Lena Duerr MVP at Levi

Essendo in piena stagione sportiva a tutti i livelli e quindi rubando un termine propriamente di possesso nell’ambito solitamente della palla a spicchi, se in questo weekend di sci alpino si elargisse il Most Valuable Player, ossia il premio di migliore in campo, a Levi Lena Duerr acquisirebbe di diritto il possesso del medesimo senza obiezione alcuna.

Dopo tanto tempo a rincorrere la migliore condizione e di conseguenza risultati all’altezza del proprio talento (E la bravissima tedesca ne ha e pure da vendere), i due podi concernenti due terzi posti di fila nel back-to-back di slalom speciale in terra finnica dominati in lungo e in largo da Petra Vlhová che ha sbattuto in faccia la porta a Mikaela Shiffrin, hanno il sapore di una rinascita che la stessa meritava assolutamente.

Lena, classe 1991 bavarese, è riuscita sovvertire i pronostici della vigilia e ha raccogliere i frutti di quanto aveva seminato nel corso di questi anni mettendosi alle spalle atlete che, sin dall’inizio dell’anno, son considerate come autentiche favorite per la lotta in merito alla conquista della Coppa del Mondo generale di sci alpino. È stata brava Lena, assolutamente, è stata soffice su una neve che ha rispettato come un soffio di vento sull’erba all’inizio della primavera, e al contempo determinata come un fulmine che si scaglia sul mare nel corso di una tempesta. Non ha mai avuto paura e, soprattutto nella seconda giornata, ha messo punti positivi nelle sue gambe e poi anche sulla testa consegnandole la certezza che questo weekend non sarà un caso isolato.

Il feeling sulle zone alte della classifica non è di certo nuovo per Lena, che ebbe nel 2013 il suo anno di grazia visto che il 29 gennaio di quell’anno ha centrato la sua prima vittoria, nonché primo podio, in Coppa del Mondo, nello slalom parallelo di Mosca, mentre qualche settimana dopo, il 12 febbraio ha conquistato la medaglia di bronzo nella gara a squadre ai Mondiali di Schladming, bronzo bissato qualche mese fa nello stesso format di gara ai Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo seppur partecipando come riserva.

Continua quindi l’imprevedibilità in ambito femminile nello sci alpino, con tante nuove leve ma anche con ritorni piacevoli che rendono la competizione a 360 gradi sempre più serrata tale da emozionarci ancora dandoci la consapevolezza che, di certo non è finita qui. Il sorriso più importante, se lo prende intanto tutta la vita Lena.

The Petra’s empire strikes back

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Secondo round a Levi di slalom speciale e, come lo scorso anno, secondo back-to-back per la detentrice della Coppa del Mondo, Petra Vlhová, che bissa il successo nella giornata di ieri e fa sua anche la seconda prova tecnica sulla Black Levi che si rivela essere sempre territorio di caccia con bottino pieno per la fuoriclasse slavacca. Petra sul velluto oggi, non lascia spazio alle avversarie, e scende sia in prima che in seconda manche più pulita di tutte le altre mettendole in fila e chiarendo, ancora una volta che è lei la donna da battere anche quest’anno. Petra non sbaglia e le altre invece si, a partire da Mikaela Shiffrin scesa con estrema determinazione ma che pone in essere una grossa sbavatura all’ingresso sul muro e finisce a 47 centesimi di distacco della vetta nonostante avesse portato al traguardo, in maniera incredibile, la prima posizione provvisoria. Il podio lo completa, per la seconda volta di fila anche qui una bravissima Lena Duerr che chiude anche oggi terza a 78 centesimi da Vlhová. Nella mattinata, la prima frazione aveva visto protagonista sempre la slovacca prevalere su tutte al termine di un’ottima prestazione a partire da Shiffrin che accusava un gap di soli 18 centesimi, pure là non perfetta ancora in quel frangente, e poi Michelle Gisin e la svedese Anna Swenn Larsson, quest’ultima apparsa ancora in ottima condizione dopo la giornata positiva di ieri. anche se poi non dà continuità nel momento decisivo.

Ancora giornata più scura che chiara per la nostra spedizione azzurra con Martina Peterlini ancora unica qualificata in seconda manche e che chiude alla casella numero 16 recuperando ben 9 posizioni rispetto alla mattinata, accusando un ritardo dalla vetta di 2.49 Sono state eliminate le altre italiane: Lara Della Mea (+2.46), Marta Bassino (+2.49), Roberta Midali (+3.21), Sophie Mathiou (+4.18). Out Marta Rossetti ed Anita Gulli. Di certo, ancora tanto lavoro da fare ma senza dubbio questa è tutta esperienza per un gruppo prevalentemente giovane e che deve volgere il proprio sguardo in prospettiva più che in mood attuale per i paletti stretti.

Si chiude così questa due giorni di puro tecnicismo femminile, ma già dal prossimo weekend sarà tempo di dividersi tra Killington e Lake Louise dove, sul palcoscenico veloce, entreranno di prepotenza le interpreti e gli interpreti dello sci alpino più veloci del mondo.

The Petra’s hit in the first slalom at Levi Black

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Come un autentico uragano sportivo non si fa attendere l’acuto di Petra Vlhová, che si scaglia sulla Blake Levi e al termine di una gara entusiasmante si porta a casa il primo round dei due previsti in questo weekend di slalom speciale in terra finnica mettendo in questo sabato tutte le avversarie in fila a partire da Mikaela Shiffrin ottima seconda al rientro dopo i problemi alla schiena e Lena Duerr, che risorge dopo tantissimo tempo, che chiudono rispettivamente seconda e terza a 31 e 84 centesimi completando il podio.

La prova è stata sublime: Petra è stata assolutamente sicura di sé, sciando con naturalezza e gestendo al meglio la pressione che le aveva messo addosso pochi istanti prima Shiffrin con la sua prova. Gestisce al meglio il piano iniziale e anche il muro tenendosi cari i centesimi di vantaggio che le erano rimaste, per poi scatenarsi nella parte finale aumentando il gap con la statunitense sino a raggiungere il traguardo dimostrando ancora una volta la solidità che contraddistingue questa fantastica atleta la quale, mescolata con la sua grande tempra e classe, mettono su una ricetta cinque stelle extra-lusso che conferma ancora una volta che è lei la donna da battere anche quest’anno.

In mattinata anche la prima manche aveva fatto mettere in mostra tutta la forza della slovacca che era andata a prendere il comando delle operazioni precedendo di undici centesimi Shiffrin attuando una grande performance soprattutto allo start per poi gestire sulla parte ripida, mentre chiudeva terza la vincitrice del parallelo di Lech, Andreja Slokar che accusava un gap di 48 centesimi. Con questo trionfo la campionessa in carica della Coppa del Mondo generale porta a casa la 21 vittoria nel massimo circuito intercontinentale, la dodicesima in questo segmento di gara, la quarta sulla Black Levi che conferma il suo incredibile feeling con queste nevi.

Prova incolore per le nostre azzurre con Martina Peterlini unica qualificata che chiude in … posizione ad .. dalla vetta, mentre bisogna andare nel retrovie per osservare le caselle della nostra spedizione ed oltre la quarantesima piazza e non qualificate per la seconda manche. Va out Roberta Midali.

La Coppa del Mondo di sci alpino entra più che mai nel vivo soprattutto al femminile dove l’incertezza rispetto ai colleghi maschi è molto più rimarcata e oggi l’acuto dell’atleta battente bandiera slovacca non ha fatto altro che confermarlo dandoci la certezza che questa edizione numero 56. Appuntamento quindi a domani per il secondo slalom speciale femminile qui a Levi seguendo sempre gli stessi orari, con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle 13.15 dove, siam certi, la battaglia sarà ancora più viva che mai.

Levi is Coming

C’è grande attesa per questo primo slalom al femminile sulla mitica Black Levi dove le incognite sono davvero molteplici. Innanzitutto bisognerà considerare in quali condizioni realmente versi Mikaela Shiffrin: la fuoriclasse statunitense ha vinto la prova di gigante a Soelden come sappiamo, ma ha saltato il parallelo di Lech per problemi alla schiena che non le han permesso di allenarsi anche se in questi giorni sembra sia tornata sulla neve per testare la sua condizione: la campionessa di Vail può non essere magari al 100% ma la sua classe potrà sempre compensare eventuali deficit di condizione.

Fari puntati su Petra Vlhová: abbandonato il suo tecnico, Livio Magoni, il focus principale della detentrice della Coppa del Mondo generale quest’anno è l’appuntamento a cinque cerchi in modo tale da già suggellare nonostante la sua giovane età, una carriera che prenderebbe davvero in lungo e in largo il sapore della storia di questo sport. Anch’essa ha saltato il parallelo austriaco per cercare di prepararsi al meglio alla trasferta finlandese, e si può dire che la pole position se la prende tranquillamente.

Gut-Behrami aveva deciso di partecipare al parallelo per cercare di arpionare più punti possibili approfittando delle defezioni altrui, ma è stata un’occasione incredibilmente sciupata considerata che già nel primo turno delle finali è stata eliminata inesorabilmente. Svizzera che segna anche il rientro di Gisin ed Holdener, che dovranno mettere in considerazione la voglia di riscatto anche della biancorossa austriaca Katharina Liensberger, che è a caccia del primo acuto in una stagione dove la si attende tra le protagoniste assolute considerando la meravigliosa stagione passata.

E le italiane? Tanta gioventù a tinte azzurre per la nostra spedizione che prevede la presenza di 8 atlete: ci sarà Martina Peterlini, Marta Rossetti e Lara Della Mea che ritornano in gara dai loro rispettivi infortuni, Marta Bassino che sappiamo essere prevalentemente una gigantista ma avrà l’opportunità di acquisire un bagaglio ancor di più di esperienza in un segmento di gara dove ancora deve migliorare, e poiSophie Mathiou, Roberta Midali, Anita Gulli e Serena Viviani.

Quindi a quanto si vede, tanta carne al fuoco è a nostra disposizione per le analisi più disparate da porre in essere nel brevissimo periodo; certo, come diceva Battisti, come andrà lo scopriremo solo vivendo, quel che è certo è che dobbiamo intanto segnare sul nostro calendario le date del 20 e del 21 di questo mese, prossimo weekend, perché i colpi di scena e di classe di queste atlete, sono assolutamente già pronti per essere proiettati ancora una volta su una delle piste più prestigiose del pianeta quale è la Black Levi.

Andreja Slokar sulla vetta parallela più alta

Quando noti un talento e di conseguenza non può che rimanerne assolutamente incantato dalla sua pregevole tecnica poste in essere sulle nevi, non puoi fare altro che segnarti quel nome consapevole che, presto o tardi, lo stesso tornerà alla ribalta a seguito di una gara di notevole fattura dominata in lungo e in largo: quel nome corrisponde ad Andreja Slokar, e quel giorno è arrivato oggi col parallelo di Lech, unico in Coppa del Mondo quest’anno di sci alpino presente in calendario, portato a casa.

24 anni slovena, Andreja è un’altra delle atlete più importante soprattutto in prospettiva dello squadrone biancoverde,  ed oggi ha praticamente dominato una gara da lei interpretata in maniera meravigliosa in tutte le prove sin dalla mattinata in qualifica chiusa al secondo posto davanti a Stjernesud che poi ha anticipato nella finale relegandola in seconda piazza; terza finisce Lysdahl che vince la finalina contro la nostra Bassino che chiude ai piedi del podio.

Andreja oggi ha praticamente dominato una gara ponendo in essere una performance degna del suo carattere confermando le ottime impressioni della scorsa stagione. La giovane biancoverde infatti lo scorso 9 gennaio ha ottenuto a Vaujany in slalom speciale il primo podio in Coppa Europa chiudendo al secondo posto e il giorno successivo la prima vittoria, nelle medesime località e specialità; ma la notorietà arriva ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo dove alla sua prima presenza ai Campionati del Mondo, si è classificata quinta sempre nello slalom speciale dando la convinzione che avesse qualcosa di più.

La sicurezza con la quale lei scia dà la sensazione di essere una veterana, ma in realtà quando hai 24 primavere alle spalle e già metti in primo piano una tempra sugli sci e sulla mente di questa caratura, dai la sensazione che la possibilità in futuro di fare qualcosa più importante in ambito tecnico, dove lei gareggia, diventa un qualcosa di più di una semplice idea stuzzicante.

Stasera questa ragazza si godrà il primo acuto della sua vita sulle nevi che contano, dando a lei un regalo notevole e a tutti noi la certezza che il meglio debba ancora venire.

Torna la Coppa del Mondo di sci alpino con il parallelo di Lech

Austria è sinonimo di Coppa del Mondo di sci alpino come location in sede iniziale della massima competizione intercontinentale, e dopo i giganti di Sölden domani andrà in scena il parallelo femminile e maschi di Lech/Zürs con un programma che vedrà le qualificazioni alle ore 10.00 e le fasi finali a partire dalle ore 17.

Grandi e notevoli le defezioni per questo format di gara ancora abbastanza snobbato soprattutto tra le ragazze dove su tutte spiccano Shiffrin ancora alle prese con i problemi alla schiena e Vlhová che vorrà dedicarsi alla trasferta a stelle e strisce, quindi di conseguenza grandissima occasione per Lara Gut-Behrami che domani sarà presente e avrà l’opportunità di puntare al bersaglio grosso per ottenere un punteggio che sicuramente le servirà in ottica di finale di stagione.

Tra gli uomini niente da fare per la presenza di Marco Odermatt che ha dato forfait quindi niente prova per l’uscente vittorioso a Solden, niente da fare nemmeno per il francese Mathieu Faivre che detiene su questa specialità il titolo iridato, mentre ci proverà Alexis Pinturault che vorrà rifarsi dopo la prova che lo ha lasciato con l’amaro in bocca allo start di questa 56ma edizione della Coppa.

Gli atleti azzurri presenti Giovanni Borsotti, Luca De Aliprandini, Simon Maurberger, Alex Vinatzer e Hannes Zingerle per i ragazzi, mentre in ambito femminile Marta Bassino, Anita Gulli, Sophie Mathiou, Roberta Midali, e Celina Haller quest’ultima all’esordio assoluto in Coppa del Mondo.

Focus about USA: l’Italia lavora in prospettiva

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Sebbene questo weekend tornerà la Coppa del Mondo di sci alpino ma nel format parallelo di Lech in quel della Flexarena, lo sguardo di molte nazionali volge sulla vista delle prossime settimane dopo i due slalom femminili sulla Levi Black, per il semaforo verde circa le prove veloci di fine mese in quel della trasferta a stelle e strisce.

E anche l’Italia si adegua intensificando i lavori in vista delle prossime sfide nel massimo circuito intercontinentale: dalla giornata di ieri sino a lunedì 13 novembre, come da nota FISI allenamenti a Livigno per tutti i ragazzi del gruppo 1, mentre quelli dei gruppi B1 e B2, agli ordini di Massimo Carca, sono impegnati sempre da ieri ma fino a domenica 12 novembre in Val Senales con la presenza di Luca De Aliprandini, Giovanni Borsotti, Hannes Zingerle, Stefano Gross, Manfred Moelgg, Tommaso Sala, Giuliano Razzoli, Simon Maurberger, Alex Vinatzer, Matteo Bendotti, Matteo Franzoso, Hans Vaccari, Tommaso Saccardi, Giovanni Franzoni e Filippo Della Vite.

Sarà invece Copper Mountain la località sciistica che vedrà i nostri beniamini della velocità allenarsi in vista di Killington e Lake Louise: in Colorado saranno presenti Guglielmo Bosca, Emanuele Buzzi, Mattia Casse, Matteo Marsaglia, Nicolò Molteni, Pietro Zazzi, Christof Innerhofer, Dominik Paris e Riccardo Tonetti sotto la guida dei tecnici Lorenzo Galli, Patrick Staudacher, Christian Corradino, Micheal Gufler e Raimund Plancker per gli uomini, mentre le convocate della squadra femminile, che si alleneranno due giorni in più quindi sino al 22 novembre, sono Federica Brignone, Sofia Goggia, Elena Curtoni, Roberta Melesi, Karoline Pichler, Francesca Marsaglia, Nicol e Nadia Delago.

Verso la tappa numero 2 di Coppa: guida al parallelo

Tra i format di gara più controversi e dove le discussioni si accendono maggiormente a seconda dei punti di vista, oltre la combinata alpina vi è posto sempre il focus in merito anche verso il parallelo, che sarà il prossimo appuntamento della Coppa del Mondo di sci alpino che ha visto due settimana fa il suo esordio a Soelden con le vittorie nei giganti in programma rispettivamente di Mikaela Shiffrin e di Marc Odermatt autentici dominatori sul Rettenbach in terra austriaca.

Il parallelo di Lech nella Flexenarena previsto salvo spostamenti per condizioni meteo per l’11 di questo mese, sarà l’unica sfida side by side inserita in calendario per l’edizione numero 56 della massima rassegna continentale; non vi saranno altre date in cui è stata decisa la presenza se non quella dell’appuntamento a cinque cerchi a Pechino per l’assegnazione del titolo olimpico, ma naturalmente stiamo parlando di un’altra competizione. Lo scorso anno il parallelo, sempre e solo nella sua unica tappa a Lech ha decretato i suoi seguenti verdetti: per le donne a vincere fu Petra Vlhová davanti a Moltzan e Gut-Behrami che portò a casa 100 punti alla fine anche decisivi per la vittoria della generale proprio davanti all’elvetica sul filo di lana, invece per gli uomini prevalse Pinturault davanti a Kristoffersen e Schmid, anche qui tra gli uomini con un gradino più alto del podio che fu di buon auspicio al francese che al pari della Vlhová gli consegnò la sfera di cristallo overall.

Controversa come detto la storia di questo format sciistico, spesso posto in competizione come detto con la combinata: l’esordio avvenne proprio in Italia nell’ormai lontano 1975 in quel della Val Gardena dove a trionfare fu l’immenso Gustav Thöni, in un gara al cardiopalma assolutamente decisiva, tra l’altro, per l’assegnazione della Coppa del Mondo generale, e quel trionfo gli consentì di portarsi a casa la Coppa del Mondo davanti ad un novero nomi che, assieme al nostro fuoriclasse azzurro solo a sentirli oggi, fanno davvero tremar le vene ai polsi: Franz Klammer e Ingemar Stenmark, quest’ultimo allora ancora agli albori di una carriera che poi sarebbe divenuta dir poco leggendaria come la storia ci insegna.

Dopo questo grande evento, il parallelo in Coppa del Mondo di sci alpino fu riportato in auge per due anni di fila nel 1981 e nel 1982 per poi finire praticamente nel dimenticatoio considerando che, in quelle occasioni, venne snobbato anche dai grandi nomi. Negli ultimi anni poi si è riacceso il dibattito se riportarlo o meno in risalto, per poi prendere la decisione praticamente di riesumarlo nella stagione 2010/11 a Monaco di Baviera denominando la gara City Event.

Le nuove generazioni paiono apprezzare il tutto, e il parallelo viene confermato per l’anno dopo in quel di Mosca senza vedere mai però la luce a causa della cancellazione della gara per mancanza di neve sino ad arrivare ai giorni nostri dove addirittura viene inserito anche all’interno dell’ambito olimpico ed iridato vista l’importanza oramai attribuitagli anche in senso di circuito intercontinentale diventando a tutti gli effetti una gara ufficiale le cui vittorie (E lo potete notare anche dal primo capoverso) soo sono validi oltre che per la Coppa del mondo anche per la classifica di slalom speciale. Controverso il discorso per la la consegna del trofeo. Lo scorso anno non fu assegnata nessuna coppetta di cristallo, invece un anno prima nella stagione 2019/20 venne invece fatto l’esatto contrario dando il trofeo nelle mani di Vlhová e Loic Meillard.

Marc Odermatt shine at Sölden

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Dopo il trionfo numero 70 sancito nella mattinata di ieri da Mikaela Shiffrin tra le donne nella gara che ha inaugurato la stagione agonistica alpina numero 56 della storia per la stagione 2021/22, oggi nello slalom gigante maschile è stato Marco Odermatt a domare in quel di Sölden il ghiaccio del Rettenbach portandosi a casa la vittoria numero 5 della sua carriera (La numero 3 complessivamente in slalom gigante) al termine di una gara entusiasmante. L’atleta battente bandiera elvetica ha sopravanzato sul podio Leitinger autentica sorpresa della giornata oggi in testa nella prima manche che chiude in seconda posizione a 7 centesimi, e Zan Kranjec che completa al terzo posto il podio accusando un gap di invece 10 centesimi.

Circa gli azzurri, il migliore della spedizione italiana è stato Luca De Aliprandini che guadagna due posizioni rispetto alla mattinata e conclude ottavo a 79 centesimi dallo svizzero al termine di una buonissima gara, Maurberger 20mo a 1.57, ed infine Tonetti alla casella numero 26 a 2.11. Gli altri non passano la prima fase.

Grandissima vittoria quindi per Odermatt che nella seconda manche mostra subito tutto l’armamentario della sua classe e sin dallo start mette in chiaro l’intenzione nuda e cruda di portare a casa la gara cercando prima e riuscendo poi a sopravanzare Leitinger che sin lì aveva dominato la neve austriaca. Marco, uno dei talenti più puri della nuova generazione di sci alpino, riesce a gestire al meglio il muro scatenandosi poi nella parte centrale sciando con determinazione e classe avendo la meglio su tutti in una pista alquanto complessa come quella del Rettenbach per di più ad inizio stagione.

Con questa vittoria Marc Odermatt si candida prepotentemente per la conquista della generale, considerando altresì gli exploit di classe già visti ed ammirati nelle stagioni precedenti, e questo 14mo podio della sua giovane carriera ci dà tutta la sensazione che lo stesso abbia sensibilmente alzato l’asticella mirando a qualcosa di estremamente rilevante nella più ampia delle stagioni agonistiche. Il resto, lo vedremo.

Si conclude quindi con le vittorie di Shiffrin e Odermatt il primo weekend di gare di questa nuova edizione della Coppa del Mondo di sci alpino che ha visto ancora una volta la località di Sölden il teatro per l’alzata del sipario su un palcoscenico che ha già messo in risalto la classe di questi straordinari campioni. L’appuntamento adesso per il secondo atto del circo bianco è previsto per il 14 novembre a Lech/Zeurs rimanendo in territorio austriaco, per il parallelo (Unico della stagione a parte la gara olimpica) in quel della Flexenarena.

Mikaela Shiffrin strikes the number 70 in the start season at Sölden

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Inizia nel segno della regina dello sci alpino contemporaneo, Mikaela Shiffrin, il semaforo verde di questa nuova stagione di Coppa del Mondo di sci alpino edizione 2021/22 in quel di Sölden in slalom gigante. Per la fuoriclasse di Vail si tratta del trionfo numero 70 nel massimo circuito intercontinentale, il 13mo in gigante, il 107mo podio complessivo, il secondo successo qui sul Rettenbach dopo quello del 25 ottobre 2014 (A pari merito con Anna Faith), Rettenbach che l’ha vista sul podio compreso oggi ben 6 volte (Due primi posti, tre secondi, ed un terzo), a testimonianza dei numeri impressionanti che ogni volta di più contraddistinguono la grandezza di questa strepitosa atleta. Completano il podio Lara Gut-Behrami che chiude al secondo posto con un gap di 14 centesimi (Nella prima manche la ticinese oggi apparsa in gran forma era in testa proprio davanti alla statunitense) e Petra Vlhová che chiude terza a ben 1.30 a testimonianza di quanto abbiano spinto le prime due nella giornata odierna. Esordio non positivo per i colori azzurri con Sofia Goggia unica classificata oggi che termina nella sedicesima piazza a 2.63 dalla vetta a stelle e strisce.

Mikaela sapeva benissimo che oggi le condizioni erano quelle ideali per fare l’exploit e continuare a scrivere una nuova pagina di storia per sé stessa e per questo sport con una neve che poteva esaltarla particolarmente, e così è stato. Shiffrin inizia con la sua solita leggiadra sinfonia sul bianco sotto gli sci scendendo certamente sicura ma assolutamente anche certa di quella determinazione che spesso e volentieri fa la differenza in sede di gara: nel primo intertempo, partendo con un ottimale vantaggio di 79 centesimi su Vlhová, va ad incrementare il suo bottino spingendosi sino alla soglia di 94 nella prima frazione di gara, parte centrale del muro poi interpretata alla grande con un cambio di passo ancor più accentuato rispetto alla prima manche, e l’intertempo è ancora verde con 84 centesimi con soli 10 persi quindi sulla parte ripida, ritmo che però di certo non si esaurisce ma altresì si incrementa fino a far fermare il cronometro con un pazzesco 1.04.40. Dopo ci prova Gut-Behrami, che era passata anche in vantaggio nella parte centrale rispetto a Shiffrin, ma il piano viene interpretato al meglio dall’atleta col pettorale numero uno, e il 70mo acuto diviene poi realtà.

Nella prima manche disegnata dal suo allenatore, Shiffrin con il pettorale numero uno, apre la stagione iniziando con sicurezza la prima frazione facendo fermare il primo intertempo a 18.20; da lì comincia ad avere maggior determinazione affrontando in maniera sontuosa il muro e la parte centrale segnando l’intertempo centrale a 43.89 per poi tagliare il traguardo a 1.02.89 poi migliorato, come detto, solo da Gut-Behrami praticamente di pochissimi millimetri, precisamente a soli 2 centesimi con tantissimi ottimi spunti che verranno poi confermati in sede di seconda frazione che la vedrà poi sul gradino più alto del podio per iniziare la stagione nella misura migliore possibile

Finisce dunque con il trionfo della fuoriclasse americana la prima giornata di gare della 56ma edizione della Coppa del Mondo di sci alpino, una Mikaela che ha lavorato con estremo silenzio durante l’estate preparando al meglio una stagione dove l’obiettivo principale sarà quello Olimpico con l’intenzione di gareggiare in tutte e 5 le gare singolari in programma, per cercare ancora una volta di riscrivere la storia di questa disciplina.

Ll’appuntamento adesso con la magia che è previsto per domani con il gigante maschile con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle 13.15.