Privacy Policy Cookie Policy sci alpino Archivi - Pagina 41 di 47 - Discesa Libera

Emozionaci ancora, Sofia.

Sofia Goggia

Emozionaci ancora.

Come solo tu sai fare quando scendi. 

Fallo ancora, con la tua forza e la tua determinazione volte a spaccare in due gli equilibri delle gare e le emozioni di tutti noi che aspettiamo le tue gesta a partire dal segnale verde del cancelletto.

Con la tua grinta e la tua eleganza che ti hanno portato gara dopo gara a conquistare le vette più prestigiose, con la tua voglia di non mollare mai di un centimetro che, spesso, fa la differenza per accendere e mandare in fiamme il cuore lungo il prestigioso viale della gloria e dei brividi che svolgono il loro personale gran premio lungo le nostre schiene.

Come in Corea come a due passi da casa tua, ovunque sia il luogo in cui tu possa detenere il sorriso; dove ogni cosa è importante tra amore e passione, dove si pongono le basi per mantenersi ancora vivi e ricercare ancora il miglior risultato da arpionare con sacrifici e voglia sempre pulsante come il sangue caldo detenuto dentro le vene. 

Realizzalo sempre appunto con quel sorriso che mostra molte cose oltre la serenità, che mostra la soddisfazione di una donna di incredibile spessore ancor prima dell’atleta consapevole dei sacrifici che realizza ogni giorno in allenamento volti a cercare di prendere nel momento che conta la penna più prestigiosa per griffare il celebre manoscritto della storia dello sport con la tua firma, ma anche di tutta la “garra” che serve ad un’atleta unica.

Consolidalo ogni giorno, con quello sguardo intenso e meraviglioso custodito dentro dei meravigliosi occhi castani  che cela dietro un profondo mare di emozioni dettate dalla passione di indossare ancora e ancora un paio di sci per divertirsi ancor prima di competere, per mostrare al mondo tutta la tua genuinità e la voglia contestuale di migliorarti sempre di più per raggiungere quegli obiettivi che tutti sognano ma che pochi, davvero, riescono a centrare.

Emozionaci ancora splendida guerriera dal nome di etimologica greca memoria che vuol dire “sapienza”, sapiente appunto come la tua tempra d’acciaio nell’approcciarti con ogni tua sfida; con la tua spontaneità e i tuoi risultati, qualunque essi siano, perché con te abbiamo già vinto soltanto per il fatto di esserci incantati con la tua conoscenza che non soltanto ha migliorato le vite sportive di tutti noi, ma che ci ha dato ancora una volta prova di quanto la vita possa essere speciale esattamente come te, che di ogni attimo e di ogni istante hai dato colore e arcobaleni anche laddove c’era il grigio più sbiadito.

Si apre una nuova stagione che per tutti è sempre un grande punto interrogativo, ma senza alcun tipo di presunzione mai come adesso riparte per tutti noi da una profonda certezza, quella di una gemma più luminosa che mai che ha ancora voglia di brillare nelle altezze più importanti del mondo e che di mestiere non fa soltanto la sciatrice, ma la portatrice sana di emozioni che a tutti noi servono per mantenerci vivi attraverso un semplice gesto tecnico che a volte, vale più di mille parole.

Emozionaci ancora, Sofia Goggia.

Svindal verso la via del ritiro?

Aksel Lund Svindal, FIS Alpine Ski World Cup, Hinterstoder 2011

Intervista importante alla tv norvegese dove mette in chiaro cose molto rilevanti sul suo futuro

Che Aksel Lund Svindal abbia il cruccio delle ginocchia, purtroppo, lo sappiamo già da tempo: i gravi infortuni che lo hanno fermato ma che mai lo han messo in ginocchio grazie alla forza e alla caparbietà di un Campione con la C maiuscola, han segnato comunque come noto la loro stabilità e ogni tanto tornano a farsi sentire; il problema è che, stavolta, sembrano mettere una grossa ombra per il futuro che verrà.

Svindal, 3 volte campione olimpico, 5 volte mondiale, e conquistatore per ben 2 edizioni della Coppa del Mondo, in un’intervista alla televisione norvegese ha fatto ampiamente capire che questa sessione di preparazione in terra sudamericana in vista della stagione 2018/19 oramai alle porte sarà decisiva per comprendere lo stato di salute delle sue articolazioni in uno sport che, come noto, ti impone sempre di più spingere al massimo per portare al top quelle che sono le tue performance: in sostanza, la sua partecipazione alla Coppa del Mondo e ai futuri Campionati del Mondo sono seriamente a forte dubbio.

Il fuoriclasse norvegese fresco campione all’ombra di Olimpia in quel della discesa libera maschile a PyeongChang, convive da anni con il dolore soprattutto dopo il bruttissimo infortunio del 2016 a Kitzbühel che gli ha causato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, e adesso più che mai dovrà fare delle valutazioni serie per capire se sia il momento o meno di appendere gli sci al chiodo.

Svindal è uno dei più grandi discesisti e velocisti alpini che lo sport bianco ha regalato alle cronache della storia, un ragazzo sempre splendido che ha accompagnato ogni suo risultato, positivo o negativo che sia stato, con il sorriso essendo stato sempre di esempio per colleghi e per tutti i ragazzi che han deciso di iniziare questo splendido sport prendendolo come ispirazione.

L’auspicio, ovviamente, è che le sue sensazioni al termine di questa lunga sessione di preparazione possano essere positive in modo tale da rivederlo ai cancelletti di partenza in uno sport, lo Sci Alpino, che lo ha reso celebre e che lui ha contribuito in larga scala a renderlo migliore scrivendo indelebili ed indimenticabili, pagine di storia.

Le schegge azzurre sfrecciano in terra argentina

Goggia

Prosegue in Argentina la preparazione degli azzurri: in scena vanno i padroni della velocità

Continuano serrate le attività dello sci alpino azzurro al maschile e al femminile in quel del Sud America: in Argentina, come risulta dal sito della FIS (http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16905-le-squadre-maschili-di-cdm-si-allenano-sotto-la-neve-a-ushuaia-condizioni-generali-buone), nonostante un clima poco clemente seppur in miglioramento con le ampie nevicate venute giù in terra albiceleste, stanno proseguendo nel migliore dei modi le discese dei velocisti azzurri.

Di scena i nostri Riccardo Tonetti, Luca De Aliprandini,Christof Innerhofer, Dominik Paris e Emanuele Buzzi, Giovanni Borsotti, Roberto Nani, Giulio Bosca ed Alex Hofer, che si stanno dividendo tra azioni di velocità e di slalom dove già sono, in questa “sede” ultima, in allenamento Moelgg, Gross, e Bacher.

E’ arrivata anche la nostra campionessa olimpica Sofia Goggia: la splendida bergamasca sta cominciando ad entrare in pieno regime con i suoi allenamenti sugli sci prendendo confidenza con le nevi argentina dimostrando già da subito di trovarsi, come sempre, a proprio agio.

La Coppa del Mondo, è sempre più vicina.

Lindsey Vonn: “sarà la mia ultima stagione della carriera”

La Lindsey Vonn che non ti aspetti: come un fulmine a ciel sereno, la pluricampionessa olimpica e mondiale dello Sci Alpino qualche giorno fa, rispondendo a un tifoso in quelle delle storie di Instagram che le chiedeva fino a quando potrà spingersi nello sci professionistico, ha replicato che questa sarà la sua ultima stagione sui palcoscenici internazionali che per quasi più di quindici anni l’ha vista come protagonista assoluta.

Tuttavia, la stessa, non ci consente di commuoverci e di preparare elogi su elogi che sarebbero comunque non sufficienti vista la grandezza realizzata in tutto questo tempo e un grazie per le emozioni non basterebbe, perché qualche risposta dopo ad un altro fan che le chiedeva se il ritiro sarebbe ottemperabile anche senza l’agognato record di Ingemar Stenmark di vittorie in Coppa del Mondo, la Vonn ha risposto così:

“Bella domanda, non saprei rispondere…”

L’interpretazione più ovvia per la splendida Lindsey è che, se questo benedetto record dovesse cadere dopo anni e anni distante soltanto 4 vittorie ad eguagliare la vetta 82 e, ovviamente, una in più per entrare immediatamente ancor più nella Leggenda con L maiuscola, il ritiro sarebbe cosa pressoché fatta; diversamente però, qualche altra riflessione la fuoriclasse di St. Paul se la farebbe di certo.

Gli anni passano, le fatiche aumentano, e il corpo seppur super allenato in questi anni di Lindsey sicuramente avverte maggiormente la fatica rispetto a qualche anno fa e, un altro anno agonistico di sicuro sarebbe non leggero; una Vonn che si dedica anima e corpo ancora come nel primo giorno in pista e in palestra (Sotto gli occhi severi e attenti del poster di Stenmark che ha affisso come motivazione), e che è stata un VERO esempio non solo per lo sci ma per tutto lo sport in generale per la forza dimostrata dentro le piste e la straordinaria umanità che ha dimostrato fuori con colleghi, tifosi, ed addetti ai lavori. 

Il curriculum non ha mai inciso sul rapporto con gli altri facendola apprezzare per la donna meravigliosa che è ancora prima dell’atleta: un esempio clamorosamente raro in un mondo sportivo oramai capeggiato da molto fanatismo e da indisponibilità irritanti. 

A Lindsey non possiamo che augurare il meglio per la stagione che verrà e per tutto ciò che concerne la sua vita perché, di campionesse ne vediamo tutti i giorni ma, di Leggende, no. Sono rare, perché passano poche volte nella vita e quando accade lasciano il segno come ha fatto lei, scrivendo la storia nel firmamento più prestigioso dello sport griffato dal suo splendore e della sua magnificenza.

L’onda azzurra dello Sci Alpino si propaga sino al Sud America

Le azzurre tra Cile e Argentina proseguono la loro preparazione in vista dell’esordio ad ottobre

Sofia Goggia

Obiettivo Coppa del Mondo nel mirino per le ragazze dello Sci Alpino: le nostre splendide azzurre proseguono la loro preparazione in vista per l’esordio in quel dei ottobre, con la carovana rosa che si è trasferita in Sud America per trovare al meglio le prime affinità con le nevi stagionali.

Argentina e Cile sono i paesi sud americani scelti per realizzare al meglio il lavoro di preparazione delle atlete anche grazie a delle condizioni meteo che stanno favorendo al meglio le attività consentendo a tutti di lavorare nel miglior modo possibile in modo tale da presentarsi ai primi appuntamenti ufficiali al massimo della forma.

Con la Brignone ancora out per recuperare dall’infortunio recente al ginocchio sinistro in via comunque di miglioramento, la nostra atleta di punta, Sofia Goggia, sarà impegnata sino al 14 settembre a Valle Nevado in Cile per poi trasferirsi a Ushuaia in terra Argentina dove già sono presenti le sue colleghe, per questo stint lungo di allenamenti sudamericani che proseguiranno ininterrottamente fino al 2 ottobre come risulta dal sito dalla FISI: http://www.fisi.org/sci-alpino/news/16870-il-sole-assiste-il-team-di-coppa-del-mondo-impegnato-a-zermatt-goggia-i-partenza-per-la-lunga-trasferta-sudamericana-fra-cile-e-argentina

La stagione che verrà: la voglia di rivalsa di Henrik Kristoffersen

Il norvegese alla ricerca dell’anno di consacrazione definitiva

Kristoffersen
Kristoffersen in gara a Zagabria Sljeme il 5 gennaio 2017

Parliamoci chiaro, avere a che fare con Marcel Hirscher è un problema serio per tutti gli sciatori alpini dell’epoca attuale, Henrik Kristoffersen compreso.

Essere nel 95% dei casi alle spalle del fenomeno salisburghese è una roba che, da un punto di vista competitivo, fa girare ampiamente le scatole e, per un vichingo dal sangue caldo come il classe 1994 nativo di Lørenskog, un comune norvegese della contea di Akershus alle porte della splendida Oslo, il tutto si accentua ampiamente come dimostrato dai gesti di stizza prima e di rassegnazione poi dello stesso dopo molte discese dell’austriaco contrassegnate dalla consonante P e dal numero 1.

La scorsa stagione è stato un autentico dominio per l’attuale numero uno del movimento sia dal punto di vista della Coppa del Mondo (13 vittorie) e sia dal punto di vista Olimpico (2 ori) senza contare il discorso sulle sfere di cristallo; attenzione, Kristoffersen è sceso DIVINAMENTE il più delle volte mettendo in atto la sua classe ed infinita tecnica ma, nonostante ciò, ha dovuto soccombere alle prestazioni di Hirscher accontentandosi soltanto dell’unica vittoria nello slalom della mitica Kitzbühel e di piazzamenti; l’occasione lo svedese la ebbe quando nella stessa disciplina ma a PyeongChang non ha saputo approfittare dell’out di King Marcel uscendo anch’esso clamorosamente quando avrebbe potuto scrivere la storia, lasciando gli allori forgiati dal sacro fuoco di Olimpia ad André Myhrer.

Bocconi amari ingoiati con la consapevolezza di aver lavorato quindi sì bene, ma che non è bastato perché c’è stato qualcuno che ha spinto ancora più forte. Kristoffersen metterà da par suo tutta la professionalità possibile assieme al suo team per tornare ai vertici dello sci mondiale considerando anche la rassegna iridata che nel 2019 si terrà in terra svedese, una rassegna che dal punto di vista giovanile lo ha visto trionfare per ben sei volte; un’occasione di certo da non perdere per dimostrare ancora al mondo di essere uno dei più grandi talenti che lo sci ha sfornato negli ultimi anni. Lunghe leve longilinee, rapidità nei movimenti, e abilità a star in equilibrio anche sulle nevi più insidiose sono soltanto tre tra gli innumerevoli fattori che contraddistinguono l’atleta del nord Europa.

La stagione di pre-season non è partita nel migliore dei modi considerando la frattura all’alluce del piede sinistro, quindi dovrà recuperare in fretta per trovare al meglio la miglior condizione in attesa del gigante di Sölden. Vista la dedizione che lo stesso mette nel proprio mestiere, non ci saranno problemi ulteriori salvo altri imprevisti.

Henrik Kristoffersen riparte quindi da questi fattori fondamentali, dalla voglia e della determinazione spinti dalla classe e dalla fame nonché dalla storia scritta nel recente passato che, vuoi o non vuoi non l’ha visto protagonista assoluto: quindi focalizzerà il tutto in quella ancora da scrivere in modo tale che, quest’ultima, possa parlare ed essere scritta per sua mano arpionando quella penna che utilizzano i più grandi mettendo la firma più prestigiosa davanti ai palcoscenici bianchi più rilevanti del globo terrestre.

La sfida a King Marcel, è già partita.

Federica Brignone: forza e determinazione di una Campionessa unica

Ai box per un infortunio occorsogli qualche giorno fa, le ambizioni della valdostana rimangono intatte e, anzi, si rafforzano di più

Brignone

Non si può dire che questa pre-season per Federica Brignone sia nata sotto le luci più lucenti della via della fortuna: in occasione infatti di un allenamento di Super-G la splendida valdostana è stata vittima di una caduta che le ha causato uno stiramento al legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro che la sta costringendo ad un periodo di riposo per riprendersi nel migliore dei modi possibili; infatti salterà la trasferta in terra cilena a Valle Nevado per precauzione e proseguire al meglio la riabilitazione.

La Brignone si lascia alle spalle una stagione meravigliosa: l’atleta classe 1990 nativa di Milano ha dimostrato di essere cresciuta sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista mentale, migliorando sempre di più e dimostrando ancora enormi margini di miglioramento che potrebbero spingerla ancora più lontano di quanto già sia andata.

Abbiamo ancora negli occhi la medaglia di bronzo conquistata agli ultimi Giochi Olimpici a PyeongChang in terra coreana in quel del gigante, la sua prima a cinque cerchi,a coronamento di un percorso di crescita fatto di sacrifici e miglioramenti continui che ha visto l’incantevole Federica mordere la neve con determinazione per arrivare a centrare gli obiettivi prefissati.

Una stagione 2017/18 ricca quindi di soddisfazioni, che l’han portata anche a vincere tre gare in Coppa del Mondo in tre discipline differenti, risultati volti a dimostrare ancora una volta le sue incredibili capacità forgiate attraverso una notevolissima polivalenza davvero rara al giorno d’oggi: il 29 dicembre a Lienz in slalom, il 13 gennaio a Bad Kleinkircheim in Super-g e, poco prima dei Giochi Olimpici ha dominato la combinata alpina a Crans Montana il 4 marzo.

E’ normale proiettare gli obiettivi alzando l’asticella sempre di più andando a guardare alla stagione che verrà; Federica nonostante l’infortunio recente sta continuando a lavorare alacremente in modo tale da arricchire ulteriormente il suo palmares: la conquista di una sfera di cristallo è sempre molto viva nei suoi pensieri ma, soprattutto, il desiderio di una medaglia iridata visto che sarà la stagione anche dei Campionati del Mondo in scena ad Äre nel 2019 in Svezia rappresenta per la Brignone un aspetto primario; mondiali che l’han vista protagonista in categoria juniores quando nel 2009 colse l’oro in combinata.

Fortissima sul veloce, agevole sul tecnico la 28enne valdostana del gruppo dell’Arma dei Carabinieri non si è fatta di certo frenare da questa recente scocciatura fisica e sta già dedicandosi anima e corpo proiettando i propri desideri al futuro in modo tale da coronarli con i crismi della sua specialità per sé stessa e per i colori azzurri.

Colori che vedono al femminile in lei e in Sofia Goggia le punte di diamante di una nazionale azzurra sempre più forte e sempre più consistente in forza e in maturità.

In bocca al lupo Fede, manca davvero poco a farci incantare ancora con le tue gesta e la tua unicità.

Il Maestro dei Cinque Cerchi: Kjetil André Aamodt

Lo Sci Alpino spesso ci ha emozionati per tanti atleti, tra questi indubbiamente il norvegese, merita una menzione d’onore

 

Kjetil André Aamodt
Kjetil André Aamodt

Il polivalente tra i più polivalenti, nonché il più vincente sotto l’ombra del fuoco sacro di Olimpia.

Ci sono atleti che riescono ad esaltarsi e a scrivere indelebili ed immortali pagine di storia attraverso delle prestazioni incredibili che son valsi ingressi notevoli nelle sale élite dello sport: a tutto questo programma l’egregio Sig. Kjetil André Aamodt ha spesso risposto presente ed ha timbrato, in maniera netta, il suo cartellino.

Aamodt è stato uno sciatore alpino semplicemente sensazionale. Nativo della splendida Oslo 46 primavere fa, ha segnato un’epoca generazionale per lo sci alpino maschile diventando il più medagliato di ogni epoca all’interno delle competizione inerente ai Giochi Olimpici invernali nel suo sport.

Classe sopraffina, tecnica disarmante, Aamodt riusciva a ottenere una scorrevolezza unica perfezionando linee e mantenendo sempre un livello incredibilmente sempre più alto ad ogni prova che lo attendeva. Con questo modus operandi, il Norvegese è riuscito a portare a casa ben 8 medaglie a cinque cerchi di cui 4 ori con il supergigante ad Albertville 1992, il supergigante più la combinata a Salt Lake City 2002, e ancora il supergigante ai nostri Giochi di Torino 2006; a questi si aggiungono i due argenti in discesa libera e in combinata a Lillehammer 1994, ed infine i 2 bronzi arpionati nello slalom gigante ad Albertville 1992 e nel supergigante a Lillehammer 1994.

Dei numeri impressionanti che han permesso ad Aamodt di recitare una parte di estremo protagonista ben 5 edizioni olimpiche eccezion fatta per Nagano, nel 1998, dove rimase incredibilmente a secco spezzando una linea che poteva essere ancor più leggendaria.

In sede di presentazione del suddetto articolo abbiamo menzionato la parole facente riferimento alla polivalenza: nel corso della storia, soprattutto recente, è davvero difficile trovare degli atleti in grado di ottenere dei riscontri significativi in quel dello sci alpino sia nel tecnico che nel veloce, Aamodt riuscì a perfezionare al dettaglio un connubio che, da sempre da sempre questi parti, è sempre un misto di amore ed odio; lavorando sodo e applicandosi sempre più migliorando di giorno in giorno, è ricordato dalla storia non soltanto come uno strepitoso combinatista ma, nello specifico, come uno dei pochi atleti al mondo in grado di essere competitivo in tutte le specialità dello sci alpino: i numeri olimpici parlano chiaro, ma anche quelli mondiali non scherzano di certo: Aamodt fu cinque volte campione iridato in slalom gigante e slalom speciale a Morioka 1993, in combinata al Sestriere 1997, a Vail/Beaver Creek 1999, e a Sankt Anton 2001) cui bisogna aggiungere anche quattro argenti e tre bronzi.

In sede di circuito di Coppa del Mondo invece nell’anno dei Giochi Olimpici di Lillehammer riuscì a portare a casa anche la classifica generale (Unico trionfo) a completare un hattrick da paura nel corso della sua carriera perfezionata, poi, dalle sfere di cristallo di specialità  di supergigante e slalom gigante nel 1993, di slalom speciale nel 2000 ma, soprattutto, nella combinata alpina dove è stato un autentico cannibale che ha portato a casa nel 1994, nel 1997, nel 1999, nel 2000 e nel 2002 per un totale di 21 vittorie e 63 podi.

Una forza della natura autentica: sapeva in anticipo cosa fare ancor prima dello start dal cancelletto: se guardate bene i video che lo ritraggono, vedrete delle movenze eleganti di un ballerino prestato agli sci e, contestualmente, la determinazione di un autentico martello tipico di un boxeur: sapeva dare e anche incassare: la critica gli ha spesso rimproverato di essere stato un pò troppo attendista in molte situazioni del circuito, (tante volte ha chiuso al quarto posto) ma, in termini di competizioni secche questo vichingo era davvero infallibile.

In epoca attuale ci si chiede se Hirscher e alcuni dei i suoi colleghi, un giorno, proveranno a cimentarsi anche in specialità veloci (Per la verità King Marcel nel 2015 a Beaver Creek ha portato a casa un sontuoso Super-G), ma di sicuro nell’applicazione avranno come riferimento questo magnifico atleta ritiratosi 11 anni fa tra gli onori e gli allori più totali.

Difficile trovare un fenomeno da gara secca come Aamodt, ma quel che è certo è che la storia dello sci alpino rimane sempre incantevole e, riesce sempre ad emozionarci attraverso le gesta di infiniti fuoriclasse come il vichingo dagli occhi di ghiaccio ma dall’animo infuocato dalla sete di gloria dei vittorie.

Attacking Vikings, Kjetil.

La storia di una danza amorosa tra uomo e neve: Hermann Maier

Il dominatore degli sport invernali che ha segnato un’epoca generazionale attraverso una forza fuori dal comune e una classe non indifferente

Hermann Mayer
Photocredits: Christian Jansky (User:Tschaensky) on: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hermann_Maier_2.jpg

Herminator.

Se tutti noi andassimo a chiedere a chiunque che segua anche solo un minimo di sport invernale menzionando questo pseudonimo che da anni fa trasudare un mix tra potenza ed immensità, è lecito pensare che la maggioranza dei soggetti interpellati si prodigherebbe a fare un inchino o il classico gesto del togliersi il cappello se lo si indossasse. Questione di rispetto ma anche di incredibile ricordo di uno dei più grandi atleti alpini (E non solo di ogni epoca).

Hermann Maier era un qualcosa di più. Anche solo vederlo camminare per strada con la sua mole imponente e il suo sguardo impenetrabile, ti dava la sensazione di dominio assoluto, di cura del dettaglio, e soprattutto quella fame sportiva che pochi altri potevano detenere a suo tempo e che, tutt’ora, si rivede in pochissimi “esemplari” di sportivi come il suo degno erede Marcel Hirscher il quale, come sappiamo, si è spinto ancora oltre.

Ma se ammiriamo in questi anni il lavoro di Marcel il Grande, il tutto lo dobbiamo anche a Maier cui, il neo campione olimpico salisburghese si è ispirato; Herminator era semplicemente spaventoso: il palmares, mano a mano che si legga comincia ad acquisire sin da subito quelli che sono i crismi di colui che aveva sin da subito messo le cose in chiaro per entrare a far parte del grande salone del Mito sportivo andando a vincere ben quattro medaglie olimpiche di cui due del metallo più pregiato, tre titoli iridati in un totale di sei medaglia complessive, e quattro Coppe del Mondo con un score di 54 vittorie nell’ambito della sfera di cristallo, terzo migliore di ogni tempo dietro il grande Ingemar Stenmark a quota 86 e, come detto,  Hirscher arrivato nell’ultima stagione alla vetta dei 58 trionfi.

https://www.youtube.com/watch?v=3EdaClq6xG4&frags=pl%2Cwn

Atleta assolutamente polivalente (Il gigante lo esaltava alla grande portandoo a sconfinare dalla rapidità alla tecnica), ha fatto della velocità la sua passione e il suo dominio: attualmente è il maggior numero di vittorie in Super G, una specialità che lo ha visto trionfare nella classifica di specialità ben 5 volte, ma non si è fermato di certo qui, perché se parliamo delle piccole sfere, ha centrato anche due trofei di discesa libera, tre di gigante, più la Coppa Europa nel 1996 con tanto di classifica di specialità sempre in Super G.

Duro, cattivo, ed imperturbabile sulle nevi ma sempre enormemente disponibile e gentile fuori dalla pista, ha messo sin da subito in evidenze le sue qualità di atleta vero e puro che con enorme spirito di dedizione al suo mestiere ha raccolto tutto ciò che poteva raccogliere con una classe ineguagliabile forgiando una generazione e gettando le basi per chi è venuto dopo.

Una forza incredibile impressa non soltanto nella magnificenza del gesto tecnico, capace di esaltare chiunque al di là della bandiera di appartenenza, ma altresì anche dalla voglia di ritornare dopo un momento di estrema difficoltà: è indubbio dire che l’incredibile e gravissimo incidente occorsogli durante una guida motociclistica nel 2001 avrebbe messo ko chiunque e non soltanto dalla prospettiva sportiva: se riesci ad evitare l’amputazione della tua gamba destra, recuperi più in fretta che puoi dopo un dramma di questo tipo, e torni dopo poco tempo in pista migliorando costantemente per tornare nel 2004 alla vittoria dopo un dramma del genere, allora sei davvero nell’Olimpo dello sport in generale.

Lui e la neve ha realizzato un binomio perfetto, un tutt’uno incredibile ponendo in essere un amore incondizionato, una sorta di danza perfetta come quella che vediamo durante una danze di Scottie Virtue e Tessa Moire, si sono abbracciati, si sono conosciuti, e hanno dato vita ad uno degli spettacoli sportivi più belli di sempre attraverso la voce del dominio con, in sottofondo, la musica più pregevole delle emozioni creata attraverso il suono dolce e deciso della vittoria.

Una vecchia canzone del 1993 di una giovanissima e splendida Mariah Carey, Dreamlover, raccontando di un amore desiderato e bramato, conteneva nel suo interno un passo molto significativo affermando di volere qualcuno a cui appartenere ogni giorno della propria vita eternamente, con l’auspicio che si potesse verificare il classico “prendimi e portami via”: da un punto di vista metaforico questo amore, nato sin dall’età di 3 anni quando Hermann indossò per la prima volta gli sci è durato nel tempo e, nonostante mille difficoltà, non ha pensato mai di lasciare.

Di questo gliene rendiamo onore, perché se si fosse arreso a quest’ora non sarebbe nato questo splendido rapporto amoroso tra lui e la superficie bianca e non avremmo mai osservato questa splendida danza su menzionata, che tanto ha fatto sognare il mondo.

Di Campioni ne vediamo ogni giorno, e chissà ancora quanti ne vedremo, ma di Maier no, perché permetteteci di dire che di Herminatore ce ne sarà sempre e soltanto uno.

Danke.

https://www.youtube.com/watch?v=FHm31A4v8vg&frags=pl%2Cwn

Allo Stelvio arrivano i velocisti azzurri di Coppa del Mondo

Prosegue l’offseason dei nostri atleti in vista della nuova stagione

Peter Fill
Peter Fill

Continua senza sosta l’attività frenetica in quel dello Stelvio per i nostri atleti. Qualche giorno fa abbiamo parlato del lavoro effettuato dalle ragazze, adesso è arrivato il turno degli uomini, in particolare dei velocisti, per cominciare a spingere sul serio in vista della nuova stagione di Coppa del Mondo.

In pista sono scesi tra i big Emanuele Buzzi, Peter Fill, e Christoph Innerhofer per cominciare a scaldare i muscoli e trovare già le prime affinità con le velocità. Il gruppo rimarrà in Alto Adige fino al 21 luglio. Non ci sarà il nostro Dominik Paris per la nascita del figlio Nick cui, Discesa Libera, fa i migliori auguri!