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La regola Marco Odermatt

Photocredits: Manuellopez.ch on: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Marco_Odermatt,_Schweiz_gewinner_des_Riesenslaloms_der_FIS_Junior_World_Ski_Championships_in_Davos_2018_in_aktion..jpg

Tra i vari spunti di argomentazione di questo inizio di Coppa del Mondo di sci alpino edizione targata 2020/21, sicuramente la figura di Marco Odermatt, autentico prodigio rossocrociato battente bandiera elvetica, rappresenta senza alcun tipo di dubbio la chiave di volte alla voce nuovo talento salita alla ribalta agli onori della critica sportiva di questo inizio di stagione.

Marco è un atleta estremamente serio e determinato, caratteristiche che si possono ritrovare in lui sin dall’età giovanile dove fanno capolino ben 6 titoli iridati juniores che, esattamente, ci han fatto pensare subito a lui come una sorta di futura stella dello sport invernale: deciso, determinato, potentissimo e preciso, ha lavorato sodo per affinare la sua tecnica e giorno dopo giorno ha cominciato a raccogliere i frutti del suo duro lavoro e un anticipo ce lo aveva dato una fredda giornata dello scorso anno, il 6 dicembre 2019, dove aveva incantato a Beaver Creek portandosi a casa uno straordinario supergigante illuminando la Birds of Pray con un classe infinita e un lavoro certosino curva dopo curva.

Nato a Buochs 23 primavere fa, Odermatt ha sfruttato la pausa dello scorso anno conclusosi in anticipo, per lavorare al meglio a casa prima e in pista poi appena si è potuto conducendo una preparazione impeccabile volta al definitivo salto di qualità: l’inizio di stagione è stato assolutamente straordinario: a Sölden in avvio di stagione si prende un secondo posto a pochi centesimi di distacco da un altro talento, Braathen, a conclusione di una gara solidissimo e condotta senza paura alcuna: Marco poi ci ha trovato gusto, e nello scorso weekend ha messo le cose in chiaro nella nostrana pista di Santa Caterina Valfurva e sulla Deborah Compagnoni, nel gigante di sabato arriva terzo mentre in quello di domenica bagna l’appuntamento con la prima vittoria tecnica della sua carriera, la seconda dopo Beaver Creek, dimostrando di saperci fare non soltanto sul veloce ma anche tra i paletti più stretti, a testimonianza di una polivalenza che può aprirgli scenari importanti per l’avvenire della sua carriera.

Mentre tutti si attendevano le performance dei grandi favoriti come Kristoffersen, e Pinturault (Quest’ultimo sebbene vincitore nel parallelo di Lech), questo inizio di stagione ci sta consegnando una Coppa davvero incerta, con 4 vincitori diversi in 4 gare, e con tanto nuovo talento che sta mettendo in seria difficoltà i veterani che cercano disperatamente l’assalto all’eredità di Re Marcel che ancora non ha avuto un successore ben specifico. E se questo potesse essere una nuova leva?

Ciò che attira di questo giovane svizzera, è la capacità di adattamento a tutte le superfici in cui va a sciare, ti affascina in tal modo da rievocare nomi importanti del passato ma che non menzioneremo perché non è giusto a quell’età far paragoni e anche perché somiglianza non è sinonimo dell’essere identici ad altro: ognuno è sempre come è, unico nel suo genere, ma le possibilità che questo ragazzo possa raggiungere delle vette incredibili sono davvero alte, perché quando il talento incontra la voglia di vincere mista alla serietà personale e ad una totale abnegazione al lavoro, la ricetta è già vincente di suo ed occorre soltanto attendere il tempo per raccogliere i frutti più importanti. La pista darà i suoi verdetti, ma già ha iniziato ad imparare il nome di questo giovane svizzero che in questo avvio stagionale, sta incantando la platea a suon di grandi prestazioni.

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