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Oggi e oltre il domani per Marco Odermatt

Marco Odermatt vincendo la Coppa del Mondo generale di sci alpino, non solo è andato a concretizzare pienamente quello che è il suo lavoro che da più di 2 anni sta conducendo per certificare le proprie prestazioni ai massimi livelli ma, parimenti, immette nel circuito un serissimo monito per il futuro in quanto possedente tutte, ma proprio tutte, le carte in regola per scrivere veramente la futura storia di questo sport.

Senza andare nello specifico di questa stagione e dei suoi numeri incredibili che in lungo e in largo abbiamo avuto modo di raccontare e che testimoniano l’incredibile lavoro di questo straordinario atleta, c’è da affermare che dopo tanto tempo che si è andati alla ricerca di qualcuno che potesse prendere per mano questo sport al maschile nel post Hirscher, per la prima volta da quest’anno si ha la sensazione che con Odermatt si possa iniziare ad abozzare ragionamenti di questo tipo.

La regolarità dell’elvetico unita alla sua polivalenza e alla capacità di lettura in via ottimale delle piste che va a calcare e spesso a dominare, rappresenta davvero un punto di forza impressionante all’interno di una sciata praticamente unica dove riesce sempre ad essere veloce e preciso allo stesso tempo. Senza sottovalutare l’età verde dell’atleta in questione che denota impressionanti margini di miglioramento, Odermatt già guarda al domani e può permettersi di farlo da una posizione di indubbia forza non dal N1 che avrà all’inizio della prossima stagione, ma dalle peculiarità che lo contraddistingueranno domani oltre che oggi.

Vi invitiamo a vedere il video sotto il titolo di questo post per capire di più sulle caratteristiche di Odermatt, a cura del Maestro Andrea Tibaldi per Lo Ski Bum che racconta nel dettaglio di Marco al massimo, di quanto esso abbia portato innovazione all’interno di questo mondo, e di come in futuro potrà incidere in merito sempre con il sorriso sul viso, elemento non secondario mai nella vita, che dà qualcosa sempre in più a chiunque sappia affrontare il proprio sport con il sorriso.

Per Marco, il futuro, è oltre domani.

Odermatt vola a Wengen

Marco Odermatt is absolutely on fire. Anche sulla leggendaria pista di Wengen, l’elvetico va a sigillare una gara a dir poco straordinaria centrando una vittoria che fa il paio con il recente successo nello slalom di Adelboden di qualche giorno fa mandando in delirio il pubblico di casa.

Una gara assolutamente straordinaria, inserita in sede di calendario come recupero di quella cancellata a Lake Louise e a Bormio, che sancisce ancora una volta la superiorità di questo autentico prodigio polivalente dello sci alpino che fa segnare la seconda vittoria nella caratteristica pista Lauberhorn che passa sotto la ferrovia, nonché la decima nel massimo circuito intercontinentale.

Quando i numeri cominciano per un giovane ad essere importanti, i crismi del predestinato all’orizzonte si fanno sempre più nitidi, e gli avversari ne prendono nota a partire da Kilde che in data odierna vede interrompersi la sua striscia di vittorie e sj ferma a 23 centesimi da un elvetico che nel tratto finale è stato a dir poco inarrivabile innescando una marcia in più rispetto al norvegese. Il podio si completa Matthias Mayer che chiude a 58 centesimi da Odermatt, poi Baumann mentre Dominik Paris è quinto, con 98 centesimi di distacco migliore degli italiani in una gara non colma di soddisfazione per lui.

Domani stesso posto stessa ora per una nuova prova veloce a Wengen questa volta in discesa libera con Kilde che vorrà rifarsi, ma se Marco si mette in testa di fare il salto di qualità anche lì..

Hector ed Odermatt sul piano della grandezza

Author Manuellopez.ch – This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

In questa prima giornata di giganti in Coppa del Mondo di sci alpino, tra Slovenia e Svizzera non ci sono grandi novità e a vincere sono gli autentici dominatori ultimi di questa fase stagionale in questo format di gara tra le porte larghe in ambito tecnico: Sara Hector e Marco Odermatt.

Nella gara femminile a Kranjska Gora prova assolutamente eccezionale da parte di Sara Hector nel gigante slovena, ancora una volta on Fire in questo inizio di stagione che si prende la terza vittoria in carriera a dimostrazione di una condizione di forma assolutamente di livello cinque stelle extra lusso che si prende, nella giornata odierna, il gradino più alto del podio e la leadership della classifica di specialità dando +0”96 a Tessa Worley che chiude seconda ed 1”32 alla nostra Marta Bassino che chiude al terzo posto per il suo 19mo podio in carriera nel massimo circuito intercontinentale.

Ad Adelboden invece nel gigante maschile trionfo davanti al pubblico di gara per un sempre più dominante Marco Odermatt che vince per la prima volta lì e vola in vetta alla classifica generale di Coppa del Mondo avendo già quasi ipotecato l’aspetto di specialità con il quarto successo su cinque gare in questo format di gara. Marco gigante di nome e di fatto che precede per 48 centesimi Feller che si prende il terzo podio in cinque giganti sin qui disputati. Per Odermatt, invece, lo score recita 4 successi su 5 (con un secondo posto nel primo gigante in Badia) e nona perla in carriera, la prima appunto in quel di Adelbden. Al terzo posto finisce Alexis Pinturault, a soli 6 centesimi da Feller dove risiede una delusione abbastanza cocente avendo sciato da autentico fuoriclasse nella prima parte di gara, per poi perdere tutto il vantaggio nel settore centrale e all’ingresso del muro finale.

Finalmente Finferlo: De Aliprandini secondo in Alta Badía si inchina solo a un grande Odermatt

Luca De Aliprandini, FIS Giant Slalom, Hinterstoder 2010 – Author Christian Jansky /// This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

Finferlo finalmente può goderselo e riempirlo di gioia dopo tanta attesa e tanto lavoro: nel secondo gigante di fila di questi giorni sulla Gran Risa, è totalmente suo il secondo posto (Confermata la posizione della prima manche) e si inchina soltanto ad un autentico gigante, Marco Odermatt che gli rifila un secondo e uno di distacco al terzo successo stagionale, ma nulla di tutto ciò toglie al primo podio in carriera in Coppa del Mondo per il nostro azzurro già vicecampione del mondo agli ultimi campionati iridati.

La passione e il sacrificio di Luca sono davvero sotto gli occhi di tutti da anni, e tra gli atleti in attività nel circuito internazionale è tra i più dediti all’allenamento e al perfezionamento della sua forma e delle sue qualità, e dopo tanti anni finalmente arriva un primo mattoncino che, rispetto a ciò che merita, è davvero solo il primo passo per compiere ancora una carriera tutta da scrivere. Un risultato che mancava al nostro paese dal lontano 2016 in slalom gigante quando proprio sempre in Alta Badia fu Florian Eisath a conquistare un podio azzurro, allora, in terza posizione.

La gara invece va ad uno straordinario Marco Odermatt che, come detto, precede il nostro Luca De Aliprandini di 1.01 e il tedesco Schmid a 1.09 con quest’ultimo che priva del secondo podio in due giorni Kristoffersen che chiude ai piedi dello stesso in quarta posizione. La sensazione è che la Coppa del Mondo generale possa essere un affare tra Odermatt stesso ed Aleksander Kilde, autentico mostro della velocità in questo inizio di stagione dove i due contendenti, se le stanno dando di santa ragione approfittando anche del momento di Pinturault e degli alti e bassi di Kristoffersen che, comunque dopo la vittoria di ieri, sembra finalmente tornato in fiducia.

Quanto è forte Marco Odermatt?

Precisione, forza, sicurezza, e determinazione. Quattro chiavi che per Marco Odermatt rappresentano la ricetta perfetta per mettere sul piatto un gourmet cinque stelle extra lusso. L’elvetico mette subito le cose in chiaro mette e va a dominare stravincendo ieri il primo super-g stagionale a Beaver Creek con distacchi da orlo dell’abisso a partire dai 78 centesimi di distacco troviamo il vincitore della discesa di Lake Louise Matthias Mayer, e a 95 del canadese Broderick Thompson, partito con il pettorale numero 35. Per Odermatt si tratta della sesta vittoria in Coppa mettendo così già le mani avanti per il discorso coppa del mondo generale. 

La sensazione è che Odermatt quest’anno abbia cambiato decisamente passo puntando molto in alto dopo aver alzato l’asticella in modo da arpionare il più prestigioso degli obiettivi. La caratteristica che più attrae di questo fantastico sciatore alpino è la sua completezza: essere gigantista ed allo stesso modo supergigantista, è una dote molto importante perché passare dal tecnico al veloce e viceversa gli dà davvero la possibilità di ambire a traguardi rilevanti: nello sci moderno la polivalenza è praticamente tutto, e la sfera di cristallo di Federica Brignone ce lo ha instaurato nella memoria molto bene.

Oggi si replica, vedremo se la sinfonia del rossocrociato sarà l’evoluzione di quella di ieri. Ciò che è certo è che il buon Marco non si nasconde giustamente più e, l’obiettivo principale, sarà la sfera generale per proseguire al meglio una carriera iniziata molto precocemente alla voce successi in modo tale da iniziare a scrivere una storia importante da parte di un ragazzo, che ha tutti i crismi dell’essere un predestinato

Marco Odermatt alla conquista del futuro

Photocredits: Manuellopez.ch – This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license

Tra le certezze più grandi che vanno inserite oramai nel novero di categoria élite, senza dubbio la figura di Marco Odermatt in merito recita una parte da leone. Il 23enne nativo di Bouchs, un comune svizzero di quasi cinquemila anime e mezzo situato del Canton Nidvaldo sul lago dei Quattro Cantoni, ha condotto una stagione esattamente come un veterano, alzando l’asticella, e mettendo a repentaglio le velleità di atleti molto più navigati a partire da Alexis Pinturault.

Certo è che poi Pinturault, anche grazie alla sua grande esperienza, nelle finali di Lenzerheide è riuscito a condurre i propri obiettivi in porto lasciando un bel pò di amaro in bocca all’elvetico, ma sarebbe fin troppo riduttivo restringere il campo delle affermazioni in codesto modo per spiegare la stagione di Odermatt la quale, al di là delle delusioni finali, consente allo stesso di osservare con grande fiducia il pensiero al futuro.

Marco è riuscito a tradurre in fatti estremamente concreti un lavoro partito da lontano, non lasciandosi trascinare giù dalle pressioni dall’alto di sei titoli iridati juniores, ma utilizzando le stesse per aumentare la concentrazione e applicare la più profonda essenza della determinazione calzando scarponi e sci attraverso una sciata rapida, precisa, ed estremamente funzionale che quest’anno gli ha consentito di salire sul gradino più alto del podio due volte in gigante a Santa Caterina e a Kranjska Gora, e una volta in super-g a Saalbach dimostrando di poter avere nelle sue corde una polivalenza che sa di campanello d’allarme per tutta la truppa dei suoi rivali, per un totale di nove podi in Coppa del Mondo.

Odermatt ha la consapevolezza che quest’anno, conclusosi al secondo posto nella classifica generale preceduto da Alexis Pinturault di 167 punti, sia in quelle della Coppa del Mondo di supergigante con 83 punti in meno di Kriechmayr, che in quella di slalom gigante, qui superato sempre da Pinturault di 51 punti, possa aver gettato delle serie basi per costruire un autentico ciclo che potrebbe condurlo verso la sala in cui si siede la ristretta cerchia dei fuoriclasse assoluti.

Ciò che colpisce di Marco è la capacità di leggere le gare unita ad una esplosività fisica assolutamente notevole, senza dimenticare dei margini di miglioramento pressoché illimitati data ancora la giovane età. Non resta quindi che attendere la prossima stagione per verificare se quanto detto si tradurrà in realtà, ciò che è chiaro è che l’intenzione di questo autentico prodigio sarà quello di scrivere “discrete” pagine di storia per lo sci svizzero e lo sport in generale.

La regola Marco Odermatt

Photocredits: Manuellopez.ch on: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Marco_Odermatt,_Schweiz_gewinner_des_Riesenslaloms_der_FIS_Junior_World_Ski_Championships_in_Davos_2018_in_aktion..jpg

Tra i vari spunti di argomentazione di questo inizio di Coppa del Mondo di sci alpino edizione targata 2020/21, sicuramente la figura di Marco Odermatt, autentico prodigio rossocrociato battente bandiera elvetica, rappresenta senza alcun tipo di dubbio la chiave di volte alla voce nuovo talento salita alla ribalta agli onori della critica sportiva di questo inizio di stagione.

Marco è un atleta estremamente serio e determinato, caratteristiche che si possono ritrovare in lui sin dall’età giovanile dove fanno capolino ben 6 titoli iridati juniores che, esattamente, ci han fatto pensare subito a lui come una sorta di futura stella dello sport invernale: deciso, determinato, potentissimo e preciso, ha lavorato sodo per affinare la sua tecnica e giorno dopo giorno ha cominciato a raccogliere i frutti del suo duro lavoro e un anticipo ce lo aveva dato una fredda giornata dello scorso anno, il 6 dicembre 2019, dove aveva incantato a Beaver Creek portandosi a casa uno straordinario supergigante illuminando la Birds of Pray con un classe infinita e un lavoro certosino curva dopo curva.

Nato a Buochs 23 primavere fa, Odermatt ha sfruttato la pausa dello scorso anno conclusosi in anticipo, per lavorare al meglio a casa prima e in pista poi appena si è potuto conducendo una preparazione impeccabile volta al definitivo salto di qualità: l’inizio di stagione è stato assolutamente straordinario: a Sölden in avvio di stagione si prende un secondo posto a pochi centesimi di distacco da un altro talento, Braathen, a conclusione di una gara solidissimo e condotta senza paura alcuna: Marco poi ci ha trovato gusto, e nello scorso weekend ha messo le cose in chiaro nella nostrana pista di Santa Caterina Valfurva e sulla Deborah Compagnoni, nel gigante di sabato arriva terzo mentre in quello di domenica bagna l’appuntamento con la prima vittoria tecnica della sua carriera, la seconda dopo Beaver Creek, dimostrando di saperci fare non soltanto sul veloce ma anche tra i paletti più stretti, a testimonianza di una polivalenza che può aprirgli scenari importanti per l’avvenire della sua carriera.

Mentre tutti si attendevano le performance dei grandi favoriti come Kristoffersen, e Pinturault (Quest’ultimo sebbene vincitore nel parallelo di Lech), questo inizio di stagione ci sta consegnando una Coppa davvero incerta, con 4 vincitori diversi in 4 gare, e con tanto nuovo talento che sta mettendo in seria difficoltà i veterani che cercano disperatamente l’assalto all’eredità di Re Marcel che ancora non ha avuto un successore ben specifico. E se questo potesse essere una nuova leva?

Ciò che attira di questo giovane svizzera, è la capacità di adattamento a tutte le superfici in cui va a sciare, ti affascina in tal modo da rievocare nomi importanti del passato ma che non menzioneremo perché non è giusto a quell’età far paragoni e anche perché somiglianza non è sinonimo dell’essere identici ad altro: ognuno è sempre come è, unico nel suo genere, ma le possibilità che questo ragazzo possa raggiungere delle vette incredibili sono davvero alte, perché quando il talento incontra la voglia di vincere mista alla serietà personale e ad una totale abnegazione al lavoro, la ricetta è già vincente di suo ed occorre soltanto attendere il tempo per raccogliere i frutti più importanti. La pista darà i suoi verdetti, ma già ha iniziato ad imparare il nome di questo giovane svizzero che in questo avvio stagionale, sta incantando la platea a suon di grandi prestazioni.