A Kronplatz questa volta il gigante è di Tessa Worley

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Da parte delle avversarie occorreva senza dubbio alzare l’asticella per fermare il dominio di Marta Bassino in slalom gigante, e a seguire alla lettera le indicazioni per fare oggi una gara strepitosa in questo segmento a Kronplatz è stata Tessa Worley che si prende scena ed onori conquistando una splendida vittoria.

La signora del gigante torna a trionfare nel segmento di gara che più le si addice e lo fa con una prestazione maiuscola rimontando ben quattro posizioni rispetto alla prima manche (Vinta da Gisin ma che, proprio nella parte finale della seconda, commette un errore fatale che la vede sfortunatamente terminare al sesto posto) e prevale su Lara Gut-Behrami che si prende un altro grandissimo podio a dimostrazione del suo ritrovato oramai stato di forma, e poi ancora Marta Bassino che si oggi non vince ma porta a casa una gara bellissima culminata con un podio preziosissimo che le consente di mettere in cascina dei punti davvero pesanti in vista della classifica finale di specialità che la vede ancora leader dall’alto del pettorale rosso che la contraddistingue.

Tanta sfortuna per Federica Brignone che ancora non riesce ad esprimersi ai suoi livelli e da terza finisce ottava alle spalle di un’ottima Sofia Goggia che continua a prendere le misure anche alla più veloce delle due discipline tecniche, mentre Shiffrin anch’essa perde posizioni ritrovandosi da seconda a quarta ai piedi del podio probabilmente per una neve che non ha rappresentato il massimo per le sue caratteristiche: delude invece Petra Vlhová che chiude soltanto al 12mo posto.

A Kitzbuhel in super-g la gioia è di Vincent Kriechmayr

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E’ Vincent Kriechmayr a prendersi finalmente la soddisfazione sul veloce dopo tanti tentativi quest’anno, e ci riesce nella più prestigiosa delle cornici quella di Kitzbuhel in un super-g che lo ha visto assoluto protagonista in una gara recuperata questa mattina. Per il forte velocista biancorosso si tratta della settima vittoria in Coppa del Mondo, la quinta in super-g, la prima in questa annata agonistica.

In una condizione di visibilità odierna non propriamente ottimale, l’austriaco tira fuori una prestazione sublime e mette in fila gli avversari a partire da Marco Odermatt che chiude al secondo posto staccato di 12 centesimi, mentre il podio lo completa il compagno di squadra del vincitore, Matthias Mayer altro grande specialista della velocità che accusa un gap di 55 centesimi; tanto rammarico per il nostro Chris Innerhofer che anche oggi piazza una prestazione straordinaria considerando anche il poco lavoro ottemperato nelle scorse settimane e finisce quarto ai piedi di un podio che ha visto sfumare per soli 4 centesimi.

Un grande rammarico per una prestazione che assolutamente non va sminuita e a cui manca decisamente un tocco di fortuna che avrebbe assolutamente meritato; ancora invece da ritrovare la condizione dopo uno scorso anno fermo ai box per Dominik Paris che commette una serie di imprecisioni e conclude a più di due secondi (+2.18) da Kriechmayr., mentre va fuori Buzzi per una gara dolce e amara in senso azzurro.

Crans Montana nel segno di Sofia e di una grande Italia

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Sofia fa il back-to-back a Crans Montana in una discesa a dir poco regale che, in questa splendida pista elvetica, ha messo in risalto una prestazione enorme da parte di tutta la pattuglia azzurra che dopo Lara Gut-Behrami che ha chiuso al secondo posto, piazza Elena Curtoni al ritorno sul podio in terza posizione e Laura Pirovano al quarto che fa segnare il miglior risultato in carriera.

Il risultato di Sofia Goggia è a dir poco storico qui sul Mont Lachaux, perché fa segnare tra i vari numeri a dir poco splendidi della fuoriclasse bergamasca,il centesimo trionfo di una ragazza italiana in una gara di sci alpino. Per Sofi in senso personale oggi va segno il quarto successo in serie nella massima espressione veloce di questo sport, nonché l’undicesimo in Coppa del Mondo: la vittoria di oggi non è altro che un chiaro monito alle avversarie che dimostra, ancor di più, chi sia la numero uno assoluta su questi segmenti di gara.

Sofia è assolutamente impeccabile sin dalla partenza e pennella movimenti regali ponendo in essere un incredibile affresco in una pista che adora e che griffa in discesa libera per la terza volta nella sua carriera il suo nome leggendario. Il momento di forma dello sci alpino rosa italiano è alla sua massima espressione e, oltre a volger lo sguardo a domani per il super-g, è indubbio avere un pò più di certezze in vista dei Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo.

Beat Feuz porta il suo nome sulla leggenda della Streif

La discesa libera di Kitzbuhel sulla mitica Streif, altro non è che la gara più iconica nel circuito intercontinentale dello sci alpino: è leggenda, è mito, e chiunque apponga il suo nome nel prestigioso albo d’oro della pista austriaca non fa altro che divenire parte di tutto questo insieme di fattori: oggi, a far la storia in questo 2021, è Beat Feuz che domina la gara.

Feuz mette la mani sulla posta in palio con una prestazione a dir poco straordinaria che gli consente di mettere in fila gli avversari uno dopo l’altro e portarsi a casa non solo il primo successo stagionale ma altresì anche di porre il suo nome sul nome per la prima volta in carriera sulla leggendaria pista austriaca arricchendo la sua bacheca ponendo in quella sala, già prestigiosa di suo in senso di velocità, anche il tassello di Kitzbuhel.

In una gara contrassegnata anche da tanti incidenti speriamo senza conseguenze, l’atleta elvetico precede sul podio Matthias Mayer di sedici centesimi e il nostro Dominik Paris di 56 a testimonianza di un processo di crescita che continua per il nostro fuoriclasse a crescere sempre di più dopo il grave infortunio dello scorso anno.

Per Feuz si tratta della 14ma vittoria in Coppa del Mondo e un acuto odierno che va a ribadire ancora una volta la sua assoluta posizione di fuoriclasse e discesista mettendo già nel mirino i Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo.

Nel secondo atto di Kranjska Gora vige ancora la legge di Marta Bassino

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Krzysztof Golik

Questa domenica in Slovenia a Kranjska Gora, andava in scena il secondo atto dello slalom gigante femminile in Coppa del Mondo di sci alpino e dopo l’assolo meraviglioso della giornata di ieri,Marta Bassino, ha pensato bene di porre in essere il secondo tempo di un capolavoro assoluto andandosi a prendere l’ennesima vittoria in un gigante che oramai sembra calzargli a sua immagine e somiglianza.

Concludendo la prima manche in seconda posizione alle spalle di Shiffrin poi finita sesta, Bassino interpreta una seconda frazione in una maniera a dir poco regale prendendo la quarta vittoria stagionale, la quinta complessiva nella sua carriera, ribadendo la legge della più forte per un weekend che sa assolutamente di magia e di immensità.

La leggerezza con la quale Marta scende dal cancelletto di partenza è una sorta di affresco al mondo dello sci, una sensazione che diviene certezza metro dopo metro percorso di assoluta semplicità anche sulle nevi più complicate; il punto da focalizzare in merito alla performance della campionessa di Borgo S. Dalmazzo, è stata la capacità di adattarsi immediatamente a una neve che ha messo in difficoltà praticamente quasi tutte le atlete, anche le più quotate; lei invece è stata ancora una volta incredibile a rendere semplice anche la cosa più difficile sul ripido, un autentico missile sugli sci che anche oggi ha scritto una pagina incredibile dello sport azzurro.

Marta va a precedere un’altra, ancora volta, strepitosa Michelle Gisin staccata di 66 centesimi, e la padrona di casa Meta Hrovat che si toglie una splendida soddisfazione arpionando il podio a 73 centesimi dalla vetta al termine di una gara notevole ma oggi, contro Bassino, nemmeno il più invisibile dei supereroi poteva far qualcosa per scardinare le certezze dell’azzurra.

Il presente porta il suo nome e lo sci italiano ed internazionale non possono che griffarsi di una penna autorevole come quella di Marta Bassino, oggi come oggi, assolutamente imbattibile.

Marta Bassino tutto

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Krzysztof Golik

Tutto. Ogni cosa. Perché ogni roba da commentare in merito allo slalom gigante di Kranjska Gora in terra slovena, dove c’era più ghiaccio che neve sotto gli sci, è corrispondente alla figura di Marta Bassino che non solo vince la sua quarta gara in carriera, la terza quest’anno che le vale la leadership di specialità, ma dà altresì una sensazione di totale dominio rispetto alle altre atlete al termine di una prestazione che detiene tutti i crismi dell’immensità.

Laddove tutte (Forse Worley a parte che chiude seconda al termine di una gara eccezionale) vanno in difesa cercando di limitare i danni con un terreno abbastanza scivoloso e abbondantemente ghiacciato, la fuoriclasse di Borgo S. Dalmazzo non si tiene dentro alcun cavallo e li scatena come una hypercar in pista facendo segnare parziali record e ponendo in essere probabilmente la gara più bella della sua carriera per coefficiente di difficoltà, bellezza, precisione, e tanto infinito coraggio.

Marta come detto precede una incredibile Worley e ancora una strepitosa Gisin che continua la sua progressione, ma davanti ad un’atleta come la nostra giovane piemontese oggi non c’era davvero nulla da fare: una sensazione di dominio assoluto di “Hirscheriana” memoria che ci consente di guardare al futuro con estremo sorriso e sicurezza: la crescita di Marta l’avevamo sottolineata in lungo ed in largo sotto tutti i punti di vista elogiando il lavoro che sta realizzando per alzare l’asticella, ma qui siamo davanti ad un’esplosione pazzesca, frutto anche di un talento cristallino come pochi ne passano ogni tot di anni che ci consente di ammirarla gara dopo gara per un livello adesso che è totalmente incredibile.

Marta soprattutto con il gigante ha trovato un rapporto di confidenza assolutamente spaziale come la sua sciata, leggera ma allo stesso tempo potente e determinante che legata anche ad una condizione fisica incredibile le permette di essere sempre al top assieme ad uno stato mentale assolutamente invidiabile.

Marta lascia le briciole alle avversarie e mette nel mirino specialità e Campionati Mondiali continuando a lavorare duramente per cercare di scrivere indelebili pagine di storia: la penna è già in mano e i primi capitoli sono stati già stesi da un piano che, attualmente senza alcun tipo di ombra di dubbio, corrisponde a quello dell’atleta più forte del mondo.

La prima volta di Manuel Feller

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Richard Symonds

Uno dei più grandi talenti che ultimamente lo sci alpino ha avuto, è senza ombra di dubbio Manuel Feller il quale, oggi in slalom speciale sulla pista inedita per gli uomini di Flachau intitolata a un mito come Hermann Maier, va a cogliere il primo successo in carriera sul circuito intercontinentale di Coppa del Mondo prendendosi una serie di rivincite contro una serie di infortuni che han tentato di rallentarlo e contro tantissime critiche spesso ingiuste per uno sciatore con una grinta fuori dal comune.

Grande felicità per un’azione, quella di Feller oggi, piena di voglia di vincere e di prevalere: chiudendo terzo in prima frazione attuando una prova soddisfacente, dà il meglio di sé in seconda sciando come un forsennato attraverso linee strettissime ma allo stesso tempo super-veloci che gli valgono il gradino più alto del podio davanti a Noel che aveva chiuso al primo posto la prima manche anticipandolo di 43 centesimi, e a Schwarz, leader della classifica di specialità che chiude a 70 centesimi di distacco.

Feller è davvero un vero e proprio appassionato di questo sport, allo stato puro, che ha sempre fatto divertire attraverso una sciata essenzialmente unica nel suo genere, spettacolare e rischiosa che spesso gli è costata dei punti preziosi, ma allo stesso tempo efficace e appagante soprattutto agli occhi di ogni appassionato di sport invernali: Feller ha lottato duramente in questi anni e non ha mai mollato senza modificare radicalmente la sua tecnica: ciò non significa che ha posto accorgimenti, infatti se si andasse a porre in essere un raffronto tra come scendeva qualche anno fa e come scende oggi, ci si accorgerà di una maggiore stabilità sul ripido soprattutto, una buona dose di pazienza, e una precisione ancora superiore rispetto a prima.

Duro lavoro senza però cambiare mai, senza essere quello che è certamente per distacco il più divertente atleta attualmente presente sul panorama dello sci alpino, con quella voglia e grinta che nessuno detiene, fattori che miscelati al suo talento e alla sua classe fan venir fuori un atleta unico il quale finalmente oggi, ha potuto alzare le braccia al cielo dopo una rincorsa durata fin troppo tempo.

Goditela Manu, il presente finalmente è tuo adesso.

A St. Anton Lara Gut-Behrami in modalità supergigante, Adelboden nel segno di Schwarz

Grandissima giornata di sci alpino oggi che ci ha consegnato un bagaglio di emozioni non da poco in terra elvetica sia al femminile che al maschile per un weekend contrassegno da superprestazioni e da ritorni eccellenti su entrambi i fronti.

A St. Anton è stato tempo di superigigante ed è stato tempo di rivedere sul gradino più alto del podio Lara Gut-Behrami che vince la gara davanti a una splendida Marta Bassino ancora una volta al top in sede veloce che dà continuità ad una stagione sin qui splendida e che si è dovuta arrendere alla ticinese per soli 16 centesimi al termine di una gran prestazione; poi Corinne Suter che completa il podio e precede la running-up di ieri in discesa libera Tamara Tippler e la nostra Federica Brignone; purtroppo va fuori la vincitrice di ieri Sofia Goggia.

Ad Adelboden invece si è svolto lo slalom speciale dopo una due giorni di gigante che ha visto trionfare Pinturault, mentre oggi la scena se l’è presa tutta Marco Schwarz che va a vincere una gara assolutamente folle e ricca di colpi di scena che ribalta dall’inizio alla fine ogni pronostico: Noel e Muffat-Jandet che tanto si erano le prime posizioni in prima manche, sbagliano clamorosamente nel corso della seconda e spiando la strada all’atleta austriaco che vince davanti al tedesco Linus Strasser, secondo a 14 centesimi che anticipa il britannico Dave Ryding terzo a 15 centesimi

La Lectio Magistralis di Monsieur Alexis Pinturault

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Se nel gigante di ieri Pinturault è riuscito ad incantare tutti, in quello di oggi ad Adelboden ha lasciato ogni persona a bocca aperta per l’ennesima semplicità con la quale ha reso possibile centrare una delle vittoria all’interno di uno dei tracciati tecnici più complicati in assoluto sula faccia della terra; qui, per lui, terza vittoria in questo segmento di gara in questa pista elvetica.

Alexis è un campione straordinario, di quelli puri che non ne passano tantissimi nel corso delle decadi, e anche oggi nella seconda prova tecnica compie un back-to-back di pregevolissima fattura rimontando la posizione che lo separava dalla vetta in prima manche centrando un’altra vittoria che lo consacra come l’atleta più in palla con Kilde per continuità nel post Hirscher. Sin dall’inizio della seconda manche Pinturault scende sicuro di sé con al solito degli ottimi materiali ai piedi, e pone in essere una prova priva di appello per gli avversari relegati in fila del fenomeno francese a partire, ancora una volta, da uno strepitoso Filip Zubcic staccato di ben 1.26 a testimonianza del vuoto compiuto dall’atleta battente colori transalpini; terzo finisce Meillard che aveva chiuso in vetta la prima manche e conclude nel gradino più basso del podio nonostante un errore in seconda frazione che ha saputo gestire benissimo.

Da sottolineare una prova fantastica del nostro Luca De Aliprandini che chiude sesto a 2.06 da Pinturault, rimontando ben 4 posizioni a conferma del proprio bagaglio tecnico per una prova che ha il sapore di rivalsa e che gli consentirà di guardare al futuro con maggiore ottimismo consapevole che il meglio debba ancora venire.

Un dominio veloce chiamato Sofia

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Sofia Goggia. Si potrebbe riassumere soltanto con un nome ed un cognome la gara odierna di discesa libera femminile di St. Anton che ha il sapore di un autentico dominio da parte della nostra fuoriclasse bergamasca che tira fuori dal cilindro l’ennesima magia tale da incantare le nevi che calca sotto i suoi sci attraverso una delle migliori prestazioni ottenute nel corso di una carriera che aggiunge alla sua collezione una delle perle più lucenti.

Sofia studia per bene il tracciato nella prima parte di gara per poi scatenare tutti i suoi cavalli acquisendo una velocità superiore ai 130 orari nella parte centrale della discesa elvetica, e così facendo va a compiere un autentico capolavoro ricordandoci, ancora una volta, chi è la vera regina della velocità con addosso il tricolore del nostro paese. Già nella giornata di prova aveva evidenziato un grandissimo feeling con questa neve svizzera e lasciava presagire nella giornata di oggi un qualcosa di speciale ma, essendo che stiamo parlando di Sofia, ella ci ha stupito regalandoci davvero molto molto di più.

Per Sofia si tratta della seconda vittoria stagionale dopo il successo in Val d’Isére lo scorso 19 dicembre, la nona vittoria nel circuito intercontinentale, la sesta perla nella massima espressione veloce dello sci alpino per dei numeri importanti che hanno il sapore di una storia meravigliosa che, passo dopo passo, aggiunge dei nuovi colori all’arcobaleno che la stessa ha il dono di regalarci a ogni gara. Goggia precede sul podio Tamara Tippler a 96 centesimi (A testimonianza del solco scavato in vetta), ancora la Johnson che centra il terzo podio consecutivo alla casella numero 3 con un gap staccata di 1.04, poi quarta Ledcka a 1.10, e una meravigliosa Laura Pirovano che chiude le prime cinque a 1.15 arpionando il miglior risultato in carriera.

Domani si replica con la velocità con in programma un bel super-g e vedremo quelle che saranno le sensazioni delle nostre atlete, tuttavia però oggi ci godiamo l’ennesimo affresco che consacra ancora una volta la splendida Sofi tra le atlete più forti sulla faccia della terra. Semplicemente, unica.