La resilienza, l’esempio, la volontà: forza Petra

Autore: Krzysztof Golik 

Albert Einstein diceva: “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà”

La volontà è soltanto una delle innumerevoli doti che porta in serbo Petra Vlhová. Una delle qualità che ha mostrato al mondo per farlo incantare attraverso i suoi gesti tecnici e per consacrarla come una delle atlete più forti di tutto il mondo. E, si badi bene attenzione, non parliamo soltanto di sci alpino perché il tutto sarebbe altamente riduttivo, ma di sport in generale.

Una delle poche sciatrici al mondo a tener testa e ad impensierire seriamente Mikaela Shiffrin, una delle poche ad imprimere ad ogni centimetro che scorre, assieme ai sogni sotto gli sci, quella quantità di talento davvero immensa dove non puoi fermarti al cospetto di essa e rimanere incantata/o.

La storia di Petra Vlhová è quella di una ragazza semplice con un fuoco dentro che va ad alimentare quella fame di vittoria saziata spesso e volentieri dal “green light” al traguardo dopo lo start al cancelletto di partenza che si traduce in trionfo; quella volontà di cui parlava Einstein menzionato ad inizio di questo breve articolo che Petra ha sostanzialmente utilizzato sin qui per costruire una carriera meravigliosa indipendentemente dalle avversarie che sin qui ha dovuto fronteggiare, anche la migliore.

Ora, nel momento più difficile della carriera dove una brutta caduta le è costata la rottura dei legamenti in questo maledetto weekend appena tramontato in quel di Jasná, davanti al pubblico di casa, questo autentico prodigio dovrà far leva su questa volontà per cercare di tornare nella prossima stagione al livello che questo mondo ha imparato attraverso la sua forza e la sua determinazione; ci vorranno tempo e pazienza, ingredienti basici quando si parla di situazioni spiacevoli di questo tipo, ma se la vita ti attribuisce essi una atleta di questo alto calibro imprimerà ogni aspetto determinativo al fine di riuscire a ritornare al meglio possibile nel più breve lasso temporale possibile.

Noi siamo certi che Petra riuscirà non soltanto a trovare se stessa ma, parimenti, lo sci alpino presto ritroverà con felicità ed estremo orgoglio una delle figure non soltanto più rappresentative nel periodo contemporaneo, ma altresì un esempio dentro e fuori la pista, una pista che lei ha fatto parlare sempre scrivendo splendide pagine di storia attraverso i suoi sci utilizzati come una pregevole stilografica la quale, riprenderà tra i piedi, per disegnare traiettorie e imprimere nuovi successi.

“Chiunque può arrendersi, è la cosa più semplice del mondo. Ma resistere quando tutti gli altri si aspettano di vederti cadere a pezzi, questa è la vera forza”. Chris Bradford.

La magnificenza di Mikaela davanti agli occhi di un’immensa Petra

Credit Foto Eurosport

Una gara meravigliosa, monumentale, spettacolare quella andata in scena ieri a Flachau nello slalom in notturna nella meravigliosa località austriaca dove, nel duello tra Shiffrin e Vlhová ha prevalso la statunitense al termine di una sfida entusiasmante che ha, di fatto, incantato non solo la platea dello sci alpino ma più in generale tutto il pubblico sportivo che si è tolto il cappello davanti a queste due formidabili atlete.

In una settimana davvero complicata per la fuoriclasse di Vail con lo stop nelle gare veloci di Altnmarkt-Zauchensee e, soprattutto, l’orribile incidente occorso al suo fidanzato Aleksander Kilde, Shiffrin tira fuori tutta la sua classe e forza inaudita che le ha permesso di diventare nel corso del tempo una delle migliori atlete della storia dello sport e porta a casa un trionfo che la fa scoppiare in lacrime dall’alto della sua classe e magnificenza. Un trionfo che si traduce nel numero 94 in generale e nell’81 che vuol significare il numero totali dei podi in questo format di gara andando ad eguagliare Stenmark in questa speciale classifica.

Vlhová ieri ha dimostrato di essere l’unica, almeno sul tecnico, a tener testa a Mikaela in questo periodo contemporaneo sciistico, una Vlhová che se non fosse stato probabilmente per un palo che le ha causato non pochi problemi nella fase centrale della seconda manche, avrebbe addirittura potuto vincere la contesa, ma la storia ieri ha sancito un distacco di 27 centesimi dopo che aveva terminato la prima run in vantaggio di 7 sulla statunitense. Una Vlhová mai doma che risponde presente anche all’appuntamento austriaco e che non molla e non mollerà sino al termine di questa splendida edizione della Coppa del Mondo. Terza conclude Sara Hector.

Applausi quindi per Petra, fuoriclasse pura e di razza che sta dimostrando al mondo che gli affari dello sci alpino in salsa femminile non sono un esclusivo monopolio a stelle e strisce, ma un duo assolutamente pazzesco che sta di fatto infiammando non soltanto la sfida tra le due ma la passione di milioni di sportivi in tutto il mondo. Lo sguardo di Petra, concentrato e sempre presente, quello di una ragazza semplice fuori ma di una guerriera battagliera nel proprio animo e cuore.

La grandezza della donna ancor prima dell’atleta dimostra ancora una volta la stoffa di Shifrrin, superiore a tutto e a tutti e anche a dei giorni praticamente tremendi per fatti che, come abbiamo visto, travalicano assolutamente il risultato sportivo ma che per fortuna non hanno avuto conseguenze terrificanti per la persona a lei estremamente cara; atleta superiore come detto ed immensa ogni volta sempre di più, ad ogni centimetro di neve sotto gli sci e ad ogni gara. Completa, unica, meravigliosa come poche.

Thomas Bernhard una volta disse che ogni persona è un essere unico e di fatto, preso di per se stesso, la più grande opera d’arte di tutti i tempi; delle parole molto comuni ed assolutamente concernenti al nome e al cognome di Mikaela Shiffrin.

A Levi sale in cattedra Petra Vlhová

Author: Krzysztof Golik

Petra Vlhová. Fortissimamente, meravigliosamente, Petra Vlhová. Basterebbero il suo nome e il suo cognome per spiegare oggi la gara di slalom speciale a Levi, la prima stagionale tra i paletti stretti dopo l’avvio di stagione due settimane fa ma in gigante a Sölden; mentre la gara maschile in Cervinia viene cancellata causa bufera, in Finlandia la slovacca torna al successo e lo fa con una gara sontuosa sia in prima che in seconda frazione, disegnando sci e portandosi a casa una vittoria in assoluta dispersione rispetto alle avversarie.

Ha lasciato solo le briciole alle avversarie la 28enne campionessa olimpica uscente in questo segmento di gara, scesa sin dalla mattinata con assoluta tranquillità e determinazione riuscendo nel suo intento di salire sul gradino più alto del podio facendolo con una performance di livello assoluto e lanciando il guanto di sfida alle sue avversarie le quali, oggi, potevano fare davvero poco in terra lappone.

Detto di Petra, si piazza nella casella d’onore un’altrettanto strepitosa Lena Duerr: la teutonica alla fine è staccata si di 1.41 da un’aliena slovacca, ma non meno splendida è stata la sua gara che chiude seconda, mentre al terzo posto si piazza Katharina Liensberger, finalmente nelle posizioni che contano dopo un’ultima stagione assolutamente da dimenticare, staccata di 1.55. Chiude ai piedi del podio una ancora non perfetta Mikaela Shiffrin che accusa un gap di 1.70 dalla sua rivale, ancora alla ricerca della miglior condizione fisica nonostante la seconda manche fosse stata disegnata dalla sua nuova allenatrice; chiude le prime 5 Sara Hector staccata addirittura di 2.60 tanto per mettere in evidenza cosa ha fatto oggi la vincitrice.

Capitolo azzurre: diciassettesima Martina Peterlini, che torna in zona punti dopo il sedicesimo posto conquistato sempre qui a Levi nel 2021, ventiseiesima Lara Della Mea. Domani, stessi orari con prima manche alle 10 e seconda alle 13 per il secondo round in slalom gigante per le ragazze, mentre dita incrociate per gli uomini a Cervinia dove si spera di correre almeno una discesa libera, ma visto il meteo le speranze sono appese ad un lumicino.

La furia di Petra

La vittoria di ieri a Flachau nello slalom serale di Coppa del Mondo di sci alpino, ha messo in mostra finalmente una bellissima Petra Vlhová versione cinque stelle extra lusso che è andata, di cattiveria e di prepotenza, a prendersi un successo che necessitava e che la rilancia in questa seconda parte di stagione dove la forma sarà fondamentale anche e soprattutto in ottica iridata.

Nell’ultimo periodo abbiamo visto una Vlhová forse un pò stanca e scarica che è andata dal punto di vista delle performance un pò al di sotto degli standard eccezionali cui ci ha abituato nel corso degli ultimi anni e che l’hanno consacrata al mondo come una delle sciatrici più forti in circolazione anzi, certamente dopo Shiffrin, la più forte almeno nel settore tecnico.

Spesso la critica ignora il fatto che queste atlete non sono certamente dei robot bensì delle persone, umane, e anche se spesso ci deliziano con delle prestazioni assolutamente fuori dal normale, sotto la maschera e il caschetto scorre la vita composta da sentimenti, sensazioni, e vicissitudini che spesso possono portare a dei momenti in cui non si riesce a brillare momentaneamente in ciò che riesce meglio; e questo certamente è uno dei limiti della stampa in generale che non riflette molte volte prima di buttar giù un pensiero, commentando superficialmente l’atleta senza andare a comprendere la persona.

Ma Petra è una vera guerriera, una che non si attende mai anche quando il vento è forte e occorre aggrapparsi con tutte le proprie forze agli appigli a disposizione, e la fuoriclasse slovacca detentrice della generale del 2021 di appigli ne ha parecchi, partendo dal suo carattere, passando per la sua forza, e terminando con la sua classe per porre in essere una ricetta vincente che mette sul tavolo un gorumet di primissima fattura.

Vederla vincere ieri davanti alla sua rivale probabilmente è la cosa che le serviva per ripartire ancora una volta a caccia di quei trionfi che le faranno scudo nel corso degli anni avvenire e che le tributeranno gli onori che merita; una furia agonistica per una vittoria mai in discussione che le darà fiducia in prospettiva per ritrovarsi, ancora e ancora, nel prestigioso novero delle atlete più forti questo corpo celeste.

Mikaela vs. Petra: the last duel

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Mikaela Shiffrin vs. Petra Vlhová, è stato il leitmotiv di questi ultimi due anni per quanto concerne sia per l’ambito generale e poi, anche nello specifico, nel settore tecnico (Chissà anche se sul veloce… Shiffrin è in buonissima strada, Vlhová deve ancora migliorare in tal senso), ma quest’anno sembra che tale dualismo sia al massimo livello e le gare di inizio stagione non han fatto altro che confermare tutto ciò.

Lo start per l’edizione numero 56 della Coppa del Mondo di sci alpino, ci ha consegnato un duello tra queste due atlete che praticamente si sono marcate “a uomo” l’una con l’altra sin dallo start di sabato 23 ottobre in terra austriaca. Proprio la tappa di Sölden (Considerando il forfait di entrambe per il parallelo di Lech vinto da Slokar) ha creato la discrepanza di 20 punti in classifica generale a favore della 26enne di Vail, dove Lara Gut mise la distanza di un gradino sul podio, finendo seconda, trovandosi nella morsa tra Shiffrin che appunto vinse la gara e la slovacca che chiuse terza. Levi è stato invece il terreno di caccia di Petra che ha infilato un back-to-back di pregevolissima fattura relegando Mikaela per due volte in seconda posizione, sino a ieri quando a Killington ha messo il sigillo sulla vittoria in casa sulla Superstar, con Vlhová che ha arpionato un bellissimo secondo posto al termine di una seconda manche con qualche imprecisione da parte di entrambe superate, però, da fuoriclasse di razza quali sono tutte e due.

E’ un duello appassionante perché ognuna sembra marcare l’altra a colpi di determinazione e classe, e la cosa più bella sembra che i risultati ottemperati da entrambe nel corso delle gare, vadano a spostare sempre più in alto l’asticella dal punto di vista qualitativo. Nello sport di dualismi ne abbiamo visti e ne vediamo sempre in larga quantità, ma quello tra Shiffrin e Vlhová sembra aver aggiunto quel pepe in più ad una ricetta già di suo abbastanza gustosa che ci lascia ampiamente presagire che nella più importante stagione agonistica con la presenza dei cinque cerchi olimpici, si possa arrivare a una delle stagioni più belle dal punto di vista agonistico.

Certo, c’è da fare ancora tutta anche la stagione veloce, con Shiffrin che nel tempo ha ampiamente dimostrato di esserci soprattutto in super-g, e le avversarie a partire dalle nostre azzurre non mancano, e non mancano anche nel tecnico con Lara Gut e Kat Liensberger pronte a dire la loro, ma il focus e i risultati di inizio stagione non possono far altro che porci alla nostra cognizione la sfida tra le attuali dominatrici di questa Coppa del Mondo.

Entrambe stanno monopolizzando questo start, la sfida è aperta certamente a ogni risultato, e lo sci è lì pronte a tendere la mano a queste due strepitose atlete impavide e fortissime, che non si faranno di certo pregare a griffare con i loro nomi una nuova pagina dello sport invernale.

The Petra’s hit in the first slalom at Levi Black

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Come un autentico uragano sportivo non si fa attendere l’acuto di Petra Vlhová, che si scaglia sulla Blake Levi e al termine di una gara entusiasmante si porta a casa il primo round dei due previsti in questo weekend di slalom speciale in terra finnica mettendo in questo sabato tutte le avversarie in fila a partire da Mikaela Shiffrin ottima seconda al rientro dopo i problemi alla schiena e Lena Duerr, che risorge dopo tantissimo tempo, che chiudono rispettivamente seconda e terza a 31 e 84 centesimi completando il podio.

La prova è stata sublime: Petra è stata assolutamente sicura di sé, sciando con naturalezza e gestendo al meglio la pressione che le aveva messo addosso pochi istanti prima Shiffrin con la sua prova. Gestisce al meglio il piano iniziale e anche il muro tenendosi cari i centesimi di vantaggio che le erano rimaste, per poi scatenarsi nella parte finale aumentando il gap con la statunitense sino a raggiungere il traguardo dimostrando ancora una volta la solidità che contraddistingue questa fantastica atleta la quale, mescolata con la sua grande tempra e classe, mettono su una ricetta cinque stelle extra-lusso che conferma ancora una volta che è lei la donna da battere anche quest’anno.

In mattinata anche la prima manche aveva fatto mettere in mostra tutta la forza della slovacca che era andata a prendere il comando delle operazioni precedendo di undici centesimi Shiffrin attuando una grande performance soprattutto allo start per poi gestire sulla parte ripida, mentre chiudeva terza la vincitrice del parallelo di Lech, Andreja Slokar che accusava un gap di 48 centesimi. Con questo trionfo la campionessa in carica della Coppa del Mondo generale porta a casa la 21 vittoria nel massimo circuito intercontinentale, la dodicesima in questo segmento di gara, la quarta sulla Black Levi che conferma il suo incredibile feeling con queste nevi.

Prova incolore per le nostre azzurre con Martina Peterlini unica qualificata che chiude in … posizione ad .. dalla vetta, mentre bisogna andare nel retrovie per osservare le caselle della nostra spedizione ed oltre la quarantesima piazza e non qualificate per la seconda manche. Va out Roberta Midali.

La Coppa del Mondo di sci alpino entra più che mai nel vivo soprattutto al femminile dove l’incertezza rispetto ai colleghi maschi è molto più rimarcata e oggi l’acuto dell’atleta battente bandiera slovacca non ha fatto altro che confermarlo dandoci la certezza che questa edizione numero 56. Appuntamento quindi a domani per il secondo slalom speciale femminile qui a Levi seguendo sempre gli stessi orari, con la prima manche alle ore 10 e la seconda alle 13.15 dove, siam certi, la battaglia sarà ancora più viva che mai.

La lunga ascesa di Petra nella sala dello sci mondiale

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La nuova detentrice della Coppa del Mondo di sci alpino che va a succedere nell’albo d’oro alla nostra Federica Brignone, è Petra Vlhová la quale finalmente dopo tanto lavoro e costanza, è riuscita a centrare il più importante degli obiettivi con un successo che le apre tante porte in prospettiva basandosi su un presente a dir poco stellare.

Guidata da Livio Magoni, Petra è stata scaltra e ha unito alle sue capacità tecniche quelle mentali che han dimostrato ancora una volta di quanto sia forte questa ragazza di soli 25 anni. Petra, nativa di Liptovský Mikuláš, una città in Slovacchia che sorge sulle sponde del Váh ad un’altitudine collinare collocata fra i Bassi Tatra e gli Alti Tatra, ha avuto il merito di crederci sempre comprendendo che, viste le difficoltà anche delle sue avversarie nella fase centrale della stagione, era il momento giusto per tentare l’assalto all’obiettivo più grande alzando l’asticella e provando l’ennesimo salto di qualità. Adesso, con uno nuovo staff e dopo l’addio di Livio in direzione Hrovat, bisognerà vedere quale sarà il modus operandi della campionessa uscente.

Già, l’ennesimo, perché la caparbietà di questa ragazza consapevole di avere mezzi fisici e tecnici davvero notevoli, è davvero una una delle tante luce possedute nel novero delle qualità che indubbiamente la porteranno a essere un punto di riferimento ancor di più per lo sci mondiale: una delle qualità più in evidenza di Vlhová è la lettura delle gare: esattamente come un allenatore di calcio riesce a correggere in corsa le cose che non vanno attraverso le sostituzioni, Vlhová non demorde mai e anche quando un passaggio va a vuoto nel corse della gara, trova sempre il coniglio da tirar fuori dal cilindro sfoderando al traguardo nella maggior parte dei casi la bella prestazione. Attraverso questo atteggiamento, il salto di qualità è arrivato.

Petra ha portato a casa la bellezza di sei vittorie in stagione, l’argento in combinata ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo, e ha affiancato alla generale anche la sfera di cristallo del parallelo a testimonianza di quanto sia stata brava a iniziare bene il percorso, tenendo duro nel momento di difficoltà e stanchezza, e dando il tutto per tutto nella parte finale resistendo all’assalto di una Gut-Behrami che l’aveva messa nel mirino ma che non è riuscita a sorpassarla. Il presente quindi ci racconta di una bella sequela di successi da parte sua, ma vista la sua tempra coadiuvata da quella del suo allenatore, l’obiettivo sarà ancora di più spingersi in là cercando l’acuto tecnico a Pechino ai Giochi Olimpici del 2022 che potrebbero già contrassegnarla nel gotha dello sci, facendo però i conti con una concorrenza davvero agguerrita a partire dalle certezze come Shiffrin proseguendo alle grandi promesse come Liensberger pronte a dar battaglia. La certezza però è che esse dovranno fare i conti anche con questa ragazza qui, che una volta preso il treno del successo, non si accontenterà della fermata successiva e si spingerà ancora, verso orizzonti ancora più gloriosi.

L’urlo di Petra c’è e si fa sentire

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Risposta a Lara Gut-Behrami doveva essere da parte di Petra Vlhová ad Are, e risposta della stessa è stata all’interno di uno slalom speciale di questo venerdì, il primo di due considerando che domani in mattinata si replicherà con lo stesso segmento di gara, nel testa a testa tra la slovacca e l’elvetica in seno alla classifica generale che si deciderà questo mese nel corso delle finali di Lenzerheide.

Petra Vlhová oggi è scesa con il vero atteggiamento da leader combattente, da fuoriclasse assoluta, e mettendo in campo tutta la forza e la determinazione sia in prima che in seconda frazione, ha letteralmente dominato una gara facendo rivedere lo smalto dei mesi precedenti da parte della campionessa slovacca anche tra i paletti stretti. A nulla sono valse le splendide prestazioni di Liensberger e Shiffrin, anch’esse sul podio, che si son dovute arrendere all’assalto di Petra.

Il testa a testa tra lei e Lara Gut-Behrami si preannuncia davvero entusiasmante e questo weekend potrebbe essere assolutamente indicativo per stabilire gli ultimi equilibri in vista delle finali di Coppa del Mondo: con il successo odierno Vlhova supera Gut-Behrami nella classifica per la coppa di cristallo overall vantando 64 punti di vantaggio sull’elvetica. Tale vantaggio, come detto in sede di primo capoverso, potrebbe dilatarsi ancor di più considerando il secondo slalom di domani e che la neo campionessa del mondo sarà assente in Svezia.

Anche il parallelo è affare di Petra Vlhová: nel frattempo salta la Val d’Isère, e quindi show spostato a dicembre a S. Caterina Valfurva

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Petra Vlhová è l’autentica padrona di questo primo scorcio di Coppa del Mondo: dopo i due trionfi a Levi nello scorso weekend nei due slalom speciali di fila, ecco che arriva anche l’acuto stagionale numero 3 stavolta in parallelo gigante che fa segnare il quarto podio dall’inizio delle competizioni stagionali calcolando il terzo posto di Sölden nel gigante di apertura vinto da Marta Bassino.

Vlhová, più concentrata che mai in ogni frazione di gara, ha avuto la meglio sulla statunitense Paula Moltzan, autentica outsider della gara, che deve arrendersi nella big final sia in prima frazione che in seconda terminandola dopo una caduta si spera senza conseguenze anche se la giovane americana sembrava dolorante. Per Petra si tratta della vittoria numero 17 in Coppa, la terza in parallelo di una carriera che sicuramente la proietterà molto lontana

Capitolo azzurre: due sole qualificate per la fase finale dove la migliore è stata Marta Bassino, sconfitta dalla Moltzan poi come detto finalista per 8 centesimi, che chiude al quinto posto battendo nelle finaline l’austriaca Elisa Moerzinger e poi la norvegese Stjernesund; conclude invece settimo posto finale la campionessa uscente Federica Brigone.

Domani appuntamento con il parallelo maschile alle ore 17:50 sempre in diretta su Eurosport e Raisport. Nel frattempo c’è da segnalare la decisione importante, ufficiale da parte di FISI, la cancellazione della gare in Val d’Isère per alte temperature per il 5 e 6 dicembre, e di conseguenza il tutto è stato spostato a Santa Caterina Valfurva sulla mitica pista intitolata a Deborah Compagnoni, che torna in calendario dopo quattro anni di stop.

Petra Vlhová fa back-to-back e infila la doppietta sulla Levi Black

Photocredits: Rolandhino1 his own work – On: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Petra_Vlhova_in_action.jpg

Quest’anno scrivi Levi e leggi Petra Vlhová; il ritorno della Coppa del Mondo in modalità slalom speciale propone una slovacca in grandissima forma che, dopo la gara di ieri infila la doppietta e fa due sue a Levi dimostrando oramai l’enorme maturità di questa ragazza che si candida seriamente a una delle protagoniste assolute per la sfera di cristallo generale.

Petra Vlhová conferma le impressioni date ieri nelle vittoria del primo slalom, e anche oggi scia con una determinazione e precisione tali da mettere in fila le sue antagoniste e farle arrendere, a partire da Michelle Gisin, che nella prima frazione aveva chiuso al pari merito della vincitrice e conclude una gara brillantissima in seconda posizione a 31 centesimi di distacco: ancora a podio e ancora un terzo posto per l’austriaca Liensberger staccata di 51 centesimi a dimostrazione di un grandissimo stato di forma ma oggi, contro questa fuoriclasse, c’era davvero ben poco da fare. Si arrendono anche Wendy Holdener che chiude al quarto posto a 79 centesimi e Mikaela Shiffrin che completa i primi cinque a 93 centesimi, ancora alla ricerca di uno stato di forma che certamente non tarderà ad arrivare.

Capitolo Italia: ottime conferme dalla nostra Irene Curtoni che finisce la sua gara in ottava posizione a 1’22 dalla vetta e dà ottime speranze per i nostri colori anche in ambito slalom per una vittoria che manca oramai in questo segmento di gara per i colori rosa da tantissimo tempo, 24ma Federica Brignone, mentre va purtroppo out Marta Bassino che inforca e deve abbandonare la sua discesa tra i paletti stretti.

Per Vlhová si tratta del terzo acuto sulla Levi Black, il secondo come detto di fila, e fa segnare la sedicesima vittoria in Coppa del Mondo, la nona in slalom speciale per quella che è oramai una grande certezza a livello internazionale dello sci alpino che accoglie, nel suo novero, una enorme realtà con una prospettiva davvero importante che sarà capace di tener testa alla Shiffrin appena tornerà ai suoi livelli stratosferici. Il guanto di sfida in terra lappone, è stato già lanciato.

Il prossimo appuntamento con lo sci alpino è previsto a Lech / Zeurs dove si recupererà il parallelo rinviato due settimane fa per assenza di neve e previsto adesso per le giornate di giovedì 26 con la gara femminile, e venerdì 27 con quella maschile; oramai lo spettacolo alpino, è entrato pienamente nel vivo.