Sci Alpinismo: definite le squadre per la Coppa del Mondo 2019/20

Sci Alpinismo

Anche lo sci alpinismo comincia a scaldare i motori in vista della prossima stagione: infatti è notizia di questi giorni che la FISI ha di fatto ha ufficializzato la composizione dei team per stagione 2019/2020 della Coppa del Mondo.

Uno sport sempre più in ascesa che, in ottica azzurra, vede la conferma del direttore tecnico Stefano Bendetti che sarà affiancato daManfred Reichegger nella cura del settore giovanile.

Circa gli uomini, la squadra sarà composta da Antonioli Robert per C.S. Esercito,
Boffelli William per Under Up Ski Bergamo, Boscacci Michele per C.S. Esercito, Eyallin Matteo per Esercito, Lenzi Damiano per C.S. Esercito, Maguet Nadir per C.S. Esercito, Nicolini Federico per S.C. Brenta Team A.D., e Oberbacher Alex per Bogn Da Nia Val Da Fasha; la squadra femminile invece sarà rappresentata da Alba De Silvestro sempre del team del C.S. Esercito.

Sci Alpinismo: ecco le formazioni azzurre per la Coppa del Mondo

In vista della nuova stagione, scaldano i motori anche i nostri scalatori

Sci Alpinismo

Mentre il mese di agosto entra nella sua fase finale, anche per lo sci alpinismo è tempo di riscaldamento dei motori per focalizzare al meglio la preparazione in vista della futura Coppa del Mondo che vedrà il suo start il 19 e il 20 gennaio 2019 con la prima tappa attraverso una gara individuale ed una a sprint a Bischofshofen in terra austriaca; ecco, infatti, diramato l’elenco dei protagonisti al maschile e al femminile della Nazionale Italiana come comunicato dal sito della FISI: http://www.fisi.org/sci-alpinismo/news/16808-la-composizione-delle-squadre-di-coppa-del-mondo-di-sci-alpinismo-della-prossima-stagione

Uomini:

Robert Antonioli CS Esercito
William Boffelli SC Roncobello AD
Michele Boscacci CS Esercito
Matteo Eydallin CS Esercito
Damiano Lenzi CS Esercito
Nadir Maguet CS Esercito
Federico Nicolini SC Brenta Team

Donne:

Alba De Silvestro CS Esercito
Katia Tomatis SC Tre Rifugi CAI

Ricordiamo altresì che quest’anno, per lo sci alpinismo, oltre al consueto appuntamento come detto a partire da gennaio per la Coppa del Mondo, sarà tempo anche dei Campionati del Mondo: la rassegna iridata andrà in scena poco prima della primavera a Villars in Svizzera a partire dal 9 marzo per concludersi, poi, giorno 16.

Di certo gli impegni per i nostri atleti non mancano in uno sport sempre più in odore di consacrazione olimpica…

Sci Alpinismo: alla scoperta dello sport in pole per Pechino 2022

Divertimento, agonismo, sicurezza, imprevedibilità: un nuovo fenomeno sportivo si affaccia sulla scena del palcoscenico sportivo bianco

Sci Alpinismo

In un recente post dove si parlava in questa sede di quelli che sono gli sport papabili che potrebbero essere inseriti all’interno del carnet dei prossimi Giochi Olimpici Invernali, quello che ha suscitato maggiore interesse è senza dubbio lo Sci Alpinismo.

Lo Sci Alpinismo, dato addirittura in pole position in fatto di ingresso a cinque cerchi se il CIO aprisse a nuovi innesti, è uno sport che nell’ultimo periodo ha avuto un incredibile boom di successo soprattutto tra i più giovani.

Per sapere un pò di più di esso, bisogna innanzitutto affermare che questa è una disciplina sportiva che potremmo definire da “freelance” in quanto si pratica fuoripista ergo al di là degli impianti sciistici pre-impostati in particolare su pendii notevolmente ripidi, e nasce intorno ai primi anni del novecento nei paesi scandinavi.

Per praticarlo occorre una notevole tenacia e una forte resistenza tecnica, a scanso da tutti coloro che possano andar a pensare che si tratta di passeggiare nella neve, niente di più sbagliato; tra l’altro il tutto non è di certo privo di rischi: gli atleti, nell’esecuzione di gara, si espongono davanti al pericolo di valanghe in quanto quando si va a tagliare il pendio il pericolo è quello di far venir meno la coesione del manto nevoso, ed è per questo che, prima di avventurarsi in attività di questo tipo, è sempre fondamentale avere alle spalle una buona ed adeguata scuola di preparazione che immetta gli atleti nella pratica vera e propria sia in senso tecnico sia di scelta dei materiali, ed è proprio quest’ultima che va a fare la differenza più che mai in questo ambito a seconda delle condizioni meteorologiche e nevose in quel del terreno.

Circa i materiali, occorre fare una distinzione tra quelli tecnici e quelli di sicurezza: 

  • per quanto concerne i primi innanzitutto è fondamentale la presenza di pelli di foca, ora sintetiche, che vanno applicate alla soletta dello sci nelle operazioni di salita per far presa sulla neve per poi staccarle all’inizio della discesa, mentre sci, scarponi (Con gli attacchi che permettono di liberare il tallone), e bastoncini sono assolutamente simili a quelli utilizzati dagli atleti di Sci Alpino con la differenza di una leggerezza maggiormente più accentuata per favorire una maggiore fluidità;
  • circa i secondi, ricollegandoci a quanto detto all’interno dei primi capoversi sul rischio di valanghe durante lo svolgimento dello Sci Alpinismo, è indispensabile dotarsi di dispositivi di sicurezza tra cui Artva/Recco con sonda di valanga inserita, pala, airbag, e anche respiratori; quando si verifica una valanga è fondamentale avere sempre con se dei ricevitori che permettano di individuare il luogo in cui determinate persone possano essere travolte e, grazie alle nuove tecnologie, si ha la possibilità di avere maggiore tempestività nei soccorsi che può fare una enorme differenza per la salvaguardia delle vite umane rispetto al passato.

La scala di valutazione dello Sci Alpinismo, è la cosiddetta “Scala Volo”, introdotta con l’avvento degli ultimi anni 90’ che segnò una netta linea di demarcazione rispetto al passato consentendo una descrizione assolutamente maggiormente più dettagliata di tutti gli elementi del pendio che uno sciatore vuole intraprendere dando così le informazioni necessarie per studiare preventivamene il percorso.

Tutto questo si conforma attraverso la presenza nel suo interno di tre “Elementi” che definiscono nello specifico tutti i caratteri fondamentali di una zona da prendere in considerazione:

  • in primo luogo menzioniamo “l’Elemento Sci”, il quale denota una porzione di valori suddivisa in cinque livelli che differenziano i vari pendii, dal più basso al più ampio: il livello 1 che riferisce pendii inferiori ai 30°, il livello 2 quelli che raggiungono alle volte i 35°, il livello 3, che è quello standard, per quelli che non superano i 35° con passaggi al massimo sui 45°, il livello 4 con pendii mediamente ripidi a 40/45°, ed infine il livello 5 che è il più estremo che raggiunge addirittura i 50°;
  • in secondo luogo abbiamo “l’Elemento Esposizione”, il quale si riferisce all’ambito di cadute che potrebbero avverarsi all’interno del percorso attraverso una scala contraddistinta dalla lettera E che va dal livello 1 al livello 4 che fa conformare l’atleta alla conoscenza del rischio in cui si imbatte;
  • infine abbiamo l’ultimo, ossia “l’Elemento Ingaggio”, che va dall’I al IV e a seconda dell’identificazione si definisce un percorso in cui si consiglia o meno una buona conoscenza e padronanza della disciplina.

Quindi sulla base di quanto ciò affermato, si può tranquillamente desumere che lo Sci Alpinismo è uno sport notevolmente complesso a anche abbastanza tecnico da praticare solo ed esclusivamente se in possesso in una buona conoscenza disciplinare e atletica tale da consentire a tutti coloro che vogliono imbattersi in questa avventuristica attività di realizzare il tutto con estrema sicurezza.

Soprattutto negli ultimi anni esso ha ricevuto tanto successo in quanto è praticabile anche al di là dei circuiti internazionali alpini che siamo soliti a sentire menzionati nelle gare di Coppa, ricevendo soprattutto un grande “boom” tra i più giovani e non c’è da stupirsi se il CIO sta prendendo in seria considerazione il suo ingresso già dai prossimi Giochi Olimpici.

Fatica, divertimento, tecnica, ma soprattutto assoluta sicurezza sono le chiavi di volta dello Sci Alpinismo il quale, ne siamo certi, con l’andare del tempo e con il susseguirsi delle varie esperienze storico-reali scorrevoli all’interno dello stesso, andrà via via sempre più a spopolare ed a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama internazionale anche dal punto di vista delle competizioni sportive.

I WANT YOU! Gli sport che potrebbero essere inseriti nelle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022

Le Olimpiadi di PyeongChang ce le siamo lasciati alle spalle poco meno di due mesi fa, ma come spirito e prospettiva a cinque cerchi impongono lo sguardo verso la prossima edizione invernale è fondamentale già da adesso.

Curling

Pechino 2022 sarà un passaggio notevolmente fondamentale per lo sviluppo e la promozione degli sport invernali, ed è per questo che la domanda che più si sussegue tra gli appassionati è ovviamente quella inerente SE ed eventualmente QUALI discipline il CIO spalancherà le porte per introdurle all’interno dei Giochi in quel del territorio cinese.

Le voci sono sempre più ricorrenti, e i vertici olimpici sono a lavoro per capire quali di queste possa soddisfare i criteri in modo tale da arricchire sempre di più il carnet dei cinque cerchi con sfondo innevato.

Innanzitutto la questione primaria riguarda la parificazione sessuale di tutti gli sport coinvolti, ergo l’obiettivo in primis sarà aprire l’unica disciplina sino ad adesso al maschile, la Combinata Nordica, anche alle donne in modo tale da avere un equilibrio perfetto in tutte le discipline inserite nel programma e in questo senso le indicazioni sono parecchio confortanti.

Tra gli sport che potrebbero essere inseriti vi è senza dubbio lo Sci Alpinismo che in questo momento sta vivendo un forte sviluppo soprattutto negli ultimi due anni con una popolarità notevole visto che, anche al di fuori degli ambiti alpini, sta raccogliendo un grande successo soprattutto tra i più giovani visto che si pratica attraverso scalate fuoripista in salita e in discesa parecchio emozionanti, e che quindi potrebbe essere un serio candidato all’ingresso olimpico.

Un’altra possibilità riguarderebbe lo Slittino Naturale,  con svolgimento su piste innevate che andrebbe ad affiancare quello classico in quel caso in quel del budello (Con il rischio di inserire però due attività “specchio”), oppure ancora il Bandy.

Il bandy è uno sport molto simile all’hockey che venne proposto a scopo dimostrativo solamente nelle lontane Olimpiadi del 1952 in quel di Oslo in Norvegia: nel bando ogni match viene giocato da due squadre di undici atleti su un terreno ghiacciato delle dimensioni di un campo di calcio. Scopo del gioco è realizzare i relativi punti lanciando una palla con la relativa mazza la cui quest’ultima è in mano a tutti gli atleti in azione tranne il portiere il quale ne è sprovvisto e blocca la palla con l’ausilio delle mani. Di sicuro appassionerebbe non poco.

Suggestiva invece l’idea di poter aprire i Giochi all’Arrampicata su Ghiaccio: questo è uno sport seriamente impegnativo che si pratica arrampicandosi con l’uso dei relativi materiali, sulle formazioni ghiacciate in alta montagna o sulle cascate di ghiaccio in versante medio. L’uso di piccozze, ramponi, e soprattutto viti permetterebbero lo svolgimento del tutto con le relative misure di sicurezza.

Infine si menziona anche il Polo che segnerebbe una vera e propria svolta all’interno del settore olimpico invernale con l’apertura degli sport equestri nel mondo agonistico ghiacciato.

Dal canto nostro, al di là di tutte queste ipotesi, la cosa che auspicheremmo maggiormente anche senza nessun velo di ipocrisia considerando che l’Italia in merito svolge una parte da leone visti i titoli di Valentina Greggio e i fratelli Origone, sarebbe un inserimento dello Sci di Velocità: al di là dell’aspetto patriottico si andrebbe ad arricchire i Giochi a cinque cerchi di uno sport basato sulla velocità e sull’aerodinamica che ultimamente oltre a crescere di intensità ha aumentato anche la sua spettacolarità anche grazie ad atleti incredibili che sfidano i limiti spingendosi anche oltre essi: un riconoscimento olimpico sarebbe la ciliegina sulla torta per essi che tanto stanno dando a questo movimento attraverso enormi sacrifici e una cultura del lavoro che va oltre ogni aspettativa facendo sviluppare, appunto, la F1 sulle nevi.

Di certo ci sarà ancora molto da attendere, ma la sensazione è che con l’andare del tempo i Giochi Invernali attrarranno sempre più appassionati anche grazie al tempo che farà denotare aperture importanti e sviluppo di sport già in essere arricchendo un carnet che già oggi regala notevoli emozioni e pagine di storia indelebili.