L’essenza della regalità: il muro di Marta a Sölden

Author: Krzysztof Golik

Il weekend appena passato ci ha lasciato, come scritto ieri, una prestazione sontuosa di Lara Gut-Behrami che ha messo in onda una vittoria bellissima seguita a ruota da Federica Brignone staccata di soli due centesimi, e poi una ritrovata Petra Vlhova; anyway, c’è un momento che ci piace condividere e che, senza che nessuna si senta esclusa, si può catalogare come il “The Moment” di questo avvio di stagione a Sölden, sul Rettenbach, nel gigante femminile: il muro interpretato da Marta Bassino, nella seconda manche.

Marta, neo atleta dell’anno FISI, in questi anni ci ha abituato a delle prestazioni assolutamente sublimi attraverso la sua grande, grandissima classe unita alla sua tecnica sempre sopraffina che ad una prima occhiata sembra esser leggera come una piuma ma che in realtà sprigiona sulla neve un profondo mare di cavalli e di emozioni, centimetro dopo centimetro, con una esplosività degna di un vulcano in piena eruzione: e questa caratteristica l’abbiamo notata nella mattinata di sabato quando ha interpretato la parte centrale della pista austriaca nella più pura della forma in merito al concetto di determinazione.

Ciò che ha mostrato la campionessa di Borgo S. Dalmazzo è stato un qualcosa di assolutamente straordinario: la nostra piuma d’acciaio ha mostrato grandissima stabilità intrerpretando un muro da paura rifilando mezzo secondo all’allora seduta sul leader corner Valerie Grenier facendo sprigionare fuoco sul ghiaccio e mordendo la pista come solo una vera fuoriclasse, quale lei è, sa fare. Vederla scendere in quel modo libera da ogni cosa è stata una sensazione bellissima, ed è stato così per il semplice fatto che si aveva davanti al proprio sguardo il gesto tecnico più puro per una atleta, ossia quello di avere la completa padronanza della situazione e la certezza di poter fare quel che si voleva, divertendosi e allo stesso tempo aver la concentrazione di far per bene il proprio mestiere. Poi peccato certamente per la parta finale dove è mancata un pò di velocità, ma se questo è il trailer della stagione dell’atleta piemontese beh, signore e signori, mettiamoci belli comodi perché lo spettacolo è soltanto all’inizio.

Stendhal disse che “la bellezza non è che una promessa di felicità”, e il tutto ci sembra meravigliosamente attuale quando parliamo di una ragazza sempre con il sorriso stampato il viso, assolutamente contagioso, che fa e farà sognare ogni volta che metterà gli scarponi e gli sci ai piedi: Marta Bassino.

Sölden: l’avvio è tutto firmato Gut-Behrami con una grande Federica Brignone: tutto rinviato per gli uomini

Author: Krzysztof Golik

Si è alzato in questo weekend il sipario della Coppa del Mondo di sci alpino numero 58 edizione 2023/24 e già, da subito, il livello tecnico ha dimostrato di essere altissimo a livello femminile con una battaglia senza esclusioni di colpi che funge come da antipasto per una gustosa stagione che si prospetta davvero entusiasmante.

Se il meteo ci ha privato della magia di Marco Odermatt nel gigante maschile (La cancellazione della gara ci lascia dei notevoli spunti di interesse per ciò che già aveva fatto pardon dipinto l’elvetico nella prima manche), in quello femminile abbiamo avuto la prova di forza di una strepitosa Lara Gut-Behrami che si presenta ai nastri di partenza con una forma assolutamente eccezionale dettando il ritmo nella seconda manche assieme ad un’altrettanto brillante Federica Brignone: la differenza tra le due? Soltanto due centesimi.

Questione di millimetri insomma ha privato alla nostra “tigre” di esordire con la vittoria sul Rettenbach, millimetri che possono al massimo lasciare un leggero amaro in bocca ma che in prospettiva mettono la nostra Federica, per l’ennesima volta, nella schiera delle pole delle atlete che possono giocarsela fino alla fine. Ma la prestazione, soprattutto nella seconda manche della campionessa elvetica è stata davvero di una pregevolezza assoluta, scendendo precisa senza alcun tipo di sbavatura e tenendo botta in un muro che Marta Bassino aveva compiuto sontuosamente. Solidissima Lara che inizia alla grande sprigionando una sicurezza da paura.

Fede già dalla prima manche aveva messo in evidenza tutto il suo repertorio di classe dettando legge e mandando un chiaro monito a tutte le sue avversarie che anche quest’anno dovranno vedersela con lei, unica atleta nella storia della nazionale azzurra femminile a portare a casa la generale 4 anni fa. Sul podio sale anche Petra Vlhova in cerca di riscatto in questa nuova stagione agonistica e poi via via le altre con Shiffrin ancora non in brillanti condizioni che chiude ben lontana dal podio, alla casella numero sei staccato di quasi un secondo e mezzo dalla vetta elvetica.

Un’Italia che lavora bene anche con Marta Bassino che passa dalla settima alla quinta posizione con una seconda manche, come detto sopra nella parte centrale del ripido, assolutamente di regale memoria: un’aggressività senza precedenti unita alla sua enorme classe ci aveva fatto sperare in un podio che purtroppo non è poi arrivato a causa probabilmente di una parte finale non identica al muro, ma che lascia delle ottime sensazioni per le prossime gare: bene anche Sofia Goggia che torna a punti in slalom gigante dal 2021 nonostante l’inconveniente, anche abbastanza imbarazzante per quanto concerne la federazione, di essersi trovata davanti un addetto alla pista mentre lei stava effettuando la sua gara in sede di prima manche: Sofi sempre caparbia e coriacea chiude uasi due anni dopo Lienz (28 dicembre 2021). Dopo l’incidente della prima manche, quando ha dovuto tornare in partenza perché durante la gara c’era ancora un addetto in pista, pone una seconda non molto veloce all’avvio e scivolosa sul muro chiudendo 16ma a quasi 3 secondi da Gut-Behrami.

Si alza quindi a metà lo spettacolo della Coppa del Mondo che saluta Sölden e l’Austria e che la prossima volta vedrà lo spettacolo far capolino a Levi, in Finlandia sulla mitica Black per quanto riguarda le ragazze per un doppio slalom, mentre gli uomini andranno a Zermatt sulla Gran Becca per una doppia sessione di discesa libera: entrambi l’11 e il 12 di novembre.

Sölden: verso l’avvio della Coppa del Mondo di sci alpino

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Dopo tanti articoli su preparazioni, trasferte, attese e quant’altro finalmente siamo giunti all’epilogo della pre-season e ci aggiungiamo in questo weekend che verrà a celebrare finalmente l’avvio della nuova stagione di Coppa del Mondo di sci alpino che vedrà segnare il semaforo verde sabato alle ore 10:00 con lo start della prima manche dello slalom gigante femminile sul ghiacciaio del Rettenbach.

Tutto sembra essere pronto per l’avvio di questa nuova stagione considerando che già qualche giorno fa la FIS ha dato il suo assenso dopo l’ispezione della pista che già da tanti anni fa segnare l’avvio delle competizioni agonistiche alpine.

Sölden, guide turistiche alla mano, è un comune situato nel distretto di Imst, in Tirolo, precisamente nella valle laterale dell’Inn, ed è il comune più esteso dell’Austria con i suoi 466,78 km² a ben 1 368m sul livello del mare; ma ciò che maggiormente ci interessa per ovvi motivi sportivi, è il Rettenbach, ossia il ghiacciaio cui vedremo finalmente aprirsi i cancelletti di partenza per l’inizio delle battaglie sulla neve. Numeri importanti qui che prevedono una partenza a 3.040m s.l.m., un arrivo a 2.670m s.l.m., e un dislivello di circa 370m con un ripido abbastanza impegnativo e un terreno spesso scivoloso che non perdona neanche un minimo errore a testimonianza che questi sono tracciati particolarmente mirati ad atleti professionistici con una preparazione adeguata.

Come da tradizione la Rettenbach, poggiata proprio sul ghiacciaio che porta lo stesso nome, apre sin dalla stagione 1993/94 le gare della competizione intercontinentale di Coppa del Mondo di sci alpino; ultimamente, però, impervie condizioni climatiche hanno negli ultimi anni sconvolto di netto il programma con annullamenti di gara e spostamenti decisi di orario soprattutto per quanto concerne gli uomini, anche se lo scorso anno tutto è andato bene e le gare si son disputate regolarmente; lo scorso anno a prendersi il gradino più alto del podio è stato Odermatt davanti a Kranjec e Kristoffersen, mentre le ragazze hanno dovuto dare forfait per la gara che non si è disputata.

Quindi l’appuntamento per Sölden è previsto questo weekend, con i due giganti in programma per sabato 28 con la gara femminile (Prima manche ore 10, seconda ore 13, salvo sconvolgimenti di programma), e domenica 29 con l’esordio maschile (con gli stessi orari delle ragazze), tutto in diretta su Raisport ed Eurosport.

Sci alpino: gruppi azzurri al rientro in Italia: finiti i lavori in Sud America, è tempo di pensare a Sölden

Author: WeHaKa

E’ tempo di chiudere il sipario con l’Argentina per le nostre nazionali al femminile ed al maschile di sci alpino, dove la preparazione in Sud America è finita e tutti i gruppi di atlete ed atleti sono ritornati nel nostro paese dove tra poco più di un mese si darà l’avvio alla Coppa del Mondo con i giganti di Sölden.

Nello staff azzurro c’è ampia soddisfazione per il lavoro effettuato dai ragazzi tra Argentina e Cile, ed è il D.T. Massimo Carca, con le sue parole rilasciate al sito ufficiale della FISI (https://fisi.org/carca-in-argentina-e-cile-allenamenti-positivi-e-lavoro-diversificato-ora-parte-lavvicinamento-a-soelden/) ad esprimere il tutto e a fare il punto della situazione in vista dell’avvio stagionale; ecco le sue parole:

“Il lavoro ad Ushuaia è andato decisamente bene – ha detto Carca -. Abbiamo trovato condizioni invernali e temperature più fredde rispetto agli ultimi anni. Le condizioni ci hanno permesso di svariare fra tutte le specialità e portare a buon fine tutto il lavoro che ci eravamo prefissati. L’unica nota negativa è l’infortunio di Sala, a causa di una caduta banale, ma è noto che il piatto tibiale richiede pazienza per un recupero completo”.

Il gruppo di slalomisti che puntano alla doppia disciplina ha diversificato molto il lavoro. Lo slalom ha collaborato parecchio con il gigante. Quest’anno ad Ushuaia erano presenti tutte le squadre tranne i norvegesi e questo ci ha permesso di confrontarci con gli avversari, anche se i risultati di agosto valgono fino a un certo punto. Per fare qualche nome: certamente De Aliprandini ha lavorato in progressione e ha avuto tutto il tempo per trovare il feeling con il nuovo ski man sloveno, Robert Kristan. Ha potuto testare e provare. Per lui era molto importante mettere ordine nelle cose e credo ci sia riuscito”.

Per quanto riguarda Franzoni, l’obiettivo era dimenticare l’infortunio e allenarsi al 100% e lo ha fatto. Fisicamente non è ancora al massimo, ma ha ancora tempo per crescere. Credo che comincerà le gare dal gigante di Soelden, anche se ha perso tutti i punti e partirà infondo alla starting list. In ottobre sarà ancora concentrato discipline tecniche, poi sarà presente a Cervinia almeno per le prove. Certamente farà ancora un po’ di Coppa Europa per riprendere feeling e punti”.

I velocisti, in Cile hanno appena terminato il loro stage. Sono stati un po’ sfortunati con il meteo nel periodo centrale. Due nevicate abbondanti e qualche giornata di vento hanno condizionato qualche giornata di allenamento, ma hanno avuto i primi giorni buoni e soprattutto gli ultimi dieci molto positivi, che hanno permesso allo staff di preparare discesa e superG da 1″15 con velocità oltre i 120 km/h, quindi decisamente allenante. Ho visto un Casse spingere forte ad ogni giro, come è sua abitudine. Paris, invece, ha fatto prima due settimane ad Ushuaia e poi 10 giorni a La Parva. In Argentina si è concentrato in particolare su gigante e superG e ha lavorato per rimettere in ordine la sua sciata. A la Parva ha fatto quattro giorni di discesa davvero buoni. Sta bene, e ha voglia di tornare a fare Paris”.

Complessivamente il lavoro previsto è andato secondo quella che è la nostra strategia: gli atleti hanno diversificato molto. I gigantisti hanno fatto molto slalom e superG e gli slalomisti tanto gigante. La multilateralità è quello che cerchiamo, per poter essere competitivi in tutte le condizioni”.

“Il programma dei gigantisti prevede un raduno a inizio ottobre a Saas Fee, poi si valuterà in base al meteo come organizzare l’avvicinamento a Soelden. Lo slalom andrà ancora in ski dome, a Peer, sempre all’inizio di ottobre. Poi seguirà un programma simile a quello del gigante anche perché ci sono tre slalomisti che faranno anche la stagione fra le porte larghe”.

Sölden: la storia dell’avvio della Coppa del Mondo di sci alpino

Per l’avvio della stagione agonistica occorrerà attendere un mese abbondante, tuttavia cominciare a scrivere in merito alla Coppa del Mondo di sci alpino che vedrà il semaforo verde il 28 ottobre con la doppia manche di slalom gigante femminile a Sölden sul ghiacciaio del Rettenbach (mentre gli uomini debutteranno il giorno dopo sempre nello stesso format di gara), è cosa buona e giusta.

Dopo tante notizie in merito alla preparazione delle atlete e degli atleti in questi mesi tra Europa e Sud America, tra un pò si inizierà finalmente ad entrare nel vivo della competizione con il mondo del circo bianco che mette finalmente i motori che contano in moto affinché si possa costituire una nuova ed avvincente pagina di storia dello sport invernale in quella che è una delle discipline più importanti del suo novero.

Analizzando e cominciando ad entrare nell’ottica della gara austriaca, oggi ci concentriamo su un paio di curiosità che avvolgono la storia di Sölden al femminile che dal 1993 fa da cornice apripista al circuito intercontinentale della Coppa del Mondo; innanzitutto la particolarità che risalta all’occhio è che delle sin qui 25 edizioni (Tranne quella del 2006 non disputatasi) dalla prima del 1993/94 conquistata dalla padrona di casa Anita Watcher, ogni anno abbiamo assistito ad una vincitrice differente con nessuna atleta che è riuscita in grado di porre in essere un back-to-back, mentre il record di vittorie è stabilito da Tina Maze, regina autentica qui nel 2002 a pari merito con Flemmen e Hosp, nel 2006 e nel 2013, mentre si fermano a due Lara Gut-Behrami nel 2014 e nel 2017, e Mikaela Shiffrin nel 2021 e nel 2015 a pari merito con Anna Veith. La scorsa stagione, la gara fu annullata per questioni climatiche.

L’Italia ha avuto tantissime soddisfazioni in apertura di stagione e qui, la prima centrare per i nostri colori il podio per la prima volta è stata Deborah Compagnoni nell’edizione 1996/97 nella gara vinta dalla tedesca Seizinger, una Compagnoni che metteva in risalto le sue qualità anche l’anno successivo chiudendo terza alle spalle di Flemmen e Meissnitzer.

Al pari delle ragazze, l’anno di esordio di Sölden nel circuito maschile risale alla stagione 1994/95 dove il primo acuto all’interno del gigante austriaco avvenne per mano di Franck Piccard che con un acuto centrò il successo scrivendo il suo nome nell’albo d’oro interno di quesa gara, dove il transalpino concluse la gara sul gradino più alto del podio finendo davanti davanti allo svedese Nyberg e al norvegese leggendario Kjetil André Aamodt.

Sul Rettenbach a differenza delle ragazze, si limitano soltanto a due le apparizioni tricolore sul podio e queste sono avvenute oramai tanti anni fa e precisamente nel 2005 dove il grande Max Blardone si arrese solo al grande Bode Miller che realizzò un back-to-back bissando la vittoria dell’anno precedente, in un podio poi completato al terzo posto dal finnico Kalle Palander; il secondo podio, sempre in piazza d’onore, arrivò poi nel 2013 dove Manfred Moelgg si dovette arrendere a un altro statunitense, Ted Ligety, autentico eroe su questa pista che vinse davanti al nostro azzurro e a un giovane Marcel Hirscher.

Dicevamo di Ligety perché è lui lo sciatore con più vittorie qui, ben quattro di cui tre di fila tra il 2012 e il 2014, mentre l’ultima è datata 2016; un Ligety che sfiorò la vittoria per altre 3 volte quando finì secondo nel 2008 alle spalle di Svindal, terzo nel 2009 preceduto dagli elvetici Albrecht e Cuche, nel 2010 quando si arrese di nuovo allo stesso Cuche. Qui la gara non si svolse per ben tre volte nel 2011, 2018, e 2019 mentre lo scorso anno l’acuto portò la firma del futuro campione Marco Odermatt che condusse la gara sino in fondo bissando la vittoria dell’anno prima per un back-to-back semplicemente da urlo.

A Sölden l’urlo è sempre del gigante Marco

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“E’ prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni.” (Friedrich Nietzsche)

Dopo l’annullamento nella giornata di ieri nella gara femminile del gigante femminile a causa della condizioni meno, oggi gara regolare in sede di svolgimento tra gli uomini che hanno effettuato la prova di slalom gigante a Sölden dando il via alla Coppa del Mondo di sci alpino 2022/23, e non si è fatto attendere l’acuto firmato Marco Odermatt , che riprende da dove aveva terminato ossia alzando le braccia verso il cielo in segno di gloria, e si va a prendere la vittoria anticipando sul podio Kranjec e Kristoffersen andando a dominare l’apertura di questa stagione agonistica invernale; una prova solidissima sin dal principio che ha portato l’atleta battente bandiera elvetica a prendersi il successo numero 12 della carriera nel massimo circuito intercontinentale, il 30mo podio, nonché l’ottavo in gigante attraverso questo fantastico back-to-back considerando che anche l’anno passato aveva vinto la gara d’apertura sempre qui sul Rettenbach.

La forza del grande campione la vedi soprattutto nelle difficoltà come quelle patite dal detentore della sfera generale il quale, nonostante un’incertezza poco prima dell’entrata sul muro con scarse condizioni di visibilità in quella zona in seconda manche, reagisce da fuoriclasse puro e riesce a tirare fuori una prestazione assolutamente di grandiosa dimensione andando ad incrementare e a rischiare ogni cosa facendo fare agli sci delle magie meravigliose anche quando la superficie non era ottimale. Odermatt dominatore assoluto ancora una volta che precede sul podio Kranjec che sale di una posizione rispetto alla mattinata, finendo secondo staccato di 69 centesimi, mentre va a completare il podio e una bella rimonta con gli sci firmati Hirscher, Henrik Kristoffersen a 95; Braathen che qui aveva vinto due anni fa chiude quarto perdendo due caselle, e poi Windingstad quinto che rimonta ben 7 posizioni con una grande prova quindi della nazionale norvegese.

Nella prima manche era stato lo stesso Odermatt a fare da padrone sebbene i distacchi erano stati veramente minimi, con l’elvetico che era andato a precedere in sede di classifica il norvegese Lucas Braathen staccato di 41 centesimi e lo sloveno Zan Kranjec a 69.

Giornata abbastanza amare per la spedizione azzurra il cui unico presente nella seconda manche è stato il nostro Giovanni Borsotti che finisce alla casella numero 28 a 2.22 dal posto 22 della prima parte di gara, con una seconda manche ricca purtroppo di errori , due in particolare, dove si è inclinato un pò troppo nei lati di destra andando a compromettere la sua prestazione ma figlia dei rischi e del coraggio di rimontare; circa gli altri, il nostro Luca De Aliprandini va out in prima fase, e gli altri non sono riusciti a qualificarsi con Dominik Paris che ha chiuso con il posto numero 36 staccato di 2″96 e via via gli altri Filippo Dalla Vite a 3″01, Simon Maurberger a 3″04, Giovanni Franzoni a 3″44, Riccardo Tonetti a 3″54, Alex Hofer a 3″59, ed infine Hannes Zingerle a 3″61. Siamo solo all’inizio ma è indubbio che ci sarà ancora molto, molto da fare per la nostra nazionale

L’appuntamento con la Coppa del Mondo di sci alpino, con la cancellazioni come detto ieri delle due discese libere 29 e del 30 di questo mese a Zermatt, riprenderà sempre nella stessa località elvetica con lo stesso format di gara doppio previsto per il 5 e per il 6 novembre anche se, considerando la situazione, il condizionale dovremo apporlo in via del tutto obbligatoria; gli uomini ritorneranno ad ogni modo in occasione del parallelo di Lech/Zūrs previsto per il 12 di novembre, salvo eventuali recuperi che verranno comunicati ad ogni modo nel corso delle prossime settimane.

A Sölden il primo protagonista è il meteo: cancellata la prova di gigante femminile; vanno ko anche le discese a Zermatt

Martin Page disse: ““la pioggia cade come ci si innamora: per disattendere le aspettative.”; è stato il meteo il grande protagonista di oggi sulla pista austriaca: il tempo in quel di Sölden rende impossibile lo svolgimento della gara inaugurale sul Rettenbach, e di conseguenza viene cancellata la prova femminile di slalom gigante che, di fatto, avrebbe aperto la stagione 2022/23 della Coppa del Mondo di sci alpino.

Inizialmente è stato fatto un tentativo rinviando di qualche ora l’inizio delle operazioni auspicando un miglioramento che poi, alla fine, non vi è stato e che di fatto ha fatto scattare il semaforo rosso sul cancellato di partenza. Tanta delusione tra pubblico, atleti, e addetti ai lavori ma il tempo è il giudice sovrano all’interno delle competizioni invernali e non si può proporre appello in condizioni simili con pioggia battente ed alte temperature.

Condizioni meteo che hanno coinvolto non solo Sölden, ma anche altre tappe andando a rivoluzionare di fatto il calendario di questo inizio di stagione: definitivamente annullate anche le due discese libere maschili previste a Zermatt nelle giornate del 29 e del 30 di questo mese dove i disperati tentativi di innevare la parte finale del tracciato sono stati totalmente vani circa il disputare le prime prove veloci della stagione per le ragazze. Una situazione davvero preoccupante dove il cambiamento climatico ancora la fa da padrone e dove bisognerebbe porre un attento monito per intervenire definitivamente sulla salvaguardia del nostro pianeta invece di porre in essere facili ed irritanti ironie.

Per la quarta volta quindi non parte lo slalom gigante femminile a Sölden dopo il precedente annullamento avvenuto nel 2006 e la non disputa delle gare nel 1994, nel 1997, e nel 1999, svanendo anche l’opportunità per Shiffrin di fare un back-to-back per la prima volta nella storia del personale albo d’oro di questa gara dove, tra le ragazze come abbiamo detto in un articolo qualche giorno fa, nessuna è riuscita mai a piazzare due vittorie di fila.

Da vedere adesso i recuperi dove si abbozza già l’ipotesi Killington ma ancora ovviamente niente di certo, intanto domani la situazione meteo dovrebbe essere in miglioramento; filtra infatti un cauto ottimismo per il regolare svolgimento e l’inizio delle competizioni considerando che vi sarà (Sarebbe…) l’appuntamento con la gara maschile di gigante, con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle ore 13.

Arrivano i convocati azzurri per Sölden: tutto pronto per il gigante

Meno a due al semaforo verde per l’edizione 2022/23 dello sci alpino con la gara inaugurale femminile di Coppa del Mondo a Sölden sul Rettenbach; nella giornata di ieri sono arrivate le convocazioni azzurre per la gara maschile del gigante che si disputerà nella giornata di domenica.

.Il direttore tecnico Massimo Carca ha convocato nove atleti che saranno protagonisti nella gara tecnica inaugurale, ed essi sono Giovanni Borsotti, Luca De Aliprandini, Filippo Della Vite, Giovanni Franzoni, Alex Hofer, Simon Maurberger, Dominik Paris, Riccardo Tonetti e Hannes Zingerle.

La storia di Sölden al femminile in salsa azzurra

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Oramai ci siamo, il conto alla rovescia è scattato, ed è tempo di pensare quindi all’avvio della stagione agonistica di sci alpino che vedrà il semaforo verde con la Coppa del Mondo di sci alpino sabato 23 ottobre con la doppia manche di slalom gigante femminile a Sölden sul ghiacciaio del Rettenbach, mentre gli uomini debutteranno il giorno dopo sempre nello stesso format di gara.

Dopo tante notizie in merito alla preparazione delle atlete e degli atleti in questi mesi tra Europa e Sud America, si inizia finalmente ad entrare nel vivo della competizione con il mondo del circo bianco che mette finalmente i motori che contano in moto affinché si possa costituire una nuova ed avvincente pagina di storia dello sport invernale in quella che è una delle discipline più importanti del suo novero.

Analizzando e cominciando ad entrare nell’ottica della gara austriaca, oggi ci concentriamo su un paio di curiosità che avvolgono la storia di Sölden al femminile che dal 1993 fa da cornice apripista al circuito intercontinentale della Coppa del Mondo; innanzitutto la particolarità che risalta all’occhio è che delle sin qui 25 edizioni (Tranne quella del 2006 non disputatasi) dalla prima del 1993/94 conquistata dalla padrona di casa Anita Watcher, ogni anno abbiamo assistito ad una vincitrice differente con nessuna atleta che è riuscita in grado di porre in essere un back-to-back, mentre il record di vittorie è stabilito da Tina Maze, regina autentica qui nel 2002 a pari merito con Flemmen e Hosp, nel 2006 e nel 2013, mentre si fermano a due Lara Gut-Behrami nel 2014 e nel 2017, e Mikaela Shiffrin precisamente lo scorso anno e nel 2015 a pari merito con Anna Veith; entrambe quest’anno avranno la possibilità di eguagliare la fuoriclasse slovena.

L’Italia ha avuto tantissime soddisfazioni in apertura di stagione e qui, la prima centrare per i nostri colori il podio per la prima volta è stata Deborah Compagnoni nell’edizione 1996/97 nella gara vinta dalla tedesca Seizinger, una Compagnoni che metteva in risalto le sue qualità anche l’anno successivo chiudendo terza alle spalle di Flemmen e Meissnitzer.

Detto di Deborah, però è stata Denise Karbon a centrare per la prima volta il successo nel 2008 quando precedette una delle favorite, la statunitense Julia Mancuso finita al secondo posto, con un podio poi completato dall’austriaca Zetter; una Karbon che dimostrò di sentirsi a suo agio sul Rettenbach centrando il terzo posto due stagioni dopo nel 2010 nella gara vinta dall’atleta finnica Poutianen, mentre l’anno dopo nel 2011 fu Manuela Mölgg che completò il podio dove il gradino più alto fu centrato da Rebensburg. La seconda vittoria azzurra qui si raggiunse nel 2016 dove Federica Brignone mise in fila le avversarie a partire da Mikaela Shiffrin e Tina Weirather mettendo in mostra tutto il suo talento e la sua incredibile voglia di vincere.

Un’Italia caparbia, sempre pronta a fare la voce grossa ancora per due anni dopo la vittoria di Fede, con due podi di fila nel 2017 e 2018 rispettivamente con Marta Bassino e ancora Manuela Mölgg che hanno chiuso terze nelle gare dominate da Gut-Behrami e Rebensburg, mentre ne 2019 Brignone conquistò il secondo posto arrendendosi solo alla regina del gigante, la transalpina Tessa Worley.

Storie di podi e di enormi soddisfazioni per un gruppo azzurro femminile sempre vincente, dove la gemma più preziosa sul Rettenbach il 17 ottobre del 2020 con la doppietta favolosa targata Bassino che, vincendo, succede a Karbon e Brignone nel personale albo d’oro tricolore di Sölden e la nostra Federica al secondo posto che incantano di magia e di classe la località austriaca per un podio completato da Petra Vlhová.

Un’Italia che quindi raccoglie 3 allori più 3 secondi posti, più 5 terzi per un totale di 11 piazzamenti sul difficile gigante del Rettenbach che mette timore a tutte le atlete considerando che la prima gara è sempre un lotteria difficile da pronosticare, ma che trova l’Italia sempre preparata e sul pezzo con l’auspicio che, fra qualche settimana, possa l’inno azzurro o quantomeno la bandiera come piazzamento a far da cornice principale su questa magica pista biancorossa.

Marc Odermatt shine at Sölden

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Dopo il trionfo numero 70 sancito nella mattinata di ieri da Mikaela Shiffrin tra le donne nella gara che ha inaugurato la stagione agonistica alpina numero 56 della storia per la stagione 2021/22, oggi nello slalom gigante maschile è stato Marco Odermatt a domare in quel di Sölden il ghiaccio del Rettenbach portandosi a casa la vittoria numero 5 della sua carriera (La numero 3 complessivamente in slalom gigante) al termine di una gara entusiasmante. L’atleta battente bandiera elvetica ha sopravanzato sul podio Leitinger autentica sorpresa della giornata oggi in testa nella prima manche che chiude in seconda posizione a 7 centesimi, e Zan Kranjec che completa al terzo posto il podio accusando un gap di invece 10 centesimi.

Circa gli azzurri, il migliore della spedizione italiana è stato Luca De Aliprandini che guadagna due posizioni rispetto alla mattinata e conclude ottavo a 79 centesimi dallo svizzero al termine di una buonissima gara, Maurberger 20mo a 1.57, ed infine Tonetti alla casella numero 26 a 2.11. Gli altri non passano la prima fase.

Grandissima vittoria quindi per Odermatt che nella seconda manche mostra subito tutto l’armamentario della sua classe e sin dallo start mette in chiaro l’intenzione nuda e cruda di portare a casa la gara cercando prima e riuscendo poi a sopravanzare Leitinger che sin lì aveva dominato la neve austriaca. Marco, uno dei talenti più puri della nuova generazione di sci alpino, riesce a gestire al meglio il muro scatenandosi poi nella parte centrale sciando con determinazione e classe avendo la meglio su tutti in una pista alquanto complessa come quella del Rettenbach per di più ad inizio stagione.

Con questa vittoria Marc Odermatt si candida prepotentemente per la conquista della generale, considerando altresì gli exploit di classe già visti ed ammirati nelle stagioni precedenti, e questo 14mo podio della sua giovane carriera ci dà tutta la sensazione che lo stesso abbia sensibilmente alzato l’asticella mirando a qualcosa di estremamente rilevante nella più ampia delle stagioni agonistiche. Il resto, lo vedremo.

Si conclude quindi con le vittorie di Shiffrin e Odermatt il primo weekend di gare di questa nuova edizione della Coppa del Mondo di sci alpino che ha visto ancora una volta la località di Sölden il teatro per l’alzata del sipario su un palcoscenico che ha già messo in risalto la classe di questi straordinari campioni. L’appuntamento adesso per il secondo atto del circo bianco è previsto per il 14 novembre a Lech/Zeurs rimanendo in territorio austriaco, per il parallelo (Unico della stagione a parte la gara olimpica) in quel della Flexenarena.