Ole Einar Bjørndalen: la stella del nord si ritira dopo aver scritto la storia

Un fuoriclasse assoluto abbandona il circuito mondiale dopo essere arrivato alla vetta di ogni format di gara

Ole Einar Bjørndalen

La storia, spesso e volentieri, ci consegna dei racconti incredibili rendendoci testimoni di essi affinché li possiamo far nostri nella memoria dopo averli vissuti per raccontare l’essenza della grandezza a tutti colori che han ancora voglia di emozionarsi e di regalarsi un pò di brividi attraverso l’ascolto di vere e proprie imprese.

Molto frequentemente tutto questo avviene all’interno del mondo dello sport dove alcune donne e alcuni uomini sono in grado di elevare la loro grandezza anche al di là dei loro risultati, approdando nelle costellazioni del mito e delle leggende in termini assoluti ed immortali.

A Drammen, in Norvegia, una città sportivamente molto nota per le gare invernali (Splendida la particolare prova di fondo tra il centro cittadino), il 27 gennaio di ben quarantaquattro primavere fa nasce uno dei più grandi atleti di tutti i tempi: all’anagrafe in questo caso i nomi e il cognome fanno capo a Ole Einar Bjørndalen.

Ole è l’atleta, con otto titoli Olimpici, 20 (VENTI!!!) Campionati del Mondo con 45 medaglie complessive più 19 di specialità, e sei sfere di cristallo, più titolato nella storia del Biathlon. Ma non solo, è una autentica leggenda vivente visto che solo da poco, superato da una immensa Marit Bjørgen fondista sua connazionale, è stato con 13 medaglie (8 ori, 4 argenti, 1 bronzo) per lungo tempo l’atleta più medaglia nella storia dei Giochi olimpici invernali.

Ciò che è stato per il biathlon Bjørndalen è paragonabile all’immensità: una dedizione TOTALE a quello che è stato un amore indissolubile verso uno sport sempre più in ascesa e sempre più popolare come il Biathlon cui ha dedicato gran parte della sua vita a 360°. Uno sport che gli ha riempito anche il cuore visto che gli ha permesso di conoscere la compagna con il quale condivide il suo tempo, la bellissima campionessa bielorussa Darya Domracheva, e che ha arricchito con la sua forza e una precisione impressionante sugli sci e, soprattutto, al poligono che gli han permesso di primeggiare in qualsiasi contesto si sia misurato.

Quando lo vedevi sugli sci in qualsiasi contesto di gara (Essendo totalmente polivalente avendo un feeling totale con i vari format), ti dava la sensazione che volesse sportivamente azzannare la gara ancora prima dello start di partenza; cosa che gli è riuscita abbastanza bene direi. Aveva uno sguardo totalmente dentro il contesto così profondo ed imperturbabile cui ti lasciava vedere soltanto la voglia e la fame di ogni vittoria che aveva.

Quando hai il pedegree dei più forti non puoi fare altrimenti, puoi solamente consegnarti alla storia che non potrà esimersi dal celebrarti sull’altare della gloria.

Oltre a essere bello tecnicamente, in Bjørndalen era anche dannatamente affascinante vedere il suo istinto letale che gli ha permesso di mietere successi. Come lui solo Martin Fourcade il cui francese ha già da anni intrapreso la stessa strada che probabilmente potrebbe portare a superare questo incredibile evergreen norvegese.

Non ha mai lesinato centimetri percorsi, e ha sempre gareggiato sino all’ultimo respiro ogni gara permettendogli di arpionare 95 vittorie e 179 podi in Coppa del Mondo oltre ad un successo nello sci di fondo in quel di Gällivare in Svezia nel 2006 nella gara distance di 15km in tecnica libera diventando così il primo atleta a vincere sia nel biathlon che nel fondo in modo tale da suggellare ancora di più una carriera dove ha vinto tutto.

Oggi, a 44 anni compiuti come detto, Ole Einar Bjørndalen ha annunciato il suo ritiro definitivo dalle competizioni agonistiche dopo aver omaggiato ancora una volta il pubblico mondiale nelle ultime gare dell’edizione di Coppa appena conclusasi contribuendo a dare una mano alla sua Norvegia che, negli addietro, ha reso lui stesso ancora più grande nel firmamento del mito sportivo invernale.

Quando qualcuno di grande si ritira è logico far suscitare in chiunque apprezzi lo sport in generale un qualsiasi sentimento di tristezza con magoni vari che salgono e scendono dal profondo del nostro animo, ma rimarranno vive ed indelebili le emozioni che questo grande campione ha saputo regalarci incantando le platee globali che han avuto il privilegio di vederlo all’opera.

Discesa Libera si congeda, per questa stagione con gli sport invernali vista la chiusura dei vari circuiti (Rimarranno ovviamente gli aggiornamenti più importanti in ottica per la prossima annata) e andrà a virare su contesti di gran lunga differenti da qui a tutto il periodo estivo, e per congedarsi con tutti voi non poteva non dedicare l’ultimo capitolo stagionale al più di grande di sempre che ha avuto l’infinito merito di autografare le imprese più incredibili con il suo talento e la sua magia.

Grazie di tutto, Ole Einar.

https://www.youtube.com/watch?v=C3zBMRdbFVQ

2018, l’anno d’oro dell’Italia negli sport invernali: Greggio e Goggia in auge su tutti

Alla scoperta della stagione degli azzurri nei vari circuiti di Coppa del Mondo

Goggia

Nell’articolo di ieri abbiamo disquisito di quanto sia stata intensa, in senso generale, la stagione agonistica sulle nevi nei vari circuiti di Coppa del Mondo in questo 2018.

Ci eravamo lasciati con la promessa di parlare degli azzurri evidenziando quelli che sono stati i risultati che hanno contraddistinto la maggior parte delle discipline e, si può dire tranquillamente, che i risultati sono stati altamente confortanti: siamo a ben otto sfere di cristallo già portate a casa con la possibilità (Come fra poco vedremo) di incrementare ancora il bottino.

Menzione immediata per la donna più veloce del pianeta nonché una delle migliori sciatrici di sempre che dà, al nostro paese, un grande lustro sportivo e non soltanto: si sta parlando ovviamente della meravigliosa Valentina Greggio che proprio nel weekend appena terminato a portato a casa, sulle nevi svedesi,  la quarta Coppa del Mondo di Sci di Velocità di fila proseguendo in un filotto incredibile di vittorie consecutive portando il livello al numero 25 e creando un vero e proprio solco con tutto il resto delle avversarie creando una progressione impressionante in termini tecnici e di risultati che ha fatto sognare tutti gli appassionati della velocità più pura; Greggio sempre più nel mito che si avvicina sempre più ai risultati delle grandi del passati che portano i nomi e i cognomi Tracie Sachs e Sanna Tidstrand, le uniche a vincere 5 sfere di cristallo in questo sport; sfere di cristallo che potrebbero aumentare per l’Italia con l’opportunità, da parte di Simone Origone, di conquistarne un’altra cercando di battere Manuel Kramer, suo rivale austriaco, in una fantastica battaglia che al momento vede i due atleti parificati in classifica a due gare dal termine della stagione; l’appuntamento sarà il 6 e il 7 aprile in quel di Grandvalira in Romania per capire l’epilogo.

Detto dello Sci di Velocità, i riflettori li puntiamo su Sofia Goggia e lo Sci Alpino: l’aver vinto la medaglia olimpica in discesa libera è stato un momento altamente importante per lei e per lo sport italiano conquistando un risultato aspettato da lungo tempo che ha dato delle certezze importanti, ma la nostra fuoriclasse della velocità alpina non si è fermata qua e, in un testa a testa incredibile nella finale di Åre, pur classificandosi seconda nella decisiva prova di discesa alle spalle di Lindsey Vonn è riuscita a prevalere sulla statunitense portandosi a casa la prima coppa di specialità della sua carriera suggellando così una stagione incredibile e sicuramente indimenticabile che ha segnato una tappa del suo percorso di crescita il quale, siam certi, sia ancora all’inizio e che la porterà lontano. Un talento straordinario coadiuvato anche da una splendida Federica Brignone che l’Italia probabilmente non vedeva nella sua essenza più profonda da tanto, troppo tempo. Sofia ha regalato all’Italia la Coppa del Mondo di discesa libera dall’ultima portata a casa da Isolde Kostner ben 16 primavere fa nel 2002.

Sci Alpino che ha visto l’affermazione anche l’acuto di Peter Fill: in una stagione purtroppo avara di soddisfazioni per gli uomini sia in campo tecnico che in campo veloce a parte la splendida vittoria di Dominik Paris a Bormio sulla Stelvio e , il nostro atleta atleta di Bressanone dopo due sfere di cristallo di fila nei scorsi due anni in discesa libera quest’anno ha vinto quella di combinata alpina grazie ai piazzamenti nelle due gare previste (Secondo posto a Bormio, terzo a Wengen). Di certo una piccola luce all’interno di un movimento che, siamo certi, si aspettava molto più e che farà sicuramente meglio nella stagione che verrà viste le potenzialità che detiene nelle sue ampie faretre.

Italia che ha visto la sua stagione crescere di livello in maniera prepotente e decisiva nello snowboard attraverso una tripletta di valore incredibile: a Michela Moioli spetta naturalmente la copertina d’oro per l’Italia in questo sport; in categoria cross ha fatto la voce più grossa possibile ripercorrendo le stesse orme di Goggia in quel dell’Alpino: medaglia olimpica del metallo più pregiato e coppa del mondo di specialità. La ventiduenne bergamasca ha saputo rialzarsi al meglio dopo l’infortunio di Sochi nel 2014 e si è presa con estrema determinazione tutto ciò che il fato aveva momentaneamente sottratto al suo infinito talento. Snowboardcross che ha arricchito in ambito azzurro il suo bottino grazie alla coppia composta da Emanuel Perathoner ed Omar Visintin i quali, nella specialità a coppie maschile, han portato a casa la Coppa del Mondo attraverso uno score che parla di due vittorie ed a ottimi piazzamenti. Piazzamenti che han fatto bene anche a Roland Fischnaller che a 37 anni ha completato l’opera conquistando la sfera di cristallo in modalità PSL numero 3 della sua grande carriera trionfando nell’ultima gara in scena a Winteberg prevalendo proprio al termine della stagione sul russo Loginov. L’ennesima dimostrazione che, spesso, la carta di identità rivela dei numeri in eccesso solo nelle biografie e non nelle piste in un periodo in cui il talento sta anche allungandosi dal punto di vista anagrafico facendo rimanere intatti i risultati di valore.

Altri successi li abbiamo raccolti nel Biathlon: avevamo lasciato la nostra staffetta mista in un risultato prestigiosissimo sul palcoscenico olimpico nella conquista di una storica medaglia di bronzo per l’Italia, oggi invece la ritroviamo sul gradino più alto del podio ma con gli stessi soggetti in Coppa del Mondo: Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer han portato i nostri colori alla vittoria per la prima volta nella storia in questo format di gara a Kontiolahti dove la nostra truppa azzurra ha realizzato una gara leggendaria che entra di diritto nella storia del Biathlon a conferma di come il nostro movimento sia in crescita. Un grandissimo Hofer nella parte finale ha fatto la differenza arrivando davanti all’Ucraina e alla Norvegia che con il terzo posto di Tarej Boe compromette la conquista della sfera di cristallo.

E come non menzionare infine anche la nostra Francesca Lollobrigida nello speed skating che classificandosi al terzo posto nella MS di Minsk, ha portato a casa la seconda sfera di cristallo della sua carriera dopo il trionfo datato 2014. Una soddisfazione enorme per la fuoriclasse di Frascati che pone in essere una splendida doppietta dopo l’oro europeo arrivato quest’anno in quel di Kolomna.

Una menzione d’obbligo va anche al nostro Chicco Pellegrino: non avrà vinto sfere di cristallo overall o di specialità il nostro campione del mondo e vice campione olimpico valdostano, ed oggettivamente contro un Klæbo in queste condizioni era un “tantino” difficile, ma è stato tenace ed ha tenuto duro sino al termine della stagione risultando l’unico in grado di mettere in seria difficoltà nelle gare sprint il fuoriclasse norvegese: Chicco ha dimostrando sia in ottica olimpica che in quella di coppa di potersela giocare al meglio delle sue possibilità e le vittorie ottenute a Dresda e a Lahti dove nemmeno Klæbo è riuscito a tener botta all’atleta delle fiamme oro, lasciano sperare davvero in positivo per la stagione che verrà. Chicco è cresciuto tantissimo dai mondiali dello scorso anno, e senza dubbio, ha tutte le carte in regola per continuare a recitare una parte da protagonista nel fondo a 360°.

L’Italia quindi mette agli archivi una stagione sin qui positiva: con tante luci e qualche ombra ma con la consapevolezza di avere dei margini di miglioramento notevolissimi. Margini già visti in quel di PyeongChang che han messo in risalto delle qualità notevoli da parte dei nostri azzurri che, aspettando la conclusione definitiva delle gare, in ambito invernale han detenuto un bottino notevole in fatto di vittorie, piazzamenti, e sfere di cristallo.

L’auspicio è che possano migliorare questi risultati attraverso anche un maggiore impegno che il nostro stato può dare in sede di supporto ai nostri atleti e agli addetti ai lavori per migliorare sensibilmente il tutto e dare una marcia in più ad essi mettendo a disposizione ancora più mezzi e strutture per far esprimere al meglio il loro talento, la loro audacia, e il loro spirito di sacrificio.

L’Italia c’è più che mai.

La fine di una grande stagione di Coppa del Mondo

Si tirano le somme mentre le varie discipline agonistiche una dopo l’altra cominciano a far calare i sipari di fine stagione

Fourcade

Sembra davvero ieri che sia partita la stagione agonistica sulle nevi, eppure eccoci quasi all’epilogo della stessa.

Con l’avvento di marzo di chiudono una dopo l’altra le discipline e le varie competizioni di Coppa del Mondo in una stagione altamente intensa ed emozionante che ha visto il suo culmine con lo svolgimento delle XXIII Olimpiadi Invernali quest’anno di scena PyeongChang in quel della Corea del Sud.

Dei giochi a cinque cerchi abbiamo parlato in continuazione soprattutto nello scorso mese quando erano in corso, adesso però è il caso di tirare le somme e parlare di quelli che sono stati i protagonisti più grandi in questa edizione 2017/18 di Coppa (Degli italiani, nello specifico, ne parlerò domani).

Come non partire dallo Sci Alpino, come non partire da Marcel Hirscher, il dominatore. Di lui abbiamo parlato in tutte le salse soprattutto in ottica olimpica, ma ciò che ha realizzato quest’anno in ottica sfera di cristallo è stato un qualcosa di incredibile; partito ad inizio anno con un malleolo fratturato è paradossalmente ritornato più forte di prima. Nessuna incertezza, nessun freno, è stato semplicemente dominante. Ha travolto con la sua forza e la sua tecnica unica tutto e tutti a partire dal povero Kristoffersen, altro assoluto Campione con la C maiuscola che ha avuto la sfortuna di trovarsi nell’era del più grande sciatore di sempre. Se vince 7 Coppe del Mondo di fila vuol dire che sei oltre la Leggenda, schizzi direttamente nel mito ed entri a far parte del firmamento dei più grandi sportivi generali di ogni tempo; e questa scia la sta seguendo la signorina Mikaela Shiffrin che non manca l’appuntamento con la Seconda sfera di cristallo di fila e che, al di là di una seconda parte di stagione un pò altalenante dove probabilmente le pressioni sono state fin troppe ed esagerate anche per un’atleta del suo calibro, ha sempre risposto presente in ogni gara dando il massimo riprendendosi ampiamente il suo scettro verso la battendo record su record non ancora a 23 primavere compiute mettendo un serio monito all’avvenire ribadendo che il futuro è davvero adesso.

Capitolo fondo. Sarebbe fin troppo semplice parlare di Marit Bjørgen. Non ci sono più parole davvero per definire un’atleta di questo tipo semplicemente perché le abbiamo esaurite tutte. Penso che difficilmente si vedrà nella storia un’altra atleta che abbia una simile tecnicità ma soprattutto una mentalità di approccio del genere. Non fa lo sport, lo ama e lo fa diventare parte di sé. Ma il mondo non si ferma ovviamente a lei, e quindi menzione d’onore per Heidi Weng, l’altra norvegese che si è affermata quest’anno e che assieme alle varie Oestberg, Nilsson, e Parmakoski, si candida ad un ruolo da protagonista nell’immediato futuro; stagione meravigliosa per la ventiseienne di Enebakk che vince la sua seconda Coppa del Mondo dimostrando di essere performante e polivalente su più tracciati. Di sicuro nell’ambito femminile avremo più combattività rispetto a quello maschile… Già, perchè qui il signor Johannes Hœsflot Klæbo ha praticamente messo in chiaro che da qui a parecchi anni non ce ne sarà proprio per nessuno. Un martello, in salita ha una tecnica praticamente unica che sembra essere una sorta di Bolt sugli sci: ha avuto un miglioramento incredibile in una stagione dove l’unico in grado di dargli fastidio e di tenergli testa è stato il nostro Chicco Pellegrino. Un autentico dominatore per tutta la stagione con evidentissimi margini di miglioramento per l’immediato futuro. Ma al di là della tenacia quando hai davanti un fuoriclasse del genere hai poco da fare e da rammaricarti: puoi solo stringergli la mano e dirgli bravo e rendergli gli omaggi del caso. Chicco ha avuto, qui, la stessa sfortuna di Kristoffersen con Hirscher nello sci alpino. Siamo su mondi lontani anni luce. Quando madre natura ti premia con simili mezzi, c’è davvero solo da prenderne atto e riconoscere i meriti.

Mentre in Combinata a trionfare e a spezzare lo storico equilibrio tedesco è stato un fortissimo e regolare Akito Watabe che ha regalato al Giappone una storica Coppa del Mondo, quanto riguarda il Salto (Maschile, nel femminile siamo in attesa del crisma dell’ufficialità per una strepitosa Marit Lundby) ha riconosciuto il talento immenso ancora una volta di Kamil Stoch che ha dato l’accelerata definitiva nella fase finale della stagione dimostrando di fare letteralmente un altro sport rispetto agli avversari volando al di là di ogni più rosea previsione. Un campione stratosferico che, anno dopo anno, si sta avvicinando al mito di Matti Nykänen a dimostrazione della sicurezza posseduta e della tempra d’acciaio che contraddistingue questo meraviglioso atleta. Serietà, impeccabilità, ma soprattutto esempio in fatto di dedizione al proprio mestiere e alla preparazione di ogni gara.

Per non parlare del Biathlon, che ci ha regalato probabilmente il più bel dualismo invernale di quest’anno con Martin Fourcade e Johannes Boe che si sono affrontati senza esclusione di colpi in una serie di podi incredibile e probabilmente inarrivabile. Nell’arco di una settimana capiremo chi sarà a trionfare ma visto ciò che abbiam assistito bisognerebbe dividere la Coppa in due davanti a questi mostruosi atleti in particolare, Martin, che ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta francese più forte di ogni tempo. Tra le donne tutto ancora in gioco con Makarainen che dovrà guardarsi le spalle dalla Kuzminá avendo praticamente dilapidato il vantaggio nelle ultime gare.

Degli azzurri come detto tratterò un capitolo a parte considerando che, i successi e le soddisfazioni sono state molte in tantissimi sport, l’ultima proprio ieri con la Coppa vinta da Perathoner e Visentin nel parallelo di Snowboard. A dimostrazione che, se credi nel lavoro che fai, vedi sempre il sole oltre le nuvole e puoi arpionare quelli che sono i tuoi sogni più profondi. Snowboard che ha visto l’ennesima dimostrazione leggendaria di Kingsbury che ha messo per l’ennesima volta in risalto le sue qualità vincendo la settima Coppa del Mondo consecutiva raggiungendo in questa speciale classifica del prestigioso seven Marcel Hirscher.

Una stagione quindi incredibile che lascia presagire tantissime buone cose per quella che verrà con la consapevolezza che, tutti noi che stiamo assistendo a questo magico spettacolo, siamo testimoni probabilmente della più grande era di sempre; avere dei Campioni è naturale in ogni contesto tempistico, avere davanti i migliori di sempre però no, non è da tutti. Reputiamoci fortunati.

L’azzurro sempre più dominante nel gelo di Åre

Nel Super-G protagonisti Goggia ed Innerhofer per un pronto riscatto azzurro tra conferme e certezze

Goggia

Non ce ne sta davvero per nessuno.

Oggi grande giornata sulle nevi scandinave tra Åre ed Oslo nelle gare di Sci Alpino e di Biathlon dove, l’Italia ha svolto un ruolo importantissimo e notevole nel primo.

Partiamo naturalmente dalle donne dove la fuoriclasse bergamasca Sofia Goggia sfodera una gara sontuosa e conquista il Super-G di Are precedendo Viktoria Rebensburg e Lindsey Vonn andando ad aggiungere un’altra perla ad una strepitosa stagione portando a casa un altro podio dopo quello di ieri in discesa condito dalla coppa di specialità. Per la nostra campionessa si tratta della quinta vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Tina Weirather con il settimo posto porta comunque a casa la sfera di cristallo di Super-G visto che la Gut uscendo di gara non ha potuto insidiare una classifica di per sé già decisa in precedenza.

E’ ancora presto, forse, per parlare di passaggio di consegne, ma la certezza è che la nostra nazionale ha per le mani qualcosa di veramente grandioso con la sensazione che il futuro sia davvero adesso. Meravigliosa Sofia.

Tra gli uomini arriva invece una grandissima soddisfazione più che meritata dopo un anno travagliato e un periodo buio per i nostri colori: da segnalare quindi il riscatto di Christof Innerhofer che ha messo a segno oggi un altro grande podio azzurro!!! Nel Super-G maschile ad Åre si impone un ancora grande Vincent Kriechmayr che fa un back-to-back notevole dopo la vittoria di ieri in discesa libera in condominio con Mattias Mayer davanti al nostro azzurro; Chris  si riscatta dopo una serie di gare acerbe prendendosi una seconda posizione notevole che deve essere un punto di partenza per la stagione che verrà. Lo avevamo visto un pò abbacchiato nell’intervista post PyeongChang dopo la delusione cocente in quel delle Olimpiadi: questo di oggi è la dimostrazione che il nostro campione ha ancora molto da dare con tutta la forza e la volontà che mette assieme alla sua infinita classe. Concludono terzi a pari merito Aksel Lund Svindal e Thomas Dressen. Chiude invece sesto Kjetil Jansrud che già aveva conquistato la coppa di specialità.

Nel Biathlon in quel di Oslo sono andate in scena le gare sprint sia al femminile che al maschile; in quel delle donne acuto di Anastasiya Kuzminá: la slovacca fa sua la gara trovando già il ritmo pieno dopo un primo poligono zoppicante e trovandosi a pieno agio sugli sci e in particolare al secondo tiro. Classifica che per lei si fa migliore considerando che Makarainen oggi ha svolto una gara opaca chiudendo soltanto quarantesima. Completano il podio Domracheva e Dzhima rispettivamente seconda e terza. Tanto rammarico per i nostri colori con Wierer che poteva arpionare un podio ma che nell’ultimo poligono dice addio a tali speranze con 3 errori consecutivi e alla fine chiude trentanovesima. Meglio ha fatto Vittozzi che ha chiuso decima. Attardate il resto delle altre italiane;

tra gli uomini invece la vittoria è andata a sorpresa al classe 1986 Henrik L’Abee-Lund, norvegese, che realizza una gara a dir poco sontuosa andando a precedere Johannes Boe e Martin Fourcade, ancora una volta sul podio entrambi, realizzando un’impresa incredibile per un atleta non più giovanissimo che prende a 32 anni la prima vittoria in un format complicatissimo come quello di Oslo. Un grande plauso a Lukas Hofer che compie una giornata incredibile macchiata da un solo errore il quale, probabilmente, gli ha fatto costare sfortunatamente la vittoria, e chiude in quinta posizione.

Nel tardo pomeriggio si concluderà questa fantastica giornata sugli sci con la gara dal trampolino grande a Trondheim nel salto con gli sci maschile dove, Kamil Stoch, parte con tutti i favori del pronostico.

Monsieur Le Biathlon: Martin Fourcade

Viaggio alla scoperta del campione dei campioni francese

Fourcade

Monsieur Le Biathlon.

Ma è riduttivo. Quando vedo un atleta come Martin Fourcade, mi sovviene sempre un gesto che sostanzialmente è lo stesso di Henry Ford quando notava per strada un’Alfa Romeo, ossia mi tolgo il cappello.

Già, ma d’altronde non si può fare altrimenti quando non soltanto sei dominante ma pure ti metti in testa, con le tue gesta, di appassionare milioni di persone al tuo sport, il Biathlon, lanciandolo nell’ascesa più totale.

In due capoversi, semplicemente, è raccontata la storia recente di questo ragazzo di quasi 30 primavere nato a Céret in Francia in quel dell’Occitania al confine franco-catalano che nell’arco di sette anni è riuscito nell’impresa di diventare l’atleta francese più vincente della storia transalpina.

No, chi vi scrive non ha bevuto o non sta di certo esagerando, perché Fourcade è andato ben al di là incredibilmente di imprese come quelle di Zidane, di Platini, di Killy, come Loeb sebbene il Biathlon non sia (Ancora) così mainstream come altri sport come può essere il calcio o il rally.

Quando qualcuno ha talento da vendere, quando vedi che ha proprio negli occhi quello sguardo colmo di furbizia e di sete da vittoria sin dall’inizio, non puoi che arrenderti alla considerazione che se uno è predestinato, allora le possibilità che riesca nei propri intenti sono notevolissime.

E’ il proprio il caso di Martin, perché quella sete la dimostrò subito a Vancouver nel 2010 nel momento più importante, alle Olimpiadi, quando a soli 22 anni, ai suoi primi Giochi Invernali, prese la medaglia d’argento nella gara di partenza in linea mostrando al mondo tutto il suo valore ancora non espresso.

Per atleti di questo tipo i numeri possono addirittura offendere, ma in questo caso sono assolutamente necessari per far comprendere a chi legge la caratura di questo atleta e dimostrare che non c’è esagerazione alcuna nell’identificarlo come il più forte francese di ogni epoca in ambito sportivo: già, perché da Vancouver ad oggi non si è più fermato.

Cosa dice il suo curriculum vitae è un racconto che va ai confini dell’incredibile:

Olimpiadi

7 medaglie:
5 ori (individuale, inseguimento a Soči 2014; inseguimento, partenza in linea, staffetta mista a Pyeongchang 2018);
2 argenti (partenza in linea a Vancouver 2010; partenza in linea a Soči 2014)

Campionati Del Mondo

25 medaglie:
11 ori (inseguimento a Chanty-Mansijsk 2011; sprint, inseguimento, partenza in linea a Ruhpolding 2012; individuale a Nové Město na Moravě 2013; individuale a Kontiolahti 2015; sprint, inseguimento, individuale, staffetta mista a Oslo Holmenkollen 2016; inseguimento a Hochfilzen 2017);

10 argenti (sprint a Chanty-Mansijsk 2011; staffetta a Ruhpolding 2012; sprint, inseguimento, staffetta, staffetta mista a Nové Město na Moravě 2013; staffetta mista a Kontiolahti 2015; partenza in linea a Oslo Holmenkollen 2016; staffetta, staffetta mista a Hochfilzen 2017);

4 bronzi (staffetta mista a Chanty-Mansijsk 2011; staffetta a Kontiolahti 2015; sprint, individuale a Hochfilzen 2017)

Coppa del Mondo

Vincitore della Coppa del Mondo Generale nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2016 e nel 2017;

Vincitore della Coppa del Mondo di sprint nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2016 e nel 2017;

Vincitore della Coppa del Mondo di inseguimento nel 2010, nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2016 e nel 2017;

Vincitore della Coppa del Mondo di partenza in linea nel 2013, nel 2014, nel 2016 e nel 2017;

Vincitore della Coppa del Mondo di individuale nel 2013, nel 2016, nel 2017 e nel 2018;

In più Fourcade conta 129 podi (109 individuali, 20 a squadre) con un totale fino ad oggi (E la stagione deve ancora finire…) di 67 vittorie, 36 secondi posti, e 26 terzi.

Non è solamente un atleta, è un individuo altamente Superiore che avrebbe un ruolo da protagonista qualora dovessero introdurre degli Avengers nel mondo dello sport. Ha una forza muscolare incredibile cui va a coniugare un’eleganza e un’azione pazzesca sugli sci per poi fare la differenza al poligono dove spesso e volentieri, ribadisce di essere uno dei cecchini più letali con delle percentuali a terra e soprattutto in piedi impressionanti in questo magico sport quale è il biathlon.

Quelle volte che ha sbagliato come è avvenuto a PyeongChang nella gara sprint e nell’individuale, il tutto è stato avvenuto per una eccessiva sicurezza dei suoi mezzi: sbagli dove lui ha posto le basi per le vittorie successive in inseguimento e partenza in linea. E’ questo il pedigree dei grandi Campioni con la C maiuscola, quello di resettare la sconfitta per voltare pagina nel momento stesso per porre le basi per la vittoria che verrà.

Tornando ad Henry Ford, lo stesso una volta disse che “chi ha paura degli insuccessi limita le sue attività. L’insuccesso è semplicemente un’opportunità per iniziare di nuovo, questa volta in modo più intelligente”;  il tutto mi sembra di estrema attualità in questo contesto.

Un biathleta incredibile, il migliore di ogni epoca, ma anche una persona infinitamente apprezzata anche fuori dalle piste che non ha mai risparmiato nel bene e nel male le sue valutazioni riuscendo nella sua spontaneità ad essere diretto e arguto al pari delle sue prestazioni in pista.

La sua preparazione fisica è curata nei minimi dettagli soprattutto durante la pausa estiva dove realizza le fondamenta per i successi che verranno in inverno e, nonostante una concorrenza sempre più agguerrita credetemi, lui vincerà. Vincerà eccome ancora e ancora. Potenzialmente potrà diventare un Bjørgen al maschile.

Se avete ancora dubbi sulla sua qualità indubbia che lo ha portato al vertice dello sport francese e in quello generale (Perchè degli score simili non possono che portarti al vertice a sederti con gli Dei dello sport riservandoti uno dei migliori posti per disquisire con loro, con le eccellenze), guardate questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=OZORTUYR840

Al di là del valore tecnico del fuoriclasse, a immensi esempi come Martin Fourcade bisogna dire soltanto grazie non solo per farci ammirare simili prestazioni spesso e volentieri, ma anche per essere il promoter principale di uno degli sport più belli ed incredibili in assoluto dove anche una minima variabile può far rimescolare tutte le carte in gioco e ribaltare la situazione.

Sfido io a trovare uno sport più imprevedibile del Biathlon.

Ma sfido ancor di più a trovare qualcuno in questo circuito, come lui.

Semplicemente, Monsieur Le Biathlon.

Martin Fourcade.

 

 

A PyeongChang nel terzultimo giorno brillano le gemme della danza russa

Nel biathlon la staffetta maschile conclude con la vittoria di

Zagitova

La perfezione ti rende unica. Ed è stato questo il leit motiv nelle esibizioni finali nel Pattinaggio Artistico femminile programma libero di questa notte. La differenza l’han fatta sempre loro, le meravigliose ragazze della selezione russa.

A 15 anni la Alina Zagitova coglie un oro semplicemente stratosferico con un punteggio di 156,65 regalando alla Russia una doppietta fantastica piazzando al secondo posto anche la Medvedeva, altra atleta a dir poco straordinaria. Entrambe, sicuramente, hanno già posto le basi per creare una dinastia e una rivalità che segnerà questa disciplina nel breve periodo. Terzo posto per la canadese Osmond mentre la nostra Kostner arriva sino al quinto posto salutando la carriera olimpica con un risultato di tutto rispetto.

 

Il Canada compie letteralmente un trionfo nel Freestyle categoria Ski Cross nella notte italiana. In una gara dai pronostici totalmente ribaltati, doppietta per i nord-americani con Kelsey Serwa argento a Sochi che questa volta prende l’oro, e seconda piazza per Brittany Phelan che demoliscono le velleità di vittoria per la campionessa mondiale svedese Naeslund che perde anche il podio appannaggio dell’elvetica Fanny Smith. La nostra Pixner purtroppo esce fuori di scena ai quarti di finale per una caduta.

Ancora Olanda nello Speed Skating a PyeongChang2018: Kjeld Nuis dopo i 500m vince anche i 1000m e fa una splendida doppietta andando a prendersi un grande oro con una progressione stratosferica anticipando il norvegese Lorendsen che si prende l’argento dopo aver accarezzato l’idea di prendersi il metallo più pregiato sino all’ultima batteria. Bronzo per il coreano Kim.

Grandissima medaglia d’oro per la Svezia che nella staffetta maschile di Biathlon compie un’autentica impresa e va a prendersi un successo più che meritato. In una gara contrassegnata dagli errori, la medaglia d’argento va invece alla Norvegia che sbaglia proprio all’ultimo poligono ma che va a precede la Germania sul foglio che si accontenta del bronzo. Nettamente più attardate sia la Francia che Italia.

Infine nel caso doping in quel del Curling, è stata ufficializzata la squalifica del bronzo OAR nel doppio misto e medaglia che viene assegnata alla Norvegia.

PyeongChang Day 16: programmi e orario della giornata di domani

Quasi tutti i riflettori sul pattinaggio artistico femminile

PyeongChang

La sedicesima giornata di PyeonChang ci avvia verso il weekend che decreterà la chiusura, prevista per domenica, dei XXIII Giochi Olimpici invernali.

La giornata di venerdì prevede in particolare l’attesissima battaglia tra le russe Zagitova e Medvedeva nel pattinaggio artistico femminile, nonché la chiusura del sipario nel Biathlon con la staffetta maschile.

In tutto saranno assegnati quattro titoli con un totale di dodici medaglie dal mettere al collo ai protagonisti:

Ecco gli appuntamenti in orario (Italiano) e i nostri azzurri protagonisti. La Rai coprirà il programma olimpico domani dall’01:45 alle 07:55 su Raidue, e dalle 10:55 alle 13:40 su Raisport. Il resto delle gare verranno trasmesse su Eurosport1, Eurosport 2, ed EurosportPlayer (Ricordiamo nuovamente che la visione di Eurosport sul piattaforma satellitare di Sky non prevede la programmazione olimpica). In grassetto sono contrassegnate le finali:

02:00     FREESTYLE – Ski Cross, Qualifiche e finali (Femminile) /// Eurosport1

(Lucrezia Fantelli, Debora Pixner)

02:00     PATTINAGGIO ARTISTICO – Individuale programma libero (Femminile) /// Eurosport1

(Carolina Kostner)

07:35     CURLING – Finale per il bronzo (maschile) /// Eurosport1

08:40     HOCKEY – SF (Maschile): Repubblica Ceca – OAR /// Eurosport2

11:00     SPEED SKATING – 1000m (Maschile) /// Eurosport1

(Mirko Giacomo Nenzi)

12:05    CURLING – Semifinali (Femminile) /// EurosportPlayer

12:15    BIATHLON – Staffetta (Maschile) /// Eurosport1

(Lukas Hofer, Dominik Windisch, Thomas Bormolini, Giuseppe Montello)

13:10     HOCKEY – SF (Maschile): Canada – Germania /// Eurosport2

A PyeongChang la decima sinfonia azzurra ad opera di Arianna Fontana

Out Hirscher nello slalom. Gli USA riportano dopo 20 anni il titolo olimpico nell’Hockey Femminile

Myhrer

E la decima, tanto agognata medaglia azzurra a PyeongChang, finalmente è arrivata e sempre nello Short-Track.

La protagonista è sempre la stessa, la nostra portabandiera, che ha dato le soddisfazioni più grandi ai nostri colori in Corea: Arianna Fontana.

Gara piuttosto tattica nei primi giri con Arianna che si piazza dietro e controlla la situazione sino al colpo di scena, quando negli ultimi giri si intensificano i movimenti e le coreane che si autoeliminano da sole spianando la strada all’olandese Suzanne Schulting medaglia d’oro, alla seconda classificata la canadese Kim Boutin, e ovviamente alla nostra Arianna che a PyeongChang fa segnare il seguente bottino:

ORO nei 500m

ARGENTO in Staffetta

BRONZO nei 1000m

Ottava medaglia olimpica nella storia dello Short-Track, NESSUNO come la nostra atleta della Valtellina. E sono 10 medaglie per l’Italia in questa spedizione Olimpica

Trionfo invece cinese con medaglia d’oro e record del mondo. Il protagonista è Wu che nei 500m dello Short-Track fa il vuoto e mette in ginocchio i coreani Hwang e Lim realizzando un autentico trionfo davanti al pubblico che sosteneva i due atleti asiatici. Una prova di forza incredibile che ribadisce la grandezza di questo grande atleta già campione del mondo sulla stessa distanza a Montreal nel 2014.

L’esperienza coreana dello Short-Track si conclude con la staffetta maschile: qui l’oro se lo aggiudica la formazione dell’Ungheria che vince la gara schierando tra le proprie fila S. Liu, S. S. Liu, Knoch, e Burjan che fanno segnare anche il record olimpico. Medaglia d’argento per la Cina e il Canada invece arpiona la medaglia di bronzo.

Clamorosi risultati nello slalom maschile di Sci Alpino: Con fuori Hirscher nella prima manche e Kristoffersen nella seconda (Era in testa nella prima), a 35 anni la vittoria va ad André Myhrer che regala alla Svezia un oro per lui storico. Medaglia d’argento allo svizzero Zenhaeusern staccato di 34 centesimi mentre il bronzo va all’austriaco Matt. Continua quindi la maledizione per Hirscher con l’oro nella sua specialità e non riesce a fare la tripletta in questa edizione dei Giochi comunque per lui andata alla grande con i successi in combinata e gigante. Tanto rammarico per Manfred Moelgg che aveva chiuso quarto la prima frazione ma poi, un errore nella seconda, compromette la possibilità di andare a podio. Myhrer non è il più vecchio vincente olimpico in quanto è stato battuto, qualche giorno fa, da Svindal in discesa libera.

Ecco invece la nuova campionessa olimpica di combinata alpina: Michelle Gisin. Approfittando dell’errore della Vonn nella seconda frazione quando aveva chiuso la prima in discesa in testa, l’elvetica realizza uno slalom formidabile e coglie il successo precedendo Mikaela Shiffrin medaglia d’argento e la collega Svizzera Wendy Holdener. Quattro anni fa a Sochi la sorella Dominique aveva vinto la discesa libera olimpica, continua quindi la tradizione delle Gisin con il feeling a cinque cerchi. Migliore delle italiane Brignone ottava. Goggia non ha partecipato.

Anna Gasser è la nuova campionessa olimpica di big air, categoria dello Snowboard. La splendida austriaca fa sua la gara confermando i favori della vigilia e chiude in vetta davanti alla statunitense Anderson realizzando una magistrale prestazione. Bronzo per la neozelandese Sadowski Synnott che regala al suo paese la prima medaglia olimpica in questa specialità.

Notevole back-to-back nell’halfpipe di Sci Freestyle dove qui non ci sono sorprese con David Wise, statunitense, che vince la medaglia d’oro qui in Corea dopo il successo colto a Sochi quattro anni fa. Ancora USA nella seconda piazza con l’argento colto da Alex Ferreira mentre le luci della ribalta vanno al bronzo di Nico Porteus che, a soli 16 anni, coglie a sorpresa una medaglia incredibile per lui e per la Nuova Zelanda che oggi coglie ben due terzi posti.

Nella sfida giù attesa, le statunitensi battono le acerrime rivali del Canada nell’Hockey, e vincono dopo ben 20 primavere il titolo olimpico nel torneo femminile al termine di un match incredibile terminato agli shoot-out per 3-2 con il goal decisivo da parte di Davidson che è valso il trionfo agli USA. Il bronzo è andato alle finlandesi che ieri hanno battuto di misura la selezione russa sempre per 3-2.

Vinzenz Geiger, Fabian Riessle, Eric Frenzel, e Johannes Rydzek. Sono questi i nomi di una GRANDE GERMANIA che realizza una straordinaria tripletta in Combinata Nordica vincendo anche la staffetta dopo il trionfo nelle gare individuali con Frenzel e Rydzek. Formidabile nel salto e negli sci, la gara è stata praticamente dominata dai teutonici che continuano a ribadire la loro supremazia in questa disciplina. Medaglia d’argento alla Norvegia e bronzo all’Austria che si accontentano delle restanti posizioni inchinandosi a degli inarrivabili tedeschi.

Tanto rammarico per l’Italia nella staffetta femminile di Biathlon: la medaglia d’oro va alla Bielorussia trascinata nell’ultima frazione da una strepitosa Darya Domracheva che porta a casa il quarto metallo più prezioso della sua carriera a cinque cerchi che non si è fatta mettere in difficoltà nemmeno dagli inconvenienti dell’ultimo poligono; argento alla Svezia in rimonta con Hanna Oeberg ancor più rivelazione di questa edizione dei Giochi invernali che è stata scaltra ad approfittare degli errori di una Polonia all’ultimo poligono in piedi che aveva dominato l’intera gara, e bronzo alla Francia. Italia delusissima dal finale questa gara in quanto è stata in odore di medaglie fino all’ultimo poligono con Federica Sanfilippo i cui errori finali son stati purtroppo fatali e han fatto chiudere ai nostri colori la frazione al nono posto dietro ad una opaca Germania. Rammarico in una gara contrassegnata da condizioni ventose impazzite che poteva dare quel quid in plus ai nostri colori, un vero peccato.

 

 

PyeongChang Day 15: programmi e orario della giornata di domani

Fari puntati sullo slalom maschile e sulla combinata femminile in quel dello Sci Alpino

PyeongChang

La quindicesima giornata di gare olimpiche pone in essere alcuni spunti notevolmente interessanti che la contrassegneranno come giornata cardine tra le varie competizioni.

Su tutte, l’ennesima sfida tra Hirscher, Kristoffersen, e il resto degli outsider che si daranno battaglia nello slalom maschile che avrà tutti i riflettori puntati. Non sarà l’unico appuntamento dello Sci Alpino in quanto si svolgerà anche la combinata femminile. Sguardo notevole anche alla finale femminile di Hockey, alla staffetta femminile del Biathlon, e fondamentale sarà anche il team event nella combinata Nordica.

In tutto saranno assegnati quattro titoli con un totale di dodici medaglie dal mettere al collo ai protagonisti:

Ecco gli appuntamenti in orario (Italiano) e i nostri azzurri protagonisti. La Rai coprirà il programma olimpico domani dall’02:00 alle 04:30 e dalle 5:45 alle 07:45 su Raidue, e dalle 10:55 alle 13:40 su Raisport. Il resto delle gare verranno trasmesse su Eurosport1, Eurosport 2, ed EurosportPlayer (Ricordiamo nuovamente che la visione di Eurosport sul piattaforma satellitare di Sky non prevede la programmazione olimpica). In grassetto sono contrassegnate le finali:

01:05     CURLING – Playoff (Maschile e Femminile) /// EurosportPlayer

02:00     SCI ALPINO – Slalom, prima manche (Maschile) /// Eurosport1

(Stefano Gross, Manfred Moelgg, Riccardo Tonetti, Alex Vinatzer)

03:30     FREESTYLE – Halfpipe, Finale (Maschile) /// Eurosport2

03:30     SCI ALPINO – Combinata Femminile (Discesa) /// Eurosport1

(Marta Bassino, Federica Brignone, Sofia Goggia, Johanna Schnarf)

04:00     SNOWBOARD – Parallelo Gigante, qualificazioni (Maschile e Femminile) /// EurosportPlayer

(Nadya Ochner, Edwin Coratti, Mirko Felicetti, Roland Fischnaller, Aaron March)

05:00    SCI ALPINO – Slalom, seconda manche (Maschile) /// Eurosport1

05:10     HOCKEY – Finale per l’oro (Femminile): Canada – USA /// Eurosport2

07:00     SCI ALPINO – Combinata femminile (Slalom) /// Eurosport1

08:30     COMBINATA NORDICA – Team Event HS140 /// Eurosport1

(Raffaele Buzzi, Aaron Kostner, Alessandro Pittin, Lukas Runggaldier)

11:00     SHORT TRACK – 500m, quarti di finale (Maschile) /// Eurosport1

11.14     SHORT TRACK – 1000m, quarti di finale (Femminile) /// Eurosport1

(Arianna Fontana)

11:20     COMBINATA NORDICA – Team Event HS140 (4x5km) /// Eurosport2

11:42     SHORT TRACK – 500m, semifinali (Maschile) /// Eurosport1

11:51     SHORT TRACK – 1000m, semifinali (Femminile) /// Eurosport1

12:15     BIATHLON – Staffetta (Femminile) /// Eurosport2

(Nicole Gontier, Federica Sanfilippo, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer)

12:15     SHORT TRACK – 500m, Finale (Maschile) /// Eurosport1

12:30     SHORT TRACK – 1000m, Finale (Femminile) /// Eurosport1

13:00     SHORT TRACK – Staffetta, Finale (Maschile) /// Eurosport1

Oggi a PyeongChang è grande Italia nelle staffette di Short-Track e nel Biathlon

Le gare a squadra sorridono ai nostri azzurri dopo alcuni giorni di digiuno regalando la settima e l’ottava medaglia della spedizione

Windisch

Giornata indimenticabile e positiva per l’Italia che in questo martedì nell’ultima settimana di gare a PyeongChang, si porta a casa due medaglie che permettono di aggiornare ad otto lo score azzurro il quale, adesso, è decisamente migliorato

Andando per gradi e partendo per ordine di soddisfazione cronologico, menzione immediata per una pazzesca gara di Short-Track che oggi metteva in “menu” la staffetta femminile; il team delle azzurre composto da Arianna Fontana, Lucia Peretti Martina Valcepina, e Cecilia Maffei prende un immenso argento al termine della competizione odierna che ha visto una classifica rivoluzionata dopo la decisione dei giudici che dà l’oro alla Corea del Sud, l’argento come detto all’Italia, e il bronzo all’Olanda squalificando le cinesi e le canadesi!!! Una soddisfazione immensa, questa la settima, per i Giochi Olimpici dell’Italia che trova nello Short-Track una fonte di sicura affidabilità e con Arianna Fontana che entra nella leggenda diventando l’atleta più medagliata di ogni epoca in questa disciplina dal punto di vista dei cinque cerchi!!!

Un paio di minuti dopo è venuta la volta del Biathlon dove qui oggi era prevista la staffetta mista; un’Italia grandissima e tenace con sugli sci e al poligono ovviamente, arpiona con Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer, e Dominik Windisch la medaglia di bronzo al termine di una volata proprio di quest’ultimo con Peiffer (Dopo la gara, contestazione della Germania perché a loro detta Windisch aveva tagliato la strada al loro atleta sul rettilineo finale, ricorso giudicato infondato e confermata la medaglia all’Italia); da sottolineare una prova soprattutto significativa delle ragazze con Vittozzi precisissima al poligono con un doppio zero e una grandissima prestazione di Wierer sugli sci in particolare dimostrando tutto il suo feeling oggi con i materiali.  La vittoria va alla Francia con un sontuoso Martin Fourcade, mentre l’argento alla Norvegia; menzione d’obbligo per l’atleta francese più forti di tutti i tempi: Martin Fourcade porta a 5, nella sua splendida carriera, le medaglie a cinque cerchi collezionate in tutti questi anni ed oggi siamo a 3 ori nelle edizioni correnti, e non si osa immaginare se non fosse stato impreciso nelle 2 gare in cui non ha vinto per un soffio dove sarebbe adesso… Un Gigante dello sport invernale e generale che sta scrivendo pagine indelebili per se stesso e per la Francia nel Biathlon.

E’ stata anche una grandissima giornata anche per le altre gare dove c’è spazio di citazione ancora una volta per l’Italia: nel Pattinaggio di Figura, in quel della danza, intanto c’è da celebrare i più grandi danzatori che la storia conosca, i canadesi Tessa Virtue e Scott Moire, prendono la seconda medaglia d’oro della loro carriera dopo Vancouver 2010 e l’argento di Sochi di quattro anni fa ed entrano nella storia dello sport totalizzando 206,07 punti stabilendo il nuovo record mondiale al termine di un programma al limite della perfezione. Nessuno come loro. Argento per i francesi Papadakis/Ciceron distaccati di un punto, e bronzo per i fratelli Shibutani atleti USA. Grande prestazione per i nostri colori italiani: sesti i nostri Cappellini/Lanotte e decimi Guignard/Fabbri; in questa edizione coreana per la  prima volta l’Italia piazza due coppie nella top ten. Dei numeri importanti da tenere conto nella maniera più assoluta.

E’ ancora Canada d’oro nella notte italiana: Cassie Sharpe invece ha vinto la medaglia d’oro nel programma di Freestyle categoria Halpipe; la fuoriclasse battente bandiera contenente la foglia d’acero al termine di una prova a dir poco impeccabile, coglie un meritato successo regalando l’ennesima soddisfazione al suo paese in questa disciplina. Argento per la francese Martinod al secondo posto di fila dopo quello di4 anni fa, bronzo alla statunitense Sigourney.

Il discorso medaglie odierne si chiude con la Combinata Nordica: da registrare un pressoché totale dominio della Germania per la gara sul trampolino lungo seguita dalla 10 Km sugli sci Johannes Rydzek approfitta dello spazio finale concesso da Eric Frenzel, medaglia di bronzo, e conquista il suo primo titolo olimpico della carriera. Conclude il podio tutto teutonico Fabian Rießle che chiude secondo arpionando la medaglia d’argento. Terza tripletta di queste olimpiadi dopo quella olandese nello speed skating e norvegese nello sci di fondo.