Privacy Policy Cookie Policy Il ritorno di Alexsander Aamodt Kilde - Discesa Libera

Il ritorno di Alexsander Aamodt Kilde

Dopo aver parlato in lungo in largo della meravigliosa prova di Sofia Goggia in Canada con un hattrick che già è entrato nella storia dello sci alpino azzurro, non bisogna di certo dimenticare la grandezza al maschile di un fenomeno che si chiama Aleksandr Aamodt Kild che ha mandato in scena, una prova di forza assolutamente devastante in quel di Beaver Creek andando a vincere in super-g prima e in discesa libera poi per un back-to-back che lo rilancia fortemente in voce ambizioni.

In una delle piste più tecniche e più pazzesche al mondo, la Birds of Pray, Kilde è stato assolutamente perfetto andandosi a prendere con tantissima voglia vittoria e rilancio in ottica generale per una coppa che lui qualche anno fa ha già portato a casa. Il sapore della vittoria che gli era stato privato dal brutto infortunio occorsogli nei mesi addietro dove dopo aver ottenuto due vittorie sulla Saslong della Val Gardena (il supergigante del 18 dicembre e la discesa libera del giorno dopo), si ruppe iil legamento crociato del ginocchio destro, chiudendo anticipatamente la stagione.

Tuttavia, una delle caratteristiche più pregevoli di un grande campione, e il classe 1992 della Nazionale norvegese lo è ed alla grandissima, è quella di far quadrato su se stesso e riprendere con resilienza il lavoro interrotto da un incidente di percorso; in merito a Kilde questa caratteristica è stata sempre posta in una situazione di connubio con l’assoluta sicurezza dentro e fuori la pista, lavorando con assoluta determinazione riportandosi ai livelli che tutti conosciamo senza alcun tipo di fase di ambientamento. Non è da tutti. Rompersi, recuperare, tornare, e vincere lo fanno solo i grandissimi e in questo weekend Aleksander ha ribadito con concretezza che lui apparterrà per tutto il resto della sua carriera a tale pregevole novero di atleti. Novero ristrettissimo.

Prova di forza impressionante in quella di Kilde, e pensare che ieri se non fosse stato per il vento forte si sarebbe disputata l’ultima discesa in programma, chissà cosa si sarebbe inventato, magari un terzo successo stile Goggia. Un pò come quando una squadra nel basket continua a segnare e, per frenare “l’emorragia” di punteggio, il coach avversario chiama il time-out; in questo caso il vento, ci ha privato di uno spettacolo pazzesco da parte sicuramente sua come di tutto il resto degli uomini jet dello sci alpino.Tuttavia di certo Kilde non rimarrà a mani vuote e, le opportunità di rifarsi saranno davvero a breve termine dove andrà certamente a rimarcare che il concetto di “Attacking Vikings”, anche per questa edizione numero 56 della Coppa del Mondo può essere il leitmotiv per eccellenza. Magari per nome suo. Uno dei più fieri rappresentanti.

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