Sofia Goggia e Beat Feuz sulla vetta più alta della velocità

This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license – Author: Krzysztof Golik

Come già si era abbondantemente compreso nella giornata di ieri, le condizioni meteo in quel di Lenzerheide erano abbastanza complicate per far pensare oggi lo svolgimento delle gare di velocità di discesa libera in merito alle finali di Coppa del Mondo di sci alpino, ragion per cui Sofia Goggia e Beat Feuz possono alzare al cielo i meritati trofei al termine di una stagione meravigliosa.

Sofia infortunatasi al ginocchio 45 giorni con uno stop che le ha privato la possibilità di provare a scrivere un’altra pagina storia questa volta ai Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo, riesce a conquistare questa meravigliosa sfera di cristallo che può con fierezza alzare al cielo perché è frutto di un lavoro enorme e dei numeri strepitosi fermati soltanto da quel brusco infortunio; Sofia quest’anno ha dato per l’ennesima volta prova del lavoro incredibile che le ha fruttato uno score di quattro trionfi in Coppa del Mondo a Val d’Isere, a S. Anton, e la magnifica doppietta a Crans-Montana. Per la fuoriclasse bergamasca si tratta del secondo successo di specialità in carriera dopo quello ottenuto nel 2018 e che va a far segnare la doppietta azzurra dopo il trofeo di gigante portato a casa da Marta Bassino qualche settimana fa per uno sci azzurro, o meglio dire rosa, sempre più ai vertici del mondo.

Incredibile anche la performance stagionale di Feuz: l’elvetico raggiunge Klammer con quattro successi in fila in discesa libera in sede di specialità (Successivamente la Leggenda Franz ne avrebbe aggiunto un’altra) e dimostra ancora una volta la straordinaria padronanza con gli sci e con la velocità di questo straordinario atleta: Feuz quest’anno ha conquistato con dei piazzamenti importanti la vetta dei 486 punti in sette gare cn la soddisfazione di una doppietta sulla mitica Streif in quel di Kitzbuehel ponendo la sua firma in una gara che, sino a quest’anno, non era riuscito mai a portare a casa.

Oggi, 18 marzo 2021, è il giorno della celebrazione di due enormi figure dello sci alpino che, siamo assolutamente certi, continueranno a deliziare le platee mondiali con una personale soddisfazione di vedere, ancora una volta, la meravigliosa Sofia alzare gli occhi al cielo, godersi un trionfo, ringraziandola per l’ennesimo regalo che è riuscita a fare. Domani si tenterà di far svolgere le prove di supergigante.

Crans Montana nel segno di Sofia e di una grande Italia

Foto: Stefan Brending / Lizenz: Creative Commons CC-BY-SA-3.0 de

Sofia fa il back-to-back a Crans Montana in una discesa a dir poco regale che, in questa splendida pista elvetica, ha messo in risalto una prestazione enorme da parte di tutta la pattuglia azzurra che dopo Lara Gut-Behrami che ha chiuso al secondo posto, piazza Elena Curtoni al ritorno sul podio in terza posizione e Laura Pirovano al quarto che fa segnare il miglior risultato in carriera.

Il risultato di Sofia Goggia è a dir poco storico qui sul Mont Lachaux, perché fa segnare tra i vari numeri a dir poco splendidi della fuoriclasse bergamasca,il centesimo trionfo di una ragazza italiana in una gara di sci alpino. Per Sofi in senso personale oggi va segno il quarto successo in serie nella massima espressione veloce di questo sport, nonché l’undicesimo in Coppa del Mondo: la vittoria di oggi non è altro che un chiaro monito alle avversarie che dimostra, ancor di più, chi sia la numero uno assoluta su questi segmenti di gara.

Sofia è assolutamente impeccabile sin dalla partenza e pennella movimenti regali ponendo in essere un incredibile affresco in una pista che adora e che griffa in discesa libera per la terza volta nella sua carriera il suo nome leggendario. Il momento di forma dello sci alpino rosa italiano è alla sua massima espressione e, oltre a volger lo sguardo a domani per il super-g, è indubbio avere un pò più di certezze in vista dei Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo.

Un dominio veloce chiamato Sofia

This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license – Author: Krzysztof Golik

Sofia Goggia. Si potrebbe riassumere soltanto con un nome ed un cognome la gara odierna di discesa libera femminile di St. Anton che ha il sapore di un autentico dominio da parte della nostra fuoriclasse bergamasca che tira fuori dal cilindro l’ennesima magia tale da incantare le nevi che calca sotto i suoi sci attraverso una delle migliori prestazioni ottenute nel corso di una carriera che aggiunge alla sua collezione una delle perle più lucenti.

Sofia studia per bene il tracciato nella prima parte di gara per poi scatenare tutti i suoi cavalli acquisendo una velocità superiore ai 130 orari nella parte centrale della discesa elvetica, e così facendo va a compiere un autentico capolavoro ricordandoci, ancora una volta, chi è la vera regina della velocità con addosso il tricolore del nostro paese. Già nella giornata di prova aveva evidenziato un grandissimo feeling con questa neve svizzera e lasciava presagire nella giornata di oggi un qualcosa di speciale ma, essendo che stiamo parlando di Sofia, ella ci ha stupito regalandoci davvero molto molto di più.

Per Sofia si tratta della seconda vittoria stagionale dopo il successo in Val d’Isére lo scorso 19 dicembre, la nona vittoria nel circuito intercontinentale, la sesta perla nella massima espressione veloce dello sci alpino per dei numeri importanti che hanno il sapore di una storia meravigliosa che, passo dopo passo, aggiunge dei nuovi colori all’arcobaleno che la stessa ha il dono di regalarci a ogni gara. Goggia precede sul podio Tamara Tippler a 96 centesimi (A testimonianza del solco scavato in vetta), ancora la Johnson che centra il terzo podio consecutivo alla casella numero 3 con un gap staccata di 1.04, poi quarta Ledcka a 1.10, e una meravigliosa Laura Pirovano che chiude le prime cinque a 1.15 arpionando il miglior risultato in carriera.

Domani si replica con la velocità con in programma un bel super-g e vedremo quelle che saranno le sensazioni delle nostre atlete, tuttavia però oggi ci godiamo l’ennesimo affresco che consacra ancora una volta la splendida Sofi tra le atlete più forti sulla faccia della terra. Semplicemente, unica.

Il cielo è azzurro sopra St. Moritz, con Goggia e Brignone che illuminano il palcoscenico elvetico

Goggia

Le regine dello sci alpino italiano tornano ancora una volta protagoniste al termine di una gara pazzesca e si prendono la scena a St. Moritz nel supergigante andando a scrivere un’altra splendida pagina azzurra dello sci alpino in Coppa del Mondo.

Una meravigliosa Sofia Goggia precede di un solo centesimo un’altrettanto fantastica Federica Brignone, e torna al successo nella competizione intercontinentale con ik tempo di 1’12”96 illuminando un podio straordinario dove sale anche una fantastica Mikaela Shiffrin che chiude con un gap di 13 centesimi dalla vetta della fuoriclasse bergamasca.

Una gara sontuosa che dimostra ancora una volta la forza e la caparbietà della nostra Sofia che, ad un certo punto, si è sdraiata e toccando la neve ha perso il bastoncino sinistro che, per fortuna, non ha pregiudicato la sua meravigliosa prestazione che le vale il settimo successo di Coppa del Mondo, il primo stagionale dopo la trasferta oltreoceano che non le aveva regalato soddisfazioni.

Grande risultato, come detto, anche per Federica Brignone che si regala un altro podio dopo quello ottenuto in slalom gigante a Killington anche lì con una doppietta dietro Marta Bassino in quel frangente al primo successo in carriera a dimostrazione di uno stato di forma eccezionale che lascia presagire davvero una grande stagione anche per lei.

Più attardate le altre italiane con il 15mo posto di Elena Curtoni a 1”06, 17ma poi Francesca Marsaglia a 1”27, alla piazza 18 Marta Bassino a 1”5,1 24ma Nicol Delago a 1”86, e prende anche punti Laura Pirovano al 30mo posto a 2”15.

Il buongiorno, davvero, si vede dal mattino.

Il silenzio di una guerriera di nome Sofia

Goggia

Sapevo solo che non c’era più bisogno di afferrare tutto a mani nude, che lasciar scorrere l’acqua del fiume era sufficiente, che era tutto. La mia vita come ogni vita: misteriosa, irripetibile e sacra… così vicina, così presente, così pienamente mia.”
(dal Film Wild – 2014)

No, non ci eravamo scordati di lei. Chi vi scrive non si era dimenticato di Sofia, anzi, stava continuando a seguirla assiduamente in tutto questo tempo, determinante per un atleta invernale, dove la preparazione è la chiave di volta per la stagione che verrà.

Stavamo semplicemente ascoltandola. Di continuo. Già, perché lei oltre alle sue parole ci ha abituato molto bene anche a ciò che esprime attraverso il silenzio, un silenzio talmente assordante che in lei dice molto di più, in quanto ci lascia ogni volta intuire la fame di vittorie, il desiderio di migliorarsi, e la specialità di una persona che anno dopo anno ha sempre voglia di scoprire dei limiti nuovi da varcare.

Un superamento di limiti dove ha sempre assaporato tutto, le vittorie colorandole con la sua essenza, le sconfitte dove ha saputo trarre rialzandosi da sola come sempre tutte le motivazioni più uniche per ripartire, ma anche le porte da varcare attraverso il desiderio e la curiosità di spingersi ancor di più oltre. Verso l’infinito magari perché no, e pure oltre, come diceva un film Pixar più bello che mai.

Ci sono atleti e atleti, e solo i più grandi lasciano parlare la fatica quando non c’è niente da dire mediante le labbra, una fatica che poi lascia spazio ai fatti che nel caso dei grandissimi, trovano dimora nel grande libro dei gesti sportivi e negli albi d’oro da raccontare attraverso gli anni ricordando le imprese leggendarie mediante i “ferri del proprio mestiere”.

C’è chi ha un pallone, chi ha un volante, chi un manubrio, chi un paio di sci. Ecco, Sofia mette ai piedi i suoi sci e attraverso la sua regalità che ci permette di condividerla, scrive la storia griffando curve sinuose ed eleganti, che soltanto all’interno della grande sala dei fuoriclasse, si ha l’opportunità di apprezzare e di rivivere continuamente come un museo storico e di rara bellezza.

Una stagione che la nostra campionessa azzurra sta cominciando già a mordere attraverso la sua voglia emergente dal profondo della sua determinazione e attraverso il sudore degli allenamenti che sin dalle prime luci dell’alba, stanno avvolgendo Sofia e tutto il suo staff per non lasciare un minimo dettaglio, come sempre, al caso. La fatica e la determinazione saranno sempre le armi più grandi per cercare di andare al di là anche nelle difficoltà più pure e ogni anno lei, come un guerriero pronto alla battaglia, le affila per ottenere sempre ciò che vuole. Per provare a farlo. Per cercare nuova gloria. Per trovarla sotto un cielo misto tra il bianco della neve e l’azzurro della limpidezza.

Sofia Cara, continua così a spingere e far urlare questo tuo silenzio, non smettere mai di farlo: tornando al primo capoverso di questo articolo, ti avvertiamo sempre in ogni tuo gesto regale dentro e fuori la pista in questa vita, la tua, che hai reso colma di gloria e di gioia per te stessa e non solo.

Così vicina, così presente, Così pienamente tua.

Così per sempre, Sofia.

Mondiali Åre: il super-g femminile è nel segno di Mikaela Shiffrin , ma una meravigliosa Sofia Goggia è medaglia d’argento!!!

La magia esiste sempre, e il nome di Sofia Goggia è sempre inclusa nella sua essenza

Dopo tante peripezie causa raggiungimento difficoltoso in terra svedese tra ritardi aerei e bagagli smarriti, i Campionati del Mondo di sci alpino 2019 in scena ad Åre sono finalmente iniziati e anche partiti col botto: oggi è stato assegnato il primo titolo iridato valido per il supergigante femminile con partenza abbassata andando a creare una sorta di prova sprint, e l’acuto da sogno è stato griffato dalla firma di Mikaela Shiffrin, ma una meravigliosa Sofia, sino alla discesa della statunitense, aveva mantenuto la vetta della classifica interpretando questa pista in maniera soave al pari dell’americana che, alla fine, l’ha spuntata per soli due centesimi; terza piazza per Corinne Suter per la svizzera, quarta Rebensburg e quinta una strepitosa Nadia Fanchini.

Per Mikaela si tratta della quarta medaglia d’oro ai Mondiali, la prima in super-g dopo le 3 in slalom speciale conquistate a Schladming 2013, a Vail/Beaver Creek 2015, e a Sankt Moritz 2017, cui bisogna anche aggiungere anche l’argento in gigante sempre in Svizzera nel 2017 per un totale (Provvisorio…) di 5, per Sofia invece seconda medaglia in carriera ai Mondiali dopo il bronzo in gigante a Sankt Moritz nella precedente edizione e un buonissimo input in vista della prova in discesa di domenica.

Brutta caduta per Lindsey Vonn che finisce contro le reti di protezione ma che poi si rialza sui suoi sci dopo l’intervento dei commissari di gara e dei medici; circa le altre italiane bisogna segnalare una grandissima gara di Francesca Marsaglia settima mentre decima conclude Federica Brignone; per gli altri risultati ecco il link con la classifica definitiva: http://live.fis-ski.com/lv-al5103.htm#/short

Il Mondiale, non poteva che iniziare alla grande sotto il segno dei brividi lungo la schiena miscelati ad un gran carico di emozioni.

L’appuntamento per lo sci alpino con i mondiali è previsto per domani sempre in specialità super-g ma questa volta tra gli uomini sempre alle 12:30 con diretta su RaiSport ed EuroSport.

Sci Alpino: a Garmisch Nicole Schmidhofer c’è, ma brilla la stella di Sofia Goggia

Goggia

Per iniziare questo racconto di cronaca di gara in quel di Garmisch-Partenkirchen, dove, alla fine alle ore 11:30 italiane, si è svolta finalmente la prova di super-g femminile di Coppa del Mondo di sci alpino dopo vari rinvii causa meteo ballerino, è necessario utilizzare una bel pezzo di Eros Ramazzotti di 19 primavere orsono:

“Quando la festa comincerà, tu sarai regina… Tutta la gente si fermerà… A guardarti stupita…”

L’emozione di ritornare in pista, il coraggio di lanciarsi mollando tutti gli sci in velocità, la voglia di mettere subito tutti i fattori in chiaro… Son cose tali da mozzare il fiato a tutti coloro che oggi hanno osservato con trepidazione Sofia Goggia nel suo ritorno alle gare: oggi a salire sul gradino più alto del podio è Nicole Schmidhofer, ma a 23 centesimi di distacco c’è proprio questa Regina la quale, dopo aver posto in essere una prestazione sublime degna della sua grandezza mostrando al mondo intero, omaggiandolo tramite le sue qualità, al primo start in stagione piazza il primo podio concludendo seconda lasciandoci sognare e consolidandoci tutte le certezze in fatto di meraviglia e di specialità di questa ragazza unica, forte, e desiderosa di riprendere da dove aveva lasciato.

Non ci sono parole per descrivere le qualità di Sofia; c’è solo tanto orgoglio nell’avere una atleta di questo tipo capace subito di imprimere alla competizione il suo ritmo, ed una infinita gioia mista a commozione nel rivedere quello sguardo colmo di rabbia e di voglia tipico soltanto di quegli atleti capaci di ritrovarsi immediatamente lasciandosi alle spalle tanta sfortuna utilizzata poi come arma per aggredire gli obiettivi che si vuole tramutare da sogni in solidissime realtà; per l’atleta bergamasca si tratta del 23mo podio in quel della Coppa del Mondo.

Al terzo posto si piazza una ritrovata Lara Gut-Behrami a 0.45” dalla vetta occupata dalla forte austriaca, quarta l’altra nostra Federica Brignone che sfiora il podio trovando un ottimo feeling con la pista tedesca a 55 centesimi sfoderando una splendida prestazione in ambito veloce, mentre chiude i primi 5 la francese Miradoli a 75; ottima prova in generale per le altre italiane con Marta Bassino splendida nona, Francesca Marsaglia che chiude decima, e Nadia Fanchini undicesima; per il resto degli altri risultati ecco la classifica dal sito della FIS: http://live.fis-ski.com/lv-al5042.htm#/short

L’appuntamento con lo sci alpino femminile è previsto per domani con la discesa ovviamente sempre a Garmisch per la seconda prova veloce di fila in questo weekend straordinario di gare.

P.S. ultimo pezzo di strofa sempre di quella canzone:

“Quando la festa poi finirá, torneremo a terra, tutta la gente si ricorderà, d’aver visto una stella…”

Non c’è altro da dire in merito a questa strofa, alle volte basta chiudere gli occhi e pensare che quella stella, sì, finalmente è ritornata dove merita di stare, ossia in cima a quella vetta dove scorre il lungo viale delle emozioni e degli onori che lei ha reso ancora più lucente con il suo semplice esistere. Sofia è tornata, il resto dello sci alpino è avvisato.

Bentornata Sofi, il meglio deve ancora venire.

Una nuova alba sulle nevi, piccola grande Sofia

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore.

Marcel Proust, in un aforisma pazzesco, ha identificato una serie di sfaccettature fondamentali della vita un poco più di quattro righe: ha menzionato la felicità, il fascino, la bellezza, e anche la luce che ci circonda rendendo tutto più magico quando tutti questi fattori vanno a coniugarsi per comporre alla fine la sintesi più definita del sentirsi vivi.

Senza filosofeggiare più di tanto in dubbio che questa serie di emozioni possa scaturire anche nella vita di un atleta quando riesce a trasferire in professione quello che é il proprio amore: di quello di Sofia Goggia nei confronti dello sci ne abbiamo parlato in tutti gli aspetti fondamentali, e conoscendo quanto sia viscerale è difficile anche solo provare ad immaginare quanto siano stati questi mesi duri lontani da quel bianco magico e dalle competizioni; spesso quando le cose belle finiscono, ci intristiamo pensando che queste volano via facilmente rapidamente rubandoci anche gran parte del tempo, ma alla fine anche gli aspetti brutti terminano e ci insegnano sempre che una nuova alba sorge sempre, ed è possibile osservarla anche meglio di prima perché la vediamo con gli occhi più forti, più resistenti, forgiati dalla sofferenza e dai problemi, che alla fine fortificano. E’ il principio non solo del tempo che scorre inesorabilmente ma anche della vita.

In questi giorni la nostra atleta é in località Passo San Pellegrino per proseguire con gli allenamenti per poi spostarsi a Garmisch-Partenkirchen dove nel weekend riprenderá la Coppa del Mondo e dove la bella bergamasca parteciperá alla discesa di prova per testare il tutto. Ecco quindi il suo ritorno in pista dopo tanto tempo e dopo una sfortuna incredibile; ci vorrá del tempo naturalmente per riprendere la condizione e la confidenza con gli sci, ma questo é il primo mattoncino e la bella Sofia, dopo tanto tempo, si sta apprestando a metterlo; con calma e pazienza, con dedizione e serietà, la voglia di non fermarsi mai ha fatto anche questa volta la differenza e ha prevaricato sulla sfortuna.

Qui c’é un posto dove in estate, al mattino, si può ammirare la tranquillità del mare proprio sorgere del sole carpendo una calma difficilmente riscontrabile altrove e dove chi vi scrive si rifugia spesso e volentieri, una specie di calma apparente, come una sorta di preludio un qualcosa direttamente più determinante che sfocia nell’esplosione di una energia unica data dell’incrocio della nostra stella con le acque; con Sofia trovo delle analogie: basti pensare a quell’attimo prima che si apra il cancelletto di partenza, a tutta quella calma e a quel silenzio, provate anche solo per un istante a chiudere gli occhi contando sino a 3 e tentate di simulare quel momento, a fare quel carico di emozioni… E poi? E poi via. Giú con la fame, la rabbia nella discesa, e quelle linee a tratti poetiche ed eleganti e a tratti forti ed energiche, che denotano l’essenza di questa ragazza volta ad inseguire neve dopo neve un nuovo sogno per cui valga la pena esistere.

Tornando a Marcel Proust, Si parlava di felicità nel primo capoverso, e vedere quella che è stata la ragione scatenante di questo piccolo angolo di scrittura di mettere ai piedi con gli sci virgola e l’aspetto di gioia e dell’essere felice più ampio che si possa immaginare.

Si riparte quindi da Garmisch, verso una nuova alba da vedere ma sempre dallo stesso punto di ammirazione, quello situato al tuo fianco pronti a sostenerti che sia primo o ultimo posto, perché la gioia nel rivederti con quegli sci anche in un semplice allenamento o test, semplicemente, non si puó quantificare figuriamoci classificare.

Come diceva Ligabue qualche anno fa: “ora che ci sei, come io vorrei”, con quegli sci ai piedi e quel sorriso bello come quel mare su menzionato nel mese di agosto.

Bentornata Sofi, in bocca al lupo.

Cara Sofi, il futuro è già adesso

Sofia Goggia

Nell’epoca dei social media abbiamo l’occasione di conoscere ancor più profondamente soprattutto in senso sportivo le caratteristiche di tutti quelli che ci stanno a cuore e che fanno pulsare il nostro animo di emozioni attraverso le loro gesta sportive anche fuori dal loro piano di lavoro.

Di Sofia Goggia ne abbiamo parlato in tutto e per tutto ed è vero, ma ogni volta non ci stanchiamo mai, veramente mai, di definire la grandezza ancora una volta della donna ancor prima dell’atleta che, con un pizzico di orgoglio tricolore, è davvero tutto nostra.

Ciò che denota Sofia non è soltanto l’approccio alle sfide che intraprende, con una (Prendendo in prestito un termine argentino) “garra” essenzialmente unica come abbiamo detto in un articolo qualche tempo fa, ma soprattutto il costante mantenimento di quella fame che la spinge ancora oltre il presente proiettandola già nel futuro denotando quelle che sono le stimmate vere e proprie della fuoriclasse con ancora un futuro tutto da scrivere; subire un infortunio proprio alla vigilia della nuova edizione della Coppa del Mondo in una stagione che prevede anche i campionati del mondo a febbraio in terra svedese, non è assolutamente cosa da poco e metterebbe in seria difficoltà soprattutto mentale chiunque pratichi un determinato sport di queste caratteristiche, in particolar modo se sei una seria candidata alle vittorie finali, ma Sofi è differente.

La bergamasca per l’ennesima volta ha dimostrato di aver vinto anche in questa occasione mettendo in risalto tutta la sua tempra; si badi bene, quando subisci un infortunio di questo tipo che ti modifica nettamente quelle che sono le tue aspettative stagionali, non è di certo cosa da poco e momenti complicati e difficili, soprattutto nell’impatto iniziale dove devi accettare una decisione voluta dal destino di questa caratura, sono all’ordine del giorno, ma ella è stata in grado di reagire nel migliore dei modi e, seguendola costantemente sui suoi canali ritornando al discorso dei social, ha messo in evidenza ancora più del solito la sua determinazione sia nell’affrontare il tutto, sia nella voglia di ripartire tornando esattamente al punto dove aveva lasciato.

In quel della preparazione estiva il dettaglio era il punto focale entro il quale essa stessa in connubio con il suo staff si è mossa, le intenzioni erano assolutamente chiare, ma questo stop non ha di certo mutato i soliti due fattori che la accompagnano fieramente sin dai tempi degli esordi, ossia la certezza e la determinazione: la prima consiste nella strada da percorrere che è sempre quella che conduce ai propri sogni, e la seconda nella benzina che serve per intraprendere questo percorso detenuta essenzialmente nel suo animo visibile nel profondo dei suoi occhi, il tutto per riprendersi ciò che è stato momentaneamente interrotto da un beffardo incidente di percorso. Sarà anche qui il dettaglio che farà la differenza, il dettaglio che è l’essenza della nostra finanziera.

Sofia è davvero una rarità, una atleta incredibile che riesce a soltanto a far breccia nei cuori di qualsiasi appassionato sportivo anche non sciistico perché in senso generale e assoluto rappresenta quella che è il vero e proprio emblema dello sport, tanto nel trionfo quanto nella sconfitta intesa anche come infortunio, per l’esempio che riesce a trasmettere anche ai più giovani nel volgere il pensiero alla immediata risalita non permettendo a niente nessuno di metterla in ginocchio. 

La donna fuori dal campo è una fuoriclasse ancor maggiore di quella che siamo abituati a vedere all’interno di piste dove è solita a dipingere curve sulle nevi: disponibilità, gentilezza, solarità. Un esempio sano che dovremmo essere abituati più spesso con tanti altri sportivi che sono venerati da tanti appassionati.

Dovremmo attendere ancora un po’ all’anno nuovo per rivederla in pista, sicuramente l’anno che verrà, ma seppure ancora non consacrata da podio sulle nevi come lei ama e come tutti noi adoriamo osservarla, Sofia Goggia ha già conquistato il gradino più alto in tutti noi attraverso la sua forza che le ha permesso ancora di vincere anche fuori dal campo.

Un serio monito a tutte le sfidanti che sono già avvertite, perché sappiamo che nella vita come nello sport di certezze ce ne son poche, ma una di queste è raffigurata dal fatto che lei tornerà ancora più forte rispetto al pre-infortunio, per andare a scrivere nuove pagine di storia griffata dalla penna più bella degli ultimi anni dello sport italiano.

Sai perché cadiamo Sofi? Per imparare a rimetterci in piedi

Sofia Goggia

Sofi cara, e in questi casi che si fa? Ci si dice quanto ci dispiace, quanto magari se si faceva questo non sarebbe avvenuto quello, che la sfortuna è sempre dietro l’angolo, ecc. Ogni parola servirebbe solo per fare retorica e per ricalcare la solita cronaca degli eventi accaduti, cosa logica e giusta perché quando succedono eventi importanti bisogna andare a raccontarli, come nella buona anche nella cattiva sorte, un pò come in regime di un matrimonio.

Già, per una Campionessa come te dove la C maiuscola nel corso di un discorso non è un errore grammaticale ma una doverosa e sacrosanta ovvietà, l’amore che nutri per lo sport che pratichi, lo sci alpino, divenuto una professione, è paragonabile davvero a delle nozze. Nozze in cui, come nella ovvia normalità del tutto, ci sono degli alti e dei bassi. Da mettere in conto. E’ la vita. No, niente retorica, parliamo di te invece.

Anzi no, facciamo una cosa, più che di te focalizziamo l’attenzione per quel fuoco che brucia ardentemente nel centro del tuo animo come un vulcano sempre pronto eruttare magma con spregiudicatezza e determinazione per andarsi a prendere gli spazi che reclama. Una caduta? Purtroppo capita. Una frattura? Sfortunatamente da mettere in conto in uno sport dispendioso e rischioso come lo sci. Eventi negativi? Sicuramente essi sono, magari ridimensionano gli obiettivi di una stagione, ma non la forza che hai dentro di te.

Non c’è riuscito quel maledetto il 7 dicembre del 2013 a Lake Louise dall’altro lato del mondo col crociato del ginocchio sinistro andato, e ci riesce Hintertux? Dà fastidio sì, e brucia, e fa girare terribilmente le scatole per non dire latro, ma a bruciare deve essere più di ogni cosa la tua voglia di rivalsa e di riprenderti ciò che può essere tuo. Cosa che farai, perché qui stiamo parlando di te, di certezze, e tu sei la certezza più grande che ci sia solo per il fatto di esistere in questo globo terrestre che hai contribuito a rendere migliore per i nostri colori con le tue gesta.

Sì, perché anche se hai già scritto una pagina INDELEBILE dello sport mondiale, il meglio deve ancora venire e tu devi graffarlo con l’inchiostro stilografico più entusiasmante, quello della vittoria della piccola grande ragazza di Bergamo che accendere il mondo fa.

Qualche tempo fa c’era un film di un supereroe, Batman Begins di C. Nolan del 2005, dove nel momento più difficile gli si venne a dire “si cade per tornare a rimettersi in piedi”, e qui non siamo solo alle battute cinematografiche ma ad un discorso di vita vera vissuta; tante volte sei caduta, in passato anche peggio, e hai trovato dentro di te la facoltà di miscelare la tua immensa forza alla capacità di risalire in sella cavalcando le piste con più aggressività di prima arrivando a conquistare quello che tutti vogliono ma che solo in pochi riescono ad agguantare.

Tu ci sei riuscita.

Perché tu sei semplicemente Sofia, e Sofia può riuscire a fare ogni cosa, anche rimettersi da questo sfortunato incidente di percorso tornando a dominare ogni competizione cavalcando come un cavallo di razza il profondo mare di emozioni che detieni con fierezza nel profondo dei tuoi occhi.

Tu ci sei riuscita sì, ma la cosa più importante è che, comunque vada, ci riuscirai sempre. Ci riuscirai perché hai non solo le capacità tecniche, ma anche le forze mentali più grandi che chiunque possa sperare di possedere. Quella tempra e quella carogna che sempre ti spingeranno giù sino al traguardo, il più lontano, il più prestigioso. Con le braccia sollevate sopra la testa a gioire ancora e ancora.

Ti amiamo Sofi, e ti aspettiamo come sempre abbiamo fatto consapevoli del fatto che, oggi più di ieri e meno di domani, sarai sempre quella fiamma del vulcano che accenderà la passione di tutti coloro che amano lo sci e lo sporti in generale.