Biathlon: nello sprint si rivede Johannes Bø in versione super che domina la gara e annienta la concorrenza

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Pronta risposta doveva essere, e pronta risposta è stata.

Dopo la deludente prova di ieri nella gara individuale dominata da Martin Fourcade, Johannes Bø nello sprint di Pokljuka non si fa trovare impreparato e risponde da par suo, con la sua forza e la sua determinazione nonché con la sua tecnica al fuoriclasse francese andando a cogliere il suo primo successo stagionale in Coppa del Mondo di Biathlon edizione 2018/19.

Il norvegese compie delle frazioni sugli sci a dir poco sontuose e, con al di là di una imprecisione al poligono vince per dispersione la gara e manda un segnale chiarissimo ai suoi avversari Fourcade compreso il quale, oggi, compie una gara da dimenticare concludendo in 24ma posizione. Concludono alle sue spalle il francese Antonin Guigonnat e il russo Alexander Loginov

Migliore degli italiani Lukas Hofer che, però, conclude lontano in 18ma posizione. Domani spazio allo sprint delle donne alle ore 14:15 italiane.

Sci Nordico: esordio nel Biathlon vincente della Francia nel misto

Fourcade

Si conclude questo weekend pazzesco di sci nordico in questo weekend con di scena praticamente tutti i principali sport invernali.

Oggi c’è stato l’esordio nella Coppa del Mondo 2018/19 del Biathlon che ha visto alzarsi il sipario con il segmento misto in terra slovena a Pokljuka: nella staffetta singola a sorridere è la Norvegia che si prende la prima posizione schierando Thekla Brun-Lie e con Lars Helge Birkeland precendo l’Austria con Lisa Theresa Hauser e da Simon Hauser 8”5, e di 20″7 l’Ucraina di Anastasiya Merkushyna e Artem Tyshchenko; chiude in 15ma posizione l’Italia: decisamente migliori invece i risultati per i nostri azzurri nella seconda prova consistente nella staffetta mista dove il tricolore si pianta in terza posizione a conferma del feeling con la specialità (Italia è campione in carica uscente in questo format) con la vittoria che va alla Francia che chiude davanti alla Svizzera a 38″7 e, appunto, ai nostri azzurri staccati di 52″1 con una performance strepitosa della nostra Lisa Vittozzi.

Nello sci di fondo si è concluso il minitour intermedio del Nordic Opening, il primo stagionale, spazio alla terza giornate di gare con le altre distanze dove la Norvegia fa man bassa di vittorie:  tra le donne nella 10km TC HS affermazione di Therese Johaug che si prende vittoria e classifica finale andando a precedere il duo svedese formato da Andersson e da Østberg, tra gli uomini invece nella 15km TC HS va a vincere e sorridere Tønseth che batte il compagno di squadra Røthe relegando in terza posizione lo svedese Iversen. 

Nel salto con gli sci, tra gli uomini a Nizhij Tagil in terra russa, nella seconda due giorni sul LH dell’Aist HS134, vittoria per dispersione per Ryoyu Kobayashi che dimostra ancora una volta di fare un altro sport vincendo entrambe le serie e puntando dritto ad ampi traguardi per la stagione (132.5 – 135) per un totale di 273.1 punti relegando al secondo posto Forfang (259.2 punti) e il polacco Zyla (258.9 punti); tra le donne a Lillehammer nella gara sul trampolino lungo trionfo per Katharina Althaus; la teutonica dimostra di avere subito ottime sensazioni sul trampolino lungo andando a piazzare il primo acuto stagionale davanti alla compagna di squadra Ramona Straub, al miglior risultato della carriera, e all’austriaca Daniela Iraschko-Stolz; in difficoltà le due super favorita Maren Lundby ventiuesima, e Sara Takanashi undicesima.

Nella combinata nordica sempre a Lillehammer invece va a vincere ancora Riiber, autentico dominatore di questa pazzesca tre giorni realizzata in quel di Lillehammer: il fuoriclasse norvegese domina sia sugli sci nell 15km che nel salto sul LH andando a fare 3 su 3 precedendo il compagno di squadra Graabak di 35” che beffa a sua volta all’ultimo giro il fenomeno tedesco Rydzek che conclude il podio in terza posizione.

Sci Alpino & Nordico: guida ed istruzioni per l’uso di questo weekend di Coppa del Mondo

Windisch
Dominik Windisch, atleta azzurro del Biathlon

Settimana cardine e ricca di impegni, questa, per le varie competizioni di Coppa del Mondo di sci: dopo quello alpino, si arricchisce anche la lista degli sport nordici: qui vi è il completamento anche con l’avvio del biathlon in terra slovena precisamente a Pokljuka per un inizio di stagione con il misto.

Da segnalare anche l’avvio del salto con gli sci femminile che sarà di scena, al pari della combinata nordica e dello sci di fondo (Qui ci sarà la tre giorni della prima competizione intermedia stagionale con il Nordic Opening) in Norvegia nel mitico impianto del Lysgardsbakken Lillehammer con due gare sul NH HS98 e una sul LH HS140; il salto maschile farà capolino invece in Russia a Niznij Tagil sull’Aist per due match sul LH HS134. Nello sci alpino spazio invece alla velocità con gli uomini che saranno di scena a Beaver Creek sul Birds of Pray (Domenica 2 ci sarà però in programma anche una gara sul tecnico di gigante), e le donne che raggiungeranno la terra canadese di Lake Louise teatro delle gare maschili nello scorso weekend.

Saranno molteplici, quindi, gli appuntamenti che contraddistingueranno questo fine settimana con tutte le attività invernali che, finalmente, entrano proprio nel vivo con l’avvio del mese di dicembre.

Quindi mettete sotto mano carta e penna che, con tutta questa carne al fuoco, ci sarà seriamente da divertirsi a partire da domani con uno spettacolo a dir poco assicurato; ecco, nel dettaglio, tutto il calendario di questa tre giorni pazzesca:

VENERDI’ 30 NOVEMBRE
– Ore 11:00 Combinata nordica (LH) – Lillehammer
– Ore 12:00 Sci di fondo (SP M & F TL) – Lillehammer
– Ore 14:30 Combinata nordica (5km) – Lillehammer
– Ore 17:15 Salto con gli sci (NH-F) – Lillehammer
– Ore 18:45 Sci Alpino (SG-M) – Beaver Creek
– Ore 20:30 Sci Alpino (DH-F) – Lake Louise

SABATO 01 DICEMBRE
– Ore 09:30 Combinata nordica (10km) – Lillehammer
– Ore 10:30 Sci di fondo (10km F TC) – Lillehammer
– Ore 12:15 Sci di fondo (15km M TC) – Lillehammer
– Ore 14:15 Combinata nordica (LH) – Lillehammer
– Ore 15:45 Salto con gli sci (LH-M) – Niznji Tagil
– Ore 17:15 Salto con gli sci (NH-F) – Lillehammer
– Ore 19:00 Sci Alpino (DH-M) – Beaver Creek
– Ore 20:30 Sci Alpino (DH-F) – Lake Louise

DOMENICA 02 DICEMBRE
– Ore 10:15 Sci di fondo (10km F TC HS) – Lillehammer
– Ore 10:45 Combinata nordica (LH) – Lillehammer
– Ore 11:15 Sci di fondo (15km F TC HS) – Lillehammer
– Ore 12:00 Biathlon (SMX) – Pokljuka
– Ore 12:45 Salto con gli sci (LH-F) – Lillehammer
– Ore 14:05 Combinata nordica (10km) – Lillehammer
– Ore 14:30 Biathlon (MX) – Pokljuka
– Ore 16:00 Salto con gli sci (LH-M) – Niznji Tagil
– Ore 17:45 Sci Alpino (GS-M 1°Manche) – Beaver Creek
– Ore 19:00 Sci Alpino (SG-F) – Lake Louise
– Ore 20:45 Sci Alpino (GS-M 2°Manche) – Beaver Creek

Ecco le formazioni azzurre di Biathlon che daranno l’assalto alla Coppa del Mondo 2019

Il nostro team comincia a riscaldare le carabine in vista della nuova stagione

Dorothea Wierer
Dorothea Wierer

E venne il momento anche per i biathleti: in attesa che trascorra il periodo estivo, il Biathlon comincia a mettere a fuoco i propri obiettivi in ottica azzurra, e  la Federazione Italiana ha diramato l’elenco degli atleti sia al maschile che al femminile che infiammeranno di passione e di agonismo le pista sciistiche del palcoscenico internazionale.

Ecco, nel dettaglio, tutti i protagonisti della pattuglia tricolore operativi sin dallo start previsto per il 27 ottobre in quel di Sölden in terra austriaca; in totale, avremo 7 donne e 7uomini per un totale di 14 atleti:

SEZIONE FEMMINILE:

 

TEAM ELITE

Lisa Vittozzi – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Dorothea Wierer – Gruppo delle Fiamme Gialle

TEAM A

Nicole Gontier – Gruppo dell’Esercito Italiano
Federica Sanfilippo  – Gruppo delle Fiamme Oro
Alexia Runggaldier – Gruppo delle Fiamme Oro

TEAM B

Michela Carrara – Gruppo dell’Esercito Italiano
Eleonora Fauner  – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Irenne Lardschneider – Gruppo delle Fiamme Gialle

SEZIONE MASCHILE:

 

TEAM ELITE

Lukas Hofer – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Dominik Windisch – Gruppo dell’Esercito Italiano

TEAM A

Thomas Bormolini – Gruppo dell’Esercito Italiano
Giuseppe Montello  – Gruppo dell’Esercito Italiano
Thierry Chenal – Gruppo dell’Esercito Italiano
Saverio Zini – Gruppo dell’Esercito Italiano

TEAM B

Patrick Braunhofer – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Daniele Cappellari – ASD Fornese
Michael Durand – Gruppo dell’Esercito Italiano
Mattia Nicase  – Gruppo dell’Esercito Italiano
Simon Leitgeb – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri
Paolo Rodigari – Gruppo dell’Esercito Italiano

 

Per maggiori informazioni sulle formazioni italiane di Sci Alpino rispettivamente per donne e uomini consultando i seguenti link:

http://www.fisi.org/biathlon/news/16565-la-composizione-delle-nazionali-di-biathlon-per-la-stagione-2018-2019

L’addio di una stella al Biathlon: si ritira Darya Domracheva

L’atleta bielorussa si ritira dalle competizioni a 31 primavere.

Domracheva

Casa Bjorndalen sarà più affollata del solito quest’inverno: la moglie del pluricampione di Biathlon, anch’essa una delle atlete più forti del panorama invernale, la stella bielorussa Darya Domracheva ha deciso di appendere gli sci e la carabina al chiodo e ha di fatto concluso la sua carriera a soli 31 anni.

Una atleta universale che ha saputo imprimere il suo talento sin dal primo giorno incantando le platee di Biathlon più prestigiose nel corso della sua vita sportiva: tre ori olimpici su 5 medaglie conquistate ai giochi, due titoli mondiali, e la sfera di cristallo son risultati che pesano e che dicono fermamente quanto Domracheva abbia inciso nel mondo del biathlon.

Una scelta sicuramente sofferta considerando che, per questi atleti, il proprio sport professionistico è gran parte della loro vita, ma dettata da necessità familiari soprattutto dedicate alla piccola figlia in quanto è sempre difficile coniugare un lavoro come questo agli affetti, cosa che comunque in questi anni Darya è riuscita a fare molto bene rimanendo competitiva e riempiendo d’amore sempre la propria famiglia. Il ritiro è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa dal sapore estremamente commovente.

Forza, precisione, tecnica, cura dei particolari: questa la ricetta vincente da parte della splendida bielorussa che non ha fatto altro, in questi anni, di considerare ogni gare come l’ultima cercando di trarre sempre il meglio raccattando risultati su risultato portando i suoi colori spesso e volentieri sui gradini più elevati e nei momenti più prestigiosi.

Grazie per aver illuminato le platee di questo fantastico sport per tanti anni con il tuo infinito talento e la tua straordinaria bellezza. Indubbiamente, mancherà moltissimo.

Semplicemente, Darya Domracheva.

Anton Shipulin volge il pensiero al ritiro

Il fuoriclasse russo alle prese con una importante decisione per la sua vita e carriera

Anton_Shipulin_Kontiolahti_2010

L’off-season del Biathlon sta riservando parecchie sorprese per quanto concerne quelli che saranno i nostri di partenza ai blocchi nella prossima stagione.

Salutati già  Bjørndalen e Svendsen che hanno deciso di dire stop all’attività agonistica, stavolta è arrivato forse anche il turno di Anton Shipulin, fuoriclasse russo il quale, starebbe seriamente pensando di appendere sci e carabina al chiodo a quasi 31 anni.

Shipulin, campione Olimpico a Sochi 2014  e Mondiale nella staffetta lo scorso anno a Hochfilzen oltre che vincitore della Coppa del Mondo di Partenza in Linea nel 2015 ha affermato che l’idea di terminare adesso la propria carriera è davvero più di un pensiero.

Dopo tanti anni di carriera agonistica ad altissimo livello e di prestazioni incredibili, il russo è indeciso sul da farsi ed ha lasciato chiaramente intendere di essere da un lato tentato dal proseguire e dall’altro al dedicarsi interamente alla propria famiglia.

Russo nativo di Tjumen’ città ad est dei monti Urali fratello di Anastasia Kuzmina, anch’essa biathleta di altissimo livello, Anton si è distinto in questi anni per una tecnica davvero sublime e una precisione al poligono che lo ha portato a raggiungere risultati di primissimo livello tali da farlo considerare uno dei migliori biathleti degli ultimi anni.

Schivo, riservato, ma sempre disponibile e schietto con tutti, Shipulin è senza dubbio uno degli atleti di punta di una Russia che, orfana di lui agli ultimi XXIII Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018, ha visto abbassarsi notevolmente le proprie percentuali di successo di medaglie.

La sensazione è che la decisione di lasciare o rimanere sarà ben ponderata e che verrà presa solo ed esclusivamente nel periodo autunnale il quale sarà decisivo per capire la volontà del 21 volte vincitore di gare di Coppa del Mondo.

Perdere un Campione del genere provoca sempre una sensazione di grande vuoto considerando i gesti che questi ci han abituato nel tempo e di cui Shipulin sicuramente è un grande fautore, ma bisogna ad un certo punto della vita fare sempre dei bilanci e capire cosa sia meglio per se stessi e per la propria famiglia certi, che in ogni caso, le pagine scritte da questo grande atleta sono e rimarranno di certo indelebili e che la scelta che prenderà sarà indubbiamente sempre quella giusta essendo proveniente da un atleta di uno spessore umano e tecnico di caratura assoluta.

Ole Einar Bjørndalen: la stella del nord si ritira dopo aver scritto la storia

Un fuoriclasse assoluto abbandona il circuito mondiale dopo essere arrivato alla vetta di ogni format di gara

Ole Einar Bjørndalen

La storia, spesso e volentieri, ci consegna dei racconti incredibili rendendoci testimoni di essi affinché li possiamo far nostri nella memoria dopo averli vissuti per raccontare l’essenza della grandezza a tutti colori che han ancora voglia di emozionarsi e di regalarsi un pò di brividi attraverso l’ascolto di vere e proprie imprese.

Molto frequentemente tutto questo avviene all’interno del mondo dello sport dove alcune donne e alcuni uomini sono in grado di elevare la loro grandezza anche al di là dei loro risultati, approdando nelle costellazioni del mito e delle leggende in termini assoluti ed immortali.

A Drammen, in Norvegia, una città sportivamente molto nota per le gare invernali (Splendida la particolare prova di fondo tra il centro cittadino), il 27 gennaio di ben quarantaquattro primavere fa nasce uno dei più grandi atleti di tutti i tempi: all’anagrafe in questo caso i nomi e il cognome fanno capo a Ole Einar Bjørndalen.

Ole è l’atleta, con otto titoli Olimpici, 20 (VENTI!!!) Campionati del Mondo con 45 medaglie complessive più 19 di specialità, e sei sfere di cristallo, più titolato nella storia del Biathlon. Ma non solo, è una autentica leggenda vivente visto che solo da poco, superato da una immensa Marit Bjørgen fondista sua connazionale, è stato con 13 medaglie (8 ori, 4 argenti, 1 bronzo) per lungo tempo l’atleta più medaglia nella storia dei Giochi olimpici invernali.

Ciò che è stato per il biathlon Bjørndalen è paragonabile all’immensità: una dedizione TOTALE a quello che è stato un amore indissolubile verso uno sport sempre più in ascesa e sempre più popolare come il Biathlon cui ha dedicato gran parte della sua vita a 360°. Uno sport che gli ha riempito anche il cuore visto che gli ha permesso di conoscere la compagna con il quale condivide il suo tempo, la bellissima campionessa bielorussa Darya Domracheva, e che ha arricchito con la sua forza e una precisione impressionante sugli sci e, soprattutto, al poligono che gli han permesso di primeggiare in qualsiasi contesto si sia misurato.

Quando lo vedevi sugli sci in qualsiasi contesto di gara (Essendo totalmente polivalente avendo un feeling totale con i vari format), ti dava la sensazione che volesse sportivamente azzannare la gara ancora prima dello start di partenza; cosa che gli è riuscita abbastanza bene direi. Aveva uno sguardo totalmente dentro il contesto così profondo ed imperturbabile cui ti lasciava vedere soltanto la voglia e la fame di ogni vittoria che aveva.

Quando hai il pedegree dei più forti non puoi fare altrimenti, puoi solamente consegnarti alla storia che non potrà esimersi dal celebrarti sull’altare della gloria.

Oltre a essere bello tecnicamente, in Bjørndalen era anche dannatamente affascinante vedere il suo istinto letale che gli ha permesso di mietere successi. Come lui solo Martin Fourcade il cui francese ha già da anni intrapreso la stessa strada che probabilmente potrebbe portare a superare questo incredibile evergreen norvegese.

Non ha mai lesinato centimetri percorsi, e ha sempre gareggiato sino all’ultimo respiro ogni gara permettendogli di arpionare 95 vittorie e 179 podi in Coppa del Mondo oltre ad un successo nello sci di fondo in quel di Gällivare in Svezia nel 2006 nella gara distance di 15km in tecnica libera diventando così il primo atleta a vincere sia nel biathlon che nel fondo in modo tale da suggellare ancora di più una carriera dove ha vinto tutto.

Oggi, a 44 anni compiuti come detto, Ole Einar Bjørndalen ha annunciato il suo ritiro definitivo dalle competizioni agonistiche dopo aver omaggiato ancora una volta il pubblico mondiale nelle ultime gare dell’edizione di Coppa appena conclusasi contribuendo a dare una mano alla sua Norvegia che, negli addietro, ha reso lui stesso ancora più grande nel firmamento del mito sportivo invernale.

Quando qualcuno di grande si ritira è logico far suscitare in chiunque apprezzi lo sport in generale un qualsiasi sentimento di tristezza con magoni vari che salgono e scendono dal profondo del nostro animo, ma rimarranno vive ed indelebili le emozioni che questo grande campione ha saputo regalarci incantando le platee globali che han avuto il privilegio di vederlo all’opera.

Discesa Libera si congeda, per questa stagione con gli sport invernali vista la chiusura dei vari circuiti (Rimarranno ovviamente gli aggiornamenti più importanti in ottica per la prossima annata) e andrà a virare su contesti di gran lunga differenti da qui a tutto il periodo estivo, e per congedarsi con tutti voi non poteva non dedicare l’ultimo capitolo stagionale al più di grande di sempre che ha avuto l’infinito merito di autografare le imprese più incredibili con il suo talento e la sua magia.

Grazie di tutto, Ole Einar.

https://www.youtube.com/watch?v=C3zBMRdbFVQ

2018, l’anno d’oro dell’Italia negli sport invernali: Greggio e Goggia in auge su tutti

Alla scoperta della stagione degli azzurri nei vari circuiti di Coppa del Mondo

Goggia

Nell’articolo di ieri abbiamo disquisito di quanto sia stata intensa, in senso generale, la stagione agonistica sulle nevi nei vari circuiti di Coppa del Mondo in questo 2018.

Ci eravamo lasciati con la promessa di parlare degli azzurri evidenziando quelli che sono stati i risultati che hanno contraddistinto la maggior parte delle discipline e, si può dire tranquillamente, che i risultati sono stati altamente confortanti: siamo a ben otto sfere di cristallo già portate a casa con la possibilità (Come fra poco vedremo) di incrementare ancora il bottino.

Menzione immediata per la donna più veloce del pianeta nonché una delle migliori sciatrici di sempre che dà, al nostro paese, un grande lustro sportivo e non soltanto: si sta parlando ovviamente della meravigliosa Valentina Greggio che proprio nel weekend appena terminato a portato a casa, sulle nevi svedesi,  la quarta Coppa del Mondo di Sci di Velocità di fila proseguendo in un filotto incredibile di vittorie consecutive portando il livello al numero 25 e creando un vero e proprio solco con tutto il resto delle avversarie creando una progressione impressionante in termini tecnici e di risultati che ha fatto sognare tutti gli appassionati della velocità più pura; Greggio sempre più nel mito che si avvicina sempre più ai risultati delle grandi del passati che portano i nomi e i cognomi Tracie Sachs e Sanna Tidstrand, le uniche a vincere 5 sfere di cristallo in questo sport; sfere di cristallo che potrebbero aumentare per l’Italia con l’opportunità, da parte di Simone Origone, di conquistarne un’altra cercando di battere Manuel Kramer, suo rivale austriaco, in una fantastica battaglia che al momento vede i due atleti parificati in classifica a due gare dal termine della stagione; l’appuntamento sarà il 6 e il 7 aprile in quel di Grandvalira in Romania per capire l’epilogo.

Detto dello Sci di Velocità, i riflettori li puntiamo su Sofia Goggia e lo Sci Alpino: l’aver vinto la medaglia olimpica in discesa libera è stato un momento altamente importante per lei e per lo sport italiano conquistando un risultato aspettato da lungo tempo che ha dato delle certezze importanti, ma la nostra fuoriclasse della velocità alpina non si è fermata qua e, in un testa a testa incredibile nella finale di Åre, pur classificandosi seconda nella decisiva prova di discesa alle spalle di Lindsey Vonn è riuscita a prevalere sulla statunitense portandosi a casa la prima coppa di specialità della sua carriera suggellando così una stagione incredibile e sicuramente indimenticabile che ha segnato una tappa del suo percorso di crescita il quale, siam certi, sia ancora all’inizio e che la porterà lontano. Un talento straordinario coadiuvato anche da una splendida Federica Brignone che l’Italia probabilmente non vedeva nella sua essenza più profonda da tanto, troppo tempo. Sofia ha regalato all’Italia la Coppa del Mondo di discesa libera dall’ultima portata a casa da Isolde Kostner ben 16 primavere fa nel 2002.

Sci Alpino che ha visto l’affermazione anche l’acuto di Peter Fill: in una stagione purtroppo avara di soddisfazioni per gli uomini sia in campo tecnico che in campo veloce a parte la splendida vittoria di Dominik Paris a Bormio sulla Stelvio e , il nostro atleta atleta di Bressanone dopo due sfere di cristallo di fila nei scorsi due anni in discesa libera quest’anno ha vinto quella di combinata alpina grazie ai piazzamenti nelle due gare previste (Secondo posto a Bormio, terzo a Wengen). Di certo una piccola luce all’interno di un movimento che, siamo certi, si aspettava molto più e che farà sicuramente meglio nella stagione che verrà viste le potenzialità che detiene nelle sue ampie faretre.

Italia che ha visto la sua stagione crescere di livello in maniera prepotente e decisiva nello snowboard attraverso una tripletta di valore incredibile: a Michela Moioli spetta naturalmente la copertina d’oro per l’Italia in questo sport; in categoria cross ha fatto la voce più grossa possibile ripercorrendo le stesse orme di Goggia in quel dell’Alpino: medaglia olimpica del metallo più pregiato e coppa del mondo di specialità. La ventiduenne bergamasca ha saputo rialzarsi al meglio dopo l’infortunio di Sochi nel 2014 e si è presa con estrema determinazione tutto ciò che il fato aveva momentaneamente sottratto al suo infinito talento. Snowboardcross che ha arricchito in ambito azzurro il suo bottino grazie alla coppia composta da Emanuel Perathoner ed Omar Visintin i quali, nella specialità a coppie maschile, han portato a casa la Coppa del Mondo attraverso uno score che parla di due vittorie ed a ottimi piazzamenti. Piazzamenti che han fatto bene anche a Roland Fischnaller che a 37 anni ha completato l’opera conquistando la sfera di cristallo in modalità PSL numero 3 della sua grande carriera trionfando nell’ultima gara in scena a Winteberg prevalendo proprio al termine della stagione sul russo Loginov. L’ennesima dimostrazione che, spesso, la carta di identità rivela dei numeri in eccesso solo nelle biografie e non nelle piste in un periodo in cui il talento sta anche allungandosi dal punto di vista anagrafico facendo rimanere intatti i risultati di valore.

Altri successi li abbiamo raccolti nel Biathlon: avevamo lasciato la nostra staffetta mista in un risultato prestigiosissimo sul palcoscenico olimpico nella conquista di una storica medaglia di bronzo per l’Italia, oggi invece la ritroviamo sul gradino più alto del podio ma con gli stessi soggetti in Coppa del Mondo: Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer han portato i nostri colori alla vittoria per la prima volta nella storia in questo format di gara a Kontiolahti dove la nostra truppa azzurra ha realizzato una gara leggendaria che entra di diritto nella storia del Biathlon a conferma di come il nostro movimento sia in crescita. Un grandissimo Hofer nella parte finale ha fatto la differenza arrivando davanti all’Ucraina e alla Norvegia che con il terzo posto di Tarej Boe compromette la conquista della sfera di cristallo.

E come non menzionare infine anche la nostra Francesca Lollobrigida nello speed skating che classificandosi al terzo posto nella MS di Minsk, ha portato a casa la seconda sfera di cristallo della sua carriera dopo il trionfo datato 2014. Una soddisfazione enorme per la fuoriclasse di Frascati che pone in essere una splendida doppietta dopo l’oro europeo arrivato quest’anno in quel di Kolomna.

Una menzione d’obbligo va anche al nostro Chicco Pellegrino: non avrà vinto sfere di cristallo overall o di specialità il nostro campione del mondo e vice campione olimpico valdostano, ed oggettivamente contro un Klæbo in queste condizioni era un “tantino” difficile, ma è stato tenace ed ha tenuto duro sino al termine della stagione risultando l’unico in grado di mettere in seria difficoltà nelle gare sprint il fuoriclasse norvegese: Chicco ha dimostrando sia in ottica olimpica che in quella di coppa di potersela giocare al meglio delle sue possibilità e le vittorie ottenute a Dresda e a Lahti dove nemmeno Klæbo è riuscito a tener botta all’atleta delle fiamme oro, lasciano sperare davvero in positivo per la stagione che verrà. Chicco è cresciuto tantissimo dai mondiali dello scorso anno, e senza dubbio, ha tutte le carte in regola per continuare a recitare una parte da protagonista nel fondo a 360°.

L’Italia quindi mette agli archivi una stagione sin qui positiva: con tante luci e qualche ombra ma con la consapevolezza di avere dei margini di miglioramento notevolissimi. Margini già visti in quel di PyeongChang che han messo in risalto delle qualità notevoli da parte dei nostri azzurri che, aspettando la conclusione definitiva delle gare, in ambito invernale han detenuto un bottino notevole in fatto di vittorie, piazzamenti, e sfere di cristallo.

L’auspicio è che possano migliorare questi risultati attraverso anche un maggiore impegno che il nostro stato può dare in sede di supporto ai nostri atleti e agli addetti ai lavori per migliorare sensibilmente il tutto e dare una marcia in più ad essi mettendo a disposizione ancora più mezzi e strutture per far esprimere al meglio il loro talento, la loro audacia, e il loro spirito di sacrificio.

L’Italia c’è più che mai.

La fine di una grande stagione di Coppa del Mondo

Si tirano le somme mentre le varie discipline agonistiche una dopo l’altra cominciano a far calare i sipari di fine stagione

Fourcade

Sembra davvero ieri che sia partita la stagione agonistica sulle nevi, eppure eccoci quasi all’epilogo della stessa.

Con l’avvento di marzo di chiudono una dopo l’altra le discipline e le varie competizioni di Coppa del Mondo in una stagione altamente intensa ed emozionante che ha visto il suo culmine con lo svolgimento delle XXIII Olimpiadi Invernali quest’anno di scena PyeongChang in quel della Corea del Sud.

Dei giochi a cinque cerchi abbiamo parlato in continuazione soprattutto nello scorso mese quando erano in corso, adesso però è il caso di tirare le somme e parlare di quelli che sono stati i protagonisti più grandi in questa edizione 2017/18 di Coppa (Degli italiani, nello specifico, ne parlerò domani).

Come non partire dallo Sci Alpino, come non partire da Marcel Hirscher, il dominatore. Di lui abbiamo parlato in tutte le salse soprattutto in ottica olimpica, ma ciò che ha realizzato quest’anno in ottica sfera di cristallo è stato un qualcosa di incredibile; partito ad inizio anno con un malleolo fratturato è paradossalmente ritornato più forte di prima. Nessuna incertezza, nessun freno, è stato semplicemente dominante. Ha travolto con la sua forza e la sua tecnica unica tutto e tutti a partire dal povero Kristoffersen, altro assoluto Campione con la C maiuscola che ha avuto la sfortuna di trovarsi nell’era del più grande sciatore di sempre. Se vince 7 Coppe del Mondo di fila vuol dire che sei oltre la Leggenda, schizzi direttamente nel mito ed entri a far parte del firmamento dei più grandi sportivi generali di ogni tempo; e questa scia la sta seguendo la signorina Mikaela Shiffrin che non manca l’appuntamento con la Seconda sfera di cristallo di fila e che, al di là di una seconda parte di stagione un pò altalenante dove probabilmente le pressioni sono state fin troppe ed esagerate anche per un’atleta del suo calibro, ha sempre risposto presente in ogni gara dando il massimo riprendendosi ampiamente il suo scettro verso la battendo record su record non ancora a 23 primavere compiute mettendo un serio monito all’avvenire ribadendo che il futuro è davvero adesso.

Capitolo fondo. Sarebbe fin troppo semplice parlare di Marit Bjørgen. Non ci sono più parole davvero per definire un’atleta di questo tipo semplicemente perché le abbiamo esaurite tutte. Penso che difficilmente si vedrà nella storia un’altra atleta che abbia una simile tecnicità ma soprattutto una mentalità di approccio del genere. Non fa lo sport, lo ama e lo fa diventare parte di sé. Ma il mondo non si ferma ovviamente a lei, e quindi menzione d’onore per Heidi Weng, l’altra norvegese che si è affermata quest’anno e che assieme alle varie Oestberg, Nilsson, e Parmakoski, si candida ad un ruolo da protagonista nell’immediato futuro; stagione meravigliosa per la ventiseienne di Enebakk che vince la sua seconda Coppa del Mondo dimostrando di essere performante e polivalente su più tracciati. Di sicuro nell’ambito femminile avremo più combattività rispetto a quello maschile… Già, perchè qui il signor Johannes Hœsflot Klæbo ha praticamente messo in chiaro che da qui a parecchi anni non ce ne sarà proprio per nessuno. Un martello, in salita ha una tecnica praticamente unica che sembra essere una sorta di Bolt sugli sci: ha avuto un miglioramento incredibile in una stagione dove l’unico in grado di dargli fastidio e di tenergli testa è stato il nostro Chicco Pellegrino. Un autentico dominatore per tutta la stagione con evidentissimi margini di miglioramento per l’immediato futuro. Ma al di là della tenacia quando hai davanti un fuoriclasse del genere hai poco da fare e da rammaricarti: puoi solo stringergli la mano e dirgli bravo e rendergli gli omaggi del caso. Chicco ha avuto, qui, la stessa sfortuna di Kristoffersen con Hirscher nello sci alpino. Siamo su mondi lontani anni luce. Quando madre natura ti premia con simili mezzi, c’è davvero solo da prenderne atto e riconoscere i meriti.

Mentre in Combinata a trionfare e a spezzare lo storico equilibrio tedesco è stato un fortissimo e regolare Akito Watabe che ha regalato al Giappone una storica Coppa del Mondo, quanto riguarda il Salto (Maschile, nel femminile siamo in attesa del crisma dell’ufficialità per una strepitosa Marit Lundby) ha riconosciuto il talento immenso ancora una volta di Kamil Stoch che ha dato l’accelerata definitiva nella fase finale della stagione dimostrando di fare letteralmente un altro sport rispetto agli avversari volando al di là di ogni più rosea previsione. Un campione stratosferico che, anno dopo anno, si sta avvicinando al mito di Matti Nykänen a dimostrazione della sicurezza posseduta e della tempra d’acciaio che contraddistingue questo meraviglioso atleta. Serietà, impeccabilità, ma soprattutto esempio in fatto di dedizione al proprio mestiere e alla preparazione di ogni gara.

Per non parlare del Biathlon, che ci ha regalato probabilmente il più bel dualismo invernale di quest’anno con Martin Fourcade e Johannes Boe che si sono affrontati senza esclusione di colpi in una serie di podi incredibile e probabilmente inarrivabile. Nell’arco di una settimana capiremo chi sarà a trionfare ma visto ciò che abbiam assistito bisognerebbe dividere la Coppa in due davanti a questi mostruosi atleti in particolare, Martin, che ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta francese più forte di ogni tempo. Tra le donne tutto ancora in gioco con Makarainen che dovrà guardarsi le spalle dalla Kuzminá avendo praticamente dilapidato il vantaggio nelle ultime gare.

Degli azzurri come detto tratterò un capitolo a parte considerando che, i successi e le soddisfazioni sono state molte in tantissimi sport, l’ultima proprio ieri con la Coppa vinta da Perathoner e Visentin nel parallelo di Snowboard. A dimostrazione che, se credi nel lavoro che fai, vedi sempre il sole oltre le nuvole e puoi arpionare quelli che sono i tuoi sogni più profondi. Snowboard che ha visto l’ennesima dimostrazione leggendaria di Kingsbury che ha messo per l’ennesima volta in risalto le sue qualità vincendo la settima Coppa del Mondo consecutiva raggiungendo in questa speciale classifica del prestigioso seven Marcel Hirscher.

Una stagione quindi incredibile che lascia presagire tantissime buone cose per quella che verrà con la consapevolezza che, tutti noi che stiamo assistendo a questo magico spettacolo, siamo testimoni probabilmente della più grande era di sempre; avere dei Campioni è naturale in ogni contesto tempistico, avere davanti i migliori di sempre però no, non è da tutti. Reputiamoci fortunati.

L’azzurro sempre più dominante nel gelo di Åre

Nel Super-G protagonisti Goggia ed Innerhofer per un pronto riscatto azzurro tra conferme e certezze

Goggia

Non ce ne sta davvero per nessuno.

Oggi grande giornata sulle nevi scandinave tra Åre ed Oslo nelle gare di Sci Alpino e di Biathlon dove, l’Italia ha svolto un ruolo importantissimo e notevole nel primo.

Partiamo naturalmente dalle donne dove la fuoriclasse bergamasca Sofia Goggia sfodera una gara sontuosa e conquista il Super-G di Are precedendo Viktoria Rebensburg e Lindsey Vonn andando ad aggiungere un’altra perla ad una strepitosa stagione portando a casa un altro podio dopo quello di ieri in discesa condito dalla coppa di specialità. Per la nostra campionessa si tratta della quinta vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Tina Weirather con il settimo posto porta comunque a casa la sfera di cristallo di Super-G visto che la Gut uscendo di gara non ha potuto insidiare una classifica di per sé già decisa in precedenza.

E’ ancora presto, forse, per parlare di passaggio di consegne, ma la certezza è che la nostra nazionale ha per le mani qualcosa di veramente grandioso con la sensazione che il futuro sia davvero adesso. Meravigliosa Sofia.

Tra gli uomini arriva invece una grandissima soddisfazione più che meritata dopo un anno travagliato e un periodo buio per i nostri colori: da segnalare quindi il riscatto di Christof Innerhofer che ha messo a segno oggi un altro grande podio azzurro!!! Nel Super-G maschile ad Åre si impone un ancora grande Vincent Kriechmayr che fa un back-to-back notevole dopo la vittoria di ieri in discesa libera in condominio con Mattias Mayer davanti al nostro azzurro; Chris  si riscatta dopo una serie di gare acerbe prendendosi una seconda posizione notevole che deve essere un punto di partenza per la stagione che verrà. Lo avevamo visto un pò abbacchiato nell’intervista post PyeongChang dopo la delusione cocente in quel delle Olimpiadi: questo di oggi è la dimostrazione che il nostro campione ha ancora molto da dare con tutta la forza e la volontà che mette assieme alla sua infinita classe. Concludono terzi a pari merito Aksel Lund Svindal e Thomas Dressen. Chiude invece sesto Kjetil Jansrud che già aveva conquistato la coppa di specialità.

Nel Biathlon in quel di Oslo sono andate in scena le gare sprint sia al femminile che al maschile; in quel delle donne acuto di Anastasiya Kuzminá: la slovacca fa sua la gara trovando già il ritmo pieno dopo un primo poligono zoppicante e trovandosi a pieno agio sugli sci e in particolare al secondo tiro. Classifica che per lei si fa migliore considerando che Makarainen oggi ha svolto una gara opaca chiudendo soltanto quarantesima. Completano il podio Domracheva e Dzhima rispettivamente seconda e terza. Tanto rammarico per i nostri colori con Wierer che poteva arpionare un podio ma che nell’ultimo poligono dice addio a tali speranze con 3 errori consecutivi e alla fine chiude trentanovesima. Meglio ha fatto Vittozzi che ha chiuso decima. Attardate il resto delle altre italiane;

tra gli uomini invece la vittoria è andata a sorpresa al classe 1986 Henrik L’Abee-Lund, norvegese, che realizza una gara a dir poco sontuosa andando a precedere Johannes Boe e Martin Fourcade, ancora una volta sul podio entrambi, realizzando un’impresa incredibile per un atleta non più giovanissimo che prende a 32 anni la prima vittoria in un format complicatissimo come quello di Oslo. Un grande plauso a Lukas Hofer che compie una giornata incredibile macchiata da un solo errore il quale, probabilmente, gli ha fatto costare sfortunatamente la vittoria, e chiude in quinta posizione.

Nel tardo pomeriggio si concluderà questa fantastica giornata sugli sci con la gara dal trampolino grande a Trondheim nel salto con gli sci maschile dove, Kamil Stoch, parte con tutti i favori del pronostico.