non fa più notizia) Johnson alle prese con l’ennesimo podio stagionale staccata di 57 centesimi.

Beat Feuz porta il suo nome sulla leggenda della Streif

La discesa libera di Kitzbuhel sulla mitica Streif, altro non è che la gara più iconica nel circuito intercontinentale dello sci alpino: è leggenda, è mito, e chiunque apponga il suo nome nel prestigioso albo d’oro della pista austriaca non fa altro che divenire parte di tutto questo insieme di fattori: oggi, a far la storia in questo 2021, è Beat Feuz che domina la gara.

Feuz mette la mani sulla posta in palio con una prestazione a dir poco straordinaria che gli consente di mettere in fila gli avversari uno dopo l’altro e portarsi a casa non solo il primo successo stagionale ma altresì anche di porre il suo nome sul nome per la prima volta in carriera sulla leggendaria pista austriaca arricchendo la sua bacheca ponendo in quella sala, già prestigiosa di suo in senso di velocità, anche il tassello di Kitzbuhel.

In una gara contrassegnata anche da tanti incidenti speriamo senza conseguenze, l’atleta elvetico precede sul podio Matthias Mayer di sedici centesimi e il nostro Dominik Paris di 56 a testimonianza di un processo di crescita che continua per il nostro fuoriclasse a crescere sempre di più dopo il grave infortunio dello scorso anno.

Per Feuz si tratta della 14ma vittoria in Coppa del Mondo e un acuto odierno che va a ribadire ancora una volta la sua assoluta posizione di fuoriclasse e discesista mettendo già nel mirino i Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo.

Secondo slalom di Flachau con la firma di Foss-Solevaag

Se la storia di questa stagione di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino dovesse esser scritta da una particolare scrittrice di gialli, sicuramente Agatha Christie andrebbe in pole position per ciò che concerne ciò che stiamo ammirando: 6 vincitori differenti in 6 gare tra i paletti stretti, e oggi a Flachau è il turno per la prima volta in carriera di Sebastian Foss-Solevaag che succede a Zenhaeusern, Kristoffersen, Pinturault, Schwarz, e il trionfatore di ieri (Oggi troppo irruente e poco preciso in una seconda manche che poteva portarlo tranquillamente in testa) Feller.

Il classe 1991 nativo di una delle città più belle del nord Europa, Alesund, porta a casa una gara mai assolutamente messa in discussione sin dalla prima manche e si gode il primo trionfo proprio a Flachau, terra di prima volte, visto che come detto ieri abbiamo ammirato l’assolo di Feller; Foss-Solevaag precede un grande Marco Schwarz che approfitta delle disattenzioni di Feller e si prende la piazza d’onore riconquistando il pettorale rosso di leader di specialità a 76 centesimi, mentre al terzo posto un grande Pinturault trova finalmente anche la quadra in slalom staccato di 95 centesimi.

Una situazione quindi di grande incertezza nella patria più assoluta delle discipline tecniche, lo slalom, che non fa altro che addensarsi anche sulla pista intitolata ad Hermann Maier che ci regala in prospettiva una serie di battaglie niente male per un gruppo di atleti che ha una gran fame di prevalere sugli altri per aver il diritto, a fine stagione, di esultare sul viale della gloria.

Nel secondo atto di Kranjska Gora vige ancora la legge di Marta Bassino

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Krzysztof Golik

Questa domenica in Slovenia a Kranjska Gora, andava in scena il secondo atto dello slalom gigante femminile in Coppa del Mondo di sci alpino e dopo l’assolo meraviglioso della giornata di ieri,Marta Bassino, ha pensato bene di porre in essere il secondo tempo di un capolavoro assoluto andandosi a prendere l’ennesima vittoria in un gigante che oramai sembra calzargli a sua immagine e somiglianza.

Concludendo la prima manche in seconda posizione alle spalle di Shiffrin poi finita sesta, Bassino interpreta una seconda frazione in una maniera a dir poco regale prendendo la quarta vittoria stagionale, la quinta complessiva nella sua carriera, ribadendo la legge della più forte per un weekend che sa assolutamente di magia e di immensità.

La leggerezza con la quale Marta scende dal cancelletto di partenza è una sorta di affresco al mondo dello sci, una sensazione che diviene certezza metro dopo metro percorso di assoluta semplicità anche sulle nevi più complicate; il punto da focalizzare in merito alla performance della campionessa di Borgo S. Dalmazzo, è stata la capacità di adattarsi immediatamente a una neve che ha messo in difficoltà praticamente quasi tutte le atlete, anche le più quotate; lei invece è stata ancora una volta incredibile a rendere semplice anche la cosa più difficile sul ripido, un autentico missile sugli sci che anche oggi ha scritto una pagina incredibile dello sport azzurro.

Marta va a precedere un’altra, ancora volta, strepitosa Michelle Gisin staccata di 66 centesimi, e la padrona di casa Meta Hrovat che si toglie una splendida soddisfazione arpionando il podio a 73 centesimi dalla vetta al termine di una gara notevole ma oggi, contro Bassino, nemmeno il più invisibile dei supereroi poteva far qualcosa per scardinare le certezze dell’azzurra.

Il presente porta il suo nome e lo sci italiano ed internazionale non possono che griffarsi di una penna autorevole come quella di Marta Bassino, oggi come oggi, assolutamente imbattibile.

Marta Bassino tutto

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Krzysztof Golik

Tutto. Ogni cosa. Perché ogni roba da commentare in merito allo slalom gigante di Kranjska Gora in terra slovena, dove c’era più ghiaccio che neve sotto gli sci, è corrispondente alla figura di Marta Bassino che non solo vince la sua quarta gara in carriera, la terza quest’anno che le vale la leadership di specialità, ma dà altresì una sensazione di totale dominio rispetto alle altre atlete al termine di una prestazione che detiene tutti i crismi dell’immensità.

Laddove tutte (Forse Worley a parte che chiude seconda al termine di una gara eccezionale) vanno in difesa cercando di limitare i danni con un terreno abbastanza scivoloso e abbondantemente ghiacciato, la fuoriclasse di Borgo S. Dalmazzo non si tiene dentro alcun cavallo e li scatena come una hypercar in pista facendo segnare parziali record e ponendo in essere probabilmente la gara più bella della sua carriera per coefficiente di difficoltà, bellezza, precisione, e tanto infinito coraggio.

Marta come detto precede una incredibile Worley e ancora una strepitosa Gisin che continua la sua progressione, ma davanti ad un’atleta come la nostra giovane piemontese oggi non c’era davvero nulla da fare: una sensazione di dominio assoluto di “Hirscheriana” memoria che ci consente di guardare al futuro con estremo sorriso e sicurezza: la crescita di Marta l’avevamo sottolineata in lungo ed in largo sotto tutti i punti di vista elogiando il lavoro che sta realizzando per alzare l’asticella, ma qui siamo davanti ad un’esplosione pazzesca, frutto anche di un talento cristallino come pochi ne passano ogni tot di anni che ci consente di ammirarla gara dopo gara per un livello adesso che è totalmente incredibile.

Marta soprattutto con il gigante ha trovato un rapporto di confidenza assolutamente spaziale come la sua sciata, leggera ma allo stesso tempo potente e determinante che legata anche ad una condizione fisica incredibile le permette di essere sempre al top assieme ad uno stato mentale assolutamente invidiabile.

Marta lascia le briciole alle avversarie e mette nel mirino specialità e Campionati Mondiali continuando a lavorare duramente per cercare di scrivere indelebili pagine di storia: la penna è già in mano e i primi capitoli sono stati già stesi da un piano che, attualmente senza alcun tipo di ombra di dubbio, corrisponde a quello dell’atleta più forte del mondo.

La prima volta di Manuel Feller

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Richard Symonds

Uno dei più grandi talenti che ultimamente lo sci alpino ha avuto, è senza ombra di dubbio Manuel Feller il quale, oggi in slalom speciale sulla pista inedita per gli uomini di Flachau intitolata a un mito come Hermann Maier, va a cogliere il primo successo in carriera sul circuito intercontinentale di Coppa del Mondo prendendosi una serie di rivincite contro una serie di infortuni che han tentato di rallentarlo e contro tantissime critiche spesso ingiuste per uno sciatore con una grinta fuori dal comune.

Grande felicità per un’azione, quella di Feller oggi, piena di voglia di vincere e di prevalere: chiudendo terzo in prima frazione attuando una prova soddisfacente, dà il meglio di sé in seconda sciando come un forsennato attraverso linee strettissime ma allo stesso tempo super-veloci che gli valgono il gradino più alto del podio davanti a Noel che aveva chiuso al primo posto la prima manche anticipandolo di 43 centesimi, e a Schwarz, leader della classifica di specialità che chiude a 70 centesimi di distacco.

Feller è davvero un vero e proprio appassionato di questo sport, allo stato puro, che ha sempre fatto divertire attraverso una sciata essenzialmente unica nel suo genere, spettacolare e rischiosa che spesso gli è costata dei punti preziosi, ma allo stesso tempo efficace e appagante soprattutto agli occhi di ogni appassionato di sport invernali: Feller ha lottato duramente in questi anni e non ha mai mollato senza modificare radicalmente la sua tecnica: ciò non significa che ha posto accorgimenti, infatti se si andasse a porre in essere un raffronto tra come scendeva qualche anno fa e come scende oggi, ci si accorgerà di una maggiore stabilità sul ripido soprattutto, una buona dose di pazienza, e una precisione ancora superiore rispetto a prima.

Duro lavoro senza però cambiare mai, senza essere quello che è certamente per distacco il più divertente atleta attualmente presente sul panorama dello sci alpino, con quella voglia e grinta che nessuno detiene, fattori che miscelati al suo talento e alla sua classe fan venir fuori un atleta unico il quale finalmente oggi, ha potuto alzare le braccia al cielo dopo una rincorsa durata fin troppo tempo.

Goditela Manu, il presente finalmente è tuo adesso.

Sua Maestà Mikaela Shiffrin

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Rolandhino1

Quando una fuoriclasse decide di vincere una gara, spesso e volentieri va in questo modo. Quando Mikaela Shiffrin decide di vincere una gara, non soltanto spesso e volentieri va in questo modo, ma realizza il tutto in una maniera regale demolendo le aspettative delle avversarie recitando un altro sport in sede di determinazione e di pura, estrema classe.

In queste righe si potrebbe tranquillamente già archiviare il discorso inerente allo slalom speciale in notturna di Flachau, ma c’è davvero di più. C’è l’oltre e l’immensità di una prestazione da parte di un’atleta assolutamente unica al mondo che riesce ad incantare ancora ed ancora il suddetto attraverso un qualcosa sempre di differente e di incantevole. Nella vittoria di Mikaela davanti a una grandissima Holdener e ad una strepitosa Liensberger, c’è tutta l’essenza della fuoriclasse di Vail: ci sono i numeri che sono pazzeschi che dicono 68 vittorie in Coppa del Mondo di cui 57 in questo format, c’è il podio numero 100, c’è lo spirito di sacrificio di un’atleta che non smette mai di migliorarsi per stupire il mondo come se fosse ancora a caccia del primo acuto, c’è l’emozione a fine gara di una ragazza che ha affrontato le sue fragilità nel periodo più difficile della sua esistenza, c’è la certezza di aver emozionato ancora il mondo attraverso una prestazione regale di una ragazza meravigliosa tanto forte quanto semplice.

C’è di tutto e molto di più quando vince Mikaela, perché ti dà la certezza che vada sempre oltre, oltre ogni cosa e orizzonte, oltre ogni sensazione: la voglia di stupire nel modo più semplice da lei reso grande, e la cura del dettaglio in ogni sua sciata tanto soffice come una linea di seta quanto determinata come un fulmine che ogni volta si scaglia all’interno di una pista dove, nella maggior parte dei casi, è lei a recitare il ruolo del primo violino.

Lo sport è meraviglioso perché riesce a regalare emozioni indescrivibili, come lo sci alpino, dove alle volte può bastare un nome ed un cognome: Mikaela Shiffrin, ossia quando la poesia è al servizio dello sci e lo sci è al servizio della sua infinita grandezza.

A St. Anton Lara Gut-Behrami in modalità supergigante, Adelboden nel segno di Schwarz

Grandissima giornata di sci alpino oggi che ci ha consegnato un bagaglio di emozioni non da poco in terra elvetica sia al femminile che al maschile per un weekend contrassegno da superprestazioni e da ritorni eccellenti su entrambi i fronti.

A St. Anton è stato tempo di superigigante ed è stato tempo di rivedere sul gradino più alto del podio Lara Gut-Behrami che vince la gara davanti a una splendida Marta Bassino ancora una volta al top in sede veloce che dà continuità ad una stagione sin qui splendida e che si è dovuta arrendere alla ticinese per soli 16 centesimi al termine di una gran prestazione; poi Corinne Suter che completa il podio e precede la running-up di ieri in discesa libera Tamara Tippler e la nostra Federica Brignone; purtroppo va fuori la vincitrice di ieri Sofia Goggia.

Ad Adelboden invece si è svolto lo slalom speciale dopo una due giorni di gigante che ha visto trionfare Pinturault, mentre oggi la scena se l’è presa tutta Marco Schwarz che va a vincere una gara assolutamente folle e ricca di colpi di scena che ribalta dall’inizio alla fine ogni pronostico: Noel e Muffat-Jandet che tanto si erano le prime posizioni in prima manche, sbagliano clamorosamente nel corso della seconda e spiando la strada all’atleta austriaco che vince davanti al tedesco Linus Strasser, secondo a 14 centesimi che anticipa il britannico Dave Ryding terzo a 15 centesimi