Secondo slalom di Flachau con la firma di Foss-Solevaag

Se la storia di questa stagione di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino dovesse esser scritta da una particolare scrittrice di gialli, sicuramente Agatha Christie andrebbe in pole position per ciò che concerne ciò che stiamo ammirando: 6 vincitori differenti in 6 gare tra i paletti stretti, e oggi a Flachau è il turno per la prima volta in carriera di Sebastian Foss-Solevaag che succede a Zenhaeusern, Kristoffersen, Pinturault, Schwarz, e il trionfatore di ieri (Oggi troppo irruente e poco preciso in una seconda manche che poteva portarlo tranquillamente in testa) Feller.

Il classe 1991 nativo di una delle città più belle del nord Europa, Alesund, porta a casa una gara mai assolutamente messa in discussione sin dalla prima manche e si gode il primo trionfo proprio a Flachau, terra di prima volte, visto che come detto ieri abbiamo ammirato l’assolo di Feller; Foss-Solevaag precede un grande Marco Schwarz che approfitta delle disattenzioni di Feller e si prende la piazza d’onore riconquistando il pettorale rosso di leader di specialità a 76 centesimi, mentre al terzo posto un grande Pinturault trova finalmente anche la quadra in slalom staccato di 95 centesimi.

Una situazione quindi di grande incertezza nella patria più assoluta delle discipline tecniche, lo slalom, che non fa altro che addensarsi anche sulla pista intitolata ad Hermann Maier che ci regala in prospettiva una serie di battaglie niente male per un gruppo di atleti che ha una gran fame di prevalere sugli altri per aver il diritto, a fine stagione, di esultare sul viale della gloria.

Nel secondo atto di Kranjska Gora vige ancora la legge di Marta Bassino

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Krzysztof Golik

Questa domenica in Slovenia a Kranjska Gora, andava in scena il secondo atto dello slalom gigante femminile in Coppa del Mondo di sci alpino e dopo l’assolo meraviglioso della giornata di ieri,Marta Bassino, ha pensato bene di porre in essere il secondo tempo di un capolavoro assoluto andandosi a prendere l’ennesima vittoria in un gigante che oramai sembra calzargli a sua immagine e somiglianza.

Concludendo la prima manche in seconda posizione alle spalle di Shiffrin poi finita sesta, Bassino interpreta una seconda frazione in una maniera a dir poco regale prendendo la quarta vittoria stagionale, la quinta complessiva nella sua carriera, ribadendo la legge della più forte per un weekend che sa assolutamente di magia e di immensità.

La leggerezza con la quale Marta scende dal cancelletto di partenza è una sorta di affresco al mondo dello sci, una sensazione che diviene certezza metro dopo metro percorso di assoluta semplicità anche sulle nevi più complicate; il punto da focalizzare in merito alla performance della campionessa di Borgo S. Dalmazzo, è stata la capacità di adattarsi immediatamente a una neve che ha messo in difficoltà praticamente quasi tutte le atlete, anche le più quotate; lei invece è stata ancora una volta incredibile a rendere semplice anche la cosa più difficile sul ripido, un autentico missile sugli sci che anche oggi ha scritto una pagina incredibile dello sport azzurro.

Marta va a precedere un’altra, ancora volta, strepitosa Michelle Gisin staccata di 66 centesimi, e la padrona di casa Meta Hrovat che si toglie una splendida soddisfazione arpionando il podio a 73 centesimi dalla vetta al termine di una gara notevole ma oggi, contro Bassino, nemmeno il più invisibile dei supereroi poteva far qualcosa per scardinare le certezze dell’azzurra.

Il presente porta il suo nome e lo sci italiano ed internazionale non possono che griffarsi di una penna autorevole come quella di Marta Bassino, oggi come oggi, assolutamente imbattibile.

Marta Bassino tutto

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Krzysztof Golik

Tutto. Ogni cosa. Perché ogni roba da commentare in merito allo slalom gigante di Kranjska Gora in terra slovena, dove c’era più ghiaccio che neve sotto gli sci, è corrispondente alla figura di Marta Bassino che non solo vince la sua quarta gara in carriera, la terza quest’anno che le vale la leadership di specialità, ma dà altresì una sensazione di totale dominio rispetto alle altre atlete al termine di una prestazione che detiene tutti i crismi dell’immensità.

Laddove tutte (Forse Worley a parte che chiude seconda al termine di una gara eccezionale) vanno in difesa cercando di limitare i danni con un terreno abbastanza scivoloso e abbondantemente ghiacciato, la fuoriclasse di Borgo S. Dalmazzo non si tiene dentro alcun cavallo e li scatena come una hypercar in pista facendo segnare parziali record e ponendo in essere probabilmente la gara più bella della sua carriera per coefficiente di difficoltà, bellezza, precisione, e tanto infinito coraggio.

Marta come detto precede una incredibile Worley e ancora una strepitosa Gisin che continua la sua progressione, ma davanti ad un’atleta come la nostra giovane piemontese oggi non c’era davvero nulla da fare: una sensazione di dominio assoluto di “Hirscheriana” memoria che ci consente di guardare al futuro con estremo sorriso e sicurezza: la crescita di Marta l’avevamo sottolineata in lungo ed in largo sotto tutti i punti di vista elogiando il lavoro che sta realizzando per alzare l’asticella, ma qui siamo davanti ad un’esplosione pazzesca, frutto anche di un talento cristallino come pochi ne passano ogni tot di anni che ci consente di ammirarla gara dopo gara per un livello adesso che è totalmente incredibile.

Marta soprattutto con il gigante ha trovato un rapporto di confidenza assolutamente spaziale come la sua sciata, leggera ma allo stesso tempo potente e determinante che legata anche ad una condizione fisica incredibile le permette di essere sempre al top assieme ad uno stato mentale assolutamente invidiabile.

Marta lascia le briciole alle avversarie e mette nel mirino specialità e Campionati Mondiali continuando a lavorare duramente per cercare di scrivere indelebili pagine di storia: la penna è già in mano e i primi capitoli sono stati già stesi da un piano che, attualmente senza alcun tipo di ombra di dubbio, corrisponde a quello dell’atleta più forte del mondo.

La prima volta di Manuel Feller

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Richard Symonds

Uno dei più grandi talenti che ultimamente lo sci alpino ha avuto, è senza ombra di dubbio Manuel Feller il quale, oggi in slalom speciale sulla pista inedita per gli uomini di Flachau intitolata a un mito come Hermann Maier, va a cogliere il primo successo in carriera sul circuito intercontinentale di Coppa del Mondo prendendosi una serie di rivincite contro una serie di infortuni che han tentato di rallentarlo e contro tantissime critiche spesso ingiuste per uno sciatore con una grinta fuori dal comune.

Grande felicità per un’azione, quella di Feller oggi, piena di voglia di vincere e di prevalere: chiudendo terzo in prima frazione attuando una prova soddisfacente, dà il meglio di sé in seconda sciando come un forsennato attraverso linee strettissime ma allo stesso tempo super-veloci che gli valgono il gradino più alto del podio davanti a Noel che aveva chiuso al primo posto la prima manche anticipandolo di 43 centesimi, e a Schwarz, leader della classifica di specialità che chiude a 70 centesimi di distacco.

Feller è davvero un vero e proprio appassionato di questo sport, allo stato puro, che ha sempre fatto divertire attraverso una sciata essenzialmente unica nel suo genere, spettacolare e rischiosa che spesso gli è costata dei punti preziosi, ma allo stesso tempo efficace e appagante soprattutto agli occhi di ogni appassionato di sport invernali: Feller ha lottato duramente in questi anni e non ha mai mollato senza modificare radicalmente la sua tecnica: ciò non significa che ha posto accorgimenti, infatti se si andasse a porre in essere un raffronto tra come scendeva qualche anno fa e come scende oggi, ci si accorgerà di una maggiore stabilità sul ripido soprattutto, una buona dose di pazienza, e una precisione ancora superiore rispetto a prima.

Duro lavoro senza però cambiare mai, senza essere quello che è certamente per distacco il più divertente atleta attualmente presente sul panorama dello sci alpino, con quella voglia e grinta che nessuno detiene, fattori che miscelati al suo talento e alla sua classe fan venir fuori un atleta unico il quale finalmente oggi, ha potuto alzare le braccia al cielo dopo una rincorsa durata fin troppo tempo.

Goditela Manu, il presente finalmente è tuo adesso.

Sua Maestà Mikaela Shiffrin

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Rolandhino1

Quando una fuoriclasse decide di vincere una gara, spesso e volentieri va in questo modo. Quando Mikaela Shiffrin decide di vincere una gara, non soltanto spesso e volentieri va in questo modo, ma realizza il tutto in una maniera regale demolendo le aspettative delle avversarie recitando un altro sport in sede di determinazione e di pura, estrema classe.

In queste righe si potrebbe tranquillamente già archiviare il discorso inerente allo slalom speciale in notturna di Flachau, ma c’è davvero di più. C’è l’oltre e l’immensità di una prestazione da parte di un’atleta assolutamente unica al mondo che riesce ad incantare ancora ed ancora il suddetto attraverso un qualcosa sempre di differente e di incantevole. Nella vittoria di Mikaela davanti a una grandissima Holdener e ad una strepitosa Liensberger, c’è tutta l’essenza della fuoriclasse di Vail: ci sono i numeri che sono pazzeschi che dicono 68 vittorie in Coppa del Mondo di cui 57 in questo format, c’è il podio numero 100, c’è lo spirito di sacrificio di un’atleta che non smette mai di migliorarsi per stupire il mondo come se fosse ancora a caccia del primo acuto, c’è l’emozione a fine gara di una ragazza che ha affrontato le sue fragilità nel periodo più difficile della sua esistenza, c’è la certezza di aver emozionato ancora il mondo attraverso una prestazione regale di una ragazza meravigliosa tanto forte quanto semplice.

C’è di tutto e molto di più quando vince Mikaela, perché ti dà la certezza che vada sempre oltre, oltre ogni cosa e orizzonte, oltre ogni sensazione: la voglia di stupire nel modo più semplice da lei reso grande, e la cura del dettaglio in ogni sua sciata tanto soffice come una linea di seta quanto determinata come un fulmine che ogni volta si scaglia all’interno di una pista dove, nella maggior parte dei casi, è lei a recitare il ruolo del primo violino.

Lo sport è meraviglioso perché riesce a regalare emozioni indescrivibili, come lo sci alpino, dove alle volte può bastare un nome ed un cognome: Mikaela Shiffrin, ossia quando la poesia è al servizio dello sci e lo sci è al servizio della sua infinita grandezza.

A St. Anton Lara Gut-Behrami in modalità supergigante, Adelboden nel segno di Schwarz

Grandissima giornata di sci alpino oggi che ci ha consegnato un bagaglio di emozioni non da poco in terra elvetica sia al femminile che al maschile per un weekend contrassegno da superprestazioni e da ritorni eccellenti su entrambi i fronti.

A St. Anton è stato tempo di superigigante ed è stato tempo di rivedere sul gradino più alto del podio Lara Gut-Behrami che vince la gara davanti a una splendida Marta Bassino ancora una volta al top in sede veloce che dà continuità ad una stagione sin qui splendida e che si è dovuta arrendere alla ticinese per soli 16 centesimi al termine di una gran prestazione; poi Corinne Suter che completa il podio e precede la running-up di ieri in discesa libera Tamara Tippler e la nostra Federica Brignone; purtroppo va fuori la vincitrice di ieri Sofia Goggia.

Ad Adelboden invece si è svolto lo slalom speciale dopo una due giorni di gigante che ha visto trionfare Pinturault, mentre oggi la scena se l’è presa tutta Marco Schwarz che va a vincere una gara assolutamente folle e ricca di colpi di scena che ribalta dall’inizio alla fine ogni pronostico: Noel e Muffat-Jandet che tanto si erano le prime posizioni in prima manche, sbagliano clamorosamente nel corso della seconda e spiando la strada all’atleta austriaco che vince davanti al tedesco Linus Strasser, secondo a 14 centesimi che anticipa il britannico Dave Ryding terzo a 15 centesimi

La Lectio Magistralis di Monsieur Alexis Pinturault

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Se nel gigante di ieri Pinturault è riuscito ad incantare tutti, in quello di oggi ad Adelboden ha lasciato ogni persona a bocca aperta per l’ennesima semplicità con la quale ha reso possibile centrare una delle vittoria all’interno di uno dei tracciati tecnici più complicati in assoluto sula faccia della terra; qui, per lui, terza vittoria in questo segmento di gara in questa pista elvetica.

Alexis è un campione straordinario, di quelli puri che non ne passano tantissimi nel corso delle decadi, e anche oggi nella seconda prova tecnica compie un back-to-back di pregevolissima fattura rimontando la posizione che lo separava dalla vetta in prima manche centrando un’altra vittoria che lo consacra come l’atleta più in palla con Kilde per continuità nel post Hirscher. Sin dall’inizio della seconda manche Pinturault scende sicuro di sé con al solito degli ottimi materiali ai piedi, e pone in essere una prova priva di appello per gli avversari relegati in fila del fenomeno francese a partire, ancora una volta, da uno strepitoso Filip Zubcic staccato di ben 1.26 a testimonianza del vuoto compiuto dall’atleta battente colori transalpini; terzo finisce Meillard che aveva chiuso in vetta la prima manche e conclude nel gradino più basso del podio nonostante un errore in seconda frazione che ha saputo gestire benissimo.

Da sottolineare una prova fantastica del nostro Luca De Aliprandini che chiude sesto a 2.06 da Pinturault, rimontando ben 4 posizioni a conferma del proprio bagaglio tecnico per una prova che ha il sapore di rivalsa e che gli consentirà di guardare al futuro con maggiore ottimismo consapevole che il meglio debba ancora venire.

Un dominio veloce chiamato Sofia

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Sofia Goggia. Si potrebbe riassumere soltanto con un nome ed un cognome la gara odierna di discesa libera femminile di St. Anton che ha il sapore di un autentico dominio da parte della nostra fuoriclasse bergamasca che tira fuori dal cilindro l’ennesima magia tale da incantare le nevi che calca sotto i suoi sci attraverso una delle migliori prestazioni ottenute nel corso di una carriera che aggiunge alla sua collezione una delle perle più lucenti.

Sofia studia per bene il tracciato nella prima parte di gara per poi scatenare tutti i suoi cavalli acquisendo una velocità superiore ai 130 orari nella parte centrale della discesa elvetica, e così facendo va a compiere un autentico capolavoro ricordandoci, ancora una volta, chi è la vera regina della velocità con addosso il tricolore del nostro paese. Già nella giornata di prova aveva evidenziato un grandissimo feeling con questa neve svizzera e lasciava presagire nella giornata di oggi un qualcosa di speciale ma, essendo che stiamo parlando di Sofia, ella ci ha stupito regalandoci davvero molto molto di più.

Per Sofia si tratta della seconda vittoria stagionale dopo il successo in Val d’Isére lo scorso 19 dicembre, la nona vittoria nel circuito intercontinentale, la sesta perla nella massima espressione veloce dello sci alpino per dei numeri importanti che hanno il sapore di una storia meravigliosa che, passo dopo passo, aggiunge dei nuovi colori all’arcobaleno che la stessa ha il dono di regalarci a ogni gara. Goggia precede sul podio Tamara Tippler a 96 centesimi (A testimonianza del solco scavato in vetta), ancora la Johnson che centra il terzo podio consecutivo alla casella numero 3 con un gap staccata di 1.04, poi quarta Ledcka a 1.10, e una meravigliosa Laura Pirovano che chiude le prime cinque a 1.15 arpionando il miglior risultato in carriera.

Domani si replica con la velocità con in programma un bel super-g e vedremo quelle che saranno le sensazioni delle nostre atlete, tuttavia però oggi ci godiamo l’ennesimo affresco che consacra ancora una volta la splendida Sofi tra le atlete più forti sulla faccia della terra. Semplicemente, unica.

Ad Adelboden il gigante maschile è griffato da un enorme Alexis Pinturault

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Alexis Pinturault oggi fa il fenomeno assoluto e in uno dei giganti più difficili che ci siano al mondo, quello di Adelboden in terra elvetica, mostra in Coppa del Mondo tutte le caratteristiche principali del suo immenso repertorio e va a trionfare in terra svizzera al termine di una gara tra le più belle in assoluto che lui ha composto.

Miglior tempo sia in sede di prima che di seconda manche sono i fattori fondamentali che vanno a testimoniare oggi un autentico dominio da parte dell’atleta transalpino che scende con una leggerezza sin dal principio dando la sensazione di una facilità disarmante: ciò che impressiona oggi più di ogni altra cosa della performance di Pinturault, è stata l’assoluta facilità nell’interpretare la parte ripida, un’assolo incredibile, una sinfonia meravigliosa del primo violino dello sci alpino, semplicemente uno dei migliori sciatori del mondo che avrebbe meritato senza ombra di dubbio un palmares addirittura maggiore dell’attuale considerando la grandezza della sua classe.

Pinturault oggi ha sancito distacchi abissali, a partire dal secondo posto acquisito da un altro enorme interprete del momento, Filip Zubcic; lo abbiamo raccontato più volte in questi giorni, assolutamente ON FIRE!!! Il croato va a comporre una seconda manche assolutamente incredibile dando continuità ad un momento per lui magico e chiude a ben 1 secondo e 4 dal francese per un podio che viene completato da Marco Odermatt a 1.11 per quelli che attualmente sono gli interpreti più incredibili della modalità slalom gigante in sede di sci alpino.

Per Alexis si tratta del successo numero 32 in Coppa del Mondo, un’altra perla che va ad aggiungersi ad una collezione pregiatissima per dei numeri che stanno diventando assolutamente importanti. Ah, cosa non da poco, domani si replica. Con quei 3, lo spettacolo è già bello che assicurato.

Nello slalom di Zagabria la corona croata va a Linus Strasser

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E’ Linus Strasser il vincitore dello slalom speciale di Zagabria che si prende gara e la splendida corona sul trono croato. L’atleta teutonico compone una seconda manche assolutamente da paura e prevale tra i paletti stretti prendendosi il primo successo in uno slalom all’interno di una carriera la quale, proprio in questa stagione, pare abbia preso una bella svolta dove a questo successo si aggiungono tanti bei piazzamenti e tante ottime prestazioni: oggi ottimo con una rimonta di ben 7 avversari.

Strasser mette in fila gli avversari scendendo deciso ma allo stesso tempo più pulito degli altri come sciita e tecnica a partire da Manuel Feller che per l’ennesima volta regala spettacolo con una sciita a dir poco entusiasmante ma che manca ancora l’acuto in Coppa del Mondo e che si deve quindi accontentare dalla seconda piazza a 10 centesimi da Strasser; terzo il compagno di squadra di Feller Marco Schwarz che chiude e a 16, mentre completa il trittico austriaco al quarto posto uno straordinario Miki Matt che rimonta ben 22 posizioni al termine di una rincorsa assolutamente pazzesca; quinto Zubcic oggi padrone di casa.

In casa Italia vige il rammarico per l’inforcata di Alex Vinatzer in sede di prima manche che chiude anzitempo la sua gara, mentre gli unici due azzurri in gara Giuliano Razzoli e Tommaso Sala chiudono rispettivamente in 26 e 24ma posizione.