Il 6 agosto si alzerà il sipario sul futuro di Marcel Hirscher

Hirscher

Mentre la sua estate lo ha visto protagonista in una prova a bordo della KTM MotoGP al fianco di Johann Zarco sul tracciato di Spielberg anche grazie allo sponsor RedBull, Marcel Hirscher vede correre veloci anche questi giorni che lo condurranno al 6 di agosto dove svelerà a tutti il futuro della sua carriera.

Il fuoriclasse salisburghese, 8 volte campione conscutivo delle ultime edizioni della Coppa del Mondo di sci alpino ed autentico dominatore della neve nonché, naturalmente, campione e cinque cerchi ed iridato (E ci fermiamo qui altrimenti non finiremo mai di stilare il suo CV), è ancora incerto sul da farsi circa il proseguo della sua attività agonistica.

Nell’ultimo anno Hirscher non ha fatto di certo mistero di aver realizzato più di un pensierino all’appesa degli sci al chiodo dopo anni vincenti e unici ma, allo stesso tempo, naturalmente molto stressanti e probanti sotto il punto di vista sia fisico e mentale e, per un Campione senza tempo come lui, se dalle prime impressioni avrebbe la sensazione che nella stagione che verrà potrebbe non presentarsi al massimo, allora l’idea di mollare assumerebbe delle percentuali davvero notevoli.

Re Marcel, che è stato in grado di incantare il modo in tutto e per tutto dando uno spettacolo degno di una magia rara associata allo sport, ha scritto pagine incancellabili che sono entrate di diritto nella storia non soltanto dello sci ma anche dello sport in generale; dei record e dei traguardi a dir poco inarrivabili che lo hanno consacrato nel Gotha dei più grandi attraverso un gesto atletico di pura ispirazione tecnica che non ha eguali al mondo attraverso un mix di potenza ed eleganza.

Il finale della scorsa stagione, che lo ha visto comunque ovviamente vincitore, ha mostrato un Hirscher più tranquillo senza spingere più di tanto di fatto gestendo la situazione in arrivo delle ufficialità corrispondenti alle voci di gloria ed onore, e il tutto potrebbe far pensare che un pizzico di stanchezza possa essere intervenuta, il che è normale dopo tanti anni a spingere a 200 orari senza fermarsi mai arricchendo le platee internazionali più prestigiose degli sport invernali con la sua classe.

Non ci resta che attendere ancora qualche settimane per comprendere la scelta del GOAT, con l’auspicio che possa prendere la decisione migliore per la sua vita in primis e poi per la sua carriera con la certezza, che, se quel fuoco dentro che lo scalda da sempre sia ancora acceso non avremo assolutamente dubbi che a ottobre a Solden, lo rivedremo a battagliare al cancelletto di partenza.

Quale futuro per Re Marcel per la stagione che verrà?

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In or out?

La domanda post-season dello sci alpino 2018/19 mirata già a quelli che saranno gli eventi che ci porteranno sino al 2020 è sempre la seguente: Marcel Hirscher deciderà di continuare sulle piste più importanti di tutto il mondo o deciderà di appendere gli sci al chiodo e chiudere sul più bello una carriera a dir poco inarrivabile?

Ieri, a margine di un incontro con i cronisti avvenuta nella splendida cornice di Vienna dove a far da sfondo alle parole c’erano tutti e 8 i globi generali di cristallo conquistati consecutivamente nelle ultime 8 stagioni del fuoriclasse salisburghese, queste sono state le sue parole: “non posso darvi una risposta oggi sul mio ritiro, non c’è un piano A o un piano B, voglio decidere in fretta, ma sono passate appena 48 ore dalla mia ultima gara e sono davvero molto stanco dopo questa stagione. Sono 10 anni che gareggio in Coppa del Mondo, voglio vedere come mi sentirò in vista dell’estate, se fisicamente e mentalmente posso fare un’altra stagione importante anche perché ho anni e non più 18 e se decidessi di continuare, lo farei per vincere la Coppa. E per riuscirci bisogna essere al 100%“.

Parole abbastanza decise da parte di Hirscher che lasciano aperte tutte le porte possibili per quanto concerne quelli che sono gli ambiti inerenti al suo futuro. Re Marcel questa stagione ha portato a casa, come detto, l’ottava Coppa del Mondo generale di fila assieme ai globi di specialità in slalom e in gigante per un totale di nove trionfi su una base di 15 sul podio volte senza dimenticare l’oro iridato ad Åre in slalom più l’argento in gigante ai recenti Campionati del Mondo.

Marcel ha condotto una stagione strepitosa nel suo avvio, lasciando poco più che briciole agli avversari cadendo in piccole sbavature in maniera totalmente rara per poi, dopo i Mondiali, tirare un pò il freno e rallentando le sue prestazioni a sinonimo di una stanchezza evidente e più che giustificata dopo aver spinto al massimo praticamente da sempre. Campioni come lui non si accontentano mai e, se davvero capisse che quel massimo non riuscisse più ad arpionarlo, allora la scelta di fermarsi sarebbe assolutamente prevalente.

Questione di fuoriclasse, questione di fame di vittoria, questione di motivazioni; motivazioni che potrebbero giungere al pensiero di battere il record di vittorie di Stenmark in Coppa del Mondo oppure, gettando l’occhio più alla lontana, ai futuri giochi Olimpici per cercare di prendere l’ultima casella che gli manca da inserire alla sua prestigiosa ed unica bacheca, ossia il titolo olimpico nella specialità che più ama, lo slalom speciale.

Da sportivi tutti quanti ci auspichiamo che il GOAT possa spingere per continuare la sua carriera in modo tale da omaggiarci attraverso dei gesti tecnici assolutamente straordinari cercando di rimpinguare ancor di più dei record incredibili, rispettando comunque ogni sua decisione essendogli sempre grati per lo spettacolo e le emozioni che ci ha regalato, da numero assoluto, dentro e fuori la pista.

Mikaela Shiffrin e Marcel Hirscher portano a casa la sesta sfera di cristallo di slalom speciale

AFP by: https://www.marca.com/en/more-sports/2018/03/19/5ab004eaca47411b368b45c9.html

Lo slalom parallelo di ieri svoltosi in quel di Stoccolma che ha sancito il ritorno della Coppa del Mondo dopo la parentesi dei Campionati del Mondo di Åre e che ha visto il trionfo per Mikaela Shiffrin tra le donne per la 57ma volta in carriera (la quinta in slalom parallelo, la quattordicesima stagionale), e di Ramon Zenhäusern tra gli uomini per la seconda volta in stagione e in carriera in questo format confermando, ancora una volta, che quest’ultimo allo stato attuale è l’atleta top al mondo con in tasca altresì un titolo iridato e uno olimpico a squadre, ci ha anche dato i primi verdetti matematici di questa stagione alpina 2018/19: Shiffrin e Hirscher vincono, ancora una volta da detentori, la Coppa del Mondo di slalom speciale di sci alpino.

Ieri la vittoria della statunitense è stata determinante in quanto l’ha proiettata a quota 960 punti contro i 757 di Vlhová mancando solo le prove di Spindleruv Mlyn e Soldeu, mentre per Marcel Hirscher è stata ininfluente l’uscita ai quarti di finale ieri in quanto la quarta piazza di Daniel Yule, secondo in classifica di specialità, li porta ad un gap tra i due oggi a 262 punti non più colmabile in fatto di sorpasso. Entrambi i fuoriclasse dello sci alpino attuale si portano quindi già a casa la relativa sfera di cristallo per la sesta volta in carriera griffando ancora una volta, attraverso la loro firma prestigiosa, il sublime libro dello sport invernale con una nuova ed infinita pagina di storia.

Per la Shiffrin, questa del 2019, si va ad aggiungere a quelle vinte già nel nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2017, e nel 2018, mentre per King Marcel l’affermazione della giornata di ieri va ad aggiungersi a quelle del 2013, 2014, 2015, 2017, e 2018; oltre i numeri, già di loro impressionanti, sono altri i fattori che si scovano dietro le cifre: infatti la bella Mikaela con questa sesta affermazione di specialità in slalom speciale raggiunge la fortissima Vreni Schneider dopo aver equiparato ieri in parallelo il record di vittorie stagionale, mentre Hirscher nella classifica è anticipato solo da Stenmark che in carriera portò a casa 8 sfere di cristallo slalom.

Chi sta vivendo questa epoca contemporanea sportiva, ed ama gli sport invernali a prescindere dal proprio tifo di appartenenza, può assolutamente considerarsi un privilegiato assoluto perché si sta assistendo grazie a questi due enormi Campioni a dir poco inarrivabili nella storia in generale ad uno spettacolo praticamente unico a prescindere dalla prospettiva cui ci si approcci alla visione di uno sport; due fenomeni assoluti che ancora possono dare moltissimo allo sci alpino che ogni volta ci danno la sensazione che, ancora una volta, il meglio debba sempre ancora venire.

Un inchino regale e un applauso scrosciante per Mikaela e Marcel con l’auspicio che possano continuare a incantare il mondo attraverso le loro gesta sportiva miste ad arte e passione sotto la velocità degli sci che scorrono mediante la magia della neve resa da loro ancora più unica.

Marcel Hirscher è ancora il re dello slalom: suo l’ultimo titolo del Mondo in palio ad Åre

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Quando si azzardano alcune critiche nei confronti di determinati atleti che in carriera “qualcosa” han dimostrato, essere cauti dovrebbe essere prassi; tale attività dovrebbe essere soprattutto quando le medesime si pongono in essere nei confronti dei migliori atleti della storia dello sport in generale.

Marcel Hirscher oggi ha chiuso parecchie bocche che, negli ultimi giorni, avevano dato adito a fin troppe fesserie e mette immediatamente in chiaro sin dalla prima manche di essere sempre e comunque il miglior sciatore di ogni tempo andando a conquistare il titolo del mondo numero tre in slalom speciale, il settimo complessivo, per un totalità di 11 medaglie ai Campionati del Mondo tra oro e argento; una prova a dir poco sontuosa per un fuoriclasse del ruolo assoluto che, anche quando poteva gestire non lo ha fatto andando a tutta rischiando come un forsennato mettendo in evidenza tutto il suo talento e tutta la sua forza praticamente unica.

Un recap assolutamente che è sinonimo di storia per una giornata assolutamente indimenticabile per i colori austriaci che piazzano una fantastica tripletta: alle spalle di Hirscher finisce Miky Matt a 65 centesimi di distacco da Re Marcel, mentre al terzo continua il momento magico per Marco Schwarz che, a 76 centesimi di distacco, si regala un grande bronzo per un totale di 3 medaglie in queste edizioni dei Mondiali di Åre.

Migliore degli italiani Stefano Gross che chiude al decimo posto, mentre finiscono dietro Vinatzer e Moelgg rispettivamente 18mo e 19mo.

Si chiudono così, con la magia di Hirscher, questi Campionati del Mondo che ora lasceranno spazio, nuovamente, alla Coppa del Mondo.

Sci Alpino: a Schladming il ritorno del Re Marcel Hirscher

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Se vai a pungolare nell’orgoglio i Campioni, i Fuoriclasse con le vocali e consonanti rigorosamente maiuscole che iniziano il sostantivo per questioni di perenne grandezza verso chi definiscono, questi ritornano sempre sul loro luogo di lavoro sfoderando una prestazione a dir poco innata.

Anticipato per ben due volte sia a Wengen che a Kitzbühel da Clement Noel, oggi vittima di un’inforcata a poche porte dall’avvio, Marcel Hirscher in quel dello slalom nella classica di Schladming edizione notturna in terra austriaca nel mitico Planai, la terra sacra dello slalom speciale, non si fa attendere e sin dalla prima manche mette subito in chiaro le cose andando a suggellare nella seconda poi la vittoria numero 68 in carriera, la 32ma in speciale.

Un grande ritorno quindi del Salisburghese che va sul gradino più alto di podio davanti al pubblico di casa per la decima volta in stagione, in una pista estremamente ghiacciata e scivolosa con un fondo durissimo in uno dei ripidi più impegnativi di tutto il circuito di Coppa del Mondo; un tracciato complicato interpretabile alla perfezione soltanto dai grande Campioni, e King Marcel compie l’ennesima perla della sua carriera e va a suggellarla con una prova di forza notevole davanti ad un magnificente Alexis Pinturault sempre più in forma anticipandolo di ben 1 secondo , mentre il terzo posto lo conquista l’elvetico Yule a +1.60 dalla vetta ; chiudono i primi cinque Zenhausern in rimonta di ben 13 posizioni, e poi Schwarz.

Per gli italiani gara senza acuti con i soli Moelgg e Vinatzer che accedono alla fase finale conquistando rispettivamente la 12ma e la 16ma posizione

L’appuntamento con lo sci alpino è per venerdì con lo slalom gigante femminile a Maribor con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle 13 sempre in diretta su RaiSport ed Eurosport.

La matematica applicata alla logica del campione: i numeri pazzeschi di Marcel Hirscher

Quando sei un fuoriclasse e le tue prestazioni in pista ti fanno entrare in una dimensione differente che, paradossalmente, fa travalicare addirittura lo sport facendo sfociare il tuo lavoro nella leggenda tale da consegnarti alla storia come il migliore di sempre, l’enunciazione dei numeri che testimoniano le tue prestazioni possono addirittura “offenderti”, ma il menzionarli é cosa altamente necessaria in quanto essi restano la prova più tangibile della magnificenza ottemperata gara dopo gara nonché la definizione più nitida uno strepitoso Campione.

Parlare per l’ennesima volta del re delle nevi potrebbe risultare ai più ripetitivo e monotono, ma si ha sempre un grande piacere nel disquisire su quelle che sono le imprese di un gigante dello sport in generale e non soltanto dello sci, perché ridurlo soltanto alla sua disciplina sarebbe cose poco carina oltr che riduttiva.

I numeri di Marcel Hirscher, fuoriclasse salisburghese, cominciano a diventare importanti e a pesare tanto quanto le sfere di cristallo da lui conquistate nel corso di questi anni, ecco nel dettaglio di chi stiam parlando:

partendo da questa stagione, in Coppa del Mondo il numero 89 ha portato a casa sin qui 9 successi con la curiosità che, ogni volta che è salito sul podio (Considerando anche l’assegnazione a tavolino della vittoria del gigante a Beaver Creek con la squalifica di Luitz per l’oramai celebre caso dell’ossigeno tedesco) lo ha fatto solo da vincitore senza alcun tipo di piazzamento differente sugli altri gradini: 4 sono stati gli slalom speciali portati a casa, come quello di esordio a Levi, poi Saalbach davanti al pubblico di casa, Zagabria, e quello di ieri ad Adelboden, i giganti sono parimenti 4, arpionati a Beaver Creek come detto, Val d’Isére, Alta Badía, ed Adelboden, e questi bisogna aggiungere la vittoria in slalom parallelo sempre in Alta Badía davanti al pubblico italiano.

Ad oggi Hirscher ha collezionato un palmarés di 67 vittorie (1 in supergigante, 32 in slalom gigante, 31 in slalom speciale, 3 in slalom parallelo) in Coppa del Mondo senza contare 43 secondi posti (16 in slalom gigante, 23 in slalom speciale, 2 in combinata, 1 in supercombinata, 1 in slalom parallelo) e 22 terzi posti (2 in supergigante, 10 in slalom gigante, 7 in slalom speciale, 2 in supercombinata, 1 in slalom parallelo), 19 di distacco da Stenmark, con la possibilità di aumentare ancora i suoi trionfi avvicinandosi sensibilmente al record già accarezzato da tempo da Lindsey Vonn (Ci vorrà matematicamente come minimo un’altra stagione per l’austriaco per provare ad avvicinarsi) e nell’anno dei mondiali ad Åre, in terra svedese, può andare all’assalto di ulteriori titoli iridati lui che ne vanta già sei (slalom speciale e gara a squadre a Schladming 2013; combinata e gara a squadre a Vail/Beaver Creek 2015; slalom gigante e slalom speciale a Sankt Moritz 2017) per un totale di nove medaglie complessive, cifra che si raggiunge grazie ai 3 argenti scaturiti dallo slalom gigante a Schladming 2013, nello slalom gigante a Vail/Beaver Creek 2015, e nella combinata alpina a Sankt Moritz 2017.

Tanto per riepilogare il tutto e non farci mancare nulla, in attesa della matematica che lo consacrerà anche per questa stagione in ottica sfera di cristallo generale e specifica per per le discipline tecniche, Marcel è stato vincitore della Coppa del Mondo nel 2012, nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2016, nel 2017 e nel 2018, vincitore della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 2012, nel 2015, nel 2016, nel 2017 e nel 2018, vincitore della Coppa del Mondo di slalom speciale nel 2013, nel 2014, nel 2015, nel 2017 e nel 2018, cui bisogna anche menzionare la vittoria della classifica del parallelo nel 2013 e quella della Coppa Europa, che gli permise di mettere in risalto al mondo le sue doti 11 anni fa nel lontano 2008; circa il discorso a cinque cerchi detiene 3 medaglie olimpiche di cui due del metallo più pregiato prese agli ultimi Giochi Olimpici di PyeongChang 2018 in Combinata Alpina e Gigante, e l’argento a Sochi nello slalom nel 2014.

Numeri a dir poco impressionanti che non possono in alcun modo mentire su un gigante inarrivabile e difficilmente ripresentatile nel corso del tempo da altri esponenti dello sci alpino, un fenomeno incredibile che non si accontenta mai sciando come un forsennato anche quando la vittoria potrebbe essere in ghiaccio non conservandosi mai, ma accettando tutti i rischi al fine di imprimere sempre la sua firma autorevole in ogni discesa; le stigmate di un alieno le vedi da questi particolari, sia tecnici che mentali.

Ad oggi Hirscher ha ancora fame come nella prima gara di Coppa del Mondo e, sempre ad oggi, possiamo tranquillamente definirlo oltre come il più forte di sempre nello sci alpino come detto, anche il più devastante atleta invernale e uno dei più influenti in generale sulla faccia della terra.

Grauteliere Kaiser Marcel.

Sci Alpino: Schwarz sbaglia in slalom, Hirscher no. Il sigillo numero 67 dell’immenso King Marcel

Cominciano ad essere davvero poche le parole che rimangono da utilizzare nella definizione di Marcel Hirscher.

Al pari di ieri nel gigante, King Marcel, oggi in slalom speciale ad Adelboden sulla splendida Chenisbärgli con tanto di cospicua nevicata che spesso non si fa attendere in circuito di Coppa del Mondo, si trova relegato dietro a Kristoffersen di 2 centesimi (Recuperandone 48 che aveva di ritardo solo nell’ultimo tratto) ma anche stavolta dietro al suo compagno di squadra Marco Schwarz di ben 39. E poi?

E poi avviene quello che spesso e volentieri è il suo repertorio di magnificenza applicata alla tecnica e allo sport: una sciata in seconda manche irruenta e fortissima vogliosa di arpionare e superare quel gap iniziale per cercare di arrivare per l’ennesima volta con le braccia alzate al cielo sul podio, interpretando una parte ripida sostanzialmente da insegnare sia nelle scuole che nelle università al capitolo di come bilanciare equilibrio e forza arrivando a centrare l’obiettivo; è successo anche stavolta e, per l’aggiornamento delle statistiche, per la sessantasettesima volta in carriera in questo ambito intercontinentale, per la nona volta in stagione. Hirscher che va a precedere per la prima volta in carriera sul podio uno strepitoso Clement Noel che conferma di essere il futuro per questa disciplina, e lo stesso Kristoffersen che sbaglia all’avvio ma si salva con una parte centrale di gara notevole; ancora niente da fare per Marco Schwarz che non riesce a gestire bene la prima posizione ed inforca proprio a ridosso del ripido dicendo addio alla seconda possibilità di vittoria in stagione.

Numerosi gli italiani che si sono qualificati alla seconda manche, i risultati sono stati i seguenti e, purtroppo, ancora ben lontani dal podio ma con giovani che in ambito tecnico cominciano a far intravedere degli ottimi piani di miglioramento: Moelgg migliore degli italiani è 13mo, Gross 16mo, Maurberger 17mo, Tonetti 19mo, Vinatzer 20mo, e 24mo Fabian Bacher.

L’appuntamento con lo sci alpino è previsto per martedì prossimo per il gigante femminile a Kornplatz dove la prima manche sarà alle ore 10 e la seconda, ovviamente, tre ore dopo alle 13.

Sci Alpino: nell’università del gigante, ad Adelboden affermazione numero 66 di Marcel Hirscher

E’ un monologo sontuoso che sfocia nella poesia travalicando lo sport mediante la furia agonistica applicata al gesto atletico.

Utilizzando dei termini puramente di accademica natura, all’università dello slalom gigante situata ad Adelboden, Marcel Hirscher secondo dopo la prima manche alle spalle di Henrik Kristoffersen di 12 centesimi, manda per l’ennesima volta in onda una performance fuori dall’ordinario mandando a scuola tutti gli avversari scendendo con una furia pazzesca tale da mangiarsi la pista, ed assicurandosi la vittoria numero 66 in Coppa del Mondo, la numero 4 in questo terreno elvetico, per un totale di 32 slalom giganti complessivi.

Un capolavoro incredibile, l’ennesima perla che va ad arricchire la preziosissima bacheca del fuoriclasse salisburghese che per l’ennesima volta va a mostrare al mondo che lo ammira, le sua capacità, la sua voglia, e la sua incredibile voglia di migliorarsi sempre di più nonostante oramai non si abbiano più dubbi che sia lo sciatore più forti di sempre.

Ennesimo secondo posto per il povero Kristoffersen, oramai rassegnato alla supremazia di Re Marcel, che chiude con un distacco di 71 centesimi; ottimo terzo per l’evergreen transalpino Thomas Fanara che rimonta ben 3 posizioni a un secondo e quattro dalla vetta: quarto Pinturault e quinto Kranjec.

Malissimo i nostri azzurri che in data odierna non riescono ad affermarsi nelle posizioni che contano dove il migliore è De Aliprandini 13mo; per gli altri troviamo Maurberger 15mo, mentre nettamente più attardati Manfred Moelgg e Riccardo Tonetti rispettivamente 24mo e 25mo.

Per lo sci alpino appuntamento a domani per la prova di slalom.

Il Re è tornato: Marcel Hirscher torna a lavoro

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I sovrani, dall’alto della loro importanza e alla luce del loro peso specifico sulla base dei risultati ottemperati nel corso del tempo e con il susseguirsi delle varie esperienze storico-reali che scorrono nel medesimo, parlano poco ma quando lo fanno, la loro risonanza è talmente ampia che è paragonabile ad un tuono improvviso in un giorno caldo d’estate.

Esattamente come un tuono, ritorna a farsi sentire il Re delle nevi, Marcel Hirscher.

Il campione olimpico, mondiale, e della Coppa del Mondo generale in carica, pone definitivamente fine al silenzio e si presenta ai suoi fan in vista della nuova stagione in splendida forma sulle nevi austriache del Pitztal.

Il salisburghese è chiamato all’ennesima caccia ai record in una stagione che avrà come obiettivo anche gli ennesimi titoli iridati in vista dei Campionati del Mondo in scena ad Åre nel 2019 in Svezia: Hirscher ha passato un’estate davvero indimenticabile considerando il matrimonio con la bella Laura che fra qualche mese lo renderà anche papà per la prima volta.

Dotato di una caparbietà eccezionale e di una tecnica fuori dal comune che lo sta decretando giorno dopo giorno, gara dopo gara, come il miglior sciatore di ogni tempo Hirscher dimostra di avere ancora un estremo desiderio di vittoria e chiude definitivamente il discorso a un addio che molti presagivano all’età di 29 anni. Un ritiro che ci sarebbe anche potuto stare considerando i risultati incredibili che il ragazzo ha ottenuto nell’epoca recente, ma una macchina così talentuosa e così competitiva non poteva esser messa in garage ad osservare gli altri, ed è per questo che Hirscher risponde presente per la sua Nazionale e per tutto il mondo che lo ammira già a partire dalla gara di gigante in quel di Sölden il 28 ottobre.

Spetterà quindi i suoi rivali, Kristoffersen in testa, cercare di mettere i bastoni fra le ruote nei confronti dell’austriaco che va a caccia della sua ottava Coppa del Mondo consecutiva oltre ad altri titoli mondiali (Se facesse tripletta tra slalom, gigante, e combinata arriverebbe a 9); e per tali velleità altrui non sarà un’impresa di certo semplice porle in essere in quanto il nativo di Annaberg-Lungötz, un comune austriaco del distretto di Hallein, starà come sempre preparando la stagione nei minimi dettagli cercando nell’impresa addirittura di migliorare un 2017 a dir poco sensazionale dove, oltre le 2 medaglie olimpiche e i successi come detto in classifica generale e in quelle di specialità slalom e gigante, ha portato a casa la bellezza di 13 vittorie, roba assurda se pensiamo alle statistiche collettive di qualche anno fa.

Marcel quindi ci sarà e (Perdonate il gioco di parole), sarà ancora un grandissimo spettacolo perché ammirare un fuoriclasse di questo tipo significa non soltanto amare lo sport ma godersi una magnificenza incredibile laddove la tecnica va a nozze e in luna di miele con l’eccellenza posatasi sulla dimora del superlativo assoluto.

I segnali per gli avversari sono arrivati e la sirena ha già cominciato a suonare: il Re è tornato, e di certo non ha alcun tipo di intenzione di lasciare il suo trono e il suo regno a tutti gli altri.

Henrik Kristoffersen: la stella alpina del nord Europa

All’ombra di Marcel Hirscher, continua a crescere un talento di proporzioni notevoli con dei margini di miglioramento incredibili

Henrik Kristoffersen

Se andassimo a parlare a chiunque appassionato di sci al giorno d’oggi ponendo sul tavolo il tema sportivo e, nello specifico, quello alpino riferito al periodo immediato, indubbiamente la risposta si concretizzerebbe sempre  e comunque in un nome e un cognome: Marcel Hirscher.

Abbiamo in lungo e in largo decantato le lodi del fuoriclasse di Annaberg che alla luce della stagione appena conclusasi può essere con tranquillità e certezze estreme catalogato come il miglior sciatore di ogni epoca; attenzione però, perché alle sue spalle si sta continuando a formare un altro fuoriclasse non meno talentuoso, classe 1994, che ha ancora notevoli margini di miglioramento ed è destinato a scrivere pagine importanti nel post-Hirscher: il nome il cognome questa volta si pronunciano come Henrik Kristoffersen.

Nato in Norvegia quasi ventiquattro anni fa a Lørenskog, località che ha dato i natali anche ad un certo Aksel Lund Svindal e quindi, di talento e di sport, “pare” ne sappia a pacchi, con le sue lunghe leve e un fisico longilineo ha col tempo cercato sempre più di evolvere la sua sciata conformandosi ad uno stile tutto proprio avendo un solo problema: gareggiare nel momento dell’apice del migliore, quello dell’austriaco.

Il dominio di Hirscher ha travolto tutto e tutti e spesso e volentieri ha costretto Henrik ad accontentarsi del secondo gradino del podio, ma tirandosi indietro mai e cercando di fare il possibile per stare in scia all’austriaco, ed è l’unico che ci è riuscito. L’unico in grado di mettere un pò di pepe, credendoci sempre, arrabbiandosi, ed accettando il verdetto della pista.

I due sono diametralmente opposti, sia come tecnica che come carattere: Kristoffersen mantiene un’ottima grinta e spinta cercando di essere più pulito possibile a differenza di Hirscher che basa tutto su una forte spinta muscolare al limite del rischio e dell’impossibile; decisamente anche più focoso come reazioni arrivando spesso a perdere le staffe, ma sfido chiunque a non prenderla a male quando c’è qualcuno che ogni weekend riesce a mandarti via da quella vittoria tanto agognata (Eccezion fatta per la prestigiosa vittoria di Kitzbühel quest’anno)…

Il norvegese però sta lavorando anche in questo senso e, al di là della rassegnazione nei confronti del suo rivale diretto, sta cercando di essere più freddo cercando anche una miglior performance mentale che, son certo, gli regalerà numerosi soddisfazioni nella sua fin qui giovane carriera.

Carriera giovane si, ma già condita da parecchi successi: non dimentichiamoci che Henrik Kristoffersen ha portato a casa 2 medaglie olimpiche: 1 argento (slalom gigante a Pyeongchang 2018) e 1 bronzo (slalom speciale a Sochi 2014); nel suo palmarès figurano inoltre sei ori iridati juniores e una Coppa del Mondo di slalom speciale, e 16 vittorie in Coppa del Mondo. Come si può tranquillamente desumere dal suo curriculum vitae già in età giovane si era evidenziato uno sciatore di primissimo livello, con la voglia di attaccare fino alla fine sin dall’apertura del cancelletto di partenza.

Talenti ne vedi spesso, fenomeni no. E non bisogna lasciarsi ingannare dal fattore Hirscher, Kristoffersen è davvero un fenomeno. Magari non è ancora al livello di Marcel, magari non ci arriverà o forse si, ma sta di fatto che siamo davanti a una delle più grandi eccellenze sportive invernali in prospettiva osservabili. Non è un freddo anche se viene da un paese che climaticamente lo è, ma è un abile calcolatore e, se lo sottovaluti, ti può far male come pochi.

Se sbagli, ti punisce, e ti supera con una performance anche fuori dall’ordinario. Marcel Hirscher lo ha definito nelle gare italiane di quest’anno “The Young Machine”, perché è davvero una macchina e lui stesso ha capito che, se voleva fare qualcosa di importante scrivendo una serie di discrete pagine dello sci, doveva imprimere qualcosa di ancor più superiore dello straordinario altrimenti avrebbe avuto Kristoffersen che gli avrebbe esultato a braccia tese sugli occhi.

Non ha fatto molti errori a parte l’uscita (Al pari di Hirscher) nello slalom in Corea, semplicemente è arrivato uno nettamente più forte di lui al momento. Non solo più forte, IL più forte. Di ogni epoca. Forse il destino alle ultime Olimpiadi gli ha messo di traverso la vittoria quando aveva la porta spalancata per potergliela donare in un confronto diretto tra i due. Chissà a Pechino…

Sovviene a questo punto una celebre frase di Arnold Schwarzenegger, che per ironia della sorte è austriaco come il suo incubo su pista, ma che è abbastanza significativa in questo senso perché dice che “la forza non arriva dalle vittorie. La lotta e le sfide sviluppano le tue forze. Quando attraversi le difficoltà e decidi di non arrenderti, quella è forza”: se si estrapola questo aforisma nel modo giusto, troviamo il prossimo futuro di Kristoffersen, perché state certi che tutte queste piazze d’onore non hanno dalle sue parti il sapore della rassegnazione ma quella del risorgimento e dell’obiettivo di fare qualcosa di più incredibile fatto finora.

E se tale obiettivo è quello di superare il signor Hirscher Marcel allora occorrerà superare l’ordinario e fare tesoro di queste esperienze per tramutarle in benzina per spingersi ancora più in là e se tanto mi da tanto, il cartello lavori in corso è stato già esposto perché un fenomeno non si quieta mai, ma si scatena quando meno te lo aspetti.

Come una macchina da corsa, in questo caso una Young Machine, dagli occhi azzurri, i capelli biondi, e il cuore rosso come il fuoco pronto a scatenare tutti i cavalli su pista. Tutte caratteristiche degne e pure, di Henrik Kristoffersen.

  https://www.youtube.com/watch?v=s4N_AZkE60c