Privacy Policy Cookie Policy Una nuova alba sulle nevi, piccola grande Sofia - Discesa Libera

Una nuova alba sulle nevi, piccola grande Sofia

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore.

Marcel Proust, in un aforisma pazzesco, ha identificato una serie di sfaccettature fondamentali della vita un poco più di quattro righe: ha menzionato la felicità, il fascino, la bellezza, e anche la luce che ci circonda rendendo tutto più magico quando tutti questi fattori vanno a coniugarsi per comporre alla fine la sintesi più definita del sentirsi vivi.

Senza filosofeggiare più di tanto in dubbio che questa serie di emozioni possa scaturire anche nella vita di un atleta quando riesce a trasferire in professione quello che é il proprio amore: di quello di Sofia Goggia nei confronti dello sci ne abbiamo parlato in tutti gli aspetti fondamentali, e conoscendo quanto sia viscerale è difficile anche solo provare ad immaginare quanto siano stati questi mesi duri lontani da quel bianco magico e dalle competizioni; spesso quando le cose belle finiscono, ci intristiamo pensando che queste volano via facilmente rapidamente rubandoci anche gran parte del tempo, ma alla fine anche gli aspetti brutti terminano e ci insegnano sempre che una nuova alba sorge sempre, ed è possibile osservarla anche meglio di prima perché la vediamo con gli occhi più forti, più resistenti, forgiati dalla sofferenza e dai problemi, che alla fine fortificano. E’ il principio non solo del tempo che scorre inesorabilmente ma anche della vita.

In questi giorni la nostra atleta é in località Passo San Pellegrino per proseguire con gli allenamenti per poi spostarsi a Garmisch-Partenkirchen dove nel weekend riprenderá la Coppa del Mondo e dove la bella bergamasca parteciperá alla discesa di prova per testare il tutto. Ecco quindi il suo ritorno in pista dopo tanto tempo e dopo una sfortuna incredibile; ci vorrá del tempo naturalmente per riprendere la condizione e la confidenza con gli sci, ma questo é il primo mattoncino e la bella Sofia, dopo tanto tempo, si sta apprestando a metterlo; con calma e pazienza, con dedizione e serietà, la voglia di non fermarsi mai ha fatto anche questa volta la differenza e ha prevaricato sulla sfortuna.

Qui c’é un posto dove in estate, al mattino, si può ammirare la tranquillità del mare proprio sorgere del sole carpendo una calma difficilmente riscontrabile altrove e dove chi vi scrive si rifugia spesso e volentieri, una specie di calma apparente, come una sorta di preludio un qualcosa direttamente più determinante che sfocia nell’esplosione di una energia unica data dell’incrocio della nostra stella con le acque; con Sofia trovo delle analogie: basti pensare a quell’attimo prima che si apra il cancelletto di partenza, a tutta quella calma e a quel silenzio, provate anche solo per un istante a chiudere gli occhi contando sino a 3 e tentate di simulare quel momento, a fare quel carico di emozioni… E poi? E poi via. Giú con la fame, la rabbia nella discesa, e quelle linee a tratti poetiche ed eleganti e a tratti forti ed energiche, che denotano l’essenza di questa ragazza volta ad inseguire neve dopo neve un nuovo sogno per cui valga la pena esistere.

Tornando a Marcel Proust, Si parlava di felicità nel primo capoverso, e vedere quella che è stata la ragione scatenante di questo piccolo angolo di scrittura di mettere ai piedi con gli sci virgola e l’aspetto di gioia e dell’essere felice più ampio che si possa immaginare.

Si riparte quindi da Garmisch, verso una nuova alba da vedere ma sempre dallo stesso punto di ammirazione, quello situato al tuo fianco pronti a sostenerti che sia primo o ultimo posto, perché la gioia nel rivederti con quegli sci anche in un semplice allenamento o test, semplicemente, non si puó quantificare figuriamoci classificare.

Come diceva Ligabue qualche anno fa: “ora che ci sei, come io vorrei”, con quegli sci ai piedi e quel sorriso bello come quel mare su menzionato nel mese di agosto.

Bentornata Sofi, in bocca al lupo.

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