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Mikaela Shiffrin per la quarta volta sulla vetta più alta dello sci alpino

I pronostici affermavano che presumibilmente le gare veloci di Courchevel Meribel avrebbero assegnato la Coppa del Mondo di sci alpino femminile e così è stato, in quanto Mikaela Shiffrin ha portato a casa la sfere generali 2021/22 al termine di un’annata dove lei è stata la più continua in assoluto dove la sagacia e la forza di volontà hanno fatto la differenza anche nei momenti più difficili.

Mikaela Shiffrin con la vittoria ieri in discesa e il secondo posto oggi in un super-g vinto da Mowinckel che torna alla vittoria dopo tanto tempo e dove la terza piazza viene arpionata da Gisin, fa tutta la differenza del mondo e approfittando del risultato attardato anche oggi di Vlhová centra il bersaglio grosso portandosi a casa la quarta generale della sua meravigliosa carriera dopo quelle del trittico 2017, 2018, e 2019. Una Shiffrin apparsa solidissima dopo l’appuntamento olimpico, che non si è lasciata di certo sminuire dalle critiche e anzi, sciando in questi due giorni in maniera sontuosa le mette a tacere sonoramente mettendo in evidenza ancora una volta chi sia la regina delle nevi.

Al maschile il re è ancora Kriechmayr il quale, in versione on fire, pone un back to back in spazio veloce e dopo il dominio di ieri in discesa libera fa suo anche il supergigante precedendo Marco Odermatt (+0″53), secondo, e Gino Caviezel (+0″75), che chiude il podio.

The Mikaela’s effect

Emanuela Breda una volta disse: “Tanti credono che solo i fatti contino, non le parole; forse è anche per questo che molti parlano a sproposito”.Tra gli argomenti più dibattuti all’interno dello sci alpino e, nello specifico, all’interno della cronaca inerente allo sport in generale quello in merito a Mikaela Shiffrin recita una parte da leone; tuttavia, è incredibile la quantità di inesattezze lette in questi mesi, (sulla base di gare andate un pò a vuoto certamente, anche importanti, ma che nulla tolgono al valore di questa atleta) che possono tranquillamente essere catalogate, scusateci il termine, come autentiche stronzate.

È assolutamente incredibile la quantità di stupidaggini che vengono esternate ogni qualvolta che una/un atleta estremamente importante manca all’appuntamento con la gloria, delle esternazioni che nulla prendono in esame se non la voglia di non analizzare nè i numeri nè il contesto in cui ci si trova ricordando certe “prodezze” nel gioco del calcio; sminuire una fuoriclasse come Mikaela Shiffrin è imbarazzante, non soltanto per il suo passato ma anche per il periodo attuale che l’ha vista ritornare a competere per i traguardi più importanti dopo anni difficili sul piano personale, riducendo il punto di vista solo sulla spedizione a cinque cerchi cinese: non funziona così.

Shiffrin è vero, ha mancato l’appuntamento olimpico dove probabilmente ha voluto fare troppo quando doveva selezionare al meglio il programma, ma nulla toglie certamente all stagione sontuosa sin qui che sta ponendo in essere. Diamo alcuni numeri: quattro vittorie, due in slalom e due in gigante in Coppa 2022 con tanto di leadership della sfera di cristallo generale, per un totale di 11 podi complessivi in stagione. Davvero incredibile criticare senza analizzare fermandosi alla superficie. Così, è facile per tutti.

Quindi è incredibile trovarci qui a doverci giustificare sul periodo negativo della migliore sciatrice probabilmente della storia, una sciatrice che ha scritto la storia e che continuerà a farlo dimostrando anche di essere umana (E nulla di male c’è in questo, non è di certo una androide uscita da Blade Runner), lottando fianco a fianco contro una atleta del calibro di Petra Vlhová che le sta, anch’essa da fuoriclasse assoluta, tenendo testa fino alla fine per la conquista di una appassionante lotta per la generale dove, a Courchevel, assisteremo certamente ad uno spettacolo meraviglioso tra queste due atlete che certamente non ci risparmierà spettacolo e meraviglia.

L’effetto di Mikaela è sempre quello di far parlare, sempre, nel bene e nel male. Sarebbe bello poter leggere spesso anche critiche (Di cui Shiffrin di certo non è esente come il resto della popolazione su questo pianeta) costituite in maniera obiettiva senza spargere alcun tipo di veleno e senza invidia, ma purtroppo viviamo in epoche abbastanza confuse dove però le figuracce vengono smentite dai numeri e dalla pista, che sentenzia senza appello quando si parla di certi calibri sportivi rispondendo con il silenzio dei numeri in maniera estremamente rumorosa lasciando dentro i trionfi propri, ed esternando fuori le gaffe degli altri.

Mikaela vs. Petra: the last duel

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Mikaela Shiffrin vs. Petra Vlhová, è stato il leitmotiv di questi ultimi due anni per quanto concerne sia per l’ambito generale e poi, anche nello specifico, nel settore tecnico (Chissà anche se sul veloce… Shiffrin è in buonissima strada, Vlhová deve ancora migliorare in tal senso), ma quest’anno sembra che tale dualismo sia al massimo livello e le gare di inizio stagione non han fatto altro che confermare tutto ciò.

Lo start per l’edizione numero 56 della Coppa del Mondo di sci alpino, ci ha consegnato un duello tra queste due atlete che praticamente si sono marcate “a uomo” l’una con l’altra sin dallo start di sabato 23 ottobre in terra austriaca. Proprio la tappa di Sölden (Considerando il forfait di entrambe per il parallelo di Lech vinto da Slokar) ha creato la discrepanza di 20 punti in classifica generale a favore della 26enne di Vail, dove Lara Gut mise la distanza di un gradino sul podio, finendo seconda, trovandosi nella morsa tra Shiffrin che appunto vinse la gara e la slovacca che chiuse terza. Levi è stato invece il terreno di caccia di Petra che ha infilato un back-to-back di pregevolissima fattura relegando Mikaela per due volte in seconda posizione, sino a ieri quando a Killington ha messo il sigillo sulla vittoria in casa sulla Superstar, con Vlhová che ha arpionato un bellissimo secondo posto al termine di una seconda manche con qualche imprecisione da parte di entrambe superate, però, da fuoriclasse di razza quali sono tutte e due.

E’ un duello appassionante perché ognuna sembra marcare l’altra a colpi di determinazione e classe, e la cosa più bella sembra che i risultati ottemperati da entrambe nel corso delle gare, vadano a spostare sempre più in alto l’asticella dal punto di vista qualitativo. Nello sport di dualismi ne abbiamo visti e ne vediamo sempre in larga quantità, ma quello tra Shiffrin e Vlhová sembra aver aggiunto quel pepe in più ad una ricetta già di suo abbastanza gustosa che ci lascia ampiamente presagire che nella più importante stagione agonistica con la presenza dei cinque cerchi olimpici, si possa arrivare a una delle stagioni più belle dal punto di vista agonistico.

Certo, c’è da fare ancora tutta anche la stagione veloce, con Shiffrin che nel tempo ha ampiamente dimostrato di esserci soprattutto in super-g, e le avversarie a partire dalle nostre azzurre non mancano, e non mancano anche nel tecnico con Lara Gut e Kat Liensberger pronte a dire la loro, ma il focus e i risultati di inizio stagione non possono far altro che porci alla nostra cognizione la sfida tra le attuali dominatrici di questa Coppa del Mondo.

Entrambe stanno monopolizzando questo start, la sfida è aperta certamente a ogni risultato, e lo sci è lì pronte a tendere la mano a queste due strepitose atlete impavide e fortissime, che non si faranno di certo pregare a griffare con i loro nomi una nuova pagina dello sport invernale.

71 volte Mikaela

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E’ difficile ogni volta trovare le parole davanti ad un’atleta che, seppur a sole 26 primavere, continua perennemente ed in maniera lucente come la più pura delle luci stellari ad irrorare storia all’interno di uno sport che continua ad essere scritto sempre da un solo nome: Sua Maestà Mikaela Shiffrin.

Non menzioneremo i numeri, lo facciamo sempre, basta solo il 71 che corrisponde con il successo di oggi in slalom speciale sulla sua sempre più Killington agli allori complessivi in Coppa del Mondo, ma andremo a soffermarci sull’immensità di Mikaela che in data odierna sulla Superstar, nome della pista degno della vincitrice, ha dato vita ad uno spettacolo assolutamente incredibile andando a precedere la sua rivale (Anche oggi, al netto della quasi uscita, straordinaria) Petra Vlhová.

Il leitmotiv di questa 56ma edizione di Coppa del Mondo ci racconta appunto del duello slovacco americano, ma in questa tornata Mikaela ha dimostrato al mondo di aver sempre nel suo bagaglio di classe quel qualcosa in più che la sta contrassegnando a diventare una autentica leggenda seppur ancora in età giovanile. Ribaltando il risultato della prima manche dove era dietro a Vlhová, Mikaela poco prima nell’ingresso del muro in quel della seconda, incappa in un errore che la porta quasi fuori gestendolo in una maniera incredibile, con un numero assolutamente circense che avrebbe portato fuori chiunque ma non lei. Lei che lo supera come se fosse stato un soffio di vento che le aveva spostato una ciocca di capelli, lei che non perde negli intertempi e anzi li doma cavalcandoli come la più abile delle fantine a bordo di un cavallo, gestendo gli sci a meraviglia, danzando sulla neve, e siglando l’ennesimo successo, lei che riesce ancora una volta a dire chi sia la più forte sciatrice del mondo.

Shiffrin dimostra sempre di più che la vittoria non è scontata, ma costruita sulle difficoltà che spesso possono naturalmente sorgere nel corso di una gara; però lei va oltre, nel senso che riesce a suggellare ogni sua impresa come una prova di forza, un uragano che si abbatte e scaglia in pista tutta la sua determinazione per andarsi a prendere il risultato che desidera e che corrisponde spesso e volentieri al gradino più alto del podio. La classe di questa atleta è davvero fuori dal comune, ma col tempo Mikaela riesce sempre a stupire non facendosi mai intimorire da nessuno. Oggi, quella che è andata in scena, è più di una vittoria in quanto una prova di forza che sta lì a dire che se le altre vogliono prenderla, devono fare qualcosa di più.

Ed è questo il problema, il realizzar qualcosa che possa metterla in difficoltà. Ci sta provando alla grandissima la campionessa uscente in ambito generale, la Petra, e il duello sarà davvero stile Verstappen Hamilton, in attesa delle prove veloci, ma la sensazione è che le avversarie dovranno provare un qualcosa di più del 100% visto che la residenza in ambito performance della fuoriclasse nativa di Vail ha una residenza ben più superiore al limite percentuale poc’anzi menzionato.

Passano gli anni, le rivali, ma lei è sempre lì a raccogliere il guanto di sfida. Per mandare all’angolo le stesse e cercare, ancora una volta di prendere quella penna e scrivere il suo nome per la storia che la ricorderà a prescindere dalle vie che prenderà la sua carriera, come la più grande di sempre.

Mikaela Shiffrin strikes the number 70 in the start season at Sölden

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Inizia nel segno della regina dello sci alpino contemporaneo, Mikaela Shiffrin, il semaforo verde di questa nuova stagione di Coppa del Mondo di sci alpino edizione 2021/22 in quel di Sölden in slalom gigante. Per la fuoriclasse di Vail si tratta del trionfo numero 70 nel massimo circuito intercontinentale, il 13mo in gigante, il 107mo podio complessivo, il secondo successo qui sul Rettenbach dopo quello del 25 ottobre 2014 (A pari merito con Anna Faith), Rettenbach che l’ha vista sul podio compreso oggi ben 6 volte (Due primi posti, tre secondi, ed un terzo), a testimonianza dei numeri impressionanti che ogni volta di più contraddistinguono la grandezza di questa strepitosa atleta. Completano il podio Lara Gut-Behrami che chiude al secondo posto con un gap di 14 centesimi (Nella prima manche la ticinese oggi apparsa in gran forma era in testa proprio davanti alla statunitense) e Petra Vlhová che chiude terza a ben 1.30 a testimonianza di quanto abbiano spinto le prime due nella giornata odierna. Esordio non positivo per i colori azzurri con Sofia Goggia unica classificata oggi che termina nella sedicesima piazza a 2.63 dalla vetta a stelle e strisce.

Mikaela sapeva benissimo che oggi le condizioni erano quelle ideali per fare l’exploit e continuare a scrivere una nuova pagina di storia per sé stessa e per questo sport con una neve che poteva esaltarla particolarmente, e così è stato. Shiffrin inizia con la sua solita leggiadra sinfonia sul bianco sotto gli sci scendendo certamente sicura ma assolutamente anche certa di quella determinazione che spesso e volentieri fa la differenza in sede di gara: nel primo intertempo, partendo con un ottimale vantaggio di 79 centesimi su Vlhová, va ad incrementare il suo bottino spingendosi sino alla soglia di 94 nella prima frazione di gara, parte centrale del muro poi interpretata alla grande con un cambio di passo ancor più accentuato rispetto alla prima manche, e l’intertempo è ancora verde con 84 centesimi con soli 10 persi quindi sulla parte ripida, ritmo che però di certo non si esaurisce ma altresì si incrementa fino a far fermare il cronometro con un pazzesco 1.04.40. Dopo ci prova Gut-Behrami, che era passata anche in vantaggio nella parte centrale rispetto a Shiffrin, ma il piano viene interpretato al meglio dall’atleta col pettorale numero uno, e il 70mo acuto diviene poi realtà.

Nella prima manche disegnata dal suo allenatore, Shiffrin con il pettorale numero uno, apre la stagione iniziando con sicurezza la prima frazione facendo fermare il primo intertempo a 18.20; da lì comincia ad avere maggior determinazione affrontando in maniera sontuosa il muro e la parte centrale segnando l’intertempo centrale a 43.89 per poi tagliare il traguardo a 1.02.89 poi migliorato, come detto, solo da Gut-Behrami praticamente di pochissimi millimetri, precisamente a soli 2 centesimi con tantissimi ottimi spunti che verranno poi confermati in sede di seconda frazione che la vedrà poi sul gradino più alto del podio per iniziare la stagione nella misura migliore possibile

Finisce dunque con il trionfo della fuoriclasse americana la prima giornata di gare della 56ma edizione della Coppa del Mondo di sci alpino, una Mikaela che ha lavorato con estremo silenzio durante l’estate preparando al meglio una stagione dove l’obiettivo principale sarà quello Olimpico con l’intenzione di gareggiare in tutte e 5 le gare singolari in programma, per cercare ancora una volta di riscrivere la storia di questa disciplina.

Ll’appuntamento adesso con la magia che è previsto per domani con il gigante maschile con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle 13.15.

The Mikaela’s project

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La scorsa stagione per Mikaela Shiffrin ha rappresentato il sup ritorno sulle nevi dopo aver trascorso in via personale il periodo più brutto e complesso della sua vita, e lo ha fatto con coraggio e amore per questo sport che lei ha sempre interpretato alla perfezione scrivendo innumerevoli pagine di storia che l’hanno consegnata ad essa nel novero delle più grandi atlete di sempre.

Non è stato di certo facile, e l’alternanza di risultati ha fatto chiaramente comprendere a tutti che, anche alla numero uno, serve del tempo e un giusto assestamento per imprimere al gesto sportivo la giusta continuità. Dei risultati che l’hanno premiata ai Campionati del Mondo di Cortina d’Ampezzo con la conquista di una medaglia in ognuna delle quattro gare cui ha preso parte: l’oro nella combinata, l’argento nel gigante, e il bronzo nel super-g e nello slalom speciale, mentre in Coppa del Mondo ha chiuso al quarto posto nella classifica generale e al secondo in quelle di specialità di slalom gigante e speciale, per un totale qui di dieci podi e tre vittorie, in gigante a Courchevel, e in slalom a Flachau e Jasná; niente male per una stagione di ripresa.

Mikaela, dopo aver ritrovato la serenità sul lato personale, adesso sta lavorando sodo per ritornare ai vertici dello sci mondiale in una stagione contrassegnata dai cinque cerchi olimpici, lavorando come sempre nei minimi dettagli con resilienza ponendo come obiettivo primario la conquista di tutto ciò che è possibile consapevole che la concorrenza adesso è più agguerrita che mai. Questa però per la fuoriclasse di Vail è autentica benzina nel motore, una motivazione in più che le consentirà di alzare ulteriormente l’asticella per cercare di sbaragliare la concorrenza e stupire ancora una volta il mondo di magia.

Siamo dinnanzi a una delle atlete più importanti del mondo, della storia, dove i numeri la seguono al suo fianco parallelamente alla sequela di risultati i quali, come fedelissimi scudieri come un cavaliere scortandola in ogni sentiero dal più irto al più facile, testimoniano ampiamente l’unicità di questa ragazza che non si ferma davanti a nessuna sfida anzi, la affronta come se fosse l’ultima prendendosi rivincite contro tutto e tutti.

Il progetto della nuova stagione sarà sempre il solito, vincere, ma a differenza degli anni passati si avrà come motivazione in più la voglia di ritornare a quei vertici che per tanti anni il mondo l’ha ospitata come la più grande delle atlete, consapevole che certamente, come detto, non sarà facile viste le nuove atlete, ma che parimenti sarà dannatamente più stimolante che mai perché vincere così anche contro questa nuova generazione, sarebbe l’ennesima consacrazione di una ragazza la quale, sebbene abbia vinto tutto, ha ancora la voglia di far sognare se stessa scolpendo le nevi che calca non soltanto a colpi di classe, ma di storia.

Sua Maestà Mikaela Shiffrin

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Quando una fuoriclasse decide di vincere una gara, spesso e volentieri va in questo modo. Quando Mikaela Shiffrin decide di vincere una gara, non soltanto spesso e volentieri va in questo modo, ma realizza il tutto in una maniera regale demolendo le aspettative delle avversarie recitando un altro sport in sede di determinazione e di pura, estrema classe.

In queste righe si potrebbe tranquillamente già archiviare il discorso inerente allo slalom speciale in notturna di Flachau, ma c’è davvero di più. C’è l’oltre e l’immensità di una prestazione da parte di un’atleta assolutamente unica al mondo che riesce ad incantare ancora ed ancora il suddetto attraverso un qualcosa sempre di differente e di incantevole. Nella vittoria di Mikaela davanti a una grandissima Holdener e ad una strepitosa Liensberger, c’è tutta l’essenza della fuoriclasse di Vail: ci sono i numeri che sono pazzeschi che dicono 68 vittorie in Coppa del Mondo di cui 57 in questo format, c’è il podio numero 100, c’è lo spirito di sacrificio di un’atleta che non smette mai di migliorarsi per stupire il mondo come se fosse ancora a caccia del primo acuto, c’è l’emozione a fine gara di una ragazza che ha affrontato le sue fragilità nel periodo più difficile della sua esistenza, c’è la certezza di aver emozionato ancora il mondo attraverso una prestazione regale di una ragazza meravigliosa tanto forte quanto semplice.

C’è di tutto e molto di più quando vince Mikaela, perché ti dà la certezza che vada sempre oltre, oltre ogni cosa e orizzonte, oltre ogni sensazione: la voglia di stupire nel modo più semplice da lei reso grande, e la cura del dettaglio in ogni sua sciata tanto soffice come una linea di seta quanto determinata come un fulmine che ogni volta si scaglia all’interno di una pista dove, nella maggior parte dei casi, è lei a recitare il ruolo del primo violino.

Lo sport è meraviglioso perché riesce a regalare emozioni indescrivibili, come lo sci alpino, dove alle volte può bastare un nome ed un cognome: Mikaela Shiffrin, ossia quando la poesia è al servizio dello sci e lo sci è al servizio della sua infinita grandezza.

Her Majesty, is back

Photocredit: Rolandhino1

Con Petra Vlhová fuori nel corso della prima manche, con il primo errore di una stagione sin qui impeccabile a dir poco, ne approfittano le inseguitrici e a brillare della luce del proprio talento nel secondo slalom gigante di Courchevel rinviato a oggi causa le cattive condizioni meteo di ieri, è stata la performance di una straordinaria Mikaela Shiffrin la quale, tra tanta commozione alla fine, vince la gara numero 67 della sua carriera e raggiunge Re Marcel Hirscher.

Una vittoria meritata per Mikaela che finalmente può scrollarsi di dosso tantissimi problemi e pensieri derivanti dal più difficile dei periodi, a testimonianza che il duro lavoro e l’impegno pagano sempre e adesso è decisamente pronta a rilanciarsi in ottica Coppa del Mondo dove, tutto, è ancora decisamente da scrivere con la certezza che adesso anche la Regina delle nevi è decisamente tornata.

Shiffrin solidissima domina sia in prima che in seconda manche e porta a casa un trionfo che mancava da Bansko dello scorso 26 gennaio e centra il 98mo podio della sua carriera anticipando una incredibile Federica Brignone che, seppur quasi cadendo in seconda manche, recupera in modo pazzesco e chiude a 82 centesimi dalla statunitense con infinito rammarico perché si poteva portare a casa la vittoria; tanta sfortuna per Marta Bassino che aveva chiuso in seconda posizione la prima manche e cade nella seconda dove era abbondantemente in vantaggio sui battistrada, e consegna quindi il podio a Tessa Worley che torna nelle primissime posizioni dopo molto tempo accusando un gap di 1.09 a Shiffrin; chiudono le prime 5 Gisin a 1.20 e Liensberger a 1.54; circa le altre azzurre buona manche di Sofia Goggia al nono posto a 2.27, ed Elena Curtoni al 14mo posto a 2.27.

Il prossimo appuntamento con lo sci alpino sarà per venerdì prossimo alle 10:30 con la discesa libera femminile, la prima stagionale, in quel della Val d’Isére, mentre gli uomini alle 11:45 saranno impegnati nel supergigante della Val Gardena.

Bentornata Miki

Dal momento in cui si è verificata la tragedia in cui ha perso la vita Jeff Shiffrin, chi vi scrive ha preferito non parlare ulteriormente sulla vicenda per il qualesono state le migliaia di parole utilizzate per spiegare la situazione attuale di Mikaela Shiffrin focalizzate, il più delle volte, in merito al suo ritorno alle gare anziché sulla sua situazione personale.

Ritorniamo a parlare della fuoriclasse statunitense in virtù di una importante notizia che la stessa affidato ai suoi canali di comunicazione: Mikaela tornerà all’attività agonistica e prenderà il volo per Are, prossima tappa alpina in tecnico e snodo fondamentale per la classifica generale contesa sin qui tra lei, Brignone attuale leader, e Vlhová.

Si attendeva da tempo quella che fosse la sua decisione in merito al rientro agonistico, d negli ultimi giorni si sono susseguite le indiscrezioni su una sua possibile partecipazione alle gare svedesi, indiscrezioni oggi confermate dalla stessa atleta a stelle e strisce.

Queste le sue parole affidate a un video sui social nerwork: “In queste settimane abbiamo ricevuto un enorme quantità di affetto – dice l’atleta fra le altre cose -, siamo quasi sommersi dai messaggi. Vi vogliamo far sapere che sentiamo tutto questo amore e vi ringraziamo”. Poi riguardo allo sci dice: “Molti mi hanno chiesto quando tornerò a gareggiare. In queste settimane mi sono potuta allenare un poco. È stato un processo lento ma è stato terapeutico poter stare in montagna. Ho scoperto che l’allenamento mi fa sentire più vicina a mio padre e allo stesso tempo fornisce una distrazione così che sentirmi vicina a lui non si accompagna al dolore. Sto partendo per la Scandinavia. Non posso fare promesse su quando sarò effettivamente in grado di gareggiare e non ho obiettivi. Se e quando tornerò a gareggiare vi chiodo di continuare a rispettare la mia privacy e quella della mia famiglia”.

L’auspicio più grande, cara campionessa, è quello di vederti comunque sorridente al cancelletto di partenza, certi che avrai una spinta in più, indipendentemente dai risultati che otterrai ina volta arrivata al traguardo.

Il fatto che tu sia tornata, per tutti noi è motivo di grande gioia ed orgoglio.

Bentornata Miki.

Rispetto per Mikaela

Quando sei una campionessa e probabilmente la migliore sciatrice attualmente sul panorama mondiale, è normale disquisire in merito a vicissitudini che ti coinvolgono.

Tuttavia, è opportuno “precisare” che chiunque realizzi imprese leggendarie all’interno del mondo sportivo e ancor prima una persona, e come tale va rispettata soprattutto nel più delicato e doloroso dei momenti: la scomparsa tragica di papà Jeff è stata per Mikaela e tutta la sua famiglia un colpo durissimo ed è logico che ci voglia un tempo enorme per elaborare il tutto e cercare quantomeno di ripartire conducendo una vita normale. Questo vale per tutte le persone a prescindere se esse siano delle celebrità o meno, ed è altamente ingiusto continuare a fare pressioni su quello che è il rientro di Mikaela all’interno delle competizioni sciistiche internazionali.

Ogni giorno, oramai, assistiamo ad un tam-tam mediatico da parte di molti organi dove si chiedono quando ritornerà e se nel corso di quest’anno: con il dovuto rispetto, però, a tutto c’è un limite.

Ognuno sa quando è giusto tornare al proprio lavoro, ognuno è libero di scegliere se farlo nell’immediato oppure in un futuro molto più ampio senza leggere ogni trenta secondi quando il tutto avverrà. Nella vita ci vuole anche un pò di tatto e le atlete non sono dei robot, ma delle persone comuni con dei sentimenti e come tali occorre lasciare libera la loro privacy e la loro sfera di decisione riservando i doverosi rispetti, come in questo caso di specie.

Saremmo immensamente felici di vedere Mikaela alle finali di Cortina d’Ampezzo ma, decisamente, saremmo decisamente più lieti di vederla anche più in là con il sorriso con cui tutta l’abbiamo imparata a conoscere pronti ad applaudirla, ancora una volta, dall’alto della sua grandezza e della sua classe.