Il riscatto di Breezy

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Tra le liete rivelazioni di quest’ultima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino, senza dubbio Breezy Johnson recita una parte notevole. Ed è anche altresì una storia dannatamente bella e speciale in quanto, dopo tantissima sfortuna, è arrivato per la statunitense finalmente il momento dei sorrisi a dimostrazione del fatto che crederci sempre soprattutto in uno sport ricco di incognite come lo sci alpino, è uno dei fattori determinanti per cercare sempre il punto di svolta dopo dei periodi neri.

Breezy, talento made in USA specializzato nel settore velocità, negli ultimi anni ha dovuto convivere con una serie di infortuni incredibilmente seri. Prima nel settembre del 2018 un infortunio in terra cilena le aveva comportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, incidente di percorso che andò ad aggiungersi alla rottura del piatto tibiale prima dei Giochi Olimpici coreani, e poi nel giugno del 2019 nel corso di una sessione di allenamento in vista della stagione successiva la caduta nei pressi di Mammoth Mountain con una diagnosi che menzionava di una rottura del legamento crociato posteriore del ginocchio sinistro, oltre al collaterale mediale.

Nel weekend del 18 e del 19 dicembre scorso è arrivata la svolta stagionale per la 25enne nativa di Jackson dove, in quel di Val d’Isère, ha individuato la sequenza perfetta nella quale sterzare decisamente centrando nelle due discese libere in programma due terzi posti consecutivi andando a cogliere quel podio che tanto aveva inseguito con fatica e passione dall’inizio della sua carriera. Un riconoscimento importante per una marea di sacrifici effettuati e il coronamento di un primo sogno sul quale imbastire una carriera. La fine in fondo ad un tunnel lunghissimo e finalmente un primo raggio di sole di questo talento che ha continuato ad andare al massimo cogliendo il terzo podio sempre al terzo posto successivamente il 9 gennaio a Sankt Anton sempre nello stesso format di gara, in discesa libera, chiudendo anticipata soltanto da Goggia e Tippler, podi che poi diventano quattro con la quarta terza posizione stagionale stavolta in terra elvetica a Crans-Montana il 22 gennaio nell’altra gara vinta dalla nostra Sofia; dei risultati che finalmente l’han condotta in gruppo di atlete di primissimo livello e che le han permesso di ottenere quella tanto agognata continuità dopo una infinita sfortuna che non le consentì di esprimere al meglio il suo talento. Ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo poi si è piazzata 9ª nella discesa libera, 15ª nel supergigante, mentre non ha completato la combinata alpina.

Una stagione di riassestamento che è andata ben al di là di quelle che erano le sue migliori aspettative, che l’han vista figurare come detto per la prima volta sul podio non estremamente distante dai gradini successivi, e che le han consentito di prendere confidenza con le vette più alte della classifica dandole la consapevolezza che potrà recitare una parte estremamente rilevante in futuro (Anche in ottica olimpica) attribuendo alla sua nazionale una freccia in più nella sua faretra nel settore veloce dopo l’addio di Lindsey Vonn, fuoriclasse assoluta che mai ha mancato il suo supporto per questa splendida atleta del Wyoming. Il talento va a sopraffare sempre la sfortuna e, certamente, nel nome di Breezy Johnson continuerà a recitare una parte da leone in futuro portandola sempre più in alto a dimostrazione di quanto il lavoro connesso ai sogni sia la ricetta perfetta per andare sempre al massimo e centrare i propri obiettivi.

Marco Odermatt alla conquista del futuro

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Tra le certezze più grandi che vanno inserite oramai nel novero di categoria élite, senza dubbio la figura di Marco Odermatt in merito recita una parte da leone. Il 23enne nativo di Bouchs, un comune svizzero di quasi cinquemila anime e mezzo situato del Canton Nidvaldo sul lago dei Quattro Cantoni, ha condotto una stagione esattamente come un veterano, alzando l’asticella, e mettendo a repentaglio le velleità di atleti molto più navigati a partire da Alexis Pinturault.

Certo è che poi Pinturault, anche grazie alla sua grande esperienza, nelle finali di Lenzerheide è riuscito a condurre i propri obiettivi in porto lasciando un bel pò di amaro in bocca all’elvetico, ma sarebbe fin troppo riduttivo restringere il campo delle affermazioni in codesto modo per spiegare la stagione di Odermatt la quale, al di là delle delusioni finali, consente allo stesso di osservare con grande fiducia il pensiero al futuro.

Marco è riuscito a tradurre in fatti estremamente concreti un lavoro partito da lontano, non lasciandosi trascinare giù dalle pressioni dall’alto di sei titoli iridati juniores, ma utilizzando le stesse per aumentare la concentrazione e applicare la più profonda essenza della determinazione calzando scarponi e sci attraverso una sciata rapida, precisa, ed estremamente funzionale che quest’anno gli ha consentito di salire sul gradino più alto del podio due volte in gigante a Santa Caterina e a Kranjska Gora, e una volta in super-g a Saalbach dimostrando di poter avere nelle sue corde una polivalenza che sa di campanello d’allarme per tutta la truppa dei suoi rivali, per un totale di nove podi in Coppa del Mondo.

Odermatt ha la consapevolezza che quest’anno, conclusosi al secondo posto nella classifica generale preceduto da Alexis Pinturault di 167 punti, sia in quelle della Coppa del Mondo di supergigante con 83 punti in meno di Kriechmayr, che in quella di slalom gigante, qui superato sempre da Pinturault di 51 punti, possa aver gettato delle serie basi per costruire un autentico ciclo che potrebbe condurlo verso la sala in cui si siede la ristretta cerchia dei fuoriclasse assoluti.

Ciò che colpisce di Marco è la capacità di leggere le gare unita ad una esplosività fisica assolutamente notevole, senza dimenticare dei margini di miglioramento pressoché illimitati data ancora la giovane età. Non resta quindi che attendere la prossima stagione per verificare se quanto detto si tradurrà in realtà, ciò che è chiaro è che l’intenzione di questo autentico prodigio sarà quello di scrivere “discrete” pagine di storia per lo sci svizzero e lo sport in generale.

Un fenomeno gigante chiamato Robinson

All’avvio della stagione 2019 barra venti abbiamo avuto modo di scoprire questa giovanissima atleta, Alice Robinson made in Sydney con passaporto neozelandese, patria conosciuta in particolare per il rugby con gli All Black e con la vela attraverso Emirates New Zealand, che in quel di Solden sconvolse i piani delle grandi favorite all’avvio della Coppa del Mondo e andò a vincere la gara inaugurale della stagione lasciando tutti a bocca aperta portando a scuole le avversarie dimostrando una forza notevole.

Una forza magnetica impressa sugli sci che ricorda Marcel Hirscher mista ad una determinazione unica che tanto mancava in ambito femminile, sotto questo stile, da tanto per non dire tantissimo tempo. Purtroppo poi gli imprevisti sono dietro l’angolo un infortunio al ginocchio, stop, il ritorno sugli sci che le consente di vincere il gigante di Kranjska Gora a febbraio, e poi la chiusura anticipata della stagione per le noti vicende scaturite dalla pandemia di Covid19.

Alice non si ferma e durante tutto quest’arco di tempo lavoro sodo a casa prima e, quando le condizioni generali lo permettono, in pista per rimettersi in sesto riprendendo confidenza con gli sci e perfezionare una tecnica assolutamente unica nel circuito in generale, per dei progressi culminati con la seconda manche dello slalom gigante all’interno delle finali di Lenzerheide che di fatto han posto la fine alla stagione: una manche assolutamente dittatoriale, che non ha lasciato scampo alle avversarie, e più che un trionfo è sembrato un vero e proprio serissimo monito a tutti per l’immediato futuro che si intende come: io sono qui, in prospettiva occhio che avrete molto da faticare.

Questo pensiero scaturisce appunto nelle modalità di discesa da parte della non ancora ventenne atleta neozelandese: il dettaglio l’ha messo sotto la lente di ingrandimento qualche giorno fa Paolo De Chiesa in un suo come sempre dettagliatissimo video, affermando l’unicità della tecnica di questa ragazza che va a “sciare sul palo risolvendo le curve in fazzoletti di neve in spazi ridottissimi di manovra, non va minimamente a perdere quota in uscita mantenendo la stessa velocità”, rappresentando al meglio l’essenza di questa straordinaria atleta; un gioco di tecnica e di potenza praticamente unico al mondo, incredibile, che rischia di segnare un prima e un dopo nell’ambito tecnico femminile dello sci alpino.

La stagione è stata avvolta dal sipario meno di una settimana fa ma, con questi fuochi d’artificio, la voglia di rivedere queste atlete è forte e, in vista di ottobre prossimo, siam assolutamente certi che Alice sarà stavolta definitivamente pronta per il salto definitivo di qualità.

La lunga ascesa di Petra nella sala dello sci mondiale

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La nuova detentrice della Coppa del Mondo di sci alpino che va a succedere nell’albo d’oro alla nostra Federica Brignone, è Petra Vlhová la quale finalmente dopo tanto lavoro e costanza, è riuscita a centrare il più importante degli obiettivi con un successo che le apre tante porte in prospettiva basandosi su un presente a dir poco stellare.

Guidata da Livio Magoni, Petra è stata scaltra e ha unito alle sue capacità tecniche quelle mentali che han dimostrato ancora una volta di quanto sia forte questa ragazza di soli 25 anni. Petra, nativa di Liptovský Mikuláš, una città in Slovacchia che sorge sulle sponde del Váh ad un’altitudine collinare collocata fra i Bassi Tatra e gli Alti Tatra, ha avuto il merito di crederci sempre comprendendo che, viste le difficoltà anche delle sue avversarie nella fase centrale della stagione, era il momento giusto per tentare l’assalto all’obiettivo più grande alzando l’asticella e provando l’ennesimo salto di qualità.

Già, l’ennesimo, perché la caparbietà di questa ragazza consapevole di avere mezzi fisici e tecnici davvero notevoli, è davvero una una delle tante luce possedute nel novero delle qualità che indubbiamente la porteranno a essere un punto di riferimento ancor di più per lo sci mondiale: una delle qualità più in evidenza di Vlhová è la lettura delle gare: esattamente come un allenatore di calcio riesce a correggere in corsa le cose che non vanno attraverso le sostituzioni, Vlhová non demorde mai e anche quando un passaggio va a vuoto nel corse della gara, trova sempre il coniglio da tirar fuori dal cilindro sfoderando al traguardo nella maggior parte dei casi la bella prestazione. Attraverso questo atteggiamento, il salto di qualità è arrivato.

Petra ha portato a casa la bellezza di sei vittorie in stagione, l’argento in combinata ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo, e ha affiancato alla generale anche la sfera di cristallo del parallelo a testimonianza di quanto sia stata brava a iniziare bene il percorso, tenendo duro nel momento di difficoltà e stanchezza, e dando il tutto per tutto nella parte finale resistendo all’assalto di una Gut-Behrami che l’aveva messa nel mirino ma che non è riuscita a sorpassarla. Il presente quindi ci racconta di una bella sequela di successi da parte sua, ma vista la sua tempra coadiuvata da quella del suo allenatore, l’obiettivo sarà ancora di più spingersi in là cercando l’acuto tecnico a Pechino ai Giochi Olimpici del 2022 che potrebbero già contrassegnarla nel gotha dello sci, facendo però i conti con una concorrenza davvero agguerrita a partire dalle certezze come Shiffrin proseguendo alle grandi promesse come Liensberger pronte a dar battaglia. La certezza però è che esse dovranno fare i conti anche con questa ragazza qui, che una volta preso il treno del successo, non si accontenterà della fermata successiva e si spingerà ancora, verso orizzonti ancora più gloriosi.

Vlhová e Pinturault vincono la Coppa del Mondo 2020/21

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Le premesse della vigilia sono state ampiamente rispettate e, con i piazzamenti odierni, Petra Vlhová e Alexis Pinturault portano a casa meritatamente la Coppa del Mondo di sci alpino generale 2020/21 al termine delle gare odierne a Lenzerheide rispettivamente di slalom speciale e slalom gigante che li ha visti terminare in sesta e prima posizione dopo una stagione vissuta ampiamente al massimo.

Partendo dai ragazzi, prestazione sublime di Alexis Pinturault che vince la gara dominandola sia in prima che in seconda manche, scaccia via i fantasmi degli ultimi momenti, e meritatamente porta a casa l aCoppa del Mondo generale e anche quella di slalom gigante per la prima volta nella sua vita abbellendo così di gloria una carriera incredibile con una apoteosi di questo straordinario campione. Un Pinturault che approfitta di una gara complicata di Odermatt e che dà il tutto per tutto in un tracciato supercomplicato soprattutto in seconda manche, e il suo approccio forte gli dà ragione prevalendo sul podio nei confronti di Zubcic e Faivre, in modo tale da porti finalmente sciogliere e dar spazio alla gioia e alla commozione dopo il traguardo

Circa le ragazze, lo slalom speciale è stato un acuto di una Katharina Liensberger assolutamente spaventosa nella sua performance che rifila più di un secondo e venti alla seconda classificata Mikaela Shiffrin, e dimostra oggi di essere davvero la migliore slalomista presente nel circuito dando continuità al Mondiale vinto in Italia portandosi a casa anche la coppa di specialità; Coppa del Mondo generale invece va ad una continua Petra Vlhová che dopo un anno intenso si toglie la soddisfazione di mettere il suo nome nella storia dello sci alpino sfruttando tutte le occasioni che le si son piazzate davanti dando un forte segnale anche per il futuro.

Sofia Goggia e Beat Feuz sulla vetta più alta della velocità

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Come già si era abbondantemente compreso nella giornata di ieri, le condizioni meteo in quel di Lenzerheide erano abbastanza complicate per far pensare oggi lo svolgimento delle gare di velocità di discesa libera in merito alle finali di Coppa del Mondo di sci alpino, ragion per cui Sofia Goggia e Beat Feuz possono alzare al cielo i meritati trofei al termine di una stagione meravigliosa.

Sofia infortunatasi al ginocchio 45 giorni con uno stop che le ha privato la possibilità di provare a scrivere un’altra pagina storia questa volta ai Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo, riesce a conquistare questa meravigliosa sfera di cristallo che può con fierezza alzare al cielo perché è frutto di un lavoro enorme e dei numeri strepitosi fermati soltanto da quel brusco infortunio; Sofia quest’anno ha dato per l’ennesima volta prova del lavoro incredibile che le ha fruttato uno score di quattro trionfi in Coppa del Mondo a Val d’Isere, a S. Anton, e la magnifica doppietta a Crans-Montana. Per la fuoriclasse bergamasca si tratta del secondo successo di specialità in carriera dopo quello ottenuto nel 2018 e che va a far segnare la doppietta azzurra dopo il trofeo di gigante portato a casa da Marta Bassino qualche settimana fa per uno sci azzurro, o meglio dire rosa, sempre più ai vertici del mondo.

Incredibile anche la performance stagionale di Feuz: l’elvetico raggiunge Klammer con quattro successi in fila in discesa libera in sede di specialità (Successivamente la Leggenda Franz ne avrebbe aggiunto un’altra) e dimostra ancora una volta la straordinaria padronanza con gli sci e con la velocità di questo straordinario atleta: Feuz quest’anno ha conquistato con dei piazzamenti importanti la vetta dei 486 punti in sette gare cn la soddisfazione di una doppietta sulla mitica Streif in quel di Kitzbuehel ponendo la sua firma in una gara che, sino a quest’anno, non era riuscito mai a portare a casa.

Oggi, 18 marzo 2021, è il giorno della celebrazione di due enormi figure dello sci alpino che, siamo assolutamente certi, continueranno a deliziare le platee mondiali con una personale soddisfazione di vedere, ancora una volta, la meravigliosa Sofia alzare gli occhi al cielo, godersi un trionfo, ringraziandola per l’ennesimo regalo che è riuscita a fare. Domani si tenterà di far svolgere le prove di supergigante.

Grosse nubi sulle finali di Lenzerheide

Il titolo potrebbe essere fuorviante e pensato soltanto per dare un senso a questo post del blog, ma non è così minimamente perché le cattive condizioni meteo stanno facendo correre il rischio di stravolgere il programma di gare finali di Coppa del Mondo prevista a Lenzerheide con annesse decisioni irrevocabili ai fini delle classifiche definitive generali e di specialità.

Infatti per il secondo giorno di fila è stato disposto lo stop per le prove della discesa libera femminile e maschile a causa di condizioni meteo a dir poco improponibili per gareggiare vista l’ampia presenza di vento e una nevicata di notevole caratura che hanno di fatto costretto la Federazione ad annullare il tutto.

Essendo che a norma di regolamento le gare finali non possono subire variazioni di calendario e che domani andranno in onda la discesa libera femminile alle ore 9:30 e quella maschile alle 11:30, il rischio cancellazione è a dir poco reale, e adesso la palla passa appunto alla stessa che alle ore 17 di oggi dovrebbe chiarire il tutto auspicando che domani si possano recuperare le prove annullate in date odierna probabilmente con il conseguente abbassamento del cancelletto di partenza per far realizzare il tutto in massima sicurezza.

Liensberger ed Odermatt riaprono tutto in questo sabato

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Se questo finale di stagione di Coppa del Mondo di sci alpino fosse stato scritto da una autrice di gialli, Agatha Christie sicuramente sarebbe stata la penna d’autore per firmare la degna conclusione di una stagione straordinaria sia al femminile che al maschile: la giornata odierna prettamente tecnica svoltasi tra Are e Kranjska Gora, con le vittorie rispettivamente di Katharina Liensberger e Marco Odermatt consegna alle finali di Lenzerheide prevista per settimana prossima un finale degno del migliore dei thriller.

A Kranjska Gora l’elvetico trionfa anche in slalom gigante approfittando di una giornata no di Alexis Pinturault che finisce quarto e complica, dannatamente, la sua stagione sino ai Campionati del Mondo di Cortina che sembrava già bella che archiviata: Odermatt oggi semplicemente sontuoso sia sul ripido che sul piano porta a casa gli avversari e precede sul podio il compagno di squadra Loic Meillard che accusa un gap di +1.06 e l’austriaco Stefan Brennsteiner che finisce +1.09. Odermatt scavalca il francese in classifica di specialità, ma domani tutta la pressione sarà per il fuoriclasse francese che dovrà cercare di portare a casa lo slalom speciale avendo adesso soltanto 31 punti da difendere in overall e avrà una occasione da non sbagliare.

A Are in slalom speciale invece Katharina Liensberger non si ferma più e porta a casa un’altro trionfo, questa volta il primo in carriera in Coppa del Mondo, dopo aver letteralmente dominato ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo: una prestazione a dir poco strepitosa per la portacolori biancorossa che respinge gli assalti delle avversarie a partire da Mikaela Shiffrin che, domina la prima manche, ma nulla può in seconda davanti a un autentico uragano tecnico battente bandiera austriaca che le rifila ben 72 centesimi di distacco; conclude al terzo posto ancora una brillante Wendy Holdener in questo finale di stagione che finisce addirittura a +1.65 a dimostrazione del fenomeno che ci ritroviamo davanti. In classifica generale Vlhova ha 104 punti in più di Gut-Behrami mentre si assottiglia nettamente il discorso per la specialità in slalom con Shiffrin e Liensberger all’assalto della slovacca.

L’urlo di Petra c’è e si fa sentire

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Risposta a Lara Gut-Behrami doveva essere da parte di Petra Vlhová ad Are, e risposta della stessa è stata all’interno di uno slalom speciale di questo venerdì, il primo di due considerando che domani in mattinata si replicherà con lo stesso segmento di gara, nel testa a testa tra la slovacca e l’elvetica in seno alla classifica generale che si deciderà questo mese nel corso delle finali di Lenzerheide.

Petra Vlhová oggi è scesa con il vero atteggiamento da leader combattente, da fuoriclasse assoluta, e mettendo in campo tutta la forza e la determinazione sia in prima che in seconda frazione, ha letteralmente dominato una gara facendo rivedere lo smalto dei mesi precedenti da parte della campionessa slovacca anche tra i paletti stretti. A nulla sono valse le splendide prestazioni di Liensberger e Shiffrin, anch’esse sul podio, che si son dovute arrendere all’assalto di Petra.

Il testa a testa tra lei e Lara Gut-Behrami si preannuncia davvero entusiasmante e questo weekend potrebbe essere assolutamente indicativo per stabilire gli ultimi equilibri in vista delle finali di Coppa del Mondo: con il successo odierno Vlhova supera Gut-Behrami nella classifica per la coppa di cristallo overall vantando 64 punti di vantaggio sull’elvetica. Tale vantaggio, come detto in sede di primo capoverso, potrebbe dilatarsi ancor di più considerando il secondo slalom di domani e che la neo campionessa del mondo sarà assente in Svezia.

Marta Bassino porta a casa la Coppa del Mondo di slalom gigante 2020/21

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Abbiamo atteso tante gare e tanti momenti ma adesso è il momento di tirar fuori i vessilli sbandierandoli al vento che porta con sé gioia e trionfo: Marta Bassino con il quarto posto oggi a Jasná vince ufficialmente la sfera di cristallo di slalom gigante edizione targata 2020/21 al termine di una stagione tecnica assolutamente meravigliosa.

La fuoriclasse di Borgo San Dalmazzo suggella così in terra slovacca una annata sublime che, oltre a vederla trionfare in gigante parallelo ai Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo qualche settimana fa, affianca a questa medaglia d’oro anche la Coppa del Mondo di specialità prima delle finali di Lenzerheide: Marta è stata assolutamente perfetta facendo segnare quest’anno un totale di quattro vittorie nel massimo circuito intercontinentale sempre in gigante: a Solden in apertura di stagione, a Courchevel, e nel magico back-to-back di Kranjska Gora il 16 e il 17 gennaio. Una soddisfazione immensa per lo sci azzurro e lo sport italiano in generale, questa in fatto di slalom gigante è il successo in totalità numero quattro dopo quelli firmati da Debora Compagnoni, Denise Karbon, e Federica Brignone che aveva trionfato nella passata stagione.

Il trionfo della 25enne piemontese viene da lontano, un percorso che ci rammenta di sacrifici e passione, di forza e dedizione al lavoro, ma sopratutto di una grandissima forza di volontà nello spostare più in alto l’asticella per raggiungere il ristretto gruppo di Elite che si compone delle migliori sciatrici sulla faccia della Terra, posto cui Marta adesso fa parte dopo aver mostrato al mondo tutto il suo talento e la certezza che il meglio debba ancora venire.