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Brava Fede, goditela tutta

This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license – Author: Krzysztof Golik

La stagione complessa e tanto sfortunata di Federica Brignone, detentrice della Coppa del Mondo generale di sci alpino, è stato uno degli argomenti di maggior discussione nell’ultimo periodo considerando anche il complesso recente Campionato del Mondo a Cortina d’Ampezzo da lei vissuto. Nella vita di un’altra, nel corso della sua carriera per meglio dire, si alternano periodi di alti e periodi di bassi, ci sono dei momenti in cui pur sforzandosi di dare il massimo, non riescono ad entrare i risultati che ci si aspetta; la differenza però tra una Campionessa e il resto consiste sempre nel fatto che le prime riescono a trovare le motivazioni per tenersi sempre ben salda alla presa anche quando il vento di tempesta tira forte e, bypassando esso, trovare sempre la rotta giusta per raggiungere quel porto sicuro che conduce alla terraferma sul gradino più alto del podio: inutile dire che Federica appartiene a questa categoria di atlete e che le sue capacità l’han portata ancora una volta a riabbracciare quel posto che tanto lei merita.

La grandezza di questa atleta è di una meraviglia incredibile: detto in lungo ed in largo delle sue capacità tecniche che oramai conoscono tutti e che l’han portata ad essere una delle migliori sciatrici al mondo regalando all’Italia dei risultati assolutamente storici che rimarrano saldi lungo il prestigioso viale del tempo, oggi è splendido sottolineare la sua capacità di andare oltre agli ostacoli più duri, non mollando mai e credendo sempre nella certezza del suo lavoro, e riuscendo di conseguenza a portarsi a godere un nuovo raggio di sole che meritava, dopo tante nubi e vento anche soffiato da critiche spesso fin troppo non costruttive e che di cosa sia Federica Brignone non ne avevano e non ne hanno nemmeno oggi, la più lontana conoscenza.

La vittoria odierna in Val di Fassa in un supergigante costellato da tante cadute piuttosto gravi, in una pista supertecnica dove si è lasciata alle spalle Lara Gut-Behrami attualmente la miglior interprete sulla faccia della terra di questa specialità ponendo fine al suo dominio incontrastato in questi mesi, e alla connazionale Suter, ci raccontano molto della nostra valdostana: la storia di una atleta caparbia che ha sempre inseguito i propri sogni e che non si è mai fatta distrarre da tutto il resto, che ha fatto tesoro degli errori ed ha imparato e mai perso, che ha annotato come un fiero cronista su un moleskine tutte le critiche riferitele e ha presentato, silenziosamente e con signorilità, il conto lasciando parlare i tempi sulla pista e il contorno verde ad un cronometro che spesso è volentieri ha sancito i suoi trionfi più belli.

L’emozione di rivedere Federica Brignone sul gradino più alto del podio mentre ai batteva le mani al petto è stata una emozione incredibile; non è una vittoria come tante in Coppa, è stata liberazione, è stato come ritrovare certezze per lei, ed è stato per noi una emozione unica rivedere brillare una delle stelle più luminose nel firmamento dello sport italiano.

Non scomoderemo il riepilogo numerico dei numeri di Fede, perché lo sappiamo orgogliosamente a memoria visto che su questo piccolo e umile spazio amiamo le cifre in quanto ogni fatto contrassegnato da esse rappresenta un elemento storico inoppugnabile, ne basta soltanto uno: il N1 appunto, quello della sua classifica odierna che tra l’altro, dice ciò che è Federica Brignone.

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