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La bellezza e la sontuosità al servizio dello sport: Lindsey Vonn

“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore.” (A. Hepburn)

Il trionfo di Lindsey Vonn

In un periodo come quello attuale dove l’estate è quasi alle porte e il primo caldo comincia a bussare verso le nostre abitazioni, le gare con annessi protagonisti degli sport invernali ci sembrano lontani anni luce.

Gli atleti adesso saranno in vacanza e soltanto fra qualche mese cominceranno a partire alla volta dei paesi più freddi per iniziare la loro preparazione verso una nuova stagione che, come sempre, ci emozionerà grazie alle loro gesta e a risultati che non tarderanno ad arrivare.

Ma è proprio questo, forse, il momento in cui a bocce ferme si possono realizzare della analisi non indifferenti soprattutto per tutti coloro che nel corso del tempo hanno griffato la storia con la loro classe e con immensa dedizione.

La protagonista di oggi è oltre l’atletismo, perché è semplicemente una delle persone più belle dentro e fuori che questo mondo abbia mai pensato di creare.

Già, perché se sei una delle più forti atlete della storia e non soltanto della tua categoria, lo Sci Alpino, che hai contribuito a far accrescere ancor di più con i tuoi acuti, e allo stesso tempo dimostri un’umanità incredibile nei confronti non soltanto dei tuoi avversari ma anche con qualsiasi fan che chiede anche una semplice foto con te, allora anche se il nome pesa e menziona Lindsey per il nome e Vonn per il cognome, non puoi che inchinarti e metter giù il cappello.

In un’epoca contemporanea come oggi dove le star dello sport tendono ad arricchire il glamour globale in via reale e virtuale visto l’avvento dei Social, è raro che una fuoriclasse assoluta metta in scena sul palcoscenico del mondo non soltanto la propria classe ma anche la sua bontà dal punto di vista umano.

Vonn
Lindsey Vonn assieme alla sua collezione di successi

Perché è così Lindsey Vonn: lei è una ragazza terribilmente inebriante dal punto di vista del fascino che riesci ad aprirti il cuore anche solo il suo sorriso e la sua voglia di far felice chiunque la circonda paragonabile al più sublime degli orizzonti mediterranei quando, al mattino, li osservi nel momento in cui decidono di diventare un tutt’uno con la luce che si specchia in un caldo e sublime mare d’agosto.

Chi sia lei è inutile dirlo, come sarebbe assolutamente una perdita di tempo elencare il suo palmares: a ogni latitudine mondiale sanno che la 33enne nativa di Saint Paul, capitale del Minnesota è indiscutibilmente assieme ad Annamarie Moser-Pröll la più grande sciatrice di tutti i tempi.

La sua classe, la sua immensa voglia di migliorarsi sono stati due fattori per lei determinati sin dall’inizio della sua carriera che le hanno permesso di arrivare lontano e di spingersi oltre sempre di più al di là di ogni ostacolo conquistando tutto quello c’era da conquistare. Con educazione, sportività, e senso di amicizia che l’han portata ad essere descritta come una delle personalità non soltanto più influenti ma più “umane” che gravitano all’interno di un mondo sportivo sempre più inarrivabile per molti appassionati.

Lei no, e chi vi scrive è rimasto semplicemente impressionato dalla serie documentario andata in onda su Eurosport, chiamata “Chasing History” dove si raccontava il lato personale di Lindsey nell’ultimo periodo: dalla caduta con infortunio grave alla risalita. Sono rimasto letteralmente impressionato dal senso del dovere che questa meravigliosa ragazza bionda con gli occhi chiari ha impresso sin dal giorno dopo assieme al suo staff per cercare di ritornare ai livelli di un tempo, riuscendoci anche.

La cura del dettaglio, la passione che ci mette, l’affrontare il tutto sempre con il sorriso più incredibile e bello del mondo, è un modo di affrontare non soltanto il proprio lavoro ma altresì la propria vita che è oramai una rarità di questo mondo;  la soprannominano Wonder Woman perché è la sportiva più vicina ad essere un’eroina dei fumetti trasferitasi nella realtà.

Una realtà condita da successi derivanti dal duro lavoro, dalla voglia di crederci ancora, di inseguire un sogno come quello del record di vittorie in Coppa del Mondo fermo a 86 e fatto segnare dal leggendario Ingemar Stenmark; lei è a 82, e l’obiettivo è alla portata ancora con qualche successo in più da conquistare.

https://www.youtube.com/watch?v=09GRD0YRnYk

Perché questo è il DNA dei Campioni con la C maiuscola veri, di quelli che non si arrendono mai attraverso una cultura sportiva d’altri tempi dove l’applicazione in allenamento rappresentava la chiave di volta per la costruzione degli allori del domani: in palestra, dove la Vonn si allena, c’è sempre a mo’ di ispirazione la foto di Stenmark a torreggiare sul suo impegno.

Spesso ci si può interrogare cosa possa spingere un atleta ad andare sempre più forte dopo che hai vinto tutto: la fame e la passione. La voglia di scrivere ancora la storia ed essere ricordata come una gigante. Poche a questo mondo han ancora la voglia di fare tutto questo, penso a Marit Bjørgen nel fondo, esempio rarissimo di cosa voglia significare abbracciare a 360° l’amore per lo sci. E così è la Vonn. E’ identica, e se tanto mi dà tanto ci delizierà ancora per tanto tempo sulle platee mondiali esattamente come ha fatto la 40enne norvegese del fondo.

Ha vinto, è caduta, si è rialzata, è ricaduta di nuovo, e rialzandosi ha mostrato al mondo cosa significhi seminare ogni giorno con l’auspicio che i frutti, sempre gli stessi nonostante gli acciacchi, possano venire alla luce colorando il mondo dello sport sempre con la stessa importanza di un tempo. Un tempo che spesso lei ha contribuito a fermare per arricchirlo della sua costanza e dei suoi successi. Ha vinto anche quando è caduta. Con la sua umanità.

Rara.

Unica.

Esempi positivi, veri, assolutamente da prendere in considerazione ogni giorno e da far imparare come un mantra a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere la professione sportiva: spesso invece di tanti libri bastano delle gesta per far capire cosa bisogna fare. Come si debba fare.

Oscar Wilde una volta disse che Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza”;

Osservando Lindsey ci sono tante cose che risaltano al nostro sguardo, ma di sicuro la bellezza è il leitmotiv della sua esistenza perché l’ha fatta sua: la natura le aveva donato l’estetica, poi lei con la sua forza e il suo lavoro l’ha tradotta anche in pista e questo fatto, indubbiamente, l’ha portata a diventare un’icona mondiale.

Noi ne siamo testimoni di questa bellezza che custodiamo gelosamente nel nostro cuore e un giorno all’interno del libro dei nostri ricordi domiciliato in quel della memoria, dove, Lindsey Vonn sportivamente parlando avrà una parte incredibilmente indelebile.

La storia l’ha cambiata davvero, e noi siamo degli spettatori privilegiati ad assistere a tutta questa meraviglia griffata con la sua esistenza.

A Garmisch la regina è sempre Lindsey Vonn

Ancora una volta il trionfo davanti a Sofia Goggia

Lindsey Vonn è la regina di Garmisch.

Ancora una volta va in onda la replica del dualismo sciistico di velocità femminile che sta contraddistinguendo l’ultimo anno: la statunitense contro la nostra Sofia Goggia dove, anche oggi, la campionessa americana conquista il gradino più alto del podio nella seconda discesa libera in scena a Garmisch-Partenikirchen. Per la Vonn è l’81ma. vittoria in carriera in Coppa del Mondo e a adesso il record di Stenmark è lontano soltanto 5 vittorie.

Mentre ieri il distacco si è fermato sui due centesimi, questi ultimi oggi segnano undici ma che testimoniano che la nostra finanziera bergamasca è lì a giocarsela contro la “Wonder Woman” delle nevi. In una pista totalmente congeniale all’atleta di Saint Paul soprattutto nel tratto finale dove riesce ad intraprendere delle linea al di là della comprensione umana, abbiamo trovato una Sofia che, pur mantenendo la sua aggressività che rappresenta il suo marchio di fabbrica nella sua sciata, ha cominciato a mantenere delle linee più filanti e nettamente più pulite rispetto al passato, un segnale notevolmente importante in vista dell’appuntamento coreano in una pista la quale, la scorsa stagione, ha visto Sofia trionfare per due volte consecutive.

Terza classifica l’atleta del Liechtenstein Tina Weierather che va a completare il podio odierno. A seguire Stephanie Venier, e tutte le altre via discorrendo. Prova anonima della Gut e della Rebensburg. Da segnalare una bruttissima caduta per la statunitense Stacey Cook che è stata portata al centro medico dopo l’impatto con le reti che le ha causato una fuoriuscita di sangue dal naso, e un ottimo decimo posto per la nostra Nicole Delago.

In classifica di specialità rimane leader la Goggia con 23 punti proprio sulla Vonn che gara dopo gara, si avvicina sempre di più e che nella superficie veloce sta dando uno spettacolo e una intensità incredibile assieme alla nostra azzurra.

Discesa libera femminile: a Garmisch acuto di Lindsey Vonn! Seconda Sofia Goggia

La statunitense trionfa in Discesa Libera

Il trionfo di Lindsey Vonn
Lindsey Vonn

 

Ancora Lindsey Vonn in discesa libera.

Con una prova a dir poco magistrale la campionessa statunitense trionfa a Garmisch-Partenkirchen e conquista la vittoria numero 80 in Coppa del Mondo e adesso il record di Ingemar Stenmark è posto a -6.

Con la solita determinazione e forza la nativa di Saint Paul è riuscita a fare una rimonta nella parte finale di gara e a precedere la nostra ottima Sofia Goggia di soli due centesimi di distacco nel penultimo appuntamento di discesa libera prima dei Giochi Olimpici coreani.

La finanziera bergamasca all’uscita dal cancelletto è uscita col piglio giusto conducendo una gara solidissima sciando con la solita aggressività ma sciando pulita al punto giusto e conquistando un podio che rafforza la sua leadership nella classifica di specialità anche se, adesso, la stessa Vonn si pone in seconda posizione a -43 da Sofia.

Completa il podio a 13 centesimi un’ottima Cornelia Hutter che ribadisce il suo ottimo stato di forma e si candida ad essere una delle protagoniste a PyeongChang nelle discipline veloci.

A seguire e a completare la top ten si classificano dal quarto posto in poi Johnson, Veith, Gut, Weirather (Queste ultime due un pò in ombra), Mowinckel, Schmidhofer, e decima la nostra Nadia Fanchini. Delusione invece per Victoria Rebensburg che si classifica undicesima.

Per le altre italiane si segnala 14ma. la Schnarf, 24ma. Delago, e 27ma. Stuffer.

Da segnalare una bruttissima caduta occorsa alla statunitense Jacqueline Wiles che nel tentativo di rimanere in gara ha perso l’equilibrio ed ha effettuato una bruttissima caduta che non lascia presagire nulla di buono per quanto riguarda le condizioni delle ginocchia visto che poi la stessa è stata portata in barella al centro medico tedesco.