Ecco le formazioni azzurre di Sci Alpino che daranno l’assalto alla Coppa del Mondo 2019

Lo squadrone azzurro si prepara alla prossima stagione in vista della Cdm 2018/19

Brignone

Anche se l’estate, calendario alla mano, deve ancora ufficialmente avere il suo start la stagione ventura degli sport invernali di certo non si ferma ed è in piena attività per la sessione agonistica 2018/19; in quel dello sci alpino, la Federazione Italiana ha diramato l’elenco degli atleti sia al maschile che al femminile che infiammeranno di passione e di agonismo le pista sciistiche del palcoscenico internazionale.

Ecco, nel dettaglio, tutti i protagonisti della pattuglia tricolore operativi sin dallo start previsto per il 27 ottobre in quel di Sölden in terra austriaca; in totale, avremo 19 donne e 14 uomini per un totale di 23 atleti:

Sezione FEMMINILE:

AMBITO ELITE

Federica Brignone – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Sofia Goggia – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO TECNICO

Marta Bassino – Gruppo dell’Esercito Italiano
Chiara Costazza – Gruppo delle Fiamme Oro
Irene Curtoni  – Gruppo dell’Esercito Italiano
Roberta Midali – Gruppo dell’Esercito Italiano
Vivien Insam – Gruppo delle Fiamme Oro
Karoline Pichler – Gruppo delle Fiamme Oro
Martina Peterlini – Gruppo delle Fiamme Oro

AMBITO VELOCE

Elena Curtoni – Gruppo dell’Esercito Italiano
Nicol Delago – Gruppo delle Fiamme Gialle
Elena Fanchini  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Nadia Fanchini  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Verena Gasslitter – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Francesca Marsaglia – Gruppo dell’Esercito Italiano
Laura Pirovano – Gruppo delle Fiamme Gialle
Johanna Schnarf – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO D’INTERESSE NAZIONALE

Michela Azzola – Gruppo delle Fiamme Gialle
Anna Hofer – Gruppo delle Fiamme Oro

Sezione MASCHILE:

AMBITO TECNICO – Slalom Speciale

Fabian Bacher – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Stefano Gross – Gruppo delle Fiamme Gialle
Manfred Mölgg  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Giuliano Razzoli – Gruppo dell’Esercito Italiano

AMBITO TECNICO – Slalom Gigante

Giulio  Bosca – Gruppo dell’Esercito Italiano
Giovanni Borsotti – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Luca De Aliprandini – Gruppo delle Fiamme Gialle
Alex Hofer – Gruppo delle Fiamme Gialle
Roberto Nani – Gruppo dell’Esercito Italiano
Riccardo Tonetti – Gruppo delle Fiamme Gialle

AMBITO VELOCE – Super-G – Discesa Libera

Emanuele Buzzi – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Peter Fill – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Christof Innerhöfer – Gruppo delle Fiamme Gialle
Dominik Paris – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri

Per maggiori informazioni sulle formazioni italiane di Sci Alpino rispettivamente per donne e uomini consultando i seguenti link:

http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16554-composizione-delle-nazionali-femminili-di-sci-alpino-per-la-stagione-2018-2019

http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16555-la-composizione-delle-squadre-maschili-di-sci-alpino-per-la-stagione-2018-19

L’orgoglio e la forza di un ragazzo semplice: Marco Cecchinato

Il mese meraviglioso del ragazzo siciliano raccontato sul viale delle emozioni

Marco Cecchinato
Marco Cecchinato

Nel mondo dello sport spesso avviene il verificarsi di situazioni ed eventi i quali, una volta posti in essere, spalancano due grandi portoni rigidi a chi li sta osservando per permettere ai medesimi, una volta varcata la loro soglia, di precipitare giù all’intero del regno della magia.

Quando di punto in bianco un nome nuovo “sconvolge” l’ordinario sportivo vi è sempre una notizia in prima pagina, soltanto che se lo fai una volta sei bravo, alla seconda sei notevole, alla terza invece no, cominci a diventare speciale.

Speciale come I sacrifici che si fanno per raggiungere livelli che sono dei punti di riferimento per iniziare magari la propria attività, speciale come le sofferenze che spesso ti capitano e fai appello alla tua forza più profonda da grande persona quale sei, speciale come questi giorni che stanno regalando all’Italia sportiva e non una luce non indifferente.

Marco Cecchinato è il volto di uno sport bello da vedere e talmente tenace da far vibrare le corde dell’anima di qualsiasi sportivo che lo stia osservando: sta dando tutto, sta migliorando partita dopo partita, sta crescendo e ci sta mettendo ogni volta un pezzettino del suo carattere andando ad accrescere sempre di più la propria forza. Come scalare una grande montagna e poi, passo dopo passo, accorgersi che dentro andando avanti si ha sempre quel qualcosa in più che ti fa porta sempre più in alto verso la luce. 

Ciò che stiamo vedendo in questi giorni non deve sorprendere: perché se credi in quel che fai e oltre al tuo talento ci metti tutto il tuo entusiasmo e la voglia, stai pure certo che arriverà il momento in cui raccoglierai tutto ciò che hai seminato e, nello specifico, Marco è uno che ci ha sempre creduto e che ha combattuto torneo per torneo per emergere nel circuito che conta. E’ la storia di un ragazzo perbene, di un ragazzo eccellente, educato, e tenace.

Ma soprattutto è la storia di un ragazzo venuto da lontano, un cacciatore silenzioso ma con un fuoco dentro tipico di chi viene dalla Sicilia terra ricca di sole e di valori, che ti insegna il duro lavoro e a crederci ogni giorno di più, ogni istante di più per inseguire, con tutta la forza che hai in corpo i tuoi sogni. 

Il Dalai Lama disse una volta: “La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità.”: la felicità e la responsabilità spesso sono due fattori che vanno braccetto perché è vero sì, che più in alto si va più aumenta la pressione, ma se sei in grado di reggerla allora qualsiasi risultato verrà fuori, andrà condito con il sapore del sorriso e della gioia.

Non è un sogno, è una grande realtà. Ma continua a viverla alla stessa stregua della quarta parola di questo capoverso, come un grande sogno da cui tutti noi con te no, non vogliamo svegliarci. Perché è già storia. 

Avanti tutta Marco.

https://www.youtube.com/watch?v=I7jxPviyoRQ

La nuova stagione di Lindsey Vonn

Cosa ci riserverà allo start della nuova stagione la fuoriclasse a stelle e strisce?

Vonn

Quale stagione per Lindsey Vonn?

E’ questa, tra gli addetti ai lavori e ovviamente tifosi, la domanda più ricorrente made in USA per la prossima stagione di Sci Alpino.

L’ambito che ci siamo lasciati alle spalle da qualche mese ci ha fornito delle ottime indicazioni sulla “Wonder Woman” più famosa dell’intero mondo dello sport in generale: 5 vittorie in coppa del mondo con la coppa di specialità di discesa libera sfuggita per un soffio a favore della nostra Sofia Goggia, e un ottimo bronzo olimpico in quel di PyeongChang sempre nella stessa disciplina; una stagione che ha sancito il ritorno alle gare in pianta stabile della fuoriclasse del Minnesota dopo il bruttissimo infortunio occorsogli un anno prima a Soldeu. 

Lindsey a ottobre compirà 34 anni, e in un mondo agonistico fare delle riflessioni in un’ottica di flessione appare del tutto legittimo, ma quando si disquisisce in merito a una delle atlete non solo più forti della storia ma che detiene altresì una solidità fuori dal comune alle voci “preparazione” e “fame di vincere”, allora il tutto stride alla grande fino a decadere nell’errore più totale in merito a tali pensieri. Lei è davvero un altro pianeta.

La Vonn, al di là del record di Stenmark che insegue e che vorrà battere per diventare l’atleta più vincente della storia della Coppa del Mondo, ha una sete di ampia rivalsa e in occasione della nuova sessione 2018/19 più i Mondiali, di certo vorrà dimostrare al mondo intero il suo valore, vorrà far vedere ancora la sua caratura e, probabilmente, se ultimo anno sarà vorrà farlo con un acuto.

E’ naturale pensare a un suo ritiro nel 2019, lo sanno anche oltreoceano dove si coccolano l’enfant prodige Shffrin dopo aver salutato un calibro notevole come Julia Mancuso, ma è del tutto logico immaginare parimenti la voglia che ha questa splendida atleta di scrivere, ancora una volta, una immensa pagina di storia dello sport mondiale. 

I grandi Campioni possono lasciare solo dopo un altro grande show dinnanzi al palcoscenico del mondo; d’altronde in oriente si dice che la volpe prima di andarsene si volta sempre verso la collina dove è nata: voltandosi, Lindsey, troverà non soltanto grandi sorrisi ma anche una scia di trionfi merito del suo carattere, della sua forza, e della sua tenacia, elementi volti a testimoniare inequivocabilmente che lei è senza dubbio la N1 di sempre. La più grande assieme alla Pröll, e quella che ha messo un sorriso in più agli occhi di tutti gli appassionati in ogni trionfo a dispetto di ogni nazionalità.

Lindsey Vonn sta, come sempre, preparandosi al dettaglio per presentarsi al meglio davanti ai cancelletti di partenza; preparazione meticolosa, cura nei minimi particolari dal punto di vista atletico, e tanto desiderio di arpionare ciò che si sogna da una vita. La ricetta è sempre la stessa per presentare uno dei piatti sportivi più belli sotto ogni punto di vista di sempre.

Buzan scrisse che “Qualunque cosa possiate fare, o sognate di fare, dovete iniziare a farla. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza.” 

Tutto assolutamente in linea con l’argomento di testo con una Vonn che, qualunque cosa deciderà di fare al termine della prossima annata bianca, siam certi che si presenterà ai nastri di partenza con tutta l’audacia di questo mondo mostrando allo stesso tutta la sua genialità ancora una volta con l’auspicio, che non sia l’ultima perché la sete di vedere campioni in azione, non verrà mai placata per chi ama lo sport. 

Ritorno al futuro: Ragnhild Mowinckel

La velocità al servizio della tecnica: il connubio perfetto per la 25enne norvegese con un grande futuro davanti

Ragnhild Mowinckel
Ragnhild Mowinckel

Una delle sorprese più gradite della stagione che si è conclusa qualche mese fa è rappresentata senza dubbio da Ragnihild Mowinckel.

La piccola norvegese nativa di Molde ha rappresentato indubbiamente un exploit notevole andando a raccogliere tutto ciò che aveva seminato nel corso di questi anni mostrando davanti al palcoscenico dello sci alpino tutte le sue doti tecniche che già, in epoca juniores, le avevano dato grandissime soddisfazioni con tre ori mondiali di cui uno, il primo, a Roccaraso in Italia.

La Mowinckel ha posto in essere una stagione a dir poco grandissima: al di là della sua prima vittoria ottenuta in Coppa del Mondo in quel di Ofterschwang in gigante oltre ad altri due podi (Secondo e terzo posto). La sua continuità le ha permesso di arrivare a prestigiosi piazzamenti olimpici in virtù dei Giochi Invernali in scena a PyeongChang: infatti non han destato sorpresa i momenti in cui la classe 1922 ha portato a casa la medaglia d’argento nella discesa libera (Facendo tremare tutta Italia visto che aveva messo in discussione, con il suo tempo, la medaglia d’oro poi vinta dalla nostra Sofia Goggia) e nello slalom gigante; inoltre si è classificata tredicesima nel supergigante e ai piedi del podio in quarta posizione nella combinata.

Difficilmente al giorno d’oggi troviamo delle atlete polivalenti nel panorama sciistico alpino, Ragnhild Mowinckel riesce ad essere performante sia sul tecnico che sul veloce con una visione di gara a dir poco sublime contemplando la precisione sui paletti alla scorrevolezza e all’attenzione nelle gare di rapidità.

Negli anni addietro questa splendida ragazza aveva già mostrato segni di talento indubbio facendo capire che, nel corso di pochi anni grazie a uno spirito di abnegazione e ad un’intensa attività di lavoro atletico volto a far emergere il suo carattere e a far scoprire sempre di più i suoi margini di miglioramento, avrebbe recitato un ruolo da protagonista assieme a tutte le altre campionesse attualmente presenti in quel del circo bianco.

Se la Norvegia era alla ricerca di una nuova fuoriclasse che facesse infiammare il tifo e i cuori dei supporter nordici, ha trovato in Ragnhild Mowinckel un perfetto connubio tra forza ed eleganza.

C’è una frase estremamente bella realizzata da Eleanor Roosevelt la quale una volta ebbe il pregio di affermare che “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”; a questo bisognerebbe aggiungere, per attribuire tale aforisma nel concetto di spiegazione in merito all’atleta corrente, l’aspetto della costanza che proprio in Mowinckel è ricorrente: un continuo credere nei propri mezzi applicando ogni giorno la cultura del lavoro e dell’allenamento in modo tale da poter inseguire il raggiungimento del proprio sogno, del proprio apice.

Non migliori così, dall’oggi al domani, se non ti applichi e se non ci credi. A 25 primavere d’altronde è così, non puoi non farlo se hai deciso di dare una svolta alla tua vita e se hai la consapevolezza che quel sogno una volta tanto lontano si avvicina sempre di più. Perché è così, in certe atlete già vedi il pedegree del talento e sai che prima o poi andranno a scrivere pagine importanti nello sport quando si possiede una base notevole e, in questo contesto, siamo dei veri e propri precursori del prossimo futuro.

Quello che abbiamo visto sino a quest’anno probabilmente è stato solo un abbondante antipasto; le qualità da mostrare sono ancora molte e, se tanto dà tanto, possiamo in ottica della prossima stagione già sederci belli comodi per assistere ad un nuovo progressivo miglioramento.

Il futuro di certo per lei, è adesso. La Norvegia ha trovato una nuova stella.

Shiffrin e socie, sono avvertite.

Attacking Vikings. Ragnihild Mowinckel.

https://www.youtube.com/watch?v=kJ35APTFU-s

A Settembre si parte con la Coppa del Mondo di Freestyle

FIS dirama anche il calendario per le spettacolare prove degli “ski rider” che vedranno lo start in Nuova Zelanda a settembre.

Freestyle

Dopo lo sci alpino, la FIS ha diramato il calendario della Coppa del Mondo 2018/19 di Freestyle.

Le gare in calendario sono numerose, ben 94,  suddivise 10 di moguls, 5 di aerials, 14 di skicross, 6 di halfpipe, 7 di slopestule, e 6 di big air.; lo start prevede le gare al maschile e al femminile di big air il 5 settembre in quel di Cardrona in territorio neozelandese per poi subire una grossa pausa sino al 9 di novembre per le gare di Milano ancora, però, in attesa di conferma.

In attesa di questa notizia, l’Italia vedrà i suoi campioni scorrere sul suo palcoscenico a  San Candido il 22-23 dicembre, e all’Alpe di Siusi il 25-27 gennaio.

Una stagione entusiasmante che vedrà anche di scena gli atleti nei Campionati del Mondo organizzati a Park City negli USA nelle date che andranno dal primo al dieci febbraio 2019.

Vediamo nel dettaglio il calendario completo:

Mer. 05-Ven. 07/09/18 – Cardrona (NZL) – BA maschile e femminile

Ven. 09-Sab. 10/11/18 – Milano (ITA) – BA maschile e femminile ?
Ven. 23-Dom. 25/11/18 – Stubai (AUT) – SS maschile e femminile

Mer. 05-Ven. 07/12/18 – Copper Mountain (USA) – HP maschile e femminile
Gio. 06-Sab. 08/12/18 – Val Thorens (FRA) – SX maschile e femminile
Ven. 07/12/18 – Ruka (FIN) – MO maschile e femminile
Mar. 11-Mer 12/12/18 – Arosa (SUI) – SX maschile e femminile
Sab. 15-Dom. 16/12/18 – Thaiwoo (CHN) – DM maschile e femminile
Sab. 15-Dom. 16/12/18 – Montafon (AUT) – SX maschile e femminile
Gio. 20-Sab. 22/12/18 – Secret Garden (CHN) – HP maschile e femminile
Sab. 22/Dom. 23/12/18 – San Candido (ITA) – SX maschile e femminile

Ven. 04/01/19 – Duesseldorf (GER) – BA maschile e femminile
Gio. 10-Sab. 12/01/19 – Font Romeu (AND) – SS maschile e femminile
Sab. 12/01/19 – Francia  – SX maschile e femminile ?
Sab. 12/01/19 – Calgary (CAN) – MO maschile e femminile
Mer. 16-Ven. 18/01/19 – Laax (SUI) – HP maschile e femminile
Gio. 17-Sab. 19/01/19 – Laax (SUI) – SS maschile e femminile
Ven. 18/01/19 – Lake Placid (USA) – MO maschile e femminile
Sab. 19/01/19 – Lake Placid (USA) – AE maschile e femminile
Sab. 19-Dom. 20/01/19 – Idre (SVE) – SX maschile e femminile
Ven. 25-Dom. 27/01/19 – Alpe di Siusi (ITA) – SS maschile e femminile
Ven. 25-Sab. 26/01/19 – Blue Mountain (CAN) – SX maschile e femminile
Sab. 26/01/19 – Tremblant (CAN) – MO maschile e femminile
Sab. 16/02/19 – Mosca (RUS) – AE maschile e femminile

Ven. 15-Dom. 17/02/19 – Feldberg (GER) – SX maschile e femminile
Ven. 15-Dom. 17/02/19 – Calgary (CAN) – HP maschile e femminile
Sab. 23/02/19 – Minsk (BLR) – AE maschile e femminile
Sab. 23-Dom. 24/02/19 – Tazawako (JPN) – DM maschile e femminile
Ven. 22-Dom. 24/02/19 – Sunny Valley (RUS) – SX maschile e femminile

Sab. 02-Dom. 03/03/19 – Shymbulak (KAZ) – MO maschile e femminile
Sab. 02-Dom. 03/03/19 – Secret Garden (CHN) – AE maschile e femminile
Mer. 06-Ven. 08/03/19 – Mammoth (USA) – HP maschile e femminile
Gio. 07-Sab. 09/03/19 – Mammoth (USA) – SS maschile e femminile
Gio. 14-Sab. 16/03/19 – Quebec City (CAN) – BA maschile e femminile
Ven. 15-Dom. 17/03/19 – Quebec City (CAN) – SS maschile e femminile
Ven. 21-Sab. 22/03/19 – Tignes (FRA) – HP maschile e femminile
Sab. 23/03/19 – Oslo (NOR) – BA maschile e femminile
Ven. 29-Sab. 30/03/19 – Silvaplana (SUI) – SS maschile e femminile

Diramato il calendario della Coppa del Mondo di Sci Alpino 2018/19

Lo Sci Alpino vedrà la sua partenza per la nuova stagione il 27 ottobre con il gigante femminile, per poi terminare come sempre a marzo stavolta a Soldeu in Andorra per le finali

Hirscher

Anche se ci si avvicina al periodo estivo, lo sci non si ferma e programma una nuova entusiasmante grande stagione: la FIS, infatti, ha diramato i calendari per la nuova stagione di Sci Alpino che vedrà in ottobre il taglio del nastro per concludere la sua grande corsa soltanto a marzo.

Per quel che riguarda l’ambito maschile andranno in scena 41 gare che prevedono 9 discese libere, 8 Super-G, 10 slalom, 9 giganti, 2 combinate, 1 parallelo, 2 city event, 1 team event. Lo start sarà 28 ottobre come sempre a Solden in Austria.

Per le donne avremo invece 39 gare suddivise in 9 discese libere, 8 Super-G, 9 slalom, 8 giganti, 2 combinate, 1 parallelo, 2 city event, 1 team event. Partenza il 27 ottobre a Solden che andrà ad anticipare l’esordio degli uomini

L’Italia prenderà in mano la scena del circo bianco a metà dicembre per quanto concerne gli uomini con le tappe in Val Gardena, Alta Badía, Madonna di Campiglio e Bormio nella metà di dicembre, mentre per le donne gli appuntamenti saranno a Plan de Corones e Cortina dopo la seconda metà di gennaio.

Le sfide finali saranno a Soldeu in quel dell’Andorra dopo anni in cui il tutto si era svolto in Svezia, ad Åre, dove quest’anno invece si punteranno le luci del palscoscenico dei Campionati del Mondo che si svolgeranno dal 05 al 17 febbraio.

Vediamo nel dettaglio entrambi i calendari:

Calendario Maschile:

28/10/18: Solden (Aut) – GS

18/11/18: Levi (Aut) – SL
24/11/18: Lake Louise (Can) – DH
25/11/18: Lake Louise (Can) – SG
30/11/18: Beaver Creek (Usa) – SG

01/12/18: Beaver Creek (Usa) – DH
02/12/18: Beaver Creek (Usa) – GS
08/12/18: Val d’Isère (Fra) – GS
09/12/18: Val d’Isère (Fra) SL
14/12/18: Val Gardena (Ita) – SG
15/12/18: Val Gardena (Ita) – DH
16/12/18: Alta Badia (Ita) – GS
17/12/18: Alta Badia (Ita) – GS parallelo
22/12/18: Madonna di Campiglio (Ita) – SL
28/12/18: Bormio (Ita) – DH
29/12/18: Bormio (Ita) – SG

01/01/19: City Event Oslo (Nor) – SL parallelo
06/01/19: Zagabria (Cro) – SL
12/01/19: Adelboden (Svi) – GS
13/01/19: Adelboden (Svi) – SL
18/01/19: Wengen (Svi) – AC (DH+SL)
19/01/19: Wengen (Svi) – DH
20/01/19: Wengen (Svi) – SL
25/01/19: Kitzbuehel (Aut) – SG
26/01/19: Kitzbuehel (Aut) – DH
27/01/19: Kitzbuehel (Aut) – SL
29/01/19: Schladming (Aut) – SL

02/02/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – DH
03/02/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – GS
19/02/19: City Event Stoccolma (Sve) – SL parallelo
22/02/19: Bansko (Bul) – AC (SG+SL)
23/02/19: Bansko (Bul) – SG
24/02/19: Bansko (Bul) GS

02/03/19: Kvitfjell (Nor) – DH
03/03/19: Kvitfjell (Nor) – SG
09/03/19: Kranjska Gora (Slo) – GS
10/03/19: Kranjska Gora (Slo) – GS
13/03/19: Soldeu (And) – DH
14/03/19: Soldeu (And) – SG
15/03/19: Soldeu (And) – Team event
16/03/19: Soldeu (And) – GS
17/03/19: Soldeu (And) – SL

Calendario Femminile:

27/10/18: Solden (Aut) – GS

17/11/18: Levi (Fin) – SL

24/11/18: Killington (Usa) – GS
25/11/18: Killington (Usa) – SL
30/11/18: Lake Louise (Can) – DH01/12/18: Lake Louise (Can) – DH
02/12/18: Lake Louise (Can) – SG
08/12/18: St. Moritz (Svi) – SG
09/12/18: St. Moritz (Svi) – SL parallelo
14/12/18: Val d’Isère (Fra) – AC (DH+SL)
15/12/18: Val d’Isère (Fra) – DH
16/12/18: Val d’Isère (Fra) – SG
21/12/18: Courchevel (Fra) – GS
22/12/18: Courchevel (Fra) – SL
28/12/18: Semmering (Aut) – GS
29/12/18: Semmering (Aut) – SL
01/01/19: City Event Oslo (Nor) – SL parallelo
05/01/19: Zagabria (Cro) – SL
08/01/19: Flachau (Aut) – SL
12/01/19: St. Anton (Aut) – DH
13/01/19: St. Anton (Aut) SG
15/01/19: Plan de Corones (Ita) – GS
19/01/19: Cortina d’Ampezzo (Ita) – DH
20/01/19: Cortina d’Ampezzo (Ita) – SG
26/01/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – DH
27/01/19: Garmisch-Partenkirchen (Ger) – SG
01/02/19: Maribor (Slo) – GS
02/02/19: Maribor (Slo) – SL
19/02/19: City Event Stoccolma (Sve) – SL parallelo
23/02/19: Crans-Montana (Svi) – DH
24/02/19: Crans-Montana (Svi) – AC (DH+SL)

02/03/19: Sochi (Rus) – DH
03/03/19: Sochi (Rus) – SG
08/03/19: Spindleruv Mlyn (Cze) – GS
09/03/19: Spndleruv Mlyn (Cze) – SL
13/03/19: Soldeu (And) – DH
14/03/19: Soldeu (And) – SG
15/03/19: Soldeu (And) – Team event
16/03/19: Soldeu (And) – SL
17/03/19: Soldeu (And) – GS

Nel nome del predestinato: che stagione sarà per Andreas Wellinger?

Tra i protagonisti nel salto con gli sci, il tedesco atteso da un annata importante che potrebbe consacrarlo definitivamente

Wellinger
Andreas Wellinger

Tra i protagonisti assoluti della scorsa stagione, soprattutto nella seconda parte di essa, Andreas Wellinger è senza ombra di dubbio uno dei suoi più fieri esponenti.

Il 22enne bavarese, per l’ennesima volta, ha dimostrato di avere dalla sua un bagaglio tecnico assolutamente di primissimo ordine che lo ha portato ad arpionare nella stagione conclusasi da qualche mese anche il secondo oro olimpico questa volta individuale (Dopo il trionfo a squadre di Sochi nel 2014) a PyeongChang nella gara dal trampolino piccolo realizzando un salto  a dir poco sontuoso.

La sua tecnica e la sua propensione verso una fase di stacco a dir poco impeccabile quando decide di essere in giornata top, ci porta a realizzare una domanda precisa: Wellinger può essere davvero l’atleta che più degli altri potrebbe scalzare dal trono Kamil Stoch dando battaglia soprattutto anche al resto della squadra norvegese?

La concorrenza di certo non manca avendo visto una squadra norvegese a dir poco sfavillante, dei polacchi sempre sul pezzo, ma Wellinger sicuramente lascia sempre l’impressione che se vuole può riuscire davvero a fare la differenza considerando la sua propensione ad essere un atleta molto duttile in qualsiasi tipologia di trampolino a seconda se siamo sul piccolo, medio, o corto ambito di distanza.

L’età è della sua parte e, sicuramente, tra i tanti fattori che lo contraddistinguono troviamo anche una attenta cura dei dettagli in ambito preparatorio coadiuvata da una maturità che difficilmente si riscontra all’interno della vita di un atleta al centro di un’età ancora estremamente verde.

Wellinger spesso anche solo da uno sguardo ti dà la sensazione di spaccare sempre in due la gara anche in condizioni meteo spesso impervie (Fattore determinate in uno sport come questo), cercando di trovare la perfezione a ogni salto atterrando spesso e volentieri con dei telemark regali anche dopo misure a dir poco estreme; il tutto a testimonianza delle enormi capacità del 22enne nativo di Ruhpolding.

Se vogliamo trovargli un neo, diciamo che Andreas ha la capacità di accendersi nella seconda parte di stagione come se all’inizio della stessa dovesse trovare l’ingranaggio giusto per cominciare ad accelerare e, come dice sempre il bravissimo commentato di Eurosport del salto Massimiliano Ambesi, alzare il volume della musica.

Fosse un atleta al di là degli anni allora potremmo catalogare il tutto come un limite, ma visto che l’età come detto è dalla sua, ha tutto il tempo per migliorare questo e tanti altri aspetti per diventare sicuramente un saltatore a dir poco dominante visto e considerato le indubbie qualità che possiede.

Di certo Stoch al momento è dominante e, l’ultima stagione, ha messo in mostra una continuità disarmante facendo capire al resto degli avversari di poter fare e di concretizzare decisamente un’altra tipologia di sport. Wellinger qui dovrà essere bravo soprattutto mentalmente a tenere duro e soprattutto a convincersi di avere dei mezzi superiori al resto che gli possano permettere di avvicinarsi senza ombra di dubbio a uno degli atleti attualmente più forti della storia dello sci in generale.

Non ci resta che attendere la nuova stagione dove, sicuramente, la voglia e la fame di quest’atleta potrà fare sicuramente la differenza.

La sfida è già lanciata.

La fuoriclasse silenziosa dagli occhi di ghiaccio: Frida Hansdotter

La 32enne svedese è ogni anno sempre uno dei fiori all’occhiello dello sport invernale alpino con la sua grinta e la sua tecnica

Frida Hansdotter
Frida Hansdotter

Tra le tante storie che spesso lo sport ci regala ce ne stanno molte che, pur non avendo il glamour o la copertina super, riescono comunque ad entrare di diritto nella storia attraverso risultati e comportamenti di primissimo ordine.

E’ certamente il caso di una splendida svedese dagli occhi azzurri e i capelli biondi di 33 primavere, nativa di Västerås nella fredda Svezia, che con il suo sorriso e le sue gesta oramai da anni incanta la platea dello Sci Alpino: Frida Hansdotter.

Frida Hansdotter è quella tipologia di atleta che inizi ad apprezzare soltanto se sei un vero appassionato delle piste; specialista nel tecnico, ha una tecnicità del tutto particolare che ogni volta sembra far realizzare una sfilata di eleganza anziché una discesa sportiva; il suo passo è inebriante, e ti dà l’immediata certezza che le possibilità di lasciare il segno siano assolutamente concrete.

Arriva quando meno te l’aspetti: riesce a tirarti fuori dal cilindro la prestazione che non ti aspetti con le stesse modalità che ottempera fuori dalle piste: con silenzio, con il sorriso, con una voglia di migliorarsi rispettando tutto il resto che la circonda cercando la positività in ogni punto vissuto.

Spesso è stata sovrastata da atlete di caratura nettamente più forte, ma Frida Hansdotter ha sempre risposto presente, semplicemente perché anche lei è una N1: a PyeongChang, negli ultimi Giochi Olimpici, il coronamento di una carriera è stato suggellando con un sontuoso oro olimpico nello slalom speciale laddove tutti si aspettavano l’acuto di Mikaela Shiffrin. A testimonianza della caparbietà e della classe dell’atleta che ha sempre messo l’anima in ogni gara realizzata.

Una persona dolce e semplice, ma talmente grande e ricca di valori che è stata sempre ben voluta da addetti ai lavori e ad avversari che, in nome di una grande passione, ha cercato sempre di far parlare di sé stessa con fatti notevoli che l’han resa una delle migliori atleti tecniche sulle nevidegli ultimi 20/15 anni. Frida vanta nella sua bacheca personale oltre all’oro olimpico menzionato nel capoverso precedente, anche una splendida sfera di cristallo di slalom speciale conquistata nel 2016, 2 argenti e 2 bronzi mondiali, con un complessivo di 33 podi di cui 4 sul gradino più alto in quel della Coppa del Mondo.

Dal 2004 anno del debutto della svedese in Coppa, Frida ha lavorato alacremente per cercare mantenersi sempre ai migliori livelli agonistici sin dal suo primo podio di Leukerbad nel 2005 che si tradusse altresì nella sua prima vittoria: spesso si cerca in un atleta sempre la super-prestazione esasperando oltre misura le capacità di queste donne e di questi uomini come se il miglior risultato fosse scontato, non funziona così.

Ogni atleta ha la propria tempistica per emergere, un proprio lavoro, una serie di sacrifici oltre misura che spesso la carta stampata non tiene nemmeno in considerazione pretendendo quasi tutto e subito. La realtà, come si può vedere, è ben diversa: ci sono atlete che emergono immediatamente, altre che lo fanno dopo, altre ancora che devono fare i conti con delle super campionesse difficili da fronteggiare e da tener dietro, ma il tempo è sempre galantuomo e regala sempre prima o poi la gloria a tutti coloro che lavorano con dedizione e spirito di sacrificio.

L’esempio di Frida Hansdotter in questo senso è pressoché perfetto per il semplice fatto che non hai mai perso la speranza di arrivare al suo sogno e ha lavorato sempre  e comunque al massimo cercando di ritagliarsi sempre il suo spazio con estrema importanza tra atlete di caratura notevole e arrivando al successo più prestigioso, quello olimpico, anche a 32 anni lanciando un monito a tutti gli atleti che gettano la spugna quando oramai sembra tutto irraggiungibile.

Non c’è niente di irraggiungibile quando sogni ed insegui qualcosa, e quando lavori duramente per farlo. Devi crederci sempre e comunque e questa meravigliosa atleta, in maniera silenziosa e con gli occhi gentili e belli con il colore del mare, ci ha insegnato ancora una volta quanto bello sia lo sport e quanto infinitamente sia gratificante raccogliere tutto ciò che hai seminato.

Frida Hansdotter, la guerriera silenziosa dagli occhi di ghiaccio.

Si riapre la stagione dello Sci sull’Erba per tutta l’estate

Al via l’edizione 2018 della Coppa del Mondo che toccherà anche varie località italiane.

Edoardo Frau on fire
Edoardo Frau on fire

In attesa dell’arrivo dell’inverno per la riapertura delle gare del “circo bianco” dello sci alpino, l’estate prevede come sempre lo svolgimento della Coppa del Mondo sulla superficie verde del manto erboso.

Quest’anno il calendario toccherà ben quattro località nostrane con Montecampione a fine luglio (Con i mondiali juniores ad inizio agosto sempre nella stessa località), a San Sicario nella seconda metà di agosto, a Santa Caterina Valfurva nello start di settembre, ed infine a Sauris a metà settembre per le gare finali; tutte le informazioni nel dettaglio le trovate sull’articolo del sito della FISI:

http://www.fisi.org/sci-erba/news/16523-il-calendario-di-coppa-del-mondo-sei-tappe-di-cui-quattro-in-italia-con-montecampione-san-sicario-santa-caterina-e-sauris

Lo sci d’erba è uno sport molto particolare dedicato soprattutto a veri appassionati del settore che, ovviamente, si differenzia molto rispetto alla comune pratica alpina su neve.

E’ uno sport dove bisogna tener salda la propria mente associando la propria performance ad una potenza notevolissima: innanzitutto lo sci d’erba si pone in essere attraverso l’utilizzo di materiali da sci prettamente cingolati, ossia molto simili a quello degli skiroll, che devono permettere uno scivolamento adeguato sulla superficie erbosa che viene dettagliatamente curata dagli addetti ai lavori della pista omologata per lo svolgimento della competizione sportiva.

La cura della pista è un fattore fondamentale per la regolarità visto che che l’erba deve essere sufficientemente fitta e non troppo morbida in modo tale da consentire all’atleta di avere sufficiente grip al suo passaggio.

Lo start prevede una pedana sopraelevata e come sempre, come avviene anche per l’Alpino, la zona di arrivo deve essere dotata di una piazzola ampia per permettere allo sciatore di frenare in sicurezza in condizioni di spazio notevole attraverso una curva di 180° ponendo gli sci in posizione di salita a causa del cingolato; una tecnica ovviamente differente rispetto a quella ottemperato in quel della neve.

Le categorie dello sci d’erba sono identiche a quelle alpine con l’unica eccezione della discesa libera la quale non viene praticata per una questione di lunghezza della pista: infatti le piste qui sono molto più corte rispetto a quelle degli sport praticati in inverno, e non consentirebbero lo svolgimento della discesa mentre slalom, super-g, e giganti vengono effettuati normalmente.

In questo contesto, l’Italia è spesso protagonista: il campione d’eccellenza di questa categoria è infatti il nostro Edoardo Frau, atleta del gruppo sportivo dell’Esercito Italiano che ha vantato nella sua carriera la bellezza di 4 sfere di cristallo e ben 15 medaglie mondiali.

In attesa di vedere lo svolgimento delle gare, cerchiamo di caprine di più attraverso i video:

 

Nel nome della leggenda: Gilles Villeneuve

« Lo chiamano Circo della Formula 1 e proprio come un circo si sposta di città in città, issa la sua tenda e fa spettacolo. Tra giochi di magie, belve e domatori il divertimento è sempre assicurato, così come il brivido che offrono gli artisti più spericolati quando tocca a loro salire sul filo teso nel vuoto e danzare. Nell’estate del 1977 tra le tende della Formula 1 si affacciò un pilota dallo sguardo dolce e dal cuore impavido, salì sul filo con la sua Ferrari e per cinque anni lo percorse fra capriole e piroette. Poi un giorno scese ed entrò nella leggenda… »
(da Sfide,  – Gli anni di Gilles Villeneuve, 2002)

Gilles Villeneuve

Quando si parla di Gilles Villeneuve mi è solito fare un parallelismo con un altro grande pilota del passato: Peter Collins.

Nel bene e nel male Collins e Villeneuve hanno avuto in comune seppur in epoche temporali differenti, tantissime cose: entrambi hanno corso per Maranello, sono stati grandi piloti di estremo talento nonostante il fato non gli abbia concesso di vincere un Campionato del Mondo (Sebbene Collins fece un gesto di grande cavalleria nei confronti di Fangio nel 1956 quando, dopo il guasto meccanico che coinvolse quest’ultimo, cedette all’argentino la propria vettura consentendogli di vincere l’iride), perirono entrambi  in pista in stagione in corso in vicissitudine a dir poco dolorose e drammatiche, e sono stati i pupilli più grandi che abbia mai avuto Enzo Ferrari.

Si disquisisce sempre se, all’interno di una famiglia numerosa, ci siano delle persone cui si voglia più bene rispetto alle altre soprattutto in ambito sportivo e, in particolare, in epoca passata quando tutto magari era molto più semplice e il romanticismo spesso nelle gare motoristiche era piuttosto diffuso.

Per Enzo Ferrari Collins ha rappresentato una vera e propria passione, anche personale visto il rapporto che lo coinvolse con il povero figlio Dino scomparso prematuramente, ma con Gilles… Con Gilles era tutto diverso. Villeneuve con Enzo Ferrari diede vita ad un binomio incredibile di passione, gioia, e assoluto coinvolgimento nel tifo sportivo.

« Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene. »

Gilles Villeneuve in abitacolo
Gilles Villeneuve in abitacolo

Gli voleva davvero bene perché, per la prima volta, al di là del lato umano aveva visto un uomo che sapesse guidare esattamente la sua Ferrari come voleva: con sfrontatezza, genuinità, brutalità, e senso di totale appartenenza sin dal momento dell’ingresso in abitacolo.

E’ raro trovare qualcuno che diventi un tutt’uno non solo con la macchina ma anche con il mito cui è emblema la Scuderia Ferrari. Lui invece era l’eccezione che confermava la regola: era l’uomo giusto al posto giusto e l’unica cosa che lo poteva fermare, a parte spesso la sua irruenza un pò troppo fuori le righe in pista, fu un maledetto fato.

Poche storie, il canadese era davvero un grande. Un gigante della guida come NESSUNO. Nessuno mai si è avvicinato al suo stile di guida, alla sua tenacia, e alla sua voglia di vincere sempre e comunque. Non ha mai risparmiato un minimo rischio, non ha mai gestito, per lui esisteva solo ed esclusivamente la vittoria e nulla importava se per portarla a casa si metteva a repentaglio il lavoro magari di un weekend e di una serie di mesi.

Villeneuve ha portato la spettacolarità in un ambiente, quello della Formula 1, laddove fin troppo spesso (E soprattutto oggi…) si dà troppo spazio a calcoli, ragionamenti, e gestioni. Sono tanti gli avvenimenti che risalgono all’occhio quando si parla del fuoriclasse di Saint-Jean-sur-Richelieu, una cittadina del Québec in Canada: arrivi al traguardo su tre ruote, alettoni rotti e continuo di gara come se niente fossi, coraggio da vendere in sfide con avversari dotati di vetture magari più performanti tenendogli testa, e tante indelebili immagini gelosamente custodite nei libri della memoria degli appassionati: immortale il duello con Arnoux per la seconda piazza nel 1979 al gran premio di Francia, con un ruota a ruota straordinario che è entrato nella storia delle corse e che, probabilmente, è stato il duello più entusiasmante della storia.

Un uomo buono, che amava la sua famiglia, un pilota straordinario che ha scritto pagine importantissime nella storia delle corse sebbene non sia impresso il suo nome nell’albo d’oro (Ci riuscirà molti anni dopo suo figlio, nel 1996 Jacques, a bordo della Williams dopo una stagione ricca di duelli sino a Jerez con Michael Schumacher), a dimostrazione che spesso nello sport l’alloro non è la conditio sine qua non per l’ingresso nella sala dei campioni di ogni tempo.

Un uomo anche molto riflessivo fuori dalla pista, a testimonianza di numerosi aforismi che oggi arricchiscono tantissimi articoli a sua memoria; tra questi ve ne è uno che fa capire la passione e la dedizione completa che dava quest’uomo al suo lavoro, che diceva: “se mi vogliono sono così, di certo non posso cambiare: perché io, di sentire dei cavalli che mi spingono la schiena, ne ho bisogno come dell’aria che respiro.

Penso che non ci sia altro da aggiungere in merito: se parlate con qualcuno che davvero capisce di corse, tra i vari Senna, Fangio, Schumacher, Prost, vi inserirà anche Gilles Villeneuve dandogli una preferenza addirittura come miglior pilota di sempre. Non è eresia, è soltanto realtà.

Sul circuito di Zolder, l’8 maggio del 1982, nelle parte finale delle qualifiche la Ferrari 126C2 di Villeneuve arrivò al contatto con la March di Hass a velocità sostenuta facendo un volo di 25 metri; il tutto portò la vettura a schiantarsi sull’asfalto facendo sbalzare il povero canadese fuori dal suo abitacolo con il sedile ancora attaccato portandolo ad impattare il collo con uno dei paletti della rete metallica: trasportato in ospedale le sue condizioni erano già pressoché disperate tanto che la sua vita era tenuta in essere da macchine di respirazione artificiale le quali, vennero staccate su autorizzazione della famiglia, la sera stessa alle 21:12 ponendo fine alla vita del Campione della Ferrari e della Formula 1.

Oggi sono 36 primavere dalla sua scomparsa.

In sede di presentazione dell’articolo ho parlato di elementi in comune tra Collins e Villeneuve, e mi sono accorto di averne dimenticato uno: l’immortalità.

Perché le Leggende si fanno beffa della morte, e il loro Mito continuerà ad esser vivo per sempre viaggiando nel tempo e susseguendosi tra le generazioni diffondendo il pensiero, sempre più marcato, che la storia scritta indelebilmente non svanisce di certo con lo scorrere delle lancette.