Petra Vlhova regina in Repubblica Ceca dominando il gigante di Špindlerův Mlýn

Oramai sta diventando una consuetudine: quando Petra Vlhová decide di andare a mille e mettere in cassaforte la vittoria, lo fa senza chiedere niente a nessuno.

La fresca Campionessa del Mondo ad Åre in gigante conferma ancora una volta l’oramai consolidato feeling con questa specialità e piazza una sontuosa nona vittoria in carriera, oggi a Špindlerův Mlýn in Repubblica Ceca, la quarta in slalom gigante, la quinta stagionale nel circuito di Coppa del Mondo dopo una gara straordinaria.

In una neve abbastanza molle e assolutamente insidiosa, sin dalla prima manche l’atleta slovacca allenata impeccabilmente dal nostro Livio Magoni dispone dei distacchi assolutamente pazzeschi alle avversarie e, nonostante alcuni errori nella fase centrale della seconda manche, riesce a recuperare il tutto sul finale relegando Rebensburg e Shiffrin rispettivamente in seconda e in terza posizione rendendo vana, soprattutto la rimonta dell’atleta di Vail che si riscatta dopo una prima manche opaca sciando poi in una maniera divina nella seconda parte.

Vlhová, così facendo, balza al secondo posto in classifica di specialità superando Tessa Worley oggi attardata in settima posizione, distanziata però da 97 punti dall’atleta statunitense quando manca l’ultima prova in gigante precisamente a Soldeu in occasione delle gare finali (Dove, però, occorrerà per Shiffrin mantenere una certa attenzione nonostante gli manchino 3 punti alla matematica in un contesto di gara dove si assegneranno punti soltanto alle prime 15).

Finisce sfortunatamente ai piedi del podio Federica Brignone in quarta posizione, mentre continua la progressione di Meta Hrovat che chiude quinta; circa le altre italiane chiude undicesima Marta Bassino e ventinovesima Francesca Marsaglia; fuori Sofia Goggia che cade nel corso della prima manche che aveva iniziato molto bene con un vantaggio sulla prima di un decimo al primo intertempo.

A Špindlerův Mlýn si replicherà domani nel contesto di gara delle donne con una nuova, sicura, sfida tra Shiffrin e Vlhová (Con il resto delle outsider) in quel dello slalom speciale; giornata di gigante invece tra gli uomini a Kraniska Gora; uomini di scena alle 9:30, donne un’ora dopo.

La vera sfidante tecnica di Mikaela Shiffrin: il momento di Petra Vlhova

Se c’è una atleta sul piano tecnico che al momento riesce a tenere a una campionessa fuori dal comune come Mikaela Shiffrin, il nome di Petra Vlhova è senza ombra di dubbio l’unico che si possa realizzare.

La 23enne sciatrice di Liptovský Mikuláš, una città della Slovacchia centrale, allenata brillantemente dal nostro italiano Livio Magoni sta attraversando un periodo di forma a dir poco eccezionale tanto che il pensiero che siamo al punto di svolta della sua carriera, al definitivo salto di qualità, è opinione parecchio diffusa all’interno degli addetti ai lavori.

Petra con l’andare del tempo e il susseguirsi delle gare, sta mettendo in risalto delle doti tecniche a dir poco eccezionali coniugate ad un fisico molto importante e strutturato che in questa stagione sta continuando a migliorare con tanto lavoro atletico, e i risultati stanno arrivando eccome: la slovacca, al momento, è davvero l’unica tale a impensierire Mikaela Shiffrin dando la sensazione che adesso molte delle gare non sono poi così scontate nel prendere la strada statunitense.

Una coordinazione pazzesca e una lettura di gara notevolissima sono due dei tanti punti di forza che questo giovane talento sta imprimendo alle sue gare facendo scattare un ulteriore step soprattutto dal punto di vista mentale, alzando quella famosa asticella, che potrebbe regalarle enormi soddisfazioni e ribaltare di fatto molti dei pronostici da qui sino a fine stagione, Campionati del Mondo in terra svedese compresi, che già indicavano la voce del game over viste le prestazioni di Sua Maestà Mikaela.

Vero è che se Mikaela decide di fare una prestazione monstre non ce ne sta per nessuno, ma adesso è anche vero che molte delle convinzioni adesso cominciano ad esserci in misura un pò minore, perché con una Vlhova in questo stato di forma non è possibile sottovalutarla tenendo conto che, tornando al discorso dei Mondiali, in una gara secca può accadere davvero di tutto, e più vinci più si rafforza internamente il pensiero di poter arpionare qualcosa di molto importante.

Petra sino ad ora, in questo inizio di Coppa del Mondo 2018/19, ha collezionato , e la vittoria ieri a Flachau in un terreno difficile e in condizioni fisiche non ottimali, la dice lunga sulla sua forza: quest’anno ha conquistato tre vittorie in tre format di gara differenti, slalom, gigante, e parallelo sopravanzato la Shiffrin, per un totale di ben 9 podi, aggiornando il numero degli score al primo posto complessivi di 7, decisamente “non male”, tanto per utilizzare un eufemismo, considerando ella con il resto delle atlete sta battagliando contro probabilmente ciò che diventerà la migliore esponente epocale femminile dello sci alpino.

Ciò che caratterizza Vlhova è una innata serietà e una dedizione assoluta con i propri compiti assieme a Magoni, volto ora più che mai a raggiungere traguardi fino a qualche tempo fa magari non impossibili ma sicuramente più complicati da raggiungere, il tutto a testimonianza dell’ottimo lavoro che si sta svolgendo cercando di tirar fuori il meglio da una atleta che dimostra di avere ancora dei margini di miglioramento incredibili e sconfinati: una tempra d’acciaio e una voglia di non arrendersi mai tipica dei campioni più puri.

La sfida è partita nella fase centrale della stagione, c’è da mettersi comodi per assistere ad uno spettacolo pirotecnico con un dualismo che potrebbe segnare l’attualità e la prospettiva dello sci alpino tecnico della nuova generazione.