Anche per Maurberger la stagione alpina finisce qui dopo un parallelo rischioso e colmo di dubbi

Un weekend completamente da cancellare questo per i colori azzurri in merito alla voce degli infortuni all’interno della Coppa del Mondo di sci alpino 2019/20.

Dopo la notizia della frattura al braccio per Sofia Goggia a Garmisch nel super-g, arrivano bruttissime notizie anche in quel di Chamonix per il nostro Simon Maurberger il quale, dopo la caduta occorsagli nel corso del parallelo gigante nella località francese, a seguito dei controlli è risultato la rottura del crociato anteriore e del menisco laterale del ginocchio destro.

Mancano le parole considerando che in prima analisi si era ipotizzata soltanto una forte distorsione con un quadro clinico che lasciava presagire ben altro infortunio, tuttavia il responso definitivo della risonanza magnetica ha sentenziato qualcosa di ben peggiore con un’operazione da realizzarsi nel breve.

A Simon vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di Discesa Libera certo che tornerà l’anno prossimo a dimostrare tutto il suo valore e tutta la sua forza auspicando, però, che la federazione cominci a porre maggiore attenzione sulla gestione di questi paralleli giganti con piste abbastanza rischiose dal punto di vista della neve, della vicinanza dei tracciati, per la presenza di salti incomprensibili, e anche degli spazi di decelerazione risicatissimi dopo il traguardo: dispiace vedere che questi atleti si facciano male in gare davvero altamente rischiose e sarebbe cosa buona e giusta migliorare il tutto in quanto, gli infortuni come vediamo, si sono verificati e i dubbi anche da parte degli atleti sono sorti fortemente, queste le parole di Alexis Pinturault su twitter:

“Oggi mi sento preso in giro… Noi (atleti) siamo presi per pedine di uno spettacolo e non per protagonisti di uno sport! Da quando nello sport la fortuna è più importante delle prestazioni? E quanto è pericoloso il format? Ma soprattutto FIS quando verrà presa in considerazione la parola degli atleti?”

Come darti torto Alex.

Sci Alpino: gli appuntamenti di questo weekend per le gare di Coppa del Mondo

Riprendono questo weekend le battaglie sulle nevi mondiali dei protagonisti assoluti dello sci alpino in ottica Coppa del Mondo con classifiche e visioni in prospettiva più aperte che mai: erano anni che non si vedevano delle competizioni così in bilico sia in senso generale che specifico.

Nella giornata di domani, sabato 8 febbraio, si partirà alle ore 10 per la prima manche dello slalom speciale maschile in scena nella splendida Alta Savoia, a Chamonix, dove Kristoffersen e Pinturault se le daranno di santa ragione per quell’obiettivo fondamentale che si chiama overall; la seconda manche ovviamente andrà in scena tre ore dopo alle 13 circa. Alle 11:30 invece spazio alla discesa libera femminile a Garmisch-Partenkirchen con la pattuglia azzurra che è arrivata in Germania con un carico di speranze e desideri conditi da tanta voglia e determinazione. Ovviamente, causa il tragico lutto avvenuto in settimana per la scomparsa di papà Jeff, non ci sarà Mikaela Shiffrin.

Dopodomani invece, domenica 9 febbraio, si partirà ancora con gli uomini che realizzeranno le qualifiche del gigante in parallelo alle 9:15 con la gara che si effettuerà in maniera vera e propria soltanto alle 13:15. invece ragazze ancora di scena sul veloce alle 11:15 con il super-g tedesco.

24.

Non tu.

Spesso capita che i più grandi, dopo aver scritto inimmaginabili pagine di storia in maniera indelebile nell’arco della loro vita, vadano via in cielo lasciando un vuoto incredibile dopo aver lasciato la loro impronta in questa vita per testimoniarci, indissolubilmente, che la storia può essere scritta in vari modi, tra cui quella mediante la via più soave e più sublime possibile: quella che va dritta nell’ingresso del mito.

Chi vi scrive non ha parole per esprimere il dolore per questa notizia piovuta come il più doloroso dei tuoni che ha scosso questa terribile serata privandoci di una delle persone, e non solo dello lo sport, più incredibili di ogni epoca. Lo ha vissuto, lo ha ammirato, lo ha venerato, lo ha goduto. In qualsiasi stagione, sia in quelle meravigliose ed indimenticabili, consapevole che lui c’era. In ogni modo.

Kobe caro, eri una certezza. Eri il bello del gioco, eri la magia, e spesso la risposta che tutto fosse possibile anche quando il tempo sembrava non bastare più. Sei stato parte della mia adolescenza e la gioia per gli occhi a guardare la lega più bella del mondo sia negli anni belli che in quelli più duri. Sempre con quei due colori magici addosso, quel giallo e quel viola forti come i fulmini che andavano ad illuminarsi a seguito di una tua magia.

Grazie per le infinite emozioni, per quegli 81 punti, per quelle stagioni fantastiche cui ho perso anche il conto, per quegli anelli, per quell’ultima partita dove hai sigillato la chiusura della tua inarrivabile carriera con una prestazione a dir poco incredibile, sempre con quella canottiera. Sempre come quel 24. Grazie per esserci stato, per aver trasceso lo spazio e il tempo, per aver reso in piccolo il basket e in grande lo sport in generale un qualcosa di estremamente più grande. Più unico, come te.

24. Come i secondi che denotano un’azione, che spesso sembrano un’infinità ma che spezzano in due un’azione, dove tu spesso e volentieri non solo sei stato il protagonista principale, ma hai anche svolto il tuo compito nel migliore dei modi aggiungendo nuove stelle al firmamento dello sport e arricchendo i cuori tutti i tifosi e gli appassionati con una serie di perle che in pratica andavano dentro un cesto con una palla, ma che in sostanza si consideravano dei gesti che gridavano a ogni azione che tutto poteva essere possibile se ci si fiondava a credere.

Quanto è dura parlare al passato. Non ci sia abitua mai a questo quando accadono queste cose. Spesso vediamo le gesta di questi infiniti atleti attraverso dei normali mezzi di comunicazione, ma capita che essi vadano al di là di questi e diventano come dei veri e propri amici attraverso l’esempio che realizzano nel corso del loro lavoro. Perché è il modo in cui lo fanno che ti spinge a considerarli come tale, perché diventa un esempio e schizza direttamente nella sala delle Leggende dove siederai per sempre.

Non sono pronto a lasciarti, non è giusto andar via così, per te e per chi ha perso la vita quest’oggi. A queste età poi. Come si fa ad accettarlo?

Ti porterò eternamente sempre con me in una parte del mio cuore dove ci sarà spazio solo per te dietro a una porta con un mamba disegnato a testimoniare la tua grandezza, la tua immensità, e tutto ciò che hai rappresentato in fatti di sogni come la più grande delle ispirazioni.

“Heroes come and go, but Legends are forever.”

Un pensiero, un abbraccio, alle famiglie coinvolte in questa devastante tragedia.

Addio Kobe, non è per niente giusto.

Shiffrin imprendibile in super-g a Bansko: tra gli uomini Yule vince in slalom a Kitzbuhël

Shiffrin

A Bansko arriva l’acuto numero 66 in carriera per Mikaela Shiffrin e con il quarto super-g porta a casa la gara odierna e batte una meravigliosa ancora una volta Marta Bassino che prende un altro secondo posto oggi a 29 centesimi di distacco dalla statunitense a dimostrazione di saper tener testa a una fuoriclasse di questo tipo: completa il podio Lara Gut-Behrami, che torna nelle posizioni che contano dopo un anno dal terzo posto sempre in super-g ma a Garmisch-Partenkirchen, oggi con un distacco di 70 centesimi da Shiffrin. Detto di Bassino, giornata oggi in chiaroscuro per le nostre italiane dove, Federica Brignone, scivola via senza conseguenze dopo dei parziali meravigliosi, buona posizione numero sette Elena Curtoni vincitrice ieri a 1”23 dalla leader, Laura Pirovano è 26a a 3”09, out Marsaglia e Delago.

Shiffrin così allunga in overall con 1225 punti ha 370 punti di vantaggio sulla Brignone e 395 sulla Vlhová, e prende anche il comando delle operazioni nella classifica di specialità di super-g: next stop per le ragazze in Coppa del Mondoin Russia dove nel prossimo fine settimana sono in programma una discesa e un superG.

A Kitzbuhël in slalom speciale la vittoria invece va a Daniel Yule che, rimonta dalla seconda posizione dopo la prima manche e va a vincere davanti al sempre in forma Marco Schwarz per l’Austria a 12 centesimi, e al francese Noel terzo a 37; il 19enne norvegese Lucas Braathen, in testa dopo la prima manche finisce quarto al miglior risultato della carriera. Non irresistibile invece Henrik Kristoffersen che prende il parimerito con Braathen ma che si consola tornando in testa alla Coppa del Mondo con 741 punti a più 41 davanti al connazionale Kilde; Il migliore degli azzurri è Giuliano Razzoli settimo a 53 centesimi finalmente autore di una gara di enorme spessore.

Il venerdì della velocità nel segno di Shiffrin e Jansrud che tornano a vincere e a convincere

Grande sci oggi tra Bansko e Kitzbuhël dove sono andati in scena la discesa libera femminile e il super-g maschile che ha visto ritornare a trionfare due grandissimi campioni che mancavano sul gradino più alto del podio da fin troppo tempo.

Mikaela Shiffrin si prende la prima soddisfazione del 2020 e vince la discesa libera di Bansko in un format di gara che l’aveva vista trionfare per una sola volta a Lake Louise il 2 dicembre del 2017; per Shiffrin si tratta del successo numero 65 nel circuito di Coppa del Mondo e, con una discesa a dir poco sontuosa, mette tutte in fila le avversarie a partire da una enorme Federica Brignone che chiude alle sue spalle a soli 18 centesimi a dimostrazione del meraviglioso stato di forma della nostra atleta valdostana che si prende il podio numero quattordici della stagione e il secondo in carriera in discesa libera; chiude terza la svizzera Haehlen con un gap di 23 centesimi, mentre per le altre italiane quarta Elena Curtoni che chiude ai piedi del podio dopo una meravigliosa prestazione, meritatissima dopo tante amarezze, quinta invece Marta Bassino, mentre splendida 11ma Laura Pirovano che realizza una manche unica con un pettorale alto. Momenti di ansia per Sofia Goggia che cade e che è sottoposta ad accertamenti all’ospedale seppur si sia rialzata con le sue gambe e a cui le rivolgiamo un enorme in bocca al lupo sperando non si tratti di niente di grave.

A Kitzbuhël, in terra austriaca sulla mitica Streif, in onda un super-g orfano, purtroppo, di Dominik Paris che ha chiuso anzitempo la sua stagione a causa della rottura del legamento crociato patito nei giorni scorsi in allenamento: la vittoria è andata a Kjetil Jansrud che ritorna a trionfare in Coppa del Mondo siglando la vittoria numero 23 in carriera, la 13ma in super-g, e la seconda sulla Streif dopo il sigillo però in discesa libera datato 24 gennaio 2015; una prova di forza del fortissimo norvegese che ha voluto a tutti i costi la vittoria dopo un periodo un pò di appannamento e che ritroviamo sorridente per un successo che oramai mancava da Lake Louise del 2018: alle sue spalle finisce il duo Kilde-Mayer che arrivano secondi a pari merito a 16 centesimi dalla vetta norvegese: grandissimo invece Mattia Casse che svolge una prova impeccabile e chiude in quinta posizione a 53 centesimi da Jansrud, mentre sottolineiamo volentieri il rientro di Christof Innerhofer al debutto stagionale dopo l’infortunio dello scorso anno che finisce in quindicesima piazza staccato di quasi un secondo e mezzo dal vincitore. Attardati Feuz e Pinturault che non riesce a recuperare su Kristoffersen leader provvisorio dell’overall.

Appuntamento a domani con lo sci alpino con due discese, quella femminile alle 9:45 mentre quella maschile alle 11:45 sempre, ovviamente, a Bansko e Kitzbuhël.

Marbachegg: i mondiali di Sci d’Erba sono nel segno di Edoardo Frau e dell’Italia

Edoardo Frau on fire
Edoardo Frau on fire

Ci sono delle storie all’interno del nostro grande libro dello sport che non smettono mai di emozionare: quella di Edoardo Frau, dall’alto delle sue 39 primavere, è senza dubbio alcuno una di queste.

Ai Campionati del Mondo di Marbachegg, in terra elvetica, ha saputo come pochi danzare sull’erba tingendo di gloria i colori azzurri portandoli per l’ennesima volta in cima al mondo.

Andando per gradi, partiamo dal 14 agosto, data in cui il fuoriclasse dell’Italia va a trionfare nella supercombinata, gara che ha segnato lo start dei Mondiali tirando fuori una prestazione pazzesca fra i rapid gates mettendo dietro gli austriaci Sascha Posch e Hannes Angerer con un gap rispettivamente 12 e 34 centesimi dalla vetta relegandoli rispettivamente all’argento e al bronzo; una gara pazzesca che invece tra le donne ha sancito l’oro, mai in discussione, alla nipponica Chisaki Maeda, con un podio che si completa con l’austriaca Jacqueline Gerlach, e dall’altra giapponese Marina Maeda.

Il giorno successivo, nella calda giornata di ferragosto, il bis è bello che servito: Edoardo Frau, un fenomeno al Mondiale, strappa un bronzo nello slalom gigante in una gara che assegna il titolo iridato allo svizzero Stefan Portmann, e l’argento al ceco Martin Bartak, grande rivale di Frau in Coppa del Mondo: buonissime notizie per glia altri azzurri con un grande Pietro Guarini, quarto a 1″50 dal vincitore, e tanti altri azzurri all’interno dei primi 10 con Daniele Buio ottavo, Fabrizio Rottigni nono, Nicholas Anziutti decimo, e Nicolò Schiavetti undicesimo, mentre va out nella prima manche Lorenzo Gritti; tra le donne secondo oro per la giapponese Chisaki Maeda che consolida la sua supremazia in questa rassegna, andando a precedere l’austriaca Jacqueline Gerlach, e la compagna di squadra Yukiyo Shintani a 1″92.

Giorno 16 invece medaglia di bronzo a sorpresa per l’altro azzurro Pietro Guerini nello slalom speciale che porta a casa la prima medaglia in carriera; una giornata che era partita molto positivamente per i nostri colori con la seconda piazza di Lorenzo Gritti, cui è seguita poi, sfortunatamente per lui, una squalifica in una gara dove l’oro è andato a Mirko Hueppi e l’argento a Stefan Portmann, atleti di casa: tra le donne nessuna sorpresa inarrivabile Chisaki Maeda, alche porta a casa la terza medaglia d’oro precedendo la compagna di squadra Minori Tamura e l’austriaca Daniela Krueckel, con un quarto posto, ai piedi del podio, per la nostra atleta Federica Milesi, distanziata di poco meno di ben 15 secondi.

L’apoteosi arriva il 18 agosto, l’ultimo giorno, che segna l’autentico trionfo ancora di marca Edoardo Frau, che porta a casa con veemenza il secondo oro e la terza medaglia personale trionfando anche in super-g, contrassegnando questo come il miglior mondiale della sua carriera che, parla di ben 18 medaglie complessive dell’azzurro ai Campionati Mondiali; in questa gara, con il tempo di 27″92, Frau fa il vuoto lasciando l’argento allo svizzero Mirko Hueppi e il bronzo all’austriaco Hannes Angerer, con ancora un grande Pietro Guerini, che chiude al quinto posto con 52 centesimi di ritardo dalla vetta del fuoriclasse italiano; ennesimo capolavoro per la giapponese Cbhisaki Maeda tra le donne, che fa quattro su quattro, prima con il tempo di 30″84, davanti alla ceca Adela Kettnerova, alla compagna Marino Maeda, a 68: menzione d’obbligo per le nostre azzurre dove la migliore è stata Margherita Mazzoncini con l’ottavo posto, davanti ad Antonella Manzoni.

Un Campionato del Mondo che si chiude alla grande per l’Italia che tira una somma osservando uno score definitivo di quattro medaglie, due d’oro e due di bronzo e la certezza, assoluta, di avere nella propria squadra un autentico fenomeno corrispondente al nome di Edoardo Frau.

Ora, più che mai, il cielo è azzurro sotto Marbachegg.

La sfortuna colpisce ancora Stephanie Brunner con il legamento crociato sinistro

Il detto celebre tendente ad affermare che la buona sorte è cieca, ma che la sfortuna ci vede benissimo, è un caso assolutamente riconducibile nell’ultimo anno e più alla figura della bella Stephanie Brunner.

L’atleta austriaca, ritornata sulle nevi durante lo scorso luglio dopo parecchi mesi di inattività a causa di un grave infortunio durante i campionati di casa, deve dire addio probabilmente anche alla stagione che verrà in quanto a Ushuaia in terra Argentina dove gli atleti alpini si stanno allenando in vista della Coppa del Mondo, ha subito un altro gravissimo infortunio dove il responso della risonanza magnetica ha sentenziato nuovamente la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, per la terza volta in carriera menzionando anche quello patito a fine Giochi Olimpici nel 2018.

Una botta pesantissima per la forte 25enne atleta biancorossa nativa di Schwaz, che ci si era preparata al meglio per il rientro agonistico, e che adesso dovrà fermarsi nuovamente per un infortunio che non ci voleva proprio ricominciando da capo una riabilitazione che, fino a qualche giorno fa, era già il passato ed ora è tornato purtroppo il suo presente sportivo.

Stephanie Brunner nel corso della sua carriera é sempre cresciuta in intensità e prestazioni, ed é ancora alla ricerca della prima vittoria all’interno del circuito internazionale; atleta di grande forza e caparbietà e tra i migliori prospetti dal punto di vista dello sci alpino in sede tecnica, la classe 1994 dovrà di effettuare nuovamente la riabilitazione, fermo restando che siamo assolutamente certi che ella, di sicuro, non perderà la voglia per ritornare livelli che le competono essendo atleta di enorme ed indiscusso valore tecnicamente e mentalmente, con una forza d’animo che di sicuro andrà a sopraffare una sfortuna accanita e feroce per l’ennesima volta.

Sci d’erba: A Predklasteri il weekend di gare è stato ancora nel segno dell’azzurro all’interno dei podi

Antonella Manzoni. FIS Super Combined Slalom run, Rettenbach 2011.

Secondo appuntamento con la Coppa del Mondo di sci d’erba, questa volta, che fa tappa in terra ceca precisamente a Predklasteri con i giganti; partendo dalla giornata di sabato, nel settore femminile affermazione dell’atleta battente casa Austria Jacqueline Gerlach in 50″33 che precede la nostra ottima Antonella Manzoni che ha accusato un gapdi 1″02, terzo posto per l’altra “aquilotta” Krueckel a 1″06. Out Margherita Mazzoncini e Monica Ferrighetto. Tra gli uomini invece parte ancora con i razzi il padrone di casa Martin Bartak che centra il terzo successo in stagione nella gara maschile precedendo 50″33 l’elvetico Portmann di soli 2 centesimi, mentre Edoardo Frau si è piazzato terzo a 14 centesimi, quindi distacchi abbastanza risicati; circa gli altri azzurri Loenzo Gritti quinto, più attardati invece Daniele Buio, Jacopo Facchin e Nicholas Anziutti.

Domenica invece è il giorno dei back-to-back utilizzando un termine proprio dell’ambito cestistico: ancora affermazione dell’austriaca Jacqueline Gerlach in 49″71 tra le donne, che precede le atlete della Repubblica Ceca ceche Alena Vesela e Adela Kettnerova rispettivamente a 0″51 e 0″53; va fuori dal podio Antonella Manzoni per soli 99 centesimi, mentre chiudono ottava Monica Ferrighetto mentre va out Margherita Mazzoncini. Nel gigante maschile invece Bartak vince su Stefan Portmann, staccato di 30 centesimi, mentre Edoardo Frau conferma il gradino più basso del podio di sabato staccato dalla vetta di 63 centesimi; decimo posto di Daniele Buio, Nicholas Anziutti quattordicesimo, Jacopo Facchin sedicesimo, Nicolò Schiavetti diciannovesimo, Alessandro Martinelli ventesimo, mentre vanno fuori Lorenzo Gritti e Filippo Zamboni.

In classifica Gerlach va ovviamente in testa con 480 punti contro i 306 di Kettnerova e i 280 di Manzoni per le ragazze, mentre tra gli uomini Bartak è a quota 480 punti tenendo dietro Frau con 360 e Portmann con 335.

Next stop è per la gara di casa a Cortina d’Ampezzo sabato 6 e domenica 7 luglio con due slalom speciali.

Goodbye, our old friend

Niki Lauda se ne volato in cielo.

É davvero triste quando bisogna commentare delle notizie di questo tipo, soprattutto quando sononriferite a personaggi che hanno segnato inevitabilmente il mondo dello Sport in maniera talmente intensiva, tanto da travalicare lo stesso per poi andare a sfociare nella cultura di massa.

È stato più di un 3 volte campione del mondo, è stato un autentico fuoriclasse della pista, uno che ha unito la sua tecnica ad una lucidità incredibile nell’analisi di ogni situazione e di ogni tracciato.

Un guerriero autentico che nonostante l’incidente che lo ha sfigurato e segnato a vita nel 1976 al Nurbungring con la sua Ferrari 312T, non si è mai arreso e al più presto possibile è tornato in sella alla sua macchina cercando di seguire ancora i suoi sogni cercando di superare quelli che sono i suoi limiti vincendo ancora e ancora scaldando i cuori di milioni di appassionati, a Maranello, a Woking, e in qualsiasi luogo si ami la velocità convolata a nozze con lo sport.

Un personaggio silenzioso fuori dalla pista ma mai banale, e questa essenza pressoché unica la ritrovavi nella lucidità delle analisi in merito a qualsiasi tematica inerente alla Formula 1, la sua vita, la sua grande passione, una passione che lui ha contribuito a rendere grande attraverso gesta meravigliose annoverate nel volume più prestigioso dei libri di storia del Motorsport e dello sport in generale.  Pilota, ma anche imprenditore di successo con la sua compagnia aerea a dimostrazione di capacità incredibili e di una intelligenza sopraffina oramai rara in tempi come questi.

I duelli con l’amico/nemico James Hunt, gli anni in Ferrari, il ritorno vincente a bordo della McLaren, il ritorno fuori dalla pista a Maranello prima e in Mercedes poi diventando, da Presidente Onorario non esecutivo, uno dei punti di forza della scuderia a stelle e strisce che nell’era ibrida sta riscrivendo il libro dei record attraverso Hamilton, Rosberg, e Bottas; aneddoti incredibili legati al mondo dei motori che lo ricorderà indelebilmente come uno dei piloti più forti che siano mai esistiti al mondo.

Un punto di riferimento importante ancora oggi dove ha saputo mettere a disposizione tutta  la sua esperienza e saggezza in un mondo che non si ferma mai, riuscendo a trovare ancora una volta la chiave di volta con consigli e punti di vista importanti ponendo quell’ingrediente in più che gli ha consentito, in gioventù, di trarre il meglio da ogni performance cercando di trasmetterlo ai piloti di oggi.

Oscar Wilde disse una volta, abbastanza anche ironicamente, che “la morte è il modo che la natura ha di dirti che devi rallentare”, ma se tanto ci dà tanto, anche da dove sarà adesso, Lauda continuerà a correre sempre attraverso i sorrisi e i ricordi di chi lo ha ammirato, amato, apprezzato, e voluto bene.

Cala la bandiera a scacchi sulla tua vita, ma continuerai a vivere nella Leggenda che rimarrà eternamente viva e pulsante esattamente come i cavalli che facevi andare al massimo in ogni monoposto che hai bagnato con il gusto della vittoria e dell’infinito.

Ciao Niki.

A Kranjska Gora la gloria è tutta del padrone del gigante Henrik Kristoffersen

Henrik Kristoffersen

Henrik Kristoffersen, ancora una volta da Campione del mondo, imprime la sua legge nello slalom gigante in quel di Kranjska Gora e va a vincere la gara magistralmente imprimendo un ritmo insostenibile sia nella prima che nella seconda manche.

Quarta vittoria in Coppa del Mondo per il fuoriclasse iridato in carica, la 18ma in carriera a testimonianza di una sua nuova crescita e freschezza anche in prospettiva futura.

Una giornata trionfale per i colori norvegesi che piazzano, per la prima volta in carriera sul podio, il classe 1993 Windigstad a soli 24 centesimi di distacco mentre terzo finisce lo svizzero Odermatt a 56 centesimi anche lui in fatto di prime volte; podio tutto nuovo quindi con dei ragazzi che finalmente raggiungono le vette auspicate dopo tanto duro lavoro; quarto ottimo risultato, migliore in carriera per l’altro svizzero Noger mentre finisce quinto Pinturault. Hirscher a fatica, non era la sua neve e chiude in sesta posizione non riuscendo ad esprimere la sua tecnica e torna deluso una volta tagliato il traguardo con la testa sicuramente già a domani per la prova di slalom.

Giornata nera per i colori italiani che riescono a far qualificare nella seconda manche il nostro veterano Manfred Moelgg in 24ma a testimonianza che, per il nostro movimento, in prospettiva per l’anno prossimo ci sarà molto e molto da lavorare.