Meravigliosamente Mikaela

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Il back to back di Lienz ci ha consegnato probabilmente una delle migliori versioni di Mikaela Shiffrin nel massimo circuito intercontinentale di Coppa del Mondo di sci alpino: una autentica dominatrice sempre e soltanto affamata di vittorie e intenzionata più che mai a scrivere, ancora e ancora, indelebili pagine di storia non soltanto nella sua disciplina ma anche nel Gotha sportivo in generale.

Mikaela Shiffrin continua ad incantare il mondo e a stupirlo riempiendolo di nuovi successi che hanno il sapore di gemme dell’infinito, un’atleta senza limiti di bellezza e di forza in grado di imprimere il meglio del suo repertorio ogni volta oramai in ogni format di gara di una Coppa del Mondo che comincia anche quest’anno a prendere le sue sembianze, quelle di un’atleta incredibile che non finisce mai di stupirci.

Con questi due straordinari successi, Shiffrin chiude il 2023 a quota 900 punti nella classifica generale di Coppa del Mondo facendo alzare il gap in generale con la nostra Fede Brignone a 263 punti, con Vlhova terza, staccata di 383. La statunitense è al comando anche della classifica di slalom con 430 punti dopo cinque gare, a dimostrazione della forza e della totalità di questo straordinario prodigio nativo del Colorado.

93 successi sono una enormità considerando anche la comparazione con l’età e ,Mikaela è la più pura delle dimostrazioni in tal senso perché ha una centralità talmente assurda che ci dà sempre la certezza della presenza di ancora nuovi spazi e dimensioni da conquistare con la sua classe dall’alto del suo regime di miglior sciatrice di ogni epoca e tempo.

Nessuno come lei, e se il 93 è il numero di un altro grande atleta (Marc Marquez, questa volta nel motociclismo), la strada che Miki ha deciso di percorrere è quella che la può portare al gate verso un numero 100 che rappresenterebbe l’ennesima ciliegina su una torta condita non solo da record ma altresì da gloria e di indubbie soddisfazioni che le hanno permesso di conquistare il mondo dello sport e il cuore di milioni di appassionati e non dello sci alpino vedendo lei non solo come punto di riferimento ma anche come esempio da seguire, soprattutto per le più giovani e i più giovani che vogliono affacciarsi a questo meraviglioso sport. Come Odermatt.

Dominatori si, ma umani e meravigliosi come sempre e immensamente sul pezzo di storia dove volano per perseguire nuovi traguardi e posti sempre più luminosi nella sala più prestigiosa dello sport.

La gigantessa del gigante: Federica prende per mano l’Italia dello sport

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Che Federica Brignone sia una delle atlete principali della storia non soltanto delle discipline invernali italiani ma di TUTTA la storia dello sport del “belpaese”, è una delle ovvietà cui si potrebbe tranquillamente fare a meno anche di sottolineare, ma siccome la sua capacità di stupire e l’audacia che possiede nel proprio animo di andare sempre oltre i propri limiti sono due fattori attuali e determinati, beh, non possiamo esimerci dell’inchinarci dinnanzi a cotanta grandezza e grazia nella sala più splendente dello sport.

La trasferta canadese con questi due giganti messi a segno con una forza e una bellezza disarmante, ci lascia una in eredità una Federica non soltanto dalla forma generale grandiosa, ma anche la consapevolezza di essere sempre di fronte ad una atleta straordinaria che va al di là dello spazio e del tempo.

Si, e non è certamente una esagerazione perché mettere in fila per due giorni consecutivi avversarie del calibro di Lara Gut-Behrami che ha acceso la stagione in una maniera più luminosa che mai, e Mikaela Shiffrin la cui denominazione anagrafica non necessita di ulteriori spiegazioni, la dice abbondantemente lunga sulla caratura della nostra atleta, unica nella nostra storia a vincere nel 2020 la sfera di cristallo generale, che anche quest’anno si è preparata al meglio per dare battaglia alle sue avversarie rispondendo presente all’appello della lista delle vincenti.

Due giorni, due giganti, due vittorie da parte della gigantesca valdostana che ha impresso in ogni manche un ritmo insostenibile alle avversarie, sapendo soffrire anche nei momenti più difficili del tracciato nordamericano trasformando tali ostacoli in fieri alleati sino alla linea del traguardo che si è tradotta per lei in luce verde cui ha aggiunto il rosso e il bianco del nostro tricolore sfoggiato sul gradino di più alto del podio.

In una stagione sin qui, soprattutto per gli uomini, costellata da cancellazioni e rinvii, brilla quindi la stella di Federica, veterana azzurra ma dalla freschezza di sempre che ci ha già affermato che per la caccia grossa c’è ancora e sempre lei, in una stagione certamente ancora lunga e complessa, ma dal sapore come sempre dolce mediante la sua classe e la sua infinita forza.

L’essenza della regalità: il muro di Marta a Sölden

Author: Krzysztof Golik

Il weekend appena passato ci ha lasciato, come scritto ieri, una prestazione sontuosa di Lara Gut-Behrami che ha messo in onda una vittoria bellissima seguita a ruota da Federica Brignone staccata di soli due centesimi, e poi una ritrovata Petra Vlhova; anyway, c’è un momento che ci piace condividere e che, senza che nessuna si senta esclusa, si può catalogare come il “The Moment” di questo avvio di stagione a Sölden, sul Rettenbach, nel gigante femminile: il muro interpretato da Marta Bassino, nella seconda manche.

Marta, neo atleta dell’anno FISI, in questi anni ci ha abituato a delle prestazioni assolutamente sublimi attraverso la sua grande, grandissima classe unita alla sua tecnica sempre sopraffina che ad una prima occhiata sembra esser leggera come una piuma ma che in realtà sprigiona sulla neve un profondo mare di cavalli e di emozioni, centimetro dopo centimetro, con una esplosività degna di un vulcano in piena eruzione: e questa caratteristica l’abbiamo notata nella mattinata di sabato quando ha interpretato la parte centrale della pista austriaca nella più pura della forma in merito al concetto di determinazione.

Ciò che ha mostrato la campionessa di Borgo S. Dalmazzo è stato un qualcosa di assolutamente straordinario: la nostra piuma d’acciaio ha mostrato grandissima stabilità intrerpretando un muro da paura rifilando mezzo secondo all’allora seduta sul leader corner Valerie Grenier facendo sprigionare fuoco sul ghiaccio e mordendo la pista come solo una vera fuoriclasse, quale lei è, sa fare. Vederla scendere in quel modo libera da ogni cosa è stata una sensazione bellissima, ed è stato così per il semplice fatto che si aveva davanti al proprio sguardo il gesto tecnico più puro per una atleta, ossia quello di avere la completa padronanza della situazione e la certezza di poter fare quel che si voleva, divertendosi e allo stesso tempo aver la concentrazione di far per bene il proprio mestiere. Poi peccato certamente per la parta finale dove è mancata un pò di velocità, ma se questo è il trailer della stagione dell’atleta piemontese beh, signore e signori, mettiamoci belli comodi perché lo spettacolo è soltanto all’inizio.

Stendhal disse che “la bellezza non è che una promessa di felicità”, e il tutto ci sembra meravigliosamente attuale quando parliamo di una ragazza sempre con il sorriso stampato il viso, assolutamente contagioso, che fa e farà sognare ogni volta che metterà gli scarponi e gli sci ai piedi: Marta Bassino.

News clamorosa da Sölden: Lucas Braathen dice addio all’agonismo

Autore: Krzysztof Golik

La Coppa del Mondo di sci alpino 2023/24 non è ancora iniziata (Start domani col gigante femminile alle ore 10 con la prima manche e alle 13 per la seconda, meteo permettendo), che dal ritiro austriaco di Sölden viene fuori una notizia bomba che ha del clamoroso: il vincitore uscente della Coppa del Mondo di slalom va in conferenza stampa e annuncia il suo ritiro dall’attività agonistica apprendendo gli scarponi al chiodo a soli 23 anni.

Il movente è prettamente nato dallo scontro che sussiste da un pò di tempo tra alcuni atleti (non solo dello sci alpino ma anche nordico) norvegesi e la loro federazione per questioni di carattere commerciale, dove quest’ultima è legata ad un brand fisso mentre i primi preferirebbero rimanere liberi nell’esercitare le proprie linee di merchandising con marchi scelti in via personale.

Queste le sue parole: Per poter continuare a sciare con questo sistema, non devo solo mettere da parte i miei sogni. Devo mettere da parte anche la mia gioia. Non sono disposto a farlo… Detto questo, sono felice di annunciare che nel luogo in cui ho vinto la mia prima gara di Coppa del Mondo, mi ritirerò. Ho finito. Non mi arrendo per protesta. Non ho la pretesa di essere vendicativo. Vivo secondo il motto che dovrei fare sempre ciò che mi rende più felice. Penso che il sistema che abbiamo oggi sia contro la legge e non funziona più.

Lo sci alpino perde così uno dei suoi talenti più cristallini a causa di avvenimenti burocratici che, di fatto fanno, alla fine con tanto logoramento, scavare un solco insormontabile tra gli atleti e la loro passione privandoli di quest’ultima e annullando l’amore che si prova attraverso un risultato sportivo. Braathen sin qui aveva conquistato la summenzionata coppa di specialità tra i paletti stretti con un totale di 5 vittorie (La cui prima proprio a Sölden nel 2020) in Coppa del Mondo su 12 podi.

Di certo, oggi, è un giorno abbastanza triste dove molti avranno modo di riflettere. Si spera.

Anche perché, così, certamente non vince nessuno.

Sölden: verso l’avvio della Coppa del Mondo di sci alpino

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Attribution: Tiia Monto

Dopo tanti articoli su preparazioni, trasferte, attese e quant’altro finalmente siamo giunti all’epilogo della pre-season e ci aggiungiamo in questo weekend che verrà a celebrare finalmente l’avvio della nuova stagione di Coppa del Mondo di sci alpino che vedrà segnare il semaforo verde sabato alle ore 10:00 con lo start della prima manche dello slalom gigante femminile sul ghiacciaio del Rettenbach.

Tutto sembra essere pronto per l’avvio di questa nuova stagione considerando che già qualche giorno fa la FIS ha dato il suo assenso dopo l’ispezione della pista che già da tanti anni fa segnare l’avvio delle competizioni agonistiche alpine.

Sölden, guide turistiche alla mano, è un comune situato nel distretto di Imst, in Tirolo, precisamente nella valle laterale dell’Inn, ed è il comune più esteso dell’Austria con i suoi 466,78 km² a ben 1 368m sul livello del mare; ma ciò che maggiormente ci interessa per ovvi motivi sportivi, è il Rettenbach, ossia il ghiacciaio cui vedremo finalmente aprirsi i cancelletti di partenza per l’inizio delle battaglie sulla neve. Numeri importanti qui che prevedono una partenza a 3.040m s.l.m., un arrivo a 2.670m s.l.m., e un dislivello di circa 370m con un ripido abbastanza impegnativo e un terreno spesso scivoloso che non perdona neanche un minimo errore a testimonianza che questi sono tracciati particolarmente mirati ad atleti professionistici con una preparazione adeguata.

Come da tradizione la Rettenbach, poggiata proprio sul ghiacciaio che porta lo stesso nome, apre sin dalla stagione 1993/94 le gare della competizione intercontinentale di Coppa del Mondo di sci alpino; ultimamente, però, impervie condizioni climatiche hanno negli ultimi anni sconvolto di netto il programma con annullamenti di gara e spostamenti decisi di orario soprattutto per quanto concerne gli uomini, anche se lo scorso anno tutto è andato bene e le gare si son disputate regolarmente; lo scorso anno a prendersi il gradino più alto del podio è stato Odermatt davanti a Kranjec e Kristoffersen, mentre le ragazze hanno dovuto dare forfait per la gara che non si è disputata.

Quindi l’appuntamento per Sölden è previsto questo weekend, con i due giganti in programma per sabato 28 con la gara femminile (Prima manche ore 10, seconda ore 13, salvo sconvolgimenti di programma), e domenica 29 con l’esordio maschile (con gli stessi orari delle ragazze), tutto in diretta su Raisport ed Eurosport.

Sci alpino: la squadra maschile corre verso l’esordio di Soelden

Soelden è praticamente dietro l’angolo, e con l’esordio fra due settimane in Coppa del Mondo oramai ci siamo in direzione allenamenti e preparazioni per le atlete e gli italiani: dalla giornata di domenica scorsa e sino a giorno 20 a Pitztal, il direttore tecnico Massimo Carca ha convocato Filippo Della Vite, Giovanni Franzoni, Hannes Zingerle, Luca De Aliprandini e Giovanni Borsotti, insieme ai tecnici Peter Fill e Davide Marchetti. Sempre a nella località austriaca presenzieranno gli slalomisti Alex Vinatzer, Matteo Canins, Tobias Kastlunger, Simon MAurberger, Stefano Gross, Giuliano Razzoli e Corrado Barbera con gli allenatori Simone Del Dio, Stefano Costazza e Ivan Imberti.

Capitolo velocità: dalla giornata di ieri e sino a venerdì, Mattia Casse, Nicolò Molteni, Florian Schieder, Benjamin Alliod, Pietro Zazzi, Guglielmo Bosca e Christof Innerhofer, in compagnia dei tecnici Lorenzo Galli, Patrick Staudacher e Christian Corradino sono stati convocati dal D.T. Massimo Carca al Passo dello Stelvio; invece saranno sempre a Pitzal da oggi sino sempre a venerdì Asja Zenere ed Elisa Platino del team di gigante femminile di Coppa del mondo con gli allenatori Roberto Lorenzi, Thierry Marguerettaz e Paolo Bianchetti.

Il gruppo osservati maschile e femminile della velocità è invece impegnato a Saas Fee in Svizzera da ieri sino dal 16 al 20 ottobre con Sofia Amigoni, Camilla Vanni, Niciole Ploner, Giulia Casetta, Rita Granruaz, Eleonora Zanetti, Matteo Franzoso, Alberto Cludani, Leonardo Clivio, Gabriel Masneri, Nicolò Nosenzo, Lorenzo Magoni, Filippo Sambugari, Glauco Antonioli, Pietro Broglio, Marco De Zanna, Luca Ruffinoni, seguiti dagli allenatori Paolo Deflorian, Paolo Boldrini, Massimiliano Toniut, Luca Alasonatti, Ruggero Barbera, Mauro Baldo, Michelangelo Tentori e Andre Grange.

Sölden: la storia dell’avvio della Coppa del Mondo di sci alpino

Per l’avvio della stagione agonistica occorrerà attendere un mese abbondante, tuttavia cominciare a scrivere in merito alla Coppa del Mondo di sci alpino che vedrà il semaforo verde il 28 ottobre con la doppia manche di slalom gigante femminile a Sölden sul ghiacciaio del Rettenbach (mentre gli uomini debutteranno il giorno dopo sempre nello stesso format di gara), è cosa buona e giusta.

Dopo tante notizie in merito alla preparazione delle atlete e degli atleti in questi mesi tra Europa e Sud America, tra un pò si inizierà finalmente ad entrare nel vivo della competizione con il mondo del circo bianco che mette finalmente i motori che contano in moto affinché si possa costituire una nuova ed avvincente pagina di storia dello sport invernale in quella che è una delle discipline più importanti del suo novero.

Analizzando e cominciando ad entrare nell’ottica della gara austriaca, oggi ci concentriamo su un paio di curiosità che avvolgono la storia di Sölden al femminile che dal 1993 fa da cornice apripista al circuito intercontinentale della Coppa del Mondo; innanzitutto la particolarità che risalta all’occhio è che delle sin qui 25 edizioni (Tranne quella del 2006 non disputatasi) dalla prima del 1993/94 conquistata dalla padrona di casa Anita Watcher, ogni anno abbiamo assistito ad una vincitrice differente con nessuna atleta che è riuscita in grado di porre in essere un back-to-back, mentre il record di vittorie è stabilito da Tina Maze, regina autentica qui nel 2002 a pari merito con Flemmen e Hosp, nel 2006 e nel 2013, mentre si fermano a due Lara Gut-Behrami nel 2014 e nel 2017, e Mikaela Shiffrin nel 2021 e nel 2015 a pari merito con Anna Veith. La scorsa stagione, la gara fu annullata per questioni climatiche.

L’Italia ha avuto tantissime soddisfazioni in apertura di stagione e qui, la prima centrare per i nostri colori il podio per la prima volta è stata Deborah Compagnoni nell’edizione 1996/97 nella gara vinta dalla tedesca Seizinger, una Compagnoni che metteva in risalto le sue qualità anche l’anno successivo chiudendo terza alle spalle di Flemmen e Meissnitzer.

Al pari delle ragazze, l’anno di esordio di Sölden nel circuito maschile risale alla stagione 1994/95 dove il primo acuto all’interno del gigante austriaco avvenne per mano di Franck Piccard che con un acuto centrò il successo scrivendo il suo nome nell’albo d’oro interno di quesa gara, dove il transalpino concluse la gara sul gradino più alto del podio finendo davanti davanti allo svedese Nyberg e al norvegese leggendario Kjetil André Aamodt.

Sul Rettenbach a differenza delle ragazze, si limitano soltanto a due le apparizioni tricolore sul podio e queste sono avvenute oramai tanti anni fa e precisamente nel 2005 dove il grande Max Blardone si arrese solo al grande Bode Miller che realizzò un back-to-back bissando la vittoria dell’anno precedente, in un podio poi completato al terzo posto dal finnico Kalle Palander; il secondo podio, sempre in piazza d’onore, arrivò poi nel 2013 dove Manfred Moelgg si dovette arrendere a un altro statunitense, Ted Ligety, autentico eroe su questa pista che vinse davanti al nostro azzurro e a un giovane Marcel Hirscher.

Dicevamo di Ligety perché è lui lo sciatore con più vittorie qui, ben quattro di cui tre di fila tra il 2012 e il 2014, mentre l’ultima è datata 2016; un Ligety che sfiorò la vittoria per altre 3 volte quando finì secondo nel 2008 alle spalle di Svindal, terzo nel 2009 preceduto dagli elvetici Albrecht e Cuche, nel 2010 quando si arrese di nuovo allo stesso Cuche. Qui la gara non si svolse per ben tre volte nel 2011, 2018, e 2019 mentre lo scorso anno l’acuto portò la firma del futuro campione Marco Odermatt che condusse la gara sino in fondo bissando la vittoria dell’anno prima per un back-to-back semplicemente da urlo.

Looking for Mikaela

Author: Rolandinho1

All’alba della stagione che verrà, è normale porre in essere una normale riflessione in merito all’autentico Prodigio con la P maiuscola che ha caratterizzato, che caratterizza, e che sicuramente caratterizzerà il circo bianco al femminile dello sci alpino, vale a dire Sua Maestà Mikaela Shiffrin.

Mikaela ha avuto il merito attraverso non soltanto il talento che le ha donato madre natura agganciando il suo paio di sci scrivendo giorno dopo giorno, anno dopo anno immense pagine di storia, ma bensì anche grazie ad una dedizione fuori dal comune nel mondo non soltanto della sua disciplina ma anche dello sport in generale, costituendo un’autentica era sportiva rappresentante il fiore all’occhiello dello sport mondiale.

Arrivati alla stagione agonistica numero 14 nel massimo circuito intercontinentale e, considerando tutto il bagaglio di soddisfazioni e di vittorie ottenute nel corso di questo lucente e magnificente arco di tempo per lei, la domanda sorge spontanea: come può anche un’atleta di questo calibro, rappresentante il Gotha sportivo, trovare ulteriori motivazioni per un’altra annata? La risposta è più semplice di quanto si pensi.

Per una atleta o un atleta in normali standard, arrivati a un certo punto diventa anche fisiologico attestarsi su quei livelli e magari abbassare il livello della pressione e dell’attenzione, quando però si va a descrivere un qualcosa fuori dal comune la storia cambia eccome: Mikaela Shiffrin, appartenente a questo “particolare” novero di persone, ha il suo fiero alleato nel salone dei numeri, una particolare sala nunziale dove si sposano perfettamente la sua voglia sempre più di farsi trovare pronta davanti al mondo per cercare di stupirlo ancora di più da un lato, e l’amore in quel che riesce a fare. E non importa se tutti o quasi i record sono stati raggiunti, la voglia e la capacità mescolate con il lavoro minuzioso con il suo staff.

Non vi è numero che possa appagare la sete di vittoria e la fame di trofei di questo talento, uno dei più importanti nella storia dello sport, perché la capacità di andare sempre oltre o la possiedi nel DNA da sempre o non la possiedi, e lei non soltanto la ha ma l’ha sempre relegata nella parte più speciale del suo cuore facendole sprigionare il profondo mare di emozioni che si nota dal suo sguardo, dolce e determinato da vera guerriera, donando al mondo uno degli spettacoli agonistici più belli di sempre.

Ayrton Senna disse una volta di voler vincere sempre , e che l’opinione secondo cui la cosa più importante è competere è un’assurdità; trovandoci perfettamente d’accordo con il più grande pilota che questo mondo abbia mai ammirato, non possiamo che inserire quest’aforisma di “Magic” su questo umile trattato su una ragazza normale che ha inseguito il sogno e, realizzandolo, continua e continuerà a stupire questo corpo celeste facendo ancora e ancora questa attività: appunto, vincere. Incantandoci.

Il pettorale rosso e il suo numero, l’1, dirà sempre chi è lei al di là di ogni tempo, spazio, numero, e record: Mikaela Shiffrin.

Distorsione al ginocchio per Tommaso Sala: rientro in Italia ma i legamenti sembrerebbero a posto

Prima tegola per la nostra nazionale di sci alpino in quel di Ushuaia che riguarda Tommaso Sala; il nostro atleta come da nota FISI ha lasciato la località sudamericana per fare rientro in Italia a seguito di una distorsione ad un ginocchio il quale però, a seguito delle prime analisi strumentali, ha escluso l’interessamento fortunatamente dei legamenti.

Per togliere ogni dubbio nella giornata di oggi verranno effettuati nuovi test in Italia per avere una completa visione del problema a cura del Dott. Andrea Panzeri, Presidente della Commissione Medica della nostra federazione.

Sala nei giorni scorsi nel corso di un allenamento è caduto sulle nevi e ha sentito immediatamente dolore stoppando ovviamente ogni attività; mentre ciò avveniva in Argentina i velocisti sono di scena in Cile in quel di La Parva dove In Cile sarano di sceenaBenjamin Alliod, Guglielmo Bosca, Mattia Casse, Christof Innerhofer, Niccolò Molteni, Florian Schieder e Pietro Zazzi, mentre Dominik Paris si allenerà in argentina fino al 4 settembre per poi raggiungere i summenzionati compagni in terra albiceleste; tutti rimarranno in quel comprensorio fino al 17 settembre per poi fare ritorno nel nostro paese.

Lake Louise: addio o arrivederci alla Coppa del Mondo di sci alpino?

Quando parliamo di Coppa del Mondo di sci alpino in ambito veloce maschile per quel concerne non solo l’inizio di stagione ma anche e soprattutto il prestigio in senso generale, la località di Lake Louise rappresenta uno dei punti principali sotto questo punto di vista; tuttavia, per la stagione 2023/24 non arrivano buone notizie per la splendida località canadese in connessione alla principale disciplina invernale.

La notizia è di quelle ovviamente di una certa rilevanza, perché in data odierna la Federazione Internazionale ha ufficializzato che il suddetto storico appuntamento previsto per il 25 e il 26 dicembre, con in programma la discesa libera e il super-g, non verrà in alcun modo disputato.

Timori della vigilia quindi ampiamente confermati in tal senso dove la situazione economica si fa sentire e cominciano a sorgere in essere delle circostanza differenti rispetto al passato. Tra le altre cose, Lake Louise non verrà sostituita da altre sedi, ergo la trasferta oltre oceano avrà soltanto gli appuntamenti di fine anno di Beaver Creek dell’1, del 2, e del 3 dicembre con in programma le due discese libere ed il super-g, quindi avremo due gare in meno per un totale di 19 gare sul segmento della velocità.

Queste le parole della Presidente Therese Brisson: “Sfortunatamente i modelli economici sono cambiati negli ultimi anni. Stiamo lavorando per trovare soluzioni e ottenere progressi che sicuramente non arriveranno nella prossima annata, la nostra attenzione è già rivolta al 2024/25”.

In attesa quindi di capire cosa avverrà nel corso del tempo e se, in futuro, ci sarà spazio per la Men’s Olympic Downhill nel calendario del circo bianco, due gare in meno nel segmento veloce non recuperabili potrebbero portare a pensare a una qualche discrasia in merito al segmento tecnico, con una Coppa che potrebbe partire già da Sölden in disequilibrio.