Il Re è tornato: Marcel Hirscher torna a lavoro

Hirscher

I sovrani, dall’alto della loro importanza e alla luce del loro peso specifico sulla base dei risultati ottemperati nel corso del tempo e con il susseguirsi delle varie esperienze storico-reali che scorrono nel medesimo, parlano poco ma quando lo fanno, la loro risonanza è talmente ampia che è paragonabile ad un tuono improvviso in un giorno caldo d’estate.

Esattamente come un tuono, ritorna a farsi sentire il Re delle nevi, Marcel Hirscher.

Il campione olimpico, mondiale, e della Coppa del Mondo generale in carica, pone definitivamente fine al silenzio e si presenta ai suoi fan in vista della nuova stagione in splendida forma sulle nevi austriache del Pitztal.

Il salisburghese è chiamato all’ennesima caccia ai record in una stagione che avrà come obiettivo anche gli ennesimi titoli iridati in vista dei Campionati del Mondo in scena ad Åre nel 2019 in Svezia: Hirscher ha passato un’estate davvero indimenticabile considerando il matrimonio con la bella Laura che fra qualche mese lo renderà anche papà per la prima volta.

Dotato di una caparbietà eccezionale e di una tecnica fuori dal comune che lo sta decretando giorno dopo giorno, gara dopo gara, come il miglior sciatore di ogni tempo Hirscher dimostra di avere ancora un estremo desiderio di vittoria e chiude definitivamente il discorso a un addio che molti presagivano all’età di 29 anni. Un ritiro che ci sarebbe anche potuto stare considerando i risultati incredibili che il ragazzo ha ottenuto nell’epoca recente, ma una macchina così talentuosa e così competitiva non poteva esser messa in garage ad osservare gli altri, ed è per questo che Hirscher risponde presente per la sua Nazionale e per tutto il mondo che lo ammira già a partire dalla gara di gigante in quel di Sölden il 28 ottobre.

Spetterà quindi i suoi rivali, Kristoffersen in testa, cercare di mettere i bastoni fra le ruote nei confronti dell’austriaco che va a caccia della sua ottava Coppa del Mondo consecutiva oltre ad altri titoli mondiali (Se facesse tripletta tra slalom, gigante, e combinata arriverebbe a 9); e per tali velleità altrui non sarà un’impresa di certo semplice porle in essere in quanto il nativo di Annaberg-Lungötz, un comune austriaco del distretto di Hallein, starà come sempre preparando la stagione nei minimi dettagli cercando nell’impresa addirittura di migliorare un 2017 a dir poco sensazionale dove, oltre le 2 medaglie olimpiche e i successi come detto in classifica generale e in quelle di specialità slalom e gigante, ha portato a casa la bellezza di 13 vittorie, roba assurda se pensiamo alle statistiche collettive di qualche anno fa.

Marcel quindi ci sarà e (Perdonate il gioco di parole), sarà ancora un grandissimo spettacolo perché ammirare un fuoriclasse di questo tipo significa non soltanto amare lo sport ma godersi una magnificenza incredibile laddove la tecnica va a nozze e in luna di miele con l’eccellenza posatasi sulla dimora del superlativo assoluto.

I segnali per gli avversari sono arrivati e la sirena ha già cominciato a suonare: il Re è tornato, e di certo non ha alcun tipo di intenzione di lasciare il suo trono e il suo regno a tutti gli altri.

Elena Fanchini: il valore e il peso di un sorriso

Quando a metà del gennaio dell’anno corrente uscì la notizia di una malattia seria che aveva colpito Elena Fanchini, 33enne atleta della nostra Nazionale azzurra di sci alpino specializzata in discipline veloci, tutti noi rimanemmo sbigottiti perché non si capisce come possano questi mali oscuri possano colpire all’improvviso anche le persone più belle e serene che ci possano essere.

Si potrebbero buttar giù migliaia di parole in merito a vicende come questa, ma sostanzialmente quella da utilizzare è semplicemente: sorriso.

Molti si chiederebbero cosa ci possa essere da sorridere in vicende dolorose come la corrente: potremmo semplicemente rispondere a tutte loro che questo è stata probabilmente una delle medicine determinanti per far sì che la nostra splendida azzurra affinché potesse tornare piano piano sulla via della guarigione. Elena è stata in quei mesi una ragazza straordinaria, perché al netto dei momenti naturalmente complicati che ha trascorso, non ha perso mai né la speranza né questo sorriso che l’hanno spinta sempre più a gettare il cuore oltre l’ostacolo dando una lezione incredibile a tutti noi, vale a dire che se credi fortemente a una cosa, se la ami, e se vuoi tornare ad assaggiare le sue brezza, devi lottare con tutta te stessa credendoci sempre, mollando zero, e rimanere sempre estremamente positiva.

L’amore per lo sci che ha contraddistinto praticamente tutta la sua vita sin da quando era piccina assieme alle sue sorelle Nadia e Sabrina anch’esse, come sappiamo, sciatrici di livello della nostra Nazionale di sci alpino, è stata la chiave di volta per permetterle di andare avanti contro questa brutta neoplasia che le aveva messo i bastoni fra le ruote e cercare sempre più di correre questa volta su una superficie più insidiosa di quella di una discesa libera. Qui c’era la vita in ballo e non una gara tra paletti, una cosa estremamente seria da non prendere assolutamente sottogamba. Ma questo male, probabilmente, aveva fatto i conti senza l’oste permettendosi di attaccare una delle persone più determinate che possano esistere sulla faccia della terra.

Ad ogni intervista televisiva o stampata che sia stata, Elena Fanchini non ha mai lasciato che lo scoramento, che sarebbe stato legittimo in chiunque si sia trovata in una situazione come questa, potesse prendere il sopravvento dimostrando una forza e una voglia che han messo in risalto una tempra d’acciaio incredibile volte all’amore per la vita propria e di tutti coloro che la amano e che le sono stati vicini soprattutto in questo momento, e per lo sci. Uno sci che si è insediato visceralmente da tanti anni in lei e che non smetterà mai di accompagnarla per tutto il resto della sua vita, con tante storie ancora da scrivere già dalla prossima Coppa del Mondo ed anche in occasione dei Campionati del Mondo in terra svedese.

Già, c’è molto da scrivere perché la tua presenza sarà già la firma d’autore sia dalla gara in cui realizzerai un tuo nuovo esordio, sia dal momento in cui calcherai qualsiasi palcoscenico sportivo che renderai semplicemente speciale con il tuo sorriso e la tua voglia immutata di migliorarti ancora e ancora, tipico non soltanto di chi non molla mai ma anche di chi ogni giorno compie incredibili sacrifici quotidiani per massimizzare al massimo il frutto del proprio lavoro; caratteri ed elementi detenuti internamente da questa splendida ragazza nativa di Lóvere, un piccolo e grazioso comune  dell’Alto Sebino in quel del bergamasco.

Il 25 luglio Elena, medaglia d’argento in discesa libera a Bormio nel 2005 e vincitrice di due gare in Coppa del Mondo a Lake Louise nel 2005 e a Cortina nel 2015, si è presentata al raduno delle velociste nella splendida cornice dello Stelvio a riprender contatto con il suo amore più profondo, quello con lo sci, indossando oltre i relativi materiali la cosa più importante che non dobbiamo mai dimenticare di portare assieme a noi in qualunque avventura, positiva o negativa che sia, che ci può contraddistinguere nel corso delle nostre esistenze, ossia il sorriso; le sue parole, scritte sul suo profilo Instagram a far da didascalia ad una bellissima foto, recitavano così: “a volte la tua gioia é la fonte del tuo sorriso, ma spesso il tuo sorriso può essere la fonte della tua gioia”.

Non c’è realmente molto altro da aggiungere in merito dopo questo meraviglioso aforisma, le parole cantano un suono dolce lungo il corso della verità ma possiamo soltanto dirti, Campionessa cara di sport e vita con la C maiuscola, che adesso non serve altro che attendere l’ultimo step, ossia ammirarti nuovamente e ufficialmente per farti scaldare ancora il cuore nel fare ciò che ami, in modo tale da deliziare tutti noi le tue gesta lungo delle discese bianche che ornerai attraverso i colori di quel sorriso che ti contraddistingue di cui parliamo, e della specialità che ti contraddistingue.

Prenditi tutto il tempo necessario, completa il tuo iter e preparati a riabbracciare quel bianco che hai reso migliore anche tu e tutti noi che ti aspettiamo a braccia aperte, Lake Louise o altro che sia.

Nel 2012 usciva nelle sale mondiali “Il lato positivo”, uno splendido film diretto da David O. Russell con protagonisti B. Cooper, J. Lawrence, e R. De Niro, uno spaccato tra sentimento ed ottimismo nelle varie fasi complicate e non della vita; in merito c’è una frase molto importante menzionata all’interno di esso, tanto semplice quanto grande da riscaldare il cuore: “devi fare tutto il possibile, lavorare al massimo e, se rimani positivo, vedrai spuntare il sole tra le nuvole.

Il tutto ci sembra essere di estrema attualità in merito a questa tesi.

Bentornata Elena.

Emozionaci ancora, Sofia.

Sofia Goggia

Emozionaci ancora.

Come solo tu sai fare quando scendi. 

Fallo ancora, con la tua forza e la tua determinazione volte a spaccare in due gli equilibri delle gare e le emozioni di tutti noi che aspettiamo le tue gesta a partire dal segnale verde del cancelletto.

Con la tua grinta e la tua eleganza che ti hanno portato gara dopo gara a conquistare le vette più prestigiose, con la tua voglia di non mollare mai di un centimetro che, spesso, fa la differenza per accendere e mandare in fiamme il cuore lungo il prestigioso viale della gloria e dei brividi che svolgono il loro personale gran premio lungo le nostre schiene.

Come in Corea come a due passi da casa tua, ovunque sia il luogo in cui tu possa detenere il sorriso; dove ogni cosa è importante tra amore e passione, dove si pongono le basi per mantenersi ancora vivi e ricercare ancora il miglior risultato da arpionare con sacrifici e voglia sempre pulsante come il sangue caldo detenuto dentro le vene. 

Realizzalo sempre appunto con quel sorriso che mostra molte cose oltre la serenità, che mostra la soddisfazione di una donna di incredibile spessore ancor prima dell’atleta consapevole dei sacrifici che realizza ogni giorno in allenamento volti a cercare di prendere nel momento che conta la penna più prestigiosa per griffare il celebre manoscritto della storia dello sport con la tua firma, ma anche di tutta la “garra” che serve ad un’atleta unica.

Consolidalo ogni giorno, con quello sguardo intenso e meraviglioso custodito dentro dei meravigliosi occhi castani  che cela dietro un profondo mare di emozioni dettate dalla passione di indossare ancora e ancora un paio di sci per divertirsi ancor prima di competere, per mostrare al mondo tutta la tua genuinità e la voglia contestuale di migliorarti sempre di più per raggiungere quegli obiettivi che tutti sognano ma che pochi, davvero, riescono a centrare.

Emozionaci ancora splendida guerriera dal nome di etimologica greca memoria che vuol dire “sapienza”, sapiente appunto come la tua tempra d’acciaio nell’approcciarti con ogni tua sfida; con la tua spontaneità e i tuoi risultati, qualunque essi siano, perché con te abbiamo già vinto soltanto per il fatto di esserci incantati con la tua conoscenza che non soltanto ha migliorato le vite sportive di tutti noi, ma che ci ha dato ancora una volta prova di quanto la vita possa essere speciale esattamente come te, che di ogni attimo e di ogni istante hai dato colore e arcobaleni anche laddove c’era il grigio più sbiadito.

Si apre una nuova stagione che per tutti è sempre un grande punto interrogativo, ma senza alcun tipo di presunzione mai come adesso riparte per tutti noi da una profonda certezza, quella di una gemma più luminosa che mai che ha ancora voglia di brillare nelle altezze più importanti del mondo e che di mestiere non fa soltanto la sciatrice, ma la portatrice sana di emozioni che a tutti noi servono per mantenerci vivi attraverso un semplice gesto tecnico che a volte, vale più di mille parole.

Emozionaci ancora, Sofia Goggia.

Svindal verso la via del ritiro?

Aksel Lund Svindal, FIS Alpine Ski World Cup, Hinterstoder 2011

Intervista importante alla tv norvegese dove mette in chiaro cose molto rilevanti sul suo futuro

Che Aksel Lund Svindal abbia il cruccio delle ginocchia, purtroppo, lo sappiamo già da tempo: i gravi infortuni che lo hanno fermato ma che mai lo han messo in ginocchio grazie alla forza e alla caparbietà di un Campione con la C maiuscola, han segnato comunque come noto la loro stabilità e ogni tanto tornano a farsi sentire; il problema è che, stavolta, sembrano mettere una grossa ombra per il futuro che verrà.

Svindal, 3 volte campione olimpico, 5 volte mondiale, e conquistatore per ben 2 edizioni della Coppa del Mondo, in un’intervista alla televisione norvegese ha fatto ampiamente capire che questa sessione di preparazione in terra sudamericana in vista della stagione 2018/19 oramai alle porte sarà decisiva per comprendere lo stato di salute delle sue articolazioni in uno sport che, come noto, ti impone sempre di più spingere al massimo per portare al top quelle che sono le tue performance: in sostanza, la sua partecipazione alla Coppa del Mondo e ai futuri Campionati del Mondo sono seriamente a forte dubbio.

Il fuoriclasse norvegese fresco campione all’ombra di Olimpia in quel della discesa libera maschile a PyeongChang, convive da anni con il dolore soprattutto dopo il bruttissimo infortunio del 2016 a Kitzbühel che gli ha causato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, e adesso più che mai dovrà fare delle valutazioni serie per capire se sia il momento o meno di appendere gli sci al chiodo.

Svindal è uno dei più grandi discesisti e velocisti alpini che lo sport bianco ha regalato alle cronache della storia, un ragazzo sempre splendido che ha accompagnato ogni suo risultato, positivo o negativo che sia stato, con il sorriso essendo stato sempre di esempio per colleghi e per tutti i ragazzi che han deciso di iniziare questo splendido sport prendendolo come ispirazione.

L’auspicio, ovviamente, è che le sue sensazioni al termine di questa lunga sessione di preparazione possano essere positive in modo tale da rivederlo ai cancelletti di partenza in uno sport, lo Sci Alpino, che lo ha reso celebre e che lui ha contribuito in larga scala a renderlo migliore scrivendo indelebili ed indimenticabili, pagine di storia.

Le schegge azzurre sfrecciano in terra argentina

Goggia

Prosegue in Argentina la preparazione degli azzurri: in scena vanno i padroni della velocità

Continuano serrate le attività dello sci alpino azzurro al maschile e al femminile in quel del Sud America: in Argentina, come risulta dal sito della FIS (http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16905-le-squadre-maschili-di-cdm-si-allenano-sotto-la-neve-a-ushuaia-condizioni-generali-buone), nonostante un clima poco clemente seppur in miglioramento con le ampie nevicate venute giù in terra albiceleste, stanno proseguendo nel migliore dei modi le discese dei velocisti azzurri.

Di scena i nostri Riccardo Tonetti, Luca De Aliprandini,Christof Innerhofer, Dominik Paris e Emanuele Buzzi, Giovanni Borsotti, Roberto Nani, Giulio Bosca ed Alex Hofer, che si stanno dividendo tra azioni di velocità e di slalom dove già sono, in questa “sede” ultima, in allenamento Moelgg, Gross, e Bacher.

E’ arrivata anche la nostra campionessa olimpica Sofia Goggia: la splendida bergamasca sta cominciando ad entrare in pieno regime con i suoi allenamenti sugli sci prendendo confidenza con le nevi argentina dimostrando già da subito di trovarsi, come sempre, a proprio agio.

La Coppa del Mondo, è sempre più vicina.

Lindsey Vonn: “sarà la mia ultima stagione della carriera”

La Lindsey Vonn che non ti aspetti: come un fulmine a ciel sereno, la pluricampionessa olimpica e mondiale dello Sci Alpino qualche giorno fa, rispondendo a un tifoso in quelle delle storie di Instagram che le chiedeva fino a quando potrà spingersi nello sci professionistico, ha replicato che questa sarà la sua ultima stagione sui palcoscenici internazionali che per quasi più di quindici anni l’ha vista come protagonista assoluta.

Tuttavia, la stessa, non ci consente di commuoverci e di preparare elogi su elogi che sarebbero comunque non sufficienti vista la grandezza realizzata in tutto questo tempo e un grazie per le emozioni non basterebbe, perché qualche risposta dopo ad un altro fan che le chiedeva se il ritiro sarebbe ottemperabile anche senza l’agognato record di Ingemar Stenmark di vittorie in Coppa del Mondo, la Vonn ha risposto così:

“Bella domanda, non saprei rispondere…”

L’interpretazione più ovvia per la splendida Lindsey è che, se questo benedetto record dovesse cadere dopo anni e anni distante soltanto 4 vittorie ad eguagliare la vetta 82 e, ovviamente, una in più per entrare immediatamente ancor più nella Leggenda con L maiuscola, il ritiro sarebbe cosa pressoché fatta; diversamente però, qualche altra riflessione la fuoriclasse di St. Paul se la farebbe di certo.

Gli anni passano, le fatiche aumentano, e il corpo seppur super allenato in questi anni di Lindsey sicuramente avverte maggiormente la fatica rispetto a qualche anno fa e, un altro anno agonistico di sicuro sarebbe non leggero; una Vonn che si dedica anima e corpo ancora come nel primo giorno in pista e in palestra (Sotto gli occhi severi e attenti del poster di Stenmark che ha affisso come motivazione), e che è stata un VERO esempio non solo per lo sci ma per tutto lo sport in generale per la forza dimostrata dentro le piste e la straordinaria umanità che ha dimostrato fuori con colleghi, tifosi, ed addetti ai lavori. 

Il curriculum non ha mai inciso sul rapporto con gli altri facendola apprezzare per la donna meravigliosa che è ancora prima dell’atleta: un esempio clamorosamente raro in un mondo sportivo oramai capeggiato da molto fanatismo e da indisponibilità irritanti. 

A Lindsey non possiamo che augurare il meglio per la stagione che verrà e per tutto ciò che concerne la sua vita perché, di campionesse ne vediamo tutti i giorni ma, di Leggende, no. Sono rare, perché passano poche volte nella vita e quando accade lasciano il segno come ha fatto lei, scrivendo la storia nel firmamento più prestigioso dello sport griffato dal suo splendore e della sua magnificenza.

L’onda azzurra dello Sci Alpino si propaga sino al Sud America

Le azzurre tra Cile e Argentina proseguono la loro preparazione in vista dell’esordio ad ottobre

Sofia Goggia

Obiettivo Coppa del Mondo nel mirino per le ragazze dello Sci Alpino: le nostre splendide azzurre proseguono la loro preparazione in vista per l’esordio in quel dei ottobre, con la carovana rosa che si è trasferita in Sud America per trovare al meglio le prime affinità con le nevi stagionali.

Argentina e Cile sono i paesi sud americani scelti per realizzare al meglio il lavoro di preparazione delle atlete anche grazie a delle condizioni meteo che stanno favorendo al meglio le attività consentendo a tutti di lavorare nel miglior modo possibile in modo tale da presentarsi ai primi appuntamenti ufficiali al massimo della forma.

Con la Brignone ancora out per recuperare dall’infortunio recente al ginocchio sinistro in via comunque di miglioramento, la nostra atleta di punta, Sofia Goggia, sarà impegnata sino al 14 settembre a Valle Nevado in Cile per poi trasferirsi a Ushuaia in terra Argentina dove già sono presenti le sue colleghe, per questo stint lungo di allenamenti sudamericani che proseguiranno ininterrottamente fino al 2 ottobre come risulta dal sito dalla FISI: http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16870-il-sole-assiste-il-team-di-coppa-del-mondo-impegnato-a-zermatt-goggia-i-partenza-per-la-lunga-trasferta-sudamericana-fra-cile-e-argentina

La stagione che verrà: la voglia di rivalsa di Henrik Kristoffersen

Il norvegese alla ricerca dell’anno di consacrazione definitiva

Kristoffersen
Kristoffersen in gara a Zagabria Sljeme il 5 gennaio 2017

Parliamoci chiaro, avere a che fare con Marcel Hirscher è un problema serio per tutti gli sciatori alpini dell’epoca attuale, Henrik Kristoffersen compreso.

Essere nel 95% dei casi alle spalle del fenomeno salisburghese è una roba che, da un punto di vista competitivo, fa girare ampiamente le scatole e, per un vichingo dal sangue caldo come il classe 1994 nativo di Lørenskog, un comune norvegese della contea di Akershus alle porte della splendida Oslo, il tutto si accentua ampiamente come dimostrato dai gesti di stizza prima e di rassegnazione poi dello stesso dopo molte discese dell’austriaco contrassegnate dalla consonante P e dal numero 1.

La scorsa stagione è stato un autentico dominio per l’attuale numero uno del movimento sia dal punto di vista della Coppa del Mondo (13 vittorie) e sia dal punto di vista Olimpico (2 ori) senza contare il discorso sulle sfere di cristallo; attenzione, Kristoffersen è sceso DIVINAMENTE il più delle volte mettendo in atto la sua classe ed infinita tecnica ma, nonostante ciò, ha dovuto soccombere alle prestazioni di Hirscher accontentandosi soltanto dell’unica vittoria nello slalom della mitica Kitzbühel e di piazzamenti; l’occasione lo svedese la ebbe quando nella stessa disciplina ma a PyeongChang non ha saputo approfittare dell’out di King Marcel uscendo anch’esso clamorosamente quando avrebbe potuto scrivere la storia, lasciando gli allori forgiati dal sacro fuoco di Olimpia ad André Myhrer.

Bocconi amari ingoiati con la consapevolezza di aver lavorato quindi sì bene, ma che non è bastato perché c’è stato qualcuno che ha spinto ancora più forte. Kristoffersen metterà da par suo tutta la professionalità possibile assieme al suo team per tornare ai vertici dello sci mondiale considerando anche la rassegna iridata che nel 2019 si terrà in terra svedese, una rassegna che dal punto di vista giovanile lo ha visto trionfare per ben sei volte; un’occasione di certo da non perdere per dimostrare ancora al mondo di essere uno dei più grandi talenti che lo sci ha sfornato negli ultimi anni. Lunghe leve longilinee, rapidità nei movimenti, e abilità a star in equilibrio anche sulle nevi più insidiose sono soltanto tre tra gli innumerevoli fattori che contraddistinguono l’atleta del nord Europa.

La stagione di pre-season non è partita nel migliore dei modi considerando la frattura all’alluce del piede sinistro, quindi dovrà recuperare in fretta per trovare al meglio la miglior condizione in attesa del gigante di Sölden. Vista la dedizione che lo stesso mette nel proprio mestiere, non ci saranno problemi ulteriori salvo altri imprevisti.

Henrik Kristoffersen riparte quindi da questi fattori fondamentali, dalla voglia e della determinazione spinti dalla classe e dalla fame nonché dalla storia scritta nel recente passato che, vuoi o non vuoi non l’ha visto protagonista assoluto: quindi focalizzerà il tutto in quella ancora da scrivere in modo tale che, quest’ultima, possa parlare ed essere scritta per sua mano arpionando quella penna che utilizzano i più grandi mettendo la firma più prestigiosa davanti ai palcoscenici bianchi più rilevanti del globo terrestre.

La sfida a King Marcel, è già partita.

Combinata Nordica: ancora ottime prestazioni per gli azzurri al Grand Prix

Pittin e Buzzi compiono ulteriori progressi in vista dell’arrivo della stagione invernale in Coppa del MondoPittin

In combinata nordica ancora un ottimo risultato da parte degli azzurri con degli spunti di riflessione notevoli che ci proiettano verso la stagione 2018/19 di Coppa del Mondo.

Ad Oberstdorf, in terra tedesca, l’acuto è made in sol levante per questa nuova tappa del Grand Prix; partendo con l’aspetto di vertice si sottolinea la super prestazione da parte di Akito Watabe: il vincitore dell’ultima sfera di cristallo di combinata nordica si impone lanciando già da ora la sfida ai rivali tedeschi in questa disciplina dove è uno dei pochi, oramai, a mettere i bastoni fra le ruote alla formazione teutonica: Watabe fa segnare un risultato finale di 28’03″5 andando a precedere Frenzel di 26″0 che chiude secondo, mentre la terza piazza la conquista il finnico Ilkka Herola a 26″.

Esauriti gli aspetti inerenti al podio, da sottolineare come già affermato nel primo capoverso del post in esame, i notevolissimi risultati da parte dei nostri azzurri in gara: Alessandro Pittin chiude alla piazza numero diciannove mentre Raffaele Buzzi finisce poco dopo i primi venti fermandosi in ventunesima posizione, ma l’aspetto fondamentale è che entrambi sugli skiroll hanno fatto segnare rispettivamente il primo e il secondo tempo!

Un segnale confortante e di crescita notevole per i nostri ragazzi della combinata nordica volto ad evidenziare ancora una volta la serietà del lavoro svolto e che l’ampia dedizione del nostro movimento nordico sta dando degli ottimi risultati in vista della nuova edizione della Coppa del Mondo e dei futuri mondiali.

Chiudono al 38simo posto Kostner ed, infine, al 48simo Parolari.

Federica Brignone: forza e determinazione di una Campionessa unica

Ai box per un infortunio occorsogli qualche giorno fa, le ambizioni della valdostana rimangono intatte e, anzi, si rafforzano di più

Brignone

Non si può dire che questa pre-season per Federica Brignone sia nata sotto le luci più lucenti della via della fortuna: in occasione infatti di un allenamento di Super-G la splendida valdostana è stata vittima di una caduta che le ha causato uno stiramento al legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro che la sta costringendo ad un periodo di riposo per riprendersi nel migliore dei modi possibili; infatti salterà la trasferta in terra cilena a Valle Nevado per precauzione e proseguire al meglio la riabilitazione.

La Brignone si lascia alle spalle una stagione meravigliosa: l’atleta classe 1990 nativa di Milano ha dimostrato di essere cresciuta sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista mentale, migliorando sempre di più e dimostrando ancora enormi margini di miglioramento che potrebbero spingerla ancora più lontano di quanto già sia andata.

Abbiamo ancora negli occhi la medaglia di bronzo conquistata agli ultimi Giochi Olimpici a PyeongChang in terra coreana in quel del gigante, la sua prima a cinque cerchi,a coronamento di un percorso di crescita fatto di sacrifici e miglioramenti continui che ha visto l’incantevole Federica mordere la neve con determinazione per arrivare a centrare gli obiettivi prefissati.

Una stagione 2017/18 ricca quindi di soddisfazioni, che l’han portata anche a vincere tre gare in Coppa del Mondo in tre discipline differenti, risultati volti a dimostrare ancora una volta le sue incredibili capacità forgiate attraverso una notevolissima polivalenza davvero rara al giorno d’oggi: il 29 dicembre a Lienz in slalom, il 13 gennaio a Bad Kleinkircheim in Super-g e, poco prima dei Giochi Olimpici ha dominato la combinata alpina a Crans Montana il 4 marzo.

E’ normale proiettare gli obiettivi alzando l’asticella sempre di più andando a guardare alla stagione che verrà; Federica nonostante l’infortunio recente sta continuando a lavorare alacremente in modo tale da arricchire ulteriormente il suo palmares: la conquista di una sfera di cristallo è sempre molto viva nei suoi pensieri ma, soprattutto, il desiderio di una medaglia iridata visto che sarà la stagione anche dei Campionati del Mondo in scena ad Äre nel 2019 in Svezia rappresenta per la Brignone un aspetto primario; mondiali che l’han vista protagonista in categoria juniores quando nel 2009 colse l’oro in combinata.

Fortissima sul veloce, agevole sul tecnico la 28enne valdostana del gruppo dell’Arma dei Carabinieri non si è fatta di certo frenare da questa recente scocciatura fisica e sta già dedicandosi anima e corpo proiettando i propri desideri al futuro in modo tale da coronarli con i crismi della sua specialità per sé stessa e per i colori azzurri.

Colori che vedono al femminile in lei e in Sofia Goggia le punte di diamante di una nazionale azzurra sempre più forte e sempre più consistente in forza e in maturità.

In bocca al lupo Fede, manca davvero poco a farci incantare ancora con le tue gesta e la tua unicità.