Sci di fondo: a Ruka gli sprint vanno nel segno della Russia: il trionfo di Bolshunov e Belorukova

A Ruka si apre la stagione di Coppa del Mondo di sci di fondo edizione 2018/19 dove si sono svolte le gare sprint sia per gli uomini che per le donne ed è tutta festa della Russia che fa segnare una storica incredibile doppietta.

Tra gli uomini invece clamoroso errore sul finale di Klæebo che con la vittoria in tasca, forse troppo sicuro di sé, si volta a pochi metri dal traguardo e viene beffato da Alexander Bolshunov che si prende una pazzesca prima vittoria stagionale sfruttando una velocità maggiore del norvegese; terza piazza per l’altro norvegese Eirik Brandsal . Chicco Pellegrino si ferma invece in semifinale.

Tra le donne l’acuto va a Yulia Belorukova che realizza una strepitosa prestazione andando a regalare la prima vittoria russa nella storia dello sprint femminile: la bella ragazza col pettorale numero 4 va a precedere le due svedesi Maja Dahlqvist e Ida Ingemarsdotter che si prendono rispettivamente la seconda e la terza posizione. Da segnalare una bella prestazione delle nostre azzurre con Lucia Scardoni che chiude terza nella semifinale a poco tempo dal limite per le LL sull’accesso in finale, e una Greta Laurent che per un soffio non prende il pass per la semifinale.

L’appuntamento per il fondo è previsto per domani dove si svolgeranno le gare distance dove vedremo le donne impegnate alle 10:45 nella 10km e gli uomini alle 12:30 nella 15km.

Sci di Fondo: istruzioni per l’uso con il via in settimana

Pellegrino
Chicco Pellegrino: su di lui la squadra azzurra ripone ancora grandissime speranze

Dopo gli esordi dello sci alpino a fine ottobre e del salto nel weekend appena passato, toccherà al fondo questa settimana bagnare l’esordio per la stagione agonistica di Coppa del Mondo per l’edizione 2018/19.

Lo scenario, per l’alzata del sipario, è quello meraviglioso di Ruka in terra finlandese che vedrà sia per gli uomini che per le donne lo svolgimento delle gare sia in sprint che in endurance: sabato 24 spazio alle 12:30 per entrambi con le gare sprint a partire dalle 12:30, mentre domenica 25 alle 10:45 le donne saranno impegnate nella 10km, gli uomini invece effettueranno la 15km alle 12:30; la copertura televisiva dell’evento sarà a cura di Eurosport e di RaiSport. Una stagione lunga ed entusiamente che prevederà anche lo svolgimento dei Campionati del Mondo in quel di Seefeld nel Tirolo austriaco dal 20 febbraio al 03 marzo.

Ecco, nel dettaglio, il calendario completo della stagione di Coppa del Mondo di sci di fondo 2018/19:

Sab. 24/11/18 – Sprint TC maschile e femminile Ruka (Fin)
Dom. 25/11/18 – 10 km TC femminile e e 15 km TC maschile Ruka (Fin)
Ven. 30/11/18 – Sprint TL maschile e femminile Lillehammer (Nor)


Sab. 01/12/18 – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile Lillehammer (Nor)
Dom. 02/12/18 – 10 km TC maschile e 15 km TC maschile pursuit Lillehammer (Nor)
Sab. 08/12/18 – 15 km TL femminile e 30 km TL maschile Beitostoelen (Nor)
Dom. 09/12/18 – Staffetta femminile e maschile Beitostoelen (Nor)
Sab. 15/12/18 – Sprint TL femminile e maschile Davos (Svi)
Dom. 16/12/18 – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile Davos (Svi)
Sab. 29/12/18 – Tour de Ski – Sprint TL femminile e maschile Dobbiaco (Ita)
Dom. 30/12/18 – Tour de Ski – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile Dobbiaco (Ita)


Mar. 01/01/19 – Tour de Ski – Sprint TL femminile e maschile Val Mustair (Svi)
Mer. 02/01/19 – Tour de Ski – 10 km TC femminile e 15 km TL maschile mass start Oberstdorf (Ger)
Gio. 04/01/19 – Tour de Ski – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile pursuit Oberstdorf (Ger)
Sab. 05/01/19 – Tour de Ski – 10 km TC femminile e 15 km TC maschile Val di Fiemme (Ita)
Dom. 06/01/19 – Tour de Ski – 9 km TL femminile e maschile Final climb Val di Fiemme (Ita)
Sab. 12/01/19 – Sprint TL femminile e maschile Dresda (Ger)
Dom. 13/01/19 – Team sprint TL femminile e maschile Dresda (Ger)
Sab. 19/01/19 – Sprint TC femminile e maschile Otepaa (Est)
Dom. 20/01/19 – 10 km TC femminile e 15 km C maschile Otepaa (Est)
Sab. 26/01/19 – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile Ulricehamn (Sve)
Dom. 27/01/19 – Staffetta femminile e maschile maschile Ulricehamn (Sve)

Sab. 09/02/19 – Sprint Tl femminile e maschile Lahti (Fin)
Dom. 10/02/19 – Team sprint TC femminile e maschile Lahti (Fin)
Sab. 16/02/19 – Sprint TL femminile e maschile Cogne (Ita)
Dom. 17/02/19 – 10 km TC femminile e 15 km TC maschile Cogne (Ita)

Sab. 09/03/19 – 50 km TC mass start maschile Oslo (Nor)
Dom. 10/03/19 – 30 km TC mass start femminile Oslo (Nor)
Mer. 12/03/19 – Sprint TC femminile e maschile Drammen (Nor)
Sab. 16/03/19 – Sprint TL femminile e maschile Falun (Sve)
Dom. 17/03/19 – 10 km TL femminile e 15 km TL maschile Falun (Sve)
Ven. 22/03/19 – Sprint TL femminile e maschile Quebec (Can)
Sab. 23/03/19 – 10 km TC femminile e 15 km TC maschile mass start Quebec (Can)
Dom. 24/03/19 – 15 km TL femminile e 15 km TL maschile pursuit Quebec (Can)

Il Klæbo che verrà: guida ed ipotesi per la nuova stagione

L’anno scorso abbiamo assistito ad un autentico dominatore del fondo; cosa ci si dovrà aspettare dal nuovo fenomeno del fondo mondiale maschile

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Johannes Hoesflot Klaebo (NOR, Norwegen)

Giovane, bello, social, simpatico, ma soprattutto talentuoso e ancor di più vincente.

Se dovessimo imbastire una ricetta perfetta per l’epoca attuale, c’è da dire che Johannes Hoesflot Klæbo incarna alla perfezione davvero il tutto: il giovane norvegese lasciatosi alle spalle un 2018 colmo di soddisfazioni e di vittorie, ha dato soltanto la sensazione di aver apparecchiato la tavola.

Il giovane norvegese è salito in cattedra di prepotenza e ha messo in risalto non soltanto tutto il suo talento, ma ha lasciato intravedere gli enormi margini di miglioramento che, se affinati e allenati con costanza, potrebbero portarlo sin verso vette che han regalato gli onori e gli allori più lucenti di ogni epoca a mostri sacri del fondo nel passato.

Attraverso la forza prepotente mescolata ad una progressione muscolare impressionante, Klæbo ha dominato gran parte delle gare dell’ultima stagione sancendo per gli  avversari spesso e volentieri una sentenza senza appello riducendo la competizione valida soltanto dal secondo posto in giù; l’unico a tenergli testa quest’anno è stato il nostro Chicco Pellegrino, attraverso la sagace tenacia e forza che sempre lo hanno contraddistinto portandolo ai vertici del fondo mondiale.

Ci si chiede, dopo un 2018 che lo ha visto vincere 3 medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di PyeongChang (Nello sprint individuale, nello sprint a squadre, e nella staffetta), e la Coppa del Mondo di fondo generale oltre a quella di specialità nello sprint (La seconda, quest’ultima, dopo quella del 2017) per un totale di 8 vittorie (Con tanto di affermazione al Ruka Triple), quali siano gli obiettivi per questo 2018 e come potrà migliorare questo autentico fenomeno.

La risposta è molto semplice: se sei un fenomeno, e Johannes indubbiamente lo è, non esistono limiti che possono limitarti. L’unico può essere un fattore mentale visto la fisicità devastante che lo contraddistingue, ma neanche questo sembra essere un fattore di discussione vista la dedizione e la minuzia alla cura dei particolari che dedica assieme al suo intero staff ogni giorno: a 22 anni ancora da compiere, ha la possibilità di crescere ancora di più fisicamente e tecnicamente cominciando a costruire un autentico grattacielo di successi dopo aver posto le basi nella passata stagione: no, state leggendo molto bene: anche se ha preso tutto quello che poteva prendere dal punto di vista olimpico, come detto in sede iniziale di questo post siamo davvero soltanto all’inizio.

Klæbo dà la sensazione di poter crescere ancora di più: ci sono le competizioni mondiali, nuovi record da inserire in ottica Cdm, e anche la possibilità di integrare quella resistenza in più che potrebbe portare a dominarlo oltre che negli sprint anche nelle gare distance.

Mai come ora, non c’è alcun tipo di effetto scontato nel dire che per questo ragazzo, il futuro è già adesso.

Vibeke Skofterud muore a 38 anni in un incidente

L’ex campionessa olimpionica e mondiale perde la vita su un incidente in moto d’acqua

 

Vibeke Skofterud
Vibeke Skofterud

Una normale domenica d’estate viene toccata da una tragedia immane che colpisce lo sport invernale e nello specifico il fondo: a soli 38 anni muore Vibeke Skofterund.

Il corpo della campionessa è stato rinvenuto privo di vita su una spiaggia dell’isola di Tromøya, situata nella zona settentrionale della Norvegia. Dalle prime indiscrezioni emerse dagli inquirenti sembra che la causa del decesso sia dovuta a seguito di un incidente scaturito dall’utilizzo di una moto d’acqua.

Tecnica disarmante, atleta praticamente dedita a una cura minuziosa dei dettagli, la Skofterund è stata una delle atlete più forti degli ultimi 15 anni soprattutto nei team race: la sua forza e il suo talento l’avevano portata a raggiungere i traguardi più prestigiosi che esistano, come l’oro ai Giochi Olimpici di Vancouver nel 2010, e il doppio iride mondiale in quel di Oberstdorf nel 2005 e in quel di Oslo nel 2011.

Atleta bellissima, solare, e sempre disponibile con tutti, la Skofterund lascia un vuoto davvero difficile da colmare nel mondo dello sci di fondo tra colleghi e addetti ai lavori, un fulmine a ciel sereno che nessuno si aspettava per una splendida persona come l’atleta norvegese.

Discesa Libera si unisce al dolore della famiglia e degli amici tutti riservando loro le più sentite condoglianze e la vicinanza più profonda per la perdita di Vibeke.

https://www.youtube.com/watch?v=fmRIaej1NmU&frags=pl%2Cwn

Ecco le formazioni azzurre di Sci di Fondo che daranno l’assalto alla Coppa del Mondo 2019

Pellegrino e soci cominciano a scaldare i motori

Pellegrino

Al pari di quanto detto per lo Sci Alpino, anche se l’estate, calendario alla mano, deve ancora ufficialmente avere il suo start la stagione ventura degli sport invernali di certo non si ferma ed è in piena attività per la sessione agonistica 2018/19; stavolta siamo nell’ambito dello sci di fondo in quanto la Federazione Italiana ha diramato l’elenco degli atleti sia al maschile che al femminile che infiammeranno di passione e di agonismo le pista sciistiche del palcoscenico internazionale.

Ecco, nel dettaglio, tutti i protagonisti della pattuglia tricolore operativi sin dallo start previsto per il 27 ottobre in quel di Sölden in terra austriaca; in totale, avremo 7 donne e 7uomini per un totale di 14 atleti:

SEZIONE FEMMINILE:

TEAM A

Elisa Brocard – Gruppo dell’Esercito Italiano
Greta Laurent – Gruppo delle Fiamme Gialle

TEAM A2

Anna Comarella – Gruppo delle Fiamme Oro
Lucia Scandoni  – Gruppo delle Fiamme Gialle
Caterina Ganz – Gruppo delle Fiamme Gialle
Ilaria Debertolis – Gruppo delle Fiamme Oro
Sara Pellegrini – Gruppo delle Fiamme Oro

SEZIONE MASCHILE:

TEAM WC

Federico Pellegrino  – Gruppo delle Oro
Francesco De Fabiani – Gruppo dell’Esercito Italiano

TEAM A

Dietmar Nöckler – Gruppo delle Fiamme Oro
Maicol Rastelli – Gruppo dell’Esercito Italiano
Giandomenico Salvadori – Gruppo delle Fiamme Gialle
Mirco Bertolina – Gruppo dell’Arma dei Carabinieri

TEAM AGGREGATE

Stefan Zelger – Gruppo dell’Esercito Italiano

Per maggiori informazioni sulle formazioni italiane di Sci Alpino rispettivamente per donne e uomini consultando i seguenti link:

http://www.fisi.org/sci-di-fondo/news/16566-la-composizione-delle-nazionali-maschili-e-femminili-di-sci-di-fondo-per-la-stagione-2018-2019

Finita la squalifica: Therese Johaug sarà al via della prossima Coppa del Mondo

Il 18 aprile è terminata la squalifica per doping per l’atleta norvegese di Røros: sarà al via della prossima Coppa del Mondo di sci di fondo

Johaug

Il 19 ottobre del 2016 per Therese Johaug ha rappresentato una data che, certamente, è divenuta un punto di svolta nella sua vita e nella sua carriera professionale; quello infatti fu il momento in cui venne trovata positiva ad uno steroide anabolizzante, il Clostamol, che lo costò inizialmente una squalifica di mesi 13 dal Comitato Olimpico della Norvegia;

Successivamente, poi, il TAS di Losanna decise di accogliere il ricorso della FIS ritenendo la squalifica precedente commutata nei confronti della fondista norvegese fin troppo leggera, aumentando lo stop a 18 mesi facendo fare ciao ciao con la mano per l’atleta alla partecipazione ai XXIII Giochi Olimpici invernali di scena a PyeongChang in quel della Corea del Sud oltre alla seconda stagione di Coppa del Mondo.

La stagione che verrà sancirà il suo rientro alle competizioni, scontata la squalifica, facendo ritrovare un’atleta nuova e pronta alle sfide che la attenderanno dallo start in poi. Visto che il 18 di questo mese è scoccata l’ora che ha sancito il termine del suo stop, la Johaug ha realizzato una conferenza stampa dove ha affermato il riconoscimento dell’errore commesso in passato aggiungendo altresì che, il tutto, l’ha fatta crescere notevolmente come persona essendo una vicissitudine che ovviamente va a segnarti.

La fondista ha anche detto che, per un certo periodo di tempo, ha anche meditato di lasciare il mondo delle competizioni in quanto le motivazioni stavano via via per venire meno, ma poi con l’aiuto del suo compagno ha avuto modo di cambiare idea e di prepararsi al momento del ritorno; ha ringraziato anche la Bjørgen, sua grande compagna di squadra e avversaria, per la vicinanza che gli ha dimostrato in tutto il periodo in cui è stata costretta a stare ferma ai box.

Quindi Norvegia che perde la più forte atleta femminile probabilmente di sempre, Marit Bjørgen la quale come sappiamo qualche giorno fa ha annunciato l’addio alle competizione dopo una ultima stagione olimpica e di coppa a dir poco trionfale, ma che riabbraccia un’altra campionessa assoluta che sarà pronta a dare battaglia alle nuove e vecchie concorrenti per cercare di mantenere sempre altissimo il livello di vittorie della fenomenale squadra norvegese.

Sin qui, l’atleta di Røros una antichissima e freddissima città nordica risalente alla prima metà del 500’, ha conquistato ben tra medaglie olimpica tra cui quella d’oro in staffetta a Vancouver nel 2010, l’argento e il bronzo a Sochi nel 2014 rispettivamente nella 30km e nella 10km, 7 ori ai Campionati del Mondo (11 medaglie in totale), nonché due sfere di cristallo generali in quel della Coppa del Mondo nel 2014 e nel 2016 oltre a due coppe di specialità (Distance) nel 2014 e nel 2016 per un totale di 67 podi complessivi di cui 33 vittorie (20 individuali e 13 a squadre).

Una campionissima di tutto rispetto, Therese Johaug la quale, dal suo errore, speriamo abbia imparato molto e cui ogni amante dello sport siamo certi spera di vederla ad alti livelli come ha sempre abituato i suoi tifosi.

2018, l’anno d’oro dell’Italia negli sport invernali: Greggio e Goggia in auge su tutti

Alla scoperta della stagione degli azzurri nei vari circuiti di Coppa del Mondo

Goggia

Nell’articolo di ieri abbiamo disquisito di quanto sia stata intensa, in senso generale, la stagione agonistica sulle nevi nei vari circuiti di Coppa del Mondo in questo 2018.

Ci eravamo lasciati con la promessa di parlare degli azzurri evidenziando quelli che sono stati i risultati che hanno contraddistinto la maggior parte delle discipline e, si può dire tranquillamente, che i risultati sono stati altamente confortanti: siamo a ben otto sfere di cristallo già portate a casa con la possibilità (Come fra poco vedremo) di incrementare ancora il bottino.

Menzione immediata per la donna più veloce del pianeta nonché una delle migliori sciatrici di sempre che dà, al nostro paese, un grande lustro sportivo e non soltanto: si sta parlando ovviamente della meravigliosa Valentina Greggio che proprio nel weekend appena terminato a portato a casa, sulle nevi svedesi,  la quarta Coppa del Mondo di Sci di Velocità di fila proseguendo in un filotto incredibile di vittorie consecutive portando il livello al numero 25 e creando un vero e proprio solco con tutto il resto delle avversarie creando una progressione impressionante in termini tecnici e di risultati che ha fatto sognare tutti gli appassionati della velocità più pura; Greggio sempre più nel mito che si avvicina sempre più ai risultati delle grandi del passati che portano i nomi e i cognomi Tracie Sachs e Sanna Tidstrand, le uniche a vincere 5 sfere di cristallo in questo sport; sfere di cristallo che potrebbero aumentare per l’Italia con l’opportunità, da parte di Simone Origone, di conquistarne un’altra cercando di battere Manuel Kramer, suo rivale austriaco, in una fantastica battaglia che al momento vede i due atleti parificati in classifica a due gare dal termine della stagione; l’appuntamento sarà il 6 e il 7 aprile in quel di Grandvalira in Romania per capire l’epilogo.

Detto dello Sci di Velocità, i riflettori li puntiamo su Sofia Goggia e lo Sci Alpino: l’aver vinto la medaglia olimpica in discesa libera è stato un momento altamente importante per lei e per lo sport italiano conquistando un risultato aspettato da lungo tempo che ha dato delle certezze importanti, ma la nostra fuoriclasse della velocità alpina non si è fermata qua e, in un testa a testa incredibile nella finale di Åre, pur classificandosi seconda nella decisiva prova di discesa alle spalle di Lindsey Vonn è riuscita a prevalere sulla statunitense portandosi a casa la prima coppa di specialità della sua carriera suggellando così una stagione incredibile e sicuramente indimenticabile che ha segnato una tappa del suo percorso di crescita il quale, siam certi, sia ancora all’inizio e che la porterà lontano. Un talento straordinario coadiuvato anche da una splendida Federica Brignone che l’Italia probabilmente non vedeva nella sua essenza più profonda da tanto, troppo tempo. Sofia ha regalato all’Italia la Coppa del Mondo di discesa libera dall’ultima portata a casa da Isolde Kostner ben 16 primavere fa nel 2002.

Sci Alpino che ha visto l’affermazione anche l’acuto di Peter Fill: in una stagione purtroppo avara di soddisfazioni per gli uomini sia in campo tecnico che in campo veloce a parte la splendida vittoria di Dominik Paris a Bormio sulla Stelvio e , il nostro atleta atleta di Bressanone dopo due sfere di cristallo di fila nei scorsi due anni in discesa libera quest’anno ha vinto quella di combinata alpina grazie ai piazzamenti nelle due gare previste (Secondo posto a Bormio, terzo a Wengen). Di certo una piccola luce all’interno di un movimento che, siamo certi, si aspettava molto più e che farà sicuramente meglio nella stagione che verrà viste le potenzialità che detiene nelle sue ampie faretre.

Italia che ha visto la sua stagione crescere di livello in maniera prepotente e decisiva nello snowboard attraverso una tripletta di valore incredibile: a Michela Moioli spetta naturalmente la copertina d’oro per l’Italia in questo sport; in categoria cross ha fatto la voce più grossa possibile ripercorrendo le stesse orme di Goggia in quel dell’Alpino: medaglia olimpica del metallo più pregiato e coppa del mondo di specialità. La ventiduenne bergamasca ha saputo rialzarsi al meglio dopo l’infortunio di Sochi nel 2014 e si è presa con estrema determinazione tutto ciò che il fato aveva momentaneamente sottratto al suo infinito talento. Snowboardcross che ha arricchito in ambito azzurro il suo bottino grazie alla coppia composta da Emanuel Perathoner ed Omar Visintin i quali, nella specialità a coppie maschile, han portato a casa la Coppa del Mondo attraverso uno score che parla di due vittorie ed a ottimi piazzamenti. Piazzamenti che han fatto bene anche a Roland Fischnaller che a 37 anni ha completato l’opera conquistando la sfera di cristallo in modalità PSL numero 3 della sua grande carriera trionfando nell’ultima gara in scena a Winteberg prevalendo proprio al termine della stagione sul russo Loginov. L’ennesima dimostrazione che, spesso, la carta di identità rivela dei numeri in eccesso solo nelle biografie e non nelle piste in un periodo in cui il talento sta anche allungandosi dal punto di vista anagrafico facendo rimanere intatti i risultati di valore.

Altri successi li abbiamo raccolti nel Biathlon: avevamo lasciato la nostra staffetta mista in un risultato prestigiosissimo sul palcoscenico olimpico nella conquista di una storica medaglia di bronzo per l’Italia, oggi invece la ritroviamo sul gradino più alto del podio ma con gli stessi soggetti in Coppa del Mondo: Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer han portato i nostri colori alla vittoria per la prima volta nella storia in questo format di gara a Kontiolahti dove la nostra truppa azzurra ha realizzato una gara leggendaria che entra di diritto nella storia del Biathlon a conferma di come il nostro movimento sia in crescita. Un grandissimo Hofer nella parte finale ha fatto la differenza arrivando davanti all’Ucraina e alla Norvegia che con il terzo posto di Tarej Boe compromette la conquista della sfera di cristallo.

E come non menzionare infine anche la nostra Francesca Lollobrigida nello speed skating che classificandosi al terzo posto nella MS di Minsk, ha portato a casa la seconda sfera di cristallo della sua carriera dopo il trionfo datato 2014. Una soddisfazione enorme per la fuoriclasse di Frascati che pone in essere una splendida doppietta dopo l’oro europeo arrivato quest’anno in quel di Kolomna.

Una menzione d’obbligo va anche al nostro Chicco Pellegrino: non avrà vinto sfere di cristallo overall o di specialità il nostro campione del mondo e vice campione olimpico valdostano, ed oggettivamente contro un Klæbo in queste condizioni era un “tantino” difficile, ma è stato tenace ed ha tenuto duro sino al termine della stagione risultando l’unico in grado di mettere in seria difficoltà nelle gare sprint il fuoriclasse norvegese: Chicco ha dimostrando sia in ottica olimpica che in quella di coppa di potersela giocare al meglio delle sue possibilità e le vittorie ottenute a Dresda e a Lahti dove nemmeno Klæbo è riuscito a tener botta all’atleta delle fiamme oro, lasciano sperare davvero in positivo per la stagione che verrà. Chicco è cresciuto tantissimo dai mondiali dello scorso anno, e senza dubbio, ha tutte le carte in regola per continuare a recitare una parte da protagonista nel fondo a 360°.

L’Italia quindi mette agli archivi una stagione sin qui positiva: con tante luci e qualche ombra ma con la consapevolezza di avere dei margini di miglioramento notevolissimi. Margini già visti in quel di PyeongChang che han messo in risalto delle qualità notevoli da parte dei nostri azzurri che, aspettando la conclusione definitiva delle gare, in ambito invernale han detenuto un bottino notevole in fatto di vittorie, piazzamenti, e sfere di cristallo.

L’auspicio è che possano migliorare questi risultati attraverso anche un maggiore impegno che il nostro stato può dare in sede di supporto ai nostri atleti e agli addetti ai lavori per migliorare sensibilmente il tutto e dare una marcia in più ad essi mettendo a disposizione ancora più mezzi e strutture per far esprimere al meglio il loro talento, la loro audacia, e il loro spirito di sacrificio.

L’Italia c’è più che mai.

La fine di una grande stagione di Coppa del Mondo

Si tirano le somme mentre le varie discipline agonistiche una dopo l’altra cominciano a far calare i sipari di fine stagione

Fourcade

Sembra davvero ieri che sia partita la stagione agonistica sulle nevi, eppure eccoci quasi all’epilogo della stessa.

Con l’avvento di marzo di chiudono una dopo l’altra le discipline e le varie competizioni di Coppa del Mondo in una stagione altamente intensa ed emozionante che ha visto il suo culmine con lo svolgimento delle XXIII Olimpiadi Invernali quest’anno di scena PyeongChang in quel della Corea del Sud.

Dei giochi a cinque cerchi abbiamo parlato in continuazione soprattutto nello scorso mese quando erano in corso, adesso però è il caso di tirare le somme e parlare di quelli che sono stati i protagonisti più grandi in questa edizione 2017/18 di Coppa (Degli italiani, nello specifico, ne parlerò domani).

Come non partire dallo Sci Alpino, come non partire da Marcel Hirscher, il dominatore. Di lui abbiamo parlato in tutte le salse soprattutto in ottica olimpica, ma ciò che ha realizzato quest’anno in ottica sfera di cristallo è stato un qualcosa di incredibile; partito ad inizio anno con un malleolo fratturato è paradossalmente ritornato più forte di prima. Nessuna incertezza, nessun freno, è stato semplicemente dominante. Ha travolto con la sua forza e la sua tecnica unica tutto e tutti a partire dal povero Kristoffersen, altro assoluto Campione con la C maiuscola che ha avuto la sfortuna di trovarsi nell’era del più grande sciatore di sempre. Se vince 7 Coppe del Mondo di fila vuol dire che sei oltre la Leggenda, schizzi direttamente nel mito ed entri a far parte del firmamento dei più grandi sportivi generali di ogni tempo; e questa scia la sta seguendo la signorina Mikaela Shiffrin che non manca l’appuntamento con la Seconda sfera di cristallo di fila e che, al di là di una seconda parte di stagione un pò altalenante dove probabilmente le pressioni sono state fin troppe ed esagerate anche per un’atleta del suo calibro, ha sempre risposto presente in ogni gara dando il massimo riprendendosi ampiamente il suo scettro verso la battendo record su record non ancora a 23 primavere compiute mettendo un serio monito all’avvenire ribadendo che il futuro è davvero adesso.

Capitolo fondo. Sarebbe fin troppo semplice parlare di Marit Bjørgen. Non ci sono più parole davvero per definire un’atleta di questo tipo semplicemente perché le abbiamo esaurite tutte. Penso che difficilmente si vedrà nella storia un’altra atleta che abbia una simile tecnicità ma soprattutto una mentalità di approccio del genere. Non fa lo sport, lo ama e lo fa diventare parte di sé. Ma il mondo non si ferma ovviamente a lei, e quindi menzione d’onore per Heidi Weng, l’altra norvegese che si è affermata quest’anno e che assieme alle varie Oestberg, Nilsson, e Parmakoski, si candida ad un ruolo da protagonista nell’immediato futuro; stagione meravigliosa per la ventiseienne di Enebakk che vince la sua seconda Coppa del Mondo dimostrando di essere performante e polivalente su più tracciati. Di sicuro nell’ambito femminile avremo più combattività rispetto a quello maschile… Già, perchè qui il signor Johannes Hœsflot Klæbo ha praticamente messo in chiaro che da qui a parecchi anni non ce ne sarà proprio per nessuno. Un martello, in salita ha una tecnica praticamente unica che sembra essere una sorta di Bolt sugli sci: ha avuto un miglioramento incredibile in una stagione dove l’unico in grado di dargli fastidio e di tenergli testa è stato il nostro Chicco Pellegrino. Un autentico dominatore per tutta la stagione con evidentissimi margini di miglioramento per l’immediato futuro. Ma al di là della tenacia quando hai davanti un fuoriclasse del genere hai poco da fare e da rammaricarti: puoi solo stringergli la mano e dirgli bravo e rendergli gli omaggi del caso. Chicco ha avuto, qui, la stessa sfortuna di Kristoffersen con Hirscher nello sci alpino. Siamo su mondi lontani anni luce. Quando madre natura ti premia con simili mezzi, c’è davvero solo da prenderne atto e riconoscere i meriti.

Mentre in Combinata a trionfare e a spezzare lo storico equilibrio tedesco è stato un fortissimo e regolare Akito Watabe che ha regalato al Giappone una storica Coppa del Mondo, quanto riguarda il Salto (Maschile, nel femminile siamo in attesa del crisma dell’ufficialità per una strepitosa Marit Lundby) ha riconosciuto il talento immenso ancora una volta di Kamil Stoch che ha dato l’accelerata definitiva nella fase finale della stagione dimostrando di fare letteralmente un altro sport rispetto agli avversari volando al di là di ogni più rosea previsione. Un campione stratosferico che, anno dopo anno, si sta avvicinando al mito di Matti Nykänen a dimostrazione della sicurezza posseduta e della tempra d’acciaio che contraddistingue questo meraviglioso atleta. Serietà, impeccabilità, ma soprattutto esempio in fatto di dedizione al proprio mestiere e alla preparazione di ogni gara.

Per non parlare del Biathlon, che ci ha regalato probabilmente il più bel dualismo invernale di quest’anno con Martin Fourcade e Johannes Boe che si sono affrontati senza esclusione di colpi in una serie di podi incredibile e probabilmente inarrivabile. Nell’arco di una settimana capiremo chi sarà a trionfare ma visto ciò che abbiam assistito bisognerebbe dividere la Coppa in due davanti a questi mostruosi atleti in particolare, Martin, che ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta francese più forte di ogni tempo. Tra le donne tutto ancora in gioco con Makarainen che dovrà guardarsi le spalle dalla Kuzminá avendo praticamente dilapidato il vantaggio nelle ultime gare.

Degli azzurri come detto tratterò un capitolo a parte considerando che, i successi e le soddisfazioni sono state molte in tantissimi sport, l’ultima proprio ieri con la Coppa vinta da Perathoner e Visentin nel parallelo di Snowboard. A dimostrazione che, se credi nel lavoro che fai, vedi sempre il sole oltre le nuvole e puoi arpionare quelli che sono i tuoi sogni più profondi. Snowboard che ha visto l’ennesima dimostrazione leggendaria di Kingsbury che ha messo per l’ennesima volta in risalto le sue qualità vincendo la settima Coppa del Mondo consecutiva raggiungendo in questa speciale classifica del prestigioso seven Marcel Hirscher.

Una stagione quindi incredibile che lascia presagire tantissime buone cose per quella che verrà con la consapevolezza che, tutti noi che stiamo assistendo a questo magico spettacolo, siamo testimoni probabilmente della più grande era di sempre; avere dei Campioni è naturale in ogni contesto tempistico, avere davanti i migliori di sempre però no, non è da tutti. Reputiamoci fortunati.

Nel Nord-Europa è tutto spettacolo prettamente scandinavo

Grandissimo secondo posto di Chicco Pellegrino che si arrende ancora una volta al fenomeno norvegese

klaebo

Finali di Falun nel segno della Scandinavia.

Si sono effettuate in Svezia le finali sprint di Sci di Fondo e i protagonisti son sempre gli stessi. Tra gli uomini, neanche a dirlo, imprendibile Johannes Høsflot Klæbo che vince agevolmente la gara DOMINANDOLA come solo lui sa fare chiudendo davanti a un nostro ottimo Federico Pellegrino che si avvicina sempre più al record di podi italiani in Sci di Fondo; nello sprint finale supera uno sfinito Svensson e si prende la seconda piazza sia della gara sia della classifica finale di sprint dove a dominare è stato ovviamente il norvegese. Belle batterie del nostro De Fabiani che alla fine sfortunatamente non riesce a qualificarsi per la finale.

Tra le donne a vincere è stata Hanna Falk. La svedese si prende una grandissima soddisfazione nella frazione finale andandola a dominare concludendo in prima posizione precedendo la connazionale Sundling che, a sua volta, precedente la leggendaria Bjorgen alle prese con l’ennesimo podio in carriera. Assente la Nilsson e deludente Diggins oggi, nonostante una gara opaca la Weng rafforza la sua leadership in vetta alla classifica. Unica italiana in gara era Elisa Brocard che non si qualifica per le semifinali uscendo già ai quarti.

Nello Sci Alpino gara di passerella oggi con il Team Event in parallelo formato dalle squadre miste. La vittoria è andata alla Svezia composta da Swenn-Larson, Hansdotter, Hargin, e Myhrer che ha avuto la meglio sulla Francia. Terzo posto invece per la Germania che nella finalina ha la meglio sull’Austria. Italia fuori al primo turno dopo la sconfitta per 0-4 con i teutonici.

Nel salto con gli sci il monologo è sempre lo stesso:

Unico, immenso, implacabile Kamil Stoch

Il fuoriclasse polacco dimostra ancora una volta di praticare un altro sport vincendo per dispersione la gara dal trampolino lungo a Trondheim annientando la concorrenza soprattutto nella seconda serie dove ha incrementato il gap volando oltre il punto HS fissato a 140m. Seconda posizione a 17 lunghezze di ritardo per Stefan Kraft. Terzo il connazionale Johansson. In questo modo Stoch ipoteca praticamente la sfera di cristallo che andrà a suggellare una stagione pazzesca.

La domenica bianca nell’autentico e lucente segno della Norvegia

Per i colori azzurri intanto grandissima vittoria per Omar Visintin nello Snowboard e un secondo posto fantastico per Vittozzi nel Biathlon

Bjorgen

Grande Norvegia.

Forte, immensamente, lucente Norvegia.

E’ il paese scandinavo l’autentico protagonista della domenica bianca nelle varie discipline invernali.

Prima di passare nello specifico andiamo con una gran bella notizia azzurra: weekend notevolissimo nello Snowboard per il nostro Omar Visintin il quale, dopo aver ieri arpionato uno splendido terzo posto, oggi in autentica scivolata sulla linea del traguardo porta alla vittoria l’Italia sulla gara a coppia oggi condotta assieme a Perathoner. Senza dubbio degli ottimi segnali in questo sport per i nostri colori che continuano a sorprendere ed a stupire ogni volta sempre di più.

Da un podio all’altro, e qui siamo nel Biathlon femminile: arriva il miglior risultato in carriera per la meravigliosa Lisa Vittozzi a Kontiolahti nella Mass Start di 12,5km di Biathlon con un FENOMENALE secondo posto che chiude una due giorni assolutamente indimenticabile per i nostri colori azzurri. L’apoteosi si realizza nell’ultimo poligono dove Lisa e la Chevalier sbagliano un colpo a testa e poi, su gli sci, la nostra atleta brucia nel finale la transalpina e va a conquistare un altro podio dopo quello di ieri che, ricordiamo, regalò anche la sfera di cristallo all’Italia. La vittoria invece è andata alla tedesca Vanessa Hinz che ha portato a compimento una gara magistralmente condotta soprattutto nella fase centrale con una solidità notevole al poligono e sugli sci.
Nella mass maschile invece gara a Julian Eberhard che dimostra di essere a propio agio oramai anche in questo format oltre che alle sprint, ma soprattutto grandissima gara di Martin Fourcade oggi un autentico cecchino che si prende l’ennesimo podio stagionale chiudendo secondo allungando in classifica contro Johannes Boe oggi autore di una prestazione incolore. Terzo posto per Anton Shipulin che era in lotta sino alla fine ma una caduto lo costringe al gradino più basso del podio. Settimo e tredicesimo rispettivamente Windisch e Hofer per i nostri colori.

Tornando alla Norvegia, nello Sci Alpino è Il giorno di Kjetil JansrudIl Campione norvegese vince il Super-G di Lillehammer e porta a casa la Coppa del Mondo di specialità davanti al suo pubblico a coronamento ancora una volta di una splendida carriera. Jansrud ha chiuso in 1’33”21, precedendo di 22 centesimi lo svizzero Beat Feuz, sul podio come ieri, e 34 il compagno di squadra Adrien Sejersted.Attardati gli italiani tutti fuori dai primi 10, migliore Innerhofer che chiude tredicesimo.

Nello Sci di Fondo celebriamo l’ennesima perla di una delle migliori atlete di tutti i tempi dello sport in generale: leggendaria Marit BjørgenLa più grande fondista di tutti i tempi scrive ancora una volta una memorabile pagina di storia dello Sci di Fondo andando a conquistare per la settima volta nella sua vita la 30km ad Oslo mandando in autentico visibilio il pubblico di casa.Incredibile la rimonta di Marit che a metà gara pagava più di 30′ di ritardo dal gruppo di testa. Negli ultimi 5km si è letteralmente scatenata rimontando prima e poi imponendo un ritmo imprendibile andandosene a conquistare l’ennesimo trionfo a 37 anni.Sul podio finisce seconda una meravigliosa Jessica Diggins e l’altra norvegese Haga. Marit, non ritirarti mai: il mondo è cambiato, ma tu no esattamente come han detto in cronaca Gadin e Valbusa.

Grande competizione anche nel Salto con gli Scila Coppa del Mondo femminile è oramai un affare di Maren LundbyLa campionessa olimpica norvegese domina la gara davanti al suo pubblico vincendo la competizione sul LH con un punto HS134. Gara assolutamente vinta per dispersione con un punteggio di 262.7 che le ha permesso di demolire le avversarie a partire già dalla seconda posizione, con conquistata dall’austriaca Daniela Iraschko-Stolz (231.2) e della giapponese Yuki Ito (229.7). Attardate le nostre azzurre.
In quel degli uomini 
vittoria a Daniel-André Tande che ribadisce il dominio per adesso norvegese in questo contest di gara e realizza una due-giorni notevolissime con due vittorie per la nazione nord-europea. Tande vince la gara in rimonta dopo aver chiuso la prima serie soltanto ottavo. Come spesso accade, poi, e come il fuoriclasse di Narvik ha rimontato nella seconda e con un secondo salto da 132 metri, lo stesso ha totalizzato 258.1 punti che gli hanno permesso di portare a casa la sua quarta vittoria in carriera in Coppa del Mondo. Secondo e terzo si classificano rispettivamente Stefan Kraft (256.7) e Michael Hayboeck (255.6) che portano in alto i colori austriaci dopo una stagione piuttosto sottotono confermando le posizioni acquisite qui in quel della prima serie.

Si chiude così un grande weekend di gare a dir poco emozionante di Coppa del Mondo che ci ha regalato soddisfazioni notevoli per i nostri colori italiani.

Appuntamento per la prossima, soprattutto con lo Sci Alpino, con le finali svedesi ad Äre.