Ancora tanto lavoro per lo sci alpino al passo dello Stelvio per le azzurre

Lavoro, lavoro, lavoro.

Così si potrebbero riassumere i giorni degli atleti azzurri al femminile e al maschile dello sci alpino sulla cornice meravigliosa dello Stelvio. Il gruppo azzurro sta continuando alacremente la sua preparazione per presentarsi al top ai nastri di partenza per la stagione 2020/21.

Nello specifico secondo la nota della FISI, (https://www.fisi.org/sci-alpino/news/21670-secondo-giro-allo-stelvio-per-le-donne-di-coppa-del-mondo-una-settimana-di-sci-che-si-concludera-martedi-30-giugno) il gruppo principale femminile rimarrà in tale località sino a fine mese a partire dal loro arrivo di domani per il secondo turno di allenamenti intensivi: presenti agli ordini del DT Rulfi, Marta Bassino, Federica Brignone, e Sofia Goggia, e tutto ciò varrà anche per le atlete polivalenti come Elena Curtoni, Nadia Delago, Nicol Delago, Verena Gasslitter, Francesca Marsaglia, Roberta Melesi e Laura Pirovano.

Procede quindi a vele spiegate il lavoro delle nostre atlete di sci alpino per far sì che la preparazione entri nel vivo e il lavoro a dare i propri frutti come ogni anno, affinché il sudore di oggi si tramuti nei successi della stagione che verrà con queste ragazze infinite che ogni anno ci stupiscono ancora di più rendendoci perfettamente orgogliosi di tutte loro.

Lo sci alpino comincia a scaldare i motori al Passo dello Stelvio

In momenti particolari come questo dove la presenza del Covid19 nelle nostre vite ha preso il sopravvento, leggere che una attività sportiva comincia a scaldare i motori, per ogni appassionato e non, è una notizia meravigliosa degna di far venire la pelle d’oca in quanto messaggera anche di speranza e di strada verso la normalità.

Tra i vari sport che stanno cominciando a muoversi c’è anche lo sci alpino: le nostre nazionali azzurre sia al femminile che al maschile, nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei controlli severi cui tutti le atlete e gli atleti saranno sottoposti, si ritroveranno nella splendida cornice del Passo dello Stelvio: le ragazze del gruppo principale si alleneranno ed affineranno le loro preparazioni sino al 15 giugno con Elena Curtoni, Francesca Marsaglia, Nicol Delago, Nadia Delago, Verena Gasslitter, la rientrante Roberta Melesi e Laura Pirovano in settore velocità, mentre il settore tecnico terminerà le sue attività 3 prima, il 12 giugno, con a disposizione dei tecnici Irene Curtoni, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Marta Rossetti.

I ragazzi invece rimarranno allo Stelvio sino 12 giugno con Christof Innerhofer, Emanele Buzzi, Mattia Casse, Matteo Marsaglia e Alexander Prast, tutti velocisti, invece i tecnici slitteranno sino alla settimana successiva.

Un gradito ritorno per i nostri straordinari campioni che ritornano ad allenarsi collettivamente sulle nevi dopo lo stop imposto alla Coppa del Mondo negli scorsi mesi a causa del coronavirus che ha decretato la fine anticipata delle stagioni agonistiche.

Queste le parole del direttore sportivo Massimo Rinaldi sul portale ufficiale della FISI: “Nei primi giorni sfrutteremo la pista Geister-1 sul versante altoatesino successivamente ci sposteremo anche sul versante lombardo, nonostante sia ancora vigente il divieto di utilizzo delle piste, grazie ad una deroga concessa da Regione Lombardia. C’è tanta voglia di ricominciare in tutti noi, dagli allenatori agli atleti, il programma sarà quello di tutti gli anni. Si comincerà con esercizi propedeutici, per passare poi ai primi ciuffetti, fino a qualche giro di slalom e gigante, con i velocisti che potranno anche tirare qualche curva di supergigante. Avremo nella fase iniziale due settimane a disposizione, c’è il tempo per compiere un buon lavoro e le previsioni meteorologiche potrebbero favorirci”.  

Skiroll: si imbastisce la nuova stagione

Prove di normalità all’interno dello sport italiano con lo skiroll che va a programmare la prossima stagione attraverso l’annuncio formazioni ufficiali delle nostre nazionali con una nota sul sito ufficiale della FISI (https://www.fisi.org/sci-di-fondo/news/21579-la-composizione-delle-squadre-di-skiroll-per-la-stagione-2020) con alla guida tecnica Michel Rainer nel ruolo di direttore tecnico.

Circa la composizione per le squadre A, per le ragazze troviamo Anna e Lisa Bolzan ed Elisa Sordello, per i ragazzi invece Emanuele e Francesco Becchis, Matteo Tanel, Michael Galassi, Luca Curti, Jacopo Giardina, e Michele Valerio.

We miss you, Marcel!!!

Hirscher

La stagione che si è conclusa purtroppo in anticipo un paio di settimane fa causa pandemia del Covid19, è stata a dir poco entusiasmante senza dubbio ma, parimenti, è stata la prima dopo tanti anni senza Marcel Hirscher ritiratosi da Campione in carica al termine di quella precedente, e ci è mancato. Pesantemente.

Quando sei stato artefice della stesura di pagine di storia incredibili che hanno travalicato il senso dello sci alpino confinando in discorsi agonistici generali, quando ti sei guadagnato col sudore del lavoro e con la dote di un talento unico al mondo la sedia accanto ai più grandi sportivi di sempre nella sala dei GOAT dei vari sport, quando dall’alto di due titoli olimpici (combinata e slalom gigante a Pyeongchang 2018), cinque titoli iridati individuali (slalom speciale a Schladming 2013, combinata a Vail/Beaver Creek 2015, slalom gigante e slalom speciale a Sankt Moritz 2017, slalom speciale a Åre 2019) e due a squadre (gara a squadre a Schladming 2013 e a Vail/Beaver Creek 2015), tre ori iridati juniores, otto Coppe del Mondo generali consecutive e dodici di specialità (sei di slalom gigante e sei di slalom speciale), e una Coppa Europa generale puoi essere considerato tranquillamente il più grande sciatore di sempre, è assolutamente scontato e palese che l’eredità sarebbe stata pesantissima per tutti e, da un punto di vista focalizzato sull’ottica personalistica, la sua presenza sulle nevi più importanti del mondo è mancata pesantemente.

L’attesa di vedere scendere il migliore in grado di scombinare e far fallire spesso e volentieri tutti i piani di velleità di fatto di vittoria ma, soprattutto, l’opportunità di ammirare ancora e ancora la classe di un ragazzo dal talento praticamente unico in grado di scalare rapidamente tutte le gerarchie dei più grandi, è stato il tema prevalente degli ultimi 8 anni prima di quest’ultima stagione che, comunque, è stata ricca di colpi di scena ma dove non c’è stato un vero e proprio padrone in grado di seguire, almeno un minimo, le sue orme in quanto al di là dei meriti e demeriti altrui, la parole d’ordine al maschile è stata la discontinuità.

Marcel Hirscher ha sempre garantito la continuità in fatto di risultati e di forma fisica, lavorando sempre al massimo per mantenere alta quell’asticella dove lui aveva fatto solcare il limite massimo della competitività esattamente come un’onda gigantesca durante una tempesta che si infrangeva sugli scogli di un’isola, soltanto che ad infrangersi nella realtà sono stati i sogni di batterlo della stragrande maggioranza dei suoi avversari, spesso portati a scuola dalla sua incredibile forza e dai risultati in sequenza ottenuti con la stessa fame di sempre, stagione dopo stagione, metro dopo metro, traguardo dopo traguardo.

Ha segnato un’intera generazione ed ha plasmato i libri di storia gara dopo gara andando a sconfinare oltre ogni orizzonte possibilmente anche solo immaginabile agli albori di una storia, la sua, ricca di glorie ed onori; atleti come lui non ne passano spesso e, se ha smesso, allora sicuramente sarà stato il momento più opportuno perché avrà sicuramente riconosciuto di essere arrivato all’istante in cui era giusto mettere la parola fine di un best seller che ha emozionato milioni di appassionati in tutto il mondo: Marcel ci manca sulle piste, e per un accanito lettore è sempre difficile distaccarsi da una storia che ha appassionato per tanti anni, ma bisogna anche essere pronti al finale, d’altronde come qualcuno disse al cinema qualche tempo fa, “la fine è parte del viaggio”, e occorre rassegnarsi anche al finale, quest’ultimo sempre difficile da azzeccare, ma griffato da King Marcel nel modo che lui ha sempre preferito quando era in attività, ossia da Campione. Da Fuoriclasse vero.

Ultimamente, prima dei vari lockdown, lo avevamo visto tramite i social alle prese con una serie di escursioni alpinistiche personali riassaggiando quel bianco che lo ha reso grande e al quale lui ha dato una magia unica che nessun altro aveva mai posseduto, ma chissà se un giorno deciderà di cambiare idea tornando alle vecchie passioni di un tempo distaccando quegli sci dai chiodi appesi oramai quasi un anno fa… Ma nel frattempo continuiamo a rendere onore al Mito che è ringraziandolo per le emozioni vissute che han portato noi a sognare, e lui e consacrarlo come miglior sciatore di ogni tempo.

Danke Marcel.

Il mito femminile dello sci alpino: Annemarie Moser-Pröll

Quando pensiamo a campionesse contemporanee del calibro di Julia Mancuso, Lindsay vonn, Mikaela Shiffrin tanto per citarne tre tra l’altro tutte a stelle e strisce, cominciamo a incantarci al solo pensare delle imprese sportive che han posto in essere vista la magnificenza che han sempre messo nell’ambito delle loro prestazioni; andando però più indietro nel tempo, il punto di riferimento femminile per lo sci alpino è stata una sciatrice assolutamente formidabile che è a cavallo degli anni 70 che è riuscita a conquistare tutto quello che c’era da vincere scrivendo pagine indelebili nello sport invernale: parliamo naturalmente di Annemarie Moser-Pröll.

Questa atleta austriaca aveva una capacità di lettura nelle sue gare praticamente unica al mondo. La freddezza con la quale riusciva a trovare l’exploit nelle sue prestazioni lasciava senza fiato chiunque, tanto che l’appellativo di “Signora dello sci” glielo si venne ad attribuire senza alcun tipo di problema in pochissimo tempo dai suoi esordi.Annemarie fece parte di una generazione che in voce polivalenza ha sempre avuto una parte enorme nella specialità dello sci alpino: sebbene lei fosse agile in tutte le specialità, era proprio la discesa che la emozionava e riusciva a farle esaltare tutte le sue doti: scendeva giù con una cattiveria e una determinazione tale da mangiarsi ogni mm di neve che scorreva sotto i suoi sci, le 36 salite sul gradino più alto del podio in 62 podi sono state autentica sinfonia sportiva di “Beethoveniana” memoria: un missile battente bandiera austriaca che ha incantato l’intero globo, quel globo che fece sue molte volte sotto forma di cristallo dove poteva rispecchiare la soddisfazione presente nel profondo del suo intenso sguardo, dopo un’altra vittoria che andava a confermare la sua immensa grandezza.

Nella sua carriera colleziona anche il titolo olimpico in discesa libera ai Giochi di Lake Placid nel 1980, una soddisfazione enorme che andò a completare definitivamente una carriera strepitosa che già vantava ben quattro titoli ai Campionati del Mondo nella combinata a Sapporo 1972, nella discesa libera a Sankt Moritz 1974, nella discesa libera e nella combinata a Garmisch-Partenkirchen 1978, e una straordinaria sequenza nel circuito intercontinentale nel circo bianco con ben sei Coppe del Mondo generali e dieci di specialità, per una totalità 113 podi e 62 vittorie in Coppa del Mondo in tutte le specialità allora previste per lo sci alpino.

Laddove inizia una Leggenda, c’è sempre dietro un poster di emozioni che a chiunque ammiriamo oggi e che menzioniamo come Campione ha forgiato la sua voglia di emergere con le sue qualità: si chiama storia e passione, e Annemarie Moser-Pröll è una parte importante di questa tanto che può vantarsi di esser per sempre, uno dei pilastri più solidi della storia dello sport in generale.

Johanna Schnarf lascia lo sci alpino

Photocredit: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Altro ritiro eccellente nell’ambito dello sci alpino: anche l’azzurra Johanna Schnarf, a 35 primavere e dopo parecchi infortuni ha deciso di appendere gli sci al chiodo e terminare così la sua carriera agonistica. Johanna per tanto tempo è stata un punto di riferimento all’interno della Nazionale azzurra femminile dall’alto della sua esperienza, attraverso una lunghissima carriera con più di 16 anni nel massimo circuito intercontinentale nelle specialità veloci.

Johanna, nativa di Bressanone, vanta due podi in Coppa del Mondo conquistata in discesa libera a Crans Montana nel 2010 e in super-g Cortina d’Ampezzo nel 2018; è mancata sempre la zampata finale quasi sempre per un soffio, ma Johanna ha dimostrata sempre di essere sul pezzo grazie ad una grandissima tecnica e a un talento sopraffino cercando sempre il risultato migliore in ogni condizione. Ricordiamo anche la belle vittoria datata 2006 in Coppa Europa in discesa libera ad Haus che permise all’atleta azzurra di salire sul gradino più alto del podio per la prima volta in carriera.

Come dimenticare la sua meravigliosa prestazione agli ultimi Giochi Olimpici di PyeongChang nel 2018 quando, nella gara di super-g, chiuse in quinta posizione sfiorando un’oro che sarebbe stato a dir poco leggendario per soli 16 centesimi da una gara pazzesca portata a casa da Ester Ledecká chiudendo in quarta posizione ai piedi del podio che distava soltanto 5 centesimi.

Come detto tanti infortuni che poi, alla lunga, hanno pesato per classe 1984 altoatesina che di fatto ha annunciato il suo ritiro come detto e che di fatto non sarà al cancelletto di partenza la stagione che verrà. Discesa Libera fa i più grandi in bocca al lupo alla splendida Johanna per la sua vita post-sci ringraziandola per tutte le emozioni e prestazioni che ha sempre fatto con la casacca azzurra.

Corinne Suter: la regina della velocità alpina 2019/20

Foto: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Cinque stelle extra-lusso e 110 e lode con tanto di bacio accademico: questo in buona sintesi il giudizio emergente nella stagione appena conclusasi purtroppo, come sappiamo in anticipo causa Covid-19, in voce corrispondente alle prestazioni di Corinne Suter.

La bella atleta elvetica classe 1994, ha saputo tirar fuori il meglio di se stessa timbrando puntualmente il suo appuntamento con il salto di qualità in una stagione che non soltanto l’ha vista finalmente protagonista con il gradino più alto del podio, ma che le ha dato la possibilità di portarsi a casa anche trofei di rilevanza di primo livello: due sono state le vittorie che le han dato la possibilità di affacciarsi sul balcone dell’élite dello sci internazionale, quella Altenmarkt-Zauchensee l’11 gennaio 2020 in discesa libera, e quella in super-g a Garmisch il 9 di febbraio; in mezzo tante belle prestazioni e una battaglia serratissima con Federica Brignone per la conquista delle sfere di cristallo di specialità, coppa che sono andata alla nativa di Svitto entrambe con quella di discesa davanti alla campionessa olimpica di super-g Ledecká con 155 punti di margine, e l’altra di super-g con soli 19 davanti alla nostra fuoriclasse valdostana che, a fine stagione, ha scritto una indelebile pagina di storia andandosi a prendere la Coppa del Mondo overall, una classifica generale che ha visto Suter chiudere ai margini del podio definitivo, in quarta posizione dietro Brignone, Vlhová, e Shiffrin, ma che fa segnare comunque il miglior risultato in carriera.

Una ragazza perennemente sorridente ma con un talento e un fuoco dentro innato, che già in passato aveva dato prova delle sue qualità con due titoli mondiali juniores sempre nelle due specialità veloci, e una spinta ulteriore vista nell’ultima rassegna iridata ad Åre nel 2019 quando sfiorò la vittoria in discesa libera prendendosi l’argento, e il bronzo in super-g.

Colori elvetici che finalmente possono tornare a sorridere aggiungendo al loro scacchiere un’altra top player di assoluta qualità da aggiungere già ad una pattuglia ben fornita come Holdener e Gut-Behrami dove, considerando anche l’età ancora giovanissima, può sicuramente ben sperare in prospettiva con dei margini miglioramento enormi da parte di una atleta che sicuramente ha già fatto la voce grossa nel presente e che, per il domani, ha lanciato un serio monito alle avversarie.

Sci alpino: il ritiro di Nina Haver-Löseth e di Tina Weirather che lasciano le competizioni alpine

Lo sci alpino la prossima stagione sarà decisamente meno ricco di talento, in quel del femminile: sono di questi giorni gli annunci ufficiali dei ritiri dalle competizioni agonistiche da parte di Nina Haver-Löseth e di Tina Weirather.

Annunci a sorpresa per le sciatrici rispettivamente battenti bandiera della Norvegia e del Liechtenstain che attraverso i loro profili social decidono di dar notizia della loro appesa degli sci al chiodo dopo carriere ricche di soddisfazioni.

La prima ad annunciare è stata Nina Haver-Löseth, specialista in tecnico, che dopo l’infortunio patito lo scorso anno era in questa stagione ritornata alle competizioni agonistiche con un ottimo stato di forma arrivando a concludere le sue performance molte volte tra le primissime posizioni nelle graduatorie; ricca di talento e di scorrevolezza, la bella Nina conclude la sua storia d’amore con il circo bianco con due trionfi nel circuito di Coppa del Mondo, uno in slalom speciale a Santa Caterina Valfurva in terra italiana, un’Italia a lei vicina dove ha celebrato le sue nozze, e l’altro in slalom parallelo a Stoccolma, cui bisogna aggiungere il bronzo olimpico nella gara a squadre agli ultimi Giochi Olimpici a PyeongChang nel 2018.

Mercoledì scorso invece è stata la velocità Tina a dire stop alla sua carriera a soli 30 primavere collezionate in sede di carta d’identità: Tina Weirather negli ultimi è stata una delle atlete più talentuose in discesa libera e in supergigante con un palmares di assoluto prestigio che ci racconta di ben 9 vittorie (1 in discesa libera, 7 in supergigante, 1 in slalom gigante) in Coppa del Mondo, un circuito internazionale che l’ha vista prevalere sulle sue avversarie nella classifica di super-g per due volte di fila nel 2017 e nel 2018 portandosi a casa due sfere di cristallo prestigiosissime: veloce, agile, ed estremamente tecnica, Weirather ha saputo fare la voce grossa anche in ottica olimpica con il bronzo nel super-g a PyongChang nel 2018, e in sede iridata con l’argento sempre nella stessa specialità ai Campionati del Mondo di Sankt Moritz nel 2017.

Due atlete molto brave che dicono basta alla loro attività, sempre disponibili e con il sorriso che le hanno sempre accompagnate nelle gare e che sicuramente, a tutti noi, mancheranno per ciò che hanno realizzato in pista e fuori.

Discesa Libera fa un grande in bocca al lupo ad entrambe.

Aleksander Aamodt Kilde è il nuovo vincitore della Coppa del Mondo 2019/20

Come era ovvio che fosse, viene cancellato anche il weekend finale in Slovenia in quel di Kranjska Gora, ed automaticamente Alexander Kilde è l’uomo che succede a Marcel Hirscher nell’albo d’oro della Coppa del Mondo generale di sci alpino dopo 8 anni di dominio austriaco.

Una situazione che impone delle scelte difficili e che consegna ancor prima di scendere dal cancelletto di partenza, come è successo ieri a Federica Brignone, il più prestigioso di trofei.

Kilde quest’anno è stato autore di una stagione a dir poco straordinaria, la prima senza il dominatore austriaco degli ultimi anni, contrassegnata da una continuità eccezionale da parte del norvegese che va a vincere nel più importante dei trofei nonostante abbia vinto una sola gara in tutta la stagione.

Norvegia quindi che va trionfare con la velocità in senso generale ma che anche in tecnico fa la voce grossa con Henrik Kristoffersen che si porta a casa le due sfere di cristallo nel settore tecnico, quella di slalom speciale, e quella di slalom gigante.

Avremmo preferito vedere questi risultati in pista, ma come detto la situazione purtroppo impone scelte difficili e soprattutto obbligate per preservare la sicurezza di tutti atleti e non, quindi concludiamo così una stagione comunque emozionante, con l’auspicio che l’anno prossimo si possa gioire in pista ammirando questi grandi campioni sollevando al cielo i trofei che meritano.

Federica Brignone ha vinto la Coppa del Mondo di sci alpino 2019/20

Ora è ufficiale: a seguito della cancellazione da parte della FIS del weekend di gare previsto per Åre in Svezia, Federica Brignone è la nuova detentrice della Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2019/20.

Naturalmente avremmo preferito tutt’altra modalità di conquista, ma la situazione generale attualmente impone questo e di certo non sminuisce una stagione sontuosa della nostra Federica che timbra l’appuntamento con la storia portandosi a casa anche la coppa di gigante, per un tris storico dove bisogna aggiungere la sfera di cristallo già conquistata settimane fa in quella della combinata: vengono i brividi solo a pensarci.

Una notizia che premia un lavoro duro iniziato dall’inizio di questa stagione, e un premio meraviglioso per la sua carriera con Brignone che diventa la prima atleta azzurra raggiungere un traguardo di questo tipo, nessuno come lei al femminile; un acuto che va a scrivere una pagina meravigliosa dello sport italiano e mondiale riuscito solamente in passato ad atleti del calibro di Thoeni, Gros e Alberto Tomba, quest’ultimo 25 anni fa.

Finisce così al femminile una stagione dove l’azzurro è stato il colore prevalente con Federica Brignone che in classifica overall va a toccare la quota record italiana di 1378 punti in 30 gare nonostante le 11 cancellate; alle sue spalle si classificano Mikaela Shiffrin con 1225 punti e Petra Vlhova con 1189 punti.

Discesa Libera plaude l’enormità di Fede e, in un periodo abbastanza complicato per tutto il mondo, si unisce al coro di gioia e di sorrisi con questa notizia affinché sia il primo mattoncino per raggiungere una luce che tutti vogliamo vedere all’interno di questo tunnel.

Ad maiora Fede.