Lara Gut-Behrami vede la sfera di cristallo più nitidamente

Autore: Krzysztof Golik 

Lara Gut-Behrami con il successo odierno in discesa libera sulla “sua” Crans Montana mette decisamente una pesantissima ipoteca sulla Coppa del Mondo generale di sci alpino: l’elvetica dà una severissima lezione a tutte le avversarie e pone in essere una vittoria pesantissima che la proietta nel rettifilo finale che potrebbe regalarle la seconda sfera di cristallo dalla consistenza più rilevante.

Una gara dominata da Lara che continua nel suo momento superbrillante tornando a trionfare in questo format di gara dopo il successo nel gennaio del 2022 ad Altenmarkt: gara realizzata senza non poche tortuosità considerando che nella parte finale del tracciato è stato anticipata la linea del traguardo a causa di problemi di alte temperature. Una Gut-Behrami assolutamente precisa e solidissima che nonostante qualche incertezza finale porta a casa un meritatissimo successo davanti al’austriaca Cornelia Huetter e la compagna di squadra Jasmine Flury: con questo successo la stessa allunga in classifica overall contro Shiffrin ferma ancora per infortunio presentando 1314 punti contro 1209 della statunitense.

Ma non è solo Gut, perché la compagine rosa della nostra nazionale mette in risalto una bellissima prestazione a partire da una gradnissima Laura Pirovano che chiude a soli 30 centesimi dalla vincitrice concludendo ai piedi del podio nella casella numero 4 bissando il suo miglior risultato in carriera tre anni fa sempre qui a Crans Montana; dopo Pirovano quinta piazza per Marta Bassino che accusa un gap di 38 centesimi, e poi Federica Brignone sesta a 46 centesimi con un podio che poteva essere alla sua portata se non fosse stato per un bruttissimo errore a praticamente poche porte dal traguardo.

Sölden: l’avvio è tutto firmato Gut-Behrami con una grande Federica Brignone: tutto rinviato per gli uomini

Author: Krzysztof Golik

Si è alzato in questo weekend il sipario della Coppa del Mondo di sci alpino numero 58 edizione 2023/24 e già, da subito, il livello tecnico ha dimostrato di essere altissimo a livello femminile con una battaglia senza esclusioni di colpi che funge come da antipasto per una gustosa stagione che si prospetta davvero entusiasmante.

Se il meteo ci ha privato della magia di Marco Odermatt nel gigante maschile (La cancellazione della gara ci lascia dei notevoli spunti di interesse per ciò che già aveva fatto pardon dipinto l’elvetico nella prima manche), in quello femminile abbiamo avuto la prova di forza di una strepitosa Lara Gut-Behrami che si presenta ai nastri di partenza con una forma assolutamente eccezionale dettando il ritmo nella seconda manche assieme ad un’altrettanto brillante Federica Brignone: la differenza tra le due? Soltanto due centesimi.

Questione di millimetri insomma ha privato alla nostra “tigre” di esordire con la vittoria sul Rettenbach, millimetri che possono al massimo lasciare un leggero amaro in bocca ma che in prospettiva mettono la nostra Federica, per l’ennesima volta, nella schiera delle pole delle atlete che possono giocarsela fino alla fine. Ma la prestazione, soprattutto nella seconda manche della campionessa elvetica è stata davvero di una pregevolezza assoluta, scendendo precisa senza alcun tipo di sbavatura e tenendo botta in un muro che Marta Bassino aveva compiuto sontuosamente. Solidissima Lara che inizia alla grande sprigionando una sicurezza da paura.

Fede già dalla prima manche aveva messo in evidenza tutto il suo repertorio di classe dettando legge e mandando un chiaro monito a tutte le sue avversarie che anche quest’anno dovranno vedersela con lei, unica atleta nella storia della nazionale azzurra femminile a portare a casa la generale 4 anni fa. Sul podio sale anche Petra Vlhova in cerca di riscatto in questa nuova stagione agonistica e poi via via le altre con Shiffrin ancora non in brillanti condizioni che chiude ben lontana dal podio, alla casella numero sei staccato di quasi un secondo e mezzo dalla vetta elvetica.

Un’Italia che lavora bene anche con Marta Bassino che passa dalla settima alla quinta posizione con una seconda manche, come detto sopra nella parte centrale del ripido, assolutamente di regale memoria: un’aggressività senza precedenti unita alla sua enorme classe ci aveva fatto sperare in un podio che purtroppo non è poi arrivato a causa probabilmente di una parte finale non identica al muro, ma che lascia delle ottime sensazioni per le prossime gare: bene anche Sofia Goggia che torna a punti in slalom gigante dal 2021 nonostante l’inconveniente, anche abbastanza imbarazzante per quanto concerne la federazione, di essersi trovata davanti un addetto alla pista mentre lei stava effettuando la sua gara in sede di prima manche: Sofi sempre caparbia e coriacea chiude uasi due anni dopo Lienz (28 dicembre 2021). Dopo l’incidente della prima manche, quando ha dovuto tornare in partenza perché durante la gara c’era ancora un addetto in pista, pone una seconda non molto veloce all’avvio e scivolosa sul muro chiudendo 16ma a quasi 3 secondi da Gut-Behrami.

Si alza quindi a metà lo spettacolo della Coppa del Mondo che saluta Sölden e l’Austria e che la prossima volta vedrà lo spettacolo far capolino a Levi, in Finlandia sulla mitica Black per quanto riguarda le ragazze per un doppio slalom, mentre gli uomini andranno a Zermatt sulla Gran Becca per una doppia sessione di discesa libera: entrambi l’11 e il 12 di novembre.

Il veloce premia Gut-Behrami e Kriechmayr

Giornata dalle innumerevoli emozioni questa odierna in due autentici templi della velocità in quel della Coppa del Mondo di sci alpino, con sentimenti contrastanti per i colori azzurri, ma che di fatto consegna alla stagione un’altro entusiasmante appuntamento di gare a meno 20 giorni dall’inizio dei Giochi Olimpici di Pechino, con Lara Gut-Behrami e Kriechmayr sugli scudi rispettivamente in territorio austriaco ed elvetico.

A Zauchensee, teatro odierno femminile, l’appuntamento della vittoria è centrato da Lara Gut-Behrami che porta a casa la trentaquattresima vittoria in Coppa del Mondo nel format di gara di discesa libera previsto per la giornata odierna. Per l’elvetica è il trionfo numero 12 nella massima espressione veloce alpina. Una gara per noi italiani che sa di estrema amarezza considerando l’uscita di Sofia Goggia che cade nella compressione quando fin lì stava facendo l’ennesima gara capolavoro, per poi andare a sbattere contro le reti di protezione; fortunatamente a quanto pare nessun danno fisico per la campionessa olimpica in carica, ma un DNF che risulta pesante ai fini della classifica generale di Coppa del Mondo dove in questi appuntamenti veloci c’era la possibilità di rosicchiare punti a Shiffrin e a Petra Vlhová. Goggia che rimane al comando della classifica di specialità. Completano il podio, in seconda posizione per la Kira Weidle che chiude a 10 centesimi dalla vetta elvetica, mentre il terzo posto è preso da Ramona Siebenhofer con un gap di 44. Medaglia di legno per un’ottima Nadia Delago che prende il miglior risultato in carriera finendo a 52 centesimi da Gut-Behrami. La gardenese precede Marie Michele Gagnon (+0.68) ed la nostra Federica Brignone (+0.87). Domani sarà giornata di Super-G.

A Wengen nella gara di discesa maschile, vittoria per Kriechmayr che sarà sicuramente seguita dalle polemiche visto il pasticcio posto in essere dalla FIS nei giorni scorsi che centra la vittoria davanti al favorito del pubblico di casa Beat Feuz che chiude a 34 centesimi, mentre completa il podio il nostro Dominik Paris che finisce a 44 dalla vetta oggi battente bandiera austriaca e mantiene la leadership nella classifica di specialità. Quarto un grande Odermatt, quinto Mayer, poi Cater, mentre gara deludente per Kilde che oggi chiude soltanto al settimo posto.