Il gigante di Bansko è nel segno di Kristoffersen, ma Hirscher si porta a casa la Coppa del Mondo di specialità

Henrik Kristoffersen

Henrik Kristoffersen dopo la vittoria in gigante ai Mondiali di Åre che gli ha permesso di vincere il titolo iridato davanti a Marcel Hirscher, a Bansko in Bulgaria si conferma ancora una volta sul gradino più alto del podio anticipando ancora una volta il fenomeno austriaco.

Il norvegese scala una posizione rispetto alla prima manche e si prende la soddisfazione di battere ancora King Marcel che, scende a tutta, si prende dei rischi assurdi e non cade laddove chiunque sarebbe caduto, e termina nonostante una manche al limite a soli 4 centesimi dalla vetta che, non gli danno di certo la soddisfazione della vittoria di gara, ma bastano e avanzano per portarsi a casa la sesta sfera di cristallo di specialità gigante della sua carriera dopo quelle arpionate nel 2012, 2015, 2016, 2017, e 2018.

Per Kristoffersen si tratta della 17ma vittoria in circuito di Coppa del Mondo, la nona i gigante, la prima di quest’anno: completa il podio il veterano francese Fanara, mentre quarto finisce Pinturault e quinto lo sloveno Kranjec: per gli italiani 14mo Tonetti e 21 Moelgg.

Dopo tanto tempo e dopo un periodo buio notevole, il circuito di Coppa del Mondo riabbraccia quello che è un talento e un fenomeno a livelli assoluti fin troppo sbeffeggiato da molti che, probabilmente, non avevano fatto i conti con la sua forza.

Bentornato Henrik.

Sci Alpino: Henrik Kristoffersen risorge ed è il nuovo campione del mondo di slalom gigante

Kristoffersen
Kristoffersen in gara a Zagabria Sljeme il 5 gennaio 2017

I grandi Campioni con la C maiuscola tornano sempre sulle luci della ribalta e, spesso accade, che tali ritorni si realizzino nelle manifestazioni secche più importanti come i Campionati del Mondo; è quello che è accaduto in data odierna a un meraviglioso Henrik Kristoffersen il quale, dopo innumerevoli delusioni e una serie infinita di secondi posti, si prende la sua rivincita e in slalom gigante a questi Mondiali ad Are si prende un iride di proporzioni colossali.

In una pista assolutamente difficile e scivolosa dove sul ghiaccio miscelato a sale che è andato creare una sorta di satina molto ingannevole, il norvegese ha regalato uno spettacolo incredibile scendendo al top e confermando la sua enorme sete di vittoria nonché tutto il suo meraviglioso talento; al secondo posto finisce un altro enorme Marcel Hirscher che, nonostante sia stato debilitato da una brutta influenza, riesce ad arpionare un importante argento chiudendo a 20 centesimi dalla vetta oggi a tinte norvegesi; chiude il podio Alexis Pinturault che aveva vinto la prima manche e che cede in seconda soltanto nel finale chiudendo a 42 centesimi di distacco. Per Kristoffersen si tratta della prima medaglia assoluta a dei Campionati del Mondo.

Per gli italiani 20mo De Aliprandini e 23 Maurberger, sfortunato invece Moelgg che va fuori fortemente debilitato dall’influenza.

Appuntamento a domani alle ore 11 per lo slalom speciale femminile per la prima manche con la seconda in scena alle 14:30 sempre su Raidue ed Eurosport.

Bentornato Henrik.

Sci Alpino: a Semmering il gigante si traduce nel nome di Petra Vlhova

Mikaela Shiffrin sbaglia, Petra Vlhova no.

A Semmering in terra austriaca è il giorno della prima volta in gigante per la splendida slovacca che sigilla una gara a dir poco sublime approfittando degli errori della fuoriclasse statunitense in un tracciato disegnato proprio dall’allenatore dell’attuale detentrice della sfera di cristallo in termini generali.

Vlhova utilizza una versione “beta” di sci, molto più lunghi rispetto al solito, e dimostra di azzeccare la scelta andando a conquistare come detto lo slalom gigante austriaco precedendo una bravissima Victoria Rebensburg (Già veloce in prima frazione frenata solo da un errore di 45 centesimi; completa il podio Tessa Worley terza a 60 centesimi di distacco. Chiude ai piedi del podio Brunner che perde due posizioni rispetto alla prima manche anticipando come detto Shiffrin quinta.

Italia che ottiene con Federica Brignone il sesto posto mantenendo il pettorale rosso in classifica di gigante considerando la gara opaca della statunitense, chiudendo nei primi 10 in una gara dove forse la nostra valdostana si aspettava qualcosa di più; 16ma Irene Curtoni, 28ma Marsaglia per il capitolo azzurro.

Appuntamento a domani sempre a Semmering per quel che concernerà invece una giornata contraddistinta dallo slalom speciale.

Il diamante azzurro: Sofia Goggia

Il profilo di una Campionessa

Sofia Goggia
Sofia Goggia

Sofia Goggia: come avere il fuoco dentro nella sua massima espressione.

Quando vedo questa meravigliosa atleta sugli schermi non può che venirmi in mente questa particolarità, perché è parte di lei ed è il volano il quale sono assolutamente certo che la porterà parecchio lontano.

Entrata con tutta la sua forza all’interno del Team Italia nella Nazionale tricolore dello Sci Alpino sin dagli esordi giovanili nel 2007, non ci ha messo poi molto a farlo anche all’interno di tutti i cuori degli appassionati di questo splendido sport; a partire soprattutto da quel 26 novembre del 2016, a Killington in quel del Vermont negli Stati Uniti d’America, quando con un terzo posto in slalom gigante si presentò davanti al palcoscenico del mondo sportivo come qualcuno che sarebbe stata in grado di spostare gli equilibri. Da protagonista.

Una tecnica audace e sopraffina sugli sci coniugata a una forza dentro e a una determinazione scintillante han fatto sì che la forza di questa splendida ragazza nativa di Bergamo potesse diventare una delle atlete di punta della nostra nazionale femminile.

Lo vedi subito quando qualcuno è più speciale rispetto a molti altri, e lo fai osservando quello che nello sport è contraddistinto dalla parola “mordente” ma non solo in senso etimologico, bensì anche in quello detenuto all’interno della voglia, la sua, quella di migliorarsi sempre.

Ed è questo il fattore cardine della nostra bella finanziera che non si è mai arresa e non si arrenderà mai. Che è caduta ed ha saputo sempre rialzarsi. Che ha vinto e non si è mai montata la testa. Perché se sei in gamba e sei intelligente, sai sempre tenere duro in ogni situazione.

Ha saputo sempre aspettare non ascoltando magari qualche stolto che, come spesso avviene nella vita, comincia a dare giudizi preventivi senza sapere e sottovalutando le capacità di “qualcuno”. Quelli, al massimo, strappano un sorriso e aumentano la voglia di dimostrare a tutti il proprio valore, la propria forza.

La sua, grande come quella contenuta sul viale delle emozioni, ha trovato il suo culmine in uno splendido bronzo ottenuto ai Campionati del Mondo di Sankt Moritz lo scorso 2017 nello slalom gigante; una liberazione, una gioia incredibile ma soprattutto la consapevolezza che quello fosse soltanto un punto di partenza verso una serie di sorrisi che, son certo, si regalerà lei stessa e regalerà a tutti quanti noi dando spettacolo e disegnando curve su quella neve che lei ama tanto.

Perché, come diceva una bella canzone di qualche anno fa, “abbiamo fatto tutto, e tutto c’è da fare…”.

Non sei un’atleta qualsiasi se, nel corso di una stagione oltre alla suddetta medaglia di bronzo iridata, conquisti il record italiano di podi e di punti conquistati in Coppa del Mondo.

Ma non serve di certo un curriculum sportivo per identificare Sofia Goggia. Alle volte, come nelle cose più belle della vita, basta soltanto anche uno sguardo per capire l’intensità di una persona, di una atleta in questo caso, destinata a scrivere grandi pagine dello sport attraverso l’inchiostro del suo gesto atletico alla voce vittoria.

Come la sua prima, in quel percorso sudcoreano che sentiremo a breve tantissime volte, in quel magico weekend del 4 e del 5 marzo scorso a Jeongseon dove in 2 giorni di fila piazzò due meravigliosi trionfi in entrambe le discipline veloci e dove si è arpionata la certezza che si possa imbastire un nuovo capitolo della carriera.

Veloce, cattiva, forte, determinata, in questo inizio di stagione abbiamo trovato una Sofia capace di innovare il suo stile notando anche l’aggiunta della caratteristica di una maggiore pulizia nelle traiettorie rendendo più elegante il suo modo di sciare, come abbiamo visto nelle ultime uscite e, soprattutto, nelle vittorie ottenute ad Sankt Anton am Arlbegs in Austria e a Jasná nella seconda metà dell’appena trascorso gennaio in discesa libera che gli son valse, assieme al resto dei recenti podi, la leadership della classifica di specialità.

Insomma le carte in tavola son state messe tutte assieme alla voglia di far bene e di cercare di raggiungere i migliori risultati possibili senza dimenticare, che, a prescindere dai piazzamenti che verranno la vittoria migliore è stata già raggiunta, ed è quella di aver avvicinato soprattutto grazie a te tantissime persone a questo sport tramite la tua grandezza e la tua straordinaria umanità.

Cara Campionessa, quel volano di cui si parlava nel secondo capoverso di questo post tienilo sempre con te vicino a quella forza che ti spinge ogni volta giù dal cancelletto di partenza e che scalda i cuori di tutti noi verso la prossima vittoria che, come è solito dire, sarà a prescindere dal contesto la più bella, esattamente come il tuo sorriso e il fuoco che detieni nei tuoi occhi.

Semplicemente, Sofia Goggia. Comunque vada, sei già un successo.