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La stagione “D’oro” del biathlon femminile

Dorothea Wierer ha portato un enorme lustro al nostro paese dal punto di vista sportivo andando a raggiungere un obiettivo che mai nessuno era, prima di ieri, riuscita  a nessuna altra atleta, ossia andare a conquistare la Coppa del Mondo generale di Biathlon dopo una stagione a dir poco sensazionale vissuta con un testa a testa meravigliosa con la compagna di squadra Lisa Vittozzi.

Una stagione meravigliosa coronata davvero da quello che è stato il perseguimento di un obiettivo finale che ha il sapore non soltanto del trionfo, perché sarebbe riduttivo, ma anche del sapore dolce della consapevolezza che  non solo il lavoro duro paga sempre quando lo si coordina con il proprio talento esattamente come un primo violino all’interno di un’orchestra unica, ma ti regala una soddisfazione per la quale vale la pena esistere e per la quale si spinge a 2000 orari sin dall’inizio della propria carriera.

Gli altri leggono di sport, chi esercita invece questa professione rispecchia nei propri occhi il connubio allo stato più puro tra dovere ed emozioni, tra prestazione e trionfo, tra lacrime e sorrisi, ma soprattutto della consapevolezza di essere forte, dannatamente forte, più di quanto si pensi, più di quanto si pensava, donandosi la convinzione di poter spingersi in futuro ancora più in là

La forza di una grande donna la si riconosce attraverso quelli che sono gli enormi sacrifici fatti nel corso del tempo per andare verso il vettore di un sogno in modo tale da trasformarlo in realtà. E spesso questi sogni, diventando realtà, vanno ad illuminare di gioia tutti coloro che ammirano i gesti necessari per tali compimenti, facendo emozionare lungo il viale dei brividi lungo la schiena. Questa ragazza, ieri, di gesto ne ha compiuto un altro, l’ultimo necessario per coronare il suo sogno e non soltanto il suo, scrivendo una pagina enorme di storia che meriterebbe ben più altro risalto dopo aver portato il tricolore sulla vetta più alta che ci sia.

Ma di certo non é possibile, come detto, dimenticarsi della nostra Lisa Vittozzi che ha concluso proprio alle spalle di Dorothea: La meraviglia che sei, la luce che brilla dentro il profondo dei tuoi occhi, la dicono lunga anche sulla tua forza gridandola anche al più lontano dei venti che ti spingerà sempre più lontano facendo di raggiungere la meta per perseguire quelli che sono i risultati che meriti.

Oggi più che mai, le nevi che si dividono tra sci e carabine, parlano indelebilmente azzurro oggi ponendo delle basi stabili anche per il domani.