Privacy Policy Cookie Policy L'Icaro dagli occhi di ghiaccio: Matti Nykänen - Discesa Libera

L’Icaro dagli occhi di ghiaccio: Matti Nykänen

La forza, il talento, la sicurezza, la vittoria.

Nykanen

Estremo.

Ecco l’aggettivo che si può utilizzare nei confronti di Matti Nykänen.

Estremo dentro e fuori il trampolino. Ma estremamente efficace. Talmente efficace da essere stato a cavallo dei fantastici anni 80′ l’assoluto dominatore del Salto con gli Sci maschile.

E’ dura stabilire oggi chi sia tra lui e Kamil Stoch (Di cui prossimamente ne parleremo…) il più grande saltatore della storia… Ciò che ha mostrato alle ultime Olimpiadi il polacco è sotto gli occhi di tutti e la sua classe e la sua maestosità in volo fanno chiaramente intendere che se non è stato ancora effettuato il sorpasso, la freccia è accesa e gran parte della “vettura” è un bel pò avanti.

Però Nykänen è stato unico, e senza dubbio è stato il precursore nonché il punto di riferimento per tantissimi saltatori di quel periodi e di oggi. Lo stesso Stoch, o più giovani Wellinger, Kraft, Freitag, e via discorrendo… Provate a chiedere a ciascuno di essi cosa fosse per loro Matti Nykänen. Poco ma sicuro, alcuni di loro il poster in camera lo hanno avuto per un bel periodo di tempo.

Ma chi era questo finlandese dagli occhi di ghiaccio? Di sicuro si può esordire, tagliando ogni dubbio che era un fuoriclasse di quelli assoluti; si aveva la sensazione che avesse in mano per certo la possibilità di fare sempre oltre il massimo stabilito in precedenza. Sempre, lo si intuiva dallo sguardo; si dice che gli occhi siano lo specchio dell’animo e, se realmente è così, in quello di Matti c’era sicuramente un vulcano in escandescenza.

Nato a Jyväskylä, una importante città del meridione finnico affacciata a due laghi, il Päijänne e il Keitele più di 57 primavere fa, appena andò ad esordire nella categoria juniores l’avvento fu di quelli col botto, perché andò a vincere immediatamente i  Campionati del Mondo del 1981 cui fece seguire nell’anno successivo la prima delle 44 vittorie complessive in Coppa del Mondo che andrà a dominare per parecchi anni.

Un predestinato, un atleta forte, non può che presentarsi in questo modo quando ha le intenzioni più che chiare di segnare un’epoca e diventare per le generazione in avanti un autentico punto di riferimento. La cosa gli è riuscita “abbastanza” bene perché dal 1983 non ci fu più storia: in un anno conquistò la sfera di cristallo e la prestigiosa Tournée dei Quattro Trampolini (Serie di gare che si realizza ogni fine di dicembre sino agli inizi di gennaio che si svolge in Germania e in Austria precisamente a Oberstdorf, Garmisch-Partenkirchen, Innsbruck, e Bischofschofen il cui vincitore porta a casa l’aquila d’argento), e il bronzo ai mondiali di volo.

L’anno dopo fu il tempo delle Olimpiadi, in quel di Sarajevo nel 1984, e lì fu la sua più grande consacrazione, in quanto in pochissimo tempo mostrò al mondo di cosa fosse capace di fare vincendo la medaglia d’oro dal trampolino lungo e l’argento su quello normale, prendendosi poi anche il titolo mondiale a Engelberg nella gara a squadre, unica prevista all’ora in quel format. Nell’85 compì di già anche il grande slam prendendosi il Mondiale di volo completando una bacheca incredibile degna di un fenomeno piovuto dal nord-Europa che fece tremare l’intero circolo del Salto per tanto tempo.

Un atleta a dir poco incredibile che rendeva possibile davvero impossibile, che sembrava quasi che le condizioni avverse lo eccitassero sportivamente oltre ogni misura spronandolo sempre ad alzare l’asticella  e che in tali situazioni rendesse ancor di più al meglio.

Gli ostacoli non lo impaurivano anzi, accendevano quel fuoco dentro ancor di più alimentandolo oltre ogni misura senza lasciare trapelare fuori nulla. Tipico di molti atleti nordici è vero, ma pochi senza dubbio con un talento del genere.

Talento che si esprimeva sin dalla fase di slancio concentrando tutte le sue sensazioni all’interno di un’unica grande bolla d’emozione, quella volta a conquistare un’altra vittoria, uno stacco sempre molto preciso, una fase di volo mai imprecisa (O quasi mai, soprattutto negli anni d’oro in particolare il 1988) ma estremamente efficace con sci perennemente in parallelo, per poi atterrare con estrema freddezza ma allo stesso tempo forza con telemark incredibili e molto spesso anche regali oltre misura.

https://www.youtube.com/watch?v=RTJW1L8kdTU

Era in grado di bilanciare TUTTO. Naturalmente, col tempo, la tecnica è mutata e gli stili sono cambiati (Probabilmente a partire già dal 88′ con il suo rivale svedese Boklov che alla tecnica classica preferiva le punte degli sci maggiormente più divaricate in modo tale da ricercare più portanza per volare più lontano, cominciando a mettere sul banco un passaggio di consegne in quel della tecnica) facendo evolvere come nella normalità della vita uno sport verso altri bacini, ma raramente troveremo qualcuno che conducesse due gare contemporaneamente, quella dentro con la sue emozioni e quella fuori con la competizione fondendole l’una con l’altra per poi tradurle in una spinta incredibile. Probabilmente Stoch si avvicina estremamente in questo.

A fine carriera si conteranno 5 medaglie olimpiche tra cui 4 d’oro, 6 titoli del mondo (5 di salto e 1 di volo), e 4 Coppe del Mondo di Salto senza contare i numerosi record allora concretizzati. Il post sportivo non è stato sempre dei migliori e fu oggetto spesso anche di guai con la giustizia anche di caratura notevole, dopo fece anche con un buon successo anche il musicista, ma analizzando semplicemente l’atleta non possiamo che non decantarne le lodi e l’incredibile passione che ci metteva in ogni salto andando a scrivere una storia immensa per lo sport.

Nel tempo si sono succeduti tantissimi altri grandi atleti, ma in pochi si sono avvicinati a una simile concretezza. 

Circa 10 anni fa tornò a saltare nella categoria senior, vincendo in poco tempo due ori e un bronzo. Questo cosa significa? Beh un concetto abbastanza semplice da recepire: ed esso recita che il tempo passa, il fisico ovviamente muta, ma lo stile nello sport coniugato alla tecnica sono come le pagine poste in essere all’interno della storia: rimangono.

L’Icaro dagli occhi di ghiaccio: Matti Ensio Nykänen.

https://www.youtube.com/watch?v=T0-oLFlA4NQ

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