Privacy Policy Cookie Policy La regola Kristoffersen - Discesa Libera

La regola Kristoffersen

Si è vero, abbiamo parlato di Henrik Kristoffersen in lungo e in largo soprattutto in queste settimane considerando le brillanti prestazioni che ha sfoderato di questa parte finale di stagione di coppa del mondo, ma quando siamo dinanzi ad un prodigio non possiamo di certo esimerci dallo spendere il nostro tempo di scrittura elogiando le gesta che vanno ad illuminare il nostro sport di cui, il fuoriclasse norvegese, rappresenta uno dei fari principali.

Circa due settimane fa avevamo discusso dello splendido back to back in quel di Garmisch dello stesso Kristoffersen dopo due slalom realizzati in una maniera impeccabile uno meglio dell’altro che gli hanno permesso di portarsi al comando della classifica dei paletti stretti, mentre in questo weekend andiamo a porre in essere nuovamente l’accento su una doppietta da parte del norvegese, questa volta in gigante a Kranjska Gora, che si traduce non soltanto nello splendido stato di forma da parte sua in questo ultimo mese di gara, ma altresì in un vero e proprio monito per la prossima stagione a tutti gli avversari, a partire da Odermatt che arriva da dominatore alle finali di Courchevel pagando però un pò di stanchezza in una stagione dove ha fatto di tutto e anche di più.

La legge di Kristoffersen è la sua determinazione: è la fame di vittorie che lo contraddistingue sempre comunque al di là dei numeri impressionanti che ha collezionato sin qui nella sua carriera enorme nonostante sia ancora molto giovane, e che attraverso una tempra invidiabile gli consente di primeggiare nelle posizioni più rilevanti risorgendo dopo un periodo abbastanza appannato dove non si perso mai d’animo ma che ha saputo combattere attraverso la cultura del lavoro lottando metro su metro per riportarsi dove merita di situare, al top.

Alle finali francesi cercherà di andare in touchdown per cercare di portarsi a casa la sfera di cristallo di specialità slalom battagliando con il compagno di squadra Braathen, ma la sensazione è che siamo oggi davanti ad un uomo in missione. Nella gara odierna ha saputo interpretare meglio di tutti una pista disegnata dell’allenatore del suo sfidante appunto, rimontando due pozioni rispetto alla prima frazione, ponendo in essere una vittoria che è anche un segnale al suo compagno barra avversario di squadra.

Quello di oggi è l’ennesimo affresco di un fuoriclasse assoluto che non finisce mai di stupirci e che riaccogliamo con estrema gioia nel novero dei migliori consapevoli, che, il meglio per lui debba ancora venire e che la prossima stagione indipendentemente da come si concluderà questa, lo vedrà come assoluto protagonista per cercare di portarsi a casa quella generale che tanto sogna e che tantissimo meriterebbe per ciò che ha dato e sta dando allo sci alpino.

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