Sci Alpino: per Andrea Ballerin lesione al legamento del ginocchio destro, ma l’operazione è scongiurata

Foto presa dal video Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=q4PRJWdKOoc

Tra le tante notizie positive che sono arrivate in sede di preparazione azzurra in vista della Coppa del Mondo 2019/20 al via fra undici giorni a Sölden in terra austriaca come già abbondantemente abbiamo trattato in questi ultimi giorni, ne arriva purtroppo una negativa per i nostri colori: Andrea Ballerin, atleta azzurro classe 1989, durante una sessione di allenamento di preparazione in Svizzera localitàa di Saas Fee, ha subito una rottura per fortuna parziale del collaterale mediale del ginocchio destro che lo costringerà a stare fermo un paio di settimana, costringendolo naturalmente a saltare tutto l’inizio della stagione sia sul Rettenbach che in terra americana.

Fortunatamente, come aggiornato nelle ultime ore dalla sua pagina Facebook, l’atleta ha rassicurato gli appassionati parlando di un infortunio meno grave di quanto si poteva prevedere dove, tra l’altro, non sarà necessario un intervento chirurgico di correzione.

Ballerin, specialista soprattutto nel tecnico, ha esordito in Coppa Europa il 19 dicembre 2009 a Madonna di Campiglio in slalom speciale e in Coppa del Mondo il 25 gennaio 2011 a Schladming nella medesima specialità, e il primo trionfo in ottica continentale è arrivato lo scorso 28 febbraio a Oberjoch in Germania nella gara di slalom gigante; l’azzurro, tra l’altro, ha vinto anche una gara Nor-Am Cup in slalom nel novembre del 2015.

Discesa Libera Blog fa i più grandi auguri di pronta guarigione all’atleta azzurro con la speranza di rivederlo a breve tra le piste del circuito internazionale.

Sci alpino: questione oramai di giorni per l’esordio a Sölden sulla Rettenbach della Coppa del Mondo 2019/20

Il countdown è già partito da tempo e, man mano che lancette scorrono, sentiamo sempre più vicino il richiamo della Coppa del Mondo di sci alpino che vedrà il suo esordio per la stagione 2019/20 fra 12 giorni, come sempre, in quel di Sölden in terra austriaca.

Sölden, guide turistiche alla mano, è un comune situato nel distretto di Imst, in Tirolo, precisamente nella valle laterale dell’Inn, ed è il comune più esteso dell’Austria con i suoi 466,78 km² a ben  1 368m sul livello del mare; ma ciò che maggiormente ci interessa per ovvi motivi sportivi, è il Rettenbach, ossia il ghiacciaio cui vedremo finalmente aprirsi i cancelletti di partenza per l’inizio delle battaglie sulla neve.

Rettenbach (Che analizzeremo comunque nel dettaglio alla vigilia della gara femminile), è un banco di prova subito importante con delle caratteristiche abbastanza importanti che prevedono una partenza a 3.040m s.l.m., un arrivo a 2.670m s.l.m., e un dislivello di circa 370m con un ripido abbastanza impegnativo e un terreno spesso scivoloso che non perdona neanche un minimo errore a testimonianza che questi sono tracciati particolarmente mirati ad atleti professionistici con una preparazione adeguata.

Come da tradizione la Rettenbach, poggiata proprio sul ghiacciaio che porta lo stesso nome, apre sin dalla stagione 1993/94, le gare della competizione intercontinentale di Coppa del Mondo di sci alpino; ultimamente, però, impervie condizioni climatiche hanno negli ultimi anni sconvolto di netto il programma con annullamenti di gara e spostamenti decisi di orario soprattutto per quanto concerne gli uomini: infatti questi ultimi non han potuto esordire nelle ultime due stagioni rinviando l’inizio alle gare successive sulla Black Levi in terra finnica tant’è vero che l’ultimo a trionfare sul ghiacciaio più famoso dello sci alpino è stato Alexis Pinturault, il 23 ottobre del 2017 che trionfò battendo Re Marcel Hirscher con un podio poi completato da Felix Neureuther, due atleti ritirati proprio negli ultimi mesi e che non vedremo quindi battersi per la conquista della sfera di cristallo.

Maggior fortuna invece (Fermo restando che, comunque anche per loro, negli ultimi anni han dovuto fronteggiarsi con condizioni meteo da punto interrogativo) è andata alle ragazze, dove l’ultimo stop è datato addirittura al 2006; la scorsa stagione a iniziare con i fiocchi è stata la transalpina Tessa Worley, autentica specialista di questo format di gare, che fece suo il gigante battendo una splendida Federica Brignone già sul pezzo all’esordio, che relegò sul gradino più basso del podio Sua Maestà Mikaela Shiffrin al termine di una gara senza esclusioni di colpi.

Quindi l’appuntamento per Sölden è previsto questo mese, con i due giganti in programma, venerdì 26 per la gara femminile (Prima manche ore 10, seconda ore 13, salvo sconvolgimenti di programma naturalmente come detto), e il sabato con l’esordio maschile (Sempre agli stessi orari sopra menzionati per quel che concerne le ragazze).

Sci alpino: Innerhofer e Gross ancora al lavoro per ritrovare la forma migliore

Prosegue senza soste il lavoro dei nostri azzurri come abbiamo detto nelle scorse settimane, e il tutto coinvolge anche gli atleti che sono reduci da infortuni abbastanza serie e che stanno proseguendo nel loro lavoro per ottenere il pieno recupero fisico per l’attività agonistica.

Come risulta dalla nota della FISI, continua al Passo dello Stelvio l’attività per Christof Innerhofer che deve recuperare dal grave infortunio patito ginocchio lo scorso marzo. e scenderà sulla neve rimanendo sul ghiacciaio sino a giovedì.

Discorso geograficamente differente invece per il nostro specialista del tecnico Stefano Gross, che si trova in Val Senales, per la riabilitazione dopo lo stop causato dall’intervento al legamento crociato del ginocchio destro, e si allenerà lì dal mercoledì sino a venerdì.

Ritorno in Italia per la squadra maschile di Coppa del Mondo di sci alpino

La squadra azzurra maschile di sci alpino va a concludere il ritiro pre-season in terra argentina in quel di Ushuaia e tornano in Italia dopo ben quattro settimane di lavoro che han permesso agli specialisti sia del tecnico che del veloce di prepararsi al meglio per la stagione di Coppa del Mondo che verrà nell’edizione targata 2019/20.

Il ritiro è stato abbastanza lungo considerando che gli stessi son arrivati in Argentina nella seconda metà di agosto, ma in Sudamerica hanno trovato, come sempre, le condizioni ideali per lavorare al meglio e presentarsi carichi e tonici in vista dello start della stagione invernale che, sicuramente, sarà emozionante come ogni anno grazie anche alla nostra squadra che, soprattutto nell’ambito di discesa e di super-g, tante soddisfazioni ci ha regalato con l’auspicio che anche gli specialisti dei paletti quest’anno possano finalmente dire la loro in un settore orfano del Re Marcel Hirscher.

Dominik Paris, Emanuele Buzzi, Peter Fill, Mattia Casse e Matteo Marsaglia saranno i primi a rientrare, cui seguiranno successivamente gli altri a partire dai veterani Manfred Moelgg e Giuliano Razzoli con Riccardo Tonetti e Simon Maurberger e Luca De Aliprandini; le donne rimarranno sulla Terra del Fuoco ancora per un pò di settimane per proseguire il loro lavoro alla ricerca della condizione migliore sulla neve.

I nostri campioni, già stanno scaldando i motori.

Henrik Kristoffersen all’assalto del trono alpino

Con l’addio di Marcel Hirscher alle competizioni annunciato nel weekend scorso al mondo tra tanta commozione mista a rispetto per il più grande sci a dire di ogni epoca, in ottica Coppa del Mondo e più in generale nel circuito, si aprono degli scenari interessanti per capire chi possa prendere il suo posto a sedere sul trono più alto dello sci alpino.

A tal proposito la figura di Henrik Kristoffersen é senza ombra di dubbio quella che viene più in auge all’interno dei pensieri che possiamo collezionare in merito a questa tesi; andando ad analizzare nel dettaglio quelli che sono stati i risultati di ultime stagioni, il norvegese è stato sostanzialmente l’unico in grado di provare quantomeno a tener testa al fuoriclasse austriaco dovendosi accontentare tantissime volte della seconda piazza alle spalle del salisburghese.

Molto spesso il nativo di Lørenskog, si è mostrato inizialmente insofferente nei confronti di un atleta che ha rappresentato un vero e proprio muro nella stragrande maggioranza dei casi in sede di graduatorie finali, per poi accettare la situazione mettendosi a lavorare sodo per provare a contrastarlo ogni volta sempre di più alzando l’asticella.

Kristoffersen è un atleta semplicemente straordinario che ha avuto la sfortuna in questi anni di trovarsi davanti un mostro sacro come Hirscher, ma adesso con il ritiro di quest’ultimo lo specialista del tecnico proveniente dalle fredde terre del nord Europa, può tentare l’assalto alla corona essendo più sgombro soprattutto anche di mente e di conseguenza libero da una serie di pensieri che gli potrebbero permettere di aumentare le sue prestazioni gara dopo gara.

La vita comunque sarà abbastanza complicata soprattutto perché c’è il giovane talento Clemente Noel, proveniente dalla Francia in rampa di lancio assolutamente scalpitante che mira a dimostrare di essere il numero uno all’interno di una squadra francese estremamente forte dove figura tra gli altri anche un certo Alexis Pinturault che di vittorie ne sa eccome.

Quindi un bel carico di aspettative che adesso inevitabilmente si farà a capo di colui che è attualmente il vice campione, e dove tutti si aspettano che riuscirà a succedere alla sequela di vittorie dell’austriaco; Kristoffersen dovrà essere abbastanza bravo a gestire il tutto e dovrà lavorare oltre che sul piano tecnico cercando di alzare l’asticella e migliorando sempre di più dall’alto delle sue qualità e dei suoi margini di miglioramento che sono incredibili, anche sull’aspetto mentale che é stato un autentico punto di forza del salisburghese in questi anni unici, che gli ha consentito di raggiungere i risultati più incredibili.

La sfida quindi è aperta, ma se tanto ci dà tanto, un fuoriclasse del genere come Henrik già sta lavorando per farsi trovare pronto

Danke Marcel

Chi vi scrive, ogni tanto mette come sottofondo qualche base musicale specifica per lasciarsi guidare dall’ispirazione in modo tale apporre su questo foglio bianco come la neve ma digitale, nel migliore dei modi possibili, una serie di parole volte a raccontare determinate vicissitudini in merito agli sport invernali.

Stasera, mercoledì 4 settembre poco dopo le ore 21, passa per lo stereo un pezzo abbastanza noto che sa di immensità, ossia “Shine On You Crazy Diamond”, Pink Floyd, una composizione quasi sacrale composta da David Gilmour, Roger Waters e Richard Wright nel lontano ’74, realizzata per omaggiare un “certo” Syd affermando, nel testo, che esso continuerà a brillare: alle volte la musica va di pari passo con le emozioni e con gli eventi, e siccome spesso molte cose non capitano per caso, questo è un autentico richiamo per celebrare e ringraziare uno che di storia ne ha scritta parecchia e che stasera, attraverso un semplice ritiro a sole 30 primavere, fa ufficialmente il suo ingresso nel Gotha delle Leggende dello sport in generale laddove la storia non si conclude, ma brilla e splende in eterno: Marcel Hirscher.

Danke Marcel.

Danke per averci mostrato prima e spiegato poi come si può interpretare una curva in mezzo a una serie di paletti ad una velocità folle, mantenendo ben saldo l’equilibrio e rimanendo in piedi, facendoci comprendere successivamente che sfidare le leggi della fisica, si può.

Danke per averci condotto, a prescindere dalla nazionalità di appartenenza, sotto la tua ala di tifo sfegatato contagiando tutti con la tua forza e la tua immensità degna dei più grandi sportivi di ogni epoca.

Danke per essere stato un autentico esempio da seguire, vero, unico, dove nonostante le inarrivabili vittorie, sia dal punto di vista estetico che numerico, hai mantenuto sempre la classe e la semplicità di un qualsiasi esordiente dentro e fuori la pista, non sottovalutando mai nessuna gara, e dando il massimo in ognuna di esse sia in vittoria che in sconfitta.

Danke per la tua infinita lealtà, Campionissimo apprezzato anche dai tuoi più acerrimi avversari che, anche grazie a te, hanno alzato l’asticella per cercare di batterti in ogni format dando vita ad autentici duelli incredibili facendoci sognare uno ad uno.

Danke per il tuo modo di approcciarti alle gare, per aver lasciato correre via veloce, paletto dopo paletto, bandierina dopo bandierina, il tuo talento che ha disegnato non solo autentiche traiettorie, ma firme d’autore ad ogni tuo singolo gesto che non è stato mai banale bensì frutto di autentica concentrazione derivante da una cultura del lavoro degna dei più grandi sportivi di sempre.

Danke perché quando il cronometro diceva P1, dovevamo riprendere in mano il libro dei record per doverli riaggiornare di continuo attraverso la più autorevole delle firme, quella di un austriaco salisburghese, che ha reso tutto più speciale; non c’è stato lavoro migliore.

Danke per essere un atleta semplice, fattore, che ti ha reso unico e ha definito anche nei contorni più celati la tua grandezza.

Danke per aver aver fatto sognare milioni di ragazzini che si sono avvicinati, anche grazie a te, a questo sport sognando un giorno di divenire autori di imprese degne di quel magico sciatore con i colori bianco e rosso: danke per essere stato questo esempio positivo che tutti ricerchiamo nel mondo dello sport e che difficilmente riscontriamo.

Ma soprattutto, e qui parlo a titolo personale, Danke Mr. Marcel: come personale è la foto in alto all’articolo di quel cappellino che custodisco gelosamente e che conserverò come una reliquia sacra, per avermi fatto innamorare dell’arte mescolata allo sci e per permettermi magari un giorno, magari ai nipoti, di raccontare di te, il più grande sciatore di sempre che vinceva, facendo scaldare il cuore degli appassionati e di questo mondo che, grazie alle tue imprese, sei riuscito a far battere incessantemente. Danke, per avermi ispirato assieme a Sofia Goggia, ad aprire questo piccolissimo spazio che, incredibilmente giorno dopo giorno sebbene nasca da un posto estremamente lontano dalla neve cresce, ama raccontare delle emozioni allo stato più puro e più limpido che riesce a suscitare questo sport meraviglioso, reso immortale grazie a voi, immensi fuoriclasse.

C’è stato un prima, e ci sarà un dopo di te agonisticamente parlando; tutto ciò che è in mezzo porta e porterà per sempre il tuo nome, ed è la spiegazione più semplice e più valida per tutti coloro che vorranno approcciarsi a questo sport che prima era immenso e che tu hai reso unico.

Come te, nessuno mai.

Danke, Marcel Hirscher.

Ufficiale: Marcel Hirscher lascia lo sci alpino e si ritira

La notizia era nell’aria da qualche giorno e si era largamente diffusa nel fine settimana, ma a seguito della conferenza stampa effettuata dal Fuoriclasse austriaco, adesso il tutto ha crisma dell’ufficialità: Marcel Hirscher a 30 primavere appende gli sci al chiodo e lascia lo sci alpino comunicandolo al mondo nella cornice di Salisburgo al centro dei congressi di Gusswerk affermando di essere sereno e felice.

L’otto volte campione della Coppa del Mondo consecutivo nonché 7 volte iridato e 2 olimpico, lascia da campione il circo bianco dopo un ciclo inarrivabile di successi che lo ha consacrato, senza alcun dubbio, come il più forte sciatore di ogni epoca.

Sulla presenza di Hirscher nella stagione che verrà, già si erano poste delle nubi già al termine della scorsa, dove erano aumentati i rumors circa una sua mancata presenza all’interno del circo bianco con un futuro tutto da scrivere lontano da quelle curve disegnate dalla sua classe e dalla sua immensità.

Sci alpino che perde il suo protagonista per eccellenza, un autentico dominatore e trascinatore che ha scritto indelebili pagine di storia dello sport con dei numeri assolutamente pazzeschi con uno score, nel circuito internazionale, che traccia una linea contente 67 vittorie (1 in supergigante, 31 in slalom gigante, 32 in slalom speciale, 3 in slalom parallelo) per un totale di 138 podi (3 in supergigante, 59 in slalom gigante, 65 in slalom speciale, 3 in combinata, 3 in supercombinata, 5 in slalom parallelo), cui bisogna aggiungere al curriculum, oltre quello citato nel primo capoverso del presente articolo, l’ambito di specialità con la vittoria della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 2012, nel 2015, nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, quella di slalom speciale nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2017, nel 2018 e nel 2019, la coppa parallela nel 2013, e quella Europa nel 2008.

Dei numeri pazzeschi che gli sono valsi l’ingresso nella Sala degli Dei dello sport incoronandolo come il migliore e facendolo amare da tutti gli appassionati nel mondo al di là di ogni bandiera di appartenenza in quanto, Marcel, ha accolto tutti sotto quella sua di proprietà dell’unicità.

Questo blog nacque ispirato sia dall’esempio di Sofia Goggia e sia da quello di King Marcel storia e oggi, chi vi scrive, è davvero un bel pó triste nonostante aveva già fatto un pensierino al ritiro della austriaco, ma per sempre sarà grato per le gioie e le emozioni che questo straordinario ragazzo è riuscito a regalare attraverso un paio di magici sci interpretando questo sport in una maniera unica e a dir poco inarrivabile.

Danke Marcel.

Sci alpino: i team azzurri europei e mondiali si ritrovano in terra argentina

Goggia

Entra nel vivo la preparazione estiva degli atleti azzurri dello sci alpino: dopo l’arrivo in terra argentina, ad Ushuaia per la consueta tappa Sudamericana settembrina, delle ragazze e dei ragazzi della Coppa del Mondo, anche i team di Coppa Europa (I tecnici, preceduti già dai velocisti) si ritroveranno in Argentina agli ordini del direttore sportivo Massimo Rinaldi.

I convocati, secondo la nota della FISI, sono Pietro Canzio, Francesco Gori, Tobias Kastlunger, Samuel Moling, Hans Vaccari e Giulio Zuccarini, che partiranno giorno 5 e rimarranno lì sino al 26; da segnalare che già ieri il gruppo femminile di Coppa Europa delle discipline tecniche è partito per raggiungere la medesima località.

Essi troveranno ad Ushuaia la squadra di Coppa del Mondo composta da Sofia Goggia, Federica Brignone, Marta Bassino, Manfred Moelgg, Giuliano Razzoli, Riccardo Tonetti, Simon Maurberger (Campione uscente in Coppa Europa), Luca De Aliprandini, Andrea Ballerin, Giovanni Borsotti, Federico Liberatore, Tommaso Sala, Hannes Zingerle e Alex Vinatzer.

Ricordiamo che la stagione di Coppa Europa 2020 vedrà il suo start il prossimo 29 novembre 2019: per le donne a a Trysil in Norvegia, e si concluderà il 22 marzo 2020 sempre a Reiteralm, in Austria con in calendario 35 gare (7 discese libere, 7 supergiganti, 9 slalom giganti, 9 slalom speciali, 2 combinate, 1 slalom parallelo), mentre per gli uomini in quel di Funäsdalen, in terra svedese per terminare il 22 marzo 2020 a Reiteralm, in Austria dove sono in programma 38 gare (8 discese libere, 7 superg-g, 10 slalom giganti, 10 slalom speciali, 2 combinate, 1 slalom parallelo).

Il ritorno di Johanna Schnarf in Nazionale azzurra

Tra le notizie di sci alpino che cominciano a susseguirsi in vista dello Start di fine ottobre della Coppa del Mondo, considerando anche che le preparazioni stanno fortemente entrando nel vivo, nell’ambito femminile della nostra nazionale si festeggia il gradito ritorno di Johanna Schnarf al raduno delle ragazze.

Johanna, che nel novembre scorso si era procurata in sede di allenamento un gravissimo infortunio che l’ha costretta a saltare interamente la stagione causa frattura di tibia e perone, come risulta da una nota della FISI , sarà presente al Passo dello Stelvio al raduno delle ragazze dove svolgere un’attività meramente riabilitativa, e dove ritroverà tra le altre Elena Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Verena Gasslitter, Francesca Marsaglia, Roberta Melesi, Karoline Pichler e Laura Pirovano.

Le atlete azzurre rimarranno lì sino al 25 del presente mese per poi spostarsi in Argentina, ad Ushuaia, per perfezionare ed accelerare la preparazione in vista della Coppa del Mondo 2019/20.

La presenza sulla neve di Johanna ci era mancata davvero, e un atleta di esperienza come lei all’interno di un gruppo anche molto giovane come il nostro, non potrà che essere essenziale nonché fondamentale.

Bentornata.

La sfortuna colpisce ancora Stephanie Brunner con il legamento crociato sinistro

Il detto celebre tendente ad affermare che la buona sorte è cieca, ma che la sfortuna ci vede benissimo, è un caso assolutamente riconducibile nell’ultimo anno e più alla figura della bella Stephanie Brunner.

L’atleta austriaca, ritornata sulle nevi durante lo scorso luglio dopo parecchi mesi di inattività a causa di un grave infortunio durante i campionati di casa, deve dire addio probabilmente anche alla stagione che verrà in quanto a Ushuaia in terra Argentina dove gli atleti alpini si stanno allenando in vista della Coppa del Mondo, ha subito un altro gravissimo infortunio dove il responso della risonanza magnetica ha sentenziato nuovamente la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, per la terza volta in carriera menzionando anche quello patito a fine Giochi Olimpici nel 2018.

Una botta pesantissima per la forte 25enne atleta biancorossa nativa di Schwaz, che ci si era preparata al meglio per il rientro agonistico, e che adesso dovrà fermarsi nuovamente per un infortunio che non ci voleva proprio ricominciando da capo una riabilitazione che, fino a qualche giorno fa, era già il passato ed ora è tornato purtroppo il suo presente sportivo.

Stephanie Brunner nel corso della sua carriera é sempre cresciuta in intensità e prestazioni, ed é ancora alla ricerca della prima vittoria all’interno del circuito internazionale; atleta di grande forza e caparbietà e tra i migliori prospetti dal punto di vista dello sci alpino in sede tecnica, la classe 1994 dovrà di effettuare nuovamente la riabilitazione, fermo restando che siamo assolutamente certi che ella, di sicuro, non perderà la voglia per ritornare livelli che le competono essendo atleta di enorme ed indiscusso valore tecnicamente e mentalmente, con una forza d’animo che di sicuro andrà a sopraffare una sfortuna accanita e feroce per l’ennesima volta.