La combinata di Crans Montana incorona Federica Brignone: vittoria e primato in Coppa del Mondo

Brignone

Vittoria a Crans Montana e primato in classifica generale di Coppa del Mondo di sci alpino.

Solo a leggere queste parole vengono i brividi ma stiamo cominciando a farci un pò l’abitudine da qualche tempo a queste vette vertiginose perché la stagione di Federica Brignone sino ad oggi è un autentico capolavoro dove mutano ogni volta le cornici che concernono in prestazioni sublimi della nostra valdostana l’ultima, quella di oggi in combinata alpina.

Federica Brignone è sontuosa oggi in terra elvetica e va a cogliere la quindicesima vittoria di una carriera che quest’anno ha svoltato verso una strada davvero notevole, portandosi a casa la combinata alpina di Crans Montana. Un successo importante che le consegna il comando delle operazioni in voce overall con un vantaggio di 73 lunghezze su Mikaela Shiffrin sin qui ancora assente dopo il tremendo lutto che l’ha colpita.

Sulle nevi elvetiche Federica interpreta bene la gara sia sul veloce in mattinata che sul tecnico dopo pranzo e, più determinata che mai e anche con un velo di commozione alla fine, precede l’austriaca Gritsch a 92 centesimi e la ceca Ledecka a 1”82: nelle prime dieci buona prova anche di Laura Pirovano, a 4”28, ed approfitta dell’inforcata di Petra Vlhová dopo una serie di porte dallo start che consegna alla nostra italiana la prima posizione provvisoria in classifica generale.

Ricordiamoci anche che Federica è in testa anche nelle classifiche di specialità di gigante e di super-g per una Brignone che, più che mai adesso andando certamente gara per gara, sta riscrivendo la storia dello sci alpino italiano.

Il pronto riscatto di Lara Gut-Behrami davanti al pubblico di casa a Crans Montana

Photocredits: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Lara Gut-Behrami torna al successo dopo ben due anni di digiuno, da Cortina 2018, e porta così a casa la prima discesa libera in scena a Crans Montana di questo fine settimana dopo tanti anni in salita colmi di difficoltà e di sfortuna.

Un tripudio per il pubblico elvetico che si gode in questa prova veloce una splendida doppietta considerando che, alle spalle di Gut-Behrami, a 80 centesimi arriva Corinne Suter ancora una volta sugli scudi in questa stagione, mentre completa il podio Terza l’austriaca Stephanie Venier con un gap di 92 centesimi. Lara Gut-Behrami che quindi scende al massimo della determinazione e porta a casa un bel successo sciando finalmente in maniera impeccabile sia sul muro che sulla parte piana infliggendo, come si può leggere, distacchi notevolissimi già a partire dalla seconda a testimonianza ancora una volta delle proprie capacità; chiude quarta Petra Vlhová a 1”08 in piena rincorsa overall.

Giornata un pò amara per la spedizione azzurra con la migliore delle nostre corrispondente a Federica Brignone che al settimo posto a 1”35 dalla vincitrice, circa le altre Marta Bassino finisce nona a 1”36 e subito dopo Elena Curtoni decima a 1”37; nelle retrovie finiscono invece Nicol Delago e Francesca Marsaglia.

Domani andrà in scena un’altra discesa libera, mentre domenica spazio alla combinata.

Il grande grazie che riserviamo a Peter Fill

Tra gli atleti in generale che dal punto di vista del panorama sportivo italiano han dato lustri importanti ed indelebili, non bisogna mai dimenticare il nome di Peter Fill.

Peter, come sappiamo di recente, ha appeso gli sci e gli scarponi al chiodo dopo Garmisch-Partenkirchen dopo una carriera fenomenale che meriterebbe dal punto di vista della cronaca, ben altri risalti per i risultati e per le emozioni che ha regalato a tutti gli appassionati.

Non parliamo di un semplice atleta, bensì parliamo davvero di un Grande, con la G maiuscola, un grandissimo velocista delle nevi alpina che con serietà e dedizione ha saputo costruirsi una carriera straordinaria andando a scrivere importanti pagine di storia alpine italiane e mondiali attraverso una dedizione al lavoro innata che sempre ha sfociato nel successo, come un grande fiume all’interno del più ampio dei mari, sempre con una disponibilità immensa.

Fill nel corso degli anni ha regalato all’Italia trofei importanti in 3 anni diversi, di fila, che mancavano da tanto tempo nella bacheca azzurra: le sfere di cristallo di specialità di discesa libera nel 2016 e nel 2017 cui si aggiunse, l’anno successivo, quella di combinata alpina nel 2018 che han fatto di Peter uno degli atleti più vincenti del circuito intercontinentale di Coppa del Mondo, un circuito che l’ha visto classificarsi al sesto posto overall come miglior risultato nel 2007 e nel 2017, a distanza di 10 primavere, a testimonianza della forza e della caparbietà di questo atleta che son rimaste invariate nel corso del tempo sempre con lo stesso desiderio di vittoria.

Vittoria che è arrivata per 3 volte in Coppa del Mondo in tre località prestigiose che avranno per sempre l’onore di ospitare nel loro albo d’oro il nome del nostro atleta, ossia Lake Louise nel 2008 in merito alla prima volta in discesa libera, la magica Kitzbuhël, la Streif sempre in discesa nel 2016, e a Lillehammer per l’ultima volta nel 2017 che corrispose al primo successo in super-g; una serie di risultati dove occorre menzionare altresì l’argento iridato in super-g a Val d’Isere nel 2009, e il bronzo in supercombinata a Garmisch nel 2011.

Una carriera di rispetto enorme per il 37enne nativo di Bressanone che non si è mai arreso nemmeno davanti a tanti infortuni arrivati negli ultimi anni, e che ha cercato sempre di rendere al massimo delle sue possibilità avendo una innata classe ed una capacità di vittoria posseduta soltanto da pochi, soltanto dai più grandi quale lui è, e quale lui è stato alla voce atleta; un esempio clamoroso per tutti i ragazzi che vogliono intraprendere una carriera sportiva di questa caratura, e un punto di riferimento per tutti gli atleti in pista grazie all’enorme rispetto che si è guadagnato dentro e fuori le piste per la grande persona prima del grande atleta che ha sempre dimostrato di essere.

Parliamo di un atleta straordinario che, di certo, avrebbe meritato molto più risalto dai media rispetto a quello che ha ottenuto e che siamo assolutamente certi sarà una sicura ispirazione per molti giovani talenti che si stanno affacciando al panorama sciistico internazionale anche sotto la bandiera tricolore.

Grazie Peter, ciò che hai fatto rimarrà davvero per sempre grazie alle tue imprese.

A Kranjska Gora vince Vlhová, ma con un’immensa sfortuna per Anna Swenn-Larsson

Quando la sfortuna decide che una cosa debba andare male, spesso non ci sono dei mezzi per contrastarla: è il caso odierno occorso ad Anna Swenn-Larsson, autentica dominatrice nello slalom speciale di oggi andato a scena a Kranjska Gora la quale, dopo aver interpretato magistralmente sia la prima manche e praticamente anche tutta la seconda, a poche porte dal termine di quest’ultima, la brava Anna va ad inforcare e cadere, e vede così sfumare il trionfo dovendo rimandare l’appuntamento con la prima vittoria in carriera che merita da tempo.

Una sfortuna clamorosa che brucia moltissimo considerando che aveva inflitto dei distacchi abissali superiori al secondo a partire dal Petra Vlhová che vince la gara reagendo sportivamente senza troppa enfasi considerando l’incidente capitato andando a precedere Wendy Holdener, ancora una volta bravissima staccata di soli 24 centesimi, e poi Katharina Truppe a quasi 90; chiudono le prime cinque Nina Haver-Loseth che a differenza della prima manche, chiusa in seconda posizione, non dà continuità alla seconda sul muro soprattutto e finisce solo quarta, mentre alla casella numero 5 conclude l’austriaca Liensberger.

Migliore delle azzurre una bravissima Marta Rossetti, con il miglior risultato in carriera con il suo 12mo posto staccata di 2.69, segue al 13mo Irene Curtoni a 2.83, mentre va out Federica Brignone che aveva chiuso la prima manche in 25ma posizione.

A Saalbach Kilde si prende gara, leadership, e trionfo generale nel recupero del supergigante

In una giornata praticamente folle dal punto di vista metereologico tra rinvii vari, partenze estremamente ribassate, e con una neve in condizioni abbastanza discutibili, a sorridere è Aleksander Aamodt Kilde che trionfa nel super-g odierno a Saalbach-Hintergleem e si porta a casa una vittoria pesantissima soprattutto in ottica overall in questa che, per lui, è la prima vittoria stagionale; infatti con la vittoria odierna Kilde supera il compagno di squadra Kristoffersen in cima all’overall di Coppa del Mondo.

Il fortissimo atleta battente bandiera norvegese dimostra ancora una volta la sua incredibile freddezza e capacità nel confrontarsi con tutte le situazioni anche più complicate, e si prende il gradino più alto del podio andando a precedendo lo svizzero Mauro Caviezel con un gap di 15 centesimi, e il teutonico Thomas Dressen che chiude terzo con un distacco di 31 centesimi; deludono gli altri favoriti come Jansrud che finisce nono, Kriechmayr che chiude i primi dieci, mentre vanno fuori Mayer e Feuz.

Il migliore degli italiani è stato Mattia Casse, che chiude i primi cinque accusando un gap di 61 centesimi. Nei migliori 15, tra gli azzurri, poi in classifica presente Emanuele Buzzi in quattordicesima posizione, più indietro Florian Schieder 25mo, ed infine Matteo Marsaglia trentesimo, con out Davide Cazzaniga.

Con lo sci alpino appuntamento a domani con il gigante maschile femminile di Kranjska Gora alle ore 10 per la prima manche e la seconda alle ore 13.

Sofia e Victoria si rialzeranno molto presto

Sarebbe bello fare un post in merito alla giornata odierna di gare di Coppa del Mondo di sci alpino, ma sinceramente chi scrive non ha molta voglia di commentare quanto è successo in pista (Con i successi di Suter in super-g con un’ottima Brignone quinta e quello di Meillard in PGS a Chamonix) soprattutto quando delle atlete si fanno male ponendo il sipario sulle velleità di competizione.

Il curriculum di Sofia Goggia è pieno di glorie e di allori, ma anche di tanta, tantissima sfortuna considerando tutti gli infortuni che sono capitati nel corso della sua carriera l’ultimo oggi, nel super-g di Garmisch-Partenkirchen, dove a seguito di una caduta rovinosa ha riportato la frattura scomposta del radio del braccio sinistro, notizia diffusa dopo la visita della nostra atleta all’interno della struttura ospedaliera della città bavarese che ha ospitato questo weekend di gare veloci femminili di Coppa del Mondo; l’operazione verrà effettuata già nelle prossime ore per un responso che parla di stagione praticamente finita L’azzurra verrà già operata nelle prossime ore sempre in Germania con sei settimane di stop.

Oltre Sofia si fa male anche Victoria Rebensburg: l’atleta tedesca vincitrice ieri della discesa cade anch’essa malamente e si procura la frattura alla testa della tibia della gamba sinistra con dei tempi di recupero che vanno anch’essa per sei settimane e anche più considerando l’aggiungersi di un problema al legamento collaterale.

Sinceramente non ci sono parole: una giornata a dir poco funesta per gli amanti dello sci alpino che ci lasciano senza parole e che ci privano, per il gran finale, di due delle protagoniste più forti al mondo sia in veloce che in tecnico. Fa parte del gioco si dice, ci si rialza sempre dopo le cadute, però fa veramente male accettare avvenimenti di questo tipo quando tutto stava andando per il meglio.

Conosciamo il valore di Sofia, conosciamo la forza di Sofia, conosciamo la sua tempra e siamo assolutamente certi che ritornerà sempre con la stessa voglia, garra, e passione per ciò che ama più al mondo incantandoci con la sua sciata e inebriandoci con i suoi successi.

Discesa Libera fa un enorme in bocca al lupo a entrambe le ragazze consapevole che la stagione che verrà, sarà nuovamente segnata dai loro risultati e dai sorrisi che spesso e volentieri hanno illuminato le nostre giornate sia a bordo pista che in televisione.

Il sabato dello sci alpino è nel segno di Rebensburg e Noel, ma Federica Brignone è grande

Photocredit: Foto: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Gara di autentici colpi di scena in entrambe le fazioni, sia la femminile che al maschile, in due gare differenti per i segmenti ma identiche per quel che concerne il fattore emozionale oggi, decisamente, tutto a mille con tanti sorrisi anche per i colori azzurri.

Partendo dalle donne in quel di Garmisch, è ancora enorme la nostra Federica Brignone che si arrende solo ad una straordinaria Vic Rebensburg che la relega per 61 centesimi in seconda posizione facendole rinviare l’appuntamento con la prima vittoria in discesa libera in carriera nel circuito di Coppa del Mondo, ma che non va a sminuire minimamente la prova della nostra valdostana che dimostra, ancora una volta, di essere davvero sul pezzo in questa stagione con delle opportunità a dir poco enormi in praticamente quasi tutte le discipline a dimostrazione dell’eccellente stato di forma misto ad determinazione feroce posta a livelli assolutamente straordinari; al terzo posto finisce la campionessa olimpica Ester Ledecka che ha chiuso a 83 centesimi dalla vetta. Circa le altre azzurre sfortunatissima Sofia Goggia che chiude quarta sfiorando il podio con un ritardo di 95 centesimi, mentre finiscono più arretrate le altre con Francesca Marsaglia al nono a 1”77, Marta Bassino al tredicesimo a 2”11, Elena Curtoni al ventesimo a 2”68, Nicole Delago 32ma a 5”20, ed infine la sorella Nadia alla casella numero 33 a 5”44. Domani sarà tempo di super-g con tante speranze e aspettative ancora una volta a tinte azzurre.

A Chamonix invece, in slalom speciale maschile, seconda manche assolutamente ricca di colpi di scena che fa sorridere in ottica generale il norvegese Kilde. Clement Noel vince in casa dopo aver chiuso la prima frazione a posto la prima manche a 24 centesimi da Yule, altro atleta in pienissima forma, e pone in essere la rimonta in seconda manche chiudendo in 1’41”47 con l’elvetico che va invece fuori e che non sarà l’unica. Alle sue spalle finisce Timon Haugan a 21 centesimi rimontando ben 9 caselle, mentre l’austriaco Adrian Pertl a 31 centesimi. Enorme rammarico per Stefano Gross che dopo aver chiuso al terzo posto in prima manche, va out in seconda, un fattore che colpisce il francese Pinturault e anche Krisfoffersen fuori addirittura nella prima manche. Gran bel risultato per Federico Liberatore che passa dalla trentesima all’undicesima posizione dopo essere sceso con il pettorale numero 56, una prova maiuscola che di certo può dargli una grossa mano per il futuro, mentre diciannovesimo e ventesimo gli altri azzurri Riccardo Tonetti eTommaso Sala parecchio staccati dalla vetta transalpina. Domani, in terra francese, spazio al parallelo gigante.

Lo sci di velocità riparte nel segno dell’Italia con uno fantastico Simone Origone protagonista a Vail

Sci velocità

Riparte la stagione dello lo sci di velocità con la Coppa del Mondo 2020 nella classica e meravigliosa cornice di Vail, teatro principale e storico di questo sport, con uno spettacolo che riprende da dove lo si era lasciato, ossia con l’inno di Mameli a far da padrone su tutto e tutti onorando il tempio della velocità.

Simone Origone dimostra ancora una volta di essere il numero uno e inizia la stagione con una vittoria sontuosa che ha il sinonimo di un chiaro monito agli avversari, di quanto anche quest’anno possa esser dura: come risulta dall’articolo della FISI, in condizioni meteo assolutamente proibitive che han portato all’annullamento delle competizioni nella giornata di sabato e per gran parte ieri, il fuoriclasse nativo di Aosta ha sfruttato immediatamente l’unica chance di gara possibile da svolgere ed ha conquistato il gradino più alto del podio facendo segnare la sinfonia numero 44 con la misura di 194,29 km/h andando a precedere il francese Simon Billy e lo svizzero Bastien Montes. Circa gli altri italiani conclude nella casella numero 6 Emilio Giacomelli, mentre il fratello di Simone, Ivan Origone, si piazza all’undicesimo posto.

La nostra campionessa Valentina Greggio invece chiude al quinto posto con la misura di 186,33 km/h vedendosi precedere delle svedesi Britta Backlund e Lisa Hovland Uden che pongono in essere una notevole doppietta per un podio completato poi della francese Celia Martinez che priva della tripletta le scandinave relegando in quarta posizione l’altra svedese Hanne Matslofva.

Un weekend tribolato ma che parte di sicuro bene per i nostri colori al maschile in attesa dell’acuto anche da parte della nostra Valentina; un unico appunto che è doveroso per chi scrive qui sottolineare: è un vero peccato che questo meraviglioso sport non venga trasmesso in diretta televisiva privandoci di una serie di emozioni a non finire considerando la tecnica e la velocità che intervengono in questo ambito: sarebbe bello che tutti gli appassionati possano vedere questi atleti all’opera che, senza alcun tipo di ombra di dubbio per coraggio e per la loro tecnica, meriterebbero anche loro le luci dei palcoscenici riservati anche alle altre discipline invernali.

Ad ogni modo ci prendiamo questa prima soddisfazione certi che non solo sia soltanto la prima di una lunga serie sia al maschile che al femminile, attraverso uno sport che riprenderà le sue attività a Salla in terra finnica, con in programma due gare giovedì 13 febbraio e, il giorno dopo, venerdì 14 febbraio.

Lo slalom di Garmisch griffato dal ritorno di Alexis Pinturault davanti al pubblico tedesco

Skiweltcup Opening am 26. und 27. Oktober 2013 in Sölden.

Alexis Pinturault torna al successo in slalom gigante tre mesi dopo Solden, e lo f a Garmisch-Partenkirchen sfoderando una prestazione delle sue mettendo tutti in finale gli avversari a partire dallo svizzero Loic Meillard, leader in sede di prima manche, e che finisce secondo a 16 centesimi, e il norvegese Nestvold-Haugen che completa il podio staccato di 24 centesimi. Il leader della classifica generale Henrik Kristoffersen dopo una gara scialba finisce settimo ma mantiene la testa dell’overall con 877 punti con adesso però soli 55 di vantaggio su Pinturault, un Pinturault che oggi suona la sinfonia numero 27 in carriera, la tredicesima complessiva in slalom gigante.

Pinturault dimostra ancora una volta di avere nelle gambe la super-prestazione a dimostrazione che, se avesse la continuità che ricerca da tanto tempo potrebbe davvero scrivere della pagine assolutamente indelebili di questo sport dall’alto della sua infinita classe: giochi comunque apertissimi in sede maschile sia in termini generali che di specialità.

Buona la rimonta in seconda manche per Simon Maurberger che fa segnare il miglior tempo della seconda manche e ha rimontato dal fino al quindicesimo posto dalla casella numero 30 da cui era partito. Seguono De Aliprandini 18mo, Tonetti 24mo, poi più indietro Borsotti e Sorio comunque a punti.

Next stop per i ragazzi sarà Chamonix con spazio al settore tecnico con slalom speciale e parallelo gigante.

A Rosa Khutor tra la neve spicca la luce azzurra di Federica Brignone e Sofia Goggia

Brignone

Dopo un weekend abbastanza complicato per via delle condizioni meteorologiche impossibili, oggi finalmente si è disputato il supergigante in terra russa a Rosa Khutor e a suonare l’assolo dinnanzi a un palcoscenico innevato è stata ancora la bandiera tricolore.

Federica Brignone e Sofia Goggia incantano la terra russa e pongono in essere una meravigliosa doppietta italiana che dimostra, ancora una volta, non soltanto la forza del movimento italiano, ma altresì la straordinaria capacità atletica di queste due campionesse le quali, oltre a sciare, ci tengono fortemente a inserire ogni volta delle autentiche opere d’arte.

Un’opera d’arte che è venuta fuori anche stamani dove finalmente, dopo giorni di rinvii, si è potuto sciare ed in onda è stato un assolo degno dei più grandi palcoscenici artistici possibili ed immaginabili: Federica Brignone continua a dar seguito alla sua straordinaria condizione di forma a scende più determinata che mai andando a tutta birra recuperando nella parte finale un piccolo errore che stava per condizionarla nel muro centrale; Sofia anche è stata meravigliosa realizzando un super-g all’altezza della sua classe che si è arresa per soli 20 centesimi dalla compagna di squadra dopo una serie di intermedi in cui si era trovata in una situazione di vantaggio; per lei non è arrivata la vittoria ma di certo con questa prestazione il ritorno sul gradino più alto del podio è soltanto una questione di mero tempo. Conclude il podio l’elvetica Johana Haehlen, terza a 34 centesimi.

Circa le altre italiane Elena Curtoni finisce alla casella numero 13 a1”52), poi Francesca Marsaglia subito dopo al 14mo posto a 1”62), 22ma a 2”73 Laura Pirovano, mentre vanno out le sorelle Nicol e Nadia Delago, oltre alla Gasslitter. La stagione delle azzurre sino a questo momento è assolutamente da impazzire: parliamo di ben 7 successi per un totale di 20 podi complessivi con la Fede nazionale che passa in testa anche alla classifica di specialità di super-g con 186 punti oltre a quella di gigante e combinata.

Prossimo passo per le ragazze sarà inGermania, a Garmisch-Partenkirchen con in programma sabato prossimo la discesa libera, mentre domenica spazio ad un altro super-g, con venerdì dove, in attesa però di comunicazioni ufficiali, si dovrebbe recuperare la discesa annullata qui a Sochi.