Privacy Policy Cookie Policy Il Barry Allen che vola sul ghiaccio: Sven Kramer - Discesa Libera

Il Barry Allen che vola sul ghiaccio: Sven Kramer

L’olandese volante del ghiaccio è la più ampia rappresentazione del dominio della velocità in quella della piste

Kramer

Nel mondo dello sport spesso l’imprevedibilità fa parte dei giochi semplicemente perché l’incertezze del risultato la fa da padrone.

Spesso, appunto, perché in alcuni casi specifici non è così: tutto questo avviene quando si è dinnanzi ad atleti speciali, unici nel proprio gente, che ti danno la certezza che il risultato sia già acquisito sin dall’inizio attraverso la loro forza e la loro capacità di rendere possibile l’impossibile.

In casi come questi è assolutamente facile scadere nella retorica di base più assoluta, ma rendere omaggio a coloro che rendono e han reso grande lo sport non in senso specifico, perché sarebbe riduttivo, ma in contesto generale è davvero il minimo.

Sven Kramer.

La più ampia personificazione nel mondo reale di Flash.

Chi ama lo sport, in particolare la velocità, in particolare ancora l’ambito invernale sa benissimo che siamo davanti ad una sorta monumento vivente tributato alle voci inerenti della gloria e della tecnica associata allo sport.

Spesso quando si racconta di qualcuno che nel corso del tempo compie imprese che vanno fuori dall’ordinario, si realizzano dei parallelismi con altri esponenti i quali griffando la storia sono entrati nel mito; ecco quando si disquisisce di Sven Kramer mi piace pensare alla figura di Michael Schumacher.

Dominatore. Uno che ha impresso nell’immaginario collettivo la sensazione di una grandezza ma sempre in senso positivo, mai in eccesso a parte i risultati. E’ così anche questo splendido olandese che ha scritto la storia passata e recente dello speed skating in senso globale, facendolo sviluppare, e rendendolo ancora più celebre attraverso le imprese che lui stesso è riuscito a porre in essere.

Nella sua carriera ha vinto tutto. Tutto quello che c’era da vincere lo ha portato a casa come solo i grandi Campioni han saputo fare, con lo stesso entusiasmo di quando sei un ragazzino sebbene hai raggiunto e superato la trentina e non devi dimostrare più nulla a nessuno, con l’intensità e la voglia di stupire ancora, di sentire il boato che avvolge in una curva e anche dopo, con l’obiettivo di essere di nuovo tutt’uno con una grande emozione svolgendo quello che sai fare meglio di ogni altra cosa cercando una vittoria che ha la stessa sensazione della prima.

Sven Kramer è riuscito ad arpionare la medaglia d’oro olimpica per tre volte di fila sui 5000m in tre edizioni dei Giochi differenti in via consecutiva: Vancouver 2010, Soči 2014 cui ha aggiunto in questo contesto anche il titolo dell’inseguimento a squadre, e l’ultima a PyeongChang nel 2018 dove ha mostrato ancora una volta di essere il migliore emozionando una nuova generazione alle sue infinite imprese.

Il resto della sua bacheca è una sorta di palcoscenico che si riserva soltanto ai grandissimi, che comprende diciannove titoli iridati tra distanza completa e singola, sei continentali, quattro olandesi, e in più 5 sfere di cristallo tra individuale e team in quel della specialità in senso generale. Dei record nemmeno a parlarne.

Nato quasi 32 anni fa ad Heerenveen una splendida località olandese nota anche per una bella tradizione calcistica, questo ragazzone di 1,87cm di altezza dal 2005 incanta le platee più prestigiose del mondo inserendo ad ogni passo realizzato con il suo pattino la più ampia dedizione al suo lavoro: fisicità impressionante, velocità incredibile, è uno dei quegli esempi perfetti che dovrebbero essere spiegati ai ragazzi in sede sportiva al momento iniziale quando tutto sembra confuso ed euforico ed è facile sbagliare qualche binario.

Ambientandosi e studiando gli avversari nei primi metri, riesce a salire su nella progressione in un modo che nessuno si è mai avvicinato: li studia, li punta, li supera, li lascia. Porta con se soltanto il vento che lo ha accompagna da più di vent’anni celebrandolo racchiudendo spazio e tempo in un’unica dimensione; una dimensione che lo ha portato a essere il più forte velocista della storia in pista sul ghiaccio.

Un esempio positivo che va di pari passo con i sacrifici che questi atleti per raggiungere tali livelli sono consueti a fronteggiare giorno dopo giorno, per migliorarsi, per scrivere la storia, ma anche allo stesso tempo per essere uno spot per i giovani che si affacciano questi mondi un pò poco pubblicizzati ma tanto grandi nella loro essenza e rumorosi attraverso le gesta di fenomeni positivi come Sven Kramer.

Un atleta a tutto tondo, schivo e riservato ma sempre ampiamente disponibile con tutti i propri fan e soprattutto fidanzato con la storia, la quale lo omaggio spesso sempre e comunque facendosi scrivere nuove pagine attraverso la stilografica più autorevole: la sua.

Vola Sven.

Vola.

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