Privacy Policy Cookie Policy The Mikaela's effect - Discesa Libera

The Mikaela’s effect

Emanuela Breda una volta disse: “Tanti credono che solo i fatti contino, non le parole; forse è anche per questo che molti parlano a sproposito”.Tra gli argomenti più dibattuti all’interno dello sci alpino e, nello specifico, all’interno della cronaca inerente allo sport in generale quello in merito a Mikaela Shiffrin recita una parte da leone; tuttavia, è incredibile la quantità di inesattezze lette in questi mesi, (sulla base di gare andate un pò a vuoto certamente, anche importanti, ma che nulla tolgono al valore di questa atleta) che possono tranquillamente essere catalogate, scusateci il termine, come autentiche stronzate.

È assolutamente incredibile la quantità di stupidaggini che vengono esternate ogni qualvolta che una/un atleta estremamente importante manca all’appuntamento con la gloria, delle esternazioni che nulla prendono in esame se non la voglia di non analizzare nè i numeri nè il contesto in cui ci si trova ricordando certe “prodezze” nel gioco del calcio; sminuire una fuoriclasse come Mikaela Shiffrin è imbarazzante, non soltanto per il suo passato ma anche per il periodo attuale che l’ha vista ritornare a competere per i traguardi più importanti dopo anni difficili sul piano personale, riducendo il punto di vista solo sulla spedizione a cinque cerchi cinese: non funziona così.

Shiffrin è vero, ha mancato l’appuntamento olimpico dove probabilmente ha voluto fare troppo quando doveva selezionare al meglio il programma, ma nulla toglie certamente all stagione sontuosa sin qui che sta ponendo in essere. Diamo alcuni numeri: quattro vittorie, due in slalom e due in gigante in Coppa 2022 con tanto di leadership della sfera di cristallo generale, per un totale di 11 podi complessivi in stagione. Davvero incredibile criticare senza analizzare fermandosi alla superficie. Così, è facile per tutti.

Quindi è incredibile trovarci qui a doverci giustificare sul periodo negativo della migliore sciatrice probabilmente della storia, una sciatrice che ha scritto la storia e che continuerà a farlo dimostrando anche di essere umana (E nulla di male c’è in questo, non è di certo una androide uscita da Blade Runner), lottando fianco a fianco contro una atleta del calibro di Petra Vlhová che le sta, anch’essa da fuoriclasse assoluta, tenendo testa fino alla fine per la conquista di una appassionante lotta per la generale dove, a Courchevel, assisteremo certamente ad uno spettacolo meraviglioso tra queste due atlete che certamente non ci risparmierà spettacolo e meraviglia.

L’effetto di Mikaela è sempre quello di far parlare, sempre, nel bene e nel male. Sarebbe bello poter leggere spesso anche critiche (Di cui Shiffrin di certo non è esente come il resto della popolazione su questo pianeta) costituite in maniera obiettiva senza spargere alcun tipo di veleno e senza invidia, ma purtroppo viviamo in epoche abbastanza confuse dove però le figuracce vengono smentite dai numeri e dalla pista, che sentenzia senza appello quando si parla di certi calibri sportivi rispondendo con il silenzio dei numeri in maniera estremamente rumorosa lasciando dentro i trionfi propri, ed esternando fuori le gaffe degli altri.

Una risposta a “The Mikaela’s effect”

  1. Ottimo commento
    Tanti giornalisti e opinionisti parlano solo perché devono esercitare quel muscolo che è la lingua 👅
    Se poi analizziamo come ha terminato la stagione annichilendo letteralmente la concorrenza con due prove veloci decisamente ” maestose ” si ha ancora più certezza che qualcuno parla tanto per parlare.
    Complimenti per l’articolo.

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