Il Maestro dei Cinque Cerchi: Kjetil André Aamodt

Lo Sci Alpino spesso ci ha emozionati per tanti atleti, tra questi indubbiamente il norvegese, merita una menzione d’onore

 

Kjetil André Aamodt
Kjetil André Aamodt

Il polivalente tra i più polivalenti, nonché il più vincente sotto l’ombra del fuoco sacro di Olimpia.

Ci sono atleti che riescono ad esaltarsi e a scrivere indelebili ed immortali pagine di storia attraverso delle prestazioni incredibili che son valsi ingressi notevoli nelle sale élite dello sport: a tutto questo programma l’egregio Sig. Kjetil André Aamodt ha spesso risposto presente ed ha timbrato, in maniera netta, il suo cartellino.

Aamodt è stato uno sciatore alpino semplicemente sensazionale. Nativo della splendida Oslo 46 primavere fa, ha segnato un’epoca generazionale per lo sci alpino maschile diventando il più medagliato di ogni epoca all’interno delle competizione inerente ai Giochi Olimpici invernali nel suo sport.

Classe sopraffina, tecnica disarmante, Aamodt riusciva a ottenere una scorrevolezza unica perfezionando linee e mantenendo sempre un livello incredibilmente sempre più alto ad ogni prova che lo attendeva. Con questo modus operandi, il Norvegese è riuscito a portare a casa ben 8 medaglie a cinque cerchi di cui 4 ori con il supergigante ad Albertville 1992, il supergigante più la combinata a Salt Lake City 2002, e ancora il supergigante ai nostri Giochi di Torino 2006; a questi si aggiungono i due argenti in discesa libera e in combinata a Lillehammer 1994, ed infine i 2 bronzi arpionati nello slalom gigante ad Albertville 1992 e nel supergigante a Lillehammer 1994.

Dei numeri impressionanti che han permesso ad Aamodt di recitare una parte di estremo protagonista ben 5 edizioni olimpiche eccezion fatta per Nagano, nel 1998, dove rimase incredibilmente a secco spezzando una linea che poteva essere ancor più leggendaria.

In sede di presentazione del suddetto articolo abbiamo menzionato la parole facente riferimento alla polivalenza: nel corso della storia, soprattutto recente, è davvero difficile trovare degli atleti in grado di ottenere dei riscontri significativi in quel dello sci alpino sia nel tecnico che nel veloce, Aamodt riuscì a perfezionare al dettaglio un connubio che, da sempre da sempre questi parti, è sempre un misto di amore ed odio; lavorando sodo e applicandosi sempre più migliorando di giorno in giorno, è ricordato dalla storia non soltanto come uno strepitoso combinatista ma, nello specifico, come uno dei pochi atleti al mondo in grado di essere competitivo in tutte le specialità dello sci alpino: i numeri olimpici parlano chiaro, ma anche quelli mondiali non scherzano di certo: Aamodt fu cinque volte campione iridato in slalom gigante e slalom speciale a Morioka 1993, in combinata al Sestriere 1997, a Vail/Beaver Creek 1999, e a Sankt Anton 2001) cui bisogna aggiungere anche quattro argenti e tre bronzi.

In sede di circuito di Coppa del Mondo invece nell’anno dei Giochi Olimpici di Lillehammer riuscì a portare a casa anche la classifica generale (Unico trionfo) a completare un hattrick da paura nel corso della sua carriera perfezionata, poi, dalle sfere di cristallo di specialità  di supergigante e slalom gigante nel 1993, di slalom speciale nel 2000 ma, soprattutto, nella combinata alpina dove è stato un autentico cannibale che ha portato a casa nel 1994, nel 1997, nel 1999, nel 2000 e nel 2002 per un totale di 21 vittorie e 63 podi.

Una forza della natura autentica: sapeva in anticipo cosa fare ancor prima dello start dal cancelletto: se guardate bene i video che lo ritraggono, vedrete delle movenze eleganti di un ballerino prestato agli sci e, contestualmente, la determinazione di un autentico martello tipico di un boxeur: sapeva dare e anche incassare: la critica gli ha spesso rimproverato di essere stato un pò troppo attendista in molte situazioni del circuito, (tante volte ha chiuso al quarto posto) ma, in termini di competizioni secche questo vichingo era davvero infallibile.

In epoca attuale ci si chiede se Hirscher e alcuni dei i suoi colleghi, un giorno, proveranno a cimentarsi anche in specialità veloci (Per la verità King Marcel nel 2015 a Beaver Creek ha portato a casa un sontuoso Super-G), ma di sicuro nell’applicazione avranno come riferimento questo magnifico atleta ritiratosi 11 anni fa tra gli onori e gli allori più totali.

Difficile trovare un fenomeno da gara secca come Aamodt, ma quel che è certo è che la storia dello sci alpino rimane sempre incantevole e, riesce sempre ad emozionarci attraverso le gesta di infiniti fuoriclasse come il vichingo dagli occhi di ghiaccio ma dall’animo infuocato dalla sete di gloria dei vittorie.

Attacking Vikings, Kjetil.

La storia di una danza amorosa tra uomo e neve: Hermann Maier

Il dominatore degli sport invernali che ha segnato un’epoca generazionale attraverso una forza fuori dal comune e una classe non indifferente

Hermann Mayer

Herminator.

Se tutti noi andassimo a chiedere a chiunque che segua anche solo un minimo di sport invernale menzionando questo pseudonimo che da anni fa trasudare un mix tra potenza ed immensità, è lecito pensare che la maggioranza dei soggetti interpellati si prodigherebbe a fare un inchino o il classico gesto del togliersi il cappello se lo si indossasse. Questione di rispetto ma anche di incredibile ricordo di uno dei più grandi atleti alpini (E non solo di ogni epoca).

Hermann Maier era un qualcosa di più. Anche solo vederlo camminare per strada con la sua mole imponente e il suo sguardo impenetrabile, ti dava la sensazione di dominio assoluto, di cura del dettaglio, e soprattutto quella fame sportiva che pochi altri potevano detenere a suo tempo e che, tutt’ora, si rivede in pochissimi “esemplari” di sportivi come il suo degno erede Marcel Hirscher il quale, come sappiamo, si è spinto ancora oltre.

Ma se ammiriamo in questi anni il lavoro di Marcel il Grande, il tutto lo dobbiamo anche a Maier cui, il neo campione olimpico salisburghese si è ispirato; Herminator era semplicemente spaventoso: il palmares, mano a mano che si legga comincia ad acquisire sin da subito quelli che sono i crismi di colui che aveva sin da subito messo le cose in chiaro per entrare a far parte del grande salone del Mito sportivo andando a vincere ben quattro medaglie olimpiche di cui due del metallo più pregiato, tre titoli iridati in un totale di sei medaglia complessive, e quattro Coppe del Mondo con un score di 54 vittorie nell’ambito della sfera di cristallo, terzo migliore di ogni tempo dietro il grande Ingemar Stenmark a quota 86 e, come detto,  Hirscher arrivato nell’ultima stagione alla vetta dei 58 trionfi.

https://www.youtube.com/watch?v=3EdaClq6xG4&frags=pl%2Cwn

Atleta assolutamente polivalente (Il gigante lo esaltava alla grande portandoo a sconfinare dalla rapidità alla tecnica), ha fatto della velocità la sua passione e il suo dominio: attualmente è il maggior numero di vittorie in Super G, una specialità che lo ha visto trionfare nella classifica di specialità ben 5 volte, ma non si è fermato di certo qui, perché se parliamo delle piccole sfere, ha centrato anche due trofei di discesa libera, tre di gigante, più la Coppa Europa nel 1996 con tanto di classifica di specialità sempre in Super G.

Duro, cattivo, ed imperturbabile sulle nevi ma sempre enormemente disponibile e gentile fuori dalla pista, ha messo sin da subito in evidenze le sue qualità di atleta vero e puro che con enorme spirito di dedizione al suo mestiere ha raccolto tutto ciò che poteva raccogliere con una classe ineguagliabile forgiando una generazione e gettando le basi per chi è venuto dopo.

Una forza incredibile impressa non soltanto nella magnificenza del gesto tecnico, capace di esaltare chiunque al di là della bandiera di appartenenza, ma altresì anche dalla voglia di ritornare dopo un momento di estrema difficoltà: è indubbio dire che l’incredibile e gravissimo incidente occorsogli durante una guida motociclistica nel 2001 avrebbe messo ko chiunque e non soltanto dalla prospettiva sportiva: se riesci ad evitare l’amputazione della tua gamba destra, recuperi più in fretta che puoi dopo un dramma di questo tipo, e torni dopo poco tempo in pista migliorando costantemente per tornare nel 2004 alla vittoria dopo un dramma del genere, allora sei davvero nell’Olimpo dello sport in generale.

Lui e la neve ha realizzato un binomio perfetto, un tutt’uno incredibile ponendo in essere un amore incondizionato, una sorta di danza perfetta come quella che vediamo durante una danze di Scottie Virtue e Tessa Moire, si sono abbracciati, si sono conosciuti, e hanno dato vita ad uno degli spettacoli sportivi più belli di sempre attraverso la voce del dominio con, in sottofondo, la musica più pregevole delle emozioni creata attraverso il suono dolce e deciso della vittoria.

Una vecchia canzone del 1993 di una giovanissima e splendida Mariah Carey, Dreamlover, raccontando di un amore desiderato e bramato, conteneva nel suo interno un passo molto significativo affermando di volere qualcuno a cui appartenere ogni giorno della propria vita eternamente, con l’auspicio che si potesse verificare il classico “prendimi e portami via”: da un punto di vista metaforico questo amore, nato sin dall’età di 3 anni quando Hermann indossò per la prima volta gli sci è durato nel tempo e, nonostante mille difficoltà, non ha pensato mai di lasciare.

Di questo gliene rendiamo onore, perché se si fosse arreso a quest’ora non sarebbe nato questo splendido rapporto amoroso tra lui e la superficie bianca e non avremmo mai osservato questa splendida danza su menzionata, che tanto ha fatto sognare il mondo.

Di Campioni ne vediamo ogni giorno, e chissà ancora quanti ne vedremo, ma di Maier no, perché permetteteci di dire che di Herminatore ce ne sarà sempre e soltanto uno.

Danke.

https://www.youtube.com/watch?v=FHm31A4v8vg&frags=pl%2Cwn

 

Allo Stelvio arrivano i velocisti azzurri di Coppa del Mondo

Prosegue l’offseason dei nostri atleti in vista della nuova stagione

Peter Fill
Peter Fill

Continua senza sosta l’attività frenetica in quel dello Stelvio per i nostri atleti. Qualche giorno fa abbiamo parlato del lavoro effettuato dalle ragazze, adesso è arrivato il turno degli uomini, in particolare dei velocisti, per cominciare a spingere sul serio in vista della nuova stagione di Coppa del Mondo.

In pista sono scesi tra i big Emanuele Buzzi, Peter Fill, e Christoph Innerhofer per cominciare a scaldare i muscoli e trovare già le prime affinità con le velocità. Il gruppo rimarrà in Alto Adige fino al 21 luglio. Non ci sarà il nostro Dominik Paris per la nascita del figlio Nick cui, Discesa Libera, fa i migliori auguri!

Ecco le formazioni azzurre di Sci Alpino che daranno l’assalto alla Coppa del Mondo 2019

Lo squadrone azzurro si prepara alla prossima stagione in vista della Cdm 2018/19

Brignone

Anche se l’estate, calendario alla mano, deve ancora ufficialmente avere il suo start la stagione ventura degli sport invernali di certo non si ferma ed è in piena attività per la sessione agonistica 2018/19; in quel dello sci alpino, la Federazione Italiana ha diramato l’elenco degli atleti sia al maschile che al femminile che infiammeranno di passione e di agonismo le pista sciistiche del palcoscenico internazionale.

Ecco, nel dettaglio, tutti i protagonisti della pattuglia tricolore operativi sin dallo start previsto per il 27 ottobre in quel di Sölden in terra austriaca; in totale, avremo 19 donne e 14 uomini per un totale di 23 atleti:

Sezione FEMMINILE:

AMBITO ELITE

Federica Brignone – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Sofia Goggia – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO TECNICO

Marta Bassino – Gruppo dell’Esercito Italiano
Chiara Costazza – Gruppo delle Fiamme Oro
Irene Curtoni  – Gruppo dell’Esercito Italiano
Roberta Midali – Gruppo dell’Esercito Italiano
Vivien Insam – Gruppo delle Fiamme Oro
Karoline Pichler – Gruppo delle Fiamme Oro
Martina Peterlini – Gruppo delle Fiamme Oro

AMBITO VELOCE

Elena Curtoni – Gruppo dell’Esercito Italiano
Nicol Delago – Gruppo delle Fiamme Gialle
Elena Fanchini  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Nadia Fanchini  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Verena Gasslitter – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Francesca Marsaglia – Gruppo dell’Esercito Italiano
Laura Pirovano – Gruppo delle Fiamme Gialle
Johanna Schnarf – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO D’INTERESSE NAZIONALE

Michela Azzola – Gruppo delle Fiamme Gialle
Anna Hofer – Gruppo delle Fiamme Oro

Sezione MASCHILE:

AMBITO TECNICO – Slalom Speciale

Fabian Bacher – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Stefano Gross – Gruppo delle Fiamme Gialle
Manfred Mölgg  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Giuliano Razzoli – Gruppo dell’Esercito Italiano

AMBITO TECNICO – Slalom Gigante

Giulio  Bosca – Gruppo dell’Esercito Italiano
Giovanni Borsotti – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Luca De Aliprandini – Gruppo delle Fiamme Gialle
Alex Hofer – Gruppo delle Fiamme Gialle
Roberto Nani – Gruppo dell’Esercito Italiano
Riccardo Tonetti – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO VELOCE – Super-G – Discesa Libera

Emanuele Buzzi – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Peter Fill – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Christof Innerhöfer – Gruppo delle Fiamme Gialle
Dominik Paris – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri

Per maggiori informazioni sulle formazioni italiane di Sci Alpino rispettivamente per donne e uomini consultando i seguenti link:

http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16554-composizione-delle-nazionali-femminili-di-sci-alpino-per-la-stagione-2018-2019

http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16555-la-composizione-delle-squadre-maschili-di-sci-alpino-per-la-stagione-2018-19

La nuova stagione di Lindsey Vonn

Cosa ci riserverà allo start della nuova stagione la fuoriclasse a stelle e strisce?

Vonn

Quale stagione per Lindsey Vonn?

E’ questa, tra gli addetti ai lavori e ovviamente tifosi, la domanda più ricorrente made in USA per la prossima stagione di Sci Alpino.

L’ambito che ci siamo lasciati alle spalle da qualche mese ci ha fornito delle ottime indicazioni sulla “Wonder Woman” più famosa dell’intero mondo dello sport in generale: 5 vittorie in coppa del mondo con la coppa di specialità di discesa libera sfuggita per un soffio a favore della nostra Sofia Goggia, e un ottimo bronzo olimpico in quel di PyeongChang sempre nella stessa disciplina; una stagione che ha sancito il ritorno alle gare in pianta stabile della fuoriclasse del Minnesota dopo il bruttissimo infortunio occorsogli un anno prima a Soldeu. 

Lindsey a ottobre compirà 34 anni, e in un mondo agonistico fare delle riflessioni in un’ottica di flessione appare del tutto legittimo, ma quando si disquisisce in merito a una delle atlete non solo più forti della storia ma che detiene altresì una solidità fuori dal comune alle voci “preparazione” e “fame di vincere”, allora il tutto stride alla grande fino a decadere nell’errore più totale in merito a tali pensieri. Lei è davvero un altro pianeta.

La Vonn, al di là del record di Stenmark che insegue e che vorrà battere per diventare l’atleta più vincente della storia della Coppa del Mondo, ha una sete di ampia rivalsa e in occasione della nuova sessione 2018/19 più i Mondiali, di certo vorrà dimostrare al mondo intero il suo valore, vorrà far vedere ancora la sua caratura e, probabilmente, se ultimo anno sarà vorrà farlo con un acuto.

E’ naturale pensare a un suo ritiro nel 2019, lo sanno anche oltreoceano dove si coccolano l’enfant prodige Shffrin dopo aver salutato un calibro notevole come Julia Mancuso, ma è del tutto logico immaginare parimenti la voglia che ha questa splendida atleta di scrivere, ancora una volta, una immensa pagina di storia dello sport mondiale. 

I grandi Campioni possono lasciare solo dopo un altro grande show dinnanzi al palcoscenico del mondo; d’altronde in oriente si dice che la volpe prima di andarsene si volta sempre verso la collina dove è nata: voltandosi, Lindsey, troverà non soltanto grandi sorrisi ma anche una scia di trionfi merito del suo carattere, della sua forza, e della sua tenacia, elementi volti a testimoniare inequivocabilmente che lei è senza dubbio la N1 di sempre. La più grande assieme alla Pröll, e quella che ha messo un sorriso in più agli occhi di tutti gli appassionati in ogni trionfo a dispetto di ogni nazionalità.

Lindsey Vonn sta, come sempre, preparandosi al dettaglio per presentarsi al meglio davanti ai cancelletti di partenza; preparazione meticolosa, cura nei minimi particolari dal punto di vista atletico, e tanto desiderio di arpionare ciò che si sogna da una vita. La ricetta è sempre la stessa per presentare uno dei piatti sportivi più belli sotto ogni punto di vista di sempre.

Buzan scrisse che “Qualunque cosa possiate fare, o sognate di fare, dovete iniziare a farla. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza.” 

Tutto assolutamente in linea con l’argomento di testo con una Vonn che, qualunque cosa deciderà di fare al termine della prossima annata bianca, siam certi che si presenterà ai nastri di partenza con tutta l’audacia di questo mondo mostrando allo stesso tutta la sua genialità ancora una volta con l’auspicio, che non sia l’ultima perché la sete di vedere campioni in azione, non verrà mai placata per chi ama lo sport. 

Ritorno al futuro: Ragnhild Mowinckel

La velocità al servizio della tecnica: il connubio perfetto per la 25enne norvegese con un grande futuro davanti

Ragnhild Mowinckel
Ragnhild Mowinckel

Una delle sorprese più gradite della stagione che si è conclusa qualche mese fa è rappresentata senza dubbio da Ragnihild Mowinckel.

La piccola norvegese nativa di Molde ha rappresentato indubbiamente un exploit notevole andando a raccogliere tutto ciò che aveva seminato nel corso di questi anni mostrando davanti al palcoscenico dello sci alpino tutte le sue doti tecniche che già, in epoca juniores, le avevano dato grandissime soddisfazioni con tre ori mondiali di cui uno, il primo, a Roccaraso in Italia.

La Mowinckel ha posto in essere una stagione a dir poco grandissima: al di là della sua prima vittoria ottenuta in Coppa del Mondo in quel di Ofterschwang in gigante oltre ad altri due podi (Secondo e terzo posto). La sua continuità le ha permesso di arrivare a prestigiosi piazzamenti olimpici in virtù dei Giochi Invernali in scena a PyeongChang: infatti non han destato sorpresa i momenti in cui la classe 1922 ha portato a casa la medaglia d’argento nella discesa libera (Facendo tremare tutta Italia visto che aveva messo in discussione, con il suo tempo, la medaglia d’oro poi vinta dalla nostra Sofia Goggia) e nello slalom gigante; inoltre si è classificata tredicesima nel supergigante e ai piedi del podio in quarta posizione nella combinata.

Difficilmente al giorno d’oggi troviamo delle atlete polivalenti nel panorama sciistico alpino, Ragnhild Mowinckel riesce ad essere performante sia sul tecnico che sul veloce con una visione di gara a dir poco sublime contemplando la precisione sui paletti alla scorrevolezza e all’attenzione nelle gare di rapidità.

Negli anni addietro questa splendida ragazza aveva già mostrato segni di talento indubbio facendo capire che, nel corso di pochi anni grazie a uno spirito di abnegazione e ad un’intensa attività di lavoro atletico volto a far emergere il suo carattere e a far scoprire sempre di più i suoi margini di miglioramento, avrebbe recitato un ruolo da protagonista assieme a tutte le altre campionesse attualmente presenti in quel del circo bianco.

Se la Norvegia era alla ricerca di una nuova fuoriclasse che facesse infiammare il tifo e i cuori dei supporter nordici, ha trovato in Ragnhild Mowinckel un perfetto connubio tra forza ed eleganza.

C’è una frase estremamente bella realizzata da Eleanor Roosevelt la quale una volta ebbe il pregio di affermare che “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”; a questo bisognerebbe aggiungere, per attribuire tale aforisma nel concetto di spiegazione in merito all’atleta corrente, l’aspetto della costanza che proprio in Mowinckel è ricorrente: un continuo credere nei propri mezzi applicando ogni giorno la cultura del lavoro e dell’allenamento in modo tale da poter inseguire il raggiungimento del proprio sogno, del proprio apice.

Non migliori così, dall’oggi al domani, se non ti applichi e se non ci credi. A 25 primavere d’altronde è così, non puoi non farlo se hai deciso di dare una svolta alla tua vita e se hai la consapevolezza che quel sogno una volta tanto lontano si avvicina sempre di più. Perché è così, in certe atlete già vedi il pedegree del talento e sai che prima o poi andranno a scrivere pagine importanti nello sport quando si possiede una base notevole e, in questo contesto, siamo dei veri e propri precursori del prossimo futuro.

Quello che abbiamo visto sino a quest’anno probabilmente è stato solo un abbondante antipasto; le qualità da mostrare sono ancora molte e, se tanto dà tanto, possiamo in ottica della prossima stagione già sederci belli comodi per assistere ad un nuovo progressivo miglioramento.

Il futuro di certo per lei, è adesso. La Norvegia ha trovato una nuova stella.

Shiffrin e socie, sono avvertite.

Attacking Vikings. Ragnihild Mowinckel.

https://www.youtube.com/watch?v=kJ35APTFU-s

Diramato il calendario della Coppa del Mondo di Sci Alpino 2018/19

Lo Sci Alpino vedrà la sua partenza per la nuova stagione il 27 ottobre con il gigante femminile, per poi terminare come sempre a marzo stavolta a Soldeu in Andorra per le finali

Hirscher

Anche se ci si avvicina al periodo estivo, lo sci non si ferma e programma una nuova entusiasmante grande stagione: la FIS, infatti, ha diramato i calendari per la nuova stagione di Sci Alpino che vedrà in ottobre il taglio del nastro per concludere la sua grande corsa soltanto a marzo.

Per quel che riguarda l’ambito maschile andranno in scena 41 gare che prevedono 9 discese libere, 8 Super-G, 10 slalom, 9 giganti, 2 combinate, 1 parallelo, 2 city event, 1 team event. Lo start sarà 28 ottobre come sempre a Solden in Austria.

Per le donne avremo invece 39 gare suddivise in 9 discese libere, 8 Super-G, 9 slalom, 8 giganti, 2 combinate, 1 parallelo, 2 city event, 1 team event. Partenza il 27 ottobre a Solden che andrà ad anticipare l’esordio degli uomini

L’Italia prenderà in mano la scena del circo bianco a metà dicembre per quanto concerne gli uomini con le tappe in Val Gardena, Alta Badía, Madonna di Campiglio e Bormio nella metà di dicembre, mentre per le donne gli appuntamenti saranno a Plan de Corones e Cortina dopo la seconda metà di gennaio.

Le sfide finali saranno a Soldeu in quel dell’Andorra dopo anni in cui il tutto si era svolto in Svezia, ad Åre, dove quest’anno invece si punteranno le luci del palscoscenico dei Campionati del Mondo che si svolgeranno dal 05 al 17 febbraio.

Vediamo nel dettaglio entrambi i calendari:

Calendario Maschile:

28/10/18: Solden (Aut) – GS

18/11/18: Levi (Aut) – SL
24/11/18: Lake Louise (Can) – DH
25/11/18: Lake Louise (Can) – SG
30/11/18: Beaver Creek (Usa) – SG

01/12/18: Beaver Creek (Usa) – DH
02/12/18: Beaver Creek (Usa) – GS
08/12/18: Val d’Isère (Fra) – GS
09/12/18: Val d’Isère (Fra) SL
14/12/18: Val Gardena (Ita) – SG
15/12/18: Val Gardena (Ita) – DH
16/12/18: Alta Badia (Ita) – GS
17/12/18: Alta Badia (Ita) – GS parallelo
22/12/18: Madonna di Campiglio (Ita) – SL
28/12/18: Bormio (Ita) – DH
29/12/18: Bormio (Ita) – SG

01/01/19: City Event Oslo (Nor) – SL parallelo
06/01/19: Zagabria (Cro) – SL
12/01/19: Adelboden (Svi) – GS
13/01/19: Adelboden (Svi) – SL
18/01/19: Wengen (Svi) – AC (DH+SL)
19/01/19: Wengen (Svi) – DH
20/01/19: Wengen (Svi) – SL
25/01/19: Kitzbuehel (Aut) – SG
26/01/19: Kitzbuehel (Aut) – DH
27/01/19: Kitzbuehel (Aut) – SL
29/01/19: Schladming (Aut) – SL

02/02/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – DH
03/02/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – GS
19/02/19: City Event Stoccolma (Sve) – SL parallelo
22/02/19: Bansko (Bul) – AC (SG+SL)
23/02/19: Bansko (Bul) – SG
24/02/19: Bansko (Bul) GS

02/03/19: Kvitfjell (Nor) – DH
03/03/19: Kvitfjell (Nor) – SG
09/03/19: Kranjska Gora (Slo) – GS
10/03/19: Kranjska Gora (Slo) – GS
13/03/19: Soldeu (And) – DH
14/03/19: Soldeu (And) – SG
15/03/19: Soldeu (And) – Team event
16/03/19: Soldeu (And) – GS
17/03/19: Soldeu (And) – SL

Calendario Femminile:

27/10/18: Solden (Aut) – GS

17/11/18: Levi (Fin) – SL

24/11/18: Killington (Usa) – GS
25/11/18: Killington (Usa) – SL
30/11/18: Lake Louise (Can) – DH01/12/18: Lake Louise (Can) – DH
02/12/18: Lake Louise (Can) – SG
08/12/18: St. Moritz (Svi) – SG
09/12/18: St. Moritz (Svi) – SL parallelo
14/12/18: Val d’Isère (Fra) – AC (DH+SL)
15/12/18: Val d’Isère (Fra) – DH
16/12/18: Val d’Isère (Fra) – SG
21/12/18: Courchevel (Fra) – GS
22/12/18: Courchevel (Fra) – SL
28/12/18: Semmering (Aut) – GS
29/12/18: Semmering (Aut) – SL
01/01/19: City Event Oslo (Nor) – SL parallelo
05/01/19: Zagabria (Cro) – SL
08/01/19: Flachau (Aut) – SL
12/01/19: St. Anton (Aut) – DH
13/01/19: St. Anton (Aut) SG
15/01/19: Plan de Corones (Ita) – GS
19/01/19: Cortina d’Ampezzo (Ita) – DH
20/01/19: Cortina d’Ampezzo (Ita) – SG
26/01/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – DH
27/01/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – SG
01/02/19: Maribor (Slo) – GS
02/02/19: Maribor (Slo) – SL
19/02/19: City Event Stoccolma (Sve) – SL parallelo
23/02/19: Crans-Montana (Svi) – DH
24/02/19: Crans-Montana (Svi) – AC (DH+SL)

02/03/19: Sochi (Rus) – DH
03/03/19: Sochi (Rus) – SG
08/03/19: Spindleruv Mlyn (Cze) – GS
09/03/19: Spndleruv Mlyn (Cze) – SL
13/03/19: Soldeu (And) – DH
14/03/19: Soldeu (And) – SG
15/03/19: Soldeu (And) – Team event
16/03/19: Soldeu (And) – SL
17/03/19: Soldeu (And) – GS

La fuoriclasse silenziosa dagli occhi di ghiaccio: Frida Hansdotter

La 32enne svedese è ogni anno sempre uno dei fiori all’occhiello dello sport invernale alpino con la sua grinta e la sua tecnica

Frida Hansdotter
Frida Hansdotter

Tra le tante storie che spesso lo sport ci regala ce ne stanno molte che, pur non avendo il glamour o la copertina super, riescono comunque ad entrare di diritto nella storia attraverso risultati e comportamenti di primissimo ordine.

E’ certamente il caso di una splendida svedese dagli occhi azzurri e i capelli biondi di 33 primavere, nativa di Västerås nella fredda Svezia, che con il suo sorriso e le sue gesta oramai da anni incanta la platea dello Sci Alpino: Frida Hansdotter.

Frida Hansdotter è quella tipologia di atleta che inizi ad apprezzare soltanto se sei un vero appassionato delle piste; specialista nel tecnico, ha una tecnicità del tutto particolare che ogni volta sembra far realizzare una sfilata di eleganza anziché una discesa sportiva; il suo passo è inebriante, e ti dà l’immediata certezza che le possibilità di lasciare il segno siano assolutamente concrete.

Arriva quando meno te l’aspetti: riesce a tirarti fuori dal cilindro la prestazione che non ti aspetti con le stesse modalità che ottempera fuori dalle piste: con silenzio, con il sorriso, con una voglia di migliorarsi rispettando tutto il resto che la circonda cercando la positività in ogni punto vissuto.

Spesso è stata sovrastata da atlete di caratura nettamente più forte, ma Frida Hansdotter ha sempre risposto presente, semplicemente perché anche lei è una N1: a PyeongChang, negli ultimi Giochi Olimpici, il coronamento di una carriera è stato suggellando con un sontuoso oro olimpico nello slalom speciale laddove tutti si aspettavano l’acuto di Mikaela Shiffrin. A testimonianza della caparbietà e della classe dell’atleta che ha sempre messo l’anima in ogni gara realizzata.

Una persona dolce e semplice, ma talmente grande e ricca di valori che è stata sempre ben voluta da addetti ai lavori e ad avversari che, in nome di una grande passione, ha cercato sempre di far parlare di sé stessa con fatti notevoli che l’han resa una delle migliori atleti tecniche sulle nevidegli ultimi 20/15 anni. Frida vanta nella sua bacheca personale oltre all’oro olimpico menzionato nel capoverso precedente, anche una splendida sfera di cristallo di slalom speciale conquistata nel 2016, 2 argenti e 2 bronzi mondiali, con un complessivo di 33 podi di cui 4 sul gradino più alto in quel della Coppa del Mondo.

Dal 2004 anno del debutto della svedese in Coppa, Frida ha lavorato alacremente per cercare mantenersi sempre ai migliori livelli agonistici sin dal suo primo podio di Leukerbad nel 2005 che si tradusse altresì nella sua prima vittoria: spesso si cerca in un atleta sempre la super-prestazione esasperando oltre misura le capacità di queste donne e di questi uomini come se il miglior risultato fosse scontato, non funziona così.

Ogni atleta ha la propria tempistica per emergere, un proprio lavoro, una serie di sacrifici oltre misura che spesso la carta stampata non tiene nemmeno in considerazione pretendendo quasi tutto e subito. La realtà, come si può vedere, è ben diversa: ci sono atlete che emergono immediatamente, altre che lo fanno dopo, altre ancora che devono fare i conti con delle super campionesse difficili da fronteggiare e da tener dietro, ma il tempo è sempre galantuomo e regala sempre prima o poi la gloria a tutti coloro che lavorano con dedizione e spirito di sacrificio.

L’esempio di Frida Hansdotter in questo senso è pressoché perfetto per il semplice fatto che non hai mai perso la speranza di arrivare al suo sogno e ha lavorato sempre  e comunque al massimo cercando di ritagliarsi sempre il suo spazio con estrema importanza tra atlete di caratura notevole e arrivando al successo più prestigioso, quello olimpico, anche a 32 anni lanciando un monito a tutti gli atleti che gettano la spugna quando oramai sembra tutto irraggiungibile.

Non c’è niente di irraggiungibile quando sogni ed insegui qualcosa, e quando lavori duramente per farlo. Devi crederci sempre e comunque e questa meravigliosa atleta, in maniera silenziosa e con gli occhi gentili e belli con il colore del mare, ci ha insegnato ancora una volta quanto bello sia lo sport e quanto infinitamente sia gratificante raccogliere tutto ciò che hai seminato.

Frida Hansdotter, la guerriera silenziosa dagli occhi di ghiaccio.

La bellezza e la sontuosità al servizio dello sport: Lindsey Vonn

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.” (A. Hepburn)

Il trionfo di Lindsey Vonn

In un periodo come quello attuale dove l’estate è quasi alle porte e il primo caldo comincia a bussare verso le nostre abitazioni, le gare con annessi protagonisti degli sport invernali ci sembrano lontani anni luce.

Gli atleti adesso saranno in vacanza e soltanto fra qualche mese cominceranno a partire alla volta dei paesi più freddi per iniziare la loro preparazione verso una nuova stagione che, come sempre, ci emozionerà grazie alle loro gesta e a risultati che non tarderanno ad arrivare.

Ma è proprio questo, forse, il momento in cui a bocce ferme si possono realizzare della analisi non indifferenti soprattutto per tutti coloro che nel corso del tempo hanno griffato la storia con la loro classe e con immensa dedizione.

La protagonista di oggi è oltre l’atletismo, perché è semplicemente una delle persone più belle dentro e fuori che questo mondo abbia mai pensato di creare.

Già, perché se sei una delle più forti atlete della storia e non soltanto della tua categoria, lo Sci Alpino, che hai contribuito a far accrescere ancor di più con i tuoi acuti, e allo stesso tempo dimostri un’umanità incredibile nei confronti non soltanto dei tuoi avversari ma anche con qualsiasi fan che chiede anche una semplice foto con te, allora anche se il nome pesa e menziona Lindsey per il nome e Vonn per il cognome, non puoi che inchinarti e metter giù il cappello.

In un’epoca contemporanea come oggi dove le star dello sport tendono ad arricchire il glamour globale in via reale e virtuale visto l’avvento dei Social, è raro che una fuoriclasse assoluta metta in scena sul palcoscenico del mondo non soltanto la propria classe ma anche la sua bontà dal punto di vista umano.

Vonn
Lindsey Vonn assieme alla sua collezione di successi

Perché è così Lindsey Vonn: lei è una ragazza terribilmente inebriante dal punto di vista del fascino che riesci ad aprirti il cuore anche solo il suo sorriso e la sua voglia di far felice chiunque la circonda paragonabile al più sublime degli orizzonti mediterranei quando, al mattino, li osservi nel momento in cui decidono di diventare un tutt’uno con la luce che si specchia in un caldo e sublime mare d’agosto.

Chi sia lei è inutile dirlo, come sarebbe assolutamente una perdita di tempo elencare il suo palmares: a ogni latitudine mondiale sanno che la 33enne nativa di Saint Paul, capitale del Minnesota è indiscutibilmente assieme ad Annamarie Moser-Pröll la più grande sciatrice di tutti i tempi.

La sua classe, la sua immensa voglia di migliorarsi sono stati due fattori per lei determinati sin dall’inizio della sua carriera che le hanno permesso di arrivare lontano e di spingersi oltre sempre di più al di là di ogni ostacolo conquistando tutto quello c’era da conquistare. Con educazione, sportività, e senso di amicizia che l’han portata ad essere descritta come una delle personalità non soltanto più influenti ma più “umane” che gravitano all’interno di un mondo sportivo sempre più inarrivabile per molti appassionati.

Lei no, e chi vi scrive è rimasto semplicemente impressionato dalla serie documentario andata in onda su Eurosport, chiamata “Chasing History” dove si raccontava il lato personale di Lindsey nell’ultimo periodo: dalla caduta con infortunio grave alla risalita. Sono rimasto letteralmente impressionato dal senso del dovere che questa meravigliosa ragazza bionda con gli occhi chiari ha impresso sin dal giorno dopo assieme al suo staff per cercare di ritornare ai livelli di un tempo, riuscendoci anche.

La cura del dettaglio, la passione che ci mette, l’affrontare il tutto sempre con il sorriso più incredibile e bello del mondo, è un modo di affrontare non soltanto il proprio lavoro ma altresì la propria vita che è oramai una rarità di questo mondo;  la soprannominano Wonder Woman perché è la sportiva più vicina ad essere un’eroina dei fumetti trasferitasi nella realtà.

Una realtà condita da successi derivanti dal duro lavoro, dalla voglia di crederci ancora, di inseguire un sogno come quello del record di vittorie in Coppa del Mondo fermo a 86 e fatto segnare dal leggendario Ingemar Stenmark; lei è a 82, e l’obiettivo è alla portata ancora con qualche successo in più da conquistare.

https://www.youtube.com/watch?v=09GRD0YRnYk

Perché questo è il DNA dei Campioni con la C maiuscola veri, di quelli che non si arrendono mai attraverso una cultura sportiva d’altri tempi dove l’applicazione in allenamento rappresentava la chiave di volta per la costruzione degli allori del domani: in palestra, dove la Vonn si allena, c’è sempre a mo’ di ispirazione la foto di Stenmark a torreggiare sul suo impegno.

Spesso ci si può interrogare cosa possa spingere un atleta ad andare sempre più forte dopo che hai vinto tutto: la fame e la passione. La voglia di scrivere ancora la storia ed essere ricordata come una gigante. Poche a questo mondo han ancora la voglia di fare tutto questo, penso a Marit Bjørgen nel fondo, esempio rarissimo di cosa voglia significare abbracciare a 360° l’amore per lo sci. E così è la Vonn. E’ identica, e se tanto mi dà tanto ci delizierà ancora per tanto tempo sulle platee mondiali esattamente come ha fatto la 40enne norvegese del fondo.

Ha vinto, è caduta, si è rialzata, è ricaduta di nuovo, e rialzandosi ha mostrato al mondo cosa significhi seminare ogni giorno con l’auspicio che i frutti, sempre gli stessi nonostante gli acciacchi, possano venire alla luce colorando il mondo dello sport sempre con la stessa importanza di un tempo. Un tempo che spesso lei ha contribuito a fermare per arricchirlo della sua costanza e dei suoi successi. Ha vinto anche quando è caduta. Con la sua umanità.

Rara.

Unica.

Esempi positivi, veri, assolutamente da prendere in considerazione ogni giorno e da far imparare come un mantra a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere la professione sportiva: spesso invece di tanti libri bastano delle gesta per far capire cosa bisogna fare. Come si debba fare.

Oscar Wilde una volta disse che Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza”;

Osservando Lindsey ci sono tante cose che risaltano al nostro sguardo, ma di sicuro la bellezza è il leitmotiv della sua esistenza perché l’ha fatta sua: la natura le aveva donato l’estetica, poi lei con la sua forza e il suo lavoro l’ha tradotta anche in pista e questo fatto, indubbiamente, l’ha portata a diventare un’icona mondiale.

Noi ne siamo testimoni di questa bellezza che custodiamo gelosamente nel nostro cuore e un giorno all’interno del libro dei nostri ricordi domiciliato in quel della memoria, dove, Lindsey Vonn sportivamente parlando avrà una parte incredibilmente indelebile.

La storia l’ha cambiata davvero, e noi siamo degli spettatori privilegiati ad assistere a tutta questa meraviglia griffata con la sua esistenza.

Henrik Kristoffersen: la stella alpina del nord Europa

All’ombra di Marcel Hirscher, continua a crescere un talento di proporzioni notevoli con dei margini di miglioramento incredibili

Henrik Kristoffersen

Se andassimo a parlare a chiunque appassionato di sci al giorno d’oggi ponendo sul tavolo il tema sportivo e, nello specifico, quello alpino riferito al periodo immediato, indubbiamente la risposta si concretizzerebbe sempre  e comunque in un nome e un cognome: Marcel Hirscher.

Abbiamo in lungo e in largo decantato le lodi del fuoriclasse di Annaberg che alla luce della stagione appena conclusasi può essere con tranquillità e certezze estreme catalogato come il miglior sciatore di ogni epoca; attenzione però, perché alle sue spalle si sta continuando a formare un altro fuoriclasse non meno talentuoso, classe 1994, che ha ancora notevoli margini di miglioramento ed è destinato a scrivere pagine importanti nel post-Hirscher: il nome il cognome questa volta si pronunciano come Henrik Kristoffersen.

Nato in Norvegia quasi ventiquattro anni fa a Lørenskog, località che ha dato i natali anche ad un certo Aksel Lund Svindal e quindi, di talento e di sport, “pare” ne sappia a pacchi, con le sue lunghe leve e un fisico longilineo ha col tempo cercato sempre più di evolvere la sua sciata conformandosi ad uno stile tutto proprio avendo un solo problema: gareggiare nel momento dell’apice del migliore, quello dell’austriaco.

Il dominio di Hirscher ha travolto tutto e tutti e spesso e volentieri ha costretto Henrik ad accontentarsi del secondo gradino del podio, ma tirandosi indietro mai e cercando di fare il possibile per stare in scia all’austriaco, ed è l’unico che ci è riuscito. L’unico in grado di mettere un pò di pepe, credendoci sempre, arrabbiandosi, ed accettando il verdetto della pista.

I due sono diametralmente opposti, sia come tecnica che come carattere: Kristoffersen mantiene un’ottima grinta e spinta cercando di essere più pulito possibile a differenza di Hirscher che basa tutto su una forte spinta muscolare al limite del rischio e dell’impossibile; decisamente anche più focoso come reazioni arrivando spesso a perdere le staffe, ma sfido chiunque a non prenderla a male quando c’è qualcuno che ogni weekend riesce a mandarti via da quella vittoria tanto agognata (Eccezion fatta per la prestigiosa vittoria di Kitzbühel quest’anno)…

Il norvegese però sta lavorando anche in questo senso e, al di là della rassegnazione nei confronti del suo rivale diretto, sta cercando di essere più freddo cercando anche una miglior performance mentale che, son certo, gli regalerà numerosi soddisfazioni nella sua fin qui giovane carriera.

Carriera giovane si, ma già condita da parecchi successi: non dimentichiamoci che Henrik Kristoffersen ha portato a casa 2 medaglie olimpiche: 1 argento (slalom gigante a Pyeongchang 2018) e 1 bronzo (slalom speciale a Sochi 2014); nel suo palmarès figurano inoltre sei ori iridati juniores e una Coppa del Mondo di slalom speciale, e 16 vittorie in Coppa del Mondo. Come si può tranquillamente desumere dal suo curriculum vitae già in età giovane si era evidenziato uno sciatore di primissimo livello, con la voglia di attaccare fino alla fine sin dall’apertura del cancelletto di partenza.

Talenti ne vedi spesso, fenomeni no. E non bisogna lasciarsi ingannare dal fattore Hirscher, Kristoffersen è davvero un fenomeno. Magari non è ancora al livello di Marcel, magari non ci arriverà o forse si, ma sta di fatto che siamo davanti a una delle più grandi eccellenze sportive invernali in prospettiva osservabili. Non è un freddo anche se viene da un paese che climaticamente lo è, ma è un abile calcolatore e, se lo sottovaluti, ti può far male come pochi.

Se sbagli, ti punisce, e ti supera con una performance anche fuori dall’ordinario. Marcel Hirscher lo ha definito nelle gare italiane di quest’anno “The Young Machine”, perché è davvero una macchina e lui stesso ha capito che, se voleva fare qualcosa di importante scrivendo una serie di discrete pagine dello sci, doveva imprimere qualcosa di ancor più superiore dello straordinario altrimenti avrebbe avuto Kristoffersen che gli avrebbe esultato a braccia tese sugli occhi.

Non ha fatto molti errori a parte l’uscita (Al pari di Hirscher) nello slalom in Corea, semplicemente è arrivato uno nettamente più forte di lui al momento. Non solo più forte, IL più forte. Di ogni epoca. Forse il destino alle ultime Olimpiadi gli ha messo di traverso la vittoria quando aveva la porta spalancata per potergliela donare in un confronto diretto tra i due. Chissà a Pechino…

Sovviene a questo punto una celebre frase di Arnold Schwarzenegger, che per ironia della sorte è austriaco come il suo incubo su pista, ma che è abbastanza significativa in questo senso perché dice che “la forza non arriva dalle vittorie. La lotta e le sfide sviluppano le tue forze. Quando attraversi le difficoltà e decidi di non arrenderti, quella è forza”: se si estrapola questo aforisma nel modo giusto, troviamo il prossimo futuro di Kristoffersen, perché state certi che tutte queste piazze d’onore non hanno dalle sue parti il sapore della rassegnazione ma quella del risorgimento e dell’obiettivo di fare qualcosa di più incredibile fatto finora.

E se tale obiettivo è quello di superare il signor Hirscher Marcel allora occorrerà superare l’ordinario e fare tesoro di queste esperienze per tramutarle in benzina per spingersi ancora più in là e se tanto mi da tanto, il cartello lavori in corso è stato già esposto perché un fenomeno non si quieta mai, ma si scatena quando meno te lo aspetti.

Come una macchina da corsa, in questo caso una Young Machine, dagli occhi azzurri, i capelli biondi, e il cuore rosso come il fuoco pronto a scatenare tutti i cavalli su pista. Tutte caratteristiche degne e pure, di Henrik Kristoffersen.

  https://www.youtube.com/watch?v=s4N_AZkE60c