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Nel silenzio splende Tessa (Ancora una volta)

Author Krzysztof Golik – This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

Nel silenzio, splende. Per parlare di Tessa Worley non potevamo non utilizzare una canzone di qualche anno fa targata Morandi per esprimere ancora una volta l’exploit di questa grandissima atleta, la quale, porta a casa la Coppa del Mondo di slalom gigante battendo delle rivali agguerritissime a partire da Mikaela Shiffrin, respingendole, e portandosi a casa la soddisfazione stagionale che premia ancora una volta la sua sagacia e la sua forza.

Tessa Worley torna ancora una volta regina del gigante in una stagione dove, per certi versi (Considerando anche e soprattutto gli appuntamenti a cinque cerchi), tutte le indicazioni stavano per riflettersi verso la figura di una Sara Hector più dominante che mai, ma le cose sono andate decisamente in maniera differente in quanto, la splendida atleta battente bandiera francese, guadagnando posizioni e mettendo da parte gara dopo gara punti ha saputo approfittare del calo di fine stagione delle altre portandosi a casa la soddisfazione più grande.

Ieri a Courchevel nella prova di gigante, nel giorno della doppietta azzurra firmata Federica Brignone e Marta Bassino che hanno preceduto Vlhová e appunto Worley, quest’ultima si fa bastare il piazzamento ai margini del podio per poi salire in quello più rilevante nell’ambito della specialità considerando che Hector finisce in casella numero 14 mandano in fumo i 5 punti di vantaggio che aveva sulla francese, e che Shiffrin brucia il vantaggio della prima manche conclusasi in testa terminando la seconda solo in settima posizione; prestazioni che hanno spalancato la gloria a Tessa che conclude la stagione gioendo.

Tessa in silenzio ha condotto una stagione regolare condita da due vittorie di slalom gigante, il 28 dicembre a Lienz e lo scorso 6 marzo a Lenzerheide piazzando un successo che si è dimostrato fondamentale nella finale di ieri appunto in terra francese; nel mezzo tanti piazzamenti importanti come la piazza d’onore l’8 gennaio alle spalle di Hector a Kranjska Gora, e il terzo posto il 25 gennaio a Plan de Corones dove sempre aveva vinto Hector quella davanti a Petra Vlhová.

Quindi l’albo d’oro si arricchisce in slalom gigante di nuovo del nome di Tessa Worley, consegnandole un trofeo che ebbe già per le mani nel lontano 2017 e che adesso ritrova con gioia ed enorme soddisfazione. Una atleta a tutto tondo, serissima e completamente innamorata del suo lavoro che trova sempre il modo di migliorarsi gettando il cuore oltre l’ostacolo lasciandosi sempre alle spalle i momenti difficili e che ogni volta è in grado di deliziare gli occhi dei suoi sostenitori e non, attraverso delle linee praticamente uniche che solo lei sa porre in essere nell’ambito più veloce del settore tecnico. Quando vedi sciare Tessa sai sempre che potresti avere davanti l’ennesima gemma al termine di una prestazione che difficilmente gli altri, in gigante possono replicare. Un marchio di fabbrica, una garanzia, un raggio di sole che squarcia la neve e termina nel più lucente degli arcobaleni.

Non possiamo far altro che renderle onore certi che questo non è altro che l’ennesimo tassello di una carriera meravigliosa la quale, ancora, si deve comporre delle gemme più preziose; nell’attesa ritroviamo e applaudiamo una ritrovata Signora del Gigante.

Sofia scrive ancora la storia assieme a Kilde

Copyright: Nicolas Garcia

Se credi nei sogni, utilizzi la tua forza per trasformare i medesimi in realtà: di forza Sofia Goggia ne ha da vendere assieme alla sua classe e non solo utilizza la medesima, ma unisce al tutto anche i colori più belli per autografare la storia: oggi a Courchevel nella prima giornata delle gare finali di Coppa del Mondo di sci alpino effettuate sulla splendida pista Eclipse, la fuoriclasse azzurra con il suo piazzamento davanti a Suter (dodicesimo contro il diciannovesimo dell’elvetica che l’aveva preceduta a Pechino) vince la Coppa del Mondo numero 3 per lei di discesa libera portandosi a casa l’ennesima soddisfazione di una carriera straordinaria. Sofia porta a casa l’ennesimo successo che ha dell’incredibile considerando ciò che le era accaduto alla vigilia dei recenti Giochi Olimpici, un inno alla determinazione e alla cultura del lavoro che è di esempio a tutti coloro che intraprendono questa disciplina e una ennesima soddisfazione per i nostri colori ancora una volta al meglio rappresentati da una delle migliori atlete sulla faccia della terra e che porta il vessillo tricolore. La gara viene vinta da una sontuosa Mikaela Shiffrin che con una prestazione monstre porta a casa la discesa per la vittoria numero 74 mettendo un primo mattoncino per la generale con un vantaggio adesso su Vlhová oggi attardata, di 156 punti. Podio completato dal duo staccato di 10 centesimi formato da Scheyer e Haehlen.

Tra gli uomini la coppa di specialità va a Kilde nella gara di discesa che va a un grande Vincent Kriechmayr davanti ad uno strepitoso Marco Odermatt preceduto di 34 centesimi che fa chiaramente intendere quanto oramai sia competitivo nella massima espressione alpina della velocità, e quanto oramai egli stesso sarà il prossimo detentore della generale. Alle spalle dell’elvetico a 20 centesimi finisce terzo il suo compagno di squadra Beat Feuz. Per Kilde doppietta quest’anno considerando che lo stesso aveva portato a casa la coppa di super-g anche se qui siamo nell’ambito della prima volta assoluta.

La regola Kristoffersen

Si è vero, abbiamo parlato di Henrik Kristoffersen in lungo e in largo soprattutto in queste settimane considerando le brillanti prestazioni che ha sfoderato di questa parte finale di stagione di coppa del mondo, ma quando siamo dinanzi ad un prodigio non possiamo di certo esimerci dallo spendere il nostro tempo di scrittura elogiando le gesta che vanno ad illuminare il nostro sport di cui, il fuoriclasse norvegese, rappresenta uno dei fari principali.

Circa due settimane fa avevamo discusso dello splendido back to back in quel di Garmisch dello stesso Kristoffersen dopo due slalom realizzati in una maniera impeccabile uno meglio dell’altro che gli hanno permesso di portarsi al comando della classifica dei paletti stretti, mentre in questo weekend andiamo a porre in essere nuovamente l’accento su una doppietta da parte del norvegese, questa volta in gigante a Kranjska Gora, che si traduce non soltanto nello splendido stato di forma da parte sua in questo ultimo mese di gara, ma altresì in un vero e proprio monito per la prossima stagione a tutti gli avversari, a partire da Odermatt che arriva da dominatore alle finali di Courchevel pagando però un pò di stanchezza in una stagione dove ha fatto di tutto e anche di più.

La legge di Kristoffersen è la sua determinazione: è la fame di vittorie che lo contraddistingue sempre comunque al di là dei numeri impressionanti che ha collezionato sin qui nella sua carriera enorme nonostante sia ancora molto giovane, e che attraverso una tempra invidiabile gli consente di primeggiare nelle posizioni più rilevanti risorgendo dopo un periodo abbastanza appannato dove non si perso mai d’animo ma che ha saputo combattere attraverso la cultura del lavoro lottando metro su metro per riportarsi dove merita di situare, al top.

Alle finali francesi cercherà di andare in touchdown per cercare di portarsi a casa la sfera di cristallo di specialità slalom battagliando con il compagno di squadra Braathen, ma la sensazione è che siamo oggi davanti ad un uomo in missione. Nella gara odierna ha saputo interpretare meglio di tutti una pista disegnata dell’allenatore del suo sfidante appunto, rimontando due pozioni rispetto alla prima frazione, ponendo in essere una vittoria che è anche un segnale al suo compagno barra avversario di squadra.

Quello di oggi è l’ennesimo affresco di un fuoriclasse assoluto che non finisce mai di stupirci e che riaccogliamo con estrema gioia nel novero dei migliori consapevoli, che, il meglio per lui debba ancora venire e che la prossima stagione indipendentemente da come si concluderà questa, lo vedrà come assoluto protagonista per cercare di portarsi a casa quella generale che tanto sogna e che tantissimo meriterebbe per ciò che ha dato e sta dando allo sci alpino.

Thank you so much, mr. Jansrud

Campione olimpico nel supergigante a Soči 2014, campione mondiale nella discesa libera a Åre 2019 e vincitore di quattro Coppe del Mondo di specialità, quella di discesa nel 2015, e quelle di supergigante sempre nello stesso anno cui si aggiungono pure quelle del 2017 e del 2018 per un totale di 55 podi conditi da 23 vittorie nel massimo circuito intercontinentale di Coppa del Mondo: questo è il favoloso curriculum di un atleta straordinario come Kjetil Jansrud che nell’ultimo weekend a Kvitfjell ha sancito l’addio alle gare davanti al pubblico di casa.

Jansrud ha fatto parte di una generazione di assoluti fenomeni all’interno della nazionale norvegese, dove egli è stato una parte integrante di questa autentica armata di cui han fatto parte gente come Svindal e dove è cresciuto anche un autentico fenomeno che oggi apprezziamo come Kilde, neo vincitore della massima coppa di specialità veloce, centrando dei risultati straordinari grazie alla sua tenacia e alla capacità di leggere ogni pista alla perfezione denotando una intelligenza tattica fuori dal comune.

Il punto di forza di questo atleta è stata sempre una determinazione pazzesca nel cercare di migliorarsi sempre di più che era pure come se fosse contagiosa, spingendo i suoi compagni di squadra e il resto degli avversari ad alzare sempre il livello, un autentico leader e trascinatore come pochi se ne vedono al mondo e che, sin dalla giovane età, aveva innescato a tutti la sensazione poi divenuta certezza ad ampio raggio, che poteva lasciare una serie di orme sostanziose nella grande riva dello sport invernale.

Spesso si abusa in maniera spropositata del concetto di fuoriclasse ma, nei confronti di questo meraviglioso atleta, non vi è superficialità alcuna, e scrivendo queste righe non può non esserci già un pizzico di nostalgia immaginando dalla prossima stagione di non veder più al cancelletto di partenza questo autentico prodigio che tanto ha dato allo sci alpino con la sua immensa classe.

Fede è supergigante nel giorno che è anche di Dominik Paris

Oops! She did it again! Utilizzando e facendo nostra un notissimo passo di un brano di Britney Spears di svariati anni fa, celebriamo oggi il trionfo di Federica Brignone che a Lenzerheide nel supergigante pur non vincendo con la sua nona piazza si porta a casa matematicamente la sfera di cristallo di questa specialità, la prima per una atleta azzurra, la terza in particolare per la fuoriclasse azzurra dopo (Ovviamente con l’aggiunta della generale del 2020) quella di gigante e di combinata nel 2020 (Combinata che aveva anche vinto l’anno prima ma dove non vi era trofeo da assegnare); una giornata importante anche nell’ambito maschile visto che abbiamo assistito nella seconda discesa di fila a Kvitfjell nel risorgimento di Dominik Paris che mette in fila gli avversari e porta a casa una vittoria davvero importante per lui in una stagione abbastanza complessa.

Federica entra di diritto nella storia dello sci alpino italiano, nessuno come lei in quanto mai nessuna azzurra era riuscita a vincere 3 sfere di cristallo di specialità, lei che nel 2020 come detto aveva nel più duro degli anni in senso globale portato a casa una generale per lei sin lì sontuosa; quello di oggi è un risultato incredibile che premia lo sforzo della 31enne che mai si arrende e anzi, continua a stupire raddoppiando gli sforzi mietendo successi uno dopo l’altro. Oggi la gara è stata vinta da Romane Miradoli che dopo ben 18 primavere riporta i transalpini sul gradino più alto del podio in quest’ambito veloce che precede Mikaela Shiffrin di 38 centesimi, che ritorna sul podio dopo dei Giochi Olimpici assolutamente disastrosi dove la statunitense è apparsa irriconoscibile. Oggi si prende una buona dose di fiducia incrementando su Vlhová oggi apparsa davvero appannata e fuori dalla top ten. Podio che viene completato da Lara Gut staccata di 78 centesimi dalla vetta francese, una Gut apparsa in buone condizioni che toglie il podio alla nostra Marta Bassino medaglia di legno al quarto posto a soli due centesimi dall’elvetica.

Bella soddisfazione oggi anche per Dominik Paris che vince la seconda discesa libera in programma a Kvitfjell e si prende una buona iniezione di fiducia dopo che la giornata di ieri era stata davvero difficile; il fuoriclasse altoatesino oggi invece prende una bella confidenza con la pista norvegese e si prende una vittoria che per lui mancava dal 28 dicembre scorso in quel di Bormio; Domme si mette alle spalle i suoi avversari a partire da Kilde staccato di 55 centesimi, e lo svizzero Beat Feuz di 81 che completa il podio. male il resto della truppa italiana con fuori dalla top ten gli altri azzurri Christof Innerhofer e Matteo Marsaglia, mentre Mattia Casse cade finendo nelle reti.

Hintermann e Alexander per la sorpresa a Kvitfjell

Prima discesa in programma a Kvitfjell e prima sorpresa anche di notevoli proporzioni: la vittoria arriva per pari merito ed è firmata dalla performance di Cameron Alexander e di Niels Hintermann che regalano una gioia a Canada e Germania con il primo che fa siglare il primo successo in carriera vincendo una gara scendendo addirittura con il pettorale numero 39 che, nella fase finale della pista, ha letteralmente fatto saltare il banco e si è conquistato seppur in condominio con l’atleta elvetico, la prima soddisfazione a dir poco enorme della sua carriera. Una gara incredibile che ha regalato tante emozioni e questo colpo di scena assurdo per un podio che si completa con l’austriaco Mayer, sempre ad altissimo livello, che finisce a 12 secondi dal duo matto odierno, che manda fuori dallo stesso il Re Olimpico Feuz e il norvegese Kilde, quest’ultimo che resta comunque al comando della classifica di specialità ma adesso con soli 3 punti di vantaggio che ci regaleranno delle prossime gare assolutamente entusiasmanti di sicuro.

Migliore degli italiani Guglielmo Bosca, che chiude al nono posto andandosi a prendere il miglior risultato in carriera di Coppa del Mondo mentre tanta, tantissima delusione per Dominik Paris che chiude alla casella numero dicendo sostanzialmente addio ai sogni per la sfera di cristallo di specialità per un’annata sicuramente non brillante tra Coppa e Olimpiadi.

Nel surreale momento, riparte la Coppa del Mondo

Sebbene non ci sia una granché voglia di parlare di sport in un momento dove l’umanità sta riscoprendo gli orrori della guerra su larga scala, un evento che dopo 2 anni e più di una pandemia ancora in corso non ci saremmo mai aspettati di vivere (Ma purtroppo i criminali in questo mondo abbondano sempre e comunque e a pagare le spese delle loro follie è la gente comune sempre e comunque… Ci si domanda cosa si possa insegnare alle nuove generazioni davanti a vergogne immani come sta accadendo in Ucraina e come accade in tanti altri paesi del mondo, come in Africa, dove però non si riempiono i titoli dei giornali in quanto vige sempre la disparità di trattamento), lo sport va avanti in maniera surreale e, nel giorno in cui la FIS cancella tutte le gare degli sport invernali che ancora dovevano essere disputate da qui a fine stagione, ritorna lo sci alpino con la Coppa del Mondo.

Per le ragazze due discese libere in programma a Crans-Montana dove la nostra Sofia Goggia tenterà di mantenere la leadership di specialità contro una determinata Suter neo campionessa a cinque cerchi: si parte domani alle 10.30 e domenica alle ore 10; in campo per l’Italia Nadia Delago, Nicol Delago, Federica Brignone, Elena Curtoni, Sofia Goggia, Francesca Marsaglia, Roberta Melesi, Karoline Pichler, Elena Dolmen e la debuttante massimo Monica Zanoner.

In ambito maschile dopo le Olimpiadi atleti in scena in Germania a  Garmiasch-Partenkirchen domani e domenica; domani prima manche di slalom specie alle ore 9.30 e seconda prevista alle 12.30, domenica invece si partirà alle 9.10 per poi ritornare in pista alle 12.30. Per l’Italia protagonisti Gross, Kastlunger, Liberatore, Maurberger, Razzoli, Sala, e Vinatzer.

Si riparte quindi sperando in una piccola magia da parte dello sport, nel più buio dei momenti.

Corinne Suter svetta a Garmisch in discesa libera

Foto: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Ritorno al successo per una splendida Corinne Suter oggi in versione top class a Garmisch-Partenkirchen nella discesa libera che precede i Giochi Olimpici di Pechino che vince e convince al termine di una prestazione che la vede svettare sul gradino più alto del podio nella splendida località tedesca.

In una prova di Coppa del Mondo orfana della sua leader di specialità, Sofia Goggia che sta ancora recuperando dall’infortunio per essere pronta alla prova a cinque cerchi cinese in una lotta autentica contro il tempo allenandosi senza sosta a Mantova, oggi la velocista svizzera approfitta della situazione e piazza un acuto notevolmente importante prevalendo sulle avversarie a partire dalla compagna di squadra, Jasmine Flury, che la precede di 51 centesimi) e con l’austriaca Cornelia Huetter, staccata di 78, che va a completare il podio; da rimarcare la prestazione della nostra Nadia Delago che conclude alla casella numero cinque staccata di soli 7 centesimi dal podio.

Nonostante una partenza difficile di gara dove la presenza del vento forte ha di fatto condizionato il tutto con una discesa iniziata con una partenza abbassata e posta all’altezza di quella prevista per il supergigante, onde evitare problematiche di sicurezza, la svizzera è apparsa molto solida e ha condotto in porto una gara mai in discussione chiudendo in classifica a meno 69 da Goggia ricucendo il gap dalla stessa. Dopo le Olimpiadi vedremo le condizioni della nostra atleta. Un mondo azzurro che oggi ha dovuto fare a meno anche di Federica Brignone non al meglio che ha preferito non scendere e cautelarsi in vista dei prossimi appuntamenti.

The perfect outsider: Sara Hector

Nello sci alpino femminile senza alcun tipo di ombra di dubbio, la rivelazione dell’anno tra le bandierine dello slalom gigante è, senza ombra di dubbio, la progressione di Sara Hector sino al vertice dell’ambito tecnico in questa entusiasmante edizione al femminile della Coppa del Mondo.

Una seconda parte di carriera per la forte atleta battente bandiera svedese che sta mettendo in risalto tutte le sue qualità scendendo con una sicurezza dei propri mezzi assolutamente notevole, connettendo la sua classe alla potenza che le sta consentendo di ottenere quei risultati che in passato tanto meritava ma che spesso, anche per sfortuna, non è riuscita a raggiungere.

La vittoria di ieri in quel di Plan De Corones è l’ennesima conferma di quanto Sara sia forte e di come il crederci nei propri mezzi, sempre presenti nel corso degli anni, dia la possibilità di ottenere contestualmente i risultati prefissati con l’alzata dell’asticella lavorando alacremente in sede atletica e tecnica.

Sara Hector vola, e lo fa sempre più lontano confermandosi la donna da battere in questo format di gara tanto che da outsider si sta rivelando una autentica regina della specialità; per lei si è trattata ieri della seconda vittoria consecutiva in un gigante femminile di Coppa del Mondo, terza in stagione dopo l’acuto di Courchevel e pettorale rosso sul suo corpo che le mette in risalto la situazione di nome e di fatto della più pura delle leader.

E pensare che prima di questi mesi magici l’unica vittoria della splendida svedese era arrivata nel lontano 2014 quando riuscì a prevalere a Kütai in Austria, a dimostrazione di quanto una campionessa possa far emergere il suo enorme talento anche a distanza di anni conquistando onori e glorie meritate con tanto di interessi. Alla vigilia di Pechino, sarà proprio lei la donna da battere.

Only the brave

I dolori e la delusione di Zauchensee non scalfiscono minimamente il fuoco che scorre dentro un vulcano di campionessa che corrisponde al nome di Sofia Goggia che oggi, a Cortina d’Ampezzo, sigilla la vittoria numero 17 in Coppa del Mondo in una discesa libera che è la perfetta espressione del suo modo di interpretare le gare.

Sofia oggi è meravigliosa: compie una manche prendendosi tutti i rischi del caso, domina l’Olimpia delle Tofane, e riemerge alla grande dallo scorso fine settimana che adesso è soltanto un ricordo. Sofia oggi ha fatto un qualcosa di assolutamente straordinaria perché se realizzi una prestazione con un pò di errori e con condizioni atmosferiche non proprio ottimali e fai segnare la luce verde quando tutte le altre avrebbero fatto rosso, beh, ci sta poco da fare perché una gara come questa ci dice che è troppo più forte rispetto a tutto il resto. La più grande è lei e anche questa volta la pista lo ha confermato.

Sofia Goggia vince davanti a Ramona Siebenhofer anticipandola di 26 centesimi e Ester Ledecka di 20, per il resto il vuoto e un grande tricolore che sventola alto nella splendida cornice di Cortina dove l’affresco più bello è quello posto in essere per l’ennesima volta dalla fuoriclasse bergamasca. Domani Super-g, per continuare a sognare.