Privacy Policy Cookie Policy Ricordando un angelo di nome Elio - Discesa Libera

Ricordando un angelo di nome Elio

“Il ricordo è il tessuto dell’identità.”
(N. Mandela)

Elio De Angelis

La foto è in bianco e nero ma il ricordo è a colori, ed è più vivo che mai.

C’è poco da fare, è la prerogativa delle persone speciali: quando si è parte di quella ristretta cerchia di persone, non puoi far altro che abbandonarti e rassegnarti ad essere considerato una fonte di lucentezza al di là del lavoro e delle imprese che compri.

Si, perché attraverso la gentilezza e l’essere garbato oltre che perbene si entra direttamente nel cuore prima e nella memoria delle persone che hanno avuto modo di conoscerti e di apprezzare nella totale interezza le tue qualità. Già, le qualità, quelle che Elio possedeva in abbondanza e che lo hanno spedito sempre in memorie uniche esattamente come la sua persona.

Elio De Angelis è andato via quasi 32 anni fa, in un modo purtroppo tanto doloroso quanto spesso tristemente comune nel mondo dei motori, mentre svolgeva quello che amava di più, mentre correva, tentando di inseguire un altro sogno e mettendo le basi per le future vittorie lasciando un vuoto incolmabile nel mondo delle corse e non solo in quel tragico 14 maggio del 1986 durante una sessione di test privati 14 maggio, durante una sessione di prove private sul circuito Paul Ricard a Le Castellet in Francia a bordo della sua Brabham BT55 con la quale non era riuscito mai a trovare il feeling da inizio campionato.

Pilota all’antica d’altri tempi, sempre disponibile con tutti, ha fatto dell’eleganza  uno stile di guida invidiato da molti e abbastanza raro da vedersi anche al giorno d’oggi: preciso, leale, corretto, in pista come nella vita.

Chi ha vissuto quel periodo quando si era ancora abbastanza fanciulli, il gioco più ricorrente da farsi regalare durante le festività era la mitica pista elettrica da comporre con le monoposto che sfrecciavano dentro, come quelle della Polistil: tra queste come dimenticare quella piccolissima Lotus nera con dentro il pilota con il casco bianco? Quello di Elio.

Già dalla fine degli anni 70′, Elio De Angelis fece parlare di se conquistando il titolo di Campione nazionale di Formula 3 nel 1977; l’esordio nell’olimpico motoristico in Formula 1 avvenne nel Gran Premio d’Argentina, con la Shadow nel 1979 con la mitica DN9. Nel 1980 il passaggio alla Lotus, alla corte di Colin Chapman, che stravedeva per lui, con la quale ottenne le uniche sue vittorie, al Gran Premio d’Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985. Il suo compagno di squadra fu per un pò d’anni il grande Ayrton Senna.

Altri tempi, altro mondo, altre persone, altre dimensioni dove c’era ancora lo spazio per la correttezza e per quel mordente che ancora e ancora una volta ti permettevano di sognare e di vivere la tua vita con meno frenesia e più tranquillità; una vita più semplice dove con poco si aveva molto, un’esistenza alle volte raccontata attraverso momenti sportivi dove la parte da leone lo svolgeva l’incanto che suscitavano alcuni grandi uomini quale Elio era che portavano spesso i colori dell’Italia in altro a suono di belle prestazioni dando lustro al tutto.

Amato e voluto bene da tutti, dimenticato da nessuno. Jean Alesi gli rese omaggio riprendendo i colori e i disegni del suo casco utilizzandoli per tutta la sua carriera in F1. Keke Rosberg, tra i suoi amici nel paddock, disse di lui: “era un pilota raffinato, mentre noi eravamo tutti molto rozzi.”

Purtroppo, troppo spesso, il destino si rivela fin troppo cattivo privandoci sia della presenza che delle imprese di persone come Elio le quali, al di là del fattore sportivo, ha lasciato un vuoto incredibile all’interno delle vite di tutti coloro che han avuto il privilegio di conoscerlo; ma lo stesso destino non riuscirà mai a deletare il ricordo di qualcuno che, sigillando il tempo e la memoria dentro esso di un uomo e di un pilota meraviglioso, ha conquistato il gran premio più bello e più inestimabile dal punto di vista del valore.

Come disse in un servizio il grande Ezio Zermiani poco dopo la sua morte, ci congediamo con questo post in silenzio, non disturbandolo.

Elio sta sognando.

Ancora.

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