Federica Brignone vince la sfera di cristallo di combinata alpina dopo la cancellazione di La Thuile

Brignone

Cancellata la gara prevista per la giornata odierna a La Thuile a causa della troppa neve scesa in nottata nella località valdostana con gara che non verrà recuperata visto il calendario fittissimo e quindi, matematicamente, la nostra Federica Brignone timbra il primo appuntamento con una sfera di cristallo in carriera arpionando quella di combinata alpina.

Un primo riconoscimento meritatissimo per la nostra atleta valdostana sin qui autrice di una stagione al limite dello straordinario che la vede saldamente in vetta alla classifica generale di coppa del mondo di sci alpino, in quella di gigante, e poche lunghezze da Suter in merito alla voce super-g.

Tuttavia la cancellazione di questa gara è anche un vero peccato in quanto Federica, ampiamente la miglior combinatista attualmente al mondo, poteva incrementare ancor di più il suo vantaggio in classifica generale mettendo più gap nei confronti sia di Shiffrin ancora assente e di Vlhová attualmente terza in graduatoria e, considerando che la gara non verrà recuperata, se ad Åre tornerà Mikaela, con tre gare sul tecnico tutti i giochi potrebbero tornare in discussione; tempo al tempo comunque, ci si attende un finale di stagione entusiasmante e i conti verranno fatti alla fine con la consapevolezza che Fede riuscirà ad intraprendere alla grande le prove che la vedranno scendere al cancelletto di partenza.

A voler essere precisi, Federica Brignone aveva già vinto la classifica di specialità di combinata lo scorso anno ma, per ragioni che ancora si faticano a comprendere, non fu premiata con il trofeo; ad ogni modo facciamo i complimenti ad una atleta a dir poco straordinaria che quest’anno, davvero, ha lavorato duramente e sta cominciando a raccogliere i frutti della sue fatiche certi che, il meglio, deve ancora venire.

2018, l’anno d’oro dell’Italia negli sport invernali: Greggio e Goggia in auge su tutti

Alla scoperta della stagione degli azzurri nei vari circuiti di Coppa del Mondo

Goggia

Nell’articolo di ieri abbiamo disquisito di quanto sia stata intensa, in senso generale, la stagione agonistica sulle nevi nei vari circuiti di Coppa del Mondo in questo 2018.

Ci eravamo lasciati con la promessa di parlare degli azzurri evidenziando quelli che sono stati i risultati che hanno contraddistinto la maggior parte delle discipline e, si può dire tranquillamente, che i risultati sono stati altamente confortanti: siamo a ben otto sfere di cristallo già portate a casa con la possibilità (Come fra poco vedremo) di incrementare ancora il bottino.

Menzione immediata per la donna più veloce del pianeta nonché una delle migliori sciatrici di sempre che dà, al nostro paese, un grande lustro sportivo e non soltanto: si sta parlando ovviamente della meravigliosa Valentina Greggio che proprio nel weekend appena terminato a portato a casa, sulle nevi svedesi,  la quarta Coppa del Mondo di Sci di Velocità di fila proseguendo in un filotto incredibile di vittorie consecutive portando il livello al numero 25 e creando un vero e proprio solco con tutto il resto delle avversarie creando una progressione impressionante in termini tecnici e di risultati che ha fatto sognare tutti gli appassionati della velocità più pura; Greggio sempre più nel mito che si avvicina sempre più ai risultati delle grandi del passati che portano i nomi e i cognomi Tracie Sachs e Sanna Tidstrand, le uniche a vincere 5 sfere di cristallo in questo sport; sfere di cristallo che potrebbero aumentare per l’Italia con l’opportunità, da parte di Simone Origone, di conquistarne un’altra cercando di battere Manuel Kramer, suo rivale austriaco, in una fantastica battaglia che al momento vede i due atleti parificati in classifica a due gare dal termine della stagione; l’appuntamento sarà il 6 e il 7 aprile in quel di Grandvalira in Romania per capire l’epilogo.

Detto dello Sci di Velocità, i riflettori li puntiamo su Sofia Goggia e lo Sci Alpino: l’aver vinto la medaglia olimpica in discesa libera è stato un momento altamente importante per lei e per lo sport italiano conquistando un risultato aspettato da lungo tempo che ha dato delle certezze importanti, ma la nostra fuoriclasse della velocità alpina non si è fermata qua e, in un testa a testa incredibile nella finale di Åre, pur classificandosi seconda nella decisiva prova di discesa alle spalle di Lindsey Vonn è riuscita a prevalere sulla statunitense portandosi a casa la prima coppa di specialità della sua carriera suggellando così una stagione incredibile e sicuramente indimenticabile che ha segnato una tappa del suo percorso di crescita il quale, siam certi, sia ancora all’inizio e che la porterà lontano. Un talento straordinario coadiuvato anche da una splendida Federica Brignone che l’Italia probabilmente non vedeva nella sua essenza più profonda da tanto, troppo tempo. Sofia ha regalato all’Italia la Coppa del Mondo di discesa libera dall’ultima portata a casa da Isolde Kostner ben 16 primavere fa nel 2002.

Sci Alpino che ha visto l’affermazione anche l’acuto di Peter Fill: in una stagione purtroppo avara di soddisfazioni per gli uomini sia in campo tecnico che in campo veloce a parte la splendida vittoria di Dominik Paris a Bormio sulla Stelvio e , il nostro atleta atleta di Bressanone dopo due sfere di cristallo di fila nei scorsi due anni in discesa libera quest’anno ha vinto quella di combinata alpina grazie ai piazzamenti nelle due gare previste (Secondo posto a Bormio, terzo a Wengen). Di certo una piccola luce all’interno di un movimento che, siamo certi, si aspettava molto più e che farà sicuramente meglio nella stagione che verrà viste le potenzialità che detiene nelle sue ampie faretre.

Italia che ha visto la sua stagione crescere di livello in maniera prepotente e decisiva nello snowboard attraverso una tripletta di valore incredibile: a Michela Moioli spetta naturalmente la copertina d’oro per l’Italia in questo sport; in categoria cross ha fatto la voce più grossa possibile ripercorrendo le stesse orme di Goggia in quel dell’Alpino: medaglia olimpica del metallo più pregiato e coppa del mondo di specialità. La ventiduenne bergamasca ha saputo rialzarsi al meglio dopo l’infortunio di Sochi nel 2014 e si è presa con estrema determinazione tutto ciò che il fato aveva momentaneamente sottratto al suo infinito talento. Snowboardcross che ha arricchito in ambito azzurro il suo bottino grazie alla coppia composta da Emanuel Perathoner ed Omar Visintin i quali, nella specialità a coppie maschile, han portato a casa la Coppa del Mondo attraverso uno score che parla di due vittorie ed a ottimi piazzamenti. Piazzamenti che han fatto bene anche a Roland Fischnaller che a 37 anni ha completato l’opera conquistando la sfera di cristallo in modalità PSL numero 3 della sua grande carriera trionfando nell’ultima gara in scena a Winteberg prevalendo proprio al termine della stagione sul russo Loginov. L’ennesima dimostrazione che, spesso, la carta di identità rivela dei numeri in eccesso solo nelle biografie e non nelle piste in un periodo in cui il talento sta anche allungandosi dal punto di vista anagrafico facendo rimanere intatti i risultati di valore.

Altri successi li abbiamo raccolti nel Biathlon: avevamo lasciato la nostra staffetta mista in un risultato prestigiosissimo sul palcoscenico olimpico nella conquista di una storica medaglia di bronzo per l’Italia, oggi invece la ritroviamo sul gradino più alto del podio ma con gli stessi soggetti in Coppa del Mondo: Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer han portato i nostri colori alla vittoria per la prima volta nella storia in questo format di gara a Kontiolahti dove la nostra truppa azzurra ha realizzato una gara leggendaria che entra di diritto nella storia del Biathlon a conferma di come il nostro movimento sia in crescita. Un grandissimo Hofer nella parte finale ha fatto la differenza arrivando davanti all’Ucraina e alla Norvegia che con il terzo posto di Tarej Boe compromette la conquista della sfera di cristallo.

E come non menzionare infine anche la nostra Francesca Lollobrigida nello speed skating che classificandosi al terzo posto nella MS di Minsk, ha portato a casa la seconda sfera di cristallo della sua carriera dopo il trionfo datato 2014. Una soddisfazione enorme per la fuoriclasse di Frascati che pone in essere una splendida doppietta dopo l’oro europeo arrivato quest’anno in quel di Kolomna.

Una menzione d’obbligo va anche al nostro Chicco Pellegrino: non avrà vinto sfere di cristallo overall o di specialità il nostro campione del mondo e vice campione olimpico valdostano, ed oggettivamente contro un Klæbo in queste condizioni era un “tantino” difficile, ma è stato tenace ed ha tenuto duro sino al termine della stagione risultando l’unico in grado di mettere in seria difficoltà nelle gare sprint il fuoriclasse norvegese: Chicco ha dimostrando sia in ottica olimpica che in quella di coppa di potersela giocare al meglio delle sue possibilità e le vittorie ottenute a Dresda e a Lahti dove nemmeno Klæbo è riuscito a tener botta all’atleta delle fiamme oro, lasciano sperare davvero in positivo per la stagione che verrà. Chicco è cresciuto tantissimo dai mondiali dello scorso anno, e senza dubbio, ha tutte le carte in regola per continuare a recitare una parte da protagonista nel fondo a 360°.

L’Italia quindi mette agli archivi una stagione sin qui positiva: con tante luci e qualche ombra ma con la consapevolezza di avere dei margini di miglioramento notevolissimi. Margini già visti in quel di PyeongChang che han messo in risalto delle qualità notevoli da parte dei nostri azzurri che, aspettando la conclusione definitiva delle gare, in ambito invernale han detenuto un bottino notevole in fatto di vittorie, piazzamenti, e sfere di cristallo.

L’auspicio è che possano migliorare questi risultati attraverso anche un maggiore impegno che il nostro stato può dare in sede di supporto ai nostri atleti e agli addetti ai lavori per migliorare sensibilmente il tutto e dare una marcia in più ad essi mettendo a disposizione ancora più mezzi e strutture per far esprimere al meglio il loro talento, la loro audacia, e il loro spirito di sacrificio.

L’Italia c’è più che mai.

La prima sinfonia olimpica dello Strauss delle nevi: Marcel Hirscher

Primo acuto austriaco allo start ufficiale dello Sci Alpino a PyeongChang

Hirscher

Marcel Hirscher ha vinto la prima gara di Sci Alpino nella categoria della Combinata Alpina a questi XXIII Giochi Olimpici di PyeongChang arpionando la prima medaglia d’oro a cinque cerchi della sua straordinaria e probabilmente inarrivabile carriera.

Se dovessimo usare un’aforisma per rappresentare il fuoriclasse di Annaberg per ciò che è oggi, direi che la frase di George Bernard Shaw, importante drammaturgo irlandese, “fare ciò che deve essere fatto non può farti felice, ma ti farà grande”, penso che sia la più appropriata in assoluto.

Quando hai scritto “discrete” pagine di storia sportiva nello sport invernale e in generale, e quando all’appello manca l’ultima vera consacrazione, non puoi comunque non avere quel tipo di pressione che fa parte della normalità di un qualsiasi uomo, di un qualsiasi ragazzo di 28 anni… Ma la differenza Hirscher la realizza proprio lì, ossia nella gestione del tutto soprattutto mentale.

Ha sciato come se si stesse allenando ma parimenti con la voglia e la determinazione di griffare la prima gara olimpica di Sci Alpino con la firma più prestigiosa, la sua. E’ stato semplicemente sensazionale. Nella discesa libera che ha contrassegnato ovviamente la prima manche di questa specialità, è riuscito a cogliere la tecnicità del tracciato difendendosi molto bene e distanziandosi dal leader provvisorio Dressen di solo un secondo e trentadue decimi.

Ha sciato pulito, con la consapevolezza che le condizioni meteo e tecniche erano quelle che potevano mettere maggiormente in risalto le sue qualità e la sua audacia nella seconda manche di slalom. E così è stato.

E così facendo ha scritto la storia e una pagina personale e generale dello Sci Alpino; scendendo senza pensieri e accompagnato da notevoli folate di vento trasversale come se il tempo volesse anche lui rendergli omaggio e accompagnarlo agli allori che contano, ha indotto un ritmo impressionante sin da subito facendo capire a tifosi e addetti ai lavori che non ce ne stava per nessuno, come spesso accade quando scende in gara Hirscher.

Si sono inchinati tutti, a partire da un eccellente Alexis Pinturault che coglie uno splendido argento a coronamento di due manche notevolissime ma il cui gap dall’inarrivabile austriaco è ben evidente e sotto gli occhi di tutti. Medaglia di bronzo per l’altro transalpino Muffat-Jandet a coronamento di una splendida stagione che già lo aveva visto vincere in questa specialità in Coppa del Mondo il 12 gennaio scorso a Wengen in Svizzera.

Quanto agli italiani purtroppo non si è riusciti a fare meglio della discesa in quel dello slalom; Innerhofer che aveva chiuso quinto nella prima manche, si classifica in quattordicesima posizione a più di 3 secondi dalla vetta, mentre Paris e Fill a causa di un’inforcata chiudono la gara fuori dalla classifica. In prima manche erano rispettivamente ottavo e sesto.

A fine gara, ai microfoni di Karen Putzer di Eurosport, Hirscher ha affermato di essere sceso senza preoccupazione perché ciò che ha fatto in carriera, già lo aveva pienamente soddisfatto. Adesso, in attesa poi delle due Gare principali per King Marcel, può esserlo ancor di più dopo aver forgiato i suoi sci nel prestigioso fuoco di Olimpia.