Odermatt il re a Wengen: trionfo in discesa sul Lauberhorn

Autore: Krzysztof Golik

Non esistono eccezioni e non ve ne sta per nessuno. Marco Odermatt è un fenomeno imprendibile ed al momento è il reale padrone dello sci alpino in versione maschile: l’elvetico, oggi più concentrato che mai, realizza una discesa libera semplicemente da far spavento a chiunque e riesce a trionfare per la prima volta in questo format di gara e soprattutto nella mitologica pista di Wengen (Aveva già vinto qui ma nel 2022 ma in Super-g) entrando ancor di più di diritto nel novero degli sciatori più incredibili degli ultimi tempi.

Odermatt è incredibile e con questa prova di forza inaudita porta a casa il successo mandando in visibilio il pubblico di casa che giustamente ha esaltato il proprio beniamino, prevalendo sul francese Sarrazin che chiude a 58 centesimi che si prende la piazza d’onore, mentre il podio è completato dal suo grande rivale Kilde che accusa un gap di 81 centesimi; quarto Schreider a 94 mentre chiude i primi cinque il nostro Dominik Paris in ritardo di 1.05 dalla vetta elvetica, sesto un ottimo Casse.

Per Odermatt si tratta del gradino più alto del podio numero 30 in Coppa del Mondo, un prodigio che continua incessantemente quindi a scrivere pesantemente pagine di sport incredibili quadruplicando i suoi sforzi riuscendo a stupire ancora una volta il mondo sportivo attraverso un gesto atletico assolutamente meraviglioso e fuori dal comune volto, oggi più di ieri e meno di domani, ad entrare di diritto nelle pagine più belle dello sci alpino mondiale. Oggi l’ennesima perla di una carriera sin qui assolutamente sublime come il suo stile e la sua classe dentro e fuori la pista.

Meravigliosamente Mikaela

Mikaela Shiffrin, USA, Startnummernauslosung, Damen Ski Weltcup, Slalom, Weltcup Flachau 2013, Flachau
(c) wildbild www.skiweltcup-flachau.at

Il back to back di Lienz ci ha consegnato probabilmente una delle migliori versioni di Mikaela Shiffrin nel massimo circuito intercontinentale di Coppa del Mondo di sci alpino: una autentica dominatrice sempre e soltanto affamata di vittorie e intenzionata più che mai a scrivere, ancora e ancora, indelebili pagine di storia non soltanto nella sua disciplina ma anche nel Gotha sportivo in generale.

Mikaela Shiffrin continua ad incantare il mondo e a stupirlo riempiendolo di nuovi successi che hanno il sapore di gemme dell’infinito, un’atleta senza limiti di bellezza e di forza in grado di imprimere il meglio del suo repertorio ogni volta oramai in ogni format di gara di una Coppa del Mondo che comincia anche quest’anno a prendere le sue sembianze, quelle di un’atleta incredibile che non finisce mai di stupirci.

Con questi due straordinari successi, Shiffrin chiude il 2023 a quota 900 punti nella classifica generale di Coppa del Mondo facendo alzare il gap in generale con la nostra Fede Brignone a 263 punti, con Vlhova terza, staccata di 383. La statunitense è al comando anche della classifica di slalom con 430 punti dopo cinque gare, a dimostrazione della forza e della totalità di questo straordinario prodigio nativo del Colorado.

93 successi sono una enormità considerando anche la comparazione con l’età e ,Mikaela è la più pura delle dimostrazioni in tal senso perché ha una centralità talmente assurda che ci dà sempre la certezza della presenza di ancora nuovi spazi e dimensioni da conquistare con la sua classe dall’alto del suo regime di miglior sciatrice di ogni epoca e tempo.

Nessuno come lei, e se il 93 è il numero di un altro grande atleta (Marc Marquez, questa volta nel motociclismo), la strada che Miki ha deciso di percorrere è quella che la può portare al gate verso un numero 100 che rappresenterebbe l’ennesima ciliegina su una torta condita non solo da record ma altresì da gloria e di indubbie soddisfazioni che le hanno permesso di conquistare il mondo dello sport e il cuore di milioni di appassionati e non dello sci alpino vedendo lei non solo come punto di riferimento ma anche come esempio da seguire, soprattutto per le più giovani e i più giovani che vogliono affacciarsi a questo meraviglioso sport. Come Odermatt.

Dominatori si, ma umani e meravigliosi come sempre e immensamente sul pezzo di storia dove volano per perseguire nuovi traguardi e posti sempre più luminosi nella sala più prestigiosa dello sport.

Kilde on fire nella seconda prova sulla Stelvio

E’ un Aleksander Åmodt Kilde assolutamente on fire quello che si sta osservando in queste ore nelle prove cronometrate sulla mitica Stelvio: nella mattinata odierna il norvegese ha messo a segno il miglior tempo nella seconda prova cronometrata che funge da preparazione alla discesa libera prevista per domani. Kilde ha fermato il cronometro sull’1’52″26 andando a precedere lo svizzero Nils Hintermanni e il canadese Cameron Alexander.

Capitolo per i nostri azzurri: Mattia Casse ancora in splendida forma si è confermato anche oggi il migliore degli italiani facendo segnare il decimo tempo con un distacco 1″01 da Kilde, andando a precedere l’altro favorito della gara che verrà, ossia il Leader di Coppa del Mondo Marco Odermatt che ha chiuso nono a 96 centesimi.

Un pò attardato invece Dominik Paris che ha chiuso con il 25esimo tempo di giornata a 2″25 in una pista che lo ha visto trionfare ben sei volte in quel di Bormio.

I motori quindi sono pronti per domani a partire dalle ore 11:30 con questa discesa libera post natalizia, mentre venerdì sempre allo stesso orario sarà di scena il super-g.

Marco il grande

Autore: Krzysztof Golik 

Per iniziare un articolo parlando di Odermatt, non penso che vi sia titolo più azzeccato di questo. Semplice come la sua tecnica, rapido come il vento che soffia spingendo al massimo i suoi sci, esaustivo come l’immensità dei risultati che sin qui sta portando a casa.

Grandezza. Questo è il termine per l’asso elvetico dello sci alpino che anno dopo anno, gara dopo gara, sta riuscendo nell’impresa di dare al settore maschile alpino un vero e proprio dominatore laddove sembrava che, dopo Sua Maestà Marcel Hirscher, ci fosse un regno vacante.

E invece ci sbagliavamo tutti e anche di grosso, perché Odermatt ha scelto di seguire il percorso solcato dagli anni e dalla gloria dell’austriaco per tentare una scalata che sembrava assolutamente impossibile per chiunque.

Il weekend azzurro scorso ci ha consegnato una versione di Odermatt ancora più forte rispetto a quella cui eravamo abituati, una versione di assoluto dominatore che con la sua forza e la sua enorme visione di gara riesce a spazzare via non soltanto la neve sugli sci centimetro dopo centimetro, ma altresì anche le certezze degli avversari che oramai devono fare i conti con un diavolo a quattro la cui ossessione di vittoria si traduce nella massima performance di gara.

Perfezionista, polivalente, meraviglioso nel suo gesto tecnico, Marco aveva ampiamente deciso oramai già da tanto tempo cosa vuol diventare da grande, mentre oggi consolidando la sua posizione nel mondo dello sport sta raccogliendo i frutti del suo immane lavoro e dei suoi indubbi sacrifici cominciando a scrivere uno dei primi tomi di una storia già bellissima così ma che potrebbe consacrarlo in tempi brevi in qualcosa di immensamente più importante.

A St. Moritz brilla il fulmine di Sofia Goggia

Coppa del Mondo di sci alpino in salsa azzurra: e dopo lo strepitoso back-to-back canadese di una settimana fa in Canada con Federica Brignone, anche oggi non c’è stata minimamente storia in questa gara odierna di weekend svizzero veloce a St. Moritz che, finalmente, inaugura la stagione veloce dopo tantissimi rinvii e dove Sofia Goggia ha fatto valere la legge della più forte dominando letteralmente la gara di super-g e la pista elvetica facendo letteralmente il vuoto mettendo, per la 22ma volta in carriera nel massimo circuito intercontinentale di Coppa del Mondo, la legge della più forte.

Sofia interpreta al meglio la gara e dopo essersi assunta i suoi rischi nella parte iniziale dell’Engadina, scatena tutti i suoi cavalli sotto gli sci imprimendo un ritmo martellante centimetro dopo centimetro arrivando alla ovvia luce verde del traguardo che si traduce nell’ennesimo trionfo.

Sofia centra il successo chiudendo in 1’16”63 davanti a Cornelia Huetter che dista di 95 centesimi dalla nostra atleta bergamasca, mentre completa il podio la padrona di casa Lara Gut-Behrami con un distacco 1″02 che ha la consolazione di chiudere davanti a Shiffrin che chiude quarta. Chiude quinta Federica Brignone che paga un errore al salto del Rominger.

Per la Sofi nazionale si tratta della 23ma vittoria in carriera riprendendo proprio Brignone nel computo totale delle vittorie italiane in Coppa del Mondo di sci alpino dopo una settimana fa, in una pista dove già in passato le aveva regalato due soddisfazioni: nel 2019 proprio in questo segmento di gara, e lo scorso 17 dicembre in discesa libera. E sarà domani proprio la discesa la protagonista di giornata mentre domenica si chiuderà con un altro super-g.

Le premesse sono iniziate nel migliore dei modi, non serve altro che metterci comodi e gustarci uno spettacolo con le nostre campionesse azzurre pronte ancora una volta a stupirci e a farci sognare.

La gigantessa del gigante: Federica prende per mano l’Italia dello sport

Copyright: www.2eight.de Stefan Brending

Che Federica Brignone sia una delle atlete principali della storia non soltanto delle discipline invernali italiani ma di TUTTA la storia dello sport del “belpaese”, è una delle ovvietà cui si potrebbe tranquillamente fare a meno anche di sottolineare, ma siccome la sua capacità di stupire e l’audacia che possiede nel proprio animo di andare sempre oltre i propri limiti sono due fattori attuali e determinati, beh, non possiamo esimerci dell’inchinarci dinnanzi a cotanta grandezza e grazia nella sala più splendente dello sport.

La trasferta canadese con questi due giganti messi a segno con una forza e una bellezza disarmante, ci lascia una in eredità una Federica non soltanto dalla forma generale grandiosa, ma anche la consapevolezza di essere sempre di fronte ad una atleta straordinaria che va al di là dello spazio e del tempo.

Si, e non è certamente una esagerazione perché mettere in fila per due giorni consecutivi avversarie del calibro di Lara Gut-Behrami che ha acceso la stagione in una maniera più luminosa che mai, e Mikaela Shiffrin la cui denominazione anagrafica non necessita di ulteriori spiegazioni, la dice abbondantemente lunga sulla caratura della nostra atleta, unica nella nostra storia a vincere nel 2020 la sfera di cristallo generale, che anche quest’anno si è preparata al meglio per dare battaglia alle sue avversarie rispondendo presente all’appello della lista delle vincenti.

Due giorni, due giganti, due vittorie da parte della gigantesca valdostana che ha impresso in ogni manche un ritmo insostenibile alle avversarie, sapendo soffrire anche nei momenti più difficili del tracciato nordamericano trasformando tali ostacoli in fieri alleati sino alla linea del traguardo che si è tradotta per lei in luce verde cui ha aggiunto il rosso e il bianco del nostro tricolore sfoggiato sul gradino di più alto del podio.

In una stagione sin qui, soprattutto per gli uomini, costellata da cancellazioni e rinvii, brilla quindi la stella di Federica, veterana azzurra ma dalla freschezza di sempre che ci ha già affermato che per la caccia grossa c’è ancora e sempre lei, in una stagione certamente ancora lunga e complessa, ma dal sapore come sempre dolce mediante la sua classe e la sua infinita forza.

Feller sugli scudi davanti al pubblico di casa

Author: Krzysztof Golik

Prima gara stagionale maschile, prima prova tecnica, e primo acuto firmato Manuel Feller il quale, davanti al pubblico di casa di Gurgl manda in visibilio la platea con una tripletta biancorossa completata da Marco Schwarz e Michael Matt che completano un podio incredibile tra i paletti stretti.

In una giornata di ieri dello sci alpino che ha salutato definitivamente le speranze per lo speed opening anche al femminile in quel di Cervinia, le luci della ribalta si sono spostate tutte sullo slalom speciale maschile dove un Feller semplicemente perfetto è stato in grado di prevalere sul resto della truppa a partire dai suoi colleghi.

Il buon Feller va a trionfare facendo segnare il tempo complessivo in 1’47”23 precedendo Schwarz di 23 centesimi e Matt di 1”05. Per lui si tratta del terzo successo nel massimo circuito intercontinentale.

Feller è e sarà sempre così, un leader vero delle corse: quando si parla di questo autentico talento austriaco, la maggior parte della critica afferma che lo stesso dovrebbe cambiare tecnica di sciata per attuarne una più controllata e meno irruenta in modo da portare maggiori risultati a casa; a nostro modo di vedere le cose, il tutto sarebbe un errore in quanto si modificherebbe quello che e il talento aggressivo puro del buon Manuel che andrebbe a trasformarlo in uno degli atleti che in consuetudine andiamo ad osservare; no, Manuel Feller è un lottatore purosangue, è un autentico amante della disciplina, e quello è il suo mondo per rispettarla e divertirsi.

Sci alpino: dopo la luce Shiffrin ecco le ombre con il calvario di Cervinia con cancellazioni su cancellazioni

Mentre abbiamo ancora negli occhi la meravigliosa prestazione di Sua Maestà Mikaela Shiffrin nella giornata di domenica che in slalom, a Levi, ha riproposto la solita ed infinita lezione di sci a base di maestria e magnificenza, è tempo di rituffarci nell’aspetto che coinvolge negativamente ahnoi il discorso di Cervinia la cui disputa delle gare per quanto riguarda le ragazze, rischia di ripercorrere ciò che han patito gli uomini (Fino ad ora a secco di gare) con una parola che va a prevalere su tutte: cancellazione.

Lo speed opening femminile rischia di essere un autentico miraggio ripercorrendo il calvario dello scorso weekend avuto al maschile: si deve dire intanto bye bye alla prima prova cronometrata che si sarebbe dovuta disputare stamattina sulla pista azzurra della Gran Becca poco meno delle ore 12. La causa scatenante è stato un vento clamoroso e una nevicata notturna, fattori che di fatto, hanno fatto annullare la prova.

Da vedere adesso la prospettiva in vista del fine settimana con le due discese in programma sabato e domenica con previsioni meteo assolutamente che non lasciano ben sperare e dove vi sono maggiori certezze per il forfait anziché per la disputa. Si tenterà di fare un’altra prova cronometrata nella giornata di domani sempre alle 11:45, condicio sine qua non affinché si possano svolgere le competizioni nel weekend.

A Levi sale in cattedra Petra Vlhová

Author: Krzysztof Golik

Petra Vlhová. Fortissimamente, meravigliosamente, Petra Vlhová. Basterebbero il suo nome e il suo cognome per spiegare oggi la gara di slalom speciale a Levi, la prima stagionale tra i paletti stretti dopo l’avvio di stagione due settimane fa ma in gigante a Sölden; mentre la gara maschile in Cervinia viene cancellata causa bufera, in Finlandia la slovacca torna al successo e lo fa con una gara sontuosa sia in prima che in seconda frazione, disegnando sci e portandosi a casa una vittoria in assoluta dispersione rispetto alle avversarie.

Ha lasciato solo le briciole alle avversarie la 28enne campionessa olimpica uscente in questo segmento di gara, scesa sin dalla mattinata con assoluta tranquillità e determinazione riuscendo nel suo intento di salire sul gradino più alto del podio facendolo con una performance di livello assoluto e lanciando il guanto di sfida alle sue avversarie le quali, oggi, potevano fare davvero poco in terra lappone.

Detto di Petra, si piazza nella casella d’onore un’altrettanto strepitosa Lena Duerr: la teutonica alla fine è staccata si di 1.41 da un’aliena slovacca, ma non meno splendida è stata la sua gara che chiude seconda, mentre al terzo posto si piazza Katharina Liensberger, finalmente nelle posizioni che contano dopo un’ultima stagione assolutamente da dimenticare, staccata di 1.55. Chiude ai piedi del podio una ancora non perfetta Mikaela Shiffrin che accusa un gap di 1.70 dalla sua rivale, ancora alla ricerca della miglior condizione fisica nonostante la seconda manche fosse stata disegnata dalla sua nuova allenatrice; chiude le prime 5 Sara Hector staccata addirittura di 2.60 tanto per mettere in evidenza cosa ha fatto oggi la vincitrice.

Capitolo azzurre: diciassettesima Martina Peterlini, che torna in zona punti dopo il sedicesimo posto conquistato sempre qui a Levi nel 2021, ventiseiesima Lara Della Mea. Domani, stessi orari con prima manche alle 10 e seconda alle 13 per il secondo round in slalom gigante per le ragazze, mentre dita incrociate per gli uomini a Cervinia dove si spera di correre almeno una discesa libera, ma visto il meteo le speranze sono appese ad un lumicino.

L’essenza della regalità: il muro di Marta a Sölden

Author: Krzysztof Golik

Il weekend appena passato ci ha lasciato, come scritto ieri, una prestazione sontuosa di Lara Gut-Behrami che ha messo in onda una vittoria bellissima seguita a ruota da Federica Brignone staccata di soli due centesimi, e poi una ritrovata Petra Vlhova; anyway, c’è un momento che ci piace condividere e che, senza che nessuna si senta esclusa, si può catalogare come il “The Moment” di questo avvio di stagione a Sölden, sul Rettenbach, nel gigante femminile: il muro interpretato da Marta Bassino, nella seconda manche.

Marta, neo atleta dell’anno FISI, in questi anni ci ha abituato a delle prestazioni assolutamente sublimi attraverso la sua grande, grandissima classe unita alla sua tecnica sempre sopraffina che ad una prima occhiata sembra esser leggera come una piuma ma che in realtà sprigiona sulla neve un profondo mare di cavalli e di emozioni, centimetro dopo centimetro, con una esplosività degna di un vulcano in piena eruzione: e questa caratteristica l’abbiamo notata nella mattinata di sabato quando ha interpretato la parte centrale della pista austriaca nella più pura della forma in merito al concetto di determinazione.

Ciò che ha mostrato la campionessa di Borgo S. Dalmazzo è stato un qualcosa di assolutamente straordinario: la nostra piuma d’acciaio ha mostrato grandissima stabilità intrerpretando un muro da paura rifilando mezzo secondo all’allora seduta sul leader corner Valerie Grenier facendo sprigionare fuoco sul ghiaccio e mordendo la pista come solo una vera fuoriclasse, quale lei è, sa fare. Vederla scendere in quel modo libera da ogni cosa è stata una sensazione bellissima, ed è stato così per il semplice fatto che si aveva davanti al proprio sguardo il gesto tecnico più puro per una atleta, ossia quello di avere la completa padronanza della situazione e la certezza di poter fare quel che si voleva, divertendosi e allo stesso tempo aver la concentrazione di far per bene il proprio mestiere. Poi peccato certamente per la parta finale dove è mancata un pò di velocità, ma se questo è il trailer della stagione dell’atleta piemontese beh, signore e signori, mettiamoci belli comodi perché lo spettacolo è soltanto all’inizio.

Stendhal disse che “la bellezza non è che una promessa di felicità”, e il tutto ci sembra meravigliosamente attuale quando parliamo di una ragazza sempre con il sorriso stampato il viso, assolutamente contagioso, che fa e farà sognare ogni volta che metterà gli scarponi e gli sci ai piedi: Marta Bassino.