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Chicco Pellegrino scrive ancora una pagina di storia incredibile nello sci

Perathoner ottimo terzo azzurro a La Molina nello Snowboardcross. Hirscher LEGGENDARIO.

Pellegrino

IL CIELO E’ AZZURRO SOPRA LAHTI, PERCHE’ Federico Pellegrino SI REGALA IL SUCCESSO NUMERO 10 IN TECNICA LIBERI OGGI A LAHTI LADDOVE, LO SCORSO ANNO, AVEVA VINTO IL TITOLO MONDIALE SPRINT!!!

Semplicemente un fenomeno nello Sci di Fondo; rischiando nella semifinale quando aveva perso un bastoncino (E in più gli avevano dato quello errato obbligandolo a una rimonta notevole), in finale ha studiato bene la gara DEMOLENDO il russo Retivykh e il fenomeno Klæbo che oggi è rimasto a guardare il marziano aostano. Dei materiali incredibili hanno fatto una differenza incredibile mescolati alla classe del nostro fuoriclasse delle fiamme oro.

Mancano due gare all’assegnazione della coppa di specialità, con Klæbo che oramai ha già la storia in tasca, ma l’anno prossimo farebbe bene a fare i conti anche con il nostro grande campione. Incredibile Chicco.

IMMENSO.

E’ stato tempo di ripresa per la Coppa del Mondo anche nell’ambito femminile: donne la vittoria è andata alla norvegese Falla che va a precedere il duo della Svezia Nilsson e Falk, con la vincitrice che porta a 28 lunghezze la propria leadership in classifica di specialità proprio davanti alla svedese seconda classificata.

Giornata memorabile  anche per il più grande: Marcel Hirscher simply GOAT.

Greatest Of All Time.

Non ci sono più discussioni che tengano, ammesso che ce ne fossero ancora soprattutto dopo i due ori olimpici conquistati a PyeongChang.

Ma prima di parlare dell’austriaco, due altre notizie importanti per i colori azzurri dello sci: Emanuel Perathoner compie un grandissimo risultato conquistando il terzo posto nella gara di snowboardcross di La Molina. Terzo podio in carriera per il nostro atleta. In campo femminile si segnalano una grandissima gara di Raffaella Brutto che si arrende in finale per una caduta senza alcuna colpa, e il sesto di Sofia Bellinghieri al miglior piazzamento in carriera sino ad oggi. Caduta per Michela Moioli che rimette in discussione l’ambito della coppa del mondo.

Rimanendo ancora in snowboard, ancora un podio azzurro che fa sognare l’Italia in questo weekend bianco post-PyeongChang: nello snowboard categoria PGS grandissimo secondo posto in quel di Kayseri in Turchia per Edwin Coratti che si arrende solo a Baumeister cogliendo il terzo podio di fila (Il quinto stagionale) nella ultime tre gare e il sesto nella carriera del nostro atleta delle fiamme oro.

Tornando allo Sci Alpino e all’attività dei marziani, a Kranjska Gora Marcel Hirscher conferma di essere il più grande sciatore di tutti i tempi non soltanto conquistando la vittoria nel Gigante alla ripresa dalle Olimpiadi, ma portandosi a casa la quinta sfera di cristallo di specialità GS stracciando letteralmente la concorrenza annientando il resto degli avversari che sono Henrik Kristoffersen a preceduto di più di un secondo e mezzo e poi Alexis Pinturault. Altra pagina di storia scritta da questo AUTENTICO fuoriclasse che raggiunge in questo format di gare nell’albo d’oro il suo idolo Ted Ligety.

Nell’ambito femminile, la prima prova post-olimpica in quel di Crans Montana con il programma di Super-G viene vinto dalla splendida atleta del Liechtenstein Tina Weirather che prende il gradino più alto del podio precedendo Anna Veith e Wendy Holdener che si inventa una gara sensazionale e beffa i colori azzurri che vanno fuori dal podio con Federica Brignone quarta ex-aquo con Michelle Gisin. Chiude solo quattordicesima Sofia Goggia che a causa di un solo errore compromette la gara con una specialità che continua ad essere un pò un tabù quest’anno per lei.

Austria e Giappone si rifanno dopo le delusioni olimpiche e, alla ripresa della Coppa del Mondo in Combinata Nordica, si dividono le prime posizioni nel Provisional Competition Round in quel di Lahti: Franz-Josef Rehrl pone in essere il salto top e conclude in prima posizione con 127.0 punti mettendosi dietro i nipponici Akito Watabe con 125.9 punti, e Takehiro Watanabe con 122.3. Migliore degli italiani Alessandro Pittin che chiude 39mo.

Nel salto oggi gare sia al femminile che al maschile: tra le donne nella prima delle due gare recuperate in quel di Rasnov in Romania dopo la sospensione nel mese di dicembre, acuto di Katharina Althaus che precede di pochissimo la campionessa olimpica Maren Lundby. Terza l’altra teutonica Carina Vogt a completare il podio. La gara si è svolta sul NH con un HS fissato a 97 metri, domani si replicherà con lo stesso format. La gara degli uomini, con il TL, fissata per le ore 16:30 italiane.

A PyeongChang la decima sinfonia azzurra ad opera di Arianna Fontana

Out Hirscher nello slalom. Gli USA riportano dopo 20 anni il titolo olimpico nell’Hockey Femminile

Myhrer

E la decima, tanto agognata medaglia azzurra a PyeongChang, finalmente è arrivata e sempre nello Short-Track.

La protagonista è sempre la stessa, la nostra portabandiera, che ha dato le soddisfazioni più grandi ai nostri colori in Corea: Arianna Fontana.

Gara piuttosto tattica nei primi giri con Arianna che si piazza dietro e controlla la situazione sino al colpo di scena, quando negli ultimi giri si intensificano i movimenti e le coreane che si autoeliminano da sole spianando la strada all’olandese Suzanne Schulting medaglia d’oro, alla seconda classificata la canadese Kim Boutin, e ovviamente alla nostra Arianna che a PyeongChang fa segnare il seguente bottino:

ORO nei 500m

ARGENTO in Staffetta

BRONZO nei 1000m

Ottava medaglia olimpica nella storia dello Short-Track, NESSUNO come la nostra atleta della Valtellina. E sono 10 medaglie per l’Italia in questa spedizione Olimpica

Trionfo invece cinese con medaglia d’oro e record del mondo. Il protagonista è Wu che nei 500m dello Short-Track fa il vuoto e mette in ginocchio i coreani Hwang e Lim realizzando un autentico trionfo davanti al pubblico che sosteneva i due atleti asiatici. Una prova di forza incredibile che ribadisce la grandezza di questo grande atleta già campione del mondo sulla stessa distanza a Montreal nel 2014.

L’esperienza coreana dello Short-Track si conclude con la staffetta maschile: qui l’oro se lo aggiudica la formazione dell’Ungheria che vince la gara schierando tra le proprie fila S. Liu, S. S. Liu, Knoch, e Burjan che fanno segnare anche il record olimpico. Medaglia d’argento per la Cina e il Canada invece arpiona la medaglia di bronzo.

Clamorosi risultati nello slalom maschile di Sci Alpino: Con fuori Hirscher nella prima manche e Kristoffersen nella seconda (Era in testa nella prima), a 35 anni la vittoria va ad André Myhrer che regala alla Svezia un oro per lui storico. Medaglia d’argento allo svizzero Zenhaeusern staccato di 34 centesimi mentre il bronzo va all’austriaco Matt. Continua quindi la maledizione per Hirscher con l’oro nella sua specialità e non riesce a fare la tripletta in questa edizione dei Giochi comunque per lui andata alla grande con i successi in combinata e gigante. Tanto rammarico per Manfred Moelgg che aveva chiuso quarto la prima frazione ma poi, un errore nella seconda, compromette la possibilità di andare a podio. Myhrer non è il più vecchio vincente olimpico in quanto è stato battuto, qualche giorno fa, da Svindal in discesa libera.

Ecco invece la nuova campionessa olimpica di combinata alpina: Michelle Gisin. Approfittando dell’errore della Vonn nella seconda frazione quando aveva chiuso la prima in discesa in testa, l’elvetica realizza uno slalom formidabile e coglie il successo precedendo Mikaela Shiffrin medaglia d’argento e la collega Svizzera Wendy Holdener. Quattro anni fa a Sochi la sorella Dominique aveva vinto la discesa libera olimpica, continua quindi la tradizione delle Gisin con il feeling a cinque cerchi. Migliore delle italiane Brignone ottava. Goggia non ha partecipato.

Anna Gasser è la nuova campionessa olimpica di big air, categoria dello Snowboard. La splendida austriaca fa sua la gara confermando i favori della vigilia e chiude in vetta davanti alla statunitense Anderson realizzando una magistrale prestazione. Bronzo per la neozelandese Sadowski Synnott che regala al suo paese la prima medaglia olimpica in questa specialità.

Notevole back-to-back nell’halfpipe di Sci Freestyle dove qui non ci sono sorprese con David Wise, statunitense, che vince la medaglia d’oro qui in Corea dopo il successo colto a Sochi quattro anni fa. Ancora USA nella seconda piazza con l’argento colto da Alex Ferreira mentre le luci della ribalta vanno al bronzo di Nico Porteus che, a soli 16 anni, coglie a sorpresa una medaglia incredibile per lui e per la Nuova Zelanda che oggi coglie ben due terzi posti.

Nella sfida giù attesa, le statunitensi battono le acerrime rivali del Canada nell’Hockey, e vincono dopo ben 20 primavere il titolo olimpico nel torneo femminile al termine di un match incredibile terminato agli shoot-out per 3-2 con il goal decisivo da parte di Davidson che è valso il trionfo agli USA. Il bronzo è andato alle finlandesi che ieri hanno battuto di misura la selezione russa sempre per 3-2.

Vinzenz Geiger, Fabian Riessle, Eric Frenzel, e Johannes Rydzek. Sono questi i nomi di una GRANDE GERMANIA che realizza una straordinaria tripletta in Combinata Nordica vincendo anche la staffetta dopo il trionfo nelle gare individuali con Frenzel e Rydzek. Formidabile nel salto e negli sci, la gara è stata praticamente dominata dai teutonici che continuano a ribadire la loro supremazia in questa disciplina. Medaglia d’argento alla Norvegia e bronzo all’Austria che si accontentano delle restanti posizioni inchinandosi a degli inarrivabili tedeschi.

Tanto rammarico per l’Italia nella staffetta femminile di Biathlon: la medaglia d’oro va alla Bielorussia trascinata nell’ultima frazione da una strepitosa Darya Domracheva che porta a casa il quarto metallo più prezioso della sua carriera a cinque cerchi che non si è fatta mettere in difficoltà nemmeno dagli inconvenienti dell’ultimo poligono; argento alla Svezia in rimonta con Hanna Oeberg ancor più rivelazione di questa edizione dei Giochi invernali che è stata scaltra ad approfittare degli errori di una Polonia all’ultimo poligono in piedi che aveva dominato l’intera gara, e bronzo alla Francia. Italia delusissima dal finale questa gara in quanto è stata in odore di medaglie fino all’ultimo poligono con Federica Sanfilippo i cui errori finali son stati purtroppo fatali e han fatto chiudere ai nostri colori la frazione al nono posto dietro ad una opaca Germania. Rammarico in una gara contrassegnata da condizioni ventose impazzite che poteva dare quel quid in plus ai nostri colori, un vero peccato.

 

 

Marcel Hirscher entra nella Leggenda dello Sci

Delusione azzurra nella staffetta di fondo con enorme rammarico. Si risolleva Fourcade

Hirscher

Marcel Hirscher entra ufficialmente nel mito dello sport e dello Sci Alpino.

Con due manche praticamente alla perfezione, l’austriaco coglie un oro stratosferico demolendo letteralmente tutta la concorrenza attuando una prestazione spaventosa degna dell’ingresso nella leggenda per il fuoriclasse austriaco che fa segnare il primo tempo nella prima e il secondo (a 4 centesimi dal norvegese) nella seconda frazione di gara. Applausi anche per Henrik Kristoffersen il quale, dalla 10ª posizione, rimonta nella seconda manche arrivando a prendere un meraviglioso argento. Bronzo per Alexis Pinturault. Sostanzialmente, podio composto dai tre migliori della categoria attuale. Grandissima qualità oggi. Rammarico per il nostro Tonetti che era quarto ma poi un errore lo fa uscire nella seconda parte. Migliore degli italiani Moelgg 13mo.

Oystein Braaten invece è la nuova medaglia d’oro di slopestyle nel Freestyle. A PyeongChang continua a fare la voce grossa la Norvegia cogliendo un altro importante titolo con uno dei suoi atleti di punta. Medaglia d’argento per lo statunitense Nick Groepper già sul podio a Sochi ma in terza posizione. Bronzo per il canadese Bealieau-Marchand.

Capitolo Sci di Fondola Norvegia porta a casa un altro immenso trionfo vincendo la medaglia d’oro nella staffetta maschile 4x10km viaggiando come il vento nell’ultima frazione con il solito Johannes Høsflot Klæbo. Medaglia d’argento per gli atleti russi mentre il bronzo va ad una tenace Francia. Tanto, tantissimo rammarico per i nostri colori che sono rimasti in zona podio nelle prime due frazioni con Rastelli e De Fabiani a lottare per le posizioni che contavano per poi, purtroppo, calare nella terza con Salvadori che non riesce a tenere il ritmo dei primi e Italia che chiude quinta nell’ultima frazione con Pellegrino che non può fare il miracolo.

I grandi Campioni si vedono e si risollevano nei momenti che contano, e Martin Fourcade è indubbiamente uno di questi. Il francese coglie un oro stratosferico, il quarto della sua carriera alle Olimpiadi, trionfando in una specialità di gara che fino ad oggi gli era stata indigesta nei momenti che contavano, ossia la Mass Start, diventando il primo atleta di Biathlon a vincere due gare individuali in due edizioni dei Giochi differenti. Partito in sordina con un errore al primo poligono, Martin si è scatenato con rapidità sugli sci e al tiro beffando in volata il tedesco Schempp. Terzo il norvegese Svendsen. Niente da fare per Johannes Boe, oggi impreciso, che chiude solo in sedicesima posizione. Rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo Hofer e Windisch che chiudono per l’Italia una gara incolore.

Nei 500m femminili di Speed Skating vittoria per la giapponese Nao Kodaira alla prima affermazione olimpica dopo i successi in Coppa del Mondo. Medaglia d’argento la coreana Lee Sang-Hwa (e la ceca Karolina Erbanova. Delusa di turno l’Olanda che continua il tabù in questa specialità. Attardatissime le italiane. Nelle qualificazioni del team pursuit maschile, niente da fare per Nicola Tumolero e soci che non arpionano la qualificazione alle semifinali prevista per il 21 febbraio.

Nell’Hockey su ghiaccio nell’ambito femminile OAR che batte la Svizzera travolgendola per 6-2 e va dritta dritta in semifinale, la Finlandia invece ha vita facile contro la Svezia eliminando quest’ultima con la vittoria per 7-2.

Quanto al Curling sono state effettuate gare di round robin sia al maschile che al femminile: la nostra nazionale azzurra degli uomini purtroppo è stata battuta all’extra-end dai britannici. Ecco il risultati nel dettaglio:

GARE FEMMINILI:

Gran Bretagna – Svezia 6-8
Canada – Svizzera 10-8
Cina – Corea del Sud 5-12

GARE MASCHILI:

Svezia – Giappone 11-4
Danimarca – Corea del Sud 9-8
Italia – Gran Bretagna 6-7
USA – Norvegia 5-8

La prima sinfonia olimpica dello Strauss delle nevi: Marcel Hirscher

Primo acuto austriaco allo start ufficiale dello Sci Alpino a PyeongChang

Hirscher

Marcel Hirscher ha vinto la prima gara di Sci Alpino nella categoria della Combinata Alpina a questi XXIII Giochi Olimpici di PyeongChang arpionando la prima medaglia d’oro a cinque cerchi della sua straordinaria e probabilmente inarrivabile carriera.

Se dovessimo usare un’aforisma per rappresentare il fuoriclasse di Annaberg per ciò che è oggi, direi che la frase di George Bernard Shaw, importante drammaturgo irlandese, “fare ciò che deve essere fatto non può farti felice, ma ti farà grande”, penso che sia la più appropriata in assoluto.

Quando hai scritto “discrete” pagine di storia sportiva nello sport invernale e in generale, e quando all’appello manca l’ultima vera consacrazione, non puoi comunque non avere quel tipo di pressione che fa parte della normalità di un qualsiasi uomo, di un qualsiasi ragazzo di 28 anni… Ma la differenza Hirscher la realizza proprio lì, ossia nella gestione del tutto soprattutto mentale.

Ha sciato come se si stesse allenando ma parimenti con la voglia e la determinazione di griffare la prima gara olimpica di Sci Alpino con la firma più prestigiosa, la sua. E’ stato semplicemente sensazionale. Nella discesa libera che ha contrassegnato ovviamente la prima manche di questa specialità, è riuscito a cogliere la tecnicità del tracciato difendendosi molto bene e distanziandosi dal leader provvisorio Dressen di solo un secondo e trentadue decimi.

Ha sciato pulito, con la consapevolezza che le condizioni meteo e tecniche erano quelle che potevano mettere maggiormente in risalto le sue qualità e la sua audacia nella seconda manche di slalom. E così è stato.

E così facendo ha scritto la storia e una pagina personale e generale dello Sci Alpino; scendendo senza pensieri e accompagnato da notevoli folate di vento trasversale come se il tempo volesse anche lui rendergli omaggio e accompagnarlo agli allori che contano, ha indotto un ritmo impressionante sin da subito facendo capire a tifosi e addetti ai lavori che non ce ne stava per nessuno, come spesso accade quando scende in gara Hirscher.

Si sono inchinati tutti, a partire da un eccellente Alexis Pinturault che coglie uno splendido argento a coronamento di due manche notevolissime ma il cui gap dall’inarrivabile austriaco è ben evidente e sotto gli occhi di tutti. Medaglia di bronzo per l’altro transalpino Muffat-Jandet a coronamento di una splendida stagione che già lo aveva visto vincere in questa specialità in Coppa del Mondo il 12 gennaio scorso a Wengen in Svizzera.

Quanto agli italiani purtroppo non si è riusciti a fare meglio della discesa in quel dello slalom; Innerhofer che aveva chiuso quinto nella prima manche, si classifica in quattordicesima posizione a più di 3 secondi dalla vetta, mentre Paris e Fill a causa di un’inforcata chiudono la gara fuori dalla classifica. In prima manche erano rispettivamente ottavo e sesto.

A fine gara, ai microfoni di Karen Putzer di Eurosport, Hirscher ha affermato di essere sceso senza preoccupazione perché ciò che ha fatto in carriera, già lo aveva pienamente soddisfatto. Adesso, in attesa poi delle due Gare principali per King Marcel, può esserlo ancor di più dopo aver forgiato i suoi sci nel prestigioso fuoco di Olimpia.

 

 

L’importanza di chiamarsi Marcel Hirscher

La grandezza di un campione

Hirscher
This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license. – Author: Erisch Spiess

Quando parlo di Marcel Hirscher mi vengono in mente soprattutto tre parole che poi, sostanzialmente, diventano tre qualità in termini assoluti: grandezza, essenzialità, e silenzio.

Quando prendi ciascuna di esse e le metti dentro un “calderone” alla stessa stregua di un grande chef in cucina nell’utilizzo dei suoi migliori ingredienti a disposizione per creare un notevole piatto, avverti immediatamente (Nonostante l’ultima, etimologicamente parlando, faccia riferimento a un esatto contrario) la sensazione di un grande rumore, di un immenso profumo, ossia elementi che portano alla realizzazione di uno straordinario Campione.

Se si prendono singolarmente ciascune di queste tre qualità, non si può far altro che volgere il pensiero alla sciata di questo ragazzo austriaco di 28 primavere nativo di Annaberg Lungötz, un comune di poco più duemila anime situato nel distretto Halleim in quel del Salisburghese specializzato nelle discipline tecniche nello Sci Alpino, aggiungendolo alla stessa stregua dei più grandi campioni sportivi di ogni tempo relegandolo a gesti incredibili come quelli di Federer nel tennis, di Pelé nel calcio, di Jordan nel basket e via dicendo ossia, tutti soggetti che han fatto della loro professione il marchio di fabbrica dell’andare oltre ogni limite. Tutti i soggetti che han raggiunto la caratura dell’eccellenza di base: d’altronde, la menzione stessa affidata al Michael Joffrey più famoso del globo terrestre non è per niente casuale visto che lui stesso disse una delle frasi più mainstream della storia ossia, “che i limiti come le paure spesso sono soltanto un’illusione…

La grandezza di Hirscher la ritrovi subito al cancelletto di partenza: quando vedi immediatamente che quei limiti suindicati, per lui, davvero non hanno modo di esistere: può detenere anche 2 secondi di vantaggio dalla prima manche sul secondo che chiunque proverebbe a gestire scendendo conservativamente, ma chiunque non è lui. Marcel fa la prova rischiando come se il vantaggio fosse sempre minimo assumendosi rischi assurdi, alle volte arrivando a un soffio da una caduta o da una inforcata, ma poi al al traguardo, anche nei casi più estremi, il suo cognome è abbonato quasi alla numerologia dell’uno (Ciò che ha fatto di recedente ad Adelboden è ancora sotto gli occhi di tutti).

L’essenzialità la trovi in lui nel suo non risparmiarsi mai, nella regalità delle sue movenze, nell’eleganza racchiusa dentro la sua forza e la sua determinazione soprattutto sul ripido dove con i suoi sci riesce a fare una velocità che davvero nessuno riesce nemmeno ad eguagliare. Ha in particolare la capacità di rendere il gesto più complicato estremamente semplice anche grazie a una rotondità notevole nella scelta dei movimenti, in un equilibrio solidissimo, e nella certezza delle sue immense qualità tecniche e fisiche. Un lavoro impeccabile e certosino volto a raggiungere sempre il massimo possibile, cosa che riesce solo ai grandi.

Infine il silenzio. E’ uno di quei sportivi che adoro perché non fa parlare mai di sé al di là dei fatti. Nessuna spocchia, nessuna presunzione, nessuna irriverenza. Un Signore (E la S maiuscola non è frutto di errore) dentro e fuori delle piste concernenti il suo lavoro. Un personaggio carismatico e silenzioso che fa dedicare il suo urlo più grande ai suoi gesti tecnici che negli ultimi 7 anni hanno incanto il mondo degli sport bianchi e anche quello in generale. Hirscher è fortemente stimato da tutti i suoi colleghi, anche i più agguerriti suoi avversari come Neureuther, come lo stesso Kristoffersen che, seppur più focoso caratterialmente, non ha mai fatto venir meno parole di stima per il 6 volte vincitore della Coppa del Mondo, come Ligety, come tanti altri. Come praticamente tutti i quali, non han potuto far altro che inchinarsi alla sua grande umiltà anche davanti al gesto più immenso. E la pinacoteca sua personale, in tal senso, è ampia. Già, perché parliamo certamente di arte oltre lo sport.

Perché se fai bene il tuo lavoro, e hai incarnato lo sport come un esempio per te e per tutti coloro che ti seguono e ti ammirano, e sei sempre vicino a chi ti ama, allora hai messo al collo le due medaglie più importanti che possano esistere nella vita: quelle del rispetto e dell’immensa dignità.

Non mi soffermerò a menzionare il suo Curriculum Vitae, sarebbe una perdita di tempo e risulterebbe anche offensivo nei suoi confronti considerando la grandezza oramai acquisita anche alla luce dei prossimi Giochi Olimpici che potrebbero relegarlo al trono assoluto di Re dei Re accanto a un certo Ingemar Stenmark, unica cosa che mancano alla sua ricca bacheca; parlano già per lui 6 titoli mondiali e 6 coppe del mondo di fila.

Si può soltanto decantare la grandezza e la bellezza di quest’atleta che sono andati di pari passo con la sua progressione e la sua classe che ha impresso sulle nevi più importanti del mondo dove lui,  con i suoi sci ai piedi, è stato in grado di mettere le firme più autorevoli come se riuscisse ogni volta a far fermare il tempo con estrema naturalezza.

Nietzsche una volta disse che “un giorno dovrai fare qualcosa di grande: ma per questo devi prima diventare tu stesso qualcosa di grande.”

Niente di più attuale nel tema in questione.

Semplicemente, Marcel Hirscher.