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Federica Brignone mette un’altra gemma al medagliere azzurro

Non accenna minimamente a placarsi l’onda azzurra che continua ad incantare incessantemente la spedizione di questi Giochi Olimpici di Pechino a 2022; l’ultima gemma è firmata da una superlativa Federica Brignone che si prende un’altra medaglia a 5 cerchi centrando il bronzo olimpico nella gara di combinata alpina che, nella fase di slalom speciale, vive uno sviluppo pazzesco con ampi capovolgimenti di fronte.

Mentre Shiffrin sbaglia per l’ennesima volta in questi Giochi per lei assolutamente da dimenticare in fretta, le altre ne approfittano e non si fanno pregare a partire da Michelle Gisin, Implacabile nella sua azione, che pone in essere un pazzesco back-to-back e fa il bis in questa specialità e prende il secondo oro dopo PyeongChang 2018 mettendo in risalto chi sia la numero uno tra le polivalenti; Gisin quindi si conferma con 1”05 di vantaggio sulla connazionale Wendy Holdener che si prende l’argento dopo il bronzo ottenuto pochi giorni fa nello slalom, e ben 1”85 sulla nostra Federica

Continua il feeling olimpico per la nostra valdostana campionessa della coppa del mondo nel 2020, oggi per lei si tratta della seconda medaglia a Pechino nonché della complessiva terza olimpica in carriera dopo il bronzo di quattro anni fa in gigante sempre.

Lo sguardo a cinque cerchi di Fede

Foto: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Con alle porte i Giochi Oimpici di Pechino che prenderanno il via tra pochissimi giorni, sono ampie le aspettative che sono state poste in merito alla nostra Nazionale di sci alpino; in ambito femminile, Federica Brignone è pronta a rispondere presente per recitare un ruolo di assoluta protagonista anche alla luce di, sin qui, una splendida edizione che sta a mandando in porto di Coppa del Mondo.

Dopo che la stagione passata è andata tra alti e bassi, la valdostana ha ritrovato la verve e la sicurezza sugli sci degna dei tempi migliori che l’hanno portata sino alla conquista nel 2020 della sfera di cristallo generale. Federica ha lavorato duramente e in maniera molto soda Per prepararsi al meglio per una stagione estremamente importante per la sua carriera che ancora potrà dire tantissimo.

Quattro anni fa in Corea del Sud bellissimo fu ilbronzo che porto a casa nella gara di slalom gigante, adesso la sensazione invece è che la fuoriclasse azzurra possa puntare al bersaglio grosso anche in supergigante, e la vittoria nella giornata di ieri parimerito con Hutter in quel di Garmisch Partenkirchen, la terza in qiesta stagione in questo format e la diciannovesima in carriera, è stata l’assoluta dimostrazione che Federica si sta affacciando all’appuntamento cinese nelle migliori condizioni di forma, consolidando la sua leadership in specialità e spingendo al massimo esattamente come il vento pone il suo accento con le nuvole, sulle ali dell’entusiasmo.

Sarà Fede a decidere quante gare potrà realizzare, lei assoluto punto di forza dell’Italia grazie alla sua incredibile polivalenza, quel che è certo è che finalmente la bella Fede è riuscita a ritrovare la sicurezza che tanto cercava e adesso, per il più prestigioso degli eventi, le avversarie dovranno temere ancor di più questa straordinaria atleta che gara dopo gara sta scrivendo pagine indelebili dello sport bianco per eccellenza.

Federica c’è, mentre Braathen va nella storia con un super Razzoli

Quella di oggi è una giornata storica per lo sci alpino: innanzitutto la vittoria in super-g femminile a Zauchensee per Federica Brignone che fa 18 in carriera, ma soprattutto uno storico Braathen, classe 2000, che vince lo slalom di Wengen rimontando dalla posizione 29 realizzando un qualcosa di mai visto prima, mettendo in fila gli avversari, e prevalendo su Yule e un grande Giuliano Razzoli che torna dopo tanto tempo sul podio chiudendo terzo.

È una Federica Brignone assolutamente meravigliosa quella di oggi che nel supergigante di Zauchensee centra una vittoria stratosferica, e si rilancia più che mai nel segmento veloce nel segno della continuità e della solidità, due caratteristiche che danno come sempre presenza e sostanza nella portacolori azzurra. La valdostana oggi è stata assolutamente irresistibile, interpretando al meglio il tracciato austriaco, domandolo come una pura veterana, e portandosi a casa una soddisfazione immensa che si traduce nel 18mo trionfo nel massimo circuito intercontinentale. Sono solo i centesimi che bastano ed avanzano alla super Fede per battere Corinne Suter che ritorna sul podio, e Ariane Raedler terza a 17 centesimi e al primo podio in carriera. Ai piedi del podio un’ottima Marta Bassino che chiude quarta senza essersi allenata nel veloce negli ultimi giorni.

Tra gli uomini lo slalom odierno di Wengen vede l’affermazione di Luca Braathen che rimonta clamorosamente dalla posizione numero 29 dopo una prima manche sottotono, e centra un qualcosa di storico che lo riporta alla gloria dopo il brutto infortunio dello scorso anno. Il norvegese interpreta la pista al meglio, gli avversari perdono quota, soprattutto Kristoffersen che sbaglia e getta via la vittoria a poche porte dalla fine, e lui li mette in fila battendoli a partire Yule da un meraviglioso Giuliano Razzoli che dopo 6 anni torna al podio sempre a Wengen tra la commozione generale. Non è neanche il momento di citare i numeri, ma solamente di ascoltare le emozioni e di rendere grazie a questo Campione che merita soltanto il meglio.

Federica e Clement: they’re back

Author Krzysztof Golik – This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

La domenica di Coppa del Mondo di sci alpino, sia in territorio svizzero a Sankt Moritz per ciò che concerne l’ambito femminile, e sia in territorio transalpino in Val d’Isére per ciò che concerne l’ambito maschile, ci ha riconsegnato agli onori della cronaca e, soprattutto, sul primo gradino del podio le figure fondamentali per questo sport corrispondenti a Federica Brignone e Clement Noel, che si son rilanciati e han pure loro raccolto il guanto di sfida per questo inizio di stagione più incerto che mai.

Federica ha saputo approfittare delle situazioni abbastanza difficili nel super-g di ieri e, interpretando al meglio di tutti la gara, ha colto una vittoria assolutamente sensazionale che le restituisce quella fiducia che magari qualche volta era venuta meno consegnandole ulteriori certezze dopo quelle che aveva già acquisito anche in Nor-Am Cup a testimonianza di un lavoro duro perdurato per tutta l’estate volto a migliorare la condizione per riportarla laddove merita di stare. Resilienza è un termine spesso usato in larga scala e in maniera sconsiderata alle volte, ma non è di certo il caso di Fede che ha saputo sempre andare oltre le difficoltà e, da campionessa di razza, risollevarsi sempre rimanendo collocata sempre nell’elite delle atlete più forti al mondo.

Discorso analogo si può porre in essere in merito a Clement Noel che ieri, sulla “Face” ha dato letteralmente spettacolo dominando sin dalla prima manche una gara semplicemente bellissima ma amara per i nostri colori italiani per un podio totalmente alla portata del nostro Vinatzer svanito a due porte dal traguardo. Noel, e lo abbiamo tante volte scritto nell’ambito del nostro blog, è uno dei più fieri talenti tecnici che lo sci alpino ha mostrato al mondo nell’ultimo periodo: forza, precisione, e determinazione sono soltanto tre delle innumerevoli chiavi che fanno capo al francese che è l’esatto emblema del prodigio tra i pali stretti in particolare, e che con la solita eleganza prevale sugli avversari e si rilancia in classifica. Al pari di Federica, anche Clement è uno che non si arrende mai e cerca sempre il lavoro più intenso per alzare sempre in alto l’asticella non facendosi mai trovare impreparato né facendosi mai condizionare dall’aumento di condizione di una pattuglia super agguerrita di avversari che, mai come in questi anni, continua a lanciare segnali sfida dopo sfida.

Siamo ancora all’inizio di questa 56ma edizione di Coppa del Mondo di sci alpino, ma i fuochi d’artificio sono già esplosi in maniera preponderante dandoci un ventaglio di atleti che possono tutti, sia al femminile che al maschile, dire la loro in ambito generale e specifico. Alla festa si sono uniti anche Brignone e Noel, e la sensazione è che non sia finito di certo qua.

Lo scorso anno l’esordio nel nome di Marta e Federica

Photocredits: Krzysztof Golik own work on: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Marta_Bassino_in_Courchevel,_20_december_2015_02.JPG

Lo scorso anno fu dolce l’esordio stagionale per l’Italia nella Coppa del Mondo di sci alpino. La vittoria numero 93per un’atleta azzurra nel massimo circuito inercontinentale fu segnata da una sontuoso Marta Bassino che dopo Denise Karbon e Federica Brignone, fu la terza italiana a vincere a Sölden incantando sul Rettenbach per un podio assolutamente unico formato in Seconda posizione della stessa Brignone a completare una giornata incantevole tanto per usare un termine musicale noto a tutti per essere stato una delle perle griffate Subsonica.

In quella gara Marta ha messo in mostra tutta la sua classe soprattutto nel muro con una precisione unica per poi mollare ogni cosa nel piano finale andando a centrare un esordio stagionale da sogno davanti a Federica Brignone che finiva in seconda posizione a soli 14 centesimi dall’atleta di Borgo San Dalmazzo cogliendo una doppietta incredibile che ci faceva aprire la stagione nel migliore dei modi; una Fede combattiva che non ha mollato di un centimetro, ponendo in essere tanta aggressività per cercare di sopravanzare Bassino ma che alla fine deve accodarsi a una performance incredibile della piemontese. Completava poi il podio Petra Vlohvá, poi vincitrice a fine stagione in ambito generale succedendo proprio a Brignone trionfatrice l’anno prima, staccata di 1.13 rimontando ben sette posizioni a testimonianza che le atlete più in voga erano già partite a mille.

Riviamo la magia dello scorso anno nell’attesa di questo weekend, che aprirà le danze stesso posto stessa ora e, si spera, stesso risultando incrociando le dita e ammirando lo splendore che queste ragazze sanno regalarci con la loro forza e classe.

Brava Fede, goditela tutta

This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license – Author: Krzysztof Golik

La stagione complessa e tanto sfortunata di Federica Brignone, detentrice della Coppa del Mondo generale di sci alpino, è stato uno degli argomenti di maggior discussione nell’ultimo periodo considerando anche il complesso recente Campionato del Mondo a Cortina d’Ampezzo da lei vissuto. Nella vita di un’altra, nel corso della sua carriera per meglio dire, si alternano periodi di alti e periodi di bassi, ci sono dei momenti in cui pur sforzandosi di dare il massimo, non riescono ad entrare i risultati che ci si aspetta; la differenza però tra una Campionessa e il resto consiste sempre nel fatto che le prime riescono a trovare le motivazioni per tenersi sempre ben salda alla presa anche quando il vento di tempesta tira forte e, bypassando esso, trovare sempre la rotta giusta per raggiungere quel porto sicuro che conduce alla terraferma sul gradino più alto del podio: inutile dire che Federica appartiene a questa categoria di atlete e che le sue capacità l’han portata ancora una volta a riabbracciare quel posto che tanto lei merita.

La grandezza di questa atleta è di una meraviglia incredibile: detto in lungo ed in largo delle sue capacità tecniche che oramai conoscono tutti e che l’han portata ad essere una delle migliori sciatrici al mondo regalando all’Italia dei risultati assolutamente storici che rimarrano saldi lungo il prestigioso viale del tempo, oggi è splendido sottolineare la sua capacità di andare oltre agli ostacoli più duri, non mollando mai e credendo sempre nella certezza del suo lavoro, e riuscendo di conseguenza a portarsi a godere un nuovo raggio di sole che meritava, dopo tante nubi e vento anche soffiato da critiche spesso fin troppo non costruttive e che di cosa sia Federica Brignone non ne avevano e non ne hanno nemmeno oggi, la più lontana conoscenza.

La vittoria odierna in Val di Fassa in un supergigante costellato da tante cadute piuttosto gravi, in una pista supertecnica dove si è lasciata alle spalle Lara Gut-Behrami attualmente la miglior interprete sulla faccia della terra di questa specialità ponendo fine al suo dominio incontrastato in questi mesi, e alla connazionale Suter, ci raccontano molto della nostra valdostana: la storia di una atleta caparbia che ha sempre inseguito i propri sogni e che non si è mai fatta distrarre da tutto il resto, che ha fatto tesoro degli errori ed ha imparato e mai perso, che ha annotato come un fiero cronista su un moleskine tutte le critiche riferitele e ha presentato, silenziosamente e con signorilità, il conto lasciando parlare i tempi sulla pista e il contorno verde ad un cronometro che spesso è volentieri ha sancito i suoi trionfi più belli.

L’emozione di rivedere Federica Brignone sul gradino più alto del podio mentre ai batteva le mani al petto è stata una emozione incredibile; non è una vittoria come tante in Coppa, è stata liberazione, è stato come ritrovare certezze per lei, ed è stato per noi una emozione unica rivedere brillare una delle stelle più luminose nel firmamento dello sport italiano.

Non scomoderemo il riepilogo numerico dei numeri di Fede, perché lo sappiamo orgogliosamente a memoria visto che su questo piccolo e umile spazio amiamo le cifre in quanto ogni fatto contrassegnato da esse rappresenta un elemento storico inoppugnabile, ne basta soltanto uno: il N1 appunto, quello della sua classifica odierna che tra l’altro, dice ciò che è Federica Brignone.

Federica Brignone ha vinto la Coppa del Mondo di sci alpino 2019/20

Ora è ufficiale: a seguito della cancellazione da parte della FIS del weekend di gare previsto per Åre in Svezia, Federica Brignone è la nuova detentrice della Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2019/20.

Naturalmente avremmo preferito tutt’altra modalità di conquista, ma la situazione generale attualmente impone questo e di certo non sminuisce una stagione sontuosa della nostra Federica che timbra l’appuntamento con la storia portandosi a casa anche la coppa di gigante, per un tris storico dove bisogna aggiungere la sfera di cristallo già conquistata settimane fa in quella della combinata: vengono i brividi solo a pensarci.

Una notizia che premia un lavoro duro iniziato dall’inizio di questa stagione, e un premio meraviglioso per la sua carriera con Brignone che diventa la prima atleta azzurra raggiungere un traguardo di questo tipo, nessuno come lei al femminile; un acuto che va a scrivere una pagina meravigliosa dello sport italiano e mondiale riuscito solamente in passato ad atleti del calibro di Thoeni, Gros e Alberto Tomba, quest’ultimo 25 anni fa.

Finisce così al femminile una stagione dove l’azzurro è stato il colore prevalente con Federica Brignone che in classifica overall va a toccare la quota record italiana di 1378 punti in 30 gare nonostante le 11 cancellate; alle sue spalle si classificano Mikaela Shiffrin con 1225 punti e Petra Vlhova con 1189 punti.

Discesa Libera plaude l’enormità di Fede e, in un periodo abbastanza complicato per tutto il mondo, si unisce al coro di gioia e di sorrisi con questa notizia affinché sia il primo mattoncino per raggiungere una luce che tutti vogliamo vedere all’interno di questo tunnel.

Ad maiora Fede.

Federica Brignone vince la sfera di cristallo di combinata alpina dopo la cancellazione di La Thuile

Brignone

Cancellata la gara prevista per la giornata odierna a La Thuile a causa della troppa neve scesa in nottata nella località valdostana con gara che non verrà recuperata visto il calendario fittissimo e quindi, matematicamente, la nostra Federica Brignone timbra il primo appuntamento con una sfera di cristallo in carriera arpionando quella di combinata alpina.

Un primo riconoscimento meritatissimo per la nostra atleta valdostana sin qui autrice di una stagione al limite dello straordinario che la vede saldamente in vetta alla classifica generale di coppa del mondo di sci alpino, in quella di gigante, e poche lunghezze da Suter in merito alla voce super-g.

Tuttavia la cancellazione di questa gara è anche un vero peccato in quanto Federica, ampiamente la miglior combinatista attualmente al mondo, poteva incrementare ancor di più il suo vantaggio in classifica generale mettendo più gap nei confronti sia di Shiffrin ancora assente e di Vlhová attualmente terza in graduatoria e, considerando che la gara non verrà recuperata, se ad Åre tornerà Mikaela, con tre gare sul tecnico tutti i giochi potrebbero tornare in discussione; tempo al tempo comunque, ci si attende un finale di stagione entusiasmante e i conti verranno fatti alla fine con la consapevolezza che Fede riuscirà ad intraprendere alla grande le prove che la vedranno scendere al cancelletto di partenza.

A voler essere precisi, Federica Brignone aveva già vinto la classifica di specialità di combinata lo scorso anno ma, per ragioni che ancora si faticano a comprendere, non fu premiata con il trofeo; ad ogni modo facciamo i complimenti ad una atleta a dir poco straordinaria che quest’anno, davvero, ha lavorato duramente e sta cominciando a raccogliere i frutti della sue fatiche certi che, il meglio, deve ancora venire.

Il rammarico di Federica con un passo in più verso il sogno alpino

Brignone

Quando perdi una gara per un solo centesimo, ovvio, rode. Questione di millimetri, di fotofinish, ma è lo sport e spesso come può accadere a te accade anche agli altri a tuo svantaggio. Ma oggi, per sorridere, c’è un motivo validissimo.

Il super-g di La Thuile vede trionfare l’austriaca Nina Ortlieb al primo successo in Coppa del Mondo dello sci alpino prevalendo, come detto, la nostra atleta azzurra per un podio che viene completato, al terzo posto dalla rivelazione della velocità di quest’anno, l’elvetica Corinne Suter di 7 centesimi per una classifica, oggi, risicatissima dal punto di vista dei distacchi. La rivale numero uno di Federica, Petra Vlhová, oggi chiude quarta a 39” dalla vetta austriaca, mentre le altre azzurre si piazzano al quinto e al settimo posto con Marta Bassino ed Elena Curtoni.

Una sconfitta proprio sul filo di lana, ma Fede con questa seconda posizione incrementa ancor di più il suo vantaggio in classifica generale conquistando la vetta dei 1.378 punti, allungando su Mikaela Shiffrin out ancora con 1.225 dell’ancora assente statunitense Mikaela Shiffrin, e con un terzo posto ancora in mano a Vlhová che avanza a 1189 oggi però dietro all’atleta valdostana.

Sogno overall ancor di più saldamente in mano per Brignone che, oggi più che mai, al di là della sconfitta può coltivare ancora più decisamente il suo obiettivo finale considerando che adesso sulla statunitense ha un vantaggio di 153 punti e sulla slovacca di 189. Federica, tra l’altro, è ancora in corsa per la coppa di specialità di super-g dove la testa attualmente è presa da Corinne Suter, già vincitrice di quella di discesa libera di questa stagione, ma con un vantaggio di 19 lunghezze.

Domani spazio alla combinata sempre a La Thuile, con alle 12:45 la prima manche e con la seconda alle 15:45, altro snodo fondamentale della stagione sia in senso generale che specifico con l’auspicio che, la nostra Fede, possa ancora una volta recitare una parte da assoluta protagonista.

La combinata di Crans Montana incorona Federica Brignone: vittoria e primato in Coppa del Mondo

Brignone

Vittoria a Crans Montana e primato in classifica generale di Coppa del Mondo di sci alpino.

Solo a leggere queste parole vengono i brividi ma stiamo cominciando a farci un pò l’abitudine da qualche tempo a queste vette vertiginose perché la stagione di Federica Brignone sino ad oggi è un autentico capolavoro dove mutano ogni volta le cornici che concernono in prestazioni sublimi della nostra valdostana l’ultima, quella di oggi in combinata alpina.

Federica Brignone è sontuosa oggi in terra elvetica e va a cogliere la quindicesima vittoria di una carriera che quest’anno ha svoltato verso una strada davvero notevole, portandosi a casa la combinata alpina di Crans Montana. Un successo importante che le consegna il comando delle operazioni in voce overall con un vantaggio di 73 lunghezze su Mikaela Shiffrin sin qui ancora assente dopo il tremendo lutto che l’ha colpita.

Sulle nevi elvetiche Federica interpreta bene la gara sia sul veloce in mattinata che sul tecnico dopo pranzo e, più determinata che mai e anche con un velo di commozione alla fine, precede l’austriaca Gritsch a 92 centesimi e la ceca Ledecka a 1”82: nelle prime dieci buona prova anche di Laura Pirovano, a 4”28, ed approfitta dell’inforcata di Petra Vlhová dopo una serie di porte dallo start che consegna alla nostra italiana la prima posizione provvisoria in classifica generale.

Ricordiamoci anche che Federica è in testa anche nelle classifiche di specialità di gigante e di super-g per una Brignone che, più che mai adesso andando certamente gara per gara, sta riscrivendo la storia dello sci alpino italiano.