Federica Brignone ha vinto la Coppa del Mondo di sci alpino 2019/20

Ora è ufficiale: a seguito della cancellazione da parte della FIS del weekend di gare previsto per Åre in Svezia, Federica Brignone è la nuova detentrice della Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2019/20.

Naturalmente avremmo preferito tutt’altra modalità di conquista, ma la situazione generale attualmente impone questo e di certo non sminuisce una stagione sontuosa della nostra Federica che timbra l’appuntamento con la storia portandosi a casa anche la coppa di gigante, per un tris storico dove bisogna aggiungere la sfera di cristallo già conquistata settimane fa in quella della combinata: vengono i brividi solo a pensarci.

Una notizia che premia un lavoro duro iniziato dall’inizio di questa stagione, e un premio meraviglioso per la sua carriera con Brignone che diventa la prima atleta azzurra raggiungere un traguardo di questo tipo, nessuno come lei al femminile; un acuto che va a scrivere una pagina meravigliosa dello sport italiano e mondiale riuscito solamente in passato ad atleti del calibro di Thoeni, Gros e Alberto Tomba, quest’ultimo 25 anni fa.

Finisce così al femminile una stagione dove l’azzurro è stato il colore prevalente con Federica Brignone che in classifica overall va a toccare la quota record italiana di 1378 punti in 30 gare nonostante le 11 cancellate; alle sue spalle si classificano Mikaela Shiffrin con 1225 punti e Petra Vlhova con 1189 punti.

Discesa Libera plaude l’enormità di Fede e, in un periodo abbastanza complicato per tutto il mondo, si unisce al coro di gioia e di sorrisi con questa notizia affinché sia il primo mattoncino per raggiungere una luce che tutti vogliamo vedere all’interno di questo tunnel.

Ad maiora Fede.

Federica Brignone vince la sfera di cristallo di combinata alpina dopo la cancellazione di La Thuile

Brignone

Cancellata la gara prevista per la giornata odierna a La Thuile a causa della troppa neve scesa in nottata nella località valdostana con gara che non verrà recuperata visto il calendario fittissimo e quindi, matematicamente, la nostra Federica Brignone timbra il primo appuntamento con una sfera di cristallo in carriera arpionando quella di combinata alpina.

Un primo riconoscimento meritatissimo per la nostra atleta valdostana sin qui autrice di una stagione al limite dello straordinario che la vede saldamente in vetta alla classifica generale di coppa del mondo di sci alpino, in quella di gigante, e poche lunghezze da Suter in merito alla voce super-g.

Tuttavia la cancellazione di questa gara è anche un vero peccato in quanto Federica, ampiamente la miglior combinatista attualmente al mondo, poteva incrementare ancor di più il suo vantaggio in classifica generale mettendo più gap nei confronti sia di Shiffrin ancora assente e di Vlhová attualmente terza in graduatoria e, considerando che la gara non verrà recuperata, se ad Åre tornerà Mikaela, con tre gare sul tecnico tutti i giochi potrebbero tornare in discussione; tempo al tempo comunque, ci si attende un finale di stagione entusiasmante e i conti verranno fatti alla fine con la consapevolezza che Fede riuscirà ad intraprendere alla grande le prove che la vedranno scendere al cancelletto di partenza.

A voler essere precisi, Federica Brignone aveva già vinto la classifica di specialità di combinata lo scorso anno ma, per ragioni che ancora si faticano a comprendere, non fu premiata con il trofeo; ad ogni modo facciamo i complimenti ad una atleta a dir poco straordinaria che quest’anno, davvero, ha lavorato duramente e sta cominciando a raccogliere i frutti della sue fatiche certi che, il meglio, deve ancora venire.

Il rammarico di Federica con un passo in più verso il sogno alpino

Brignone

Quando perdi una gara per un solo centesimo, ovvio, rode. Questione di millimetri, di fotofinish, ma è lo sport e spesso come può accadere a te accade anche agli altri a tuo svantaggio. Ma oggi, per sorridere, c’è un motivo validissimo.

Il super-g di La Thuile vede trionfare l’austriaca Nina Ortlieb al primo successo in Coppa del Mondo dello sci alpino prevalendo, come detto, la nostra atleta azzurra per un podio che viene completato, al terzo posto dalla rivelazione della velocità di quest’anno, l’elvetica Corinne Suter di 7 centesimi per una classifica, oggi, risicatissima dal punto di vista dei distacchi. La rivale numero uno di Federica, Petra Vlhová, oggi chiude quarta a 39” dalla vetta austriaca, mentre le altre azzurre si piazzano al quinto e al settimo posto con Marta Bassino ed Elena Curtoni.

Una sconfitta proprio sul filo di lana, ma Fede con questa seconda posizione incrementa ancor di più il suo vantaggio in classifica generale conquistando la vetta dei 1.378 punti, allungando su Mikaela Shiffrin out ancora con 1.225 dell’ancora assente statunitense Mikaela Shiffrin, e con un terzo posto ancora in mano a Vlhová che avanza a 1189 oggi però dietro all’atleta valdostana.

Sogno overall ancor di più saldamente in mano per Brignone che, oggi più che mai, al di là della sconfitta può coltivare ancora più decisamente il suo obiettivo finale considerando che adesso sulla statunitense ha un vantaggio di 153 punti e sulla slovacca di 189. Federica, tra l’altro, è ancora in corsa per la coppa di specialità di super-g dove la testa attualmente è presa da Corinne Suter, già vincitrice di quella di discesa libera di questa stagione, ma con un vantaggio di 19 lunghezze.

Domani spazio alla combinata sempre a La Thuile, con alle 12:45 la prima manche e con la seconda alle 15:45, altro snodo fondamentale della stagione sia in senso generale che specifico con l’auspicio che, la nostra Fede, possa ancora una volta recitare una parte da assoluta protagonista.

La combinata di Crans Montana incorona Federica Brignone: vittoria e primato in Coppa del Mondo

Brignone

Vittoria a Crans Montana e primato in classifica generale di Coppa del Mondo di sci alpino.

Solo a leggere queste parole vengono i brividi ma stiamo cominciando a farci un pò l’abitudine da qualche tempo a queste vette vertiginose perché la stagione di Federica Brignone sino ad oggi è un autentico capolavoro dove mutano ogni volta le cornici che concernono in prestazioni sublimi della nostra valdostana l’ultima, quella di oggi in combinata alpina.

Federica Brignone è sontuosa oggi in terra elvetica e va a cogliere la quindicesima vittoria di una carriera che quest’anno ha svoltato verso una strada davvero notevole, portandosi a casa la combinata alpina di Crans Montana. Un successo importante che le consegna il comando delle operazioni in voce overall con un vantaggio di 73 lunghezze su Mikaela Shiffrin sin qui ancora assente dopo il tremendo lutto che l’ha colpita.

Sulle nevi elvetiche Federica interpreta bene la gara sia sul veloce in mattinata che sul tecnico dopo pranzo e, più determinata che mai e anche con un velo di commozione alla fine, precede l’austriaca Gritsch a 92 centesimi e la ceca Ledecka a 1”82: nelle prime dieci buona prova anche di Laura Pirovano, a 4”28, ed approfitta dell’inforcata di Petra Vlhová dopo una serie di porte dallo start che consegna alla nostra italiana la prima posizione provvisoria in classifica generale.

Ricordiamoci anche che Federica è in testa anche nelle classifiche di specialità di gigante e di super-g per una Brignone che, più che mai adesso andando certamente gara per gara, sta riscrivendo la storia dello sci alpino italiano.

Il cielo è azzurro sopra St. Moritz, con Goggia e Brignone che illuminano il palcoscenico elvetico

Goggia

Le regine dello sci alpino italiano tornano ancora una volta protagoniste al termine di una gara pazzesca e si prendono la scena a St. Moritz nel supergigante andando a scrivere un’altra splendida pagina azzurra dello sci alpino in Coppa del Mondo.

Una meravigliosa Sofia Goggia precede di un solo centesimo un’altrettanto fantastica Federica Brignone, e torna al successo nella competizione intercontinentale con ik tempo di 1’12”96 illuminando un podio straordinario dove sale anche una fantastica Mikaela Shiffrin che chiude con un gap di 13 centesimi dalla vetta della fuoriclasse bergamasca.

Una gara sontuosa che dimostra ancora una volta la forza e la caparbietà della nostra Sofia che, ad un certo punto, si è sdraiata e toccando la neve ha perso il bastoncino sinistro che, per fortuna, non ha pregiudicato la sua meravigliosa prestazione che le vale il settimo successo di Coppa del Mondo, il primo stagionale dopo la trasferta oltreoceano che non le aveva regalato soddisfazioni.

Grande risultato, come detto, anche per Federica Brignone che si regala un altro podio dopo quello ottenuto in slalom gigante a Killington anche lì con una doppietta dietro Marta Bassino in quel frangente al primo successo in carriera a dimostrazione di uno stato di forma eccezionale che lascia presagire davvero una grande stagione anche per lei.

Più attardate le altre italiane con il 15mo posto di Elena Curtoni a 1”06, 17ma poi Francesca Marsaglia a 1”27, alla piazza 18 Marta Bassino a 1”5,1 24ma Nicol Delago a 1”86, e prende anche punti Laura Pirovano al 30mo posto a 2”15.

Il buongiorno, davvero, si vede dal mattino.

La prospettiva di Federica Brignone

Tra le atlete per cui l’Italia fa sempre un grandissimo affidamento all’interno dello sci alpino femminile, Federica Brignone è senza ombra di dubbio una delle punte di diamante della nostra Nazionale azzurra.

Federica è sempre stata grandiosa nel saper coordinare al massimo la sua tecnica alla velocità, risultando sempre spesso e volentieri una delle atlete di vertice all’interno del circuito femminile della Coppa del Mondo, regalando al nostro sport enormi soddisfazioni.

Grazie alla sua polivalenza, Federica riesci a essere sempre competitiva se in ambito tecnico che in ambito veloce proponendosi ferocemente in questi anni come una delle migliori e combinatiste del mondo mettendo in Seria difficoltà le avversarie che spesso si trovano spiazzate davanti a performance straordinarie della nostra campionessa valdostana.

Parlando proprio di polivalenza il 2019 l’ho vista vincere nella classifica di combinata senza però darle la possibilità di fregiarsi della sfera di cristallo in quanto non prevista all’interno del circuito (Cosa abbastanza ingiusta) che avrebbe senza ombra di dubbio meritato, ed ha conquistato due gare: il 24 novembre a Killington in gigante, e il 24 febbraio a Crans Montana come detto in precedenza in combinata.

Conoscendo la voglia e la determinazione di questa ragazza, che sono praticamente innate in quanto rispecchia pienamente lo spirito competitivo e battagliero tipico di un atleta che non vuoi mollare mai e che mira sempre a migliorarsi, la stagione che verrà sarà messa nel mirino da Federica Brignone come quella per porre in essere uno step in più; in un’annata in cui non ci sono né competizioni olimpiche iridate e dove ci si concentrerà solo ed esclusivamente sulla Coppa del Mondo, si ha la possibilità di concentrare quello che è il proprio lavoro in un settore unico provando a trovare una maggiore continuità sia in velocità che in tecnica volgendo lo sguardo magari a qualche coppa di specialità che sarebbe il giusto premio volto a suggellare una splendida sin qui carriera che ha regalato a se stessa e a tutti i tifosi mediante delle emozioni fuori dal comune, battagliando con una concorrenza assolutamente spietata ma che mai l’ha intimorita.

La stagione per iniziare necessità ancora di qualche mese, ma le frecce azzurre stanno già scaldando i motori e Federica, di certo, si farà trovare di sicuro già pronta volgendo il suo sguardo determinato alla prossima vittoria che verrà.

Il ritorno di Federica Brignone sulla neve

Brignone

In quel dello scorso agosto l’avevamo lasciata in compagnia di due stampelle dopo una caduta sullo Zermatt durante una sessione di allenamento che le aveva procurato uno stiramento al legamento collaterale laterale senza però causarne, fortunatamente, la rottura.

Una bella paura per la bella Federica che aveva temuto già sin da subito per il peggio considerando la fragilità che, questo sport, causa alle articolazioni; la diagnosi più rassicurante poi ha fatto tirare a lei e tutti coloro che la sostengono un grandissimo sospiro di sollievo.

Riposo, rieducazione, e risalita sugli sci: già, perché da qualche giorno la Brignone è tornata finalmente ad allenarsi sulla splendida cornice dello Stelvio con il sorriso che ha sempre contraddistinto e la positività che, anno dopo anno, l’ha sempre spinta assieme alla sua forza e alla sua tecnica verso traguardi sempre più prestigiosi, vista la medaglia forgiata di bronzo in sede olimpica ottenuta a PyeongChang.

La stagione è alle porte, e il gigante di Sölden è sempre più vicino, da vedere però se Federica sarà al via allo start ufficiale della nuova stagione: tutto starà nelle condizioni dell’azzurra e se sentirà al 100% il suo ginocchio abile ed arruolatile; la stagione è molto lunga e gli impegni (Considerando anche i campionati del mondo) di certo non mancheranno, forzare non serve a nulla per cui se l’esordio dovesse slittare alle gare successive come quella di Killington in sede di gigante del 24 novembre non sarebbe di certo un dramma, anzi, darebbe alla stessa la possibilità di arrivare più fresca e soprattutto più determinata. Le qualità non mancano e il tempo a disposizione è sempre molto ampio.

Da Blow, famoso e bellissimo film di Depp con Penelope Cruz, concludiamo questo articolo con una citazione proveniente da quella proiezione cinematografica, che possa essere d’auspicio per la splendida atleta azzurra cui rivolgiamo, un grandissimo in bocca al lupo:

che tu possa avere sempre il vento in poppa, e che il sole ti risplenda in viso… E che il vento del destino possa portarti in alto, a danzare con le stelle.

Federica Brignone: forza e determinazione di una Campionessa unica

Ai box per un infortunio occorsogli qualche giorno fa, le ambizioni della valdostana rimangono intatte e, anzi, si rafforzano di più

Brignone

Non si può dire che questa pre-season per Federica Brignone sia nata sotto le luci più lucenti della via della fortuna: in occasione infatti di un allenamento di Super-G la splendida valdostana è stata vittima di una caduta che le ha causato uno stiramento al legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro che la sta costringendo ad un periodo di riposo per riprendersi nel migliore dei modi possibili; infatti salterà la trasferta in terra cilena a Valle Nevado per precauzione e proseguire al meglio la riabilitazione.

La Brignone si lascia alle spalle una stagione meravigliosa: l’atleta classe 1990 nativa di Milano ha dimostrato di essere cresciuta sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista mentale, migliorando sempre di più e dimostrando ancora enormi margini di miglioramento che potrebbero spingerla ancora più lontano di quanto già sia andata.

Abbiamo ancora negli occhi la medaglia di bronzo conquistata agli ultimi Giochi Olimpici a PyeongChang in terra coreana in quel del gigante, la sua prima a cinque cerchi,a coronamento di un percorso di crescita fatto di sacrifici e miglioramenti continui che ha visto l’incantevole Federica mordere la neve con determinazione per arrivare a centrare gli obiettivi prefissati.

Una stagione 2017/18 ricca quindi di soddisfazioni, che l’han portata anche a vincere tre gare in Coppa del Mondo in tre discipline differenti, risultati volti a dimostrare ancora una volta le sue incredibili capacità forgiate attraverso una notevolissima polivalenza davvero rara al giorno d’oggi: il 29 dicembre a Lienz in slalom, il 13 gennaio a Bad Kleinkircheim in Super-g e, poco prima dei Giochi Olimpici ha dominato la combinata alpina a Crans Montana il 4 marzo.

E’ normale proiettare gli obiettivi alzando l’asticella sempre di più andando a guardare alla stagione che verrà; Federica nonostante l’infortunio recente sta continuando a lavorare alacremente in modo tale da arricchire ulteriormente il suo palmares: la conquista di una sfera di cristallo è sempre molto viva nei suoi pensieri ma, soprattutto, il desiderio di una medaglia iridata visto che sarà la stagione anche dei Campionati del Mondo in scena ad Äre nel 2019 in Svezia rappresenta per la Brignone un aspetto primario; mondiali che l’han vista protagonista in categoria juniores quando nel 2009 colse l’oro in combinata.

Fortissima sul veloce, agevole sul tecnico la 28enne valdostana del gruppo dell’Arma dei Carabinieri non si è fatta di certo frenare da questa recente scocciatura fisica e sta già dedicandosi anima e corpo proiettando i propri desideri al futuro in modo tale da coronarli con i crismi della sua specialità per sé stessa e per i colori azzurri.

Colori che vedono al femminile in lei e in Sofia Goggia le punte di diamante di una nazionale azzurra sempre più forte e sempre più consistente in forza e in maturità.

In bocca al lupo Fede, manca davvero poco a farci incantare ancora con le tue gesta e la tua unicità.

2018, l’anno d’oro dell’Italia negli sport invernali: Greggio e Goggia in auge su tutti

Alla scoperta della stagione degli azzurri nei vari circuiti di Coppa del Mondo

Goggia

Nell’articolo di ieri abbiamo disquisito di quanto sia stata intensa, in senso generale, la stagione agonistica sulle nevi nei vari circuiti di Coppa del Mondo in questo 2018.

Ci eravamo lasciati con la promessa di parlare degli azzurri evidenziando quelli che sono stati i risultati che hanno contraddistinto la maggior parte delle discipline e, si può dire tranquillamente, che i risultati sono stati altamente confortanti: siamo a ben otto sfere di cristallo già portate a casa con la possibilità (Come fra poco vedremo) di incrementare ancora il bottino.

Menzione immediata per la donna più veloce del pianeta nonché una delle migliori sciatrici di sempre che dà, al nostro paese, un grande lustro sportivo e non soltanto: si sta parlando ovviamente della meravigliosa Valentina Greggio che proprio nel weekend appena terminato a portato a casa, sulle nevi svedesi,  la quarta Coppa del Mondo di Sci di Velocità di fila proseguendo in un filotto incredibile di vittorie consecutive portando il livello al numero 25 e creando un vero e proprio solco con tutto il resto delle avversarie creando una progressione impressionante in termini tecnici e di risultati che ha fatto sognare tutti gli appassionati della velocità più pura; Greggio sempre più nel mito che si avvicina sempre più ai risultati delle grandi del passati che portano i nomi e i cognomi Tracie Sachs e Sanna Tidstrand, le uniche a vincere 5 sfere di cristallo in questo sport; sfere di cristallo che potrebbero aumentare per l’Italia con l’opportunità, da parte di Simone Origone, di conquistarne un’altra cercando di battere Manuel Kramer, suo rivale austriaco, in una fantastica battaglia che al momento vede i due atleti parificati in classifica a due gare dal termine della stagione; l’appuntamento sarà il 6 e il 7 aprile in quel di Grandvalira in Romania per capire l’epilogo.

Detto dello Sci di Velocità, i riflettori li puntiamo su Sofia Goggia e lo Sci Alpino: l’aver vinto la medaglia olimpica in discesa libera è stato un momento altamente importante per lei e per lo sport italiano conquistando un risultato aspettato da lungo tempo che ha dato delle certezze importanti, ma la nostra fuoriclasse della velocità alpina non si è fermata qua e, in un testa a testa incredibile nella finale di Åre, pur classificandosi seconda nella decisiva prova di discesa alle spalle di Lindsey Vonn è riuscita a prevalere sulla statunitense portandosi a casa la prima coppa di specialità della sua carriera suggellando così una stagione incredibile e sicuramente indimenticabile che ha segnato una tappa del suo percorso di crescita il quale, siam certi, sia ancora all’inizio e che la porterà lontano. Un talento straordinario coadiuvato anche da una splendida Federica Brignone che l’Italia probabilmente non vedeva nella sua essenza più profonda da tanto, troppo tempo. Sofia ha regalato all’Italia la Coppa del Mondo di discesa libera dall’ultima portata a casa da Isolde Kostner ben 16 primavere fa nel 2002.

Sci Alpino che ha visto l’affermazione anche l’acuto di Peter Fill: in una stagione purtroppo avara di soddisfazioni per gli uomini sia in campo tecnico che in campo veloce a parte la splendida vittoria di Dominik Paris a Bormio sulla Stelvio e , il nostro atleta atleta di Bressanone dopo due sfere di cristallo di fila nei scorsi due anni in discesa libera quest’anno ha vinto quella di combinata alpina grazie ai piazzamenti nelle due gare previste (Secondo posto a Bormio, terzo a Wengen). Di certo una piccola luce all’interno di un movimento che, siamo certi, si aspettava molto più e che farà sicuramente meglio nella stagione che verrà viste le potenzialità che detiene nelle sue ampie faretre.

Italia che ha visto la sua stagione crescere di livello in maniera prepotente e decisiva nello snowboard attraverso una tripletta di valore incredibile: a Michela Moioli spetta naturalmente la copertina d’oro per l’Italia in questo sport; in categoria cross ha fatto la voce più grossa possibile ripercorrendo le stesse orme di Goggia in quel dell’Alpino: medaglia olimpica del metallo più pregiato e coppa del mondo di specialità. La ventiduenne bergamasca ha saputo rialzarsi al meglio dopo l’infortunio di Sochi nel 2014 e si è presa con estrema determinazione tutto ciò che il fato aveva momentaneamente sottratto al suo infinito talento. Snowboardcross che ha arricchito in ambito azzurro il suo bottino grazie alla coppia composta da Emanuel Perathoner ed Omar Visintin i quali, nella specialità a coppie maschile, han portato a casa la Coppa del Mondo attraverso uno score che parla di due vittorie ed a ottimi piazzamenti. Piazzamenti che han fatto bene anche a Roland Fischnaller che a 37 anni ha completato l’opera conquistando la sfera di cristallo in modalità PSL numero 3 della sua grande carriera trionfando nell’ultima gara in scena a Winteberg prevalendo proprio al termine della stagione sul russo Loginov. L’ennesima dimostrazione che, spesso, la carta di identità rivela dei numeri in eccesso solo nelle biografie e non nelle piste in un periodo in cui il talento sta anche allungandosi dal punto di vista anagrafico facendo rimanere intatti i risultati di valore.

Altri successi li abbiamo raccolti nel Biathlon: avevamo lasciato la nostra staffetta mista in un risultato prestigiosissimo sul palcoscenico olimpico nella conquista di una storica medaglia di bronzo per l’Italia, oggi invece la ritroviamo sul gradino più alto del podio ma con gli stessi soggetti in Coppa del Mondo: Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer han portato i nostri colori alla vittoria per la prima volta nella storia in questo format di gara a Kontiolahti dove la nostra truppa azzurra ha realizzato una gara leggendaria che entra di diritto nella storia del Biathlon a conferma di come il nostro movimento sia in crescita. Un grandissimo Hofer nella parte finale ha fatto la differenza arrivando davanti all’Ucraina e alla Norvegia che con il terzo posto di Tarej Boe compromette la conquista della sfera di cristallo.

E come non menzionare infine anche la nostra Francesca Lollobrigida nello speed skating che classificandosi al terzo posto nella MS di Minsk, ha portato a casa la seconda sfera di cristallo della sua carriera dopo il trionfo datato 2014. Una soddisfazione enorme per la fuoriclasse di Frascati che pone in essere una splendida doppietta dopo l’oro europeo arrivato quest’anno in quel di Kolomna.

Una menzione d’obbligo va anche al nostro Chicco Pellegrino: non avrà vinto sfere di cristallo overall o di specialità il nostro campione del mondo e vice campione olimpico valdostano, ed oggettivamente contro un Klæbo in queste condizioni era un “tantino” difficile, ma è stato tenace ed ha tenuto duro sino al termine della stagione risultando l’unico in grado di mettere in seria difficoltà nelle gare sprint il fuoriclasse norvegese: Chicco ha dimostrando sia in ottica olimpica che in quella di coppa di potersela giocare al meglio delle sue possibilità e le vittorie ottenute a Dresda e a Lahti dove nemmeno Klæbo è riuscito a tener botta all’atleta delle fiamme oro, lasciano sperare davvero in positivo per la stagione che verrà. Chicco è cresciuto tantissimo dai mondiali dello scorso anno, e senza dubbio, ha tutte le carte in regola per continuare a recitare una parte da protagonista nel fondo a 360°.

L’Italia quindi mette agli archivi una stagione sin qui positiva: con tante luci e qualche ombra ma con la consapevolezza di avere dei margini di miglioramento notevolissimi. Margini già visti in quel di PyeongChang che han messo in risalto delle qualità notevoli da parte dei nostri azzurri che, aspettando la conclusione definitiva delle gare, in ambito invernale han detenuto un bottino notevole in fatto di vittorie, piazzamenti, e sfere di cristallo.

L’auspicio è che possano migliorare questi risultati attraverso anche un maggiore impegno che il nostro stato può dare in sede di supporto ai nostri atleti e agli addetti ai lavori per migliorare sensibilmente il tutto e dare una marcia in più ad essi mettendo a disposizione ancora più mezzi e strutture per far esprimere al meglio il loro talento, la loro audacia, e il loro spirito di sacrificio.

L’Italia c’è più che mai.

La fuoriclasse carismatica e silenziosa: Federica Brignone

Alla scoperta della nostra campionessa che con eleganza e umiltà si è imposta nei risultati che contano

Brignone

Gandhi una volta disse: “in un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza.

Non so perché, ma quando ho letto questo aforisma mi è venuto immediatamente e spontaneamente in testa il gesto sportivo di Federica Brignone.

Probabilmente perché le atlete più eleganti coniugano il concetto di vittoria con quello del silenzio lasciando far rumore solo ed esclusivamente a quei fattori che coincidono con la vittoria, e che sono nettamente più frastornanti delle semplici parole.

Già, perché non sei una qualunque se vinci un Mondiale Junores, un argento mondiale, un bronzo olimpico, 5 campionati nostrani e classificandoti (Per adesso…) come la terza atleta italiana più vincente della storia tra le donne dietro certe persone che portano all’anagrafe i cognomi ed i nomi di Compagnoni Deborah e Kostner Isolde.

Federica Brignone è semplicemente un’atleta sensazionale. Polivalente e performante sia sul tecnico che sul veloce, negli anni a partire dalla prima vittoria in Coppa del Mondo nell’ottobre del 2015 nel gigante di Solden, ha lavorato costantemente giorno dopo per migliorarsi ed aumentare la progressione nella sua sciata che l’ha portata a conquistare 8 vittorie attualmente parziali tra gigante, combinata, e super-g affermandosi non soltanto come atleta di livello ma anche denotando notevolissimi margini di miglioramento per le stagioni che verranno anche sulle superfici più rapide dove, agli inizi carriera, un pò faticava ad emergere.

Nata a Milano ma residente in Val d’Aosta, la nostra ventisettenne gigantista si è distinta sempre oltre ai risultati anche per essere una leader davvero silenziosa del nostro movimento non ponendo in essere mai una parola fuori posto ed essendo anche un esempio per le colleghe e i tutti gli addetti ai lavori cui la stima non manca mai.

Di certo non poteva essere altrimenti, perché se sei in gamba e fai della tua passione il tuo lavoro andando al di là di ogni ostacolo, di ogni infortunio, non demordendo mai e cercando sempre con le unghie e con i denti di essere ciò che magari sognavi da bambina, di ottenere quelle medaglie iridate e olimpiche che sono nei desideri di chiunque intraprenda una professione sportiva, il futuro non può che sorriderti sempre e ripagarti con le migliori soddisfazioni possibili luminose tanto quanto lo sguardo unico e raro in fatto di immensità della nostra splendida atleta facente parte del gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri.

Di Federica personalmente l’immagine più bella che ho di lei è di epoca recente, e riguarda la vittoria della medaglia di bronzo nello slalom gigante di PyeongChang qualche giorno fa alle XXIII Olimpiadi Invernali; vero, c’è il rammarico perché per un distacco davvero breve poteva arpionare qualcosa in più, ma al di là delle posizioni podistiche (Che ai Giochi Olimpici contano TUTTE), la soddisfazione di questa ragazza di aver arpionato un risultato che sognava da quando ha mosso i primi passi sulla neve, di aver coronato un desiderio pazzesco,  mi ha dato la sensazione che essa per lei si fosse tradotta in un coronamento meraviglioso, in uno spazio dove il tempo si fosse fermato e avesse fatto largo a un profondo mare di emozioni dove sono confluiti tutti gli affluenti che con se han trascinato anni di sacrifici e di lavoro, di gioie e di dolori, di sensazioni ed emozioni che ti fanno capire che ce l’hai fatta.

Che sei riuscita dove tanti vogliono e dove pochi arrivano, ma con la certezza e la consapevolezza che non sia quello un punto di arrivo né di partenza ma, al pari di ciò che disse Sofia Goggia dopo aver vinto il fantastico e magico oro olimpico in discesa sempre in Corea, una tappa di un percorso di crescita verso una carriera che può divenire ancor di più straordinaria.

E’ raro trovare in una persona un talento così innato sia dal punto di vista personale che dal punto di vista sportivo, con una voglia di misurarsi che va di pari passo con l’impegno in palestra e in pista, con l’auspicio e la determianzione ogni giorno di regalarsi un’emozione, ancora e ancora.

E’ questo il leit motiv dei campioni, che però le emozioni non solo le creano per sé stessi, ma le condividono. Non solo con la gloria, ma con tutti coloro che ti spingono dal vivo o da casa consapevoli che le stelle, a volte, scendono giù in terra per farti sognare e farti capire quanto sia potente una luce del cielo in un gesto sportivo.

Semplicemente, Federica Brignone.