Privacy Policy Cookie Policy La storia azzurra, e non solo, di Sölden al maschile - Discesa Libera

La storia azzurra, e non solo, di Sölden al maschile

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Mentre la volta scorsa abbiamo approfondito quella che è la relazione florida del Rettenbach con le nostre sciatrici azzurre nel corso di tutti questi anni dove il ghiacciaio di Sölden ospita la gara d’apertura della Coppa del Mondo di sci alpino, quando oramai mancano 2 settimane scarse al semaforo verde di questa nuova edizione del circuito intercontinentale, oggi tratteremo quella che è il rapporto tra questa pista e i nostri atleti.

Al pari delle ragazze, l’anno di esordio di Sölden nel circuito risale alla stagione 1994/95 dove il primo acuto all’interno del gigante austriaco avvenne per mano di Franck Piccard che con un acuto centrò il successo scrivendo il suo nome nell’albo d’oro interno di quesa gara, dove il transalpino concluse la gara sul gradino più alto del podio finendo davanti davanti allo svedese Nyberg e al norvegese leggendario Kjetil André Aamodt.

Sul Rettenbach a differenza delle ragazze, si limitano soltanto a due le apparizioni tricolore sul podio e queste sono avvenute oramai tanti anni fa e precisamente nel 2005 dove il grande Max Blardone si arrese solo al grande Bode Miller che realizzò un back-to-back bissando la vittoria dell’anno precedente, in un podio poi completato al terzo posto dal finnico Kalle Palander; il secondo podio, sempre in piazza d’onore, arrivò poi nel 2013 dove Manfred Moelgg si dovette arrendere a un altro statunitense, Ted Ligety, autentico eroe su questa pista che vinse davanti al nostro azzurro e a un giovane Marcel Hirscher.

Dicevamo di Ligety perché è lui lo sciatore con più vittorie qui, ben quattro di cui tre di fila tra il 2012 e il 2014, mentre l’ultima è datata 2016; un Ligety che sfiorò la vittoria per altre 3 volte quando finì secondo nel 2008 alle spalle di Svindal, terzo nel 2009 preceduto dagli elvetici Albrecht e Cuche, nel 2010 quando si arrese di nuovo allo stesso Cuche. Qui la gara non si svolse per ben tre volte nel 2011, 2018, e 2019 mentre lo scorso anno l’acuto portò la firma del futuro campione Marco Odermatt che condusse la gara sino in fondo davanti all’outsider di giornata Roland Leitinger e davanti a San Krenjec.

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