Re Marco sulla strada di Re Marcel

Da: Sky Sport – Getty Images

La grandezza di un atleta la si può osservare attraverso una molteplicità di fattori quali i numeri (In questo caso impressionanti considerando il rapporto età/risultati nel circuito), la forza e la prepotenza con cui si riesce a raggiungere i propri obiettivi (In questo caso assolutamente più che magnificenti), e anche la classe (In questo caso sopraffina paragonabile ad una speciale opera teatrale); ecco, tutti questi summenzionati fattori situano nella residenza di Marco Odermatt, fresco vincitore della terza Coppa del Mondo di sci alpino nonché assoluto e totale dominatore del settore maschile.

Del talento elvetico nativo di Buochs in questi mesi se ne è parlato in lungo ed in largo e, oramai, le parole appaiono spesso anche superflue tanto quanto i numeri, assolutamente unici che si traducono sin qui in 11 gradini più alti di un podio che ha calcato complessivamente, considerando gli altri piazzamenti, ben 18 volte.

Il trionfo nello slalom gigante di Palisades Tahoe, il 21mo in questo format di gara per lui, ha sancito così la assolutamente matematica assegnazione della terza generale di fila che lo fa schizzare davvero già, nonostante la sua giovane età, tra gli atleti più forti della storia inseguendo la strada già tracciata dai più grandi a partire, nell’epoca recente, a Re Marcel Hirscher.

Sembrava assolutamente impossibile fino a qualche tempo fa scomodare paragoni con un simile mostro sacro che ha scritto pagine e pagine indelebili di storia ma, “pare”, che qualcuno abbia messo in cantiere un progetto di una certa caratura e che “l’inizio”, sia alquanto promettente. I numeri sono ancora molto distanti certamente, ma il viale della gloria che è stato percorso dal fenomeno austriaco è lo stesso imboccato da Marco, che sta continuando la sua corsa per se stesso e per questo meraviglioso sport che si sta godendo le performance di uno dei diamanti più lucenti non solo della sua generazione ma anche di sempre.

Insomma, i margini di miglioramento del ragazzo sono assolutamente incredibili considerando età e cura infinita dei dettagli in un settore maschile che non ha messo troppo lavoro di fatica a trovare una figura che poteva iniziare un percorso nuovo e dominante dopo l’era leggendaria del fenomeno salisburghese, e se viaggi già a prendere tre generali di fila, beh, non si osa immaginare quale costruzione di successi verrà fuori.

Odermatt quindi viaggia, verso nuovi orizzonti e successi, navigando sul mare vellutato dei trionfi che arrivano e che arriveranno, costringendo chi lo insegue a seguire il suo ritmo se si vorrà rimanere agganciati al veliero che sta cominciando a solcare mari sempre più gloriosi e ricchi di tesori.

Odermatt il re a Wengen: trionfo in discesa sul Lauberhorn

Autore: Krzysztof Golik

Non esistono eccezioni e non ve ne sta per nessuno. Marco Odermatt è un fenomeno imprendibile ed al momento è il reale padrone dello sci alpino in versione maschile: l’elvetico, oggi più concentrato che mai, realizza una discesa libera semplicemente da far spavento a chiunque e riesce a trionfare per la prima volta in questo format di gara e soprattutto nella mitologica pista di Wengen (Aveva già vinto qui ma nel 2022 ma in Super-g) entrando ancor di più di diritto nel novero degli sciatori più incredibili degli ultimi tempi.

Odermatt è incredibile e con questa prova di forza inaudita porta a casa il successo mandando in visibilio il pubblico di casa che giustamente ha esaltato il proprio beniamino, prevalendo sul francese Sarrazin che chiude a 58 centesimi che si prende la piazza d’onore, mentre il podio è completato dal suo grande rivale Kilde che accusa un gap di 81 centesimi; quarto Schreider a 94 mentre chiude i primi cinque il nostro Dominik Paris in ritardo di 1.05 dalla vetta elvetica, sesto un ottimo Casse.

Per Odermatt si tratta del gradino più alto del podio numero 30 in Coppa del Mondo, un prodigio che continua incessantemente quindi a scrivere pesantemente pagine di sport incredibili quadruplicando i suoi sforzi riuscendo a stupire ancora una volta il mondo sportivo attraverso un gesto atletico assolutamente meraviglioso e fuori dal comune volto, oggi più di ieri e meno di domani, ad entrare di diritto nelle pagine più belle dello sci alpino mondiale. Oggi l’ennesima perla di una carriera sin qui assolutamente sublime come il suo stile e la sua classe dentro e fuori la pista.

Marco il grande

Autore: Krzysztof Golik 

Per iniziare un articolo parlando di Odermatt, non penso che vi sia titolo più azzeccato di questo. Semplice come la sua tecnica, rapido come il vento che soffia spingendo al massimo i suoi sci, esaustivo come l’immensità dei risultati che sin qui sta portando a casa.

Grandezza. Questo è il termine per l’asso elvetico dello sci alpino che anno dopo anno, gara dopo gara, sta riuscendo nell’impresa di dare al settore maschile alpino un vero e proprio dominatore laddove sembrava che, dopo Sua Maestà Marcel Hirscher, ci fosse un regno vacante.

E invece ci sbagliavamo tutti e anche di grosso, perché Odermatt ha scelto di seguire il percorso solcato dagli anni e dalla gloria dell’austriaco per tentare una scalata che sembrava assolutamente impossibile per chiunque.

Il weekend azzurro scorso ci ha consegnato una versione di Odermatt ancora più forte rispetto a quella cui eravamo abituati, una versione di assoluto dominatore che con la sua forza e la sua enorme visione di gara riesce a spazzare via non soltanto la neve sugli sci centimetro dopo centimetro, ma altresì anche le certezze degli avversari che oramai devono fare i conti con un diavolo a quattro la cui ossessione di vittoria si traduce nella massima performance di gara.

Perfezionista, polivalente, meraviglioso nel suo gesto tecnico, Marco aveva ampiamente deciso oramai già da tanto tempo cosa vuol diventare da grande, mentre oggi consolidando la sua posizione nel mondo dello sport sta raccogliendo i frutti del suo immane lavoro e dei suoi indubbi sacrifici cominciando a scrivere uno dei primi tomi di una storia già bellissima così ma che potrebbe consacrarlo in tempi brevi in qualcosa di immensamente più importante.

Odermatt vola sul velluto del suo talento

Ad Aspen è andato in scena il quinto sigillo in sette supergiganti stagionali griffati dalla penna di Marco Odermatt in questa edizione stagionale della Coppa del Mondo di sci alpino, una stagione per lui memorabile anche alla luce della rassegna iridata di Courchevel, e che ieri ha aggiunto la coppa di specialità in attesa di alzare al cielo nelle prossime settimane quella più importante, già ipotecata, overall che sarà la seconda di fila.

Un ragazzo semplice e solare ma infinitamente completo, il 25enne elvetico, che sin da inizio stagione ha viaggiato su ritmi impressionanti con il solo immenso Kilde a tenergli testa sino alla fine, in un duello senza esclusioni di colpi capace di emozionare sempre dando mai nulla per scontato nel confronto diretto tra i due dove però, l’attuale leader di Cdm, ha saputo dare qualcosa in più.

Togliendo il super-g se Kilde ha qualcosa in più in discesa, Odermatt è stato molto più consistente in gigante e infatti 389 punti di gap in ottica generale tra i due si possono anche tradurre in questo, con l’elvetico che per la prossima stagione mette nel mirino l’alzata dell’asticella nel massimo segmento veloce alpino dove nel circuito insegue ancora il primo successo quando però al mondo ha lanciato il suo monito qualche settimana fa prendendosi un’iride fenomenale a testimonianza del duro lavoro e della determinazione di prevalere.

I margini di miglioramento del ragazzo sono assolutamente incredibili considerando età e cura infinita dei dettagli in un settore maschile che dopo Hirscher faticava a trovare una figura che poteva iniziare un percorso nuovo e dominante, e se viaggi già a prendere due generali di fila, beh, se le basi che avevi buttato erano già di per sé ottime non si osa immaginare quale costruzione di successi verrà fuori.

Odermatt quindi viaggia, verso nuovi orizzonti e successi, navigando sul mare vellutato dei trionfi che arrivano e che arriveranno, costringendo chi lo insegue a seguire il suo ritmo se si vorrà rimanere agganciati al veliero che sta cominciando a solcare mari sempre più gloriosi e ricchi di tesori.

Shiffrin e Odermatt verso l’infinito e oltre

Se Buzz Lightyear vedesse questa edizione di Coppa del Mondo di sci alpino, non potrebbe che ammirare la grandezza di questi due autentici supereroi, Shiffrin ed Odermatt, che anche oggi scrivono una pagina di storia impressionante attraverso delle prestazioni straordinarie tra la Repubblica Ceca e il nostro paese.

Partiamo dalle ragazze, siamo a -1 dall’aggancio: Mikaela Shiffrin vince anche lo slalom di Spindleruv Mlyn e si avvicina sensibilmente oramai alla vetta leggendaria delle vittorie complessive detenuta da Stenmark, oramai, ancora per pochissimo tempo; senza soffermarsi troppo sui numeri, perché la grandezza di questa meravigliosa atleta li rende anche superflui, anche oggi detta legge sia in prima che in seconda frazione e pone in essere l’ennesima perla di una stagione sin qui da incorniciare, e che vede in lei la direttrice d’orchestra massima per una sinfonia divina: Mikaela precede sul podio Duerr di 60 centesimi e Holdener addirittura di 1.31 facendo letteralmente il vuoto in maniera paurosa.

Tra gli uomini in super-g torna di prepotenza in auge l’acuto di un divino Marco Odermatt: a Cortina d’Ampezzo è l’elvetico a fare la voce grossa andandosi a prendere il successo nel quinto presente format di questa stagione dando vita ad un duello meraviglioso per l’ennesima volta con Kilde. Odermatt oggi è semplicemente perfetto, scia in maniera regale e va a sancire la sua leadership anticipando proprio il suo rivale norvegese, altrettanto super, di 35 centesimi portandosi a più 48 in ottica generale sempre nei confronti dello stesso dopo lo stop a Kitzbühel e Schladming. Un super-g che sorride ai nostri azzurri con un podio completato da un grandissimo Mattia Casse che chiude terzo al miglior risultato in carriera in questa specialità dopo i due podi ottemperati in stagione ma in discesa libera.

Domani appuntamento con le ultime gare prima della rassegna iridata di Courchevel, con ancora slalom femminile e super-g maschile rispettivamente alle 9.15 con seconda manche alle 12.15, e alle 10.15.

La formula vincente Shiffrin – Odermatt

Cartesio disse: “sono persuaso che la matematica sia il più importante strumento di conoscenza fra quelli lasciatici in eredità dall’agire umano, essendo la fonte di tutte le cose.”

Se dovessimo analizzare nel più minuzioso dei dettagli sin qui la stagione di Mikaela Shiffrin e di Marco Odermatt, dominatrice e dominatore rispettivamente del circuito femminile e maschile della Coppa del Mondo 2022/23 dello sci alpino, saremmo davanti a un’equazione matematica di facile risoluzione che ha il merito di affascinare ogni cosa, perché i numeri prodotti da questi due autentici prodigi dello sport invernale (E non solo), travalicano spesso non soltanto l’umana comprensione ma anche le regole dello sci alpino andando ad approdare nel porto sicuro dello sport in generale.

L’approccio da parte di entrambi è assolutamente lo stesso, ossia quello mirato a vincere ponendo in essere questa attività nel modo più creativo possibile, ossia attraverso una ricetta che finisce per sfornare una prestazione incantando con regalità e classe infliggendo, allo stesso tempo, dei distacchi abissali agli avversarsi lasciando poco spazio a teorie e a varie interpretazioni.

E’ la celebrazione del numero 1, quello di Shiffrin e di Odermatt, due predestinati che sin dagli albori si aveva la certezza che potessero avere delle grosse opportunità di scrivere una storia infinita: Shiffrin nettamente più consolidata nella vetta della Leggenda dall’alto dei suoi numeri (Oramai prossimi al sorpasso di Vonn e Stenmark), Odermatt che si sta apprestando in questi ultimi anni a imboccare lo stesso viale che lo potrebbe veramente portare a scalare vette e numeri che sembravano essere inattaccabili, eppure…

Eppure siamo qui a commentare e a godere di due atleti assolutamente straordinari, polivalenti in grado di dettar legge in quasi tutte le discipline (Shiffrin ha vinto anche in discesa ed è competitiva alla grande in super-g, Odermatt no nei paletti stretti) ed avere una capacità di lettura gara e di scorrevolezza assolutamente innate. Basta guardarli nell’istante in cui si lanciano giù dal cancellato di partenza per capire quanto desiderio hanno di creare ancora una volta un’impresa ed aggiornare i tomi storici della loro disciplina. La stagione in corso ci sta raccontando sapientemente che questi due atleti nell’anno dei campionati iridati, vogliono fare qualcosa di più spostando ancora più in alto l’asticella tra loro e gli avversari rischiando di annientare già da subito la concorrenza mettendo in chiaro che, probabilmente, per la corsa finale nel circuito intercontinentale ci sarà ben poco da fare. Il trittico di Shiffrin a Semmering e l’acuto di Odermatt a Bormio sono le ultime perle di una collana già incastonata di pregiati materiali.

Se Gilles Villeneuve disse, “se mi vogliono sono così, di certo non posso cambiare: perché io, di sentire dei cavalli che mi spingono la schiena, ne ho bisogno come dell’aria che respiro”, per questa ragazza e per questo ragazzo è sostanzialmente lo stesso: non vedrete mai una gara di gestione, si scende al massimo per vincere e far tesoro dei propri record e dei propri successi, perché è nel loro dna, è la loro benzina, ed è nel loro destino ancora e ancora.

E così sarà sempre, finché avremo il privilegio di ammirarli in ogni gara.

Kilde vs. Odermatt: la grande sfida tra due signori

La sfida infinita sull’asse elvetico norvegese non finisce né di stupire né di emozionare, perché centimetro dopo centimetro a velocità folli, sta andando in scena una sfida assolutamente sensazionale tra Kilde e Odermatt rappresentante il leitmotiv della traccia attuale di spiegazione della Coppa del Mondo di sci alpino e, probabilmente, del settore veloce ai prossimi Campionati del Mondo di Courchevel/Méribel.

Ci stiamo divertendo. Questa è fuori da ogni dubbio la parte di svolgimento più semplice di un tema complesso che occorre ad andare ad analizzare nel pieno della sua analisi mettendo in risalto la qualità di questi due grandissimi atleti che cercano di migliorarsi andando a superarsi l’uno con l’altro gara dopo gara alzando il volume della radio in maniera sensibile, ma sempre con il rispetto degno di fenomeni di tale caratura.

L’evoluzione di Odermatt oramai ha residenza nelle nevi più importanti di Coppa del Mondo da circa 3 annetti, una mole di lavoro impressionante e una dedizione totale a quest’ultimo da parte del campione in carica elvetico ha fatto sensibilmente la differenza portandolo ad essere competitivo in praticamente quasi tutte le superfici andando a colmare, passo dopo passo, quel gap anche in discesa libera che è terreno attuale di un Kilde assolutamente solidissimo ma che vede oramai nello specchietto retrovisore la figura del suo rivale.

Odermatt è vero, è ancora alla ricerca dell’acuto nella massima espressione veloce dello sci alpino, ma i sei centesimi di ieri che lo distanziano dal norvegese ci raccontano praticamente che è oramai questione di tempo affinché esso possa salire anche lì sul gradino più alto del podio dopo il consolidamento del super-g; d’altro canto, Kilde certamente non sta a guardare e attraverso una cura minuziosa del suo ambito non molla certamente di un centimetro e il suo sguardo è volto a sovvertire i pronostici per andare a riprendersi quello scettro strappato proprio dallo stesso Odermatt.

La facilità con la quale Kilde riesce a capire la pista e ad interpretarla nel migliore dei modi, è una qualità non soltanto innata ma unica degna dei campionissimi che ti porta lontano e ha tutti i crismi per trasformare in solide realtà i tuoi desideri, quella voglia matta di andare sempre al massimo non mollando mai dimostrando al mondo chi possa essere il numero uno. Il giovane Odermatt ha la mentalità invece dei grandi veterani, ricorda Hirscher per come riesce ad affrontare sin dal primo millimetro dal cancellato di partenza la propria gara, e non si lascia intimorire da ciò che fanno gli altri. Riesce ad isolarsi e a trarre il meglio da essa.

Mentre i margini di miglioramento di Marco sono ancora in evoluzione (Chissà se tra i paletti stretti un giorno…), Kilde è un atleta completo già di suo che conosce il suo corpo e le sue qualità e vuole andare alla ricerca di una grandezza già consolidata.

Una sfida sensazionale, meravigliosa, tra due grandissime persone prima che atleti, un esempio positivo per i giovani e per tutti coloro che vogliono affacciarsi a questo sport. Oggi è giornata di super-g, e chissà che il norvegese voglia fare un controsorpasso al suo collega.

Forza, solidità, e spessore: tutto Marco Odermatt

Nel corso di questi anni attraverso Marco Odermatt, abbiamo assistito all’esatta realizzazione all’interno della vita sportiva di un atleta, del significato vero e proprio di metamorfosi di un fatto che parte dalla nascita di esso stesso come mero desiderio, sino allo svezzamento del medesimo che è andato a concretarsi come vera realtà; il tutto mediante un grande lavoro sotto tutti i punti di vista che, di fatto, ha fatto alzato l’asticella trasformando un grande talento in uno straordinario campione quale lui è.

La prova offerta ieri in quel di Sölden, la seconda vittoria di fila per lui qui in sede d’apertura della Coppa del Mondo che tanto gelosamente custodisce e che, facendo due rapidi calcoli, difficilmente mollerà la sua presa, ci permette di affrontare la tematica circa il classe 1997 nativo di Buochs che ha messo subito in mostra tutte l’argenteria più pregiata del suo repertorio mandando non soltanto un serissimo monito agli avversari sin dal giorno 1 del semaforo verde della stagione agonistica, ma spendendo al mondo il messaggio che questo sport possa aver trovato ancora più seriamente un nuovo dominatore.

Odermatt è stato in grado di affinare le sue armi e le sue tecniche lavorando sia mentalmente sia sulle gambe che sovrastano i suoi sci, è esattamente come una solida quercia che riesce resistere anche agli uragani più determinati a spazzar via ogni cosa, ogni cosa appunto tranne lui, perché decisamente come il punto più alto di una montagna domina pure i singoli aspetti permettendosi di osservar tutti dall’alto in basso con fierezza e determinazione; ma tutto ciò non avviene di certo per caso e all’improvviso, perché Marco ha avuto pazienza e non si è mai risparmiato né in pista né in preparazione, non snaturando certamente la sua essenza positiva e solare da grande ragazzo quale lui è, ma migliorando e alimentando quel fuoco dentro sprigionandolo come un drago che mescola le sue fiamme su un ghiaccio oltre la barriera.

La seconda manche offerta ieri sul Rettenbach dallo svizzero è stata l’apoteosi di un Campione, un campione che sente che la neve non è certamente quella che chiunque preferirebbe, ma che di certo non ha lasciato che lo intimorisse nemmeno al momento di quello sbandamento, sul muro, che avrebbe messo a terra quasi chiunque tranne lui; e seppure qualcuno fosse riuscito a resistere con difficoltà avrebbe incrementato il vantaggio sul secondo soprattutto in condizioni di pista oramai deteriorate dalla temperatura e dal passaggio degli altri atleti, lui no, lui ha trasformato quel punto interrogativo in pura fame di vittoria trasformando lo stesso come l’acuto che lo ha portato sul gradino più alto del podio.

Quel momento può essere indicato come lo spartiacque del campione, perché sebbene vinci già parecchie gare e hai il più importante dei globi sulla tua ancora verde ma già illuminante carriera, comprendi che hai il diritto di percorrere quel percorso dei più grandi perché capisci che le difficoltà non possono metterti fuori gara, ma che ti danno la possibilità di scrivere ancora meglio la storia di quando ogni cosa va per il verso giusto.

Marco Odermatt è un atleta incantevole, uno di quelli che ti fa rimanere incollato davanti al televisore per ora e che non smetterebbe mai di incantarti perché riesce a mescolare la sua tempra alla sua eleganza, la sua forza alla sua classe, e la sua determinazione alla sua solarità perché è uno dei pochi atleti al mondo in grado di comporre un mix tra vari elementi che risulta essere non solo vincente, ma anche come diceva una canzone di qualche anno fa, incantevole.

William Shakespeare affermò che si vive per essere la meraviglia e l’ammirazione del proprio tempo, Marco Odermatt, con la sua tuta biancorossa, ha i crismi per ammirare più di una generazione seguendo i vari pilastri del passato, ma se il futuro rimane un mistero seppur roseo, il presente si inchina a lui come il più puro dei fuoriclasse.

Oggi e oltre il domani per Marco Odermatt

Marco Odermatt vincendo la Coppa del Mondo generale di sci alpino, non solo è andato a concretizzare pienamente quello che è il suo lavoro che da più di 2 anni sta conducendo per certificare le proprie prestazioni ai massimi livelli ma, parimenti, immette nel circuito un serissimo monito per il futuro in quanto possedente tutte, ma proprio tutte, le carte in regola per scrivere veramente la futura storia di questo sport.

Senza andare nello specifico di questa stagione e dei suoi numeri incredibili che in lungo e in largo abbiamo avuto modo di raccontare e che testimoniano l’incredibile lavoro di questo straordinario atleta, c’è da affermare che dopo tanto tempo che si è andati alla ricerca di qualcuno che potesse prendere per mano questo sport al maschile nel post Hirscher, per la prima volta da quest’anno si ha la sensazione che con Odermatt si possa iniziare ad abozzare ragionamenti di questo tipo.

La regolarità dell’elvetico unita alla sua polivalenza e alla capacità di lettura in via ottimale delle piste che va a calcare e spesso a dominare, rappresenta davvero un punto di forza impressionante all’interno di una sciata praticamente unica dove riesce sempre ad essere veloce e preciso allo stesso tempo. Senza sottovalutare l’età verde dell’atleta in questione che denota impressionanti margini di miglioramento, Odermatt già guarda al domani e può permettersi di farlo da una posizione di indubbia forza non dal N1 che avrà all’inizio della prossima stagione, ma dalle peculiarità che lo contraddistingueranno domani oltre che oggi.

Vi invitiamo a vedere il video sotto il titolo di questo post per capire di più sulle caratteristiche di Odermatt, a cura del Maestro Andrea Tibaldi per Lo Ski Bum che racconta nel dettaglio di Marco al massimo, di quanto esso abbia portato innovazione all’interno di questo mondo, e di come in futuro potrà incidere in merito sempre con il sorriso sul viso, elemento non secondario mai nella vita, che dà qualcosa sempre in più a chiunque sappia affrontare il proprio sport con il sorriso.

Per Marco, il futuro, è oltre domani.

Odermatt vola a Wengen

Marco Odermatt is absolutely on fire. Anche sulla leggendaria pista di Wengen, l’elvetico va a sigillare una gara a dir poco straordinaria centrando una vittoria che fa il paio con il recente successo nello slalom di Adelboden di qualche giorno fa mandando in delirio il pubblico di casa.

Una gara assolutamente straordinaria, inserita in sede di calendario come recupero di quella cancellata a Lake Louise e a Bormio, che sancisce ancora una volta la superiorità di questo autentico prodigio polivalente dello sci alpino che fa segnare la seconda vittoria nella caratteristica pista Lauberhorn che passa sotto la ferrovia, nonché la decima nel massimo circuito intercontinentale.

Quando i numeri cominciano per un giovane ad essere importanti, i crismi del predestinato all’orizzonte si fanno sempre più nitidi, e gli avversari ne prendono nota a partire da Kilde che in data odierna vede interrompersi la sua striscia di vittorie e sj ferma a 23 centesimi da un elvetico che nel tratto finale è stato a dir poco inarrivabile innescando una marcia in più rispetto al norvegese. Il podio si completa Matthias Mayer che chiude a 58 centesimi da Odermatt, poi Baumann mentre Dominik Paris è quinto, con 98 centesimi di distacco migliore degli italiani in una gara non colma di soddisfazione per lui.

Domani stesso posto stessa ora per una nuova prova veloce a Wengen questa volta in discesa libera con Kilde che vorrà rifarsi, ma se Marco si mette in testa di fare il salto di qualità anche lì..