A Kranjska Gora vince Vlhová, ma con un’immensa sfortuna per Anna Swenn-Larsson

Quando la sfortuna decide che una cosa debba andare male, spesso non ci sono dei mezzi per contrastarla: è il caso odierno occorso ad Anna Swenn-Larsson, autentica dominatrice nello slalom speciale di oggi andato a scena a Kranjska Gora la quale, dopo aver interpretato magistralmente sia la prima manche e praticamente anche tutta la seconda, a poche porte dal termine di quest’ultima, la brava Anna va ad inforcare e cadere, e vede così sfumare il trionfo dovendo rimandare l’appuntamento con la prima vittoria in carriera che merita da tempo.

Una sfortuna clamorosa che brucia moltissimo considerando che aveva inflitto dei distacchi abissali superiori al secondo a partire dal Petra Vlhová che vince la gara reagendo sportivamente senza troppa enfasi considerando l’incidente capitato andando a precedere Wendy Holdener, ancora una volta bravissima staccata di soli 24 centesimi, e poi Katharina Truppe a quasi 90; chiudono le prime cinque Nina Haver-Loseth che a differenza della prima manche, chiusa in seconda posizione, non dà continuità alla seconda sul muro soprattutto e finisce solo quarta, mentre alla casella numero 5 conclude l’austriaca Liensberger.

Migliore delle azzurre una bravissima Marta Rossetti, con il miglior risultato in carriera con il suo 12mo posto staccata di 2.69, segue al 13mo Irene Curtoni a 2.83, mentre va out Federica Brignone che aveva chiuso la prima manche in 25ma posizione.

Petra Vlhová non si ferma più: suo anche lo slalom speciale a Flachau dopo il trionfo di Zagabria

Petra Vlhova non si ferma più e si prende, con un’altra prestazione sonante dopo Zagabria, purea lo slalom femminile di Flachau sulla “Hermann Maier” confermando un autentico dominio già impartito in sede di prima manche.

La slovacca mette dietro Anna Swenn-Larsson che conferma l’ottimo stato di forma che chiude a soli 10 centesimi dalla vetta con la miglior tempo nella seconda manche, scavalcando due posizioni, e relegando al terzo posto una Mikaela Shiffrin che ancora non timbra il cartellino con il gradino più alto del podio chiudendo a 43 centesimi dopo che nella prima aveva accusato un ritardo di 60 in una seconda posizione provvisoria.

Un duopolio che appassionerà notevolmente, quello tra Vlhová e Shiffrin, quello che sarà il futuro femminile della Coppa del Mondo soprattutto in tecnico, con la giovane slovacca che sta dimostrando sempre di più di aver alzato l’asticella e di non aver mancato minimamente gli appuntamenti con i miglioramenti giorno dopo giorno; Mikaela che deve necessariamente ritrovarsi certi che, dall’alto della sua grandezza, non avrà di certo problemi a superare questo periodo un pò di appannamento attraverso la sua seria dedizione al lavoro ed alla forza di volontà che sempre la contraddistingue.

Migliore delle italiane Irene Curtoni che conferma il tredicesimo posto della prima manche a ben 3 secondi però dal primo posto, mentre sono da segnalare i primi punti in carriera in Coppa del Mondo per Marta Rossetti che chiude al 22mo posto in recupero di otto posizioni.

In classifica generale Mikaela Shiffrin resta comunque saldamente al comando della classifica generale con 886 punti davanti a Vlhová che, con la vittoria di oggi sale a 613 e sorpassa Federica Brignone con 565, mentre in classifica di specialità sempre Shiffrin in testa con 440 punti ma con Vlhová che qui si avvicina sensibilmente con 360.

Sci alpino: Pinturault e Vlhová brillano nelle prove in Val d’isère e di St. Moritz

Skiweltcup Opening am 26. und 27. Oktober 2013 in Sölden.

E’ Pinturault il dominatore di questa domenica di gara maschile che, in Val d’Isére in slalom speciale conclude con il tempo di 1’47”91, e vince la gara con un vantaggio di 1”44 sul Campione Olimpico in carica in questa specialità André Myhrer e di 1”47 su Gross che torna sul podio dopo due anni da Kranjska Gora, attuando una rimonta dal nono posto con una seconda parte di gara assolutamente perfetta dando continuità al buon rendimento offerto in prima; un podio più che meritato per il passano dopo il gravissimo infortunio con tanto di intervento chirurgico nel periodo estivo; da segnalare una performance straordinaria di Henrik Kristoffersen che si riscatta nella seconda manche dopo una prima assolutamente anonima che lo aveva visto chiudere in 27ma addirittura posizione, e finisce quarto a un centesimo dal nostro Gross che riporta finalmente in alto l’Italia nelle discipline tecniche; circa gli altri azzurri: 14° Moelgg a 2”56, 23mo Riccardo Tonetti a 3”21, ed infine 26mo Razzoli a 3”78 nettamente più attardati.

Tra le donne nello slalom parallelo vince Petra Vlhová che timbra il suo decimo successo in carriera in Coppa del Mondo vincendo la finale con Anna Swenn Larsson che chiude seconda, mentre completa il podio l’austriaca Franziska Gritsch che firma il miglior risultato in carriera; la migliore delle italiane è Federica Brignone che chiude sesta con rammarico visto che un errore contro la Gritsch le pregiudica un podio che poteva essere ampiamente alla portata nel quarto di finale, mentre circa le altre, Sofia Goggia vincitrice ieri esce ai 16mi, mentre Irene Curtoni e Marta Bassino agli 8/avi .

Circa gli altri appuntamenti dello sci alpino, martedi’ gigante a Courchevel per le ragazze con alle 10:30 la prima manche e alle 13:30 la seconda.

Prima la paura, poi il sospiro di sollievo: niente di grave per Petra Vlhová

Non un bel modo di iniziare la giornata odierna per Petra Vlhová: la sciatrice slovacca è stata vittima di una brutta caduta mentre si apprestava a realizzare il suo allenamento sempre in quel di Sölden, teatro due settimane fa della prima prova della Coppa del Mondo 2019/20.

Naturalmente c’è stata subito parecchia preoccupazione tra la stessa e il suo staff considerando che si temeva qualcosa di molto grave alla caviglia e alla tibia, tuttavia, l’intervento dello staff e dei fisioterapisti che l’han soccorsa ha appurato che tutto è andato per fortuna bene e che l’atleta sarà abile e arruolabile sia per i prossimi allenamenti sia per la prossima prova di Coppa del Mondo a Levi sulla Black Levi.

Petra Vlhová, classe 1995, è la vicecampionessa della Coppa del Mondo in overall della scorsa stagione, e all’attivo nel circuito internazionale detiene uno score di 26 podi (4 in slalom gigante, 17 in slalom speciale, 1 in combinata, 4 in slalom parellelo), senza contare l’oro in slalom gigante agli ultimi Campionati del Mondo ad Åre nell’anno corrente.

Petra Vlhova regina in Repubblica Ceca dominando il gigante di Špindlerův Mlýn

Oramai sta diventando una consuetudine: quando Petra Vlhová decide di andare a mille e mettere in cassaforte la vittoria, lo fa senza chiedere niente a nessuno.

La fresca Campionessa del Mondo ad Åre in gigante conferma ancora una volta l’oramai consolidato feeling con questa specialità e piazza una sontuosa nona vittoria in carriera, oggi a Špindlerův Mlýn in Repubblica Ceca, la quarta in slalom gigante, la quinta stagionale nel circuito di Coppa del Mondo dopo una gara straordinaria.

In una neve abbastanza molle e assolutamente insidiosa, sin dalla prima manche l’atleta slovacca allenata impeccabilmente dal nostro Livio Magoni dispone dei distacchi assolutamente pazzeschi alle avversarie e, nonostante alcuni errori nella fase centrale della seconda manche, riesce a recuperare il tutto sul finale relegando Rebensburg e Shiffrin rispettivamente in seconda e in terza posizione rendendo vana, soprattutto la rimonta dell’atleta di Vail che si riscatta dopo una prima manche opaca sciando poi in una maniera divina nella seconda parte.

Vlhová, così facendo, balza al secondo posto in classifica di specialità superando Tessa Worley oggi attardata in settima posizione, distanziata però da 97 punti dall’atleta statunitense quando manca l’ultima prova in gigante precisamente a Soldeu in occasione delle gare finali (Dove, però, occorrerà per Shiffrin mantenere una certa attenzione nonostante gli manchino 3 punti alla matematica in un contesto di gara dove si assegneranno punti soltanto alle prime 15).

Finisce sfortunatamente ai piedi del podio Federica Brignone in quarta posizione, mentre continua la progressione di Meta Hrovat che chiude quinta; circa le altre italiane chiude undicesima Marta Bassino e ventinovesima Francesca Marsaglia; fuori Sofia Goggia che cade nel corso della prima manche che aveva iniziato molto bene con un vantaggio sulla prima di un decimo al primo intertempo.

A Špindlerův Mlýn si replicherà domani nel contesto di gara delle donne con una nuova, sicura, sfida tra Shiffrin e Vlhová (Con il resto delle outsider) in quel dello slalom speciale; giornata di gigante invece tra gli uomini a Kraniska Gora; uomini di scena alle 9:30, donne un’ora dopo.

La vera sfidante tecnica di Mikaela Shiffrin: il momento di Petra Vlhova

Se c’è una atleta sul piano tecnico che al momento riesce a tenere a una campionessa fuori dal comune come Mikaela Shiffrin, il nome di Petra Vlhova è senza ombra di dubbio l’unico che si possa realizzare.

La 23enne sciatrice di Liptovský Mikuláš, una città della Slovacchia centrale, allenata brillantemente dal nostro italiano Livio Magoni sta attraversando un periodo di forma a dir poco eccezionale tanto che il pensiero che siamo al punto di svolta della sua carriera, al definitivo salto di qualità, è opinione parecchio diffusa all’interno degli addetti ai lavori.

Petra con l’andare del tempo e il susseguirsi delle gare, sta mettendo in risalto delle doti tecniche a dir poco eccezionali coniugate ad un fisico molto importante e strutturato che in questa stagione sta continuando a migliorare con tanto lavoro atletico, e i risultati stanno arrivando eccome: la slovacca, al momento, è davvero l’unica tale a impensierire Mikaela Shiffrin dando la sensazione che adesso molte delle gare non sono poi così scontate nel prendere la strada statunitense.

Una coordinazione pazzesca e una lettura di gara notevolissima sono due dei tanti punti di forza che questo giovane talento sta imprimendo alle sue gare facendo scattare un ulteriore step soprattutto dal punto di vista mentale, alzando quella famosa asticella, che potrebbe regalarle enormi soddisfazioni e ribaltare di fatto molti dei pronostici da qui sino a fine stagione, Campionati del Mondo in terra svedese compresi, che già indicavano la voce del game over viste le prestazioni di Sua Maestà Mikaela.

Vero è che se Mikaela decide di fare una prestazione monstre non ce ne sta per nessuno, ma adesso è anche vero che molte delle convinzioni adesso cominciano ad esserci in misura un pò minore, perché con una Vlhova in questo stato di forma non è possibile sottovalutarla tenendo conto che, tornando al discorso dei Mondiali, in una gara secca può accadere davvero di tutto, e più vinci più si rafforza internamente il pensiero di poter arpionare qualcosa di molto importante.

Petra sino ad ora, in questo inizio di Coppa del Mondo 2018/19, ha collezionato , e la vittoria ieri a Flachau in un terreno difficile e in condizioni fisiche non ottimali, la dice lunga sulla sua forza: quest’anno ha conquistato tre vittorie in tre format di gara differenti, slalom, gigante, e parallelo sopravanzato la Shiffrin, per un totale di ben 9 podi, aggiornando il numero degli score al primo posto complessivi di 7, decisamente “non male”, tanto per utilizzare un eufemismo, considerando ella con il resto delle atlete sta battagliando contro probabilmente ciò che diventerà la migliore esponente epocale femminile dello sci alpino.

Ciò che caratterizza Vlhova è una innata serietà e una dedizione assoluta con i propri compiti assieme a Magoni, volto ora più che mai a raggiungere traguardi fino a qualche tempo fa magari non impossibili ma sicuramente più complicati da raggiungere, il tutto a testimonianza dell’ottimo lavoro che si sta svolgendo cercando di tirar fuori il meglio da una atleta che dimostra di avere ancora dei margini di miglioramento incredibili e sconfinati: una tempra d’acciaio e una voglia di non arrendersi mai tipica dei campioni più puri.

La sfida è partita nella fase centrale della stagione, c’è da mettersi comodi per assistere ad uno spettacolo pirotecnico con un dualismo che potrebbe segnare l’attualità e la prospettiva dello sci alpino tecnico della nuova generazione.